Gravitational waves – Fermat’s solution (Amadori / Lassardi / Tufano model)

Sia noto che la trattazione matematica storica, come scritta da Einstein, o moderna, come si studia a livello universitario, non è in grado -se si trascura la metodologia che andiamo ad esporre- di descrivere il “quantum” che relazioni la sorgente delle onde gravitazionali con le misure interferometriche.

Per mostrare ciò, in breve, faremo riferimento a i seguenti documenti:

Rif. 1. Articolo Originale di Einstein (fisico):

fonte originale N.1:

http://personalpages.to.infn.it/~zaninett/projects/storia/einstein_1918_onde.pdf

Rif. 2. Articolo Originale di Amadori(fisico) Lussardi(matematico):

fonte Originale N.2:
https://www.matematicamente.it/appunti/relativita/

Rif. 3. Articolo Originale di Tufano(ingegnere):

 

fonte Originale N.3:

https://6viola.wordpress.com/2018/06/21/einsteins-theory-of-general-relativity-reverse-engineering-k_fermat-solution/

Commento al testo Rif.1 di Einstein (vedi sopra per il testo):

Già dalla prima pagina dell’articolo di Einstein (sopra citato) .. Einstein pretende di separare il contributo di energia dal contributo delle masse, nella descrizione della gravitazione, ma ciò è impossibile con un taglio netto come egli scrive nella espressione:

(1) g(u,v) = δ(u,v) + γ(u,v)

Infatti -facendo riferimento al documento Rif. 2 di Amadori e Lussardi-  a pag. 106 si vede che il tensore nel caso di energia (solo fotoni) è abbassato di grado e passa da 4 dimensioni a 3.

Con tale nuova impostazione, al Rif. 3 di Tufano è descritta l’orbita di un fotone che fugge da un BH secondo un orbita dei poli del BH, quando è oltre il raggio di Schwarzschild e ad una velocità v > c in ipotesi che vi sia -nel fotone- una componente normale al BH. Se invece tale componente non vi è abbiamo un caso analogo alla deformazione orbitale di un fotone in possimità di un BH.

Del resto se si esamina l’evento GW170817 seguente:

si può dimostrare che v (della onda gravitazionale) = 4*c come nell’articolo seguente:

L’esame dei calcoli mostra che ciò che è cambiato nella fusione di 2 stelle di neutroni non è la massa che era circa la stessa prima e dopo la fusione, ma il raggio di Schwarzschild. La produzione -quindi di tachioni- quando il raggio dei fotoni è oltre il raggio di Schwarschild crea una onda di energia tachionica in grado di avere una direzione rilevabile dagli interferometri poiché altera in modo asimmetrico la materia e non come una radiazione ordinaria con v=c.

I calcoli sono nell’articolo seguente di Tufano:

https://6viola.wordpress.com/2018/09/10/onda-gravitazionale-gw-170817-software/

Spero che questa sintesi porti almeno alla curiosità di verificare che i tachioni non sono un oggetto surreale, ma ordinario nei casi citati.

Aggiornamento 23 settembre 2020:

Onde evitare che si possa equivocare che non conosciamo la impostazione attuale,

cito:

link: https://arxiv.org/pdf/1811.09825.pdf

Fai clic per accedere a 1811.09825.pdf

https://en.wikipedia.org/wiki/Gravitational_wave

https://it.wikipedia.org/wiki/Onda_gravitazionale

Aggiornamento 25 settembre 2020:

dalla fonte:

link: https://www.lnf.infn.it/edu/incontri/2011/relazioni/gdl/rocchi.pdf

Fai clic per accedere a rocchi.pdf

Durante la rassegna aggiungerò dei commenti ..

PG.1

ripeto la fonte:

https://www.lnf.infn.it/edu/incontri/2011/relazioni/gdl/rocchi.pdf

PG.2

PG.3

PG.4

Commento:

E’ comico dire che la forza di gravità non sia una forza.

Chiunque umano può provare a saltare per allontanarsi dal nostro pianeta Terra.

Alla spinta impressa dai muscoli verso l’alto si oppone una forza verso il basso che è la forza che Newton descrive come segue:

(1) F’=GmM/r^2

Tale F’ ha quindi come forza antagonista:

(2) F”=d(mv)/dt 

trascurando la variazione di massa si potrebbe scrivere:

(3) F”=m*[dv(t)]/dt=m*a(t)

Grazie alla trattazione di Einstein, e anche alla soluzione di Schwarzschild si scopre che la massa che viaggia a velocità v -> c non è perfettamente soddisfacente la semplificazione indicata dalla (3).

Si può infatti dimostrare (a livello di trattazione universitaria) che 

(4) Ec=(m-m0)*c^2

dove

Ec=energia cinetica
E=energia totale
m=m0/sqrt(1-v^2/c^2)

dunque:

(5) E=m*c^2=[m0/sqrt(1-v^2/c^2)]*c^2

La conferma del calcolo precedente è sul testo del fisico Daniele Sette che segue, utilizzato alla facoltà di INGEGNERIA della università di Roma “La Sapienza” (Lezioni di fisica Volume 1, Ed. Veschi).

Quindi va separata la “matematica” che ci dice cosa sia una energia e cosa sia una forza, dalla “interpretazione” della MISURA.

