Auriti_Giacinto_Signoraggio

Nel seguito sarà trattata anche la figura di Giacinto Auriti che si è interessato anche di Signoraggio ed emissione monetaria.

Ma serve seguire la seguente discussione perché nasce da una esposizione “signoraggista” che sebbene imprecisa ci da la occasione di correggere alcune questioni prima ascoltando la tesi signoraggista e poi spiegando in dettaglio la materia su basi scientifiche, sapendo anche cosa rispondere agli elementi spesso infondati:

Ve lo ricordiamo spesso ultimamente, perchè sarà la SVOLTA
per il Mondo….IL CRACK AMERICANO che è molto vicino.
Ovviamente lo ANNUNCERANNO quando avrenno messo insieme
tante tessere del Puzzle Nuovo Ordine Mondiale.
Ma non è molto distante…..ora pensano per risanare per un pò l’economia ,al PLATINUM STANDARD.
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Gente antenne molto alzate…..ne vderemo delle BRUTTE
a breve…e il quadro internzionale è fondamentale per capire cosa faranno qui in Italia, cosa aspettarci e come MUOVERCI
per non affondare.
Se un governo può creare mille miliardi di dollari dal nulla, allora perchè le banche centrali si prendono i nostri soldi?
  • 88 persone piace questo elemento.
  • Francesco Tripaldi gli USA sono in profonda crisi, Obama a predicato come Monti
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  • Stefano Lanzarini siamo fottuti!!
  • Nelly Santoro Siamo diventati schiavi di questo sistema globale …
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  • Fabio Magnani Il problema sono i politici
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  • Cra Davide Fabio secondo me il problema non sono i politici. ..
    Mi piace · Rispondi · 6 ore fa tramite cellulare
  • Peter Ruggieri I politici non sono altro che i camerieri dei banchieri e non contano un fico secco, abbiamo demandato la nostra Sovranità Monetaria a una banca privata, dicasi B.C.E. che stampa moneta a costo quasi zero e la ricarica di 100+100+interesse, i cui azion…Altro
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  • Lino Palma Perche’le banche centrali si prendonoi nostri soldi ? Si prendono i nostri soldi cosi non potremo piu pagare le tasse e ci porteranno via le terre…ps..lo stanno gia’ facendo, questa e’ la loro arma….a mio parere..
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  • Grillo Verde NON c’è nessuna crisi, se non per chi abbocca di “al lupo al lupo” .. è Mario Monti a spiegarlo: “Servono crisi e gravi crisi per fare dei passi avanti!” http://youtu.be/HORaWaxi6io

    www.youtube.com

    ‎”l’unione si ottiene con la cessione delle sovranità da parte degli stati membr…Visualizza altro

    more info:
    Se un governo può creare mille miliardi di dollari dal nulla, allora perchè le banche centrali si prendono i nostri soldi? Secondo la CNN, [http://economy.money.cnn.com/2013/01/04/platinum-coin-debt-deiling/] Barack Obama potrebbe risolvere la crisi del debito pubblico americano stampando alcuni miliardi di dollari. Ma allora perchè bisogna pagare le tasse? L’America si trova di fronte al grave problema del tetto del debito pubblico, oltre il quale, gli Stati Uniti non possono ricevere denaro in prestito dalla Federal Reserve, la Banca Centrale Statunitense. Alcuni analisti degli di nota, tra cui Paul Krugman, nell’intervento sul NYT, hanno suggerito al presidente Obama di autorizzare il Tesoro degli Stati Uniti a creare un trilione di dollari in monete di platino, così da poter pagare le bollette del governo americano. Ma se un governo sovrano ha il potere di creare dal nulla miliardi di dollari, allora perchè bisogna pagare le tasse? Non solo, ma perchè esiste un “debito pubblico”? [http://krugman.blogs.nytimes.com/2013/01/07/be-ready-to-mint-that-coin/] La questione economica è diventata il centro di ogni interesse politico e mediatico. Tutto, ormai, ruota attorno all’informazione economica e al molok del famigerato “debito pubblico”, cioè il debito che un intero stato contrae con un terzo a fronte di un prestito di danaro, solitamente un’istituzione bancaria a partecipazione privata, tipo la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea. Quello che sta succedendo in America, e che può tranquillamente essere trasportato nella situazione dell’Europa, spinge a porsi una domanda fondamentale: se un governo ha la facoltà di emettere moneta per conto proprio, perchè normalmente chiede in prestito i soldi di cui ha bisogno, gravati con un tasso di interesse e determinando un indebitamento nei confronti di un terzo. La questione nasce nel momento in cui i governi occidentali hanno ceduto la facoltà di creare la moneta ai banchieri, i quali, sotto le mentite spoglie di istituti di diritto pubblico (cioè di proprietà dei cittadini), hanno creato le cosiddette Banche Centrali, istituti bancari che, grazie ad un gioco di scatole cinesi, sono di proprietà privata. Per esempio, l’azionariato della BCE (http://www.ecb.int/ecb/orga/capital/html/index.it.html) è composto dalle Banche Centrali sia dei paesi dell’area euro, che da altri paesi. Fin qui tutto bene. Ma se andiamo a vedere chi sono gli azionisti delle Banche Centrali Nazionali, scopriamo una serie di istituti bancari privati che di “diritto pubblico” non hanno proprio nulla. Nel caso dell’Italia, l’azionariato della Banca d’Italia, uno dei maggiori soci della BCE, è composto da istituti di credito che hanno come oggetto sociale il profitto e non il bene della comunità nazionale (http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/parte…). Ciò significa che ogni volta che la BCE presta denaro all’Italia, l’interesse applicato al prestito servirà a creare un utile che verrà diviso tra i vari azionisti. Ecco, allora, che una parte delle tasse pagate al governo servirà ad arricchire i banchieri che partecipano al capitale delle Banche Centrali. Diabolico!! Ma il problema è molto più profondo e richiede di esaminare almeno due conseguenze estremamente nefaste di questo assurdo sistema monetario: l’incongruità tra il valore materiale e valore nominale della moneta, e l’inestinguibilità del debito pubblico. 1. Incongruità tra valore materiale e valore nominale Attualmente, la materia di cui è fatto il denaro è di tipo cartaceo per le banconote e di metallo per le monete. Per come è concepito attualmente il sistema monetario, il valore del denaro non è determinato dal tipo di materiale utilizzato per il conio, ma dal valore nominale, cioè dal numero di crediti segnato sulla banconota o sulla moneta. Per esempio, una banconota vale 5 euro non per la quantità e la qualità della carta utilizzata per fabbricarla, ma per il numero “5” scritto su di essa. In passato, invece, il valore del denaro era determinato dal materiale utilizzato per coniare le monete, solitamente oro o argento, metalli riconosciuti unanimemente come “preziosi”. La rottura del legame tra “valore materiale” e “valore nominale” del denaro è avvenuta nel 1971, con il definitivo superamento degli accordi di Bretton Woods. Operazione estremamente diabolica. Perchè? http://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Bretton_Woods Mettiamo che il governo italiano, per far quadrare il bilancio del 2013, abbia bisogno di 100€. Non potendolo emettere autonomamente, lo chiede in prestito alla BCE. La BCE, dopo aver chiesto per l’ennesima volta le riforme strutturali per garantire il ritorno del debito, decide di concedere il prestito di 100€ all’Italia, con un aggravio di interesse pari al 2%. La BCE, magia delle magie, creerà dal nulla i 100€, stampandoli (così come avrebbe potuto fare il governo). Per stampare la banconota da 100€, la BCE spenderà tra carta, inchiostro, elettricità, trasporto e manodopera circa 0,01€ (un centesimo di euro). Essendo un ente privato, ci si aspetta che la BCE venda la banconota all’Italia ad un prezzo ottenuto dalla somma del costo di produzione (0,01€), più un lecito ricarico di guadagno (un altro 0,01€, per esempio). Quindi, in un mondo logico e sano, la banconota costerebbe all’Italia 0,02€. Invece, la BCE che fa? Ecco la diabolicità dell’operazione: la Banca Centrale Europea scriverà nelle voci in uscita del suo bilancio “100€” e non “0,01” come ci si aspetterebbe. Mentre nelle voci in entrata scriverà “102€” e non “0,02€” come sarebbe giusto. Ciò significa che i banchieri, a fronte di una banconota costata 0,01€, guadagneranno la bellezza di 101,99€. Sì, perchè l’Italia si indebiterà per il valore nominale della banconota, invece del suo valore materiale. Infatti, a fine anno, l’Italia dovrà sborsare 102€ reali spremendo i suoi cittadini con le tasse. Questo meccanismo, in termini tecnici, si chiama “Signoraggio Bancario”, mentre in termini sociali si chiama “truffa”!

    (*1:vedi nota in fondo)

    2. Inestinguibilità del debito Oltre alla truffa appena descritta, c’è una conseguenza ancora più grave, che poi è il vero fine di tutto questo meccanismo perverso. Come detto in precedenza, i governi nazionali hanno rinunciato, grazie alla compiacenza di politici corrotti dai banchieri, alla loro sovranità monetaria, consegnandola definitivamente nelle mani dei banchieri privati. Quali sono le conseguenze di questa consegna? Torniamo al nostro esempio. L’Italia, entro la fine del 2013, dovrà estinguere il suo debito con la BCE di 100€, più il 2% d’interesse, quindi dovrà pagare un totale di 102€. Domanda: se l’Italia non ha la facoltà di emettere autonomamente la propria moneta, da dove prenderà i 2€ in più che serviranno ad estinguere il debito? Di fatto, si tratta di un debito inestinguibile, di un sistema fondato sul debito. E’ un debito sistematico. Questo meccanismo, in termini tecnici, si chiama “Moneta Debito”, mentre in termini sociali si chiama “Schiavitù Monetaria”, fenomeno che porta tutti noi, grazie ad un sistema legale creato ad hoc, a diventare di proprietà dei banchieri. Infatti, l’Italia per risolvere la questione ha davanti a sé tre possibilità: 1. Chiedere un altro prestito: per l’esercizio del 2014, l’Italia chiederà 100€ per quadrare il bilancio in corso, più 2€ per il debito del 2013. In tutto chiederà 102€ a cui aggiungere un ulteriore interesse di 2€. Totale: 104,04€. Ora, il debito inestinguibile è diventato di 4,04€. Questa è la via normale sulla quale si avvitano gli stati occidentali, incrementando esponenzialmente il cosiddetto “debito pubblico”, un debito praticamente eterno. Infatti, in questo diabolico circolo vizioso, per quanti tagli si facciamo allo stato sociale o per quanto patrimonio pubblico venga venduto, il debito pubblico è destinato ad aumentare per sempre. [Draghi: «Un vero controllo sui bilanci nazionali»]. http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/08/29/la-bce-getta-la-maschera-draghi-un-vero-controllo-sui-bilanc.html 2. Vendere proprietà pubbliche ai privati: è un pò quello che recentemente è successo alla Grecia. Ad un certo punto, la Banca Centrale decide che un paese sovrano è troppo indebitato per poter accedere all’ennesimo prestito. Così, i banchieri sollecitano lo stato debitore a trovare i soldi per rientrare del debito, vendendo parti di patrimonio pubblico. Solitamente, queste operazioni vengono acclamate dagli ignari cittadini che non sanno quale grande “pacco” si sta consumando alle loro spalle. Nel momento di massima difficoltà per la Grecia, fu addirittura prospettata la possibilità che il governo ellenico vendesse pezzi di territorio, tipo qualche isola delle Cicladi, per esempio! Ciò significa che, a lungo andare, con l’aiuto di un sistema legale create ad arte, le banche e le corporations diventeranno proprietarie di tutto, compresi i nostri territori, il nostro lavoro e le nostre vite. Verrà il giorno in cui anche i governi verranno privatizzati, o commissariati. In Italia ne abbiamo avuto un assaggio con l’avvento di Mario Monti, burocrate massone e uomo delle banche (ex Goldman Sacks), che ha fatto l’ultimo danno all’Italia prima di andare via [Leggere assolutamente: http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/08/25/modifica-dell-art-81-della-costituzione-italiana-un-altro-pe.html ] 3. Emettere moneta autonomamente: questa strada, benchè risulti risolutiva definitivamente, è assolutamente la più osteggiata e boicottata dai banchieri (che perderebbero il controllo totalitario del sistema economico e sociale), dai politici (i quali, o non si rendono conto del funzionamento del sistema, o fanno finta di non capire rendendosi complici dei banchieri, consolandosi con le briciole che cadono dalle loro ricche tavole) e gli economisti (formati nelle Università nelle quali le società segrete hanno creato la giusta mentalità). Se l’Italia emettesse moneta autonomamente e se la BCE non fosse mai esistita, oggi il suo debito pubblico sarebbe pari a 0,00€. [Leggi: Una bambina di 12 anni dà una lezione di economia equa ai Banchieri Illuminati http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/06/06/una-bambina-di-12-anni-da-una-lezione-di-economia-equa-ai-ba.html%5D.

