Black Lives Matter (ipotesi di vari scenari)

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Ieri alle 01:08
DOVE VEDETE UNA “MANIFESTAZIONE” IN REALTÀ SI NASCONDE UN RITUALE

A riepilogo definitvo su Black Lives Matter (BLM)

di Luca Schiesari
BLACK LIVES MATTER: cosa si nasconde dietro le manifestazioni contro il razzismo?


In questi giorni le piazze di metà del globo sono riempite da manifestanti del BLM che, ufficialmente, manifestano, ma è più corretto dire protestano, contro il razzismo.
Quel razzismo che è balzato alle cronache dopo la triste vicenda di George Floyd, l’uomo di colore di cui è stato dichiarato il decesso a seguito delle manovre di immobilizzazione da parte di un agente di polizia bianco, Derek Chauvin.
Incredibile come quelle piazze, vuote fino al giorno prima a causa del terrore mediatico del covid, dove la polizia pattugliava continuamente per “sensibilizzare” le persone a indossare la mascherina e in cui erano assolutamente vietati gli assembramenti di persone, si siano riempite di migliaia di persone che manifestavano gomito a gomito, unite nel gridare il loro sdegno al razzismo mentre i muri e le statue venivano imbrattati e vandalizzati per dare un segno incisivo (e incivile) alla protesta.

Due sono i commenti che ho letto e che calzano a pennello a riguardo, il primo è: “o tra quindici giorni ci sarà un’ecatombe, o questa è la prova che ci hanno preso in giro”.
Il secondo è: “il miglior esempio di gregge”.
Sarebbe interessante investigare il perché molte persone sono così sensibili al buonismo selettivo; cioè quel buonismo che agisce solo in determinati casi, quelli evidenziati dall’opinione pubblica, ma che ignora casi similari che, guarda caso, possono presentare l’inversione delle parti.

Perché questa necessità di sentirsi più buoni solo per alcuni precisi casi?
Da cosa nasce questo bisogno di ergersi a paladini della Giustizia (una giustizia selettiva), di fare la voce grossa, di esporsi e gridare la propria indignazione, ma solo a determinate situazioni e ad altre no?
E soprattutto, perché queste azioni si fanno solo se spinti dai media ad ampia diffusione?
Quegli stessi media che sono proprietà di pochi gruppi privati che possiedono molte attività e che non sono propriamente, né paladini, né espressione, dei diritti umani?
Perché si prende una posizione solo perché i media e i personaggi che gli gravitano attorno dicono che sia buona?
Perché si delega il ruolo di informazione pubblica ai media che sono proprietà di gruppi privati che perseguono solo il profitto?
Perché si fa qualcosa senza capire il perché di ciò che si fa e senza capire a chi giova VERAMENTE?

Perché ci si comporta da GREGGE in tutto e per tutto?
Va evidenziato che, una volta identificato il gregge, per terrorizzarlo bastano pochi BRANCHI di lupi.
O qualche pastore connivente.
Lasciando questi interrogativi sospesi nell’aere va evidenziato che una altro gesto che accompagna queste marce anti razzismo è l’atto di INGINOCCHIARSI, detto anche genuflessione.
E qui ritorniamo – di nuovo – quasi noiosamente e desolatamente al simbolismo che tanto permea e guida questa società che, in apparenza, lo nega e lo derubrica a complottismo.
Dopo la mascherina, che è il simbolo di chi non ha diritto alla parola, ovvero degli schiavi, la genuflessione adottata da tutti i manifestanti è simbolo di sottomissione, assoggettamento, asservimento.
Ovviamente vi diranno che il gesto viene, invece, fatto in segno di rispetto, di scuse verso una brutale e insensata violenza.

Siete liberi di crederci, come siete liberi di essere accompagnati al recinto dal pastore dopo la manifestazione o di indossare fieri la mascherina credendo di fare indefessamente la propria parte nella lotta al virus.
Siete padroni delle vostre scelte. Sempre. Anche di essere gregge. Soprattutto di essere gregge.
I segni e i simboli hanno, in realtà, una valenza precisa, e l’inginocchiarsi è indiscutibilmente segno di sottomissione, non di rispetto. Il che è profondamente diverso.
Inoltre, non può non sfuggire che il gesto di genuflessione su un ginocchio è lo stesso che l’agente Derek Chauvin ha mantenuto per circa otto minuti sopra il collo di George Floyd.

