6-1-2020: L’Iraq chiede a tutti i militari stranieri di uscire dall’Iraq

fonte su facebook:
https://www.facebook.com/groups/indignatositalia/permalink/2781502008536797/

fonte originale:
https://it.sputniknews.com/mondo/202001068490537-trump-usa-non-lasceranno-iraq-finche-baghdad-non-paghera-per-base-aerea-statuntense/

Commenti su facebook:

Roberto CoppolaIl solito … ora Trump dimostra la mia teoria: “tutti sudditi della America” … rido per non piangere perché la cosa più scabrosa sono la nato e l’ONU che si dimostrano enti esaustorati dal potere (finirà come la società delle nazioni a mia opinione)
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fonte:
https://www.facebook.com/carlo.angelini.148/posts/10215457770224597

DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE PER CAPIRE LA GRAVITÀ DEL CASO SOLEIMANI!

1) Il primo ministro pro tempore dell’Iraq, Mahdi, nella sua informativa ai deputati iracheni che poi hanno votato per mandar via le truppe a guida USA dal loro paese, ha rivelato una cosa gravissima: Soleimani era a Baghdad su suo invito, perché chiamato a una mediazione tra USA e Iran su richiesta nientepopodimeno che del presidente USA Donald Trump. La “normalità” della missione è segnalata anche dal fatto che il generale iraniano era giunto su un aereo di linea. Ossia era in missione diplomatica, senza curarsi di doversi proteggere con una scorta. La vittima dell’omicidio politico era quindi un diplomatico in missione attratto in trappola da dirigenti statunitensi determinati a rendere impraticabili sia consolidate prassi diplomatiche sia la sostanza del diritto internazionale.
2) Il capo della Casa Bianca dichiara: «se l’Iran dovesse attaccare qualunque persona o obiettivo americano gli Stati Uniti colpiranno subito anche in maniera sproporzionata». Attenzione! All’art.2(4) della Carta dell’ONU si legge: “I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”. L’uso della forza e perfino la sola minaccia dell’uso sono violazioni gravissime del diritto internazionale.

Senza parole……..

Commenti
  • Achim Volpato Bugie. Soleimani voleva attaccare l’ambasciata da tempo. Il contractor lo ha fatto uccidere lui con le sue milizie Iraqene (ferendo allo stesso tempo molti soldati) lui per primo ha violato i diritti internazionali. Fanno presto i Musulmani a inventarsi una narrativa a loro favore.

    Soleimani é stato intercettato voler prendere il controllo dell’ambasciata, un volo di linea non avrebbe destato sospetti, peccato per lui, é stato anticipato.

    Khemenei aveva giá detto che lo avrebbe fatto martire.

    https://www.facebook.com/groups/838304086526571/permalink/1009592932731018/

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    • Carlo Angelini Achim Volpato
      Cerca questo articolo sul browser e chiediti perché viene bloccato da Facebook…..
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      L'immagine può contenere: testo
    • Carlo Angelini Achim Volpato è una fonte americana…
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    • Achim Volpato Chiediamoci invece perché le milizie Pro Soleimani hanno ucciso un contractor e ferito molti soldati.

      Non ci sono dubbi che le milizie che poi hanno attaccato l’ambasciata a Baghdad erano pro Iran pro Soleimani, quindi chi ha cominciato per primo?

      Che cosa aveva detto Soleimani a Trump poco tempo fa?

      https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2850850764981889&id=100001709799879

      Ci sono molti articoli che Facebook impedisce di pubblicare inoltre quell’articolo ha molte cospirazione al suo interno non solo quella su Trump.

