5 maggio 2020: indagini (di più autori) sulla ipotesi di una diffusione artificiale del covid-19 (Blondet+Lannes+Marcianò+Rocchesso)

pianura Padana 18 marzo 2020 – dal sito “la nuova padania”: link originale

.. come è arrivato il covid-19 in ITALIA? [alcune tesi da valutare]

oggi 5 maggio 2020, vi è un articolo del noto giornalista Maurizio Blondet molto interessante per le fonti che utilizza, e che imputerebbe l’arrivo del virus ultimo a una nuova tecnologia di trasporto dei virus.

cito Blondet:
Come si trasporta un virus (per esempio a Codogno?)
Maurizio Blondet 5 Maggio 2020 12 commenti
“Covid-19: l’Italia è stata punita per l’alleanza (sic) con Cina e Iran?”, così suonava un articolo pubblicato da Veteran’s Today l’11 marzo. L’autore accusava una “nuova Gladio” o Israele. Ma senza portare prove, altra che un articolo di Giulio Meotti, neocon che scrive sul Foglio, un forsennato attacco alla Cina, e pubblicato in USA dal Gatestone Institute, noto sito di informazione (e dis-) pro-israeliano, diretto da Nina Rosenwald, già dirigente dell’AIPAC (American Israeli Public Affairs Committee) e del JINSA (Jewish Institute for National Security Affairs) le due corazzate della lobby.
(continua)

Ecco il link dell’articolo:

Come si trasporta un virus (per esempio a Codogno?)

link breve:
https://bit.ly/2L3kXIe

Tuttavia trovo improbabile la associazione “trasporto” & “diffusione”, poiché va separato il trasporto di una minima quantità virale da massicce quantità virali da irrorare (ipoteticamente) sulla popolazione inerme.

A sostegno della tesi della “diffusione per via aerea” vi sono rilievi ufficiali reperibili su internet, cito:

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di Gianni Lannes:

da il libro “Scie chimiche, la guerra aerea che avvelena la nostra vita e il pianeta”, già pubblicato da Arianna editrice.

sintesi nella pagina seguente:
https://www.libreidee.org/2016/02/lannes-scie-chimiche-ecco-le-prove-patto-siglato-nel-2001/

link breve:
https://bit.ly/2YIuE6S

anticipazioni (dal link sopra):

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cit on-1
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Lannes: scie chimiche, ecco le prove.

Veleni dal cielo, contro tutti noi, da quasi 15 anni. Le scie chimiche? Verità sempre oscurata, perché aberrante: impossibile ammettere di irrorare i cieli con metalli pericolosi, per manipolare il clima a scopo militare. Inoltre, la colossale operazione-aerosol in corso da lungo tempo viola apertamente svariate disposizioni, che anche l’Italia aveva sottoscritto: una prescrizione europea e persino una convenzione dell’Onu, risalente al lontano 1977, ratificata nel 1980 grazie al presidente Sandro Pertini. Lo afferma un giornalista scomodo come Gianni Lannes, più volte minacciato di morte per le sue scottanti inchieste sulle eco-mafie. Molte delle sue denunce sono contenute nel suo blog, “Su la testa”. Sulle scie chimiche, Lannes sta per ripubblicare, aggiornato, il libro “Scie chimiche, la guerra aerea che avvelena la nostra vita e il pianeta”, già pubblicato da Arianna editrice. Retroscena rivelati e rilanciati anche a “Border Nights”, trasmissione web-radio: l’Italia, afferma Lannes, ha concesso i propri cieli durante l’infelice G8 di Genova del 2001, quando Berlusconi firmò un trattato segreto, con Bush, che trasformava l’Italia in un’area-test per l’irrorazione dell’atmosfera. Dal 2003, l’operazione è scattata. E nessuno ne parla: è top secret. Si chiama “Clear Skies Initiative”.

