MOTI CENTRALI gravitazionali e non gravitazionali (Physics)

Il 11/01/20 08:46, Omega ha scritto:

> Lino è partito, nella sua lunga discussione, da un mio commento del 9
> gennaio. Quello che non ho capito è se la discussione fosse pro o contro
> o cosa rispetto al mio commento. Spero che me lo spieghi in modo più
> sintetico.
>
> Omega

Ciao Maurizio,
il tuo intervento (rivolto non direttamente a me) era il seguente:

++
cit on
++

Grazie anche da parte mia di queste precisazioni.
Io, essendo un bruto per natura e per formazione, mi rifaccio unicamente
alla nozione di ‘centri-fuga’, che penso sia una definizione originaria
o primitiva, ossia bruta.
Qualcosa che tende a fuggire rispetto al centro di rotazione per effetto
della rotazione stessa è centri-fugo, e chiamiamo appunto “centrifuga
quella macchina che si serve di questa proprietà per separare per
esempio i liquidi dai solidi (il succo dalla buccia).

Sfortunatamente, come vedi, malgrado le preziose precisazioni della
fisica, il linguaggio comune ha riconosciuto un significato preciso al
fenomeno, senza oscillazioni fra i riferimenti, e io a quello mi sono
attenuto nella mia discussione sulla giostra col seggiolino che si stacca.
Ho aggiunto una nota nell’ambito della disputa fra ciò che è reale e ciò
che è apparente: reale è la forza che spinge verso l’esterno il
seggiolino quando è ancora agganciato (e ciò è testimoniato dalla
tensione della catena che infine si spezza); apparente invece è il peso
che chi sta sul seggiolino avverte per effetto … centrifugo. Quando il
seggiolino si stacca infatti questo peso scompare, mentre quella forza,
liberatasi dalla catena che la tratteneva – forza incamerata dal
seggiolino e dal suo passeggero – spara concretamente (brutalmente) il
tutto verso il mondo esterno. Diciamo “per inerzia? Forse se lanciamo un
sasso diciamo che si muove “per inerzia” o perché gli abbiamo
concretamente conferito quella che voi fisici chiamate “quantità di
moto”, che è poi quella che nella sua concretezza corrisponde a una
forza applicata per un certo tempo e poi separata alla partenza del sasso?

++
cit off
++

Nel film sulla filosofa Ipazia c’è proprio qualcosa che -forse- risponde alla domanda di “come si comporta un corpo se oltre alle forze applicate esplicitamente, viaggia su 2 sistemi inerziali a velocità diverse?”

1) prima parte dell’esperimento:

Supponiamo di buttare giù dalla Torre di Pisa un peso da 1 kg.
Il punto di distacco è a 1 metro dal balcone della Torre di Pisa.

In tale modalità non vi è nessuna velocità orizzontale (applicata al peso che cade dall’operatore) ed agisce sul peso solo la forza di gravità, poiché trascuriamo la fluidodinamica del vento e della resistenza o della spinta del mezzo (aria).

Stiamo inoltre immaginando che il peso prima del “lasciarlo cadere” sia solidale con il nostro Pianeta tramite la mano che lo regge, e quindi subisca lo stesso “moto inerziale del Pianeta”.

La verifica a lancio avvenuto ci dice che cade in verticale.

Direbbe perfino altre cose: che se avvenisse nel vuoto sia un 1kg di ferro e una piuma leggera (di pochi grammi) cadrebbero alla stessa maniera.

Ecco la dimostrazione matematica della “indifferenza del valore di
m << M”

però nella ipotesi che sia m << M:

++
cit on (dimostarzione N.1)
sul postulato
“tutti i corpi cadono alla stessa maniera”
++

sia la forza di Newton:

(1) F=GmM/r^2

sia la forza verso il centro del pianeta

(2) F’=(mv^2)/r

uguagliando la (1) e la (2) in ipotesi che vi sia una forza centrifuga esattamente uguale a quella gravitazionale:

la accelerazione verso il centro del pianeta sarà:

(3) an=v^2/r=GM/r^2

da cui

(4) v^2=GM/r

il raggio orbitale di una massa m sarà, dalla (4)

(5) r=GM/v^2

Da ciò si capisce una cosa che ritrova anche Einstein:

“trascurando la alterazione del campo gravitazionale ad opera della massa m << M, allora, la orbita di una qualunque massa minore (m) dipende solo dalla massa maggiore (M) e la orbita stazionaria sarà data dalla (5)”, dove non compare m, nella (5).