    (*2:vedi nota in fondo)

    Quale sistema ci piacerebbe? Quando i soldati degli illuminati devono trovare un modo per difendere il sistema attuale, tendono ad usare l’argomento dell’inflazione incontrollata, secondo il quale, se uno stato emettesse moneta senza nessun limite, il denaro perderebbe di valore, poichè ce ne sarebbe talmente tanto in giro, da far aumentare i prezzi a dismisura. Questo problema è reale, ma costoro non dicono che il sistema attuale è una soluzione falsa e truffaldina, poichè la BCE e la Federal Reserve immettono indiscriminatamente denaro liquido nel sistema, non facendo altro che aumentare il debito pubblico degli stati e, di conseguenza, alimentare l’inflazione, in quanto i prezzi dei prodotti sono gravati dalle tasse che servono a rientrare del debito. E allora, quale possibile sistema alternativo? Come trovare una soluzione reale ad un problema reale? Un sistema a “sovranità monetaria” deve basarsi su tre punti fondamentali: 1) Lo stato deve emettere la moneta nel nome del Popolo Italiano. Sulla banconota dovrebbe esserci la firma del Presidente della Repubblica e la dicitura “di proprietà del portatore”. In questo modo, la banconota non viene “prestata” al cittadino, ma viene “accreditata”, cioè è sua; non è più una moneta-debito, ma una moneta-credito. Attualmente, invece, sulla banconota c’è la firma del governatore della Banca Centrale (un privato cittadino), volendo significare che quella banconota non è del cittadino, ma che gli è stata prestata dietro interesse, e che, prima o poi, dovrà ridarla al suo proprietario, cioè la banca. 2) Lo stato deve emettere una quantità di moneta pari al valore del PIL, cioè a quanto prodotto dai cittadini in un anno Esempio: se lo stato fosse composto da due persone, Mario, che in un anno ha prodotto due mele, e Giorgio, che in un anno ha prodotto due pere, sarebbe necessario avere in circolo una quantità di denaro minima da consentire a Mario e a Giorgio di scambiarsi i relativi prodotti. In questo modo, il valore sarebbe attribuito al lavoro dei cittadini e non al danaro in quanto tale, che per sua natura è uno strumento di scambio. La vera ricchezza risiede nel alvoro e non nella moneta. Quest’ultima è solo un’illusione. Il paradosso che ci troviamo a vivere è assurdo, in quanto ci troviamo magazzini e negozi pieni zeppi di prodotti che, però, non possiamo scambiarci per scarsità di moneta, cioè dello strumento di scambio. Naturalmente si tratta di una scarsità studiata a tavolino, con l’intento di indebitare sempre più i governi e porre il valore sulla moneta e non sul lavoro. 3) La tassazione statale non deve servire a finanziare i servizi pubblici, ma a regolare la quantità di moneta, in base a quanto si è prodotto in un anno. Naturalmente, questo tipo di tassazione non mette al riparo dall’ingiustizia sociale, in quanto rimarrebbe nella sensibilità delle singole forze politiche promuovere una vera progressività fiscale, secondo la quale che guadagna di più partecipa in misura maggiore alla stabilità del sistema rispetto a chi guadagna meno. Riusciremo mai a vedere una cosa del genere? Non posso e non voglio escluderlo! Non possiamo arrenderci a diventare proprietà di un manipoli di manigoldi che non hanno nessun altra capacità umana se non quella del raggiro, dell’avidità e dell’individualismo bieco. Non a caso, per rendere ancora più invasivo il sistema economico, uno dei prossimi progetti di questi “illuminati” è la riduzione progressiva dell’uso del denaro contante, rispetto ad un’espansione del denaro elettronico, così da poter risparmiare anche quel centesimo per stampare una banconota e controllare sempre di più la vita dei cittadini occidentali. Resistiamo amici, resistiamo! 11 gennaio 2013 http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2013/01/10/se-un-governo-puo-creare-mille-miliardi-di-dollari-dal-nulla.html Chiara Lyn
    Se un governo può creare mille miliardi di dollari dal nulla, allora perchè le banche centrali si prendono i nostri soldi?

    Secondo la CNN, [http://economy.money.cnn.com/2013/01/04/platinum-coin-debt-deiling/] Barack Obama potrebbe risolvere la crisi del debito pubblico americano stampando alcuni miliardi di dollari. Ma allora perchè bisogna pagare le tasse? L’America si trova di fronte al grave problema del tetto del debito pubblico, oltre il quale, gli Stati Uniti non possono ricevere denaro in prestito dalla Federal Reserve, la Banca Centrale Statunitense.

    Alcuni analisti degli di nota, tra cui Paul Krugman, nell’intervento sul NYT, hanno suggerito al presidente Obama di autorizzare il Tesoro degli Stati Uniti a creare un trilione di dollari in monete di platino, così da poter pagare le bollette del governo americano. Ma se un governo sovrano ha il potere di creare dal nulla miliardi di dollari, allora perchè bisogna pagare le tasse? Non solo, ma perchè esiste un “debito pubblico”? [http://krugman.blogs.nytimes.com/2013/01/07/be-ready-to-mint-that-coin/]

    La questione economica è diventata il centro di ogni interesse politico e mediatico. Tutto, ormai, ruota attorno all’informazione economica e al molok del famigerato “debito pubblico”, cioè il debito che un intero stato contrae con un terzo a fronte di un prestito di danaro, solitamente un’istituzione bancaria a partecipazione privata, tipo la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea.

    Quello che sta succedendo in America, e che può tranquillamente essere trasportato nella situazione dell’Europa, spinge a porsi una domanda fondamentale: se un governo ha la facoltà di emettere moneta per conto proprio, perchè normalmente chiede in prestito i soldi di cui ha bisogno, gravati con un tasso di interesse e determinando un indebitamento nei confronti di un terzo.

    La questione nasce nel momento in cui i governi occidentali hanno ceduto la facoltà di creare la moneta ai banchieri, i quali, sotto le mentite spoglie di istituti di diritto pubblico (cioè di proprietà dei cittadini), hanno creato le cosiddette Banche Centrali, istituti bancari che, grazie ad un gioco di scatole cinesi, sono di proprietà privata.

    Per esempio, l’azionariato della BCE (http://www.ecb.int/ecb/orga/capital/html/index.it.html) è composto dalle Banche Centrali sia dei paesi dell’area euro, che da altri paesi. Fin qui tutto bene. Ma se andiamo a vedere chi sono gli azionisti delle Banche Centrali Nazionali, scopriamo una serie di istituti bancari privati che di “diritto pubblico” non hanno proprio nulla.

    Nel caso dell’Italia, l’azionariato della Banca d’Italia, uno dei maggiori soci della BCE, è composto da istituti di credito che hanno come oggetto sociale il profitto e non il bene della comunità nazionale (http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/parte…).

    Ciò significa che ogni volta che la BCE presta denaro all’Italia, l’interesse applicato al prestito servirà a creare un utile che verrà diviso tra i vari azionisti. Ecco, allora, che una parte delle tasse pagate al governo servirà ad arricchire i banchieri che partecipano al capitale delle Banche Centrali. Diabolico!!

    Ma il problema è molto più profondo e richiede di esaminare almeno due conseguenze estremamente nefaste di questo assurdo sistema monetario: l’incongruità tra il valore materiale e valore nominale della moneta, e l’inestinguibilità del debito pubblico.

    1. Incongruità tra valore materiale e valore nominale

    Attualmente, la materia di cui è fatto il denaro è di tipo cartaceo per le banconote e di metallo per le monete. Per come è concepito attualmente il sistema monetario, il valore del denaro non è determinato dal tipo di materiale utilizzato per il conio, ma dal valore nominale, cioè dal numero di crediti segnato sulla banconota o sulla moneta. Per esempio, una banconota vale 5 euro non per la quantità e la qualità della carta utilizzata per fabbricarla, ma per il numero “5” scritto su di essa.

    In passato, invece, il valore del denaro era determinato dal materiale utilizzato per coniare le monete, solitamente oro o argento, metalli riconosciuti unanimemente come “preziosi”. La rottura del legame tra “valore materiale” e “valore nominale” del denaro è avvenuta nel 1971, con il definitivo superamento degli accordi di Bretton Woods. Operazione estremamente diabolica. Perchè?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Bretton_Woods

    Mettiamo che il governo italiano, per far quadrare il bilancio del 2013, abbia bisogno di 100€. Non potendolo emettere autonomamente, lo chiede in prestito alla BCE. La BCE, dopo aver chiesto per l’ennesima volta le riforme strutturali per garantire il ritorno del debito, decide di concedere il prestito di 100€ all’Italia, con un aggravio di interesse pari al 2%.

    La BCE, magia delle magie, creerà dal nulla i 100€, stampandoli (così come avrebbe potuto fare il governo). Per stampare la banconota da 100€, la BCE spenderà tra carta, inchiostro, elettricità, trasporto e manodopera circa 0,01€ (un centesimo di euro). Essendo un ente privato, ci si aspetta che la BCE venda la banconota all’Italia ad un prezzo ottenuto dalla somma del costo di produzione (0,01€), più un lecito ricarico di guadagno (un altro 0,01€, per esempio). Quindi, in un mondo logico e sano, la banconota costerebbe all’Italia 0,02€.

    Invece, la BCE che fa? Ecco la diabolicità dell’operazione: la Banca Centrale Europea scriverà nelle voci in uscita del suo bilancio “100€” e non “0,01” come ci si aspetterebbe. Mentre nelle voci in entrata scriverà “102€” e non “0,02€” come sarebbe giusto. Ciò significa che i banchieri, a fronte di una banconota costata 0,01€, guadagneranno la bellezza di 101,99€. Sì, perchè l’Italia si indebiterà per il valore nominale della banconota, invece del suo valore materiale.

    Infatti, a fine anno, l’Italia dovrà sborsare 102€ reali spremendo i suoi cittadini con le tasse. Questo meccanismo, in termini tecnici, si chiama “Signoraggio Bancario”, mentre in termini sociali si chiama “truffa”!

    2. Inestinguibilità del debito

    Oltre alla truffa appena descritta, c’è una conseguenza ancora più grave, che poi è il vero fine di tutto questo meccanismo perverso. Come detto in precedenza, i governi nazionali hanno rinunciato, grazie alla compiacenza di politici corrotti dai banchieri, alla loro sovranità monetaria, consegnandola definitivamente nelle mani dei banchieri privati. Quali sono le conseguenze di questa consegna?

    Torniamo al nostro esempio. L’Italia, entro la fine del 2013, dovrà estinguere il suo debito con la BCE di 100€, più il 2% d’interesse, quindi dovrà pagare un totale di 102€. Domanda: se l’Italia non ha la facoltà di emettere autonomamente la propria moneta, da dove prenderà i 2€ in più che serviranno ad estinguere il debito?

    Di fatto, si tratta di un debito inestinguibile, di un sistema fondato sul debito. E’ un debito sistematico. Questo meccanismo, in termini tecnici, si chiama “Moneta Debito”, mentre in termini sociali si chiama “Schiavitù Monetaria”, fenomeno che porta tutti noi, grazie ad un sistema legale creato ad hoc, a diventare di proprietà dei banchieri. Infatti, l’Italia per risolvere la questione ha davanti a sé tre possibilità:

    1. Chiedere un altro prestito: per l’esercizio del 2014, l’Italia chiederà 100€ per quadrare il bilancio in corso, più 2€ per il debito del 2013. In tutto chiederà 102€ a cui aggiungere un ulteriore interesse di 2€. Totale: 104,04€. Ora, il debito inestinguibile è diventato di 4,04€.

    Questa è la via normale sulla quale si avvitano gli stati occidentali, incrementando esponenzialmente il cosiddetto “debito pubblico”, un debito praticamente eterno. Infatti, in questo diabolico circolo vizioso, per quanti tagli si facciamo allo stato sociale o per quanto patrimonio pubblico venga venduto, il debito pubblico è destinato ad aumentare per sempre. [Draghi: «Un vero controllo sui bilanci nazionali»].

    http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/08/29/la-bce-getta-la-maschera-draghi-un-vero-controllo-sui-bilanc.html

    2. Vendere proprietà pubbliche ai privati: è un pò quello che recentemente è successo alla Grecia. Ad un certo punto, la Banca Centrale decide che un paese sovrano è troppo indebitato per poter accedere all’ennesimo prestito. Così, i banchieri sollecitano lo stato debitore a trovare i soldi per rientrare del debito, vendendo parti di patrimonio pubblico. Solitamente, queste operazioni vengono acclamate dagli ignari cittadini che non sanno quale grande “pacco” si sta consumando alle loro spalle.