Lannes attinge direttamente a fonti della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato: a differenza dei portali web delle autorità italiane, le pagine istituzionali americane ammettono apertamente che il 19 luglio 2011, a Genova, Bush e Berlusconi impegnarono i loro paesi in un programma di ricerca sul cambiamento climatico e sullo sviluppo di “tecnologie a bassa emissione”. Operazione poi approvata il 22 gennaio 2002 dal ministero italiano dell’ambiente e dal Dipartimento di Stato Usa. Dunque, scrive Lannes nel blog “Su la testa”, cambiamenti climatici indotti e “collaborazione” (si fa per dire) tra Stati Uniti e Italia, con quest’ultima a fare da cavia. «Dalla documentazione delle autorità nordamericane emerge che in questa vasta operazione gestita in prima battuta dal Pentagono, dalla Nasa e dalla Nato, sono coinvolte addirittura le industrie e le multinazionali più inquinanti al mondo: Exxon Mobil, Bp Amoco, Shell, Eni, Solvay, Fiat, Enel. Tutti insieme appassionatamente, compreso il settore scientifico: università italo-americane, Enea, Cnr, Ingv, Arpa e così via. Insomma, controllori e controllati. L’Enac addirittura ha partecipato ad un test “chemtrails” in Italia insieme a Ibm, ministero della difesa, stato maggiore dell’aeronautica e ovviamente Nato».

I militari, continua Lannes, «hanno trasformato il Belpaese e l’Europa in una gigantesca camera a gas, grazie alle complicità istituzionali e all’omertà dilagante degli scientisti». In realtà, aggiunge il giornalista, quella delle «operazioni clandestine di aerosol» è una storia che risale addirittura agli anni ‘60, anche se poi ha avuto un incremento decisivo, in Europa, a partire dal 2002. «I primordi dell’operazione di copertura erano insiti nella mente perversa di Edward Teller, inventore della bomba all’idrogeno, che sulla scorta del Memorandum Groves del 1943, consigliò di usare armi nucleari in regioni abitate per fini economici di spopolamento». Teller è stato direttore emerito del Lawrence Livermore National Laboratory, dove furono elaborati i piani per le armi nucleari, biologiche e ad energia diretta. Nell’agosto 1997, Teller inviò un progetto in Italia, in un simposio svoltosi ad Erice sotto l’egida di Antonino Zichichi. «Vale a dire: il suo proposito di usare l’aviazione civile per diffondere nella stratosfera milioni di tonnellate di metalli elettroconduttivi, ufficialmente per ridurre il riscaldamento globale». Edward Teller, poi, «ritenne che anche l’aviazione militare potesse essere usata per nebulizzare a bassa quota queste particelle tossiche nell’aria».

Secondo Lannes, il piano-Teller ricompare nel 2001, a seguito del “Piano dettaglio accordo Italia Usa sul clima”. «Si tratta di accordi internazionali, indirizzati a costituire un alibi per le inevitabili violente mutazioni climatiche che la diuturna diffusione di metalli e polimeri in atmosfera ha determinato. Tra questi, un innaturale “effetto atmosfera” indotto proprio dalle cosiddette “scie chimiche” e dalle emissioni elettromagnetiche. La stessa Nasa, pur definendole in modo menzognero “contrails” ovvero “scie di condensazione”, imputa a queste coperture artificiali un riscaldamento anomalo della bassa atmosfera». Non una parola, naturalmente, sui grandi media: «La popolazione viene mantenuta all’oscuro di tutto, mentre si mandano in onda disinformatori sgangherati, pennivendoli prezzolati e negazionisti quotati in tivvù». Eppure, il testo del trattato (allegato 4) parla apertamente di “sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell’ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale”.

