New Schwarzschild radius in Ui_Theory

Con “Ui_Theory” intendiamo una nuova teoria degli universi, che si discosta dalla “vecchia teoria del Big Bang”.

Nel nostro precedente (a quello attuale) articolo, abbiamo utilizzato “la Logica Frattale sensibile al contesto” per ottenere alcuni risultati notevoli nell’ipotesi che il nostro universo (U1) si possa essere originato dallo scontro di materia ed antimateria.

La attuale teoria riprende una idea di Penrose, in cui il nostro universo si possa essere originato dallo scontro di BH (Black Hole).

Grazie al modello di scontro di elettrone ed anti_elettrone si trovano alcune caratteristiche che potrebbero essersi ripetute, come ad esempio una espansione dalla struttura elettrone alla struttura fotone.

Ma le conseguenze maggiori sono nel passaggio da una velocità rotazionale dell’elettrone a c/2, alla velocità rotazionale di un fotone a c (spin).

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Penrose Tufano Ui_Theory [Physics]


dal film “doctor Strange”: il protagonista sta sperimentando i multiversi ..
https://it.wikipedia.org/wiki/Doctor_Strange_(film)

Nel nostro precedente articolo, abbiamo visto che la mancanza di massa massiva nei fotoni, modifica il raggio di Schwarzschild, rs, nelle condizioni di Cauchy della luce che si muove in U1, il nostro universo.

Grazie a questa innovazione che lascia la precedente formulazione di rs, ma solo quando v << c, abbiamo trovato alcune “normalizzazioni” delle densità, delle masse, dei volumi, dello spin, etc, nel caso del passaggio da 2 elettroni (uno dei due elettroni è un anti_elettrone) al nuovo stato di due fotoni (uno dei due fotoni è un anti_fotone: cioé i fotoni sono entangled).

Ora applicheremo ed estenderemo la trattazione in un modello associato agli universi Ui, riprendendo una idea di Penrose, che per primo ha formulato la teoria che lo scontro tra BH può fare sorgere una situazione nuova da cui sia emerso il nostro universo, U1.

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FRACTAL Context-sensitive LOGIC on electron, photon [Physics]

Esamineremo, nell’articolo attuale alcune conseguenze degli ultimi articoli che stiamo pubblicando. In particolare il fatto che l’energia in un fotone, come si vedrà, potrebbe essere anche una trasformazione in volume (dal raggio r1 dell’elettrone vs il raggio r2=rs del fotone) della massa originaria di un elettrone, sia m0, che, dopo uno scontro con un altro elettrone (detto anti_elettrone) renda la massa di tipo non più massivo, ma radiativo, una ex massa secondo la equazione di Einstein energy=m0*c^2.

Vi sono analogie anche nella generazione di Universi Ui, come bolle gravitazionali, per cui nello scontro di 2 BH ordinari (di cui uno dei due dovrebbe essere di antimateria) (analoghi a due elettroni: di cui uno è un antielettrone) emergano universi come il nostro U1, & U1′, anche secondo la teoria di Penrose.

Questi universi non sono a massa concentrata, come prima dello scontro, ma a massa distribuita, come ordinariamente osserviamo il nostro (se visti da dentro: secondo Gauss), che “dal punto di osservazione dentro U1” propone sia massa massiva e sia massa radiativa, ma il computo totale “da fuori” di un universo, potrebbe vedere solo la massa “virtuale” sommatoria della massa radiativa, mr, e la massa ancora massiva, mp, essendo m0=mr+mp.

Negli scorsi articoli esiste la trattazione estesa di come la velocità condiziona la manifestazione di una massa che a “riposo” è detta m0.

Si trova, in breve, che

mp=m0[sqrt(1-v^2/c^2)]

mr=m0[1-sqrt(1-v^2/c^2)]

da cui se v=0, m0 sarà tutta di tipo mp=massa massiva (p sta per massa _p_otenziale)

se v-> c la mp -> 0

mentre la

mr -> m0 come ex massa, ora solo convertita nell’equivalente energetico secondo la formula di Einstein
energy=m0*c^2.

Sempre per brevità, lasciamo lo studio delle similitudini sugli universi ad un futuro articolo(◊), e nella trattazione attuale ci dedicheremo a mostrare la meccanica secondo la scuola deterministica di quello che -a nostro avviso- succede a due elettroni (di cui uno è un anti_elettrone) che si scontrano e da cui emergono due fotoni in entanglement.
nota (◊):
si veda il link seguente, in cui -benché redatto antecedentemente alla pubblicazione attuale- vi sono aggiornamenti, al 4 gennaio 2018, sulla dimostrazione che per un fotone la equazione di Schwarzschild vale
(alla “nota:@3”):
rs_1=GM/c^2 (valida, rs_1, per i fotoni),
e non più
rs_2=2GM/c^2 (valida, rs_2, solo se v << c, per i corpi massivi):
https://6viola.wordpress.com/2016/03/15/ecco-dove-era-la-materia-oscura-dark-matter-studio/

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TH_electron_SPIN: deterministic value [Physics]

Vediamo innanzi tutto da dove nasce l’idea che un elettrone, si possa comportare come una “cosmo” (un microcosmo) analogo al nostro universo, U1, dove l’elettrone abbia un “nucleo” in riferimento al raggio r_s di Schwarzschild (calcolabile sulla massa del “nucleo” dell’elettrone), e ANCHE quella fino ad una “calotta”, che nell’elettrone è una sfera carica elettricamente, mentre in U1, è la “calotta di reverbero”, detta della radiazione CMB (radiazione cosmologica di fondo) .. laddove “il raggio totale” sarà tutta la massa da noi misurata ufficiale se ci riferiamo al modello BH(Black Hole) a massa distribuita:
https://6viola.wordpress.com/2017/06/06/teoria-della-struttura-di-u1-una-teoria-alternativa-alla-vecchia-teoria-del-big-bang/

sulla logica frattale:
https://6viola.wordpress.com/2017/05/01/fractal-logic-versus-fractal-contest-sensitive-logic/

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Studio del mare di Energia di Dirac: soluzione di alcune aporie e ossimori

Premessa:

Quando, in fisica, si descrive la energia totale, normalmente si pensa alla sommatoria tra la energia cinetica + la energia potenziale associate ad un ente.