    Nel momento di massima difficoltà per la Grecia, fu addirittura prospettata la possibilità che il governo ellenico vendesse pezzi di territorio, tipo qualche isola delle Cicladi, per esempio! Ciò significa che, a lungo andare, con l’aiuto di un sistema legale create ad arte, le banche e le corporations diventeranno proprietarie di tutto, compresi i nostri territori, il nostro lavoro e le nostre vite.

    Verrà il giorno in cui anche i governi verranno privatizzati, o commissariati. In Italia ne abbiamo avuto un assaggio con l’avvento di Mario Monti, burocrate massone e uomo delle banche (ex Goldman Sacks), che ha fatto l’ultimo danno all’Italia prima di andare via [Leggere assolutamente:

    http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/08/25/modifica-dell-art-81-della-costituzione-italiana-un-altro-pe.html ]

    3. Emettere moneta autonomamente: questa strada, benchè risulti risolutiva definitivamente, è assolutamente la più osteggiata e boicottata dai banchieri (che perderebbero il controllo totalitario del sistema economico e sociale), dai politici (i quali, o non si rendono conto del funzionamento del sistema, o fanno finta di non capire rendendosi complici dei banchieri, consolandosi con le briciole che cadono dalle loro ricche tavole) e gli economisti (formati nelle Università nelle quali le società segrete hanno creato la giusta mentalità). Se l’Italia emettesse moneta autonomamente e se la BCE non fosse mai esistita, oggi il suo debito pubblico sarebbe pari a 0,00€. [Leggi: Una bambina di 12 anni dà una lezione di economia equa ai Banchieri Illuminati

    http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/06/06/una-bambina-di-12-anni-da-una-lezione-di-economia-equa-ai-ba.html%5D.

    Quale sistema ci piacerebbe?

    Quando i soldati degli illuminati devono trovare un modo per difendere il sistema attuale, tendono ad usare l’argomento dell’inflazione incontrollata, secondo il quale, se uno stato emettesse moneta senza nessun limite, il denaro perderebbe di valore, poichè ce ne sarebbe talmente tanto in giro, da far aumentare i prezzi a dismisura.

    Questo problema è reale, ma costoro non dicono che il sistema attuale è una soluzione falsa e truffaldina, poichè la BCE e la Federal Reserve immettono indiscriminatamente denaro liquido nel sistema, non facendo altro che aumentare il debito pubblico degli stati e, di conseguenza, alimentare l’inflazione, in quanto i prezzi dei prodotti sono gravati dalle tasse che servono a rientrare del debito.

    E allora, quale possibile sistema alternativo? Come trovare una soluzione reale ad un problema reale? Un sistema a “sovranità monetaria” deve basarsi su tre punti fondamentali:

    1) Lo stato deve emettere la moneta nel nome del Popolo Italiano. Sulla banconota dovrebbe esserci la firma del Presidente della Repubblica e la dicitura “di proprietà del portatore”. In questo modo, la banconota non viene “prestata” al cittadino, ma viene “accreditata”, cioè è sua; non è più una moneta-debito, ma una moneta-credito.

    Attualmente, invece, sulla banconota c’è la firma del governatore della Banca Centrale (un privato cittadino), volendo significare che quella banconota non è del cittadino, ma che gli è stata prestata dietro interesse, e che, prima o poi, dovrà ridarla al suo proprietario, cioè la banca.

    2) Lo stato deve emettere una quantità di moneta pari al valore del PIL, cioè a quanto prodotto dai cittadini in un anno Esempio: se lo stato fosse composto da due persone, Mario, che in un anno ha prodotto due mele, e Giorgio, che in un anno ha prodotto due pere, sarebbe necessario avere in circolo una quantità di denaro minima da consentire a Mario e a Giorgio di scambiarsi i relativi prodotti.

    In questo modo, il valore sarebbe attribuito al lavoro dei cittadini e non al danaro in quanto tale, che per sua natura è uno strumento di scambio. La vera ricchezza risiede nel alvoro e non nella moneta. Quest’ultima è solo un’illusione.

    Il paradosso che ci troviamo a vivere è assurdo, in quanto ci troviamo magazzini e negozi pieni zeppi di prodotti che, però, non possiamo scambiarci per scarsità di moneta, cioè dello strumento di scambio. Naturalmente si tratta di una scarsità studiata a tavolino, con l’intento di indebitare sempre più i governi e porre il valore sulla moneta e non sul lavoro.

    3) La tassazione statale non deve servire a finanziare i servizi pubblici, ma a regolare la quantità di moneta, in base a quanto si è prodotto in un anno. Naturalmente, questo tipo di tassazione non mette al riparo dall’ingiustizia sociale, in quanto rimarrebbe nella sensibilità delle singole forze politiche promuovere una vera progressività fiscale, secondo la quale che guadagna di più partecipa in misura maggiore alla stabilità del sistema rispetto a chi guadagna meno.

    Riusciremo mai a vedere una cosa del genere? Non posso e non voglio escluderlo! Non possiamo arrenderci a diventare proprietà di un manipoli di manigoldi che non hanno nessun altra capacità umana se non quella del raggiro, dell’avidità e dell’individualismo bieco.

    Non a caso, per rendere ancora più invasivo il sistema economico, uno dei prossimi progetti di questi “illuminati” è la riduzione progressiva dell’uso del denaro contante, rispetto ad un’espansione del denaro elettronico, così da poter risparmiare anche quel centesimo per stampare una banconota e controllare sempre di più la vita dei cittadini occidentali. Resistiamo amici, resistiamo!
    11 gennaio 2013

    http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2013/01/10/se-un-governo-puo-creare-mille-miliardi-di-dollari-dal-nulla.html

    Chiara Lyn

    nota (*1) del testo dello stesso colore come segue:

    Commento:

    Abbiamo pubblicato l’articolo di scuola signoraggista o di scuola Auriti perché abbiamo una occasione di correggere alcune inesattezze.

    A) esistono due tecniche base di emissione:

    i) la emissione diretta di moneta (ad esempio greenback di Abramo Lincoln, o le 500 £ di Aldo Moro) detta anche MONETA A CREDITO, che sostanziamente è la stampa diretta di moneta o l’accredito in favore dello Stato che la emette che non crea debito pubblico, ma solo svalutazione della moneta già circolante.

    ii) la emissione della moneta come contratto di prestito tramite Titoli di Stato (ad esempio i BOT e altre forme sia in Italia che all’estero) in cui lo Stato che emette i Titoli si impegna a restituire le cifre prestate da chi acquista i Titoli alla scadenza più un premio o anche detto interesse, in cambio del quale chi acquista versa un corrispettivo.
    Tale moneta è detta MONETA A DEBITO.

    Si capisce allora che la tesi signoraggista di scuola Auriti ipotizza un metodo di emissione che attualmente non è in uso né in Italia e né in Occidente.

    Lo stesso Auriti se ne rese conto quando perse la causa contro la Banca di Italia e propose una legge per stampare moneta a credito, anziché quella a debito che ancora oggi si esprime tramite i titoli di stato.

    Ecco un articolo che riassume i fatti compreso un video con le dichiarazioni di Auriti.

    Signoraggio_di_ Auriti

    definizione-1
    con signoraggio -su un piano storico- deve essere inteso il compenso che va a chi realizza la moneta come supporto.

    definizione-2
    Alcuni, e tra questil il professor Auriti, etichettano (a nostro avviso in modo improprio) spesso con “signoraggio” il processo di emissione monetaria, che invece normalmente viene denominato appunto emissione monetaria.

    Le due diverse definizioni precedenti, insieme al fatto che il prof. Auriti ipotizzava la introduzione di una moneta detta “a credito” anziché la reale situazione di emessione monetaria detta moneta “a debito” realizza una serie di problemi di trattazione della interpretazione della emissione monetaria per chi adotta alcune convenzioni anziché altre.

    Intervista ad Auriti:

    Non di meno una banca come la BCE realizza una struttura anomala la cui anomalia dipende dal non avere un organismo politico di controllo democratico come è invece previsto per tutte le banche centrali per qualsiasi Stato Sovrano: L’Organismo di controllo era il ministero del tesoro italiano quando dipendevamo dalla Banca di Italia, oppure è il ministero del tesoro USA sotto le direttive del Congresso in USA sopra la FED.

    Cosa succede se la BCE non ha un organismo di controllo che vigili sopra l’operato della politica economica e finanziaria?

    Che sarà la BCE a mandare le letterine agli Stati che utilizzano l’euro, e quindi a dettare la politica eonomica e finanziaria e non il viceversa tramite il ministero del tesoro di Europa di un governo di Europa che però non esiste poiché Europa non è una confederazione di Stati del tipo Stati Uniti di America.

    Ciò ci espone quindi alla speculazione finanziaria che può speculare sul fare innalzare artificialmente i tassi sui titoli ad esempio non assolvendo alla funzione tipica delle banche centrali detta, questa funzione, “prestatore di ultima istanza“.

    Perché si espleti questa funzione è la BCE che compera i titoli di una emissione di Titoli che vadano invenduti quando il tasso superi dei livelli concordati con il ministero del tesoro. La BCE poi sarà coperta da una nuova emissione superando in tal modo la speculazione potendo uno stato o una confederazione di Stati avere una capacità di emissione potenzialmente illimitata.

    Inoltre la svalutazione introdotta dovrà e potrà essere controllata grazie al controllo della politica degli investimenti che dovranno essere investimenti PRODUTTIVI, associati alla destinazione della nuova moneta introdotta in circolazione che -quindi- recupererà la svalutazione al momento della nuova emissione.

    Ci spiega in dettaglio questi meccanismi fondamentali (e da sempre utilizzati fino alla destrutturazione attuale causata dal divorzio tra banche centrali e ministero del tesoro) l’economista Nino Galloni:

    nota (*2) del testo dello stesso colore come segue:

    Commento:

    In effetti anche questa trattazione sulla supposta inestinguibilità del debito necessita di alcune correzioni. Si sta infatti ipotizzando che uno stato per ripagare i suoi debiti possa accedere solo a contrarre altri debiti, mentre ciò non è la sola via.

    Uno Stato può infatti accedere, inoltre, anche alla modalità degli “investimenti produttivi”.

    Si pensi ad esempio ad un prestito bancario chiesto per fare una estrazione petrolifera o avviare una attività che renda in modo maggiore di quanto sia stato l’investimento iniziale.

    Bene, se i soldi avuti in prestito per le trivelle, gli strumenti, e quanto necessario a trovare il petrolio avrà successo non solo chi ha chiesto il prestito potrà restituire la cifra prestata, ma avrà anche denaro molto maggiore di quanto sia il prestito ottenuto.

    Inoltre il fatto che uno Stato finanzi la scuola, la ricerca scientifica, le infrastrutture, gli ospedali, la assistenza sanitaria etc può creare una società che tende ad aumentare di ricchezza e quindi il benessere della popolazione tende a migliorare non essendo schiacciato dalla tassazione e aumentando il tenore di vita, sebbene magari vi sia un tasso di svalutazione del denaro che sia minimo, che poi si riverbera sulla inflazione nell’acquisto dei beni e servizi.

    La funzione di uno Stato nell’amministrare i beni pubblici infatti non può essere solo quello di non andare in passivo, ma di distribuire sulla collettività il beneficio della nuova moneta introdotta. Tanto che se non circolasse moneta il danno sarebbe ben maggiore al fatto di una bassa inflazione poiché senza un sistema bancario che finanzi l’economia anche in presenza di ordinativi le attività manifatturiere, agricole, commerciali, di servizi etc non potrebbero funzionare perché non vi sarebbe la sufficiente liquidità monetaria che faccia girare la macchina economica e finanziaria come bene studiano in particolare questo settore le “teorie circuitiste”.

