Andrea Colombini: perché in Inghilterra ed in Israele la vaccinazione non protegge dai ricoveri e dalla morte?

Per approfondire il tema se e come i vaccini proteggano dalla epidemia covid19 invito a consultare ..

Documento dell’istituto superiore sanità (aggiornamento al 18 agosto 2021, pubblicato il 20 agosto 2021):

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_18-agosto-2021.pdf

In particolare invito a leggere a pagina 13 in cui è spiegato come alterare le basi di dati: e cioé considerare “non vaccinati” coloro che sono vaccinati 14 giorni prima delle reazioni avverse, motivando che con quel lasso di tempo il vaccino potrebbe non agire.

Va da se che nel caso di reazioni avverse “fulminanti” si ha il paradosso che la causa più è vicina all’effetto e più si introduce un criterio di NON CORRELAZIONE!
Esattamente il testuale è il seguente:
“casi non vaccinati tutti i soggetti […]
1) che non abbiano mai ricevuto una dose
2) o che sono stati vaccinati con prima o monodose entro 14 giorni dalla diagnosi”.
cvd.

terza dose in Israele:

Come si vede l’aumento delle vaccinazioni anziché risultare una azione più immunizzante destabilizza il sistema immunitario in modo sempre maggiore tanto che il numero dei morti ha un variazione in aumento accentuata.

Ora esaminiamo la situazione in Inghilterra:

grazie al link seguente:
https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1012644/Technical_Briefing_21.pdf

.. possiamo avere accesso a ..

SARS-CoV-2 variants of concern and
variants under investigation in
England
Technical briefing 21
20 August 2021
This briefing provides an update on previous briefings up to 6 August 2021

Ecco la foto della prima pagina:

secondo il seguente articolo:

WARNING – Risk of death due to Covid-19 increases by up to 182% for Fully Vaccinated people under the age of 50 according to Public Health data

fonte:
https://dailyexpose.co.uk/2021/08/28/risk-of-death-due-to-covid-19-increases-by-182-percent-for-fully-vaccinated-under-50s/

il rischio di morte dovuto al covid19 aumenta al 182% per coloro che sono completamente vaccinati se si fa riferimento alle persone con meno di 50 anni di età.

Verifichiamo sul documento originale a cura della “Public Health England” se ciò è vero!

cito-1: (tabella 5) pagina 22, prima riga

riferimento:

(delta cases)

Public Health England have been periodically releasing a report on Covid-19 variants of concern in the United Kingdom, and their latest report was released on the 20th August covering data on cases, hospitalisations, and deaths due to the Delta Covid-19 variant from the 1st February up to the 15th August 2021.

Table 5 of the report shows that within this time frame there have been 178,240 alleged confirmed cases of the Delta Covid-19 variant in the unvaccinated group of under 50’s, and 40,544 confirmed cases of the Delta variant in the fully vaccinated group of under 50’s.

traduzione-1:

La Public Health England ha pubblicato periodicamente un rapporto sulle varianti di Covid-19 che destano preoccupazione nel Regno Unito, e il loro ultimo rapporto è stato rilasciato il 20 agosto e copre i dati sui casi, i ricoveri e i decessi dovuti alla variante Delta Covid-19 dal 1° febbraio al 15 agosto 2021.

La tabella 5 del rapporto mostra che in questo lasso di tempo ci sono stati 178.240 presunti casi confermati della variante Delta Covid-19 nel “gruppo non vaccinato” degli under 50(*1), e 40.544 casi confermati della variante Delta nel gruppo completamente vaccinato(*2) degli under 50.