Nel 2001, Italia e Stati Uniti hanno sottoscritto un impegno inquivocabile: testare la “risposta” dell’ambiente a sollecitazioni atmosferiche sperimentali, verificare la “vulnerabilità degli ecosistemi”, il meteo, la disponibilità idrica e le precipitazioni, la reattività della flora, la fertilità dei suoli. Tra le attività programmate, anche “la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2”. Se non c’è niente di pericoloso per la salute collettiva, si domanda Lannes, perché nascondere e occultare, fino a negare (in modo ormai ridicolo) la presenza quotidiana, nei nostri cieli, di fittissime striature anomale, spacciate per bizzarre nubi o scie di condensazione? «Forse perché la vasta e complessa operazione va ad intaccare i cicli biologici e compromette la qualità della vita».

A livello politico, continua Lannes, in Italia l’operazione è stata gestita dal ministro Altero Matteoli, dal dirigente ministeriale Corrado Clini (poi ministro con Monti), mentre a livello tecnico (Cnr) in prima linea c’era soprattutto Franco Prodi, fratello di Romano Prodi, che su “Terra Nuova” nel 2008 dichiava: «Non mi consta che esistano esperimenti militari con dispersione di aerosol, tanto meno a danno della popolazione». Eppure, aggiunge Lannes, già nel 2003 il ministro della difesa Antonio Martino «ha autorizzato le forze aeree Usaf a sorvolare lo spazio italiano per provvedere alle irrorazioni chimiche, come da accordo Usa-Italia». Tutto torna, conclude Lannes: «Non a caso, il primo atto parlamentare (interrogazione a risposta scritta 4-05922) sull’aerosolterapia bellica in Italia risale al 2 aprile 2003. Ed è stato indirizzato da un deputato dell’allora Pds, ovvero da Italo Sandi, al ministro della Salute. Dopo 11 anni, quell’atto interrogativo non ha ancora avuto una risposta da ben 6 Chemtrails governi tricolore (Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi)». L’attuale premier, inoltre, è arrivato ad annunciare a “Ballarò” «il trattamento sanitario obbligatorio agli iscritti del Pd che si azzardano a parlare di scie chimiche».

Ma le leggi della fisica non sono mere opinioni, aggiunge Lannes: le scie di condensa (peraltro di brevissima durata) si formano notoriamente al di sopra degli 8.000 metri di altitudine, con meno 40 gradi centigradi e umidità inferiore al 70%. Quelle che ingombrano i cieli per intere giornate, evidentemente, non possono esserlo. Lo sospettava anche Katia Belillo, autrice di un’interrogazione presentata nel 2007 al ministro della salute, rimasta senza risposta. Sul caso era intervento anche il Parlamento Europeo già il 14 gennaio 1999, con una delibera contro le sperimentazioni Haarp. Secondo il report 2013 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, «i popoli europei respirano attualmente misture di veleni tossici, aerosol di dimensioni microniche e submicroniche». Le sostanze tossiche utilizzate per le operazioni di aerosol, continua Lannes, «sono composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri». Sotto accusa l’alluminio, un fattore determinante nell’Alzheimer: è una sostanza neurotossica che danneggia il sistema nervoso centrale e i processi omeostatici cellulari. «L’intossicazione di metalli, soprattutto il bario, produce un abbassamento delle difese immunitarie. Alluminio e bario modificano il ciclo vegetale ed uccidono la flora batterica dei terreni».