++
cit off
++

++
cit on
Nota Bene N.1
La dimostrazione N.1
è subito importante per tenere in memoria quali ipotesi semplificative si introducono!
++

Infatti se m=M

e applichiamo

F=GmM/r^2

NON è più vero che M è ferma e si muove m verso M

Ma la forza è come ai capi di una molla tra m ed M.

Quindi non solo m non è più trascurabile quando m=M

ma il punto di contatto tra m ed M sarà nel punto intermedio tra le due masse che viaggiassero entrambe a velocità costante e parallele!

🙂

++
cit off
++

Faccio notare che la nota N.1 precedente “non è nota” alla fisica ufficiale (a livello divulgativo giornalistico, alla Piero Angela)! .. che ancora sostiene oggi “che tutti i corpi cadono alla stessa maniera”.

Trascurando -spesso- di dire le ipotesi di Cauchy: e cioé che deve essere m << M, affinché si possa dire che “tutti i corpi cadono alla stessa maniera”. Per fortuna non tutti coloro che studiano fisica ripetono solo cose a memoria .. e -a volte- non correggono -i fisici- le versioni “divulgative” perché sarebbe troppo complicato spiegare i dettagli ..

🙂

++

Ma ritorniamo a Ipazia.

nel film eseguono prima il lancio di un sacco da una Torre ferma al suolo.

Poi vanno su una nave che si muove a velocità costante (circa costante) e si domandano .. prima dell’esperimento ..

Domanda:

Dove cadrà ora il sacco (identico al precedente)?

A) cadrà in verticale?

B) cadrà in modo non verticale visto che la nave fugge dalla posizione iniziale della caduta mentre il sacco è in volo?

L’esperimento -fisico- mostra che il sacco .. purché la velocità della nave prima del lancio sia la stessa velocità mentre il sacco è in volo ..

.. l’esperimento -fisico- dicevo .. ha impresso al sacco (sebbene sia in volo) una velocità inerziale che consentirà al sacco di cadere in verticale nonostante la nave si muove mentre il sacco è in volo!

Ciò farà dire a Galileo che un corpo è nel suo “stato di quiete” quando viaggia a velocità costante! ..

E -quindi- perché un corpo abbia velocità costante -se non sono applicate forze esterne “non è necessario applicare forze alla massa che viaggia a velocità costante”!

Ciò, necessiterebbe capire, è in contrasto con il concetto che “un moto perpetuo sia impossibile”

Poiché un sasso nel cosmo che viaggiasse a velocità costante rimarrebbe in moto ad libitum, in perpetuo!

Tuttavia è pur vero che il cosmo non contiene un sasso da solo ma contiene molto altro e da remoto le forze -almeno gravitazionali- esercitano forze le chiamerei “di glue” ossia colloidali in cui le masse tendono ad avvicinarsi ad altre masse in proporzione non solo a 2 per volta, ma nell’esercizio di tutte contemporaneamente.

Se ne deduce non solo il problema della soluzione di un problema di Lagrange che esamina le interazioni su 3 corpi contemporaneamente, ma ad n-corpi.

La soluzione matematica del problema dei 3 corpi esiste ed è esplicitata ad esempio su wikipedia nella versione inglese e per estensione del metodo esiste anche la soluzione ad n-corpi, ma subito si vede che il calcolo anche usando software di elaborazione numerica alle differenze finite diviene di grande complessità di calcolo.

Per cui si usano porre delle semplificazioni:

Ad esempio si esamina il moto della Terra e Luna con la Terra come corpo maggiore e la Luna corpo minore.

Poi si calcola il baricentro medio orbitale.

Infine si calcola la diversità dell’orbita tra la Terra e il Sole con o senza la Luna .. dove il secondo caso Terra+Luna è sostituito da un corpo “fittizio” che è il baricentro Terra+Luna”.

++

Considero di avere terminato (con quanto detto sopra) una “panoramica” dei problemi dei moti gravitazionali, che sono moti centrali, nell’ambito dei sistemi “inerziali” dove il moto è puramente traslativo, prima che la massa minore entra in un campo gravitazionale.

