Cold_Fusion (Fusione_Fredda)

Nella pagina attuale raccoglieremo le news sulla cold fusion (fusione fredda):

La foto precedente si riferisce all’articolo seguente:

http://www.greenenergyjournal.it/index.php/42-notizie-green/2012-un-reattore

cit:

Un reattore a fusione nucleare pronto tra 10 anni: 100 MW di energia in appena 7 metri di reattore

Un reattore tascabile a fusione fredda, così lo hanno definito gli esperti della Lockeed Martin(il colosso ingegneristico statunitense noto per gli innovativi progetti nel campo della difesa e dell’aeronautica militare), che stanno lavorando al progetto. Si chiama Compact Fusion Reactor(CFR) il reattore a fusione nucleare compatto che potrebbe fornire energia pulita e a basso costo sul mercato nel giro di 10 anni.

Le sue dimensioni non superano i 7 metri e potrebbe produrre fino a 100 MW di energia, un quantitativo sufficiente a sostenere dalle 30 alle 40 mila abitazioni. Dimensioni (dieci volte più piccolo di un reattore convenzionale) che lo renderebbero adatto, oltre che per alimentare le centrali elettriche delle città, anche per alimentare veicoli spaziali, navi commerciali o aeroplani a fusione nucleare. Una rivoluzione nel mondo scientifico dato che ad oggi, sebbene si faccia ricerca dagli anni 20 del ‘900, non è stato ancora possibile produrre un quantitativo di energia sufficientemente superiore a quella impiegata per controllare la fusione all’interno del reattore. La caratteristica principale che differenzia il progetto CFR dai progetti internazionali più rilevanti, come ITER, è proprio un metodo differente per mantenere ilplasma (il gas super ionizzato necessario perché avvenga la fusione) lontano dalconfine fisicodel reattore. Infatti, il sistema si basa su una nuova geometria in campo magnetico implementata con una serie di bobine superconduttive: il plasma viene mantenuto entro i confini più ampi dell’intera camera di reazione, invece di essere vincolato entro anelli tubolari.

Dei magneti superconduttori all’interno delle bobine generano un campo magneticointorno al bordo esterno della camera. E proprio grazie a questo sistema sarebbe possibile generare molta più energia di quanta ne serve per alimentare il generatore, questo perché più lontano il plasma e va più forte diventa il campo magnetico che lo spinge indietro, in una sorta di autoalimentazione secondo un meccanismo denominato ‘feedback self-tuning‘. Il segreto per mantenere la stabilità all’interno del reattore è, quindi, il posizionamento delle bobine superconduttive, che crea un equilibrio sempre stabile, ovvero se la pressione diminuisce il plasma diventa più piccolo. Parte del merito per la riuscita del progetto va anche alle dimensioni, che oltre alla miglior riuscita del sistema ‘più energia-meno alimentazione’, apre ad una nuova concezione di utilizzo dell’energia nucleare, che si espande a più campi. “Il nostro concetto di fusione nucleare compatta mette assieme diversi approcci basti sul confinamento magnetico, prendendo le loro parti migliori e permettendo di ridurre del 90% le dimensioni del sistema”, ha spiegato Tom McGuire, a capo del gruppo di ricerca sulCFR, che annuncia, inoltre, l’uscita di un primo prototipo entro 5 anni.

Per quanto riguarda le scorie radioattive, i ricercatori hanno spiegato che sebbene anche questo tipo di generatori producono scorie a fine vita, queste non sono paragonabili con i generatori a fissione nucleare, si tratterebbe di scorie poco problematiche sia per la quantità di queste che soprattutto per il tipo di scorie a breve vita, ovvero diventano innocue nel giro di 100 anni. Inoltre, i ricercatori sostengono di poter migliorare ulteriormente il livello di contaminazione con la ricerca di materiali aggiuntivi, ma questo richiede ulteriori risorse economiche e tempo, e “già i risultati ottenuti possono essere considerati molto competitivi, anche sotto il profilo ambientale, per mettere a punto un prototipo”, concludono i ricercatori.


Aggiornamento 26-10-2014, ore 12:31
(segue)

NOTA BENE:

  1. NON ESEGUIRE gli esperimenti dei video o degli articoli se non si ha una laurea specifica o si conosca bene la materia! .. vi è rischio di esplosione dell’idrogeno, in particolare al chiuso, o vi è pericolo di folgorazione o ustione se si toccano gli elettrodi sia in condizioni di bassa tensione che di incandescenza con ancora maggior pericolo.
  2. Anche se si applicano basse tensioni iniziare da valori sotto 1 volt, e verificare con occhiali di protezione in area aperta ed ossigenata.
  3. NON respirare i fumi della cella di reazione elettrolitica, che in presenza di sali specifici può essere più o meno dannosa alla salute ed anche mortale. Nel caso del bicarbonato di sodio (ad esempio) si ha la produzione di gas CO che è velenoso per l’organismo.
  4. E’ consigliabile che chi volesse sperimentare ci chieda informazioni sulla tecnologia per avere i risultati descritti nei video e sugli articoli. Scrivete a questo blog, e vi risponderemo, grazie.

Cold Fusion – last news – 25_10_2014 – Ing Tufano – Ing Sipolino

Quando la scienza interessa anche la politica ..

La dimostrazione che la fusione fredda funziona? ecco le prove

(la esposizione -in video- è fatta in modo che tutti possono seguire e rendersi conto della grande opportunità che offre la fusione fredda):

la pubblicazione scientifica italiano/inglese del 2002 (Enea et altri):
(nota bene: il link seguente è stato corretto perché precedentemente non portava all’articolo originale):

http://www.fusione.enea.it/pubblications/TR/2002/RT-2002-41-FUS.pdf

cit:
Experimental evidence of 4He production in a
cold fusion experiment
ANTONELLA DE NINNO, ANTONIO FRATTOLILLO, ANTONIETTA RIZZO
ENEA – Unità Tecnico Scientifica Fusione
Centro Ricerche Frascati, Roma
EMILIO DEL GIUDICE
INFN Sezione Milano
Via Celoria 16, 20133 Milan (Italy)
GIULIANO PREPARATA
University of Milan, INFN Sez. Milano
Via Celoria 16, 20133 Milan, (Italy)

EXPERIMENTAL EVIDENCE OF 4HE PRODUCTION IN A COLD FUSION
EXPERIMENT
Riassunto
In questo lavoro viene dimostrata la simultanea produzione di eccesso di entalpia e di 4He
durante l’elettrolisi di acqua pesante su catodo di Palladio (Pd); quando il rapporto
stechiometrico x=[D]/[Pd] eccede la soglia critica x=1. Questo effetto è stato ottenuto su
catodi resistivi quasi unidimensionali in forma di serpentina, ricavata da un film sottile di
spessore tra 1 e 2 micron. E’ stata dimostrata l’influenza di un potenziale elettrico
longitudinale applicato al catodo, sul raggiungimento di elevati caricamenti. L’eccesso di
calore è segnalato da un aumento di temperatura, misurato mediante un elemento Peltier di
tipo commerciale tenuto in buon contatto termico con il substrato del catodo in film sottile.
Allo scopo di rivelare le piccole quantità di 4He che ci si aspetta siano presenti,
simultaneamente alla produzione di entalpia, come evidenza del carattere nucleare del
processo, è stato messo a punto un metodo di analisi basato sulla totale rimozione di tutti i
gas chimicamente attivi presenti nella miscela gassosa prodotta nel corso dell’elettrolisi.
L’utilizzo di pompe “Non-Evaporable Getter” (NEG) permette di rimuovere efficacemente
dalla miscela tutte le componenti non inerti, ed in special modo gli isotopi dell’idrogeno. I
gas nobili che rimangono, soli, in fase gassosa vengono inviati periodicamente allo
spettrometrometro di massa e qui analizzati quantitativamente. L’osservazione di una
quantificabile trasmutazione di Deuterio in Elio prova univocamente che alla base del
fenomeno della cosiddetta “fusione fredda” c’è un processo di natura nucleare. Dalla quantità
di Elio prodotto nel corso dell’elettrolisi, in base alla conversione 2D→4He+23.8 MeV, si
può stimare l’energia prodotta nel processo. Tuttavia si trova che l’energia stimata attraverso
questa conversione eccede quella valutata semplicemente in base all’aumento di temperatura.
Questa discrepanza aumenta all’aumentare del livello di energia prodotto e può essere
compresa considerando le condizioni di non equilibrio termico che si verificano nelle
vicinanze del catodo e la conseguente perdita di calore per irraggiamento da parte della
superficie calda del materiale Pd. Come caso estremo si può raggiungere la fusione parziale
del catodo (la temperatura di fusione del Pd è di 1828 K) senza aumentare apprezzabilmente
la temperatura dell’elettrolita e dunque senza che l’evento sia rivelato dal metodo
calorimetrico. Il fenomeno descritto è stato riprodotto diverse volte: il livello quantitativo
della produzione di elio nei differenti esperimenti, dipende, ovviamente, dal livello di
caricamento di Deuterio in Palladio raggiunto nel corso dell’esperimento.