Sappiamo che secondo Einstein, e la sua scuola di pensiero è lo spazio che imporrebbe alle masse di trovare un percorso che soddisfi contemporaneamente

(a) il principio di inerzia per cui “un corpo descrive un moto rettilineo uniforme e viaggia a velocità costante se non ha forze esterne applicate”

&

(b) la presenza di una massa, come il Sole, che crei -principalmente- un campo gravitazionale che le masse m << M subiscono COME SE una pallina si potesse muovere su un piano deformato a scendere verso una buca.

Immagine, questa di Einstein e della sua scuola che “resiste” da circa 100 anni.

Ma tale interpretazione fenomenologica di quale sarebbe la eziodinamica crea delle aporie irrisolvibili che andiamo a elencare qui di seguito e che -però- possono essere SUPERATE costruttivamente introducendo che NON è lo spazio che si deforma, ma le interazioni tra gli enti per cui “NON è VERO!” che qualunque massa m << M si comporta alla stessa maniera e necessita entrare nello specifico di come CAMBIA LA DINAMICA 

1° scenario:

m -> M

&

2° scenario:

m -> 0, in quanto la massa diviene radiativa secondo:

E0=m0*c^2

Esame del 1° scenario:

Quando m=M

Le due masse si incontrano nel punto intermedio del loro moto inerziale parallelo imposto come status iniziale della dinamica.

Non è quindi più vero che il campo gravitazionale è creato solo dal corpo maggiore, poiché siamo nella ipotesi di 2 corpi di uguale massa che viaggiano paralleli.

Chi voglia approfondire tale evidenza può consultare per esempio il mio articolo seguente:

https://6viola.wordpress.com/2020/01/12/moti-centrali-gravitazionali-e-non-gravitazionali-physics/

Esame del 2° scenario:

L’esame della espressione seguente (già citata sopra):

(5) E=m*c^2=[m0/sqrt(1-v^2/c^2)]*c^2

.. ha creato per molti il seguente equivoco:

Nella situazione di un acceleratore di particelle alcuni (sbagliando) pensano che man mano che si aumenta la energia fornita tramite i campi applicati sia una singola massa m ad aumentare concomitantemente alla osservazione che v -> c.

E -sbagliando- ipotizzano secondo tale fenomenologia che v=c sia “irraggiungibile” perché la (5) ha una singolarità di vedere energia infinita affinché v=c.

L’errore è facilmente dimostrabile dove sia:

la max energia di una particella di massa m0 è la seguente:

(6) E0=m0*c^2

Stiamo indicando con m0 la massa misurata dalla particella quando la particella viaggia con v=0.

Tuttavia nell’aumento di velocità quando una parte della massa scompare ad esempio nella fusione sulle stelle avremo:

(7) D + D -> He + energy

La (7) va letta come la somma di deuterio con un altro atomo di deuterio (D) a formare elio (He). La “energy” è la massa scomparsa nel passaggio da situazione a sinistra vs situazione a destra della (7).

Dunque una massa m0 che era massiva, può divenire esclusivamente radiativa! 

Se era misurata m0 a velocità v=0, sarà con energia energy=m0*c^2 quando raggiunge la velocità della luce.

Grazie alla introduzione appena operata di concetto di “massa radiativa” ..

si capisce -allora- che nella 

(5) E=m*c^2=[m0/sqrt(1-v^2/c^2)]*c^2

Non è la massa di una singola particella che aumenta all’aumentare di v -> c, ma AUMENTA il numero di particelle “coinvolte”.

L’effetto di “saturazione” -quindi- non dipende dalla impossibilità di raggiungere la velocità della luce! .. ma da come si è deciso di applicare le forze alle masse: e cioé tramite campi che fanno forza sul nostro laboratorio solidale con il nostro universo, anziché tramite il 3 principio della dinamica.

Quindi anziché buttare alla discarica il concetto di “forza” come incapace di descrivere la dinamica nella fisica, va studiato come cambia il risultato di applicazione di una forza se “CAMBIA IL PUNTO DI APPLICAZIONE DI UNA FORZA SU UN ENTE”.

Tutta la questione appena esposta non è una questione solo formale, ma sostanziale:

Ne discende:

  1. che la velocità della luce è superabile, ma non in un acceleratore di particelle, ma sfruttuando il 3 principio della dinamica.
  2. che i tachioni esistono e (ironia della sorte) sono proprio descrivibili (nelle equazioni del loro moto) “dalle stesse equazioni di Einstein” .. quando tali equazioni sono riorganizzate come fanno Amadori e Lussardi:
    (ripeto la fonte già sopra citata)

Si noti -per coloro che desiderano una trattazione completa- che possono essere consultati i 2 articoli seguenti che forniscono le basi per la comprensione dell’approccio di contemporaneità di fenomenologia materia & energia:

Einstein’s Theory of General Relativity: reverse engineering [k_Fermat solution]
https://6viola.wordpress.com/2018/06/21/einsteins-theory-of-general-relativity-reverse-engineering-k_fermat-solution/

General Relativity Theory: k_Fermat solution (metodo Ramanujan & metodo della LOGICA FORMALE)

https://6viola.wordpress.com/2020/01/29/general-relativity-theory-k_fermat-solution-metodo-ramanujan-metodo-della-logica-formale/

ultima modifica:
30 dic 2021, ore 00.55

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