“causa prima” = Big Bang?

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https://www.facebook.com/groups/robiemaria/posts/4893568320761711/
Marcello Testa ha condiviso un post.
15 h ·
Marcello Testa
19 h ·
Paul Davies eminente fisico e matematico ex docente nelle universita’ di Londra e Newcastle si interroga su quale impatto abbia avuto la nuova fisica sul fatto che Dio abbia creato o meno l’universo e in particolare la materia di cui l’universo è fatto. Parte da quando con la scoperta del BIG BANG si penso’che GLI ASTRONOMI AVESSERO SCOPERTO DIO. Si parlo’allora di creazione poiché da un piccolo punto dell’universo era scaturita tutta la materia visibile e invisibile. In quel periodo il concetto di creazione di tanta materia fu ritenuta come dimostrazione di Dio. Infatti può essere una creazione senza un creatore?Creazione puo’avere tanti significati, per esempio può significare che una materia primordiale caotica e disarticolata di colpo si fosse trasformata in ordinata come noi ora la vediamo. Prima di questo secolo si riteneva che fosse impossibile creare o distruggere la materia con mezzi naturali . Che potesse solo trasformarsi come nelle reazioni chimiche, e che come diceva LAVOISIER ( NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA) (CONTINUA).
Commenti: 1

Pasquale Tufano

Dal punto di vista di chi usa la scienza per la descrizione dei fenomeni, c’è la ammissione che il Big Bang vìola la relatività generale di Einstein nella dimostrazione della soluzione di Schwarzschild. Infatti Schwarzschild ipotizza che la velocità della luce sia non superabile imponendo il seguente vincolo:
t=tau/sqrt(1-v^2/c^2)
in quel vincolo se v > c la equazione richiede “numeri immaginari” e ciò significa che la soluzione di Sch. non è in grado di descrivere cosa succede quando v > c
Inoltre la soluzione di Einstein prevede una base di versori indipendenti tra loro e quindi a 4 dimensioni (detti ortonormali).
Nel vincolo sopra descritto, invece, t è relazionato con v, e -dunque- v essendo uno spazio su un tempo crea una non indipendenza tra spazio e tempo.
In matematica ciò è detto nel dire che la base dei versori non è ortonormale nello spazio duale e quindi la soluzione di Schwarzschild non è una soluzione generale, ma solo limitativa delle equazioni di Einstein, che sono -tali equazioni- più generali di quelle di Schwarzschild: non contenendo le equazioni di Einstein il vincolo di Schwarzschild.
Lavorando su questi concetti: il fisico Amadori ed il matematico Lussardi hanno elaborato una soluzione delle equazioni di Einstein anche quando v=c (della soluzione secondo Fermat), e che quindi valgono, e vi è la conferma sperimentale, .. anche quando -dicevo- fossimo nel caso della luce, con v=c.
In tal modo -per esempio- si può descrivere la traiettoria di un fotone che cambia di direzione nella sua orbita laddove si avvicina ad un BH.
Ribadisco, quindi, che la fisica ufficiale oggi ammette che non conosce le leggi di formazione del Big Bang perché la evoluzione della materia ed energia nei primi istanti risulta anche alla fisica ufficiale:
v > c.
Quindi risulta che abbia superato la velocità della luce.
Nonostante ciò, da circa 100 anni -data di pubblicazione della RG- la matematica e la fisica sono abbracciate alla formulazione di Einstein e al vincolo di insuperabilità della velocità della luce .. come un bambino -quando ha paura- è abbracciato al suo orsacciotto di stoffa.
Io sono tra gli “eretici” che ha provato a cercare -nel passaggio da equazioni di Einstein alle derivate parziali- a derivate ordinarie a una forma che indaghi anche con v > c.
Ho trovato che ciò è possibile .. ed ho espresso la soluzione di tale formulazione matematica (che non ripeterò qui ma indicherò il link specifico al mio blog, qualora qualcuno sia interessato).
L’impatto di usare questo nuovo modello è nel fatto che il modello spiega anche la fisica sub atomica oltre che la forma degli universi del tipo multiverso (collezione di universi).
Infatti usare un modello originale di Einstein di matematica infinitesimale porta ad assurdi logici come domandarsi perché un elettrone non precipita su un nucleo atomico.
La comprensione che le leggi vanno cambiate in rispetto del contesto (Cauchy) (contrariamente a quanto affermato da Einstein che le leggi non cambiano in modo associato Marcello Testa ha condiviso un post.
15 h ·
Marcello Testa
19 h ·
Paul Davies eminente fisico e matematico ex docente nelle universita’ di Londra e Newcastle si interroga su quale impatto abbia avuto la nuova fisica sul fatto che Dio abbia creato o meno l’universo e in particolare la materia di cui l’universo è fatto. Parte da quando con la scoperta del BIG BANG si penso’che GLI ASTRONOMI AVESSERO SCOPERTO DIO. Si parlo’allora di creazione poiché da un piccolo punto dell’universo era scaturita tutta la materia visibile e invisibile. In quel periodo il concetto di creazione di tanta materia fu ritenuta come dimostrazione di Dio. Infatti può essere una creazione senza un creatore?Creazione puo’avere tanti significati, per esempio può significare che una materia primordiale caotica e disarticolata di colpo si fosse trasformata in ordinata come noi ora la vediamo. Prima di questo secolo si riteneva che fosse impossibile creare o distruggere la materia con mezzi naturali . Che potesse solo trasformarsi come nelle reazioni chimiche, e che come diceva LAVOISIER ( NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA) (CONTINUA).
Commenti: 1

