Utopia di sanzione UE alla Russia (grafico della perdita di valore dell’euro sul dollaro)

7 marzo 2022:


7 marzo 2022:

la UE al collasso sul frumento:

ultimi dati al 7 marzo 2022 di una banca a caso “Generali”:

settore bancario (7 marzo 2022):

la Borsa Italia: 7 marzo 2022
fig.1: dal 1 gennaio 2022 vs 7 marzo 2022:

la Borsa Italia: 9 marzo 2022
fig.1: dal 1 gennaio 2022 vs 9 marzo 2022, ore 12.23:

Commento: (aggiorneremo l’andamento della Borsa nei prossimi giorni):

E’ tecnica NOTORIA, che in apertura della borsa, dopo un crollo (vedi il 7 marzo), coloro che avevano avuto perdite ricomprano le proprie azioni ad un prezzo inferiore per fare “risalire” il valore inducendo l’idea che la tendenza sia ora al “rialzo”.

Purtroppo la crisi in cui versa in particolare l’ITALIA non è emotiva, ma strutturale, e causata dalla gestione governativa -in molti anni- (risalirei almeno a dopo la morte di Aldo Moro) di vendere ogni partecipazione dello STATO ITALIANO su ogni impresa che produceva REDDITO. In primis le pertecipazioni su ENI (indagare di cosa sia morto Enrico Mattei), la vendita di ALITALIA anziché affossarla perché si potesse venderla al prezzo più basso per cedere il settore alla Germania, etc.

In generale è la TECNICA che realizza “IL GRANDE RESET”.

Portare alla miseria il paese, ITALIA, affinché la mazzata finale di aumentare le rendite catastali sbloccasse anche il settore immobiliare: ossia obbligare gli italiani a vedersi la casa non riuscendo a pagare le tasse sulla casa. E -inoltre- la condizione di avere diritto al reddito di sopravvivenza se non si avevano proprietà, come anche solo la prima casa.

Ma la sfida di sbranare i poveri a vantaggio dei RICCHI non è ancora terminata!

Se il POPOLO ITALIANO .. -> NON VOTERA’ <- i partiti oggi in PARLAMENTO ..

MA ANDRA’ a VOTARE !!!

ci potremo ancora salvare .. quindi un invito al voto .. e non dimenticate chi sta sostenendo (anche dalla opposizione) il governo attuale che aiuta la distruzione dell’Italia nel suo 99%.

🇫🇷 MICHELIN CHIUDE TEMPORANEAMENTE QUATTRO STABILIMENTI PER BLOCCO CATENA DI FORNITURA
All’ottavo giorno di conflitto tra Ucraina e Russia, Michelin riconosce per la prima volta di essere stata gravemente colpita dalla situazione. La multinazionale francese dei pneumatici deplora “l’attività limitata in Russia”, dove un migliaio di persone lavorano per la produzione nello stabilimento di Davydovo, presso Mosca.
“La grave crisi in atto in Ucraina sta colpendo particolarmente l’Europa”, deplora Michelin, che assicura di “monitorare quotidianamente la situazione ai massimi livelli dell’azienda”, rifiutandosi per il momento di fornire i nomi degli stabilimenti colpiti. “Come molti soggetti industriali in Europa, anche il gruppo Michelin deve affrontare notevoli difficoltà in termini di logistica e trasporti per rifornire i suoi stabilimenti e consegnare ai propri clienti. Per ottimizzare le proprie operazioni e adeguare la gestione dei propri flussi, il gruppo ha deciso di interrompere la produzione in alcuni dei suoi stabilimenti in Europa per alcuni giorni nelle prossime settimane”.
Secondo le nostre informazioni, i siti di Montceau-les-Mines, in Saône-et-Loire (pneumatici di ingegneria civile e militare), Puy-en-Velay, in Haute-Loire (ingegneria civile) e Troyes, in Aube (pneumatici agricoli ) sono anch’essi sospesi per gli stessi motivi. Secondo la CGT di Michelin, gli stabilimenti della Manifattura di Clermont-Ferrand non sarebbero ancora interessati, ma la minaccia incombe su Cataroux e Gravanches. (Fonte: Usine Nouvelle (https://www.usinenouvelle.com/article/crise-en-ukraine-deja-quatre-sites-michelin-a-l-arret-en-france.N1790842))

ITALIA: RISCHIO DEFAULT DI 500.000 IMPRESE
Il default riguarda almeno 500 mila imprese, pari al 43% dei contribuenti, che non sono state in grado di pagare le rate delle imposte pregresse e sospese a seguito della normativa emergenziale Covid-19 e che, da qualche giorno, senza alcun cuscinetto e preavviso, si stanno vedendo notificare a tempo di record (si veda ItaliaOggi del 3 marzo), via Pec, le intimazioni di pagamento del residuo dovuto, comprensivo di sanzioni e interessi, per essere venuta meno la rottamazione. L’intimazione prevede il pagamento del debito entro 5 giorni, senza possibilità di dilazione o altre tolleranze. Scaduti i 5 giorni scatteranno direttamente le procedure esecutive e cautelari come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti. Per la verità, anche il restante 57% di contribuenti interessati si trova a fare i conti con le difficoltà e i tempi per l’adempimento della prossima scadenza, poiché entro il 7 marzo deve essere stata saldata la rata dei piani di rottamazione ter non decaduti e il debito dovrà essere pagato non oltre il 12 marzo, cioè entro la tolleranza di 5 giorni ammessa dall’Agenzia delle entrate. (Fonte: Italiaoggi (https://www.italiaoggi.it/news/le-imprese-rischiano-una-valanga-di-fallimenti-2554369))

Questa voce è stata pubblicata in POLITICA. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...