Sono cognito però che non a tutti è chiaro che un moto inerziale non è necessariamente “traslativo” ma può avere modalità che per brevità chiamerei “moto giroscopico”.

Cosa succede se ad esempio un Pianeta avesse un moto di rotazione attorno al proprio asse?

Fa fede -con le opportune modifiche che spiegherò subito a seguire- che la Terra ha un moto di tipo attorno al proprio asse e ciò avviene da miliardi di anni senza che tale moto dipenda se non dal Pianeta stesso.

Sia nei giroscopi per la navigazione e sia nel moto dei pianeti, tuttavia, il moto “giroscopico” NON è ideale!

perché?

Infatti -come nel caso traslazione rettilinea- l’azione di “forze esterne” su un corpo in moto giroscopico ne altera la idealità.

Ad esempio l’asse della Terra ha il cosiddetto moto di precessione dell’asse Terrestre .. detto anche precessione degli equinozi.

Chi fosse interessato può consultare che vi sono anche alterazioni secondarie ampiamente studiate in letteratura astronomica (tra cui la “nutazione”).

Per quello che qui era di interesse, io semplificherei la trattazione:

Riprendendo l’esempio della giostra che abbia dei seggiolini va tenuto conto -principalmente- che una giostra che non fosse collocata sul pianeta Terra si comporterebbe in modo diverso nel vuoto: per esempio i seggiolini non sentirebbero la forza peso del Pianeta.

La condizione de “giostra nel vuoto” può essere approssimata che la giostra sia “ad opportuna distanza” da altri fenomeni gravitazionali, che -come noto- divengono trascurabili quando i corpi celesti sono molto distanti.

Quindi esaminerei la risposta a “cosa succede” nella ipotesi di giostra a velocità tangenziale costante, nel vuoto.

Cosa succede è teoria ben nota in letteratura scientifica nel tema “descrizione dei moti centrali”.

Si può dimostrare che la forza, detta centripeta, ad indicare con tale dizione “verso il centro” è la seguente:

(2) F’=(mv^2)/r=m*an

la ho scritta come (2), perché già citata

all’inizio del mio post attuale.

la an vede

an=v^2/r

ed è descrivibile come un “vettore” che dal sasso che ruota o dal seggiolino legato con la catena, vede una forza verso il centro di rotazione.

Si dovrebbe capire meglio che la condizione di “equilibrio” tra la forza impressa

(2) F’=(mv^2)/r=m*an

tramite la catena o dalla gravitazione

realizza un equilibrio perché -un qualunque sasso o seggiolino che non fosse “legato” vorrebbe andare via dal legame (o gravitazionale, o della catena).

Infatti è il legame che impone un continuo cambio di direzione al sasso, esercitando sul sasso una forza F’.

Ma va capito che la velocità è una rappresentazione diversa dalla accelerazione (che è una variazione della velocità nel tempo associato).

Naturalmente non mi sto rivolgendo a Maurizio con tali precisazioni, poiché lo so competente su ciò, ma cerco di spiegare i concetti ad un pubblico più vasto che potrebbe non sapere la diversità.

Quindi se una cometa aveva un moto circa rettilineo nell’avvicinarsi al Sole per la prima volta .. una volta che sarà “catturata” dalla forza gravitazionale del Sole il moto sarà curvilineo.

La velocità per un certo tratto orbitale (di tipo tangenziale alla orbita) potrebbe essere con orbita circa circolare, ed infine potrebbe cadere sul Sole .. se la velocità inerziale non fosse sufficiente a realizzare la eguaglianza

v^2=GM/r

ovvero

v=sqrt(GM/r)

che come abbia già visto .. è la necessità di bilanciare la forza centrale F’=m*v^2/r con la condizione

(2) F=GmM/r^2

Dalla v=sqrt(GM/r)

si vede che la velocità dipende anche dal raggio r, da M, e anche dalla entità di M, poiché più è grande la M e maggiore è la velocità per sfuggire al campo gravitazionale con una M che fosse crescente.

Quindi il vettore velocità ha una direzione (se siamo in condizioni di equilibrio) circa tangenziale alla circonferenza con raggio r attorno alla massa maggiore M.

