In Italia c’è la libertà di cura? (il caso Mida Riva e della moglie Cecilia Argenti Riva)

sorgente su facebook:
https://www.facebook.com/groups/vaccinipuliti/permalink/780320105802101/

cito:
Cecilia Argenti Riva è con Mida Riva.
19 dicembre alle ore 15:02 ·
Carissimi, vi scrivo dall’interno dell’ospedale psichiatrico Niguarda, dove sono stata portata di forza questa mattina, senza il mio piccolo figlio Gabriele, di un anno. Quest’ultima “punizione”, come le precedenti 4 (i 4 ricoveri psichiatrici già avvenuti), è stata decisa ancora una volta dai miei genitori, che hanno sollecitato i servizi psico-sociali e fatto pressione sul giudice e sui servizi sociali connessi al Procedimento del Tribunale dei minori per l'”adottabilita” di mio figlio, per aver io più di una volta denunciato alle Forze dell’ordine, la situazione che riguarda la mia famiglia d’origine (i miei genitori, le mie sorelle, alcuni zii) legata alla Massoneria milanese, alle sette sataniche e alla pedofilia, e in particolare la produzione e la vendita di materiale pedo-pornografico.
Non c’è l’ho (più) coi miei genitori ne’ con altri, e mi sono fatta un dovere di riappacificarmi con loro e di mantenere buoni rapporti perché credo fermamente nella potenza di guarigione reciproca del Perdono e credo fermamente nella Potenza redentrice della Misericordia di Dio.
Non posso tuttavia in alcun modo scusare le indecenze e le violenze che ho subito per prima dall’età della prima infanzia da parte di padre e da parte di madre, ne’ le violenze sessuali perpetrate da mio padre su altri minori, interno ed esterni alla mia famiglia.
Sono consapevole che la tendenza pedofila sia una malattia difficile da tenere sotto controllo, e non ho alcun tipo di giudizio nei confronti dei pedofili, ne’ dei gay ne’ di alcuna altra tendenza sessuale. Vorrei soltanto far presente quale tipo di danno si provoca in un bambino o una bambina che si abusino sessualmente, le cui conseguenze emotive non sono immaginabili.
Attualmente, il mio bambino Gabriele, unica gioia della mia vita, oltre a mio marito Mida Riva, con cui però ultimamente sembra non riusciamo a comprenderci, si trova affidato temporalmente ai miei genitori, una madre e un padre, con cui non ho più alcuna avversione d’odio, e tuttavia fortemente compromessi dal punto di vista psicologico, e che ho ragione di ritenere potenzialmente pericolosi per la vita di un infante.
Chiedo il favore, data l’emergenza della situazione in cui si trova mio figlio, di essere al più presto liberata da questo ricovero coatto (preventivato per giorni 7, incluso il 25 Dicembre) e, fatto gli accertamenti, se necessari, per il tribunale dei minori, di poter passare serenamente il Natale a casa assieme a mio figlio e mio marito.
Grazie,
In fede, Cecilia Argenti Riva
https://www.facebook.com/cecilia.argentiriva.1/posts/166839627889990

la storia di Mida Riva la sto leggendo sul link seguente (non so se sia attendibile) ma invito sia Riva e sia ogni altro genitore a non dirsi mai NO-Vax oppure contro i vaccini.

Quale che sia la vostra scelta, in Italia c’è la libertà di cura, rispondente SOLO tramite i vostri legali alle richieste delle autorità. La motivazione del non pronunciarvi deve essere “che vi state informando con i vostri consulenti legali e medici.

il link che racconta di Mida Riva:
https://www.nextquotidiano.it/complottista-vitamina-k-patria-potesta/

Vaccini e perdita della patria potestà: una testimonianza

http://www.renovatio21.com/vaccini-e-perdita-della-patria-potesta-una-testimonianza/

Pasquale Tufano:
con l’occasione consiglio a tutti che la risposta “ho consulenti medici e legali” non deve essere un semplice modo di dire, ma una realtà.

Quindi io sto solo consigliando di come vanno gestite queste questioni per potere avere diritto alla libertà di cura.

Se Mida Riva avesse agito tramite il suo legale e il legale si fosse appoggiato a un consulente medico in immunologia non avrebbe subito nessuna vessazione e avrebbe tutelato la sua posizione di libertà di scelta.