    Un articolo che segue ci parlerà degli studi storici sulle teorie circuitiste in merito al denaro:

    • da facebook:http://www.facebook.com/groups/ipgcadmin/permalink/377642412254559/
    • LEZIONI DI STORIA MONETARIA
      di Silvano Borruso
      Se la storia dev’esser maestra di vita, la discussione in corso sul fenomeno dilagante delle valute sociali di scambio, non può portar molto lontano se basata su dati di fatto vaghi o addirittura falsi. Volgiamo quindi lo sguardo indietro di 70 anni, per mettere a fuoco eventi reali che possano aiutare a evitare gli errori del passato.
      Protagonista della nostra storia è il tirolese Michael Unterguggenberger (1884-1936), borgomastro della cittadina austriaca di Wörgl, nodo ferroviario nella provincia del Vorarlberg.
      Era il luglio del 1932. In seguito a una politica globale deflazionista mai dovutamente spiegata e falsamente attribuita al collasso della borsa di New York di tre anni prima, la moneta scarseggiava, le intraprese chiudevano i battenti e infuriava la disoccupazione. La cittadina di poco più di 4000 abitanti e dintorni già contava 1500 disoccupati, che inutilmente si rivolgevano al borgomastro per aiuti che non potevano venire da nessuna parte.
      Però il nostro, ex-meccanico e ferroviere, aveva letto, oltre che Marx e compagnia, anche il loro antidoto: Die Natürliche Wirtschaftsordnung (Nuovo Ordine Economico) di Silvio Gesell (1862-1930). Costui, beffandosi tanto di Marx quanto di Adam Smith, puntava il dito su un disordine strutturale incredibilmente non individuato durante 26 secoli.
      Esiste infatti una contraddizione inerente tra le due funzioni monetarie di intermediarietà negli scambi e porta valori nello spazio e nel tempo, ma sopratutto nello spazio. E’ evidente che denaro negli anfratti di un portafoglio o incettato in un conto di risparmio a lungo termine non viene scambiato e viceversa. Che nessuno prima di lui se ne fosse accorto è un mistero che non tenterò neanche di cominciare a chiarire. Il fatto è che Gesell se ne accorse, come si accorse che questa contraddizione fosse causa storica primaria di crisi economiche e politiche, guerre, rivoluzioni, lotte di classe, povertà nel bel mezzo dell’abbondanza, in breve della questione sociale. Alla fine della Grande Guerra, nel 1918, in una lettera al giornale berlinese Zeitung am Mittag scriveva:
      Nonostante le sacre promesse di tutte le nazioni di bandire la guerra una volta per tutte, nonostante l’urlo delle masse “Mai più guerra”, nonostante le speranze di un futuro migliore, consti quello che dico: se il sistema monetario attuale, basato sull’interesse semplice e composto, rimane operativo, oso predire oggi che non passeranno 25 anni prima che venga un’altra, molto più terribile guerra. Ne vedo lo sviluppo chiaramente. Il grado dell’attuale progresso tecnologico porterà rapidamente a risultati industriali da record. La capitalizzazione sarà rapida nonostante le enormi perdite belliche, e la sovraproduzione abbasserà il tasso di interesse. Il denaro comincerà ad essere accaparrato. L’attività economica diminuirà e un numero crescente di disoccupati vagabonderà per le strade. Come prima, si cercherà di occupare territorio e fabbricare armi per lo scopo, giustificando l’operazione col dovere dare lavoro ai disoccupati. Si formeranno movimenti rivoluzionari selvaggi tra le masse scontente e fiorirà la pianta velenosa dell’estremo nazionalismo. Le nazioni non si capiranno a vicenda e alla fine non potrà che scoppiare un’altra guerra.
      Il borgomastro dal lungo cognome aveva vissuto in semipovertà le crisi del 1907-08 e del 1912-14, durante le quali aveva contratto la tubercolosi che lo avrebbe portato alla tomba a 52 anni. Però conosceva il rimedio, e si mise all’opera.
      Dopo un paziente lavoro di avvicinamento e di convinzione presso piccoli impresari, negozianti e professionisti di Wörgl, il 5 luglio lesse ad alta voce il suo programma di soccorso per ristrettezze economiche:
      La causa principale del barcollo dell’economia è la bassa velocità di circolazione della moneta. Come intermediaria di scambi, la moneta progressivamente sparisce dalle mani dei lavoratori. Filtra invece negli alvei dove scorre l’interesse, finendo con l’accumularsi nelle mani di pochi, che non la riversano sul mercato per acquistarvi beni e servizi. La trattengono invece per specularvi su.
      Il municipio emise quindi la sua moneta. La chiamò Bestätigter Arbeitswerte o Certificati di Lavoro con un valore alla pari con lo scellino ufficiale, ma con una differenza capitale: ogni certificato per 1, 5 e 10 scellini, pur mantenendo un potere d’acquisto stabile, scadeva dopo un mese dalla data di emissione, a meno di non rinnovarne la validità applicandogli su un francobollo del valore dell’1% sul nominale, acquistabile in municipio. Questo, da parte sua, avrebbe accettato i certificati in pagamento di imposte.
      Chi non voleva spendere, poteva mantenere il valore dei suoi certificati depositandoli in banca, a 0% interesse. Al contrario, la banca non vedeva l’ora di sbarazzarsene per non dover pagare la tassa di magazzinaggio. E se ne sbarazzava o prestando a chi voleva investire o pagando salari e servizi.
      Chi poi voleva cambiare certificati in scellini ufficiali poteva farlo in qualsiasi momento, con uno sconto del 5% sul valore nominale. Così non si trattava di moneta “alternativa”, ma “complementare”. Nessuno era obbligato ad accettarla, neanche lo scassinatore che nottetempo trafugò moneta ufficiale lasciando intatti i certificati trovati nell’abitazione dove era penetrato.
      In tutto, il municipio fece stampare biglietti per un valore di 32 000 scellini, ma in pratica ne usò meno di un quarto. La circolazione raggiunse una media di 5300 scellini, cioè un irrisorio due scellini o meno a persona, che però procurarono lavoro, redditi e profitti ai cittadini di Wörgl più di quanto facessero i 150 scellini a persona emessi dalla Banca Nazionale. Come aveva predetto Gesell, la velocità di circolazione era l’importante: cambiando mani circa 500 volte in 14 mesi, contro le 6-8 volte della moneta nazionale, i 5 000 scellini di certificati di Wörgl fecero muovere beni e servizi per ben due milioni e mezzo di scellini. Il municipio, con le casse continuamente riempite da un lato e svuotate dall’altro, construì un ponte sul fiume Inn, asfaltò quattro strade, rinnovò le fognature e le installazioni elettriche, e si permise anche di costruire un trampolino per salto con sci. Per avere un’idea del potere di acquisto, basta sapere che lo stipendio del borgomastro era in quella data di 1 800 scellini mensili.
      Al principio alcuni ridevano, altri gridavano alla frode o sospettavano contraffazione. Ma vedendo che i prezzi non aumentavano, che la prosperità cresceva e che le tasse venivano pagate in anticipo e immediatamente spese per lavori e servizi pubblici, i ghigni si trasformarono ben presto in espressioni di stupore e i lazzi in voglia di imitazione. La vicina Kitzbühel, famosa stazione sciistica, aveva prima cominciato ad accettare i certificati di Wörgl, e il 1 gennaio 1933 emesso 3 000 scellini di certificati suoi propri. Circa 300 000 cittadini della provincia non vedevano l’ora di estenderne l’esperimento.
      Però Mammona non dormiva. Unterguggenberger non aveva usato il nome “certificato” per niente: sapeva che se si fosse azzardato a chiamarli “moneta” sarebbe incorso nelle ire della Banca Nazionale l’indomani stesso.
      Nel frattempo Wörgl era diventata il centro di pellegrinaggi da parte di macroeconomisti di tutte le tendenze e colori. Tutti volevano vedere “il miracolo” della prosperità locale che sfidava la miseria e disoccupazione globali.
      Il 19 agosto del 1932 il Dott. Rintelen, membro del Governo, riceveva una delegazione capitanata dal borgomastro. Durante l’incontro dovette ammettere che la Banca Nazionale aveva ridotto l’emissione di moneta da una media di 1 067 milioni di scellini nel 1928 a una di 872 nel 1933. E chiaramente vide che i certificati facevano senso e che non c’era ragione per interrompere l’esperimento.
      Mammona però aveva i suoi “scienziati” alla Banca Nazionale, intenti a “provare” che l’esperimento doveva essere proibito. Ecco le ragioni “scientifiche” della proibizione:
      Benchè l’emissione di certificati di lavoro sembri avallata al 100% da una quantità equivalente di moneta ufficiale austriaca, le autorità sovrintendenti, cominciando dall’area amministrativa di Kufstein fino all’ufficio governativo del Tirolo, non devono permettersi di sentirsi soddisfatte. La cittadina di Wörgl ha ecceduto i suoi poteri, dato che il diritto di emettere moneta in Austria è privilegio esclusivo della Banca Nazionale, come per art. 122 del suo statuto. Wörgl ha violato quella legge.
      La proibizione entrò in forza il 15 settembre 1933, però Wörgl appellò. Il 15 novembre il caso raggiunse la Corte Suprema, che manco a dirlo cassò l’appello mettendo così fine all’esperimento.
      La storia di Wörgl è nota nei suoi particolari grazie a Fritz Schwartz, testimonio oculare che ne scrisse i particolari in un libro pubblicato nel 1951. Tre anni prima un esperimento meno noto, però non meno riuscito, aveva avuto luogo a Schwanenberg, in Germania. Un certo Dr Hebecker, padrone di una miniera di carbone, stava per chiudere i battenti. Disse ai suoi impiegati che aveva carbone, ma non denaro. Sarebbero stati disposti ad accettare il 90% del salario in moneta propria chiamata Wära e redimibile in carbone? Non c’era tanta scelta. Anche il Wära aveva una sua tassa di magazzinaggio che ne favoriva la circolazione rapida, ma purtroppo non ebbe un cronista come Schwartz. Quello che si sa è che Mammona, nelle vesti del Cancelliere Heinrich Brüning (1885-1970) non perdette tempo a cassare Schwanenberg e a passare decreti-legge di emergenza che ancora oggi proibiscono l’emissione di qualsiasi moneta non ufficiale.
      Tornarono la disoccupazione, la miseria e la fame. Nelle Bierhallen bavaresi un oscuro immigrante austriaco cominciava a farsi notare. Si chiamava Adolf Hitler. E’ impossibile affermare -o negare- che il secondo conflitto mondiale sarebbe stato evitato solo con il permettere la continuazione di Schwanenberg and Wörgl. Il dato di fatto è che furono i voti dei disoccupati a portare Hitler al potere.
      Non si creda che Mammona fosse all’erta solo nei due luoghi descritti. Il 24 maggio del 1933 Unterguggenberger aveva tenuto una conferenza davanti a 1000 persone in Winterthur, nella superdemocratica Svizzera. Per il 3 settembre l’Associazione per una Economia Libera lo aveva invitato a ripeterla, ma ecco che Mammona, nella veste del Procuratore di Stato, gli negò il visto di entrata. Meraviglie della libertà di espressione!
      Lezioni per il presente
      Tutta l’informazione di cui sopra sarebbe rimasta sepolta in libri e riviste più o meno ammuffiti se il miracolo dell’Internet non l’avesse portata all’aria libera davanti a milioni di ricettori, e per di più in tempo reale. E’ un dato di fatto che l’interesse per le valute sociali è ormai globale, e inarrestabile. E’ importante quindi avere idee chiare circa le ragioni dei successi e dei fallimenti del passato.
      I successi dei due esperimenti sono innegabili, ed è inutile ripeterli. Sono quattro le ragioni per il loro fallimento.
      La ragione prima del fallimento fu l’ostilità aperta di Mammona, sulla quale vale la pena soffermarsi. La Grande Guerra aveva tolto tutte le illusioni che potessero esser rimaste circa il sistema aureo, col suo preteso collegamento tra la moneta e i metalli preziosi. Mammona forzò il ritorno al sistema aureo nel 1925, causando il grande sciopero generale del 1926 e l’abbandono del sistema da parte della Gran Bretagna, seguita da un paese dopo l’altro.
      Come Gesell aveva predetto per fine e per segno, era questione di tempo prima che scoppiasse un’altra guerra, e così fu.
      A Bretton Woods si arrivò dopo lunghe trattative a un accordo, che non fece che sostituire il dollaro USA all’oro, forzandone l’uso come valuta di riserva. Per evitare una nuova crisi, John Maynard Keynes (1883-1946) escogitò il sistema di spesa deficitaria come stimolante dell’economia. A breve termine la cosa funzionò, ma c’era già chi gli chiedeva cosa sarebbe successo a lungo termine. Da buon economista, Keynes rispose evasivamente: “A lungo termine saremo tutti morti”. Certo. Però a 60 anni di distanza non c’è bisogno di esser un genio per accorgersi del danno enorme che la svalutazione furtiva della moneta continua a causare: il dollaro USA compra oggi quello che compravano 10 centesimi mezzo secolo fa, e il franco svizzero, che si vanta di essere la moneta più stabile del mondo, compra quello che compravano 20 centesimi.
      E’ vero che de mortuis nil nisi bonum, però è difficile esonerare l’uomo col pretenderne l’ignoranza. I lettori possono servirsi dei seguenti due dati di fatto.
      1. Keynes aveva letto Gesell, tanto da citarlo nella sua Teoria Generale come segue: “Il futuro apprenderà più dallo spirito di Gesell che da quello di Marx”. Non si sa se a Bretton Woods ne avesse proposto anche la teoria o no.
      2. Keynes otteneva un reddito personale non disprezzabile con la speculazione. Lo faceva prima di colazione, con un paio di telefonate ai suoi agenti di cambio.
      Nonostante ciò, ha avuto il merito di prolungare l’intervallo tra una crisi e l’altra da 20-25 a 60-? anni. Siamo quindi al lumicino, e sembra urgente entrare in azione.
      Mammona ebbe ragione su Hebecker e Unterguggenberger semplicemente perchè non esisteva Internet. Oggi basterebbe che le forze esistenti in favore delle valute sociali attuino contemporaneamente, senza neanche bisogno di farlo in maniera uniforme, per sconfiggere Mammona riducendolo da padrone a servo dell’economia.
      La seconda ragione del fallimento fu (meglio, sarebbe stata) l’1% mensile di commissione di magazzinaggio, ammontante al 12% annuale. Gesell aveva proposto un 5,2% annuale, cioè l’uno per mille per settimana. Gli uomini d’affari di Wörgl accettarono la cifra a malincuore proprio perchè non esisteva un’alternativa. Il fattore critico è il giusto mezzo tra il rigetto completo, che occorrerebbe con una percentuale di poco più del 12%, e la tentazione di accaparrare, che occorrerebbe con una percentuale di meno del 3%. Qui sono opportune due considerazioni.
      Una: l’imposta di magazzinaggio è caratteristica essenziale per il successo di una valuta sociale. Dove questa non si è applicata, il sistema ha funzionato a termine corto, per illanguidirsi e morire a lungo termine.
      Due: il fallimento del sistema fu clamoroso negli Stati Uniti, colà esportato dall’insigne (?) economista Prof. Irving Fisher (1867-1947). Costui propose un mostruoso 2% per settimana, o 104% annuale. Il rigetto fu quindi istantaneo e totale. Se lo fece per ignoranza o apposta per gettar discredito sul sistema non ci è dato saperlo. Ciò che si sa è che il presidente Roosevelt non tardò molto a seguire la scia di Brüning nel proibire valute sociali anche negli USA.
      La terza ragione fu l’aver fissato il valore dei certificati a quello dello scellino ufficiale. Perchè una moneta abbia potere d’acquisto costante, è necessario che abbia anche misura di valore costante. I certificati di Wörgl non l’avevano. Questo valore potrebbe essere quello del potere d’acquisto conosciuto di una certa moneta nel tempo (il dollaro del 1970 ecc.) o un indice di prezzi di un certo numero di prodotti base o di oggetti di prima necessità, ecc. Il che vuol dire che una data valuta sociale vedrebbe la moneta ufficiale progressivamente svalutarsi rispetto ad essa: gradualmente in tempi ordinari, catastroficamente in tempo di crisi.
      La quarta e ultima ragione fu il tempo di attuazione. Il luglio del 1932 era già tardi. La disoccupazione scese, ma non del 100%. Le piccole industrie già chiuse non riaprirono: solo quelle che erano ancora aperte ebbero nuove prospettive di vita, ridando lavoro al 25% dei disoccupati. Ecco perchè sarebbe bene non aspettare il collasso del sistema prima di varare un progetto di valuta sociale.
      In fine si dica una volta per tutte che la ragione ultima -e centrale- per progetti di questo tipo è risolvere la questione sociale con uno strumento pacifico e alla portata del popolo senza interventi burocratici di alcun tipo. E’ questione di mettere la fionda di David nelle mani di chi può capire. Chi vivrà, vedrà.