Viceversa il vettore della accelerazione ha la stessa direzione della congiungente sasso m verso pianeta M: e la direzione di an è la stessa della forza applicata opposta ad F’=m*an quando il legame è rotto.

Il verso del vettore, sia an, sia F’, è verso M.

Dal terzo principio della dinamica (detto di azione e reazione):

all’equilibrio (ideale) se c’è equilibrio il moto è perfettamente rotatorio, come un cerchio, poiché la “reazione” alla gravitazione ha un vettore di accelerazione e quindi anche della forza di reazione uguale ed opposto alla F’ della (2)

L’esame sperimentale x verificare la direzione che prende un peso, o un disco:

https://www.wikihow.it/Lanciare-un-Disco

12 gennaio 2020, ore 00.39

supponiamo di imprimere ad una massa m la velocità v=v0, nel tempo t=t0

supponiamo che mentre questo succede (in t=t0)

sia alla distanza r=r0 dalla massa M

poiché tra le 2 masse si ha

(1) F=GmM/r0^2

Se il sistema è in equilibrio si avrà anche:

(2) F’=mv^2/r

La (2) è centrifuga e originata dal principio di inerzia
che è bilanciato dalla gravitazione (1)

A volte la (2) è detta centripeta quando c’è equilibrio ed è orientata verso il centro di rotazione, ma -in realtà- tale funzione centripeta è svolta dalla (1) tramite la gravitazione.

Si commette usualmente tale errore, perché per il 3 principio della dinamica

il bilanciamento avviene per due forze uguali ed opposte:

Quindi F’ andrebbe detta centrifuga quando va verso l’esterno, e centripeta quando va verso l’interno e può essere svolta da una corda, da un vincolo, dalla gravità etc.

All’equilibrio la v della (2) è tutta tangenziale al cerchio.

E vanno distinte 2 situazioni:

1° situazione:

il vincolo esiste:

in tal caso esiste sia la forza centripeta che quella centrifuga e le forze sono dette “normali” nel senso di ortogonali alla direzione tangenziale alla curva descritta, quindi anche dette “radiali” come è radiale il moto di un fotone che esce da una stella con la congiungente tra il centro della stella e la superficie della sfera.

L’applicazione di 2 “forza normali” al centro di una circonferenza creano come se il sasso m fosse tirato da una fune verso il centro della circonferenza forza gravitazionale (o centripeta) e da una stessa fune tirata dal lato opposto.

2° situazione:

Al momento, t0, che si taglia il vincolo per un discobolo non esisterà

né la forza centripeta che era garantita dal braccio che afferrava il disco

né la forza centrifuga perché in t > t0 nessuno forza esterna al disco stesso spinge il disco! .. che si muoverà di moto inerziale alla velocità posseduto in v(t=t0)=v0 tutta tangenziale alla curva descritta in precedenza.

Quindi il moto di un sasso o di un disco tagliando la catena di una giostra sarà DIVERSO da moto gravitazionale tra una massa m ed una massa M!

Nel caso di una giostra la rottura della catena vedrà partire il seggiolino per la tangente con velocità v=v0=vTG

Idem nel caso di una autovettura che perde il contatto con il suolo mentre curva.

Viceversa la situazione va esaminata bene nel caso del concetto della fionda gravitazionale:

Poiché un corpo m che precipita verso un pianeta in cui m << M acquista velocità a causa della gravitazione si può agire su m in modo tale da inserirlo in una “orbita stazionaria”.

E cioé in una orbita in cui

(3) GmM/r^2=mv^2/r

nota M, m e scelta v=v0 si può calcolare r=r0 dalla precedente.

Supponiamo che siamo riusciti ad “agganciare” la massa m al pianeta .. avviamo ottenuto una v=v0 notevole grazie ad una r=r0 molto prossima alla vicinanza.

Dopo questo risultato l’equilibrio sarà precario!

In ipotesi di avere creato la orbita sulla Luna dopo essere partiti dalla Terra e di volere dirigere su Marte .. l’angolo idoneo sarà quello in cui collegando il cerchio della Luna maggiorato dalla orbita della astronave m, deve essere una retta che si poggia sulla circonferenza maggiorata della Luna e si poggia sulla circonferenza maggiorata di Marte!

Finché i motori saranno accesi avremo un effetto simile a “partire per la tangente”.

