NEW G’ COSTANT UNDER THE ATOM SCALE [english version]


  • §1 – Abstract

In the current document, we examine – first of all – in brief and then in detail some of the consequences of a new interpretation of the “General Theory of Relativity” by Albert Einstein.

These studies ([1]), in 2014, first have interpreted the plasma fusion as in the high-temperature situation on the stars, and then have studied the electrolytic processes, also called “Cold Fusion”.

The result of that work was mainly the finding that the material (such as deuterium in ordinary distilled water: 1 part in 20 million H2O) could be transformed into energy, even at low temperatures, due to the electrolytic process in the open air around 4000 degrees Celsius, which is the temperature at which the tungsten melts, being the electrodes, anode and cathode, tungsten.

In “Our Transformation” (Cold Fusion Theory) therefore not needed exceptional gravitational compression force of the stars, but already as evidenced by the work of ANTONELLA DE NINNO, ANTONIO FRATTOLILLO, ANTONIETTA RIZZO (ENEA Frascati), and also EMILIO DEL GIUDICE (INFN Milano), and even GIULIANO PREPARATA (University of Milan, INFN Sez. Milan), already available on line ([2]), you get gamma-rays at a low temperature range through the fusion reactions.

The experimental conditions of the “group” led by the scientist, whose name is “Preparata”, and others, were different from the one we tested, being the two dissimilar experiments for both the electrodes and also to the use of water in place of heavy water and suction pumps. But both have led to the same consequences of repeatability of the process.

“Our transformation” (Cold Fusion Theory, in 2014), took place in a natural confinement without evaporation of water by electrolysis, while the tungsten was about 4000 degrees Celsius. This was possible because the hydrogen had created a separation between liquid water and the fusion reaction.

All this has been pondered for a long time by P. Tufano who has theorized for the formula of Einstein (energy = m0 * c ^ 2) the consequence that the mass does not disappear immediately, but in a gradual process. So, this is not a process of creation, but of transformation.

A further consequence of this, is that it is NOT true that the matter cannot reach the speed of light, because this is always from the stars that consume hydrogen and other

[1] More info: https://6viola.wordpress.com/associazione-eureka_fusion_2014/

[2] More info: http://www.fusione.enea.it/pubblications/TR/2002/RT-2002-41-FUS.pdf

pg. 1

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Hydrogen Atom Spectrum [physics: deterministic analysis]

Ora che abbiamo trovato le relazioni tra la dinamica fotonica ed elettronica -grazie al precedente articolo- in cui esaminavamo ..

lo studio della interazione del campo anti_gravitazionale di un fotone ad uscire da un atomo di idrogeno (H) come se uscisse da un BH gravitazionale secondo un raggio di Schwarzschild classico rg=2GM/c^2 .. & il campo gravitazionale di un elettrone .. che precipitasse in un BH con raggio di Schwarzschild di tipo Coulomb rg’=G’M/c^2 ..
link articolo:
microcosmos Cybernetics [physics: the sea of light]
https://6viola.wordpress.com/2017/08/29/microcosmos-cybernetics-physics-the-sea-of-light/

.. ci proponiamo di studiare lo spettro di frequenza di H .. facendo tesoro delle cognizioni deterministiche lì trovate.

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microcosmos Cybernetics [physics: the sea of light]

Con l’articolo attuale completiamo un ciclo che era iniziato con il lavoro sull’orbita dell’atomo di idrogeno (H), e poi aveva portato allo studio sull’orbita del pianeta Mercurio per sviluppare una tecnica, che abbiamo chiamato “macrocosmos Cybernetics”, onde ovviare al fatto che nel microcosmos non disponevamo di rilevazioni minute che ci permettevano di distinguere una orbita circolare da una ellittica.

Abbiamo superato queste tipologie di problemi, come ha visto chi ha letto il nostro precedente articolo: (cit.1)
https://6viola.wordpress.com/2017/08/23/bohr-quantum-model-with-the-deterministic-analysis-of-einstein-micro_cosmos_orbit_cybernetics/

.. grazie a due diverse impostazioni:

  1. Lo studio della “risposta libera di un sistema” .. ottenibile nel nostro caso ponendo rpunto0=0.0 (ciò significa che stiamo ipotizzando una orbita che alla partenza non ha velocità radiale verso la massa maggiore, e ci da informazioni sulla dinamica del sistema non sottoposto a sollecitazioni: si avrebbero sollecitazioni radiali se fosse rpunto0=/=0.0)
  2. Lo studio de il “raggio in afelio”, sia r0@, ottenuto grazie al punto precedente, tecnica che avevamo già utilizzato nel seguente articolo .. (cit.2)https://6viola.wordpress.com/2016/12/01/deterministic-orbit-of-h-hydrogen-tufanos-3th-theorem-mathematics/ può essere ulteriormente migliorato -grazie alla tecnica cybernetics(*)– con l’incremento del raggio, r0@, simulando orbite progressive fino alla condizione di fuga.
    (*)
    L’articolo in cui abbiamo introdotto per la prima volta la tecnica è il seguente: (cit.3)
    https://6viola.wordpress.com/2017/01/26/tufanos-7th-theorem-cosmos_orbit_cybernetics-mathematics-software/ poi migliorato con quello più recente .. (cit.4) https://6viola.wordpress.com/2017/08/23/bohr-quantum-model-with-the-deterministic-analysis-of-einstein-micro_cosmos_orbit_cybernetics/

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Bohr quantum model with the deterministic analysis of Einstein [micro_Cosmos_Orbit_Cybernetics]

Nel nostro ultimo articolo abbiamo esaminato la “caduta” di un elettrone nell’atomo di idrogeno dalla orbita di raggio 2.12E-10 metri alla orbita 0.528E-10 metri.

In altre occasioni abbiamo sottolineato come, anche nel caso del macrocosmo, la “occasione” per un asteroide attorno ad un pianeta, oppure di un pianeta attorno ad una stella, non è un caso usuale, ma servono alcune condizioni che SE NON SI VERIFICANO .. impediscono la orbita stabile.

Ci proponiamo ora di applicare le condizioni di cybernetics che da una orbita secondo Newton ci permettano di passare ad un orbita secondo Einstein.

E dunque di avere il raggio in afelio sia nel macrocosmos che nel microcosmos ..

(continua)

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Energy levels in the hydrogen atom: Deterministic Solution with Einstein_equations

Esistono metodi per il calcolo dei livelli energetici in un atomo in generale e nell’atomo di idrogeno in particolare.

Storicamente si appoggiano sulla teoria che prende atto che vi sono orbite non qualunque, ma preferenziali, e quindi suppone che non tutti i livelli di energia siano possibili, ma solo alcuni, e dunque chiamano la teoria che descrive la materia sub atomica “quantica” o della scuola di Copenaghen, indicando la città dove nacque l’approccio storico ad opera di Bohr, Heisenberg, etc.

Poiché noi siamo della scuola deterministica, sebbene conosciamo i modelli della scuola di Copenaghen che non sono sbagliati, ma usano la teoria statistica oppure aleatoria, ci proponiamo nell’articolo attuale di mostrare come la quantizzazione non sia dipendente da cause esoteriche o da una natura congenitamente quantica del reale, ma dal fatto che i fotoni si comportano sia come onde, e sia come “particelle”, e dunque con natura di “quantum di energia”, sebbene questa quantizzazione sia non perfettamente on/off e quindi presenza/assenza, ma abbia zone di frontiera dove la transizione è graduale, appunto perché il fenomeno non è esattamente né quantico e né infinitesimalmente ondulatorio.

Sono i modelli, invece, che si possono usare che sono circa quantici e circa ondulatori, scelti a meglio descrivere i fenomeni in modo coerente tra modello e dati sperimentali.

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massa energetica m° [On the concept of energy mass in strong fields, BH]

In questa seconda simulazione in rif ad m° di cui si è data una prima esposizione nell’articolo al link seguente ..
https://6viola.wordpress.com/2017/08/07/sul-concetto-di-massa-energetica-m-on-the-concept-of-energy-mass/

.. ora aggiungiamo una simulazione (software 2 in rif. all’argomento attuale), di cui andiamo a precisare le condizioni iniziali:

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sul concetto di massa energetica m° [On the concept of energy mass]

Come è noto ..

energy=m°c^2=(m°)*c^2

che si legge “la energia (energy) è uguale alla _ex_massa_m°_ moltiplicata per la velocità della luce al quadrato”.

Quindi, m°, è una ex massa, e precisamente la massa prima che si trasformi nella equivalente energetico con massa =0 in quanto (dopo la trasformazione) abbiamo solo energia.

Tipicamente, m°, scompare al 100% nel processo di fusione, o meglio è la aliquota di massa che scompare quando ad esempio due atomi di deuterio si fondono in uno di elio.

Precisato tutto ciò, ci proponiamo nella trattazione attuale di dimostrare quanto segue:

Sia

(1) F1 = G(m°)M/r^2=[G*(m°)*M]/r^2

la usuale forza di Newton,
dove -però-
m° sia la massa di un fotone prima che si sia convertita in energia.
r=distanza tra la massa maggiore, M, e la massa minore m°.