      ______________________
      Bibliografia
      Bernard Lietaer: The Future of Money. Century, London 2001
      Margrit Kennedy: Inflation and Debt Free Money, 1995

      Cenni biografici dell’autore
      Nato a Palermo nel 1935.
      Laureato in Scienze Agrarie nell’Università di Catania nel 1957.
      Dal 1960 risiede in Kenya, dove insegna lingua, etica/religione e scienze
      Pubblicazioni:
      The Art of Total Living, Paulines Publications Africa 1996
      The Art of Thinking, 1998
      El Evolucionismo en Apuros, Criterio Libros, Madrid 2001
      Pena de Muerte, 2002
      Traduzioni
      St Augustine’s De Ordine, Consolata Institute of Philosophy, Nairobi 1997
      Aquinas’ Entity and Essence, 1997
      St Augustine’s The Confessions, Paulines Publications Africa 2002
      Silvano Borruso
      silbor@strathmore.ac.ke
      20 giugno 2002

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        • Lino Cibernetico Tufano

          Ho trovato senz’altro interessante l’articolo. Ed è senz’altro vero che aumentare artificialmente la circolazione monetaria crea un aumento della produzione dei beni e servizi, mentre la concentrazione e uscita dal circuito degli scambi crea politiche recessive e di monopolio e di cartello.
          C’è però da dire che tali tecniche oltre che creare una sorta di nevrastenia economica in cui i soldi non possono essere fatti stazionare per un intervallo comunque lungo, non garantiscono una serenità degli scambi da una valutazione sia di reale convenienza e sia di proteggere dal mito della crescita illimitata, quindi non accedono al concetto di eco-sistema.
          E’ infatti noto che il problema del nostro pianeta non è il problema -anche esso artificiale- della depressione economica, che è stato indotta da una induzione di minore quantità di denaro circolante, ma dal suo opposto.
          E’ proprio la consapevolezza che sia la tecnologia che una accorta politica di investimenti avrebbe presto esaurito le risorse del pianeta a spingere l’alta finanza a creare una recessione per ragioni artificiali che miravano a una crisi voluta e quindi a portare in difficoltà il 99% che altrimenti avrebbe esaurito le risorse.
          Ho scritto in un altro articolo che si può riassumere tutto ciò nell’uso della politica di induzione della crisi come mezzo di “controllo demografico”, e se non è stato fatto scientemente è senz’altro sotto gli occhi di tutti che aumentare le tasse e imporre pareggio di bilancio e quindi minore liquidità nel sistema → impone recessione.
          Non ci tragga inoltre in inganno la liquidità di 16 mila miliardi di dollari dati dalla Fed e dei 500 miliardi di euro dati dalla BCE(*2): quei denari saranno tirati fuori dal sistema delle banche solo per la politica dei saldi in concomitanza dei default degli stati, come nel caso della Grecia, in cui a 4 soldi sarà possibile acquistare ciò che gli stati “privatizzano” per potere finanziare il pagamento del loro debito pubblico che le banche centrali non coprono più grazie alle leggi introdotte da una politica corrotta all’uopo.
          Ma torniamo allora alla teoria dei controlli applicata ad un sistema economico che sia un ecosistema come il pianeta è stato, è, e sarà un ecosistema se avrà un futuro.
          Se il sistema non producesse abbastanza per la alimentazione e i servizi di coloro che ci vivono siamo in un deficit di capacità di provvedere alla sua sussistenza. Se la moneta fosse troppo velocizzata con le tecniche indicate nell’articolo o con il fiat money (sia con il vecchio sistema della stampa di titoli sovrani però garantiti dalle banche centrali come pagatori di ultima istanza o con la stampa diretta) rischieremmo una crescita che esaurisca le risorse del pianeta e quindi si avrebbe un fallimento del task del sopravvivere per congestione degli spazi limitati con politiche di crescita illimitata. Necessita quindi un sistema che sia un ecosistema e quindi una architettura neuronale(*1), in cui tutte le transazioni siano tracciabili perché lecite e nessuno possa assumere posizioni dominanti, ma diverse competenze e responsabilità associate alle diverse competenze.(*1)nota: architettura neuronale è l’unica architettura che risolve il problema della teoria dei controlli “chi controlla il controllore?”.
          Infatti ogni singolo controllore avrebbe necessità di altri sopra di lui per l’ulteriore controllo, ma l’azione andrebbe iterata all’infinito, rendendo il problema irrisolubile.
          Viceversa in un controllo distruibuito (in modo neuronale e quindi secondo una architettura a rete, come internet) in cui tutti -potenzialmente- controllano tutti, allora, ogni nodo è sindacabile e anche le stesse strutture di controllo -deputate ufficialmente- sarebbero potenzialmente esposte ad un sindacato, poiché tutti dispongono dell’accesso a tutte le basi di dati per le verifiche, creando una induzione ad un rispetto dell’osservare le leggi che normano il sistema, salvo correre il rischio di essere scoperti e destituiti dalla funzione che non si è svolta correttamente.
          (*2) aggiornamento al 18.09.2012: attualmente la BCE ha erogato 1000 miliardi di euro alle banche area UE, garantite da obbligazioni dello stato di appartenenza: ciò significa che se le banche italiane non restituiranno il prestito a 3 anni erogato all’1% di tasso di interesse, allora dovrà provvedere l’Italia emettendo titoli di stato che aumenteranno il debito pubblico. E quindi siamo noi i garanti dei debiti delle banche.

    In un sistema siffatto le stesse società di revisione dei bilanci -ad esempio- sono indotte a svolgere il loro operato senza frodi perché sono potenzialmente sindacabili da tutti perché tutte le pezze di appoggio sono disponibili on line. Necessita quindi che il flusso sanguigno nel corpus sociale del sistema non sia né troppo veloce e né troppo lento, ma alla esatta velocità di non creare né deficit e né eccessi. Ogni prodotto non sia poi un rifiuto, ma una risorsa in un ciclo in cui il concetto di rifiuto e di aumento all’infinito della produzione sia una follia del passato e non più del futuro.

    Alcuni elementi di “teoria degli ECOSISTEMI”:

    1/2
    http://www.youtube.com/watch?v=K75hq-ZIs_A
    2/2
    http://www.youtube.com/watch?v=1PWZgLRCxQs

    AGGIORNAMENTO del 22 maggio 2013, ore 00.41

    Sebbene non condivisibile in molti punti per le ragioni sopra esposte, riceviamo e sgnaliamo l’analisi del giornalista Paolo Barnard sul signoraggio nell’articolo seguente:
    http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=225

    ++

    cit on

    ++

    Il complotto del ‘signoraggio’

    Sfatare un malinteso che copre un crimine assai più grave.

    Di Paolo Barnard

    Ero partito per affrontare il presunto ‘complotto del signoraggio bancario’, dove si afferma che i debiti pubblici delle nazioni sviluppate sarebbero il frutto della truffa delle Banche Centrali che cedono la moneta circolante ai governi in cambio di titoli di Stato, cioè se la farebbero pagare euro su euro (o dollaro su dollaro ecc.) con debito pubblico, anche se a loro costa nulla stamparla o emetterla. Questo all’insaputa dei cittadini che affonderebbero così nel debito perenne. Le Banche Centrali, poi, occulterebbero i profitti ciclopici che ne traggono, con la complicità delle banche commerciali, le quali partecipano alla trama a piene mani attraverso un loro particolare signoraggio. Vi sarebbe infine una congiura del silenzio intorno a questo tema, tale da rendere pressoché impossibile ottenere opinioni autorevoli da chiunque, eccetto naturalmente alcuni signoraggisti noti, e qualche sparso personaggio del mondo degli affari. Addirittura è stato affermato che alcuni eccellenti furono assassinati mentre tentavano di ostacolare quella rapina monetaria (Lincoln, Kennedy). Dunque un complotto colossale e in piena regola, apparentemente.

    Nell’intento di capirci qualcosa, ero a un bivio: i signoraggisti non mi offrivano garanzie di autorevolezza, essendo un gruppo assortito di avvocati, medici, traders, giuristi, internettiani non meglio qualificati e/o imprecisati affaristi, insomma, tutto meno che economisti e monetaristi. Eccezion fatta per un paio di nomi accreditati, come ad esempio il prof. Willem Buiter, della London School of Economics, che ne avrebbe parlato apertamente, il quale però interrogato da me replicò: “Chiunque veda nel signoraggio bancario un complotto, è un orso decerebrato”.  Che fare allora? A chi chiedere di analizzare il presunto ‘complotto del signoraggio’ con la dovuta competenza ma anche libertà di pensiero? Scartai l’ipotesi di rivolgermi a un accademico italiano, semplicemente perché avrei speso più tempo a capire da quale corrente politica e/o massonica era appoggiato che a intervistarlo. La mente corse allora a Michael Moore, e al suo ultimoCapitalism a Love Story. In quel film, che com’è noto attacca frontalmente proprio le più micidiali e potenti banche del mondo, appare un economista americano di tutto rispetto, William Black. Autorevole docente di giurisprudenza ed economia, più volte testimone eccellente al Congresso degli Stati Uniti contro i recenti scandali bancari, persino minacciato di morte per le sue denunce contro i banchieri e gli affaristi, Black era il mio uomo. Lo contatto, gli spiego la mia intenzione, e Black fa due cose: primo, mi fa capire fin da subito che nel complotto del signoraggio vi è ben poco di vero, e tanto di confuso, poi mi suggerisce di rivolgermi a colui che ritiene essere il più grande esperto vivente della materia, un economista dell’Università del Missouri-Kansas City, un uomo sicuramente senza paura, mi dice Black. E’ il Prof. Randall Wray, che coordina un’unità di economisti e monetaristi di diversi Paesi che da 20 anni scavano nel mondo bancario, nelle Banche Centrali, e nella politica monetaria. Nel frattempo avevo però scritto a un altro combattente accademico e nemico giurato dei banchieri, Dean Baker. E’ co-direttore del Center for Economic and Policy Research a Washington, col celebre Mark Weisbrot. Sono due economisti che hanno preso di petto praticamente ogni potere forte sul pianeta, inclusa la Federal Reserve americana (di seguito FED), un pedigree impeccabile. Baker legge il materiale che gli mando sul complotto del signoraggio (incluso Zeitgeist) e risponde lapidario: “Paolo, questa roba è un tocco fuori di testa”. Torno al prof. Randall Wray, e al suo team di esperti internazionali.