«La diffusione in atmosfera di metalli pesanti come bario, alluminio, manganese – scrive ancora Lannes in post pubblicato da “Su la testa” – costituisce il colpo finale all’ambiente e alla salute umana, giacché questi elementi chimici sono neurotossici e perciò inducono patologie neurodegenerative come il Parkinson, l’Alzheimer, la Sla, nonché leucemie, tumori, malattie respiratorie gravi come la bronchiolite costrittiva». L’unico punto ancora da determinare sarebbe il livello di inquinamento e il grado di compromissione della salute collettiva. Che influenza hanno avuto, le operazioni di scie chimiche dal 2003 ad oggi, sulla salute pubblica e sulle singole persone, in particolare a danno dei bambini? Quali malattie infettive dell’apparato respiratorio sono state già provocate dalle scie chimiche? Quali allergie sono state scatenate dall’intossicazione acuta e cronica da metalli pesanti? Impossibile parlarne? Eppure, fa notare Lannes, nel 1977 la Corte Costituzionale ha sancito che «il segreto può trovare legittimazione solo ove si tratti di agire per la salvaguardia di supremi, imprescindibili interessi dello Stato (quali l’indipendenza nazionale, l’unità e indivisibilità dello Stato, la democraticità dell’ordinamento), e quindi «mai il segreto potrebbe essere allegato per impedire l’accertamento di fatti eversivi dell’ordine costituzionale». Per il giornalista, siamo di fronte a un «avvelenamento di massa» perpetrato da oltre 10 anni, in violazione dell’articolo 32 della Costituzione e anche della Convenzione europea di Aarhus del 1998, ratificata dall’Italia nel fatidico 2001, l’anno del patto segreto sull’irrorazione dei cieli.


fonte:
https://www.libreidee.org/2016/02/lannes-scie-chimiche-ecco-le-prove-patto-siglato-nel-2001/

link breve:
https://bit.ly/2Wub9wf

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cit off-1
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Poiché il libro “Scie chimiche, la guerra aerea che avvelena la nostra vita e il pianeta”, già pubblicato da Arianna editrice è con data pubblicazione del

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agosto 2015
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come si può controllare al link di vendita:
https://www.libreriauniversitaria.it/scie-chimiche-guerra-aerea-avvelena/libro/9788865881118

link breve:
https://bit.ly/2WsFb3z

Ecco alcune informazioni aggiornate a cura di Rosario Marcianò al link seguente:

http://www.tankerenemy.com/2020/03/voli-clandestini-nei-cieli-del-nord.html#.XrFvESOLSX0

link breve:
https://bit.ly/2z7GJbb

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cit on-2
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venerdì 20 marzo 2020
Voli clandestini nei cieli del Nord Italia durante il blocco aereo

Con la chiusura di alcuni scali italiani, i militari hanno bisogno di compensare la diminuzione di voli a bassa quota per opera di aerei commerciali con il fine di mantenere il medium atmosferico privo di umidità relativa (che si manifesta con l’assenza completa di nuvolosità naturale) e con una buona dose di “nanoparticelle ingegnerizzate” (così come le definisce la Dottoressa Antonietta Gatti), utili a rendere elettroconduttiva, per scopi strategici, la nostra atmosfera. Tutto ciò per facilitare le radiocomunicazioni in banda Ka ed evitare che piova e si formino nuvole, superando i problemi conseguenti nella propagazione delle onde elettromagnetiche. Per tale motivo, in questi giorni stanno impiegando velivoli ad hoc (in genere piccoli aerei ad elica come il Pilatus), ingaggiati da compagnie private.

Uno di questi velivoli è un Pilatus PC12. Abbiamo svolto una breve ricerca ed abbiamo scoperto quanto segue:

a) Il PC12 è di tale Swiss Flight Services, che, però, non ha base a Grenchen ma a Colombier, Neuchatel;
b) a Grenchen tale compagnia non risulta operativa;
c) tale vettore non risulta avere nella propria flotta Pilatus PC12 ma solo King Air 350;
d) la società si occupa di trasporto passeggeri e sorveglianza.

In merito a questi quanto meno strani episodi, che si verificano proprio durante il fermo di un gran numero di voli commerciali, in molti hanno eccepito che si tratta di “missioni di fotogrammetria”, ma abbiamo scoperto che anche velivoli come questo 777 Alitalia, “pizzicato” a fare la spola, senza piano di volo né destinazione nonché senza “call sign”, tra Sicilia e Sardegna, impegnato in un corridoio che definire anomalo è dir poco. Inoltre, se davvero si trattasse di fotogrammetria, per quale ragione la maggior parte di questi aeromobili non dispone di identificativo?