E’ questa la ragione per cui si scrive ad esempio:

H = E_tot = T + V

T = (1/2).m.v^2 = (1/2).p^2/m; p=m.v

Nelle forme di studio della energia totale, E_tot, (di un sistema) si scopre che si può usare la forma di Lagrange e quella di Hamilton, che mostra, questa ultima, delle simmetrie tra la posizione, q, e velocità, espressa però secondo la quantità di moto p=m.v

Il problema principale, nella descrizione della energia “relativistica” sorge all’orché ci si rende conto che m=m0/sqrt(1-v^2/c^2) non appena v è prossimo alla velocità v=c.

Quindi, come abbiamo visto negli articoli precedenti, una delle forme utilizzabili è la seguente: chiamiamola di Dirac (o relativistica) .. per facilità di discussione(*)..
(*)
In realtà esiste della forma di Hamilton anche la forma relativistica(**)
(**) https://6viola.wordpress.com/2017/12/01/e2-m0c22-pc2-news/
ma si preferisce indicare come “relativistica” la espressione che diremo di Dirac espressa di seguito ..

(E_tot)^2 = (m0.c^2)^2 +(pc)^2 dove p=m.v dove m=m0/sqrt(1-v^2/c^2) = (E_Dirac)^2

Sembrerebbe tutto risolto, come teoria della rappresentazione, se non fosse che E_tot è sì una energia costante che descrive la particella in moto, ma la descrive come un sistema “isolato”, se v=vi=v(t=ti)=costante.

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Sul nuovo limite dell’errore quantistico

Riprendiamo la trattazione da dove ci eravamo interrotti nell’articolo precedente:
https://6viola.wordpress.com/2017/12/12/news-conjugate-variables-in-quantum-field-theory-compton_scattering/

Se quindi è vero che

TH1:

[Dx|min]*[Dp|min]=h

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NEWS: Conjugate variables in quantum field theory [Compton_scattering]


(The answer, my friend, is blowin’ in the wind) Bob Dylan (Blowing in the Wind 1962)

Estremamente interessante l’argomento delle variabili “coniugate” nella teoria quantica, ma spesso un argomento sottovalutato nelle sue premesse di studio delle condizioni al contorno.

Nell’articolo seguente, ci occuperemo sia di teoria della misura, e anche del concetto di “scattering” https://it.wikipedia.org/wiki/Diffusione_ottica ed in particolare nella forma di Compton: https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Compton

Troveremo molte cose notevoli, poiché non era mai stata esplorata la ipotesi che la materia potesse essere contemporaneamente materia ed energia, secondo il modello da me formulato per la materia sub_atomica E_micro_sys = Er + Ep.

Ma poiché io sono interessato a illustrare in modo che tutti coloro che ANCHE abbiano poche conoscenze di fisica possano seguire, oltre che illustri colleghi che ringrazio della lettura ed di eventuali segnalazioni/osservazioni in merito al presente articolo, procederò introducendo l’argomento in modo molto elementare, indicando dei link per chi voglia more info ..

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NUOVA EQUAZIONE DELLA ENERGIA TOTALE RELATIVISTICA: “E_microsys”

Anzitutto un ringraziamento a questa danzatrice .. che invito a vedere sul questo video .. al seguente link:


Ora svilupperò come sono arrivato a cambiare la equazione della energia totale relativistica .. “E_microsys”

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E^2 = (m0*c^2)^2 + (p*c)^2 [NEWS]

Ci proponiamo di mostrare che ci sono 2 forme della “energia relativistica”:

la 1° forma (usata nella MQ, meccanica quantistica, fino alla equazione di Klein Gordon, e poi di Dirac):

E^2 = (m0*c^2)^2 + (p*c)^2

quella qui sopra sia detta “equazione relativistica della energia MQ Copenaghen“.

E ne esiste una dimostrazione matematica che riportiamo subito:

fonte:

http://www.youmath.it/lezioni/fisica/teoria-della-relativita-ristretta/3403-teorema-di-pitagora-relativistico.html

E per comodità di lettura, ne aggiungo anche una foto:

stop dim. di youmath.it

Quindi ne esiste una

2° forma della equazione relativistica della Energia, sia detta

equazione relativistica della energia scuola deterministica (Einstein et altri)

Ec = m*c^2 – m0*c^2

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Relativistic plasma jets in black holes [mathematics]

Ci siamo convinti di esaminare in un grande dettaglio un fatto importante nella astronomia che può avere conseguenze importanti nella fisica, in generale.

Apparentemente la soluzione di Schwarzschild delle equazioni di Einstein permettono di verificare che

IP:

se r0 > rg 

dove
r0 è la posizione di un fotone
rg=2GM/c^2
G=6.6E-11
M=massa del BH
c=velocità della luce

TH:

ne segue che la luce sfugge alla orbita intorno al BH.

La soluzione -semplificata- però si pone sul piano equatoriale (x & y) e sopprime la coordinata dell’asse di rotazione del BH (z).

Quindi rinuncia alla componente del vettore rpunto, che è una velocità radiale, se non secondo la proiezione sul piano x & y.

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