    Nei primi contatti con l’accademico americano lavoro per stanare le sue eventuali indecisioni, spio le sue parole in risposta alle mie accuse al sistema bancario, misuro il coraggio delle sue affermazioni. Poi voglio una bibliografia dei suoi lavori pubblicati, che mi soddisfa appieno: quest’uomo e il suo team hanno bastonato i banchieri senza pietà, per due decadi almeno, non sembrano facili da intimidire, né da pilotare, e di certo sono molto autorevoli. Mi sento nel posto giusto. Decido di stare con Wray e i suoi economisti, e ci lavorerò per otto mesi.

    Il risultato finale andrà molto oltre le considerazioni sul signoraggio e, come detto all’inizio, sarà una scoperta tanto devastante nei contenuti quanto oltraggiosa per la coscienza, cioè il più grande crimine in Occidente dal secondo dopoguerra a oggi (si legga Il Più Grande Crimine, paolobarnard.info). Che però non mi giunge interamente nuovo, poiché è a tutti gli effetti il complemento dei miei precedenti studi sul Potere e come ci fu imposto. Ma rimaniamo col signoraggio, che va interamente sfatato proprio perché sta assorbendo le energie di migliaia di attivisti che ignorano così quel maggior crimine.

    UNA DISTINZIONE ASSOLUTAMENTE DA RICORDARE.

    Attenzione: è imperativo per il lettore memorizzare uno spartiacque fondamentale da qui in poi, che riguarda la sovranità della moneta. Esistono monete sovrane e non. Le monete sovrane hanno sempre tre caratteristiche, sono cioè:

    1) di proprietà dello Stato che le emette.

    2) non convertibili, cioè Stato e Banche non promettono più di convertirle in oro o altri beni concreti su richiesta del cittadino (ma rimangono cambiabili in altre valute per andare in ferie ad es.).

    3) floating, che significa che le autorità non promettono più di cambiarle a un tasso fisso con altre monete forti.

    Il dollaro è moneta sovrana, poiché di proprietà degli Stati Uniti d’America, così la sterlina, di proprietà della Gran Bretagna, così lo yen giapponese, e altre. Tutta Europa, fino al gennaio 2002, ancora possedeva monete sovrane (marco, franco, lira ecc.), che sono poi scomparse con l’avvento (sciagurato) dell’euro, che… non è di proprietà di nessuno Stato. Questo fatto ha cambiato in modo radicale tutte le regole classiche della funzione monetaria ed economica nell’Europa dei 16 Paesi aderenti alla moneta unica. Al punto che purtroppo lungo tutta questa trattazione dovremo sempre pensare con due menti, una che considera gli Stati con moneta sovrana, e una che considera quelli dell’euro. Capirete meglio dopo.

    CHIARIRE UN MALINTESO: IL ‘COMPLOTTO DEL SIGNORAGGIO’.

    I signoraggisti sostengono un’equazione semplicistica e del tutto sbagliata che recita: la moneta viene emessa dalle Banche Centrali (di seguito BC) a debito, cioè gli Stati se vogliono spendere, e quindi avere moneta, devono letteralmente comprarla dalle BC pagandola dollaro su dollaro, euro su euro, yen su yen ecc. con debito pubblico, cioè con titoli di Stato. Il film Zeitgeist addirittura fa vedere un cartone animato dove la manina dello Stato consegna i titoli alla BC americana (la FED) e la FED gli consegna i soldini. I signoraggisti ci dicono che se, ad esempio, lo Stato ha bisogno di 1 miliardo di moneta, deve indebitarsi di 1 miliardo esatto con la BC che crea quella moneta dal nulla. Quindi, dicono, il debito pubblico va alle stelle anno dopo anno, e le Banche Centrali incassano cifre inimmaginabili per aver fatto sostanzialmente niente di che, cioè stampato pezzi di carta (banconote) o premuto tasti sui computer (moneta elettronica). Sarebbe questo l’affare del millennio, anzi, la truffa del millennio, che loro chiamano signoraggio. E noi poveri cittadini alla fine dovremo ripianare quell’insensato debito-truffa con le nostre tasse, in eterno. Veniamo tenuti all’oscuro di tutto ciò, sostengono i signoraggisti, da un complotto ferocemente ordito da parte di banchieri e politici, con la complicità di giornalisti e accademici, al punto che parlarne significa rischiare la vita.

    Questa storia è tutta, ma proprio tutta sbagliata. Nulla di quanto detto sopra accade, e molto di ciò che circola in rete come il ‘complotto del signoraggio’ è, come vedrete ampiamente di seguito, frutto di una catastrofica incomprensione di come funziona la moneta moderna. Ma c’è di peggio: è frutto anche di altri due elementi inquietanti, che sono, in ordine, l’esplosione mondiale del genereFantasy di Rete, e il subdolo dilagare dell’ideologia Libertaria di matrice austriaca. In breve: la prodigiosa forza della Rete ha però permesso a milioni di persone delle generazioni anni ’70-’80 di replicare in essa gli affetti fantastici della propria infanzia, che erano le epiche di Tolkien o di Guerre Stellari, di Harry Potter e soci, fatte cioè di mondi fantasiosi popolati da imperi del male e cattivi onnipotenti, dove ogni sortilegio e congiura è possibile, dove i buoni lottano contro il maligno ecc., ma soprattutto dove la ragione cede sempre il posto all’emozione della fantasia. Ed ecco che anche nell’affrontare la politica o l’economia, migliaia di persone in Rete si lasciano andare a congiure scalcinate, a credenze che non hanno alcun appiglio nella realtà, la quale, purtroppo per loro, è sempre un po’ più banale e meno emozionante dei mondi fatati che immaginano. I signoraggisti sostengono l’esistenza di una cabala di perfidi banchieri padroni del mondo che tutto possono e tutto fanno, di masse di denaro immani che spariscono nel nulla, di sicari pronti a uccidere, e chi più ne ha più ne metta. A ciò si aggiunge l’influenza della scuola economica austriaca estrema dei Libertari, il cui nome più noto fu Ludwig Von Mises, che sono dei perniciosi lobbisti che mirano in sostanza a un mondo di estremismo nel Libero Mercato caratterizzato dalla sostanziale scomparsa di tutto ciò che è regola dello Stato, e soprattutto delle tasse. Essi soffiano sul fuoco di paglia del signoraggio proprio per arrivare a questo fine, e infatti i signoraggisti finiscono invariabilmente con lo sbraitare la storia (falsa, si veda in seguito) che noi cittadini dobbiamo ripianare l’enorme debito del signoraggio con le nostre tasse. Questo mi preoccupa molto.

    Non varrebbe la pena fermarsi troppo sul ‘complotto del signoraggio’, ma poiché, come ho scritto sopra, esso rischia di coprire un crimine economico immensamente peggiore che va fermato, e che è il reale oggetto della mia inchiesta, diventa essenziale chiarire il capitolo ‘complotto del signoraggio’.

    A dir la verità, tutto il teorema signoraggio potrebbe essere smontato semplicemente dicendovi questo: la spesa a debito degli Stati a moneta sovrana (com’era l’Italia fino al 2002), e che finisce indirettamente nelle casse delle Banche Centrali sotto forma di buoni del Tesoro, non è mai il debito dei cittadini, ma al contrario è la loro ricchezza. I cittadini degli Stati a moneta sovrana non sono mai chiamati a ripagare alcun debito pubblico, e le tasse non sono mai servite a ciò. Gli Stati a moneta sovrana, poi, non devono mai onorare quel debito, neppure quando è detenuto dalle Banche Centrali, nulla li costringe a farlo, anzi, proprio non lo fanno, per cui s’infrange il teorema secondo cui essi sarebbero oggi schiavi delle Banche Centrali, e noi assieme ad essi. Incredibile? No, tutto vero.

    1) Il ‘complotto del signoraggio’ afferma che la moneta sovrana non è più di proprietà degli Stati, ma delle BC che la emettono/stampano.Falso. La moneta sovrana è sempre emessa PRIMA dagli Stati nell’ambito delle loro attività di SPESA. Lo Stato a moneta sovrana se la inventa dal nulla, e spende per PRIMO, è cioè l’unico soggetto esistente che ‘monetizza’ per primo i beni e i servizi acquistandoli con la sua moneta; dopo possono farlo anche i cittadini, ma solo una volta che lo Stato ha speso per primo originando la moneta che essi usano. La BC assiste lo Stato nel processo di spesa o fornisce liquidità al pubblico (su sua richiesta) attraverso il sistema bancario commerciale. Anche la BC può originare la moneta dello Stato, inventandola dal nulla, e ciò accade quando presta denaro alle riserve bancarie o quando assiste lo Stato nella sua spesa, ma solo dopo che lo Stato l’abbia imposta spendendo per primo ed essendone proprietario esclusivo. Gli Stati a moneta sovrana non devono affatto bussare alle BC per avere la moneta, meno che meno pagare queste ultime. I signoraggisti credono che le monete sovrane siano oggi monopolio delle BC unicamente perché non comprendono i meccanismi di spesa degli Stati, come dire, li osservano a distanza e ne sono ingannati. Non comprendono neppure il significato delle tasse, e da qui generano una gran confusione.

    2) Il ‘complotto del signoraggio’ afferma che lo Stato si indebita all’infinito con le BC perché esse gli vendono il denaro a prezzo pieno in cambio di titoli di Stato. Ciò non accade, oltre che per il motivo al punto 1), anche perché di fatto ciò viene proibito dai meccanismi legali di spesa dello Stato, sia negli USA che in Europa. Semplicemente non può succedere che un governo venda direttamente i suoi titoli alla BC, punto. Chi ha seguito la cronaca dell’attuale crisi greca in Europa, ha potuto verificare l’ostinato rifiuto che la Banca Centrale Europea opponeva alla richiesta di Francia e Germania di monetizzare i titoli di Stato greci. La BCE vi è stata infine costretta recalcitrante.

    3) Il ‘complotto del signoraggio’ afferma che il debito pubblico e il deficit di bilancio degli Stati a moneta sovrana è causato dall’indebitamento con le BC, e che rappresenta un giogo che schiaccia i cittadini che lo devono poi ripagare. Secondo questo teorema, le BC e le banche commerciali acquisirebbero i titoli di Stato, che poi venderebbero ai privati incassando denaro, o che terrebbero fino a maturazione. In entrambi i casi, tutti quei titoli di Stato rappresenterebbero un immane debito che il pubblico dovrà poi ripianare. Sbagliato, è esattamente il contrario: cioè, la spesa a debito dello Stato a moneta sovrana attraverso l’emissione di titoli di Stato è sempre l’attivo dei cittadini, cioè il loro risparmio. Nel caso dei titoli di Stato, ciò che accade è che essi trasferiscono di fatto il denaro del cittadino che li compra dal suo conto corrente a bassissimo interesse a un ‘libretto di risparmio’ a interessi superiori (il titolo), cioè un suo attivo, non un debito. Inoltre, il debito dello Stato a moneta sovrana non è mai un problema economico rilevante, infatti esso non viene mai ripagato, cioè i titoli di Stato a livello generale (aggregato) non giungono mai a maturazione. Infine, come si vedrà più avanti, il debito dello Stato a moneta sovrana arricchisce al netto la società per cui automaticamente quel debito si auto-riduce e l’inflazione si limita. I signoraggisti commettono l’errore di credere che gli Stati spendano e s’indebitino come i cittadini, come i negozi o come le aziende, che poi devono ripagare i propri  debiti, ma questo è del tutto sbagliato. Sono due meccanismi di spesa/debito completamente diversi.