A riprova che le operazioni di geoingegneria clandestina sono tuttora in corso, nonostante la chiusura di molti scali ed il crollo drastico dei voli sul paese, decremento pari all’80 per cento, possiamo notare che il cielo appare sempre intonacato, bianco e privo di nubi da bel tempo, nonostante l’alta pressione. Abbiamo contattato l’E.N.A.V., chiedendo spiegazioni, ma non ci ha risposto.

A tal proposito segnaliamo un articolo(*1) a firma di Riccardo Rocchesso. Il testo si riferisce a questo singolare fatto che, di là dalle apparenze, si collega in qualche modo alla gigantesca, planetaria frode nota come “pandemia da Covid19”. Ci riserviamo di approfondire l’argomento, non appena sarà possibile. Qui ci limitiamo a ribadire che gli aerei in oggetto non sono sicuramente usati per la fotogrammetria.

(*1)
link all’articolo:
https://www.lanuovapadania.it/veneto/continuano-le-segnalazioni-di-strani-movimenti-sul-cielo-del-nord-italia-durante-il-blocco-aereo/

link breve:
https://bit.ly/3dibgBR

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sub cit on
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Continuano le segnalazioni di strani movimenti sul cielo del nord Italia durante il blocco aereo
Come avevamo annunciato qualche giorno fa, non sono cessate le segnalazioni di rotte anomale di alcuni aerei sopra il nord Italia. Il blocco aereo dovrebbe aver liberato il nostro cielo da molto del traffico ma…

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19 MARZO 2020 LOMBARDIA/VENETO LETTURA 1 MIN
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di Riccardo Rocchesso – Come avevamo annunciato qualche giorno fa, non sono cessate le segnalazioni di rotte anomale di alcuni aerei sopra il nord Italia.
Il blocco aereo dovrebbe aver liberato il nostro cielo da molto del traffico ma continuano ad apparire questi due strani aerei, modello Pilatus, come segnala il sito Flightradar24 con motore ad elica, che compiono manovre geometriche all’altezza di 1500m sopra la pianura padana.

Qui di seguito una carrellata di foto prese dal sito pubblicate ieri sui Social Network.

La cosa più curiosa e che ha allarmato molti utenti è il fatto che i voli siano ripetuti costantemente in maniera giornaliera, sempre sopra le stesse zone e sembrano muoversi in maniera sincronizzata e simmetrica.
Sono state inoltre segnalate scie nei cieli della pianura padana negli ultimi giorni, in concomitanza con i primi avvistamenti di questi due velivoli sul sito Flightradar24, prova tangibile del passaggio di qualche aereo.

Un utente di Facebook cremonese, Leonardo Santi, ha pubblicato il link per poter seguire in diretta gli spostamenti diurni dei due aerei, che partono da Granges in Svizzera e Bologna.
https://www.flightradar24.com/45.66,9.73/8

Sempre Leonardo, dichiara che la stessa cosa sta succedendo anche in altri Paesi Europei, con rotte e aerei simili a quelli che stanno sorvolando i nostri cieli.

Il mistero si infittisce.
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sub cit off
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continua Marcianò al link
(*1)
link all’articolo:
https://www.lanuovapadania.it/veneto/continuano-le-segnalazioni-di-strani-movimenti-sul-cielo-del-nord-italia-durante-il-blocco-aereo/

link breve:
https://bit.ly/3dibgBR

AGGIORNAMENTO: A seguito della pubblicazione di diversi articoli sulla stampa locale, in merito a questi voli fantasma, ci viene riferito che i velivoli impegnati in questi misteriosi sorvoli, una volta decollati, spengono l’ADM, il sistema satellitare che permette ai civili di seguire gli aeromobili da portali come Flightradar24.
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cit off-2
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