PERCHE’ non si estrae più petrolio in Libia? (fonte libyaobserver.ly)


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PERCHE’ non si estrae più petrolio in Libia? (fonte libyaobserver.ly)
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https://www.libyaobserver.ly/economy/libya-loses-more-one-million-bpd-due-oil-closures

Commento da telegram:

https://t.me/rossobruni/21342

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LIBIA PERDE 1 MILIONE DI B/D PETROLIO A CAUSA DI CHIUSURE
Il ministro del Petrolio e del gas Del governo di unità nazionale, Mohammed Aoun, ha affermato che la Libia sta attualmente perdendo oltre 1.100.000 barili al giorno (bpd) di produzione di petrolio a causa delle chiusure imposte ai principali giacimenti e porti di esportazione.
Aoun ha aggiunto che la maggior parte dei giacimenti petroliferi sono chiusi, ad eccezione del giacimento di Hamada e del complesso di Mellitah, mentre il giacimento di Al-Wafa continua ad operare a ciclo non continuo.
“Le istruzioni sulla chiusura sembra siano state impartite da un organismo ufficiale, la Petroleum Facilities Guard nelle aree di chiusura”, ha detto Aoun. (Fonte: The Libya Observer (https://www.libyaobserver.ly/economy/libya-loses-more-one-million-bpd-due-oil-closures))

Commento (Ing Tufano):
Qualcuno ha ancora dubbi .. e si interroga se la crisi del “grande reset” sia meterologica?
Siamo curiosi di capire le motivazioni per cui in mancanza di petrolio non si estragga petrolio in Libia.

https://en.wikipedia.org/wiki/Petroleum_Facilities_Guard

Traduzione:

La Petroleum Facilities Guard (PFG; arabo: حرس المنشآت النفطية) è una compagnia petrolifera libica e una milizia guidata da Idris Bukhamada. Fondata nell’ottobre 2012,[4] ha preso il controllo dei principali terminali di esportazione del petrolio nella Libia orientale nell’estate del 2013[12] e a partire dal marzo 2014 ha tentato di vendere petrolio.[13] Nel 2014, Ibrahim Jadhran ha spodestato Idris Bukhamada ed è diventato il nuovo leader del PFG.[2] Nonostante si sia inizialmente alleato con Khalifa Haftar,[14] questa alleanza si sarebbe poi inasprita e avrebbe portato Jadhran ad accusare l’LNA di aver cercato di assassinarlo nel settembre 2015.[15][14]

Durante la Battaglia di Sirte (2016), il PFG si è unito all’offensiva guidata dal Governo di Accordo Nazionale contro lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, prendendo il controllo di Bin Jawad e Nawfiliyah il 27 maggio.[16]

Dopo aver controllato i porti per anni ed essere costato alla Libia oltre 60 miliardi di dollari di entrate petrolifere,[17] l’Esercito nazionale libico ha lanciato l’Operazione Lampo a sorpresa il 10 settembre 2016 nel tentativo di prendere i terminali petroliferi di Brega, Zuwetina, Sidra e Ras Lanouf controllati dal PFG. [Il giorno successivo, attivisti locali hanno riferito che il 166° Battaglione dell’Esercito nazionale libico è riuscito a catturare le città di Ajdabiya, Sadra e Ras Lanouf dopo una feroce battaglia con le forze del PFG nella parte occidentale di Bengasi. [Il 12 settembre, l’LNA ha catturato il quartier generale del terminal petrolifero di Zueitina, lasciando alle PFG quasi nessun territorio sotto il proprio controllo.[20] Il 14, l’LNA ha conquistato Brega, spingendo il colonnello dell’LNA Muftah al-Muqarief a dichiarare la vittoria, affermando che “l’intera regione della mezzaluna petrolifera è ora sotto il nostro controllo”.[21]

Più tardi, a settembre, il PFG ha lanciato un tentativo abortito di riprendere il Golfo di Sidra, prima di essere ricacciato con 5 membri del PFG uccisi e diversi veicoli distrutti.[22]

Il 6-7 dicembre 2016, il PFG, alleato con le Brigate di Difesa di Bengasi, ha lanciato un altro tentativo di riconquistare il Golfo di Sidra, conquistando brevemente Nofaliya e Bin Jawad prima di essere respinto da un contrattacco dell’LNA e ritirarsi verso Harawa. L’LNA ha dato seguito alla vittoria con un raid di rappresaglia nei pressi della base aerea di Al Jufrah, uccidendo il comandante sul campo Umar Al Mukhtar e ferendone 13, oltre ad avanzare verso la Porta 50 a est di Sirte con il 21° e il 101° Battaglione di Fanteria, e a prendere la base aerea di Brak Al Shati e la base aerea di Tamanhint nella regione di Sabha con la 12° Brigata guidata da Mohammed Ben Nayel.[23]

Nel febbraio 2017, Ibrahim Jadhran è stato licenziato dal consiglio di presidenza come leader del PFG e Idris Bukhamada è stato nominato nuovo leader.[2]

Nel luglio 2019, il PFG, ora sotto il comando di Naji al-Maghrabi, si è nuovamente allineato con l’LNA.[24]

Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

Va però ricordato *chi* bombardò la Libia che aveva un accordo di pace con L’Italia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Libia

cito:

Nel febbraio del 2011 scoppiano delle sommosse popolari a cui segue un conflitto armato che vede opposte le forze fedeli a Gheddafi agli insorti del Consiglio Nazionale Libico. Il 19 marzo 2011, dopo la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, viene attivato un intervento militare internazionale, con lo scopo di tutelare la popolazione civile libica tramite l’applicazione di una zona d’interdizione al volo.

In realtà, l’intervento si concretizza nel bombardamento delle truppe governative, di infrastrutture civili e militari e nell’appoggio alle truppe antigovernative. All’intervento hanno preso parte gli Stati appartenenti alla NATO tra cui Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Italia e Canada, nonché alcuni paesi arabi: Qatar e Emirati Arabi Uniti.

Dal marzo 2011 molti Stati, a partire dalla Francia, hanno riconosciuto il Consiglio nazionale di transizione come unico rappresentante del popolo libico. Altri Stati hanno stabilito legami diplomatici con il Consiglio, mantenendo un rapporto con il governo di Gheddafi.

Miliziani libici a Sirte nel 2011

Il 17 ottobre 2011 cade l’ultima città lealista a favore di Gheddafi: Bani Walid. Le forze del regime sono ormai bloccate in poche zone nei dintorni di Bani Walid e di Sirte. La Libia si poteva pertanto considerare quasi interamente libera dal regime di Gheddafi.

Il 20 ottobre 2011 Mu’ammar Gheddafi viene catturato e ucciso nella sua città natale di Sirte, uccisione che di fatto porta alla caduta del suo regime e alla fine della guerra.

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