    4) Il ‘complotto del signoraggio’ afferma che i cittadini saranno tassati per ripianare il deficit di bilancio dello Stato e  il debito pubblico causati dalla BC che gli vende il denaro. Sbagliato, gli Stati a moneta sovrana non tassano mai per ripagare alcunché. In altre parole, le tasse non servono mai, né mai sono servite, a pagare alcunché nei bilanci degli Stati a moneta sovrana (più avanti delucidazioni). Per cui, anche se esistesse un ‘complotto del signoraggio’, esso non inciderebbe sui cittadini affatto. I cittadini degli Stati a moneta sovrana non devono ripagare i titoli di Stato emessi dallo Stato, che rimangono sempre un loro attivo.

    5) Il ‘complotto del signoraggio’ afferma che anche le banche commerciali operano il signoraggio inventandosi la moneta col meccanismo della riserva frazionaria. Le banche si inventano soldi e tu devi lavorare per restituirglieli. Non accade in questi termini semplicistici. E’ vero che le banche commerciali s’inventano il denaro in alcune loro operazioni di cassa (prestiti o mutui), ma esso si auto cancella, interessi esclusi: infatti, quando il Sig. Bianchi spende il prestito ottenuto dalla Banca A e compra un’auto da Rossi, questi versa l’assegno nella Banca B, che lo deve accettare come buono anche se sono soldi inventati dal nulla dalla Banca A. Banca B iscrive quell’assegno come proprio debito verso Rossi (glielo deve), e chiederà alla Banca A di onorarlo. Alla fine del gioco, a livello di sistema bancario, abbiamo un credito e un debito che si annullano a vicenda: il prestito della Banca A è un credito del sistema bancario verso un cittadino che li deve restituire, e il deposito di quegli stessi soldi nella Banca B sono un debito del sistema bancario verso un altro cittadino che li deve avere. Il saldo va a zero. Si obietterà che quel credito va poi ripagato, e i signoraggisti dicono che viene ripagato con “denaro vero”, mentre la banca se l’era inventato. Sbagliato di nuovo e ciò appare evidente quando si considera cosa sia il pagamento di una rata di un prestito/mutuo: Bianchi ripaga alla fine del mese 100 euro del suo prestito. Cosa accade? Semplice, 100 euro spariscono dal suo conto corrente, che è il suo attivo, ma spariscono contemporaneamente dal suo debito verso la banca, che è il suo passivo. Pari. Va assolutamente capito questo: la banca si era inventata numeri su un computer (il prestito a Bianchi) e si riprende indietro gli stessi numeri di computer (la rata di Bianchi), Bianchi però ha in mano il bene concreto che ha acquistato (l’auto) e che sta pagando col suo lavoro, cioè il lavoro di Bianchi non dà affatto “denaro vero” alla banca, lo dà alla sua auto. La banca ha solo creato e cancellato numeri elettronici dai suoi conti e ha in mano, di extra, solo gli interessi. Punto.

    Ne consegue, e va ripetuto, che il Sig. Bianchi non lavorerà un anno per pagare la banca, lo farà per pagare l’auto che gli rimane come bene tangibile. Non paga la banca che se ne sta lì a lucrare, paga l’auto. La banca gli dà solo un ‘codice’ (denaro) per pagarla, da cui entrambi ricavano interessi (si legga su questo il capitolo COS’E’ LA MONETA.). Infine, se fosse un privato a prestare a Bianchi i soldi che ha guadagnato col lavoro reale, e non una banca che se li è inventati, nulla cambierebbe per Bianchi: dovrebbe comunque lavorare un anno per ripagarlo e dargli gli interessi. E’ anche scontato che l’immagine signoraggista della banca che non fa nulla e inventa denaro con cui si arricchisce è fantasiosa. Sarebbe vera se i banchieri se ne stessero in spiaggia alle Maldive e pigiassero bottoni con cui creano denaro per pagarsi lo yacht; ma nella realtà chi lavora in banca sgobba esattamente come tutti noi, ogni giorno. Il loro stipendio si chiama interessi, il nostro paga mensile, nessuna differenza, se non nella quantità, ma questo vale anche per il dentista e per l’operaio, ed è un altro discorso.

    Talvolta poi, il denaro bancario è denaro nuovo che viene creato dalla BC se la richiesta dei cittadini (contante + prestiti) supera le riserve disponibili delle banche commerciali. Dunque, per concludere, le banche non possono mai direttamente creare denaro nuovo, e fra l’altro la riserva frazionaria in sé non esiste. Essa fu un errore di teoria economica della fine degli anni ’60, che è rimasto per inerzia su qualche libro di testo, ma che oggi è saldamente riconosciuto come pratica bancaria inesistente.

    6) Il ‘complotto del signoraggio’ afferma che le BC, quando producono moneta di carta o elettronica, segnano quelle enormi cifre come proprio passivo, mentre, dicono i signoraggisti, esse non lo sono, poiché quel denaro è costato quasi nulla alle BC. In questo modo ci trufferebbero. Inoltre, dicono, il denaro prodotto dalle BC non sarà mai una passività come lo è per il cittadino quando usa il denaro (cioè spende), poiché il cittadino deve sudare lavoro per emetterlo, mentre le BC pigiano solo tasti. Sbagliato. Il denaro prodotto dalle BC è a tutti gli effetti un passivo, perché le stesse banche si impegnano poi a riconoscerlo come valido ogni volta che gli torna indietro dai cittadini (ad esempio il contante). Quindi per ogni centesimo che producono, devono riconoscerci lo stesso valore nel momento in cui noi usiamo quel denaro per saldare i nostri bisogni. Cioè: ci danno carta straccia e numeri elettronici, ma noi li ripaghiamo con la stessa carta straccia e numeri elettronici, e loro l’accettano indietro. Sarebbe truffa vera se le BC producessero moneta e però pretendessero da noi il saldo delle nostre spese non più con quella stessa moneta, ma in beni reali come case, bistecche, abiti, metalli preziosi ecc. Infine, anche la seconda argomentazione è fasulla,  perché, in virtù di quanto già spiegato al punto 5), il cittadino non suda lavoro per emettere il suo denaro né per guadagnarlo, ma solo per acquisire beni concreti. Il denaro è solo un ‘codice’ neutro che facilità quella acquisizione.

    7Il ‘complotto del signoraggio’ afferma che esiste una truffa delle BC che si inventano false passività emettendo denaro (si legga sopra), che poi trasferiscono a cascata (le passività) alle banche private che talvolta posseggono le BC. Questo per celare i profitti.Sbagliato. Non è possibile per le BC trasferire passività così come si trasferisce una cariola di sabbia da casa mia a casa tua. Le banche private che partecipano nella BC vi hanno investito pacchetti azionari, che non possono risentire per definizione degli eventuali debiti dell’istituto a cui partecipano. E’ come il signor Bianchi che possiede azioni in Fiat: se la Fiat ha passività, il signor Bianchi non può reclamarne un pezzetto. Inoltre i signoraggisti dimostrano di non aver capito nulla del funzionamento delle riserve bancarie. In realtà quando la BC emette contante o moneta elettronica (propria passività), essa trasferisce quel contante/m. elettronica nelle riserve delle banche, e tale trasferimento sarà sia un attivo delle banche che un loro passivo, ma non accade un trasferimento di sola passività a pioggia. Nel caso del contante, accade che quando la BC dà alla banca ad es. 1000 in banconote, gli sottrae 1000 dalle sue riserve, conto pari; la banca poi dà i 1000 al cittadino che li ha richiesti e glieli sottrae dal suo conto corrente. Ancora conto pari per la banca.

    Sulla questione della proprietà privata delle BC, che è una realtà per molte di esse, Banca d’Italia inclusa, è certamente giusto osservare che ciò contrasta col dettato costituzionale sia italiano che di altri Paesi, ma il cosiddetto conflitto d’interessi che ne deriverebbe secondo i signoraggisti è immaginario, perché è immaginario tutto il ‘complotto del signoraggio’. Ribadisco che le banche private che partecipano alla proprietà di una BC vi investono pacchetti di azioni, o meglio quote, sulle quali ricevono utili pari a una percentuale (6% o 10% ecc.) del valore di quel pacchetto originario, e non sul valore degli utili netti della BC che variano di anno in anno e spesso crescono. Infine una percentuale molto alta (in media dal 60% in su) degli utili netti della BC torna ogni anno nella casse dei ministeri del Tesoro per legge. Si pensi che negli USA, meno dell ’1% degli utili lordi della FED viene pagato annualmente in profitti alle banche private che la posseggono.  In realtà il conflitto d’interessi esiste, ma non nel reame immaginario del signoraggio, bensì nel trattamento di favore che poi le banche private avranno da parte della BC in caso di crisi finanziaria, come si è visto scandalosamente nel corso della crisi 2008-2010, e in decisioni di politica monetaria che favoriscono direttamente i banchieri.

    8) Il ‘complotto del signoraggio’ afferma che la moneta emessa dalle BC è carta straccia o impulsi elettronici di nessun valore, a fronte dei quali lo Stato emette titoli di debito che equivalgono a denaro reale.Sbagliato. I titoli di Stato nello Stato a moneta sovrana sono altrettanto pezzi di carta di nessun valore, che il Tesoro si inventa a costo zero esattamente come fa la BC con banconote e moneta elettronica, e che non deve ripagare praticamente mai, né li devono ripagare i cittadini (come si è visto quei titoli di Stato saranno il risparmio dei cittadini). Per cui il bratto è carta straccia per carta altrettanto straccia, e non, come immaginano i signoraggisti fantasiosamente, carta straccia per denaro vero.

    ***

    Le teorie dei signoraggisti, inoltre, propongono altre tesi che vanno confutate in breve.

    Dicono: “Le BC trafugano gli immensi profitti da signoraggio verso i paradisi fiscali, con un sistema complicato di clearing. Impossibile, poiché tutto quel denaro (che dovrebbe essere una somma colossale dato che è il debito aggregato di quasi tutti gli Stati, immaginate le cifre) sarà prima o poi speso dai Paperon d’ Paperoni, e questo oceano di liquidità che allaga il mondo causerebbe inflazione a cifre inaudite; inoltre una immissione di capitale così immane nelle società porterebbe alla piena occupazione, perché sarebbe speso in beni e servizi gonfiandone la produzione alle stelle. Infine, per funzionare, un trucco così dovrebbe coinvolgere solo il contante, perché solo il contante si può spendere senza passare per le banche e quindi essere beccati (la prassi delle mafie). Non esiste in tutto il mondo, e neppure sulla Luna, abbastanza contante che copra l’immaginario signoraggio dei debiti pubblici degli Stati messi assieme.

    Quando parlano di riserva frazionaria, i signoraggisti citano spesso queste esemplificazioni: “Consideriamo il sistema bancario come fosse una banca. Il Sig. A prende in prestito 1.000 $ dalla Banca X e usa quei soldi per comprare dei beni dal Sig. B. La Banca X segnerà quei 1.000 $ sia come passivo (soldi dati ad A) che come attivo (A glieli deve). B depositerà gli stessi soldi nella stessa Banca X, che accrediterà a B 1.000 $, ma segnerà quel denaro come attivo extra senza cancellare l’attivo che iscrisse quando prestò i soldi ad A.Sbagliato: primo, si dimenticano che quando A spende i soldi, la Banca X perde la sua passività con A, che recupera quando B deposita i soldi. Cioè, era rimasto un attivo alla Banca X (il debito di A), che però è subito pareggiato da un nuovo passivo che è il deposito dei 1000 $ da parte di B nella stessa Banca X. La Banca X non può in alcun modo segnare il deposito di B come attivo, perché ogni deposito è sempre solo un passivo che la banca deve a chi lo effettua (è un conto corrente). Risultato finale: nel sistema bancario ci sono 1 passivo e 1 attivo, pari.

    Un’altra è questa: “Il processo della riserva frazionaria inizia quando un primo deposito di 100$ di denaro della BC viene fatto nella Banca A. La Banca A quindi ne mette da parte il 20% (20 $) nelle sue riserve e poi presta a interesse il rimanente 80% (80 $). A questo punto ci sono un totale di 180 $ nel sistema bancario, cioè i 100 depositati e gli 80 prestati. Questi 80 prestati vengono depositati nella Banca B, che si trova nella stesse condizioni della Banca A, cioè ha un deposito di 80$ di denaro della BC, ne mette da parte il 20% (16$) e presta a interesse il resto (64$). E la catena continua fino a creare artificiosamente una somma prestata a interesse dalle banche che è di molto superiore all’iniziale deposito di 100$. Tutto denaro inventato e che frutta interessi artificiosi alle banche commerciali”. Prima cosa, è raro che qualcuno depositi denaro della BC in una banca, perché il 99,9% dei depositi fatti dai cittadini sono denaro già circolante all’interno del sistema bancario che solamente si sposta da una banca a un’altra. Nella realtà accade che un cittadino va alla Banca A e chiede un prestito; la Banca A non gli presta i soldi di nessuno, semplicemente crea dal nulla la cifra richiesta e gliela accredita in conto corrente. Il cittadino poi fa un assegno con quei soldi e compra qualcosa (es, un’auto). Chi gliela vende deposita il denaro nella Banca B e quella banca glieli accredita in conto corrente. Banca B chiede alla Banca A di onorare quell’assegno, e ciò accade con uno spostamento di denaro dalle riserve della Banca A verso quelle della Banca B. Va compreso che le banche non possono moltiplicare all’infinito i depositi di denaro fatti dai cittadini, perché, ripeto, quei depositi sono denaro che già esisteva nel sistema bancario e che solamente si sposta da una banca all’altra. E non hanno bisogno di moltiplicare nulla quando prestano, poiché s’inventano il denaro da zero. Si è poi già detto che la riserva frazionaria fu un errore teorico che oggi non avviene.

