teorema di Bell (dimostrazione della sua infondatezza)

Dalla fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/John_Stewart_Bell

Vi è un certo disaccordo riguardante ciò che la disuguaglianza di Bell potrebbe implicare in unione con il paradosso Einstein-Podolsky-Rosen.

Bell sostenne che non solo le variabili locali nascoste, ma tutte le spiegazioni teoriche locali dovevano essere in conflitto con la teoria quantistica.

Commento:Se Bell fosse stato laureato in matematica, avrebbe conosciuto i lavori di Godel e di Chomsky, nonché la teoria di Cauchy per cui il problema locale non ha influenza sul problema generale.

Godel sintetizza dicendo: il problema dell’Halt è INDECIDIBILE.

Quindi non si può escludere, come Bell fa, che vi possano essere dei modelli in grado di descrivere la realtà tramite fatti che ora non conosciamo.

Infatti un esempio lampante è la teoria di De Broglie.Secondo De Broglie (che all’epoca non riuscì a dimostrare la sua teoria): Le particelle sono sia onda che materia.

Oggi ne esiste una dimostrazione:

E’ vero che se ci affidiamo alla misura esiste la indeterminazione di Heisenberg. Poiché per eseguire una qualunque tipologia di misura necessita interagire con la base sperimentale per “estrarre” quantità di informazione.

Ma non è così su un modello che non usa la misura!Se io scrivo:

Dp*Dx > h = costante

Tale relazione di indeterminazione ha molte dimostrazioni.

La migliore è quella di Dirac (del principio di Heinsenberg) che usa la teoria aleatoria e la proiezione su spazi duali. La trovate sul testo: “I principi della meccanica quantistica” in italiano.

Però potrei scrivere:

(1) p*lambda = h

se riesco a dimostrare che questo è vero, e senza misura, non ho più incertezza di quantità di moto e su posizionamento.

Dimostrazione:

(2) p=m*v
(3) lambda/T=v=lambda*f
(4) nel caso che v=c, lambda*f=c

se sostituisco nella (1) ottengo la seguente:
(5) (m*c)*(c/f)=h
mettendo in evidenza la (5)
(6) m*c^2=h*f

Che è la energia di una massa m sia secondo Einstein, e sia secondo Planck.

Alcuni obiettano che una massa “m” non può raggiungere nella forma massiva la velocità della luce!Ma vi sono esperimenti (per esempio sui laser) (effetto Compton inverso) che elettroni riescono a creare luce coerente, sebbene gli elettroni -in linea teorica ed anche sperimentale- NON siano privi di massa(*1) e non dovrebbero interagire con fotoni privi di massa.(*2)
(*1)
La massa degli elettroni è stata misurata)
(*2)
I fotoni non hanno massa in forma massiva, ma radiativa, energetica.

Ciò dipende dal fatto (ancora poco noto) che la intuizione di De Broglie ha delle leggi che indicano il “quantum” è la percentuale di massa e la percentuale di energia in ciascuna “particella”.

Man mano che la particella si avvicina alla velocità della luce tutta la massa è convertita in energia radiativa.

Infatti se un elettrone è di massa massiva m=m0 quando la velocità dell’elettrone è v=0.

Viceversa scrivendo:

Energy=m0*c^2

Stiamo indicando che la massa m=m0 misurata quando era v=0 la vediamo totalmente convertita in energia radiativa se l’elettrone si è trasformato in fotone.

Abbiamo esempi, in fisica che questa trasformazione possa avvenire?

SI, ad esempio nell’urto di un elettrone con un antielettrone che genera un fotone ed un antifotone (o anche detto fotone entangled).

Maggiori dettagli sulle formule di trasformazione della massa massiva in massa radiativa in allegato.