(continua)
http://www.fusione.enea.it/pubblications/TR/2002/RT-2002-41-FUS.pdf

  • more info1:
    La trattazione su wikipedia:

Elettrolisi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrolisi_dell’acqua

  • more info2:

Fusione fredda:

http://it.wikipedia.org/wiki/Fusione_nucleare_fredda

  • more info3:

Rapporto 41 (prima parte):

Rapporto 41 (seconda parte):

  • more info4:

Renzo Mondaini (prima parte):

Renzo Mondaini (seconda parte):

Renzo Mondaini (terza parte):

NOTA BENE:

  1. NON ESEGUIRE gli esperimenti dei video o degli articoli se non si ha una laurea specifica o si conosca bene la materia! .. vi è rischio di esplosione dell’idrogeno, in particolare al chiuso, o vi è pericolo di folgorazione o ustione se si toccano gli elettrodi sia in condizioni di bassa tensione che di incandescenza con ancora maggior pericolo.
  2. Anche se si applicano basse tensioni iniziare da valori sotto 1 volt, e verificare con occhiali di protezione in area aperta ed ossigenata.
  3. NON respirare i fumi della cella di reazione elettrolitica, che in presenza di sali specifici può essere più o meno dannosa alla salute ed anche mortale. Nel caso del bicarbonato di sodio (ad esempio) si ha la produzione di gas CO che è velenoso per l’organismo.
  4. E’ consigliabile che chi volesse sperimentare ci chieda informazioni sulla tecnologia per avere i risultati descritti nei video e sugli articoli. Scrivete a questo blog, e vi risponderemo, grazie.

Aggiornamento  26 ottobre 2014, ore 13:21
(dalla pagina di facebook “fisica quantistica ed altre teorie”)
https://www.facebook.com/groups/robiemaria/permalink/648656415252944/
(segue)

La dimostrazione che la fusione fredda funziona? ecco le prove (la esposizione -in video- è fatta in modo che tutti possono seguire e rendersi conto della grande opportunità che offre la fusione fredda):https://www.youtube.com/watch?v=gLa04sHeoRI
la pubblicazione scientifica italiano/inglese del 2002 (Enea et altri):
http://www.fusione.enea.it/pubblicatio…/…/RT-2002-41-FUS.pdf

Il punto sulle ultime notizie in rif. alla fusione fredda (cold fusion). Fabio Sipolino intervista Lino Tufano che fornisce molti aggiornamenti in merito all…
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  • Piace a Robi Iso e altri 2.
  • Pasquale Tufano more info sul blog degli articoli citati e altri video sul tema:
    https://6viola.wordpress.com/…/cold-fusion-last-news-25…/

    quando la scienza interessa anche la politica .. La…
    6VIOLA.WORDPRESS.COM
  • Pasquale Tufano ringrazio Riccardo Viola e offro la traduzione del link da lui citato eseguita con bing translator:
    I ricercatori dell’Università del Missouri hanno messo a punto un metodo di creazione e lancio anelli di plasma attraverso all’aperto. A seconda del vostro punto di vista, questo potrebbe avere ripercussioni significative per la generazione di energia e industria di stoccaggio… o, più realisticamente, questo potrebbe essere esattamente ciò che l’industria di armi al plasma nascente deve infine ottenere fucili al plasma e schermi sul mercato.
    Nonostante ciò che può hanno imparato al liceo, ci sono in realtà quattro Stati della materia: solido, liquido, gas e plasma. Plasmi sono simili ai gas, in quanto non hanno un volume o una forma definita, ma differiscono anche significativamente, in quanto sono elettricamente conduttivi e producono un campo magnetico. Alcuni esempi comuni di plasma sono fulmini, neon e lampade fluorescenti, il sole, e — questo farà esplodere la tua mente — televisori al plasma.

    Per creare un plasma, essenzialmente strappare elettroni dalla loro nuclei di genitore, lasciando una tonnellata di nuclei con carica positiva in un mare di elettroni fluida. Esso è questo mare di elettroni che infonde al plasma con la sua conducibilità elettrica, il campo magnetico e la sensibilità ai campi elettromagnetici esterni. Per strappare via gli elettroni, è generalmente necessario un potenziale molto alta tensione (come luci al neon) o l’immenso calore (stelle). Nel caso di TV al plasma e luci fluorescenti, questi elettroni eccitati si scontrano con mercurio, producendo luce ultravioletta che si scontra con fosfori, che luminesce e producono luce.

    Ora, in generale, è molto facile produrre plasmi nel vuoto e controllarli con elettromagneti massicce. La maggior parte dei nostri tentativi di fusione nucleare controllata, che comporta la creazione di plasma di deuterio-trizio ad alta energia, hanno richiesto elettromagneti immensamente potente per creare e/o il plasma di controllo. (Vedere: 500MW da mezzo grammo di idrogeno: la caccia per potenza di fusione riscalda.) L’Università del Missouri, tuttavia, ha messo a punto un metodo di creazione di plasma che crea un proprio campo magnetico, che agisce come un campo di contenimento mentre viaggia attraverso l’aria aperta.Non sappiamo l’esatta tecnica utilizzata, solo che esso comporta che esplode un filo con una tensione molto alta per creare il plasma — lo stesso metodo utilizzato per far esplodere bombe nucleari. L’anello di plasma, che potete vedere nel video sopra, sopravvive per pochi millisecondi mentre viaggia due piedi attraverso all’aperto. Secondo Randy Curry, il ricercatore, il sistema potrebbe essere allargato per gestire più potere, creando più forti plasmi che viaggiano più lontano attraverso l’aria.Per quanto riguarda che cosa questa svolta significa in realtà per la comunità scientifica, non siamo completamente sicuri. L’Università del Missouri sostiene che questa tecnica potrebbe “rivoluzionare la generazione di energia e di stoccaggio”, ma in realtà non dice come. Presumibilmente c’è qualche base a questa affermazione, anche se ci sembra di essere molto poco in termini di scienza pari-rivisto in questa zona. Molto più probabile è la militarizzazione della tecnologia — Immaginate un fucile al plasma che può tagliare qualsiasi cosa, o uno schermo al plasma che può incenerire all’istante in arrivo munizioni e missili. Questa teoria è reso ancor più plausibile di fonte primaria del gruppo di ricerca di finanziamento: l’Office of Naval Research — lo stesso ufficio della US Navy che fondi la ricerca sull’umiliante e/o terrificante Railgun che potete vedere nel video qui sotto.

    fonte:
    http://www.extremetech.com/…/153630-open-air-plasma…

  • Riccardo Viola sai com’è la natura è carente di energia o acqua… io direi soprattutto in cervelli sani
  • Pasquale Tufano io studiai all’università il controllo del plasma caldo .. e ti dico che non è un argomento facile .. lo studiano da quando Fermi aprì le frontiere della fissione nucleare dagli anni intorno al 1940 ..
  • Pasquale Tufano voglio dire la cosiddetta “fusione calda” ..
  • Pasquale Tufano I metodi della fusione calda sono molto diversi da quelli della “fusione fredda” ..
  • Riccardo Viola abbiamo la convinzione che si debba sempre usare la forza bruta mi pare.. http://scienzaesalute.blogosfere.it/…/louis-kervran-uno…
  • Riccardo Viola il punto sta nella natura del mondo atomico, della dinamica del vuoto quantistico..
  • Riccardo Viola http://journals.aps.org/…/abst…/10.1103/PhysRevD.16.1975