Se non che la astronave m poiché la gravitazione NON è una corda che può essere tagliata subirà una deviazione dalla traiettoria rettilinea tanto più forte come deviazione quando la velocità vf=velocità di fuga sarà bassa.

Per calcolare la velocità di fuga da un pianeta, infatti, ma in modo normale alla superficie del pianeta .. si deve impostare il bilanciamento tra energia potenziale gravitazionale

(4) U=GmM/r (ottenuta per integrazione di F=GmM/r^2) e la seguente energia cinetica:

(5) T=(1/2)mv^2

(6) U=T=GmM/r=(1/2)mv^2

(7) 2GM/v^2=r

(8) vf=sqrt(2GM/r)

in linea teorica -allora- la vf dovrebbe essere applicata sulla congiungente dei centri delle sfere dei 2 pianeti, ma ciò ci farebbe perdere la componente tangenziale v=vTG che avevamo realizzato con l’effetto fionda.

Come agire?

Durante “il volo di allontanamento dalla Luna (usata per effetto fionda)” si consiglia una forza dell’ordine di grandezza leggermente superiore alla velocità vf di modo che ci si comporta come se fossimo usciti secondo la normale.

Ma poiché l’uscita è tangenziale c’è da aspettarsi una deviazione leggermente parabolica ad intercettare Marte non su una linea retta poggiata sule circonferenze dei due pianeti, ma a deviare verso il basso (se la fionda era oraria a chi guarda i pianeti).

Ciò può essere “recuperato” nell’organizzare una orbita antioraria (su Marte), anziché oraria.

Quindi il disegno complessivo sarà un segno di infinito per ottimizzare la spinta tangenziale dell’effetto fionda con una applicazione di forza tale che la velocità sia aumentata allo sgancio grazie alla stima della velocità di fuga secondo la normale.

Si noti che considerando (come è) la Luna la massa minore, e Marte la massa M, quindi maggiore di m, si possono inserire le coordinate di massa di M, distanza tra i pianeti, r, al momento della applicazione della velocità vf* > vf .. nelle equazioni software di Einstein già esplicitate da Amadori, Lussardi, Tufano e calcolare la orbita reale prima che questa sia realizzata!

Se la orbita su Marte fosse ad una distanza considerata eccessiva (essendo passati da rotazione orario ad antioraria per la tipologia della fionda proposta) si potrà aumentare la velocità iniziale quando la v=v_TG ad un valore ancora maggiore di vf* .. poiché tanto maggiore è la velocità vf* e tanto maggiore si descriverà una linea quasi retta verso Marte.

Inoltre la massa M di Marte eserciterà una attrazione gravitazionale verso il centro di Marte anche quando sarà ancora distante! .. recuperando -così- la deviazione parabolica dell’effetto fionda a causa della Luna quando m era ancora vicino alla Luna prima di sganciarsi.

stop ore 1.31 del 12 gennaio 2020

la uscita di fuga_tangenziale da un BH?

rs= GM/c^2

conferma che quando vTG=c

in rs

l’orbita del fotone è stabile!

Mentre quando rs’ > rs nonostante il moto sia inizialmente tangenziale diviene subito tachionico e quindi è lecito che la rs abbia aspetto dedotto dall’equilibrio delle forze anché dal bilanciamento della energia cinetica tra masse!

.. poiché

F=F’ da proprio (con componente tangenziale della velocità)

vTG^2=GM/r

ed inoltre nel caso di un fotone la energia cinetica Ec=Etot=m0*c^2

il bilanciamento di energia cinetica e potenziale:

m0*c^2=Gm0M/rs

rs=GM/c^2

riconferma lo stesso valore che il bilanciamento delle forze:

F=Gm0M/r^2

F’=m0.vTG^2/r

F=F’=GM/r^2=vTG^2/r

vTG^2=GM/r

se vTG=c

r=rs=GM/c^2

cvd.