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    • Carlo Angelini Leggi l’articolo e non cambiare argomento….. Non mi aspetto che l’onestà intellettuale ti consenta di ammettere di aver sbagliato, ma leggi.
      Se hai difficoltà ti mando la traduzione, è il sito dei Veterani Americani, quelli che da questi scherzetti hanno perso braccia, gambe, occhi…..
      Leggi!
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    • Carlo Angelini Di tutto quello che hai scritto non c’è una sola prova, i kosher stanno cercando il casus belli per impedire l’arricchimento dell’uranio in seguito al ritiro dall’accordo da loro imposto…..
      Prima le petroliere, poi le accuse relative all’attacco alla raffineria….. Armi chimiche ne abbiamo?
      Per favore!
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    • Carlo Angelini A scanso di equivoci io sono trumpiano…..
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    • Flavio Pandolfo Minchia che cattivi i militari iraniani, hanno addirittura osato uccidere un mercenario yankee.
      Brutti brutti brutti.
      Per Yankee e sionisti guerra significa: noi possiamo uccidere chi vogliamo, donne, bambini, bombardare scuole e ospedali, se gli altri reagiscono sono dei terroristi.
      Eggnente, è la mentalità dei film western anni 40… è sempre quella, comanche cattivo, cowboy buono.
      Marò che infantilismo.
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    • Flavio Pandolfo Si pensava che con Trump potesse un po’ cambiare, mica per convinzione, per convenienza, ma il Deep State ha sopraffatto anche lui
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    • Achim Volpato Carlo Angelini Trump ha sempre evitato lo scontro, giá due volte hanno cercato di incastrarlo, Soleimani era tenuto d’occhio da molto tempo, anche da Obama, si sapeva che aveva le mani dappertutto (parlo di attentati). Non credo Trump sia stato così sprovveduto da cascare in un tranello del Mossad, sa che hanno giá provato a fregarlo. Lo state sottovalutando quando ha giá dato prova di non essere un ingenuo.
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    • Achim Volpato Flavio Pandolfo Trump non ha mai ucciso nessuno, se gli scopi di Soleimani erano puri doveva fare fuori Obama e la Hillary con un attentato. (come era benissimo capace di fare, visti i suoi precedenti)

      Trump ha aiutato l’Iran e quindi anche Soleimani in Siria bloccando il programma della CIA per armare i ribelli.

      Semmai Soleimani doveva essergli riconoscente perché se non avesse fatto questa mossa loro non sarebbero avanzati di un millimetro, sarebbero ancora lì e avrevvero perso soldati armi e soldi.

      E invece morte all’America morte a Israele e morte a Trump, povero coglione ha fatto una brutta fine

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    • Achim Volpato Ma noi chi??? Ma reagiscono di cosa? Ma cosa fai colpisci anche tu cose a caso per vendicarti su un Presidente che non ha fatto altro che aiutarti in Siria mentre tu ti compri l’Uranio da Obama, opportunista mercenario schifoso che non sei altro (Soleimani), e tu che scrivi queste cavolate prive di raziocinio sei proprio da legge della giungla.
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more info:

Iraqi PM Confirms Soleimani on Diplomatic Mission at the Request of the United States

fonte:

https://www.veteranstoday.com/2020/01/05/iraqi-pm-confirms-soleimani-on-diplomatic-mission-at-the-request-of-the-united-states/

1. Iraqi prime minister says Soleimani was in Iraq for a mediation effort

Iraqi Prime Minister Adil Abdul-Mahdi has made some shocking revelations that put the assassination of Soleimani in a completely different light. He told the Iraqi parliament on Sunday that he “was supposed to meet Soleimani on the morning of the day he was killed, he came to deliver me a message from Iran responding to the message we delivered from Saudi to Iran.”

If this account is true, Trump — perhaps deliberately — acted to scuttle an effort to reduce tensions between Iran and Saudi Arabia.

But it also shows that as the United States was signaling that it would not go to war with Iran — as Trump did earlier this summer — this compelled Saudi Arabia and the UAE to begin quiet negotiations with Iran to resolve their tension. As long as the Saudis and the Emiratis felt they could push the U.S. to go to war with Iran, they had no interest in diplomacy with Iran. The U.S.’s military protection of these countries essentially disincentivized them from pursuing peace.

In the past few months, under the impression that Trump had opted against war, they began careful diplomacy with Tehran. The U.S. should have welcomed this development. But the killing of Soleimani may have at the same time killed that effort and once again given Saudi Crown Prince Mohammed bin Salman and the Emiratis a license to continue recklessness and destabilization.

traduzione:

1. Il primo ministro iracheno afferma che Soleimani era in Iraq per uno sforzo di mediazione

Il primo ministro iracheno Adil Abdul-Mahdi ha fatto alcune rivelazioni scioccanti che mettono l’assassinio di Soleimani sotto una luce completamente diversa. Domenica ha detto al parlamento iracheno che “avrebbe dovuto incontrare Soleimani la mattina del giorno in cui è stato ucciso, è venuto a consegnarmi un messaggio dall’Iran in risposta al messaggio che abbiamo consegnato dal saudita all’Iran”.