    Analogies between the properties of black holes (in the framework of strong gravity) and those of elementary particles are discussed especially in connection with recent works on black holes with gauge charges and blackhole thermodynamics.
    JOURNALS.APS.ORG
  • Robi Iso L’hai realizzata tu? La sto vedendo adesso
  • Riccardo Viola L’immagine no, l’ho messa tempo fa come copertina di fb, il trifoglio è significativo e si ripete nei cropcircles, stessa immagine che risulta dalle simulazioni di fusione di due buchi neri che vedi nel documentario e dove la scienziata dice che questa geometria riproduce la dinamica nel mondo quantistico degli atomi…atomi o buchi neri sono vortici nel vuoto quantistico definibile superfluido
  • Robi Iso Bella
  • Robi Iso Bella anche l’intervista Pasquale Tufano ho finito di vederla ora
  • Riccardo Viola Nel documentario si mostra la simulazione del “suono” dello spaziotempo che da il tempo alla fusione dei buchi neri, quindi qui ci vedo la frequenza e risonanza nel vuoto quantistico per arrivare alla fusione “fredda”
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    AGGIORNAMENTO
    29 OTTOBRE 2014, ore 15:41
    dal video su youtube
    (area commenti)
    cit:

    carissimo ing.Tufano, ora Lei ha lanciato il sasso e giustamente noi appassionati di energie nuove, vogliamo saperne di più. Vorremmo conoscere il setup degli esperimenti che sono durati 4 mesi, le misure, e tutto il resto così che possiamo tentare una replica. Galileo docet. Ma sopra ogni cosa, cosa risponde alla critica, che il suo esperimento è troppo semplice, e che quindi se fosse così, tutti ci si sarebbe potuti arrivare prima, mimmocanino@outlook.com
    Rispondi
     ·

    ciao Domenico Canino .. le tue domande sono più che giuste .. ma corriamo il rischio se diamo troppi dettagli che qualcuno si faccia male involontariamente provando a replicare .. anche io sto riflettendo come fare a condividere più informazioni .. l’ideale sarebbe di creare un laboratorio condiviso a chi voglia partecipare .. e magari organizzare una data in cui incontrarsi .. perché vedersi di persona è meglio che scriversi per lettera .. non so .. si potrebbe organizzare una conferenza sulla fusione fredda .. e iscrivere a parlare sia chi ha solo delle domande e anche coloro che vogliono presentare una loro relazione .. Sulla mia esperienza posso dire che io ho replicato esattamente ciò che Renzo Mondaini (che saluto e ringrazio) mostra nei suoi video che però mostrano solo la cella di reazione elettrolitica .. per inventarmi come dare una tensione continua a zero volt fino a 350 volt come Mondaini dice .. ho fatto la mia brava fatica .. perché non esistono in commercio dispositivi commerciali che abbiano la caratteristica di dare la tensione continua in questo range e per di più regolabili, non tanto perché non si può sintetizzare un moltiplicatore di tensione che è stata la mia idea iniziale, ma perché la regolazione fatta con un potenziometro non ha caratteristica di imporre ad un carico le specifiche di elevare la corrente poiché il liquido acqua+sale tende a non fare passare corrente. Quindi si deve provare con un trasformatore di corrente e non basta poiché la regolazione impone un variac. E ciò non è sufficiente, poiché serve uno stadio di raddrizzamento della corrente alternata. Le caratteristiche di corrente e tensione non mi erano note, poiché Mondaini non le cita, ma parla solo della tensione continua applicata alla cella di elettrolisi, né potevo comprare un variac troppo impegnativo, poiché costa migliaia di euro ordinarne uno per esempio in grado di erogare 20 Ampere con la tensione a valle di 250 volt alternati (ma 20 Ampere sono sufficienti? oppure ne servono 200 ampere? questo per ora lo lascio in sospeso). Ho quindi iniziato comprando su ebay un variac da 500 W = veff*ieff=250(V)*2(A)= 500W e però partendo dall’applicare tensioni molto basse come 10 Volt sul secondario del variac poiché la tensione raddrizzata è Veff*1,4=Vdc vede 14 volt .. mi sono accorto che la resistenza variabile del liquido mi chiedeva correnti superiori a 2 ampere già con valori di Veff= 90 Volt (alternata). Ho dovuto quindi comprare un secondo variac le cui caratteristiche non esplicito perché chi non è del ramo non si avventuri a fare esperimenti che poi non padroneggi e non si possa fare male. Le caratteristiche le ho dedotte dalla prima sperimentazione e il variac già ce lo abbiamo per dare 250 volt alternati sul secondario senza che fonda per la troppa corrente. Poiché un trasformatore anche non variabile ha una caratteristica di potenza max che può sopportare, quindi non ne esiste di un solo tipo. Anche la sezione successiva per il raddrizzamento della corrente non è banale poiché non stiamo lavorando su piccole correnti e su piccole tensioni, ma servono dei diodi di potenza le cui caratteristiche vanno dedotte dalla sperimentazione come pure le caratteristiche di condensatori speciali che sono dell’ordine dei 1000 uF e devono reggere un punto di lavoro di 400 volt minimo. Di che sezioni devono essere i cavi per non squagliarsi? come deve essere fatto il supporto degli elettrodi per non fondersi se l’elettrodo va a 3000 °C? A tutte queste domande e a molte altre che nel video accenno ha risposto la sperimentazione e non è quindi il caso di dare tutti i dettagli altrimenti delle persone che non padroneggiano la materia corrono il rischio di farsi male costruendo il dispositivo come se fosse una scatola di montaggio, ma invece è un fenomeno ancora poco conosciuto e che richiederà molta strumentazione oltre quella che ho appena detto poiché manca ancora tutta la parte idraulica per il monitoraggio dei gas, e la parte per la sicurezza in feedback per il controllo del plasma, oltre che il monitoraggio dei raggi alfa, beta, gamma. Insomma spero di avere risposto a qualche vostra domanda e spero che possiamo formare un gruppo di lavoro che sia aperto a persone competenti e che si dedichino alla ricerca per un contributo anzitutto alla società. Saluti e a presto. Ing. Lino Tufano.

    AGGIORNAMENTO
    29 OTTOBRE 2014, ORE 16:24

    Christian Corda, Luca Fabbri, Enrico Shad Gazzola, Laura Andreoli, @altri fisici ….
    che ne pensate del ing. Tufano che ha:
    – replicato l’esperimento Fleischmann-Pons
    – spiegato come avviene la fusione fredda
    – interpretato i dati di Preparata, Del Giudice dando la sua interpretazione dell’ esperimento del 2002 ?
    (pure Marco Russo potrebbe essere interessato a Tufano….)