Si noti che questa qui sopra è una n-esima dimostrazione della modifica del raggio di Schwarzschild.

la discussione sulla gerarchia it:

versione di “risposta breve”:

Il 11/01/20 08:46, Omega ha scritto:

> Lino è partito, nella sua lunga discussione, da un mio commento del 9
> gennaio. Quello che non ho capito è se la discussione fosse pro o contro
> o cosa rispetto al mio commento. Spero che me lo spieghi in modo più
> sintetico.
>
> Omega

Ciao Maurizio,
il tuo intervento (rivolto non direttamente a me) era il seguente:

++
cit on
++

Grazie anche da parte mia di queste precisazioni.
Io, essendo un bruto per natura e per formazione, mi rifaccio unicamente
alla nozione di ‘centri-fuga’, che penso sia una definizione originaria
o primitiva, ossia bruta.
Qualcosa che tende a fuggire rispetto al centro di rotazione per effetto
della rotazione stessa è centri-fugo, e chiamiamo appunto “centrifuga
quella macchina che si serve di questa proprietà per separare per
esempio i liquidi dai solidi (il succo dalla buccia).

Sfortunatamente, come vedi, malgrado le preziose precisazioni della
fisica, il linguaggio comune ha riconosciuto un significato preciso al
fenomeno, senza oscillazioni fra i riferimenti, e io a quello mi sono
attenuto nella mia discussione sulla giostra col seggiolino che si stacca.
Ho aggiunto una nota nell’ambito della disputa fra ciò che è reale e ciò
che è apparente: reale è la forza che spinge verso l’esterno il
seggiolino quando è ancora agganciato (e ciò è testimoniato dalla
tensione della catena che infine si spezza); apparente invece è il peso
che chi sta sul seggiolino avverte per effetto … centrifugo. Quando il
seggiolino si stacca infatti questo peso scompare, mentre quella forza,
liberatasi dalla catena che la tratteneva – forza incamerata dal
seggiolino e dal suo passeggero – spara concretamente (brutalmente) il
tutto verso il mondo esterno. Diciamo “per inerzia? Forse se lanciamo un
sasso diciamo che si muove “per inerzia” o perché gli abbiamo
concretamente conferito quella che voi fisici chiamate “quantità di
moto”, che è poi quella che nella sua concretezza corrisponde a una
forza applicata per un certo tempo e poi separata alla partenza del sasso?

++
cit off
++

Vanno distinti diverse tipologie di rappresentazioni vettoriali.

v: Il vettore che rappresenta la velocità del sasso (prima e dopo il taglio del vincolo)

F1=m*a1: Il vettore che rappresenta (a meno della massa m è lo stesso della accelerazione) la forza centripeta esercitata dal vincolo sul sasso (prima e dopo il taglio del vincolo)

F2=-m*a1: il vettore che rappresenta la “reazione uguale e opposta al vincolo” ma finché il vincolo esiste, poiché non c’è reazione se non c’è azione (prima e dopo il taglio del vincolo)

Interpretazione della eziodinamica:

una massa che entra in un campo gravitazionale si comporta in modo diverso che un sasso vincolato da una corda.

La diversità è nel fatto che il campo gravitazionale non può scomparire improvvisamente come cesserebbe -invece- il taglio della corda di un sasso che ruota in modo circolare.

Trascuro -nella versione breve- gli esempi gravitazionali .. e vengo al problema della giostra: o di tutti gli esempi in cui un corpo è vincolato con una sorta di interruttore che con il taglio elimina il vincolo.

La prova del 9 “che esiste sia la forza centrifuga che quella centripeta” .. è data dal fatto che dopo la salita sul seggiolino *il bambino* con l’inizio delle rotazioni .. *descrive_un_cerchio_maggiore*.

Infatti il cerchio di rotazione si espande, gradualmente, perché l’imposizione della rotazione alla giostra vince l’inerzia del seggiolino che porterebbe il seggiolino a permanere nel suo status.

Tale “inerzia” porterebbe un’autovettura a velocità v=v0 che cerchi di fare una curva a destra o a sinistra a permanere in linea retta.

Tale inerzia -quindi- è una azione di centrifuga, di fuga dal centro di rotazione imposta dall’azione del volante di una autovettura.

Infatti se per v=v0 notevole si perde attrito con la strada (magari a causa della polvere o del ghiaccio) si vedrà che l’autovettura tenderà “ad andare dritto” dove la direzione va calcolata come *la tangente* alla curva del tratto precedente alla perdita di contatto con il suolo.