Se questo resoconto è vero, Trump – forse deliberatamente – ha agito per far fallire uno sforzo per ridurre le tensioni tra Iran e Arabia Saudita.

Ma mostra anche che, poiché gli Stati Uniti stavano segnalando che non sarebbe andato in guerra con l’Iran – come Trump ha fatto all’inizio di questa estate – questo ha costretto l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti a avviare trattative silenziose con l’Iran per risolvere la loro tensione. Fintanto che i sauditi e gli Emirati pensavano di poter spingere gli Stati Uniti ad andare in guerra con l’Iran, non avevano interesse per la diplomazia con l’Iran. La protezione militare degli Stati Uniti nei confronti di questi paesi li ha essenzialmente disincentivati ​​dal perseguire la pace.

Negli ultimi mesi, con l’impressione che Trump avesse optato per la guerra, hanno iniziato un’attenta diplomazia con Teheran. Gli Stati Uniti avrebbero dovuto dare il benvenuto a questo sviluppo. Ma l’uccisione di Soleimani potrebbe aver allo stesso tempo ucciso questo sforzo e ancora una volta concesso al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e agli Emirati una licenza per continuare a temerarietà e destabilizzazione.

2. Soleimani’s death has unified Iran

Rather than being a blow to Iran, the assassination of Soleimani has fueled nationalist sentiments in Iran and unified the political elite as well as the country. The crowds of mourners in the cities where his casket has been taken were in the hundreds of thousands, if not millions.

Only a few months ago, there were widespread protests against the Iranian government, which were met with brutal force and repression. Now, Iranians are protesting alongside the government, not against it.

traduzione:

2. La morte di Soleimani ha unificato l’Iran

Piuttosto che essere un duro colpo per l’Iran, l’assassinio di Soleimani ha alimentato i sentimenti nazionalisti in Iran e unificato l’élite politica e il paese. Le folle di persone in lutto nelle città in cui è stata presa la sua bara erano in centinaia di migliaia, se non milioni.

Solo pochi mesi fa, ci furono proteste diffuse contro il governo iraniano, che furono accolte con brutale forza e repressione. Ora, gli iraniani stanno protestando a fianco del governo, non contro di esso.

3. Iraqi Parliament voted to expel U.S. forces

The Iraqi parliament on Sunday voted to expel all U.S. military forces from Iraq, as a direct consequence of the Soleimani assassination. Iraqis have tried to walk a fine balance between the U.S. and Iran, but the assassination made that balance untenable. Iraqis don’t want their country to become the arena for a U.S.-Iran war, and the U.S. military presence made that risk all too likely.

While many will point out that this is a victory for Soleimani and Iran, it is also important to note that this is also what the American public wants. In fact, this is what Trump promised them he’d do.

The U.S. military presence in Iraq does not add to U.S. national security. Instead, it increases the threat of what would be a disastrous U.S.-Iran war. The U.S. does not need to have 5,000 troops in Iraq to assist in the fight against ISIS. Trump should welcome the vote and bring American military servicemen and women home to be with their families.

traduzione:

3. Il parlamento iracheno ha votato per espellere le forze statunitensi

Domenica il parlamento iracheno ha votato per espellere tutte le forze militari statunitensi dall’Iraq, come diretta conseguenza dell’assassinio di Soleimani. Gli iracheni hanno cercato di raggiungere un buon equilibrio tra Stati Uniti e Iran, ma l’assassinio ha reso insostenibile tale equilibrio. Gli iracheni non vogliono che il loro paese diventi l’arena di una guerra tra Stati Uniti e Iran, e la presenza militare degli Stati Uniti ha reso questo rischio fin troppo probabile.

Mentre molti faranno notare che questa è una vittoria per Soleimani e l’Iran, è anche importante notare che questo è anche ciò che il pubblico americano vuole. In effetti, questo è ciò che Trump ha promesso loro che avrebbe fatto.

La presenza militare degli Stati Uniti in Iraq non si aggiunge alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Al contrario, aumenta la minaccia di quella che sarebbe una disastrosa guerra USA-Iran. Gli Stati Uniti non hanno bisogno di avere 5.000 truppe in Iraq per aiutare nella lotta contro l’ISIS. Trump dovrebbe dare il benvenuto al voto e portare a casa militari e militari americani a stare con le loro famiglie.