    Il punto sulle ultime notizie in rif. alla fusione fredda (cold fusion). Fabio Sipolino intervista Lino Tufano che fornisce molti aggiornamenti in merito all…
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    • Romano Giori opinione gradita anche da parte di ingegneri e “sciroccati” vari….
    • Marco Russo Io ho un altra idea Romano, sto preparando, vi farò sapere!
    • Micio Maxx Mio Dio…. questo secondo me è il fratello gemello di quello dello “spin che…. che… spigne, no ?”, non ricordo come si chiama.
    • Romano Giori Dino D’Alessandro per gli amici “ciaodyno” !
    • Micio Maxx L’unica cosa che sconvolge è che questo sia laureato in ingegneria…. complottista, pressapochista, totalmente fuori di melone.
    • Piero Maggiacomo Romano ho l’impressione che con questo post verrà “sputtanata” tutta una categoria professionale.
    • Micio Maxx Facendo il punto della situazione :
      – ammette che gli atomi che fondono sono pochissimi (cosa peraltro notissima, in tutti gli esperimenti fatti si sono rilevate fusioni di un piccolissimo numero di atomi, e c’è pure una spiegazione coerente
      – rileva (ovviamente) una piccola quantità di raggi gamma, che sono poi quelli prodotti dai pochissimi atomi che fondono
      – non ho ascoltato (è vero che ho saltato un po’ di video….) nulla sulla produzione di neutroni, che dovrebbe esserci, altrettanto piccola
      – nel contempo afferma che la cella produce energia sufficiente ad alimentare turbine (e da ‘ndo axxo viene, se gli atomi che fondono sono pochissimi ????)
      – ipotizza che l’idrogeno si porta via il calore prodotto (cerrrrrto, calore sufficiente a ionizzare il tungsteno, ma stranamente non l’idrogeno che si porta via una quantità enorme di calore, secondo lui, con pressioni e temperature ridicole
      Non ho idea di dove abbia studiato, ma eviterei come la peste quell’ateneo…..
    • Micio Maxx Piero, no, non ti preoccupare, siamo già sputtanati a sufficienza per conto nostro…
    • Romano Giori Marco spiace comunicarti che l’ing. Tufano, esperto in “misure” ha già di fatto “misurato” tutto… produzione di idrogeno, deuterio, trizio, calore, energia….
    • Romano Giori tra l’altro mi par di capire che Pasquale -> Pasqualino -> Lino Tufano sono la stessa persona….
    • Micio Maxx Sicuro che non si chiami “Fuffano” ?
    • Piero Maggiacomo Micio però si potrebbe evitare di aggiungere sale alle ferite.
    • Romano Giori ferite sue, Piero, mica nostre !
    • Micio Maxx Bof, Piero, se è per quello il buon Focardi (pace all’anima sua….) ha sputtanato abbondantemente la categoria dei fisici, e non è il solo….
    • Marco Russo Pare impossibile mettere fine a questa storia, ma è possibile che dal 1989 ad oggi nessuno abbia fatto una razzo di prova spiegando quanto idrogeno è assorbito, probabilmente per effetto tunnel, da un reticolo cristallino di palladio, platino o nichel?
    • Christian Corda Non sono esperto di questa roba, quindi non posso pronunciarmi
    • Piero Maggiacomo …allora recito un “mea culpa” e rendo i giusti meriti ad onore del compianto Focardi…
    • Romano Giori cito testualmente, Marco “io penso che non é vero che non esiste [la ricerca relativa alla fusione fredda] ma che é stato secretato….”. ecco spiegato il combloddo….
    • Romano Giori consiglio l’ascolto dal minuto 24.00 …. senza parole….
    • Micio Maxx Il povero Focardi era sicuramente una persona in gamba, ma con l’età anche le persone in gamba, specie se di natura fiduciosa, possono farsi intortare da personaggi senza scrupoli.
    • Luca Fabbri Ma sì, dai, noi qui, al “CNR di Ginevra”, abbiamo già fatto le cose che dice, come per esempio il gorgogliare dell’idrogeno all’aria aperta davanti ad elettrodi incandescenti, con lame rotanti; per non parlare della volta in cui abbiamo utilizzato il Daitarn III per estrarre energia pulita dal suo Attacco Solare. O come quella volta in cui i Pompieri Spaziali sono entrati nella Stazione Spaziale usando l’Alabarda Spaziale… ormai sono cose super-note.
    • Romano Giori lo immaginavo Luca…. voi del CNR siete sempre avanti in queste strabilianti sperimentazioni… usate anche voi il garage di casa come Tufano ???
    • Luca Fabbri No, noi lo facciamo seriamente… abbiamo in affitto la caverna di Ufo Diapolon
    • Piero Maggiacomo …l’avevo detto che alla fine ci saremmo “sputtanati”…ora dobbiamo passare sl contrattacco…
    • Micio Maxx Su, non ricominciamo con i flames
    • Filippo Berardo Cacchio, UFO Diapolon l’avevo dimenticato!! Grandissimo!!
    • Micio Maxx Avviso che i flames NON saranno tollerati…. e che ho poco tempo ed altrettanto poca pazienza oggi.
    • Luca Fabbri Non capisco… FB mi dice che Maria mi ha taggato, ma non vedo i commenti
    • Luca Fabbri … e sono scomparsi anche dei miei commenti! Come mai questa storia?
    • Micio Maxx Non li vedi perchè li ho cancellati.
      Maria ed Enrico (e altri….) al prossimo commento sul tema scatta il ban. Come ho detto, ho poco tempo e poca pazienza oggi
    • Luca Fabbri Ma Micio Maxx, erano commenti sul tema (che non era certo la fisica, ma l’aspetto sociale della fisica)!
    • Micio Maxx No, erano la partenza per il solito flame di cui abbiamo avuto un pietoso esempio tempo fa.
    • Luca Fabbri Non so cosa sia il “solito flame”, ma è scomparso anche un mio commento (che di certo non era su alcun flame)
    • Luca Fabbri (cos’è un flame?)
    • Luca Fabbri anybody here?
    • Micio Maxx Attimo !!! Come ti ho detto sono incasinato stamattina !
      Un flame è una litigata on line
    • Luca Fabbri Ma io non ho litigato proprio con nessuno! Ho solo detto che non sono d’accordo con Maria perché secondo me citazione negative sono peggio di citazioni: al massimo potrei litigare col tizio del video; con Maria potrò avere una divergenza di opinioni, no? Non l’ho mica offesa o insultata: ho detto che non la penso così. E fra parentesi, era anche un modo carino di tirare in causa Salk, di cui oggi è ricorrenza e che nessuno ricorda mai per quello che ha fatto. Insomma, cancellare il mio commento secondo me è stato davvero ingiusto, proprio davvero.
    • Marco Russo Anche secondo me è stato sbagliato cancellare i post di Luca Fabbri, Enrico Shad Gazzola e Maria Miglietti. Mi sembrava una discussione normale molto lontana da risse già viste?
      Comunque decisione da rispettare!
    • Micio Maxx Marco, non per cattiveria, ma il preludio alla rissa era visibilissimo.
      Preferisco prevenire prima che incaxxarmi dopo
      Luca, ho cancellato tutta la sequenza sul tema, compresi i MIEI posts.
      L’argomento era OT ed interessava solo ai partecipanti.
    • Luca Fabbri O, se sono portato a concordare, ci dovrebbero essere tantissimi altri post a ripulire
    • Luca Fabbri comunque va bene, fine qui
    • Micio Maxx Luca (e poi chiudo) non so se ti ricordi poco dopo l’apertura, una discussione di ore ed ore con incazzatura generale in proposito.
      Non ho voglia nè tempo di ripetere l’exploit.
      Se vogliamo parlare del post, ben venga, è anche interessante nella sua idAltro…
    • Luca Fabbri Va bene, va bene… ho capito
    • Maria Miglietti Micio Maxx, senza polemica, per sorridere tutti insieme, vorrei farti un regalo, per questi casi