Pasquale Tufano
Dal punto di vista di chi usa la scienza per la descrizione dei fenomeni, c’è la ammissione che il Big Bang vìola la relatività generale di Einstein nella dimostrazione della soluzione di Schwarzschild. Infatti Schwarzschild ipotizza che la velocità della luce sia non superabile imponendo il seguente vincolo:
t=tau/sqrt(1-v^2/c^2)
in quel vincolo se v > c la equazione richiede “numeri immaginari” e ciò significa che la soluzione di Sch. non è in grado di descrivere cosa succede quando v > c
Inoltre la soluzione di Einstein prevede una base di versori indipendenti tra loro e quindi a 4 dimensioni (detti ortonormali).
Nel vincolo sopra descritto, invece, t è relazionato con v, e -dunque- v essendo uno spazio su un tempo crea una non indipendenza tra spazio e tempo.
In matematica ciò è detto nel dire che la base dei versori non è ortonormale nello spazio duale e quindi la soluzione di Schwarzschild non è una soluzione generale, ma solo limitativa delle equazioni di Einstein, che sono -tali equazioni- più generali di quelle di Schwarzschild: non contenendo le equazioni di Einstein il vincolo di Schwarzschild.
Lavorando su questi concetti: il fisico Amadori ed il matematico Lussardi hanno elaborato una soluzione delle equazioni di Einstein anche quando v=c (della soluzione secondo Fermat), e che quindi valgono, e vi è la conferma sperimentale, .. anche quando -dicevo- fossimo nel caso della luce, con v=c.
In tal modo -per esempio- si può descrivere la traiettoria di un fotone che cambia di direzione nella sua orbita laddove si avvicina ad un BH.
Ribadisco, quindi, che la fisica ufficiale oggi ammette che non conosce le leggi di formazione del Big Bang perché la evoluzione della materia ed energia nei primi istanti risulta anche alla fisica ufficiale:
v > c.
Quindi risulta che abbia superato la velocità della luce.
Nonostante ciò, da circa 100 anni -data di pubblicazione della RG- la matematica e la fisica sono abbracciate alla formulazione di Einstein e al vincolo di insuperabilità della velocità della luce .. come un bambino -quando ha paura- è abbracciato al suo orsacciotto di stoffa.
Io sono tra gli “eretici” che ha provato a cercare -nel passaggio da equazioni di Einstein alle derivate parziali- a derivate ordinarie a una forma che indaghi anche con v > c.
Ho trovato che ciò è possibile .. ed ho espresso la soluzione di tale formulazione matematica (che non ripeterò qui ma indicherò il link specifico al mio blog, qualora qualcuno sia interessato).
L’impatto di usare questo nuovo modello è nel fatto che il modello spiega anche la fisica sub atomica oltre che la forma degli universi del tipo multiverso (collezione di universi).
Infatti usare un modello originale di Einstein di matematica infinitesimale porta ad assurdi logici come domandarsi perché un elettrone non precipita su un nucleo atomico.
La comprensione che le leggi vanno cambiate in rispetto del contesto (Cauchy) (contrariamente a quanto affermato da Einstein che le leggi non cambiano in modo associato al “fattore di scala”) porta a capire che il modello di Einstein di tipo gravitazionale deve essere trasformato utilizzando le leggi di Coulomb e l’elettromagnetismo come forze prevalenti, quando si scende a livello atomico e sub atomico, e anche quando si dovesse esaminare la dinamica degli universi (Ui) in un più ampio contesto andando a verificare quale siano le leggi “agenti” in modo prevalente.