Le dimostrazioni di come si arriva alle formula in allegato richiede tempo e studio e chi vuole verificare trova una parte iniziale di tali studi ai link seguenti:

1) Einstein’s Theory of General Relativity: reverse engineering [k_Fermat solution]https://6viola.wordpress.com/2018/06/21/einsteins-theory-of-general-relativity-reverse-engineering-k_fermat-solution/

2) General Relativity Theory: k_Fermat solution (metodo Ramanujan & metodo della LOGICA FORMALE)
https://6viola.wordpress.com/2020/01/29/general-relativity-theory-k_fermat-solution-metodo-ramanujan-metodo-della-logica-formale/

Allegato:

la discussione su facebook:

Karla RubinoPasquale TufanoPremetto che, al solito, dal punto di vista formule, equazioni ecc. non sono preparata, per cui mi sono permessa di copiare ed incollare questo tuo commento, pregando qualcuno del gruppo di commentare quanto da te descritto:Quanto tu (Karla Rubino) ci hai fatto pervenire, risponde al vero. Ci permettiamo di suggerire in merito a questo, (poiché appartiene al range oscillante 2/3), di approfondire osservazioni, studi e ricerche in merito alla fluttuazione dei campi (range) delle evidenze che riconducono al Bosone di Higgs. Ottenendo le giuste informazioni ed osservazioni si potrà giungere a quel numero di logiche sufficienti al problema definito onda/particella. Per quanto quella logica finale possa apparire di estrema semplicità, la mancata e corretta sequenza (logiche) impedisce di poter ottenere il quadro delle meccaniche che portano quei risultati del passaggio energetico, dal range 2 al range 3 o inverso” quando il riferimento è una misurazione dell’osservato al pari o al di sotto della misura di Planck o più precisamente a tutto ciò che non viene definito entro il parametro massa = 0 > 1.

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  •  · 21 h
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  • Pasquale TufanoNon vi sono prove dirette del bosone di Higgs che è una interpretazione del perché alcune particelle come ad esempio W & Z sono da interpretare in quanto manifestano comportamento sia di massa massiva e sa di massa radiativa. La linea di indagine attuale è pensare che le particelle sono “pure” e quindi solo massive(fermioni) e solo radiative (bosoni). Quindi per giustificare i comportamenti ibridi si è elaborata la teoria di Higgs. Secondo tale teoria la massa è un fenomeno dovuto a “mediatori” come il bosone di Higgs, che caricano massa su particelle “pure” come caricherebbe massa un contadino su un carretto.Quindi conosco la impostazione attuale delle teorie oggi in voga, ma hanno il deficit di non saper spiegare come da una massa massiva .. una parte della massa diviene radiativa. Che è un fenomeno fisico assodato visto che le stelle sono accese e irradiano energia per il processo di fusione.Aggiungo solo che io -sebbene sia ufficialmente impossibile- ho realizzato la fusione fredda, e quindi di cosa sia la fusione e come si innesca ne so qualcosa.Ultimamente ho realizzato antimateria con una macchina di Van de Graaff, con meno di 1000 euro senza spendere i miliardi oggi spesi con dispositivi laser e i controlli associati.Il gap culturale del mio tipo di formazione in matematica ed in fisica ed in ingegneria mi rende quasi impossibile un dialogo con la fisica ufficiale come oggi è studiata, principalmente perché nella facoltà di fisica non si impara a scrivere software e quindi non si è capaci di simulare il software delle equazioni di Einstein come fanno Amadori (fisico) e Lussardi (matematico) che io ho linkato sopra.Se vi fossero persone capaci di questo, come ad esempio Amadori e Lussardi che però sono 2 persone che fondono le loro conoscenze, si capirebbe la dinamica dei BH e che le onde gravitaizonali le producono i tachioni .. non perché lo dico io .. ma perché v > c nelle equazioni di Einstein come elaborate da Amadori e Lussardi.Quindi forse servirà ancora molto più di 100 anni per sperare di superare la vecchia interpretazione di Heisenberg che è analoga a quella degli atomisti greci di considerare (per 2 mila anni) che l’atomo fosse indivisibile .. e nel caso di Heisenberg il quantum minimo sia insuperabile.Oggi le particelle sono considerate “pure”, ma si può dimostrare che ciò è falso. E quindi Higgs è solo inizio a capire che le particelle NON sono pure, ma un mix di materia ed energia.–cito:Il fatto che i bosoni W e Z siano molto massivi fu uno dei principali ostacoli allo sviluppo della teoria elettrodebole. Essa infatti è una teoria di gauge SU(2) {\displaystyle \otimes } \otimesU(1), ma nelle teorie di gauge i bosoni sono senza massa, come accade per il fotone nell’elettrodinamica quantistica, descritta da una teoria di gauge U(1). Il modo in cui si genera una massa senza rinunciare alla simmetria di gauge della teoria è detto rottura spontanea di simmetria e la più accreditata spiegazione di questo processo è il meccanismo di Higgs. Tale meccanismo prevede l’esistenza di un’ulteriore particella, il bosone di Higgs.–fonte:https://it.wikipedia.org/wiki/Bosoni_W_e_Z