      foto di Maria Miglietti.
    • Pasquale Tufano AGGIORNAMENTO
      29 OTTOBRE 2014, ore 15:41
      dal video su youtube
      (area commenti)
      cit:
      domenico canino48 minuti facarissimo ing.Tufano, ora Lei ha lanciato il sasso e giustamente noi appassionati di energie nuove, vogliamo saperne di più. Vorremmo conoscere il setup degli esperimenti che sono durati 4 mesi, le misure, e tutto il resto così che possiamo tentare una replica. Galileo docet. Ma sopra ogni cosa, cosa risponde alla critica, che il suo esperimento è troppo semplice, e che quindi se fosse così, tutti ci si sarebbe potuti arrivare prima, mimmocanino@outlook.com
      Rispondi
      ·VIOLA
      1 secondo fa (modificato)
      ciao Domenico Canino .. le tue domande sono più che giuste .. ma corriamo il rischio se diamo troppi dettagli che qualcuno si faccia male involontariamente provando a replicare .. anche io sto riflettendo come fare a condividere più informazioni .. l’ideale sarebbe di creare un laboratorio condiviso a chi voglia partecipare .. e magari organizzare una data in cui incontrarsi .. perché vedersi di persona è meglio che scriversi per lettera .. non so .. si potrebbe organizzare una conferenza sulla fusione fredda .. e iscrivere a parlare sia chi ha solo delle domande e anche coloro che vogliono presentare una loro relazione .. Sulla mia esperienza posso dire che io ho replicato esattamente ciò che Renzo Mondaini (che saluto e ringrazio) mostra nei suoi video che però mostrano solo la cella di reazione elettrolitica .. per inventarmi come dare una tensione continua a zero volt fino a 350 volt come Mondaini dice .. ho fatto la mia brava fatica .. perché non esistono in commercio dispositivi commerciali che abbiano la caratteristica di dare la tensione continua in questo range e per di più regolabili, non tanto perché non si può sintetizzare un moltiplicatore di tensione che è stata la mia idea iniziale, ma perché la regolazione fatta con un potenziometro non ha caratteristica di imporre ad un carico le specifiche di elevare la corrente poiché il liquido acqua+sale tende a non fare passare corrente. Quindi si deve provare con un trasformatore di corrente e non basta poiché la regolazione impone un variac. E ciò non è sufficiente, poiché serve uno stadio di raddrizzamento della corrente alternata. Le caratteristiche di corrente e tensione non mi erano note, poiché Mondaini non le cita, ma parla solo della tensione continua applicata alla cella di elettrolisi, né potevo comprare un variac troppo impegnativo, poiché costa migliaia di euro ordinarne uno per esempio in grado di erogare 20 Ampere con la tensione a valle di 250 volt alternati (ma 20 Ampere sono sufficienti? oppure ne servono 200 ampere? questo per ora lo lascio in sospeso). Ho quindi iniziato comprando su ebay un variac da 500 W = veff*ieff=250(V)*2(A)= 500W e però partendo dall’applicare tensioni molto basse come 10 Volt sul secondario del variac poiché la tensione raddrizzata è Veff*1,4=Vdc vede 14 volt .. mi sono accorto che la resistenza variabile del liquido mi chiedeva correnti superiori a 2 ampere già con valori di Veff= 90 Volt (alternata). Ho dovuto quindi comprare un secondo variac le cui caratteristiche non esplicito perché chi non è del ramo non si avventuri a fare esperimenti che poi non padroneggi e non si possa fare male. Le caratteristiche le ho dedotte dalla prima sperimentazione e il variac già ce lo abbiamo per dare 250 volt alternati sul secondario senza che fonda per la troppa corrente. Poiché un trasformatore anche non variabile ha una caratteristica di potenza max che può sopportare, quindi non ne esiste di un solo tipo. Anche la sezione successiva per il raddrizzamento della corrente non è banale poiché non stiamo lavorando su piccole correnti e su piccole tensioni, ma servono dei diodi di potenza le cui caratteristiche vanno dedotte dalla sperimentazione come pure le caratteristiche di condensatori speciali che sono dell’ordine dei 1000 uF e devono reggere un punto di lavoro di 400 volt minimo. Di che sezioni devono essere i cavi per non squagliarsi? come deve essere fatto il supporto degli elettrodi per non fondersi se l’elettrodo va a 3000 °C? A tutte queste domande e a molte altre che nel video accenno ha risposto la sperimentazione e non è quindi il caso di dare tutti i dettagli altrimenti delle persone che non padroneggiano la materia corrono il rischio di farsi male costruendo il dispositivo come se fosse una scatola di montaggio, ma invece è un fenomeno ancora poco conosciuto e che richiederà molta strumentazione oltre quella che ho appena detto poiché manca ancora tutta la parte idraulica per il monitoraggio dei gas, e la parte per la sicurezza in feedback per il controllo del plasma, oltre che il monitoraggio dei raggi alfa, beta, gamma. Insomma spero di avere risposto a qualche vostra domanda e spero che possiamo formare un gruppo di lavoro che sia aperto a persone competenti e che si dedichino alla ricerca per un contributo anzitutto alla società. Saluti e a presto. Ing. Lino Tufano.
      http://youtu.be/gLa04sHeoRI

      Il punto sulle ultime notizie in rif. alla fusione fredda…
      YOUTUBE.COM

AGGIORNAMENTO
29 OTTOBRE 2014, ORE 21:26
(dai commenti al video su youtube al link seguente: http://youtu.be/gLa04sHeoRI )

+VIOLA Caro ing. Tufano, innanzitutto La ringrazio per la squisita cortesia e celerità nel rispondermi. Devo dire che mi ha interessato molto, anche se io non sono  un tecnico, ma cerco lo stesso di capire e studiare.Capisco che la cosa sarà anche semplice, ma non è affatto banale. Ed aspetto con ansia che ad un convegno dei tanti ormai organizzati sulla fusione fredda o LENR come ora si preferisce chiamarle. Io dibatto di questo da oltre 3 anni su un blog tenuto da daniele passerini che si chiama 22 passi; ora li ci sono molti miei amici tecnici agguerriti che ad ogni affermazione si scatenano in prove e critiche. Spero che quando organizzerà un evento divulgativo di saperlo in anticipo per poter partecipare. Un ultima cosa, io ho visto i video di Mondaini, molto interessanti, ma la obiezione che molti del team tecnico 22 passi fanno è che è semplice lettrolisi, e non si capisce da cosa si può evincere che sia proprio una reazione nucleare. Inoltre il COP (coefficent of performance) da Lei indicato sembra essere molto alto. Può dire qualcosa di più su questo aspetto? Se fosse così interessante sarebbe quasi commercialmente conveniente da subito, con le implicazione che Lei comprende meglio di me. Io spero che il  suo lavoro dia frutti concreti, per tutta la comunità. Grazie in ogni caso di non smettere di sperimentare e provare. Una piccola curiosità ho inviato il link del suo video all’ing. Andrea Rossi in America, che pare essere molto avanti in quel campo e mi ha risposto che non commenta il lavoro dei suoi competitors. Per Lei è un grande complimento essere annoverato tra i possibili competitors, congratulazioni. cordiali saluti domenico canino
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+domenico canino grazie di questo dialogo, poiché il problema principale è il discredito – io penso – organizzato dai poteri forti che per ora non hanno interesse ad avanzamenti su questo settore della ricerca. Quindi – come dicevo nel video – serve semplificare il più possibile i fatti di modo che anche un bambino di 2 anni possa capire la logica di ciò che stiamo dicendo come un fatto lapalissiano. Una tale cultura di massa porterà alla pressione di una intelligenza collettiva che non deve mascherare i fatti, ma ritenere normale che sia il fornaio che fa il pane, e il falegname che fa i mobili e così via.. nessuno quindi si senta fuori da questi studi e ciascuno cerchi di fare la sua parte – anche piccola – divulgando ciò che ha capito al maggior numero di persone possibile di modo che la pressione sia anzitutto politica sui governi perché investano sulla ricerca scientifica in particolare sulla fusione fredda. Una informazione che posso dare e che non ho ancora menzionato è che oltre una certa soglia di tensione si osserva concomitantemente ad una aumento di temperatura una riduzione della potenza assorbita dalla alimentazione elettrica! .. Ciò dipende dal fatto che NON è la corrente di elettrolisi a sostenere la fusione del catodo, ma è solo una corrente di innesco concomitante ad altri fenomeni fisici come appunto la fusione episodica (1 parte ogni 20 milioni di atomi) di deuterio che diviene elio. Io però sono solo 4 mesi che sperimento questi fenomeni e ne so troppo poco per dire di avere capito tutto. Necessita – come già dicevo – una analisi più precisa della temperatura dell’idrogeno per la parte che non si brucia sul catodo e che insieme agli altri gas sfugge alla reazione e verificarne la temperatura in modo sicuro. La strada per rendere commerciale i risultati della sperimentazione è quindi ancora da vedersi, ma già i risultati attuali sono di facile replica per chi è capace della verifica sperimentale dei valori che abbiamo detto. Comunque sia fatto un circuito che applica una continua oltre i 150 volt a una cella di elettrolisi è in grado di vedere quello che mostra Mondaini e che io potrei mostrare anche in video .. e appena avrò tempo farò anche io un video analogo per mostrare che il catodo non fonde per elettrolisi, ma per una quantità di energia che NON è data dalla misura della corrente elettrica applicata perché è dell’ordine dei 500 watt e l’amperaggio è basso, poco più di 2 ampere nella cella di elettrolisi (in continua), mentre come è noto una saldatrice ad arco lavora con elettrodi intorno a correnti di 160 ampere per fondere il metallo. Diciamo inoltre che io mi sono anche interessato di fusione calda nell’ultimo anno in cui dovevo prendere la tesi di laurea con il professor Bruni alla università di Roma la Sapienza. Mi sono laureato nel 1990. Poi non ho più preso quella tesi (sebbene mi sia interessato a lungo dei relativi modelli matematici nell’ipotesi di realizzare strumenti di misura relativi alla fusione calda) ma una altra tesi con il professor Bucciarelli: “strategie di sintesi di sistemi affidabili e/o fault tolerant systems” svolta presso la Selenia Spazio (nel 1990) nell’arbitraggio di 3 computer di bordo di quello che doveva essere lo shuttle europeo. Quindi iI mio settore è il controllo ottimo di sistemi sia analogici che digitali e ho ricostruito la storia della progettazione affidabile da 2000 anni fa ad oggi, specie sui lavori del progettista del Voyager per le tecniche di lungo periodo. Ecco perché io non mi ritengo secondo a nessuno in riferimento alla mia competenza sui sistemi di controllo e/o di misura. Mi fa ugualmente piacere che qualcuno si stia accorgendo che gli italiani sono buoni a nulla capaci di tutto 🙂 ma il mio obbiettivo è solo sollecitare la comunità scientifica ad interessarsi di questo argomento senza pregiudizi che potrebbero essere stati introdotti – ad arte – per bloccare gli avanzamenti tecnologici, poiché si intende ancora rimanere sul petrolio e altri tipi di combustibili storici. Le ragioni politiche – se questo fosse vero – sono a me evidenti: la facilità di avere energia pulita consentirebbe una maggiore indipendenza dalle multinazionali che stanno – viceversa – creando un cartello in molti settori: energia, alimentazione, moneta, commissariamento degli organismi di rappresentanza della ex sovranità popolare (secondo l’art. 1 della Costituzione Italiana: la sovranità è al POPOLO, e secondo l’art. 11 cessioni di sovranità possono avvenire solo in condizioni di parità con gli altri Stati, ad esempio in una Confederazione di Nazioni .. region per cui la FED è sotto il governo USA .. mentre in europa sono le nazioni UE sotto la BCE, visto che abbiamo smarrito il concetto che la sovranità monetaria è una delle sovranità del POPOLO SOVRANO). Grazie del dialogo.