    Sulla massa monetaria che circola in un Paese, i signoraggisti ci propongono la seguente esemplificazione, per convincerci che esiste il potere arbitrario delle BC di creare denaro dal nulla, con cui poi s’impossessano di ricchezze e sottraggono a noi potere d’acquisto:Immaginate un’isola dove ci sono 100 abitanti. Ciascuno di questi abitanti possiede 1.000 $. Questo significa che la massa monetaria è di 100.000 $, e ciascun abitante ha un potere d’acquisto dei beni esistenti sull’isola pari a 1/100. Il Re dell’isola ha il potere di stampare denaro, e così stampa 10.000 $ e se li intasca. La massa monetaria è ora cresciuta del 10% ed è divenuta di 110.000 $. Il Re non ha creato nessun vero bene materiale, il valore complessivo dei beni sull’isola è immutato, ma ora il Re ne può acquistare l’11%. Gli abitanti posseggono ancora i loro 1.000 $ ciascuno, ma ora quella somma non è più l’1% della massa monetaria, ma solo lo 0.9%, con cui ogni persona può ora solo compare lo 0,9% dei beni e non più l’1%. Ogni persona ha perciò perduto il 10% del suo potere d’acquisto, che è stato rubato dal Re attraverso una tassazione truffaldina.” Prima cosa, i calcoli sono sbagliati. Il valore dei beni che il Re ora può comprarsi non è l’11%, ma il 10% (ha 11.000 $ su 110.000 presenti sull’Isola). Poi, non si comprende perché sia illegittimo che il Re si porti via una percentuale di beni e servizi emettendo moneta, poiché è quello che accade negli Stati a moneta sovrana che spendono con moneta inventata, ma ciò, come si è già detto più sopra, produce risparmio nei cittadini, non penalizzazione. Soprattutto, la storiella citata non è rilevante per il mondo reale perché presume che quando il Re spende i suoi soldi inventati, nulla accada all’economia dell’isola, cioè che l’economia non produca nulla di conseguenza. Invece nella realtà la spesa del Re finirebbe quasi certamente per stimolare la produzione di altri beni e servizi che non solo beneficerebbero l’economia, ma manterrebbero l’inflazione stabile essendo aumentata sia la massa monetaria che i beni circolanti. Conclusione: attenti alle storielle di questo stampo, tipiche della retorica della scuola austriaca dei Libertari, pericolosi estremisti di destra del liberismo economico che mirano all’abbattimento dello Stato-moneta.

    Altra storia dei signoraggisti: “Il potere di emettere denaro a piacimento delle BC è tale da aver immesso in circolazione masse monetarie enormi, che creano inflazione. Infatti se notate, il potere d’acquisto delle monete si è eroso enormemente e costantemente per decenni. Un dollaro del 1960 comprava 10 volte quello che lo stesso dollaro compra oggi (mille lire del 1960 e mille lire del 1990 stessa cosa). E infatti la curva della creazione di denaro segue pari pari la curva dell’inflazione che aumenta.” Non vero. Il motivo per cui in effetti il potere d’acquisto di 1 dollaro oggi è molto minore rispetto agli anni ’60 va ricercato nella storia dell’economia, non nella fantomatica azione delle BC. Prima dell’abolizione dello standard aureo nel 1944 e 1971 (il cittadino poteva pretendere dalla BC un pezzetto d’oro di pari valore in cambio delle sue banconote, oggi non più), le economie avanzate piombavano di regola in terribili depressioni circa ogni 20 anni, e quelle depressioni facevano sì che i prezzi crollassero (nessuno comprava quasi più nulla). La moneta quindi riprendeva valore periodicamente, e si cancellava così buona parte dell’inflazione accumulata. Ma dopo l’abolizione dello standard aureo, le grandi depressioni sono scomparse e questo ha eliminato quella sorta di purga che abbassava i prezzi di tanto in tanto, per cui da anni abbiamo inflazioni che tendono a crescere costanti. Inoltre, non è affatto vero che la curva della creazione monetaria è pari alla curva crescente dell’inflazione; chi affermava questo era Milton Friedman, un economista della destra neoliberale estrema, che è stato da allora smentito ampiamente. Conclusione: è vero che 1 dollaro oggi compra molto di meno di ieri, ma il signoraggio qui di nuovo non c’entra.

    Infine, nei meandri del ‘complotto del signoraggio’, si legge: “Alcuni eminenti politici che tentarono di fermare la truffa del signoraggio e di sottrarre la moneta dalle grinfie delle BC furono assassinati. J.F. Kennedy e Abramo Lincoln fra i più celebri.” In realtà Lincoln non fece altro che quello che tutti i governi con moneta sovrana fanno oggi, cioè emettere moneta per spendere. Lincoln lo fece per finanziare la guerra, e lo fece in assenza di una BC che allora non esisteva. Oggi la stessa cosa viene fatta dal Tesoro USA con la FED, la banca centrale americana, per capire si legga più avanti il capitolo su come lo Stato a moneta sovrana  spende. Su Kennedy, le cose stanno in questo modo: siccome in tempi a lui precedenti il Tesoro americano usava emettere banconote supportate dall’argento, Kennedy cercò di ripristinare quel sistema. Nulla di che, accade anche oggi: infatti quando il Tesoro USA acquisisce oro, la FED accredita il conto corrente del Tesoro per una somma equivalente con banconote. In altre parole, anche oggi il Tesoro USA monetizza il metallo pregiato emettendo banconote. Perché mai JFK avrebbe dovuto essere ucciso per questo? Inoltre, i signoraggisti declamano che Kennedy con quel sistema avrebbe sottratto ben 4,3 miliardi di dollari alla ‘infame’ FED, alleggerendo il debito americano della stessa cifra e però infuriando i banchieri. Ma dovete capire che 4,3 miliardi di dollari sono spiccioli in un Paese come l’America, anche per gli standard di spesa dello Stato del 1963. Erano spiccioli che mai avrebbero impensierito gli eventuali ‘cattivi’, e non avrebbero per nulla alleggerito il debito pubblico. Conclusione: nessun motivo qui per assassinare qualcuno.

    Torniamo ora agli otto punti principali sul ‘complotto del signoraggio’. Si faccia attenzione. Tutto quanto sopraccitato è certamente vero nei Paesi che posseggono moneta sovrana, quindi era vero anche in Italia e in Europa fino all’avvento dell’euro nel gennaio 2002, che come si è detto ha distrutto la sovranità delle nostre monete e ha introdotto questa divisa ibrida che non è di nessuno. Ma oggi, alcuni dei punti elencati non valgono più nell’Europa dei 16 Paesi euro, anche se questo non cambia il fatto che il ‘complotto del singnoraggio’ non sussiste neppure nell’Eurozona, dove i punti elencati cambiano come segue:

    1) Gli Stati dell’euro non sono più i proprietari della loro moneta, non possono più emettere moneta per PRIMI spendendo, e per spendere devono andarsi a cercare gli euro sui mercati di capitali, contrattando i tassi d’interesse esattamente come un cittadino che, necessitando denaro, deve andarselo a trovare contrattando un prestito e tassi relativi. Questo è disastroso, e causa della recente crisi di fiducia dei mercati nei Paesi euro.

    2) Rimane identico.

    3) Il debito pubblico e il deficit di bilancio degli Stati euro è oggi causato sempre più dal punto uno, e in effetti oggi rappresenta un giogo che schiaccia i cittadini che lo devono poi ripagare. Questo da oggi, non da sempre. Infatti si tratta di un debito contratto con privati che non può più essere ripagato semplicemente emettendo nuova moneta inventata dal nulla, come possono fare gli Stati a moneta sovrana senza gravare sulle tasse dei cittadini, cioè come poteva fare l’Italia della lira (più dettagli di seguito). E dunque i governi euro per ripianare quei debiti devono tassare i cittadini, far tagli alla spesa pubblica e racimolare euro da altri privati. Inoltre, e di conseguenza, la spesa a debito dello Stato non è più l’attivo dei cittadini. Infine nell’Eurozona ciò che sostenevano erroneamente i signoraggisti in generale, e cioè che gli Stati spendono indebitandosi come i cittadini/negozi/aziende, diviene vero, ma dal 2002, non da sempre. Questo non è in ogni caso il ‘complotto del signoraggio’, è un complotto ben più  grave architettato a tavolino, come racconto nella seconda parte del saggio.

    4) Le tasse nei 16 Paesi euro diventano per la prima volta un modo di raccogliere fondi per pagare il debito pubblico o le spese per i cittadini, poiché, di nuovo, i governi non possono più provvedere a tali incombenze semplicemente inventandosi la moneta necessaria come facevano prima.

    5) Rimane identico.

    6) Rimane sostanzialmente identico.

    7) Rimane identico.

    8) Cambia nel fatto che quei pezzi di carta di nessun valore, cioè i titoli di Stato, sono oggi nell’Eurozona un vero debito che va ripagato per i motivi detti nel punto 3).

    Come si vede, le differenze fra Stati a moneta sovrana e Stati euro è drammatica e portatrice di problemi veramente catastrofici di cui tratterò nei dettagli più avanti.

    E’ importantissimo capire e dunque ribadire, alla fine di queste righe che trattano di ‘complotto del signoraggio’, il contenuto dei punti 1) & 3) & 5), perché in essi sta l’errore capitale dei signoraggisti.

    Nella realtà se un signoraggio esiste, esso è a favore dello Stato a moneta sovrana, che è l’unica entità esistente sulla Terra che può emettere denaro a costo zero e con esso appropriarsi di beni concreti. Ma questa si chiama Sovranità, non signoraggio. 

    ++

    cit off

    ++

     

    AGGIORNAMENTO 25 LUGLIO 2014, ORE 16:11

    NON STRINGO LA MANO A BANCARI !VULCANICO PRESIDENTE DI DECIBA GAETANO VILNO’ ,DIFFONDETE !

    http://www.movimentorevolution.it/?p=2172

    AMICI DIFFONDETE LE INFORMAZIONI DI CHI COMBATTE CONTRO LE BANCHE !

    Vulcano Gaetano Vilnò Presidente DECIBA ,nel reportage che vi riportiamo mandato in onda dalla…
    MOVIMENTOREVOLUTION.IT

Una risposta a Auriti_Giacinto_Signoraggio

  1. Domenico ha detto:

    Penso che a Barnard sia stato assegnato il compito di disinformare sul signoraggio. Dire, ad esempio, che l’euro non appartiene a nessuno, anziché dire che appartiene al sistema bancario europeo, è pura disinformazione. Al punto 6 curiosamente afferma: “Il denaro prodotto dalle BC è a tutti gli effetti un passivo, perché le stesse banche si impegnano poi a riconoscerlo come valido ogni volta che gli torna indietro dai cittadini (ad esempio il contante).” Come possa costituire un passivo una cifra (ad es. 1.000 euro) il cui costo di produzione è di appena 1 euro è un mistero che Barnard pretende risolvere con il fatto che poi le stesse banche lo accettano indietro, mostrando così una evidente falsa logica. A questo riguardo gli consiglio di leggere “La banca la moneta e l’usura” del Signor Magistrato Bruno Tarquini oppure “Euroschiavi” dell’avvocato Marco Della Luna. La realtà è che la BCE (appartenente alle banche centrali europee, anche quelle fuori dell’area euro) stampa la moneta, la presta e indebita gli Stati esattamente come prima faceva la Banca d’Italia. L’unica differenza è che prima l’inflazione abbassava il valore del debito pubblico mentre oggi lo Stato, non potendo creare la moneta, ovvero non potendo inflazionare il debito, è costretto a inflazionare gli stipendi, le pensioni e i diritti acquisiti in 150 di lotte. In definitiva, la mia sensazione è che Barnard lavori “contro” la rivelazione della verità sulla madre di tutte le truffe.

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