cito: da Avvenire
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/vaccini-obbligatori-a-scuola-il-giorno-del-decreto
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che introduce l’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. I genitori già dal prossimo settembre dovranno avere vaccinato i figli, nella fascia di età da 0 a 6 anni, per poterli iscrivere al nido o alla scuola dell’infanzia. Altrettanto obbligatori saranno i vaccini nelle scuole dell’obbligo, cioè dai 7 ai 16 anni: in questo caso sono previste ingenti sanzioni, aumentate anche fino a 30 volte rispetto alle attuali, (ma non il divieto di iscrizione alla scuola) in caso di violazione della norma. In entrambi i casi, sia per gli asili che per la scuola, è comunque prevista la segnalazione delle Asl di bambini e ragazzi non vaccinati al Tribunale dei minori
VVVVVVVVVVV(1)
“per la sospensione della patria potestà”.
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Se ha dunque prevalso la richiesta del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli (che sosteneva che la questione dovesse essere affrontata e limitata all’asilo, cioè fino ai 6 anni, pena la lesione del diritto all’istruzione), è durissima la linea voluta del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, impegnata da settimane sul fronte delle vaccinazione poiché “in ballo c’è la sicurezza e la salute dei nostri figli, su cui non possiamo più aspettare”.
I vaccini obbligatori diventano 12
Dal morbillo alla polio, dalla meningite al tetano. Sono 12 i vaccini obbligatori cui i bambini dovranno essere sottoposti, pena la non iscrizione al nido e all’asilo e pesanti sanzioni (inasprite “fino a 30 volte”) per i genitori dei non vaccinati dalle elementari in
poi. Si tratta dei vaccini contro polio, difterite, tetano, epatite b, pertosse, emofilo b, meningococco b e c, morbillo, rosolia,
parotite e varicella. Si stanno mettendo a punto, ha riferito Lorenzin, “tutti gli accorgimenti tecnici per evitare difficoltà burocratiche alle famiglie e dare un percorso stringente a direzioni scolastiche e asl nell’applicazione della legge”. Si prevede infatti (dai 6 anni in poi) che la scuola avrà l’obbligo di riferire alla Asl la mancata vaccinazione: la Asl a sua volta chiamerà la famiglia, e le darà qualche giorno per mettersi in regola. “Se ciò non avviene scattano sanzioni molto elevate, e questo ogni anno”, ha spiegato il ministro.
Le segnalazioni dei dirigenti e le responsabilità dei genitori
A tutela dei più piccoli vengono stabilite anche nuove e pesanti responsabilità per gli adulti. Tocca innanzitutto al dirigente scolastico segnalare alla Asl competente la presenza a scuola di minori non vaccinati. “La mancata segnalazione – spiega il vademecum diffuso dal ministero della Salute – può integrare il reato di omissione di atti d’ufficio punito dall0art. 328 c.p.5”.
VVVVVVVVVVVV(2)
Il genitore o l’esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’obbligo di vaccinazione “è invece segnalato dalla Asl al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale”.
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Nel caso facciano domanda d’iscrizione agli asili nido ed alle scuole dell’infanzia, pubbliche e private, minori che non abbiano fatto le vaccinazioni obbligatorie “il dirigente scolastico segnala, entro 5 giorni, alla Azienda sanitaria competente il nominativo del bambino affinché si adempia all’obbligo vaccinale”. Nel caso siano presenti minori non vaccinabili per ragioni di salute toccherà sempre al dirigente inserirli “in classi nelle quali non sono presenti altri minori non vaccinati o non immunizzati”, che abbiano cioè già contratto le malattie indicate. Circostanza che richiederà l’attestato del medico curante, “che potrà anche disporre le analisi del sangue per accertare che abbia sviluppato gli anticorpi”.
Portafoglio vaccinale e multe (da migliaia di euro)
“Stiamo studiando tutti gli accorgimenti tecnici per evitare difficoltà alle famiglie e dare un percorso stringente alle scuole e alle Asl per l’applicazione della legge e nelle segnalazioni di rischio”, ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Ci sono dei nodi che tecnicamente stiamo cercando di risolvere: tu arrivi alla scuola dell’obbligo, 0-16 anni, all’iscrizione devi presentare il tuo portafoglio vaccinale, non un’autocertificazione. Se non sei in regola con le vaccinazioni, oppure sei in lista d’attesa, ti mettiamo sotto osservazione. Qualora non sei stato vaccinato, la scuola deve riferirlo alla Asl la quale ha l’obbligo di chiamare la famiglia, alla quale si dà un tot di giorni per vaccinare il ragazzo”.
Per l’importo delle sanzioni si parla di migliaia di euro ciascuna: “Le sanzioni – ha ricordato Lorenzin – erano per la polio 150 euro, 258 per l’epatite B. Ora passano da 10 a 30 volte, sono parecchi soldi da dare ogni anno”. In questo modo, ad esempio, le sanzioni per la polio salirebbero tra i 1.500 euro ed i 4.500 euro, mentre quelle per l’epatite B tra i 2.580 euro ed i 7.740 euro. “Poi stabiliremo anche la soglia della sanzione per il morbillo. Non sono sanzioni banali, ma importanti e servono a fare da deterrente. Ma accanto alla deterrenza c’è un percorso con le Asl che ci permette di intervenire nelle aree disagiate”.