(*1) vedi ultima colonna a destra di pagina 22

(*2) vedi penultima colonna a destra di pagina 22

cito-2: (tabella 5) pagina 23, prima riga

The report also shows that in the same time frame 1,840 unvaccinated people under the age of 50 have presented to emergency care resulting in overnight inpatient admission, whilst 246 fully vaccinated people under the age of 50 have presented to emergency care resulting in overnight patient admission.

traduzione-2:

Il rapporto mostra anche che nello stesso lasso di tempo 1.840 persone non vaccinate sotto i 50 anni (*3) si sono presentate al pronto soccorso con conseguente ricovero notturno, mentre 246 persone completamente vaccinate sotto i 50(*4) anni si sono presentate al pronto soccorso con conseguente ricovero notturno.

(*3) vedi ultima colonna a destra di pagina 23

(*4) vedi penultima colonna a destra di pagina 23

riferimento:

Cases where presentation to
emergency care resulted in overnight
inpatient admission§ ((exclusion‡)

cito-3:

PHE’s report also shows that 72 unvaccinated people under the age of 50 have allegedly died due to Covid-19 since the 1st February up to the 15th August 2021, whilst 27 fully vaccinated people under the age of 50 have allegedly died due to Covid-19 in the same time frame.

traduzione-3:

Il rapporto del PHE mostra anche che 72 persone non vaccinate sotto i 50 anni(*5) sono presumibilmente morte a causa del Covid-19 dal 1° febbraio al 15 agosto 2021, mentre 27 persone completamente vaccinate sotto i 50 anni(*6) sono presumibilmente morte a causa del Covid-19 nello stesso periodo.

(*5) vedi ultima colonna a destra di pagina 23

(*6) vedi penultima colonna a destra di pagina 23

riferimento:

Deaths within 28 days of positive
specimen date

cito-4:

At first glance these numbers may make you believe that the Covid-19 injections are working, but when you analyse the number of deaths against the number of hospitalisations and cases in each group they tell a completely different story.

Out of 178,240 alleged confirmed cases of the Delta Covid-19 variant in the unvaccinated group of under 50’s there have been 72 deaths. This equates to 0.04% of all cases in the unvaccinated under 50’s resulting in death.

However, out of 40,544 confirmed cases of the Delta variant in the fully vaccinated group of under 50’s there have been 13 deaths. This equates to 0.06% of all cases in the fully vaccinated under 50’s resulting in death.

That means the relative risk of death due to Covid-19, if under the age of 50, fully vaccinated, and then infected with Covid-19, increases by 50%. Not the 95% reduced risk claimed by the Covid-19 vaccine manufacturers, the Government, and the scientisists it employs. But the risk of death is actually even worse for those unlucky enough to end up in hospital.

Out of 1,840 unvaccinated people under the age of 50 who have presented to emergency care resulting in overnight inpatient admission, there have been 72 deaths. This equates to 3.9% of all hospitalisations in the unvaccinated under 50’s resulting in death.

However, out of 246 fully vaccinated people under the age of 50 who have presented to emergency care resulting in overnight patient admission, their have been 27 deaths. This equated to 11% of all hospitalisations in the fully vaccinated under 50’s resulting in death.

This means the relative risk of death due to Covid-19, if under the age of 50, fully vaccinated, and then hospitalised with Covid-19 increases by 182%.

The data clearly shows that the Covid-19 injections are in fact effective. But only at increasing the risk of death.

traduzione-4:

cito:

A prima vista questi numeri possono far credere che le iniezioni di Covid-19 stiano funzionando, ma quando si analizza il numero di morti rispetto al numero di ricoveri e casi in ogni gruppo, raccontano una storia completamente diversa.