fonte:

Nota Bene: facendo click sulla parola “link” (qui di seguito) si potrà seguire la discussione completa su facebook:

link

Pasquale Tufano
Mi sono ulteriormente permessa di inoltrare il tuo commento al gruppo chiedendo di estendere il loro pensiero su quanto tu hai esposto:
L’intero gruppo di scienziati di confine, esprime i complimenti per la chiarezza e la precisione con la quale il signor Pasquale ha evidenziato uno dei punti nodali (fallaci) delle attuali leggi della fisica usate. Essere stati costretti ad indicare il bosone di Higgs serve semplicemente a conferire un nome con cui l’attuale scienza indica la funzione, che il signor Pasquale, evidenzia in modo preciso con il termine “mediatore”; poiché l’intero range 2 a cui noi facciamo riferimento, l’intero parco degli elementi che lo costituiscono, eseguono proprio la funzione di “mediatore”. Questo range così come affermato dal Signor Pasquale si muove in quel range di velocità in cui le oscillazioni sono sempre di V > C e solo quando sono =/< C possono essere riconducibili al range 3. Solo in questo caso (range 3) la grande maggioranza delle leggi della fisica attuale, trova naturale riscontro ed applicazione (fatte alcune eccezioni come ad esempio quelle che riguardano le attuali teorie dell’entanglemet).
L’intera architettura del funzionamento del Cosmo necessità di transizioni al fine di adattare tutte le strutture ad esso riferibili, nel quale il range 3 rappresenta l’ultimo stadio che permette quelle egemonie per indicare ed organizzare ordini di strutture fino a quelle conosciute come biologiche (vita). Poiché tra il range 1 ed il range 3 le differenziazioni sono così ampie e diversificate, quel range 2 tramite la funzione di mediatore, la cui peculiarità principale é quella di poter fluttuare tra il sistema onda/corpuscolo, “ Energia/Massa” rende anche inconfutabile la non possibilità di tentare quella unificazione come Einstein aveva prospettato. Esortiamo il signor Pasquale a continuare su questa linea di ricerca.
Ci spiace non poter dare ulteriori ragguagli in merito al fine di non concedere spunti a soggetti al di fuori del nostro gruppo .
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    Karla Rubino

    anzitutto grazie di avere fatto da “ponte” a questo dialogo.