Quindi, ripetere quel gesto a pappagallo significa sottomettersi e accettare, quando non riproporre quella stessa violenza perpetrata dall’agente, che è proprio quello che si crede di combattere.
Come vi sentite ora?
Siete ancora convinti di essere i più buoni?
Credete ancora di star contribuendo a qualcosa di buono?

In migliaia domenica scorsa, si sono inginocchiati in Piazza del Popolo a Roma, con il pugno alzato, a ripetizione del gesto iniziato da sportivi di tutto il mondo e ripreso da molti, da conduttori tv, a pubbliche istituzioni, a capi di Stato.
Il divieto di assembramento, che era questione di vita e di morte solo 24 ore prima, che terrorizzava a tal punto le persone tanto da non esitare a chiamare la polizia per denunciare i propri simili, i propri fratelli, di colpo non era più così vietato.
Non era più così pericoloso.
Evidentemente ci sono fratelli più fratelli di altri.
Nello scendere in piazza per il proprio Paese, c’è il rischio di contagio, ma se si scende in piazza per sottolineare (e supportare) l’odio razzista il virus sparisce.
Un virus che si attiva e si spegne quando fa più comodo, che è sensibile ai confini, financo alle province, che muta (tanto da rendere INUTILE un ipotetico vaccino).

Un virus presentato come la nuova peste, ma i cui morti sono principalmente dovuti a errate procedure mediche e all’assenza di coordinazione e scambio di informazione a livello mondiale.
Un virus che, dicono, ci ha colti tutti di sorpresa, compreso chi ha l’incarico di vigilare sulla salute mondiale, di cui non si sapeva nulla perché nuovo, che si dissolve al primo innalzamento di temperature e di cui, ora, gli stessi esperti che erano stati colti di sorpresa spergiurano, senza prove a sostegno che non sia la loro parola, che ci sarà una recrudescenza del contagio in autunno.
Ricordate che, secondo gli esperti dell’ISS, in questi giorni di Giugno avemmo dovuto avere 151.000 ricoverati in terapia intensiva?
Non riuscite a scorgere che i pezzi della narrazione ufficiale non si incastrano?

È tutto vero ciò che ci hanno detto, incluso il numero effettivo di morti?
Ma, potreste obbiettare, cosa c’entra il BLM in tutto ciò?
Lo stesso principio: l’evento si poggia su Verità o su altro?
Molto si è detto di George Floyd, ex attore porno con diverse denunce per rapina a mano armata.
Anche dell’agente Derek Chauvin si è parlato, riportando la straordinaria somiglianza con la star del programma tv “Cab cash”, Ben Bailey, e qualcuno ha anche ventilato l’ipotesi che anche lui abbia una agenzia di promozione.
Abbiamo visto tutti il video dell’arresto e siamo rimasti sconvolti dalla brutalità e dall’insensibilità degli agenti: tutti giurano che tale presa emozionale non può essere frutto di recitazione.
Ma, come in molti recenti eventi clamorosi (shooting, bataclan, attentati vari) emergono anche qui dei dettagli – di nuovo – che non si incastrano con la narrazione: delle vere e proprie anomalie.

