(sabato 23 Aprile 2022) Le nuove regole europee contro la diffusione di contenuti illegali online

cito:

Sono incluse nel Digital Services Act, un disegno di legge su cui l’Unione Europea ha trovato un accordo dopo lunghe discussioni

Nella notte tra venerdì e sabato le istituzioni politiche dell’Unione Europea hanno trovato un accordo sul Digital Services Act (DSA), un disegno di legge per dare più responsabilità alle grandi aziende tecnologiche sui contenuti che ospitano. In particolare il DSA prevede misure contro la disinformazione e i contenuti illegali o che potrebbero risultare nocivi. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, lo ha definito un accordo “storico” e ha detto che ora «nell’Unione Europea quello che è illegale offline sarà effettivamente illegale anche online».

L’accordo sul DSA è stato raggiunto dopo ore di negoziati tra Consiglio Europeo, Commissione Europea e Parlamento Europeo e se ne parlava già da diversi mesi. Nello specifico il DSA aggiorna una direttiva sull’e-commerce di circa vent’anni fa e, sebbene riguardi tutte le aziende attive online, si concentra soprattutto sulle piattaforme con oltre 45 milioni di utenti attivi nell’Unione Europea: di fatto le cosiddette “Big Tech”, come Google, Apple o Facebook, ma anche TikTok e Twitter (in tutto circa venti società).

Il DSA – che si aggiunge al già approvato Digital Markets Act (DMA), che si concentrava su certe pratiche anticompetitive – chiede che queste aziende siano più trasparenti sui loro dati e algoritmi, oltre che sulle loro attività e più attente nel moderare, filtrare, bloccare o rimuovere contenuti nocivi o pericolosi. Il regolamento prevede tempi rapidi per la rimozione di contenuti e l’obbligo per le aziende di sospendere gli utenti che abbiano violato più volte determinate leggi. Per quanto riguarda i siti di e-commerce, il DSA chiede che verifichino, prima di mettere in vendita i prodotti, l’identità di chi li vende.

(continua)

https://www.ilpost.it/2022/04/23/unione-europea-accordo-dsa/

PROMEMORIA:

https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-i/articolo-21

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

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