4. Pompeo’s absurd claim that war with Iran started with the nuclear deal

“This war kicked off when the JCPOA was entered into,” Secretary of State Mike Pompeo told CNN’s Jake Tapper on Sunday, referring to the Joint Comprehensive Plan of Action. This is an astonishing statement. In Pompeo’s view, the U.S. and the entire international community (save Israel, Saudi Arabia, and the UAE) entering an agreement to block Iran’s path to a nuclear bomb was tantamount to starting a war.

What threatens Pompeo is not war. It’s peace. He is doing everything he can to ensure that tensions with Iran don’t get resolved. For him, the “war” to start a war with Iran started when the U.S. embarked on a path of resolving its tensions with Iran.

traduzione:

4. L’assurda affermazione di Pompeo che la guerra con l’Iran sia iniziata con l’accordo nucleare

“Questa guerra è iniziata quando è stato stipulato il JCPOA”, ha dichiarato il segretario di Stato Mike Pompeo domenica a Jake Tapper della CNN, riferendosi al Piano d’azione globale congiunto. Questa è un’affermazione sorprendente. Secondo Pompeo, gli Stati Uniti e l’intera comunità internazionale (tranne Israele, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti) che stipulavano un accordo per bloccare il percorso dell’Iran verso una bomba nucleare equivalevano a iniziare una guerra.

Ciò che minaccia Pompeo non è la guerra. È pace. Sta facendo tutto il possibile per garantire che le tensioni con l’Iran non vengano risolte. Per lui, la “guerra” per iniziare una guerra con l’Iran è iniziata quando gli Stati Uniti hanno intrapreso un percorso per risolvere le sue tensioni con l’Iran.

5. Iran announces further reductions in its commitments to the JCPOA

Iran has announced the fifth reduction of its commitments to the JCPOA. This is not tantamount to Iran quitting the JCPOA, as it has left the door open to recommit itself to all of the restrictions of the nuclear agreement if the U.S. lifts sanctions on Iran. (Those sanctions, it should be mentioned, are a violation of the JCPOA as well as the United Nations Security Council Resolution that embodies the JCPOA). Nevertheless, this is a step that will further increase tensions.

traduzione:

5. L’Iran annuncia ulteriori riduzioni degli impegni assunti nei confronti del PACG

L’Iran ha annunciato la quinta riduzione dei suoi impegni nei confronti del PACG. Ciò non equivale all’Iran che abbandona il JCPOA, in quanto ha lasciato la porta aperta per ricominciare a tutte le restrizioni dell’accordo nucleare se gli Stati Uniti adottassero sanzioni contro l’Iran. (Tali sanzioni, va detto, sono una violazione del PACG, nonché della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che incarna il PACG). Tuttavia, questo è un passo che aumenterà ulteriormente le tensioni.

and from Press TV:

Soleimani was to deliver Tehran’s reply to Saudi de-escalation letter when killed: Iraqi PM

A handout picture released by Iraqi Prime Minister’s Media Office shows Iraq’s caretaker prime minister Adel Abdul Mahdi (L) attending a parliamentary session on January 5, 2020. (Photo via AFP)

Iraq’s Caretaker Prime Minister Adel Abdul-Mahdi has said that Lieutenant General Qassem Soleimani was set to deliver Tehran’s reply to an earlier Saudi message regarding de-escalation talks mediated by Baghdad when he was assassinated.

Abdul-Mahdi made the remarks during an extraordinary parliamentary session in the capital which led to the adoption of a law demanding the withdrawal of US forces from the country on Sunday, the National Iraqi News Agency reported.

The premier said that he was due to meet Soleimani at 8:30 am local time on Friday before the US assassinated the general a few hours earlier.

The revelations come as Baghdad has been mediating talks between Tehran and Riyadh following a recent uptick of tensions the region.

Sunday’s parliamentary vote was held in response to Washington’s Friday airstrikes targeting Soleimani and his comrades.

Abu Mahdi al-Muhandis, the second-in-command of Iraq’s Popular Mobilization Units (PMU) was also killed in the attack.

Iran’s judiciary has said that the attack took place despite Soleimani being a “formal” and “high profile” guest of the Iraqi government.

The Sunday vote comes as many Iraqi figures and parliamentary factions have been long demanding the withdrawal of US troops from the country, specifically following a series of unclaimed airstrikes on PMU forces.