Ad esempio: perché viene taciuto che i due uomini avevano lavorato assieme almeno un anno (2019) come buttafuori in un locale, El Nuevo Rodeo Club, che si trova proprio di fronte al luogo dell’arresto?
Perché esiste una ripresa di una telecamera che mostra l’arresto di Floyd, all’uscita da un negozio dopo aver acquistato le sigarette, con gli agenti che lo immobilizzano A TERRA, di fianco all’auto… MA NEL MARCIAPIEDE?
Nel video l’uomo era di fianco all’auto, sì, ma dal lato della strada, dalla parte opposta al marciapiede dove, tra l’altro era in bella vista la targa dell’auto e dello stato.
Perché nel video la testa di Floyd, immobilizzata dall’agente, è posizionata sopra una striscia bianca stradale, mentre in altre foto prese da altre angolature la striscia è distante qualche metro dalla macchina della polizia?
Perché durante il memoriale trasmesso in diretta tv la bara, con tanto di decori dorati, era chiusa?
Questo è davvero anomalo, in quanto la bara solitamente viene chiusa solo quando la persona ha il volto deturpato ma, trattandosi ufficialmente di soffocamento, il volto dovrebbe essere intatto.
Avete notato che in uno degli interventi fatti nel memoriale, una persona del pubblico sembra estremamente somigliante a Floyd?
Perché la maestra delle elementari di Floyd, intervistata dalla tv, è una “crisis actor” che è comparsa in molti altri false flag?
Perché le foto di Chauvin, dopo il fermo a seguito del fattaccio, mostrano una persona completamente diversa da quella che si inginocchiava sul collo di Floyd?

Ma, soprattutto.
Perché una settimana prima (17 Maggio) della sua morte (25 Maggio) la foto di Floyd è stata caricata sul profilo Twitter della fondazione “obama.org” con la scritta: “questa è l’America”?
E prima che ci provate, no: è stato usato il programma Twitter validator e la data di primo inserimento è proprio il 17 Maggio.
E, concludendo: essendo fenomeno prettamente americano, perché il BLM ha il suo picco di manifestazioni negli anni delle elezioni presidenziali?
Perché il consiglio comunale di Minneapolis ha detto che toglierà i fondi alla polizia fino a smantellarla? Nel momento dei disordini togliere potere alle FdO sembra proprio un voler incentivare la rivolta sociale.
Perché la CNN, già colta a trasmettere immagini dell’ospedale di Bergamo spacciandolo per USA, manipola le immagini, scolorendo la pelle di un teppista di colore per farlo sembrare un bianco suprematista?
Perché il sindaco di Washington DC, compagna di Donna Brazile, ha tolto il coprifuoco dalla città, ha invitato tutti a protestare davanti alla Casa Bianca, ha fatto dipingere una scritta gialla “BLM” visibile addirittura dal satellite e ha fatto riversare migliaia di persone in strada in sfregio al distanziamento sociale che era oro colato fino al giorno prima?
Perché i manifestanti del BLM, che dovrebbero manifestare CONTRO la violenza, assaltano con estrema violenza negozi, spaccano vetrine, imbrattano monumenti, muri e devastano statue?
Perché il capo della procura di Manhattan ha detto che non solleverà alcuna accusa contro chi è stato arrestato nei disordini di NYC e lo farà: “in nome della giustizia”?
A quale giustizia si riferisce?
Perché l’Arcivescovo di Washington DC incita i parroci a opporsi a Trump?
Perché tutti i politici Dem degli USA fanno a gara a inginocchiarsi, con tanto di mascherina addosso (quindi con il volto mascherato) mentre Trump guida, senza maschera e paura, una processione nella chiesa consacrata a Giovanni Paolo II° e afferma che lui si inginocchierà solo davanti a Dio?

Perché il Segretario della Difesa del Pentagono, Mark Esper, ha ordinato il disarmo della guardia nazionale (un gesto che equivale a bucare i gommoni della protezione civile in presenza di un’alluvione)?
Che si possa trattare di strumentalizzazione di un evento a fini politici, come afferma Mons. Viganò nella sua lettera rivolta a Trump?
E, se sì, perché molte persone bramano per sostenerla?

Aggiungo una preziosa osservazione: rispetto al discorso virus/mascherine va evidenziato un vero e proprio “ponte” tra mascherine/covid e BLM, ovvero il il mantra “I can’t breathe (non posso respirare)”, che sono le parole dette da Floyd mentre era sotto il ginocchio.

Queste parole sono state fatte cantare a migliaia di persone e abbiamo già detto molte volte del potere della suggestione e del fatto che, sia i Dem in America, sia nel nostro Bel Paese, stanno già caricando le fanfare della propaganda con la seconda ondata del covid.

Gian Paolo Gorgoglione

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