Da questa mia ricerca si scopre che l’equilibrio atomico non degenera perché ..
.. se è vero che Coulomb genera una forza di attrazione, è anche vero che man mano che la massa dell’elettrone aumenta di velocità (verso la velocità della luce) nel precipitare ..
.. questo effetto sulla massa la rende non più massiva ma la trasforma in energia secondo
energy=mc^2
(ma solo quando si è trasformata tutta in energia, mentre va indagato anche l’interim).
Ciò fa perdere alla massa di un elettrone non solo la massa ordinaria di tipo massivo, ma anche la proprietà che la carica elettrica non può più manifestarsi man mano che v -> c, quindi le forze Coulombiane non hanno capacità di attrazione sul nucleo.
Questo andamento è oscillante: infatti la perdita di massa porta a mantenere la forza di inerzia e quindi un allontanamento e una riduzione di velocità della massa che orbita in un elettrone attorno ad un nucleo atomico.
La perdita di velocità reintroduce la fenomeno_genesi massiva e anche -quindi- l’azione di Coulomb.
Da cui un elettrone non solo manifesta una dualità “onda particella statica”, ma dinamica, quindi ondulatoria come onda radiativa.
Infine il nucleo prevalentemente protonico emette energia come un BH (a fasi alterne: come un cuore che pulsa) come è nel caso macro (cambiando ciò che va cambiato in logica frattale sensibile ad un contesto).
Infatti un nucleo protonico si espande e si contrae (come un BH che assorbe massa) e quindi -durante assorbimento- si espande ..
.. poi -durante la fusione della massa introitata- trasforma massa in energia e quindi si contrae.
Ciò genera un cosidetto “vento protonico” che è simile al vento del Sole .. di cui è stato misurato che il vento solare potrebbe persino muovere un vascello che avesse vele in cui raccogliere la spinta del vento solare.
Concludendo ognuno attribuisce alla parola Dio cosa diverse e dire semplicemente Dio .. significa poco per capire le meccaniche celesti.
Poiché il principio di “causa ed effetto” (ed il Dio della tradizione come “causa prima” o causa “incausata” ..
.. si contrappone -in termini scientifici- solo al concetto di “kaos”, che prevede la assenza di leggi .. non perché non sono ancora state scoperte, ma perché non esisterebbero come prima causa da cui si genera il reale.
Viceversa è sbagliato pensare Dio “come causa prima” .. come un domino che fa cadere delle tessere.
Poiché il reale c’è sempre stato .. e non ha bisogno di un predecessore che lo generi. ( da cui è vero che in un sistema isolato “nulla si crea e nulla si distrugge” ma solamente si trasforma. Ma il solo sistema perfettamente isolato è il “tutto”, quindi è una quantità di informazione a cui non accediamo, eppure “il tutto c’è” .. come è lampante che se Dio fosse “il tutto” non potrebbe negarsi che Dio c’è. Einstein diceva su ciò “il mio Dio non è quello della tradizione”).
Da cui .. bisogna studiare la matematica di Kantor e famigliarizzare con il concetto ..
.. che l’infinito non ha ragione di essere studiato solo in avanti nel tempo, ma anche indietro nel tempo, perché se Dio c’è -allora- c’era già anche prima del Big Bang e nessuno lo ha creato.
cvd.

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