AGGIORNAMENTO
30 OTTOBRE 2014, ORE 16:17
(dai commenti al video su youtube al link seguente: http://youtu.be/gLa04sHeoRI )

+VIOLA Aggiungo che tra i fenomeni insoliti che è possibile osservare vi è il seguente: fino alla tensione alternata di 170 volt (V1@=170 V) sul secondario del variac aumenta sia la corrente in input del variac (I1@=3,66 Ampere); che in output del variac (I2@=4,73 A); che la tensione continua ai capi del condensatore che va al carico della cella (V2=217 V);  che la corrente circa continua fornita alla cella di reazione (I3=2,79 A); e quindi la potenza assorbita che alimenta il variac del valore di 605 watt (P1=605 w). Dopo la accensione del catodo tale tendenza si INVERTE, ossia i parametri diminuiscono. Li esplicito in tabella seguente:
V1@=out variac ; I1@=in variac ; I2@=out variac; V2= out C; I3=nella cella reazione; P1=potenza assorbita dalla rete elettrica.1) V1@=170 V ; I1@=3,66 A ; I2@=4,73 A ; V2=217 V ; I3=2,79 A ; P1=605,43 w
quelli successivi (dopo catodo acceso):
2) V1@=180 V ; I1@=3,50 A ; I2@=4,27 A ; V2=240 V ; I3=2,16 A ; P1=518,40 w
3) V1@=190 V ; I1@=3,40 A ; I2@=3,93 A ; V2=255 V ; I3=1,96 A ; P1=499,80 w
4) V1@=200 V ; I1@=3,30 A ; I2@=3,63 A ; V2=267 V ; I3=1,79 A ; P1=477,93 w
5) V1@=210 V ; I1@=3,25 A ; I2@=3,40 A ; V2=277 V ; I3=1,66 A ; P1=459,82 w
6) V1@=220 V ; I1@=3,20 A ; I2@=3.20 A ; V2=292 V ; I3=1,50 A ; P1=438,00 w
7) V1@=230 V ; I1@=2,80 A ; I2@=2,67 A ; V2=306 V ; I3=1,24 A ; P1=379,44 w
8) V1@=240 V ; I1@=2,40 A ; I2@=2,20 A ; V2=325 V ; I3=0,93 A ; P1=302,25 w
Aggiornamento 31 ottobre 2014, ore 2:08La fusione fredda di Rossi e Focardi
Commento:
E’ almeno dal 2011 che vi sono annunci sulla prossima commercializzazione del dispositivo E-CAT di Rossi e Focardi.
Purtroppo -ad ora- l’evento non si è ancora realizzato. Naturalmente è più che legittimo avere timori di depositare un brevetto, ma senza questo passaggio, e la omologazione, la commercializzazione è separata dalla pura sperimentazione.
La grave crisi economica e finanziaria a livello mondiale ha però convinto altri a dedicarsi al problema di avere energia a basso costo, e tra questi sto anche io provando a fare la mia parte. Sarebbe tutto molto più facile con un clima di collaborazione e di scambio di informazioni, ma l’argomento oltre che avere dei risvolti commerciali, ha anche risvolti di tutela della incolumità di gestire il personale che esegue la sperimentazione.
Molti pensano che è compito dei governi finanziare questa ricerca scientifica ed è compito degli scienziati mettere da parte le pretese personali e cercare di tirare fuori il pianeta dalla crisi.
I nostri migliori auguri, comunque, all’ECAT, sperando che la iniziativa che stiamo citando non ci faccia attendere troppo.

AGGIORNAMENTO:
6 NOVEMBRE 2014
https://6viola.wordpress.com/2014/11/03/cold_fusion-fusione-fredda-last-news-03_11_2014/

Aggiornamento al 9-11-2014 (Fusione Fredda)
tabella dei valori misurati:
V1@ = tensione secondario del variac
V2dc = tensione raddrizzata applicata alla cella di reazione
T1 = temperatura del liquido (°C)
T2 = temperatura sul catodo a 3 cm dalla parte incandescente

v1@=40 V; V2=60 V; T1(liquido)=18,6 ° C; T2(catodo)=18,0°C
v1@=50 V; V2=75 V; T1(liquido)=18,6 ° C; T2(catodo)=18,0°C
v1@=60 V; V2=90 V; T1(liquido)=18,6 ° C; T2(catodo)=18,0°C
v1@=80 V; V2=118 V; T1(liquido)=18,7 ° C; T2(catodo)=18,1°C
v1@=90 V; V2=128 V; T1(liquido)=18,8 ° C; T2(catodo)=19,4°C
v1@=100 V; V2=140 V; T1(liquido)=18,9 ° C; T2(catodo)=20,2°C
v1@=110 V; V2=152 V; T1(liquido)=19,0 ° C; T2(catodo)=21,1°C
v1@=120 V; V2=163 V; T1(liquido)=19,3 ° C; T2(catodo)=22,7°C
v1@=130 V; V2=177 V; T1(liquido)=20,0 ° C; T2(catodo)=25,3°C
v1@=140 V; V2=186 V; T1(liquido)=21,1 ° C; T2(catodo)=27,2°C
v1@=150 V; V2=196 V; T1(liquido)=22,3 ° C; T2(catodo)=29,5°C
v1@=160 V; V2=204 V; T1(liquido)=23,7 ° C; T2(catodo)=33,3°C
v1@=170 V; V2=212 V; T1(liquido)=25,8 ° C; T2(catodo)=38,0°C
v1@=180 V; V2=242 V; T1(liquido)=35,0 ° C; T2(catodo)=47,0°C

Aggiornamento 9-11-2014, ore 16:53:
cosa è la z macchina?

http://it.wikipedia.org/wiki/Z_machine

Z machine makes progress toward nuclear fusion

Daniel is a deputy news editor forScience.Daniel Clery

Scientists are reporting a significant advance in the quest to develop an alternative approach to nuclear fusion. Researchers at Sandia National Laboratories in Albuquerque, New Mexico, using the lab’s Z machine, a colossal electric pulse generator capable of producing currents of tens of millions of amperes, say they have detected significant numbers of neutrons—byproducts of fusion reactions—coming from the experiment. This, they say, demonstrates the viability of their approach and marks progress toward the ultimate goal of producing more energy than the fusion device takes in.

Fusion is a nuclear reaction that releases energy not by splitting heavy atomic nuclei apart—as happens in today’s nuclear power stations—but by fusing light nuclei together. The approach is appealing as an energy source because the fuel (hydrogen) is plentiful and cheap, and it doesn’t generate any pollution or long-lived nuclear waste. The problem is that atomic nuclei are positively charged and thus repel each other, so it is hard to get them close enough together to fuse. For enough reactions to take place, the hydrogen nuclei must collide at velocities of up to 1000 kilometers per second (km/s), and that requires heating them to more than 50 million degrees Celsius. At such temperatures, gas becomes plasma—nuclei and electrons knocking around separately—and containing it becomes a problem, because if it touches the side of its container it will instantly melt it.