Su 178.240 presunti casi confermati della variante Delta Covid-19 nel gruppo dei non vaccinati sotto i 50 anni(vedi *1) ci sono stati 72 morti(vedi *5). Questo equivale allo 0,04% di tutti i casi nei non vaccinati sotto i 50 anni con conseguente morte.

nota1 (dimostrazione del valore 0,04%):

proporzione sui no-vax:

72/178240=x/100 -> x=0.04; ovvero la percentuale è 0.04% (rapporto tra morti e non vaccinati)

cvd-1.

cito:

Tuttavia, su 40.544 casi confermati della variante Delta nel gruppo *completamente vaccinato* degli under 50(vedi *2) ci sono stati 13 morti.(vedi Questo equivale allo 0,06% di tutti i casi negli under 50 completamente vaccinati che hanno portato alla morte.

nota2 (dimostrazione del valore 0,06%):

errata:

13/40544=y/100 -> y=0,03=; ovvero la percentuale sarebbe 0.03%

corrige: (proporzione su vax)

27/40544=z/100 -> z=0.06; ovvero la percentuale è 0.06%

il rischio di morte è passato da 0,04%(non vaccinati) -> al 0.06%(vaccinati)

0.04*w=0.06 -> w=0.06/0.04=1.5

se avessimo avuto

0.04*f=0.08 -> f=0.08/0.04=2

da cui il rischio sarebbe raddoppiato avvantaggiando i no vax

si può però dire che 0.02 è il 50% di 0.04
da cui il passaggio da 0.04 -> 0.06 è un aumento del 50% del valore 0.04

cvd-2. (vedi citazione seguente in nero)

cito:

Ciò significa che il rischio relativo di morte a causa del Covid-19, se sotto i 50 anni, completamente vaccinati, e poi infettati dal Covid-19, aumenta del 50%. Non il 95% di riduzione del rischio rivendicato dai produttori del vaccino Covid-19, dal governo e dagli scienziati di cui si avvale. Ma il rischio di morte è in realtà ancora peggiore per quelli abbastanza sfortunati da finire in ospedale.

Su 1.840 (no-vax) persone non vaccinate di età inferiore ai 50 anni che si sono presentate al pronto soccorso con conseguente ricovero notturno, ci sono stati 72 morti. Questo equivale al 3,9% di tutti i ricoveri in ospedale dei non vaccinati sotto i 50 anni con conseguente morte.

72/1840=q/100 -> q=3.9

cvd-3

Tuttavia, su 246 persone sotto i 50 anni completamente vaccinate che si sono presentate al pronto soccorso con conseguente ricovero notturno, ci sono stati 27 decessi. Questo equivale all’11% di tutti i ricoveri ospedalieri negli under 50 completamente vaccinati che hanno portato alla morte.

27/246=t/100 -> t=10,97=circa 11

cvd-4

Questo significa che il rischio relativo di morte a causa del Covid-19, se sotto i 50 anni, completamente vaccinati, e poi ricoverati con il Covid-19 aumenta del 182%.

(11-3.9)/3.9=g/100 -> g=182

cvd-5.

I dati mostrano chiaramente che le iniezioni di Covid-19 sono in effetti efficaci. Ma solo per aumentare il rischio di morte.

Commento (ing Tufano):

Era da aspettarsi che il covid-19 colpisce solo gli anziani e quindi i vaccini hanno reazioni avverse solo sui giovani (meno di 50 anni) peggiorando la sintomatologia delle reazioni avverse.

AGGIORNAMENTO 2 SETTEMBRE 2021, ORE 18.36

FONTE TOBA:

Questo Pone fine al Dibattito: Studio Israeliano Dimostra che l’Immunità Naturale è 13 Volte più Efficace dei Vaccini

fonte su facebook:

https://www.facebook.com/groups/salvarelitalia/posts/3088874044680626/

testo del dialogo:

Arianna Kellermann

Amministratore
Perché lo scopo ovviamente NON è la salute degli israeliani. Vecchia storia, no?
Pasquale Tufano