Abdul-Mahdi also revealed in his Sunday remarks that Washington had confirmed to Baghdad that Tel Aviv was behind a number of the attacks.

“America informed us that Israel bombed the warehouses of the PMU last summer,” he said, calling on the parliament to take all measures to end the presence of foreign forces in Iraq.

Rockets rock Baghdad’s Green Zone

Also on Sunday, the Iraqi military reported that three Katyusha rockets fell in Baghdad, two of which landed inside the capital’s heavily fortified Green Zone housing government buildings and foreign missions.

Witnesses told AFP that the rockets had landed close to the US embassy without further elaborating on probable casualties.

No group has yet claimed responsibility for the attack.

traduzione:

Soleimani doveva consegnare la risposta di Teheran alla lettera di de-escalation saudita quando ucciso: primo ministro iracheno

Domenica 05 gennaio 2020 23:20 [Ultimo aggiornamento: domenica 05 gennaio 2020 23:29]

Un volantino pubblicato dall’ufficio stampa del Primo Ministro iracheno mostra il primo ministro custode iracheno Adel Abdul Mahdi (L) che ha partecipato a una sessione parlamentare il 5 gennaio 2020. (Foto tramite AFP)
Il primo ministro custode iracheno, Adel Abdul-Mahdi, ha affermato che il tenente generale Qassem Soleimani è pronto a consegnare la risposta di Teheran a un precedente messaggio saudita in merito ai colloqui di de-escalation mediati da Baghdad quando è stato assassinato.

Abdul-Mahdi ha formulato le osservazioni durante una straordinaria sessione parlamentare nella capitale che ha portato all’adozione di una legge che richiede il ritiro delle forze statunitensi dal paese domenica, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa nazionale irachena.

Il premier ha detto che avrebbe dovuto incontrare Soleimani alle 8:30 del mattino, ora locale, venerdì prima che gli Stati Uniti assassinassero il generale poche ore prima.

Le rivelazioni arrivano mentre Baghdad ha mediato i colloqui tra Teheran e Riyadh a seguito di un recente aumento delle tensioni nella regione.

Il voto parlamentare di domenica si è tenuto in risposta agli attacchi aerei del venerdì di Washington contro Soleimani e i suoi compagni.

Anche Abu Mahdi al-Muhandis, il secondo in comando delle Popular Mobilization Unit (PMU) irachene, è stato ucciso durante l’attacco.

I legislatori iracheni approvano la legge per espellere le forze statunitensi dal paese
I legislatori, in linea con le loro responsabilità nazionali e regolamentari, hanno cantato il progetto in quattro punti.
La magistratura iraniana ha affermato che l’attacco è avvenuto nonostante Soleimani fosse un ospite “formale” e “di alto profilo” del governo iracheno.

L’Iraq presenta una denuncia al capo delle Nazioni Unite, UNSC, per l’assassinio da parte degli Stati Uniti del tenente generale Soleimani, Muhandis
L’Iraq ha presentato una denuncia formale al capo delle Nazioni Unite e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per l’assassinio americano del tenente generale Soleimani e il secondo in comando dell’Iraq
Il voto della domenica arriva quando molte figure irachene e fazioni parlamentari chiedono da tempo il ritiro delle truppe statunitensi dal paese, in particolare a seguito di una serie di attacchi aerei non reclamati sulle forze PMU.

Abdul-Mahdi ha anche rivelato nelle sue osservazioni della domenica che Washington aveva confermato a Baghdad che Tel Aviv era alla base di numerosi attacchi.

“L’America ci ha informato che Israele ha bombardato i magazzini del PMU la scorsa estate”, ha detto, chiedendo al parlamento di prendere tutte le misure per porre fine alla presenza di forze straniere in Iraq.

I razzi colpiscono la zona verde di Baghdad

Sempre domenica, l’esercito iracheno ha riferito che tre missili Katyusha sono caduti a Baghdad, due dei quali sono atterrati all’interno della Zona Verde, pesantemente fortificata della capitale, che ospita edifici governativi e missioni straniere.

Testimoni hanno riferito all’AFP che i razzi erano atterrati vicino all’ambasciata americana senza ulteriori approfondimenti sulle probabili vittime.

Nessun gruppo ha ancora rivendicato la responsabilità dell’attacco.

 

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