(continua):

last news:
http://news.sciencemag.org/physics/2014/10/z-machine-makes-progress-toward-nuclear-fusion

Aggiornamento 10-11-2014

FUSIONE FREDDA:
misure di come il calore del catodo non si trasmette al liquido di elettrolisi se il catodo sta fondendo ..

more info:
https://6viola.wordpress.com/cold_fusion-fusione_fredda/

Aggiornamento 11-11-2014

  • Maurizio Anselmo Micio,ok,ti accontento,pero’,se gli esperimenti di Pasquale,dimostrano una produzione di enrgia maggiore di quella fornita vorra’ dire che c’e’ qualche cosa che non conosciamo.Io non mi limito a criticare,seguo un metodo e replichero’ l’eperimento con gli struementi adatti…qualche cosa dovra’ uscire fuori no? Quindi ancora non tiro calci in culo a nessuno e mi fido….fino alla prossima veriFICA.
  • Micio Maxx Maurizio, se leggi tutti i commenti capisci che :– O gli esperimenti di Pasquale non forniscono un surplus di energiaAltro…
  • Pasquale Tufano Chi volesse provare si ricordi che l’idrogeno esplode facilmente, quindi va aspirato dalla camera in cui il catodo si potrebbe accendere e misurato _altrove_!
    http://youtu.be/k4CDJLLdwB8

    Nuova cella elettrolitica alimentata a 32+12=46v con…
    YOUTUBE.COM|DI UBUNTUPAPER8
  • Micio Maxx Detto questo, ho lasciato questo post di Pasquale perchè trovo comunque interessante l’esperimento, anche se fatto com’è non porterà a nulla… è sempre un buon spunto di discussione
  • Maurizio Anselmo Macio d’accordo,ma nella fusione fredda presunta,quella di Rossi diciamo,non ci sono emissioni di particelle pesanti,quindi,credo che si tratti di qualcos’altro…per questo vorrei indagare meglio…..per l’idrogeno non c’e’ problema,mettero’ un soffiatore che lo disperde rapidamente…….
  • Micio Maxx Lascia stare Rossi, per favore…. Lo “sceicco della Brianza” ha abbastanza truffe nel suo curriculum da avere credito zero. Almeno da parte mia.
  • Maurizio Anselmo era per fare un esemplo…..
  • Micio Maxx Guarda cmq che io sono ben convinto che qualcosa succeda, probabilmente è tutto effetto tunnel e quindi non se ne caverà un ragno dal buco, ma sono possibilista per qualcosa di meglio.
    Sono i report eclatanti che mi lasciano scettico…. se in oltre 20 anni nessuno è riuscito a far andare lo scaldabagno con la fusione fredda / LENR un motivo ci sarà…..
  • Pasquale Tufano Rossi e Focardi sono anni che menano il can per l’aia con la storia che devi prenotare e-cat ..
  • Micio Maxx Focardi, poraccio, lascialo in pace che è morto ed era pure in gamba. È la dimostrazione che spesso anche i geni invecchiando perdono colpi. Rossi è un truffatore di lungo corso.
  • Pasquale Tufano e proprio per scoprire il motivo di che applicazioni può avere la ricerca deve andare avanti .. magari con persone competenti .. quindi si legga il rapporto 41 e si controlli perché nel secondo finanziamento il gruppo di lavoro fu cambiato ..
  • Micio Maxx Detto questo, se vuoi DAVVERO fare un esperimento di fusione fredda che dia qualche indicazione SERIA, devi spendere in attrezzatura. E non poco…. altrimenti ci avrei provato io.
  • Pasquale Tufano http://youtu.be/3PpjuYDq3cs

    “Il Rapporto quarantuno. Fisica e metafisica di una rivoluzione scientifica scomparsa” di Angelo Saso http://w…
    YOUTUBE.COM
  • Maurizio Anselmo Si certo,pero’ partiamo da qua dalla bas eminimale e vediamo che succede,mi bastarebbe un milliwatt in piu’ in uscita per continuare anche se non credo che gli strumenti che ho abbiano una risoluzione cosi alta.
  • Micio Maxx Visto che i risultati eclatanti si sono rivelati fuffa, l’unico modo per studiare come si deve la cosa è utilizzare apparecchiature PRECISE, che siano in grado di misurare infime produzioni positive di energia. Il che esclude la vasca da bagno di casa.
  • Maurizio Anselmo Mi hai tolto le parole…
  • Micio Maxx Maurizio, il problema NON è il milliwatt. Il problema è un milliwatt disperso in mezzo ad un kilowatt.
  • Pasquale Tufano ma se si liquefa un metallo come il tungsteno .. non significa nulla?
  • Maurizio Anselmo Appunto,ci voglionoo strmenti adatti,ma non credo che parliamo di solo 1 milliwatt s ela cosa funzione in qualche modo…
  • Maurizio Anselmo Pasquale no,anche le saldatrici a TIG liquefano il tungsteno.
  • Pasquale Tufano ho usato le saldatrici e ti assicuro che i watt impegnati sono maggiori e le correnti sono maggiori ..
  • Micio Maxx Esatto. Con un cannello al plasma liquefi qualsiasi cosa, e si parla di pochi kilowatt. Per liquefare un elettrodino, anche in tungsteno, bastano poche centinaia di watt se l’elettrodo è abbastanza isolato da non disperdere il calore velocemente.
  • Micio Maxx Ho visto (e provato) un cannello al plasma elettrico da 12 KW. È in grado di forare una piastra da 2 cm buoni di spessore, d’acciaio, e parlo di una piastra di dimensioni notevoli, quindi con dispersione notevole.
  • Maurizio Anselmo Ok,ma per questi dico,misuriamo il pu’ precisamente possibile i livelli energetici,suggerivo come contenitore quelli di polistirolo per le mozzarelle di bufala,ne ho diversi qui.
  • Pasquale Tufano a pochi mm di distanza il calore fuori dal liquido non si propaga! è asportato dall’idrogeno e il plasma ha una sorta di confinamento naturale .. che lo isola solo sotto la superficie del liquido e lo asporta con l’idrogeno che è prodotto ..
  • Micio Maxx Non è per smontarti, ma se leggi il rapporto di un giapponese (non ricordo il nome, ma c’è sulla wiki…) che ha provato un setup simile al tuo, ovvero elettrodo in tungsteno circondato da un plasma di idrogeno, capisci che la misura dell’eccesso di energia è quasi impossibile ANCHE avendo a disposizione attrezzature costose, causa rumore termico del plasma.
  • Pasquale Tufano addirittura finché circola corrente la temperatura dell’acqua non aumenta! e la soluzione NON evapora!
  • Micio Maxx Esatto, Marco
  • Pasquale Tufano http://it.wikipedia.org/wiki/Yoshiaki_Arata