Conclusioni:

++
Esame della velocità:
++

Se dopo il taglio del vincolo vi fosse una forza centrifuga artificiale -ad esempio sotto forma di un sasso che colpisce l’autovettura a farla precipitare in un burrone dopo che la vettura stia già scivolando sul ghiaccio- necessiterebbe calcolare per quanto tempo ha agito la forza artificiale e quale nuova velocità abbia generato diversa dalla velocità del taglio del vincolo.

Ma -viceversa- la semplice perdita del vincolo introduce il concetto di inerzia del moto dell’oggetto non più vincolato.

Quindi il taglio ordinario del vincolo porta che la velocità _dopo_ il taglio mostra la velocità uguale a quella tangenziale alla curva fino all’istante del taglio: da cui si usa dire “partire per la tangente”.

++
esame di F1, F2: forza centripeta e centrifuga
++

Va capito che il moto di un sasso o altro corpo di massa m vincolato in modo che il vincolo possa essere rimosso, non sempre sono in equilibrio, ma ciò dipende -nel caso della giostra- sul nostro pianeta dalla contemporanea azione della gravità.

Se ipotizziamo delle condizioni iniziali nel vuoto (cioé senza gravità terrestre) e la corda che regge il sasso non avesse una azione omogenea, ma a strattoni, mostrerebbe una orbita non circolare.

Quando la corda fosse “tesa” si vedrebbe che la spinta imposta dalla forza tramite la corda è verso il centro di rotazione.

Solo in presenza di tale azione si vedrebbe la reazione uguale ed opposta che -se la corda non si spezza- imporrebbe al corpo un cambio di direzione diversa dal curvare secondo una circonferenza.

La forza centrifuga ha quindi stessa direzione, ma verso opposto.

Diversa direzione, va ribadito, ha il vettore velocità, rispetto alle forze agenti, e ciò è facilmente comprensibile perché le forze sono accelerazioni per massa ipotizzata costante, e le accelerazioni sono derivata nel tempo di una velocità, quindi parliamo di misurazioni su cose diverse.

++

Avrei potuto annoiarvi con le diversità dello studio nel caso “gravitazionale” che metterò -per chi fosse interessato- sul mio blog, spero entro oggi.

Non sono diversità banali, perché nel calcolo della velocità di fuga di una astronave da un pianeta la vf=velocità di fuga si calcola dal bilanciamento tra energia cinetica e energia potenziale gravitazionale.

Mentre per usufruire dell’effetto “fionda” che è aumentare la velocità di una astronave dirigendola -per esempio- verso la Luna e solo dopo su Marte, si utilizza il concetto di fuga tramite la velocità tangenziale alla orbita.

Vi sono anche ricadute di teoria dei modelli sul calcolo del raggio di Schwarzschild che è il raggio di un BH (black hole) e il raggio di Sch è stata la prima soluzione alle differenze finite (con i differenziali totali) delle equazioni di Einstein che senza il vincolo del raggio di Sch sarebbero rimaste di difficile soluzione alle derivate parziali (nella individuazione delle condizioni di Cauchy).

Infatti cambia la formula di Sch come è conosciuta finora.

Le mie simulazioni software, però mi confortano nella fondatezza della mia soluzione che modifica in parte la soluzione “storica” sebbene introducono alla fisica dei tachioni come discendente proprio dalla trattazione di Amadori (fisico) e Lussardi (matematico) nel caso dell’orbita di un fotone attorno ad un BH quando r > rs (rs è il raggio di Sch).

Si osserva, in breve, un comportamento v > c della luce, quindi tachionico, e quindi che nell’universo esistono forze antigravitazionali oltre che gravitazionali testimoniate anche dalle misure interferometriche della misura delle onde gravitazionali nel recente articolo uscito su Natura in cui è stato misurata una velocità dell’onda gravitazionale (e della luce che la ha generata) v > 4*c.

Cioé la luce è stata misurata propagarsi nel collasso gravitazionale di 2 stelle di neutroni con velocità 4 volte quella della luce.

Il nome dell’evento per chi voglia cercarlo è GW170817 nel 2017

molti più dettagli e link se consultate il blog 6 viola.

Grazie del tema.

Auguri di buon anno 2020

GW170817 sul blog attuale:

https://6viola.wordpress.com/2018/09/10/onda-gravitazionale-gw-170817-software/

ultimo aggiornamento:
12 gennaio 2020, ore 16.06

 

 

 

 

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