Sia

(2) F2=(m°)*rduepunti; dove rduepunti= alla derivata doppia di r(t) che è la distanza dai centri massa di M & m°, quindi una accelerazione.

la F2 sarà simile alla formula gravitazionale di Newton, poiché Newton prevede solo masse massive(che hanno un peso), e non energetiche(trasformate in energia),
dove noi indichiamo che “m°=massa energetica” sia -quindi- ancora la massa di un fotone, ma *prima* che si sia convertita in energia ..

ed inoltre dove

rduepunti sia ottenibile dalle geodesic_eq di Einstein nella formulazione di Schwarzschild per la luce come indicato a pag. 106 di Amadori Lussardi al Capitolo 4 ed in Appendice pagina 123 al link seguente:

https://www.matematicamente.it/appunti/relativita/

Nota Bene: noi abbiamo semplificato in questo primo software -che segue- la parte angolare, grazie alla ipotesi di una emersione radiale del fotone da una Stella (nel nostro caso il Sole), ovvero normale alla superficie della stella alla altezza della corona.

Ci proponiamo di costruire un software che calcoli, sia F1 che F2.

 

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k_Fermat’s geodesic_equations: [mathematical proof: 6° & 7°]

Abbiamo già trattato il tema attuale negli ultimi 2 articoli precedenti a quello attuale.

Si tratta di valutare una questione molto delicata: “La soluzione di Schwarzschild delle equazioni di Einstein descrive al meglio la fisica?”

Dopo circa 100 anni di scienza(°) che riprende la trattazione matematica e fisica sembrerebbe una materia –la soluzione di Sch– “assestata” .. eppure per chi avrà la pazienza di valutare .. [anzitutto le 5 prove di una diversa formulazione di ordine superiore a quella di Sch(*), e poi le due prove attuali, oltre che l’articolo che applica la trattazione attuale all’elettrone dell’atomo di idrogeno che rappresenta una 8° prova della trattazione riformulata di come andrebbero scritte le equazioni di Sch(**) ] .. avrà modo di verificare che il tempo sul sistema remoto, S2, andava indicato “tau, e il cambio di coordinate vs “t” generava dei termini che mutano la formulazione ordinaria di Schwarzschild.

(*)
https://6viola.wordpress.com/2017/07/07/k_fermats-geodesic_equations-tufanos-first-theorem-new-mathematics/

(**)
https://6viola.wordpress.com/2017/07/07/new-h-deterministic-orbit-of-h-hydrogen-th-16/

(°)
Era il 16 gennaio 1916:
“il 16 gennaio 1916, un primo articolo nel quale presentava la prima soluzione esatta di quelle equazioni.”
https://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Schwarzschild

Per facilità di esposizione .. la mia relazione è scritta a mano, ma fa riferimento a due opere on line:
Cap.4 di Amadori Lussardi al link seguente:
https://www.matematicamente.it/appunti/relativita/

La tesi di Simpson al link seguente:
http://www.etsu.edu/cas/math/documents/theses/simpson-thesis.pdf

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new-H@ Deterministic Orbit of H (Hydrogen): TH-16

Nell’articolo attuale, stiamo fornendo una analisi di ordine superiore a quella della

Deterministic Orbit of H (Hydrogen): TUFANO’s 3rd theorem [*Mathematics*]

https://6viola.wordpress.com/2016/12/01/deterministic-orbit-of-h-hydrogen-tufanos-3th-theorem-mathematics/

La novità, consiste nell’utilizzare i risultati trovati grazie alla nuova formulazione della Soluzione di Schwarzschild trovata e pubblicata nell’articolo seguente:

k_Fermat’s geodesic_equations: Tufano’s First theorem [new Mathematics]

https://6viola.wordpress.com/2017/07/07/k_fermats-geodesic_equations-tufanos-first-theorem-new-mathematics/

pubblichiamo qui di seguito varie versioni del software che abbiamo utilizzato nella simulazione.

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k_Fermat’s geodesic_equations: Tufano’s First theorem [new Mathematics]

Ci proponiamo di dimostrare, nel seguito, le geodesic_equations nella forma detta “di Fermat” da Amadori Lussardi, notando che se è vero che le derivate del tempo sono poste a zero quando la massa di un ente, come il fotone, ha massa zero, c’è -PERO’- una fase di “transitorio” che giustifica questa posizione solo come atto finale, ossia quando m->0 è proprio m=0. Come avviene -quindi- questo transitorio?

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