    Ti assicuro che la mia domanda principale è stata .. ed è ..
    “perché le altre persone non _vedono_ ciò che vedo io?”
    Dunque il mio obbiettivo non è un “autismo scientifico” in cui io mi isolo nei miei ragionamenti, ma domandarsi da cosa deriva che agli altri non risulta ciò che io ho trovato .. sia fisicamente e sia come modelli di descrizione .. a partire dalle equazioni ufficiali di Einstein, facilmente reperibili come software .. sulla parte on line della documentazione di Amadori(laureato in fisica) e Lussardi(laureato in matematica) che per chiarezza ripeto in esplicito:
    esattamente dopo avere avuto accesso alla parte precedente fare click su:
    Introduzione alla relatività: Appendici
    e poi scaricare il pdf:
    La risposta che mi sono dato è che i fisici ritengono gli ingegneri dei “tecnici” incapaci di elaborare teorie.
    Io sono laureato in ingegneria come si può controllare al link seguente e non sono semplicemente il “Signor Pasquale”:
    Nei miei 63 anni -ad oggi- studio fisica dal liceo, quindi da quando avevo 16 anni, da quando -quindi- la portavo (dopo 2 anni di studio come materia prescelta) all’esame di maturità (del quinquennio del liceo) insieme a filosofia.
    Ci veniva chiesto nella filosofia “non il pensiero dei pensatori, ma su cosa eravamo daccordo e perché e su cosa eravamo in disaccordo e perché”.
    Quindi -ed analogamente- al tempo che Einstein scrisse la teoria della relatività -sebbene fosse un oscuro dipendente dell’ufficio brevetti- c’era ancora la onestà di critiche motivate. E anzitutto si esaminava in modo approfondito una teoria che fosse presentata come rivoluzionaria.
    Certo potrei sbagliarmi io, e non ho pubblicazioni su riviste scientifiche.
    Però sono 100 anni che la fisica non trova modelli del 90% di dove sia la materia ed energia nel cosmo ..
    Quindi se non vogliamo brancolare nel buio per altre centinaia di anni dovremmo provare a parlarci.
    La mia ricerca inizia proprio dal lavoro di De Broglie di asserire che “contemporaneamente” le particelle sub atomiche manifestano doppia natura: corpuscolare (massiva) e ondulatoria (radiativa).
    L’incipit inizia dallo studio della formula seguente che De Broglie presenta ad Einstein:
    p*lambda=h
    E De Broglie chiede ad Einstein che ne pensa .. nel senso di chiedere se la formula abbia bisogno di correttivi, visto che la scuola di Copenaghen re-imposta tutta la fisica sub atomica sulla teoria aleatoria anziché sul determinismo.
    Einstein risponde (come anche io ho mostrato con la dimostrazione esplicita in uno dei miei precedenti interventi) che la formula non va corretta.
    Ora dopo 100 anni che la indagine è stata quasi totalmente su modelli probabilistici è chiaro che ci sia difficoltà di dialogo sebbene le teorie oggi disponibili hanno un errore di individuazione del 90% (circa) di descrivere il cosmo, nonché anche difficoltà enormi di superare il modello standard delle particelle sub atomiche nonostante le particelle W e Z pongono dei problemi di modello irrisolti.
    Necessita -a mio parere- qualche “anima buona” (e però dentro le stanze dei bottini) in grado di riconoscere attendibilità al nuovo.
    Riconoscimento perché hanno verificato che è fondata una teoria scientificamente, e in quanto si accollino l’onore e l’onere di verificare se quanto io affermo è vero, almeno in parte.
    Altrimenti qualcun altro (chissà fra quanti) anni troverà -magari- cose simili ma sarà dentro la struttura di accreditamento e -allora- la nuova teoria sarà investigata non perché aveva evidenza scientifica, ma perché proposta da personalità che non fossero solo il Signor NESSUNO, e quindi in base al criterio di “parere autorevole”, che però non fa parte della scienza, poiché Marconi non era laureato, e molti esempi potrei citare di scienziati ed inventori che non erano laureati e però sebbene respinti dalla Accademia trovarono i fondi per dimostrare che il telefono senza fili era una realtà fisica.
    Grazie del dialogo, e della tua sensibilità

    Karla Rubino

    .

ultimo aggiornamento:

12 settembre 2020, ore 10.31

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