    Yoshiaki Arata (1924[1]) è un fisico giapponese, pioniere nella ricerca della fusione fredda[1], già professore all’università di Osaka.[2]. Ha ricevuto il Bunka kunshō (Ordine al merito della cultura) nel 2006.[3]
    IT.WIKIPEDIA.ORG
  • Micio Maxx Se dovessi provare io un esperimento simile, lo farei con deuterio ed il Rayney Nickel, cercalo sulla wiki. È un catalizzatore costituito dal 100% di nickel reso porosissimo tramite procedimenti chimico-metallurgici. È in grado di assorbire enormi quantità di idrogeno.
    Lo trovi in commercio. È pericoloso da usare, occhio…. ha una reattività enorme.
  • Maurizio Anselmo Pasqua’,non sono d’accordo,l’idrogeno non trasporta nulla,per vederlo dovresti mettere una termocoppia sopra all’elettrodo di scintillamento per la misura diretta della temperatura del gas,non so se lo hai fatto,la scintilla isola l’eletrodo,quando si Altro…
  • Pasquale Tufano se si produce calore e il calore non va né nel liquido e né nel metallo da qualche parte deve andare
  • Micio Maxx Se l’elettrodo si fonde, va ovviamente nel metallo, e poi disperso per irraggiamento, parte nel liquido e parte (poca) nel gas
  • Maurizio Anselmo Va nell’acqua ma nella modalita’ che ho descritto…ma fammici provare e’ che c’ho poco tempo sta settimana…
  • Pasquale Tufano non sono le scintille a isolare l’elettrodo, ma la produzione di idrogeno, che assolve a quella funzione anche quando il catodo è spento ..
  • Pasquale Tufano Anzi poiché nel liquido vi sono ioni + di idrogeno H+ .. stiamo parlando di protoni che cercano di raggiungere il catodo (-) .. l’azione di isolamento dell’idrogeno gassoso (H2) che tende a formare una barriera alla corrente elettrica potrebbe essere iAltro…
  • Pasquale Tufano A mio avviso si crea una forza dei protoni che tendono a raggiungere il catodo e ci riescono solo quando riescono a superare il gap di isolamento che la barriera dell’idrogeno gassoso oppone ..
  • Pasquale Tufano il bombardamento (sul catodo) di pochi nuclei di deuterio (che hanno un protone e un neutrone) tendono a formare elio come rivela la spettrografia nel lavoro seguente:
    http://www.fusione.enea.it/pubblications/TR/2002/RT-2002-41-FUS.pdf
  • Micio Maxx L’hai già postato il rapporto 41
  • Pasquale Tufano il concetto però va capito: perché i soldi furono dati a una seconda commissione che non cavò un ragno dal buco?
  • Micio Maxx Non iniziamo con le teorie del gombloddo, per favore.
  • Pasquale Tufano quindi Cristo è morto di freddo? .. o vi fu un complotto?
  • Pasquale Tufano avete letto “totem e tabù” di Freud?
  • Pasquale Tufano .. vi sono esperimenti che 20 persone vanno intorno ad un passante e si accovacciano e il passante si accovaccia ..
  • Pasquale Tufano la capacità di condizionamento della opinione pubblica vi sfugge?
  • Micio Maxx – la capacità di condizionamento NON mi sfugge
    – la possibilità di mantenere un segreto simile per decenni, soprattutto per un esperimento replicabile nella vasca da bagni di casa, si, mi sfugge.
    Buonanotte… vado a dormire
  • Pasquale Tufano l’aereo in Ukraina è caduto per vecchia? .. perché è stato dirottato dalla rotta iniziale? .. il capo della Total in Russa è morto di vecchiaia? oppure è stato il suo aereo urtato appossitamente perché aveva violato il cartello delle sette sorelle? etc etc
  • Maurizio Anselmo E’ stato urtato,e’ ovvio,,,,,,,
  • Pasquale Tufano Anche Enrico Mattei aveva urtato molte persone ..
  • Maurizio Anselmo Se e’ per questo,io mi urto anche sa solo…coff,coff…i sali…
  • Pasquale Tufano non c’è nessun segreto .. c’è una ricerca scientifica da fare .. e non è neanche banale .. perché servono fondi per finanziare apparecchiature apposite .. io studio la fusione -anche calda- dal 1980 all’università con il professor Bruni a controlli .. quindi non ne parlo per sentito dire .. ma studiammo anche i modelli matematici di quella calda .. quella fredda non è meno difficile .. ma forse è il caso di infrangere un tabù .. anzitutto parlando di quello che si può misurare e poi proporre quali tecniche per sfruttare i fenomeni ancora da spiegare in modo completo ..
    fonte:
    AGGIORNAMENTO 21-11-2014, ore 2:57Consiglio di ascoltare questa intervista al professore in fisica Sergio Focardi:l’inchiesta:

    Aggiornamenti 9 Dicembre 2014

    Gentili lettori, amici che vi interessate di fisica, ricercatori curiosi di sapere qualcosa sulla funzione fredda .. la Vs curiosità è stata la mia, e lo è tuttora, in specie per i fenomeni legati ai processi di fusione ed in particolare che riguardano il passaggio dall’isotopo di idrogeno detto deuterio e il risultato della reazione che è il gas elio.

    Questo(la fusione di idrogeno vs elio) è un processo che normalmente avviene sulle stelle e – per la nota formula di Einstein (e=mc^2) – nel risultato di questa trasformazione “due atomi di idrogeno si riducono a 1 di elio”.

    Ciò significa che la minore massa dell’elio (rispetto ai composti iniziali che sono due atomi di deuterio) si è convertita – in parte – in energia luminosa e questa è la ragione per cui vediamo che le stelle sono accese.

    Sulle stelle questo processo avviene per forza di gravità, e sembra assurdo che possa avvenire in un processo di reazione elettrolitica, poiché nel caso della elettrolisi vi è solo un basso passaggio di corrente in un liquido di acqua e sale (i sali possono essere di molti tipi, e con essi cambia la quantità di corrente e i prodotti secondari di reazione).

    Ed infatti il fenomeno vede solo pochi eventi di fusione e quindi non fonde tutto il liquido, ma solo rari casi (una parte ogni venti milioni di molecole di acqua contiene deuterio che ha due nucleoni al posto di idrogeno usuale che ha un solo nucleone. Si noti che dicesi nucleoni sia il protone che il neutrone, quindi l’idrogeno più diffuso ha un solo protone, il deuterio un protone e un neutrone).

    Le condizioni di innesco avvengono in prossimità – in particolare – del catodo e solo a temperatura superiore a 40° C se a pressione ambiente (in aria libera). La tensione applicata in continua è dell’ordine dei 250 volt e la misura di corrente continua è dell’ordine dei 2 ampere, quando il catodo inizia a fondere.

    La cosa difficile da credere, a meno di osservare le misure degli strumenti che eseguono il monitoraggio del sistema elettrolitico, è che la fusione aumenta man mano che aumenta la tensione in continua a valori sempre maggiori .. “e però la potenza elettrica assorbita diminuisce”(!) .. a segnalare che il fenomeno che fonde il catodo non è principalmente elettrico, ma di fusione nucleare.

    Inoltre il plasma si auto confina, poiché la produzione di idrogeno tende a impedire il passaggio di corrente elettrica quando il catodo è acceso e l’aumento della temperatura del catodo non si trasmette al liquido di elettrolisi e ciò è sperimentabile grazie la misura di temperatura del liquido che tende a rimanere intorno ai 50 °C quando il catodo è acceso.

    Chi porta via l’enorme calore (3200 °C nel caso del tungsteno) dal catodo acceso?

    Non è il liquido e neanche fenomeni radiativi che riscalderebbero l’acqua, almeno in quota parte, poiché la parte luminescente è sotto il livello dell’acqua.

    A nostro avviso è l’idrogeno che gorgoglia sul catodo che assolve a questa funzione di auto confinamento naturale del catodo.. dove per auto confinamento intendiamo il fenomeno di non trasmettere calore al liquido se non allo spegnimento della corrente di elettrolisi.
    I nostri prossimi esperimenti, che sono oggi in fase di studio, punteranno proprio a eseguire misure sulla temperatura dell’idrogeno gassoso dopo che si è separato dal catodo acceso per valutare se è questo il vettore di raffreddamento del catodo che risulta a temperature molto basse – circa 150 °C – già a 5 mm dalla superficie immersa, mentre la parte luminiscente è a 3200 °C.

    Se la sperimentazione desse esito positivo ne avremmo conseguenze su una diversa gestione dei processi di fusione a innesco elettrolitico e nello studio di scambiatori di calore ad hoc.

    Un incoraggiamento a tutti coloro che vogliano dare il loro contributo in questa ricerca per fonti energetiche alternative.

    Grazie dell’attenzione
    ing Pasquale Tufano

    18 gennaio 2015

    FUSIONE FREDDA – l’aggiornamento sull’avanzamento dei nuovi prototipi in studio

    Pubblicato il 18 gen 2015

    .. avevamo promesso (per fine gennaio 2015) un aggiornamento sullo studio della fusione fredda .. in particolare questo secondo prototipo di sperimentazione si propone delle misure a camera separata per ciascuno dei due gas prodotti al fine di misurarne le caratteristiche di pressione e temperatura.. precisiamo che la elettrolisi (nel range di liquefazione di uno dei due elettrodi, ossia del catodo) non è un fenomeno che ancora abbia numerosi studi pubblicati! .. in specie sulle caratteristiche dell’idrogeno prodotto nel punto di liquefazione .. la domanda principale a cui rispondere .. “è l’idrogeno che porta via il calore dall’elettrodo su cui è prodotto l’idrogeno?” .. se ciò fosse confermato le conseguenze nell’ambito della fisica, ma anche della utilizzabilità nell’ingegneria di un nuovo tipo di scambiatore di calore -> *sarebbero notevoli* .. grazie dell’attenzione.

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