On. Claudio Borghi interviene in Parlamento sul ruolo dei consulenti del governo guidati da Vittorio Colao

i partecipanti al nuovo gruppo di consulenti de primo ministro Conte:

dall’articolo del corriere:

Gli esperti sono 17: dovranno ripensare i modelli di lavoro, gli spostamenti e i regolamenti dei mezzi pubblici in vista della graduale riapertura dopo il 3 maggio. Il confronto con gli scienziati

Diciassette persone in tutto. Una task force che affianchi gli scienziati. E che contribuisca a far ripartire l’Italia. Per ripensare i modelli di lavoro, l’organizzazione degli spostamenti, i regolamenti dei mezzi pubblici, che collabori con il governo nel programmare con schemi nuovi la graduale riapertura del Paese, con suggerimenti di ogni natura, sociologici, psicologici, di economia del lavoro.

«Ho firmato il decreto per il comitato di esperti» che affiancherà il comitato tecnico scientifico nella Fase 2: «Presiederà Vittorio Colao». Ha annunciato ieri Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Anche per dare un messaggio di speranza, per dire agli italiani che l’esecutivo sta pensando al ritorno alla normalità e per questo si avvarrà di economisti, psicologi, manager. Un messaggio di speranza e anche operativo. Giuseppe Conte ha anche informato anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Diciassette persone forse sembrano troppe, ma non sono lontane dal numero di membri che forma il comitato scientifico che in queste settimane sta lavorando con il governo. È una sorta di giro di boa, anche psicologico, fortemente voluto da Giuseppe Conte per non commettere errori nella fase della ripartenza, che prima o poi si aprirà. Ma è anche un’ammissione di bisogno urgente di competenze, perché non si vuole lasciare nulla al caso e soprattutto si vuole accompagnare la Fase 2 avvalendosi delle migliori strategie possibili. Conte ha condiviso i nomi, che lui stesso ha contattato in queste ore, con tutti i capidelegazione dei partiti della maggioranza. Molti dei membri della task force lavorano all’estero e non dovranno necessariamente rientrare in Italia, ma contribuire a fornire analisi e modelli organizzativi adatti alla convivenza con il coronavirus. Non avranno deleghe speciali, tantomeno ministeriali, come ipotizzato da qualcuno, ma soltanto unafunzione di consulenza di alto livello, a titolo gratuito, tranne il rimborso delle spese di viaggio.

Sarà Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone, ad acquisire la guida di questa task force, incaricata dal governo di studiare le ricette per uscire dalla crisi. La task force studierà in primo luogo le modalità di ritorno al lavoro, le ripartenza delle reti della logistica, le fasi di una graduale riapertura che al momento si spera possibile dopo il 3 maggio. Colao, bresciano, un master in business administration alla Harvard University, esperienze professionali di manager di successo, è stato dal 2008 al 2018 amministratore delegato di Vodafone.

Un altro membro della task force sarà Enrico Giovannini, economista, statistico e accademico italiano, ministro del Lavoro nel governo di Enrico Letta, oltre che presidente dell’Istat sino al 2013. Farà parte della squadra di esperti anche il presidente della Cassa depositi e prestiti, Giovanni Gorno Tempini.

Dall’estero arrivano Raffaella Sadun, docente di Business Administration alla Harvard Business School, specializzata nei processi di produttività e nell’organizzazione del lavoro; il professore Enrico Moretti, italo-americano e docente di economia presso la University of California a Berkeley, e Marianna Mazzuccato, professore all’Università di Londra in Economia dell’innovazione e del valore pubblico e fondatrice-direttrice dell’Institute for Innovation and Public Purpose, dove tuttora lavora.

Nella task force ci saranno anche Elisabetta Camussi, professoressa di psicologia sociale a Milano, Roberto Cingolani, responsabile Innovazione teologica di Leonardo, Riccardo Cristadoro, consigliere economico del premier, Giuseppe Falco, amministratore del Boston Consulting group, Franco Focareta, ricercatore di diritto del lavoro a Bologna, Giampiero Griffo, coordinatore dell’Osservatorio delle persone disabilità, la statistica Filomena Maggino, il commercialista Riccardo Ranalli, il professore di sociolgia economica Marino Regini, Stefano Simontacchi, presidente della Fondazione Buzzi, e infine Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di salute mentale a Modena.

(continua)
https://www.corriere.it/politica/20_aprile_10/coronavirus-fase-2-vittorio-colao-guida-task-force-la-ripartenza-a9b9b244-7b6b-11ea-afc6-fad772b88c99.shtml

Commento:

Se il Parlamento è ancora alla funzione di Repubblica Parlamentare come organismo di sovranità del POPOLO, art.1 della Costituzione, molti si chiedono (e tra questi Borghi), secondo quale procedura “il comitato di Colao”(*) si relaziona con gli altri poteri istituzionali.
(*)
che si noti NON è una “commissione” che sarebbe istituita dal Parlamento.

C’è una celebre barzelletta su RAI 2 .. il comitato sai che fa? .. manda la pubblicità!

Spero che la tentazione di esautorare il Parlamento non sfiori il pensiero del primo ministro Giuseppe Conte.

ultimo aggiornamento:

15 aprile 2020

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