cito dal sito codacons (copia cache):
https://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:a9Mq2-lfRPQJ:https://codacons.it/adesso-dice-no-puo-perdere-la-patria-potesta/+&cd=10&hl=it&ct=clnk&gl=it

20 Maggio 2017

E da adesso chi dice «no» può perdere la patria potestà

fonte:

dalle asl segnalazioni ai tribunali dei minori
Potrà anche perdere la potestà genitoriale, chi non vaccina i propri figli. La clausola, durissima, compare a sorpresa nel vademecum diffuso nel pomeriggio di ieri dal ministero della Salute, spiazzando chi aveva parlato di una prevalenza della linea “soft”: «Il genitore o l’ esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’ obbligo di vaccinazione è segnalato dalla Asl al Tribunale dei minorenni per la sospensione della potestà genitoriale». Un pugno sul tavolo, per molti un richiamo all’ ordine direttamente indirizzato ai genitori – e sono a centinaia – che nelle ultime settimane sono persino scesi in piazza per manifestare la loro opposizione ai vaccini nel nome di una – non meglio specificata – “libertà di scelta”. Il terreno giuridico, certo, è scivoloso. «A seguito della riforma della filiazione del 2013 non si fa più riferimento alla “potestà” dei genitori, bensì alla “responsabilità genitoriale” » spiega Emanuele Lucchini Guastalla, ordinario di Diritto privato alla Bocconi di Milano. Che osserva come anche il concetto di “decadenza” da questa responsabilità sia difficilmente inquadrabile, parlando di vaccini: «Può sorgere infatti un interrogativo: visto che la sospensione può essere revocata, quali sono le ragioni che consentirebbero di farlo in questo caso?». L’ avvenuta vaccinazione, verrebbe da dire. Ma questo per ora resta tutto da stabilire. Come da chiarire resta la portata effettiva dell’ altro “reato” suggerito sempre dal ministero della Salute: quello di «omissione di atti d’ ufficio », di cui sarebbero passibili i dirigenti scolastici nell’ eventualità non segnalassero gli alunni non vaccinati. Sempre sul piano giuridico resta poi tutta da sciogliere la questione dell’ obbligo nella fascia 0-6 anni. «Se infatti superare la distinzione tra vaccinazioni obbligatorie e raccomandate rientra nelle competenze del legislatore statale – spiega Vincenzo Antonelli, docente di Diritto sanitario alla Cattolica – ecco un’ altra novità: che i vaccini cioè diventino condizione d’ accesso nei nidi e nelle scuole dell’ infanzia, cioè in quelli che ricadono tra i servizi gestiti dai Comuni e dalle Regioni». La condizione potrebbe causare futuri problemi nel caso qualche amministrazione decidesse infatti di impugnare il futuro Decreto Legge davanti alla Corte costituzionale. «Sotto questo profilo lo Stato sta esercitando le competenze sue proprie in tema di tutela della salute e di profilassi internazionale, ma la questione, in caso di ricorso, potrà essere chiarita solo dai giudici costituzionali », continua Antonelli. Non cambia invece il regime per i ragazzi dai 7 ai 16 anni, «che viene tuttalpiù rafforzato. Aumentano le sanzioni (possibilità di segnalazione e sanzione amministrativa), ma non si ritorna alla disciplina vigente fino al 1999, quando anche in questo caso la vaccinazione era condizione d’ accesso alla scuola dell’ obbligo ». Eppure anche qui potrebbe sorgere un altro problema: «Cosa accadrà ai bambini o studenti che andranno a scuola non vaccinati per insensata scelta dei genitori? Io mi auguro che non vengano fatte classi di non vaccinati, perché questa sarebbe un’ inammissibile ghettizzazione. Dunque si porranno criticità organizzative, poiché secondo gli standard dell’ Oms in ogni classe almeno il 95% degli alunni o studenti deve essere vaccinato». Ecco perché «dobbiamo farci carico – secondo Antonelli – della salute di tutti i nostri ragazzi vaccinati e non vaccinati, e per questo utilizzare i proventi delle sanzioni per alimentare quanto mai opportune campagne di informazione e sensibilizzazione, capaci di superare l’ insensato pregiudizio che sia meno rischioso non vaccinarsi». Di tribunali e impugnazioni d’ altronde parla già il Codacons, da sempre in conflitto con la Lorenzin sull’ obbligo vaccinale: «Il decreto sui vaccini approvato dal Consiglio dei ministri è palesemente incostituzionale e pertanto verrà impugnato dall’ associazione al fine di ottenerne l’ annullamento presso la Consulta» hanno fatto sapere i Consumatori. Secondo cui «la trasformazione delle vaccinazioni facoltative in obbligatorie costringerà a sottoporre i bambini a una dose massiccia di vaccini, senza alcuna possibilità di una diagnostica prevaccinale, con conseguente incremento delle reazioni avverse».

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