Moderatore
è però interessante la “narrativa”: dice il ministro della scuola poco fa nella conferenza stampa del presidente del consiglio che nella classi dove sono tutti vaccinati si potranno NON indossare le mascherine. Ci sono 2 casi:
1) nel primo caso il governo NON sa (per ignoranza) che i vaccinati possono infettarsi e trasmettere il virus e quindi non possono vantare uno stato di “immunità”
2) nel secondo caso (che io non mi auguro) il governo sa questo che sto affermando e che oggi è acclarato da tutta la comunità scientifica internazionale, eppure ostenta conoscenza che avrebbe acquisto tramite il CTS (comitato tecnico e scientifico) che però non corrispondono al vero.
Tutto ciò mi fa venire in mente alla tecnica di Nerone che aveva già studiato che “Roma risorgerà più bella e più gioconda che pria” .. ma si era lasciata una uscita di sicurezza nel fatto che avere incendiato Roma erano stati i Cristiani.
Oggi i nuovi untori sarebbero le persone sane che non si sono vaccinate e non vogliono vaccinarsi con farmaci sperimentali.
Tutto questo interesse del governo alla Ns salute se lo dovessi raccontare a chi non conosce i fatti come lo potrei spiegare?
Se la immunità a partire da persone non vaccinate è superiore ai vaccinati?
cito:
studio scientifico: vax aumenta da 6 a 13 volte il contagio ulteriore
Prognosis
Blood Clot Risk Much Higher From Covid-19 Than With Vaccines
fonte n1:
traduzione:
I pazienti di Covid-19 affrontano un rischio molto più alto di sviluppare coaguli di sangue rispetto a quelli vaccinati con i colpi di AstraZeneca Plc o Pfizer Inc, secondo un grande studio del Regno Unito.
Per ogni 10 milioni di persone che ricevono la prima dose di AstraZeneca, circa 66 in più soffriranno di una sindrome da coagulazione del sangue rispetto alle circostanze normali, secondo lo studio pubblicato sul British Medical Journal. Questa cifra si confronta con 12.614 incidenze in più registrate in 10 milioni di persone che sono risultate positive al Covid-19.
Lo studio ha seguito 29 milioni di persone che hanno ricevuto le loro prime dosi di vaccino AstraZeneca o Pfizer tra dicembre 2020 e aprile e ha anche seguito circa 1,7 milioni di pazienti con Covid-19.
I risultati sembrano sostenere la decisione di continuare a usare il vaccino di AstraZeneca, che è stato perseguitato da problemi di sicurezza, per proteggere le persone dall’ospedalizzazione e dalla morte. Molti paesi sviluppati hanno, tuttavia, limitato il suo uso agli adulti più anziani a causa delle preoccupazioni per un elevato rischio di coaguli di sangue che colpisce la popolazione più giovane.
Anche se lo studio ha notato l’aumento della probabilità del disturbo, esso “sottolinea anche l’importanza di vaccinarsi per ridurre il rischio di questi esiti di coagulazione e sanguinamento negli individui”, ha detto Aziz Sheikh, un coautore dello studio e professore presso l’Università di Edimburgo.
I ricercatori hanno osservato che le persone che hanno contratto il virus avevano quasi nove volte più probabilità di avere bassi livelli di piastrine rispetto alle persone vaccinate con la prima dose. Un esame dei rischi di ictus nello studio ha rilevato che c’era una maggiore possibilità che il virus contribuisse a un ictus rispetto alla prima dose del vaccino sviluppato da Pfizer con il partner BioNTech SE.
Lo studio non ha stabilito se i casi identificati di coaguli di sangue sono stati definitivamente causati dai vaccini, anche se le autorità di regolamentazione hanno identificato un possibile collegamento. Anche se lo studio è stato condotto dall’Università di Oxford, gli autori hanno detto che era indipendente dagli scienziati di Oxford che hanno lavorato sul vaccino Astra.
I dati pubblicati a luglio hanno mostrato che il vaccino di AstraZeneca non aumenta il rischio del disturbo dopo una seconda dose. Il tasso stimato era 2,3 per milione nelle persone che hanno ricevuto una seconda iniezione, paragonabile a quello che si trova in una popolazione non vaccinata, ma il tasso dopo una singola dose era più alto, a 8,1 per milione.
fonte n2:
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