DIMENSIONI IRRISOLTE (it.cultura.filosofia.moderato)

Il 11/09/19 12:13, Omega ha scritto:

(la misura delle temperatura)
Omega:

A questo proposito, pare che siano state fatte molte ricerche e molte
esperienze, anche alquanto costose, per tentare di raggiungere lo zero
assoluto, forse dimenticando che lo zero assoluto è solo
un’estrapolazione dell’andamento della curva di temperatura di un corpo
quando viene raffreddato, mentre in sé non ha alcuna logica, anzi si
presenta appunto come paradossale. Tutto ciò che fosse totalmente privo
di calore-energia se non ai minimi livelli incapaci di produrre lavoro,
sarebbe infatti inerte, quindi non avrebbe alcuna relazione con ciò che
lo circonda. Essendo privo di ogni relazione sarebbe “isolato”, come
piace dire ad alcuni. Ma che cosa significa ‘isolato’? Totale assenza di
relazioni. Per tutto ciò che in ipotesi lo circonda significa che non
esiste; ma non ha neppure senso parlare di ‘ciò che lo circonda’, perché
anche solo per dire che c’è una forma seppure essenziale di relazione –
un contatto – qualcosa in termini di scambio ci deve essere, altrimenti
rimane il ‘non esiste’ reciproco, realizzando l’ipotesi di Zenone di
Elea. “Isolato” – inteso come assenza totale di relazioni – in sostanza
significa dunque inesistente: come si può infatti dire che esiste
qualcosa che non ha alcuna relazione e che quindi, in particolare, non
ha nulla che lo faccia neppure individuare, e la cui esistenza sia
ignorata da tutto il resto dell’universo? Non c’è bisogno di Zenone di
Elea per capire che un insieme di enti fra loro isolati è solo un modo
bizzarro per definire il nulla.

Lino:
Sulla misura della temperatura:

La misura di una temperatura manca di 2 termini:

1) cosa sto misurando
2) come mi propongo di misurare

R1: se sto cercando di misurare “la più bassa temperatura” devo allora precisare che non sto misurando necessariamente un ente massivo, ma non posso escludere che potrei dover misurare la assenza di ogni ente, il cosiddetto “vuoto”.

R2: precisato, con R1, che anziché misurare un ente o una collezione di enti potrei dover misurare l’assenza di enti.

Va anzitutto precisato che oggi -in fisica- si sottointende che con il concetto di vuoto -in genere- si intende il luogo nel cosmo non occupato da enti massivi.

Tuttavia lo spazio cosmico non è affetto solo da essere occupato da enti massivi, ma anche da radiazioni ed è in grande studio anche la cosiddetta “radiazione cosmologica di fondo CMB”, che viene standardizzata a un singolo valore, quello misurato in prossimità ai nostri strumenti di misura, ma la radiazione -nel cosmo- non ha mica un solo valore, visto che le stelle emettono radiazioni e nel cosmo esiste anche antimateria e le cosiddette particelle di antimateria possono essere descritte anche da una radiazione. (Da cui le mappe eseguite dal satellite Planck di recente realizzazione che mostrano una variazione cambiando la inclinazione dell’angolo del cosmo osservato dal satellite).

Giusto ieri leggevo che nello studio del modello standard e in particolare per gli esperimenti LHC (che è un acceleratore di particelle) si è trovato che le particelle sub atomiche potrebbero avere anche una piccola massa e tale massa è considerata variabile.

La trattazione di questo argomento è su wikipedia, per chi non lo conosca:
Infatti, recentemente, si è sviluppata una teoria detta del “meccanismo di Higgs”:
https://it.wikipedia.org/wiki/Meccanismo_di_Brout%E2%80%93Englert%E2%80%93Higgs

Ieri, su questo, e cioé sul concetto di “struttura della materia” ho voluto scrivere un articolo sul mio blog, per chi voglia darci una occhiata:
https://6viola.wordpress.com/2019/09/17/struttura-della-materia-studio/

Riassumo:
Il dubbio di Higgs è domandarsi se la materia e la energia abbiano una simbiosi e come si travasino una nell’altra poiché la “etichetta” potrebbe rimanere la stessa .. ad esempio “elettrone” .. ma il contenuto che porta quell’ente (elettrone) sia mutevole, e mutevole in un continuum per cui andrebbe precisato perché a volte misuriamo la massa di un elettrone di un certo “peso” e altre volte il peso è diverso!

Tutta la teoria della scuola di Copenaghen è ferma su ciò da 100 anni.

Da quando -io considero- Dirac previde la esistenza della antimateria (ad esempio anti_elettroni) e poi furono misurati sperimentalmente solo dopo che Dirac li aveva previsti (matematicamente).

Purtroppo io nonostante abbia trovato la soluzione a questo quesito faccio parte della scuola deterministica (Laplace, Einstein, etc).

E questo porta che il mio lavoro sia scartato dall’essere anche solo letto, poiché sono 100 anni che l’approccio è solo tramite la teoria della probabilità nel misurare gli enti sub atomici.

Vediamo un attimo come si biforcano le 2 strade epistemologiche?

Heisenberg afferma

(1) Dx.Dp > h

dove Dx è un errore sulla posizione dell’ente
dove Dp è un errore su p=quantità di moto=m.v
dove v=velocità dell’ente sotto misura.

Il ragionamento di Heisenberg è il seguente:

Se io devo misurare la posizione -ad esempio- di un elettrone devo interferire con l’ente (elettrone) almeno con 1 fotone, poiché non so manipolare una quantità di energia inferiore a 1 fotone.

Ma tale interferenza mi altera sia la posizione x (nello spazio) e sia il vettore che  mi definisce la velocità v (nello spazio) ed inoltre la massa per le considerazioni della teoria della relatività sembra risentire della v, quindi compirò, ragiona Heisenberg, senzaltro un errore.

Da ciò nasce il principio di indeterminazione di Heisenberg e la rinuncia a studiare come si comporterebbe un elettrone che se ne va per i cazzi suoi senza subire misura ..

Non tutti per la verità ci rinunciarono .. e mi piace ricordare De Broglie su questo:

Cosa fa un corpo che viaggi a velocità costante se non subisce forze esterne?

TESI: rimane a viaggiare nel suo stato di quiete a velocità costante.

Ora supponiamo di avere un fotone: e supponiamo che questo fotone abbia una lunghezza d’onda lambda, e anche una v=c

Se scrivo, come De Broglie scrive (ha mandato la formula seguente anche ad Einstein che gliela ha confermata) .. se scrivo, dicevo:

(2) lambda.p=h

Che cosa ho scritto?

Se si guarda per confronto la (1) e la (2) si vedrà che sono molto simili!

Nella (2) si dice che si può considerare 1 fotone -ancora prima di misurarlo- di lunghezza (d’onda) lambda.

Che se moltiplico la posizione, ma come elongazione, (dell’ente), per p non ho un valore maggiore di h, ma proprio h.

Quindi non ho nessun errore congenito nell’immaginarmi una radiazione, se non vado a interferire con la misura.

Questa -cari amici- è epistemologia: teoria della conoscenza ancora prima di interagire con la res.

E chi mi dice che non ha detto De Broglie una cazzata?

La dimostrazione seguente:

(3) c=lambda/T=lambda.f

ne segue che

(4) lambda=c/f

(5) p=m.c

sostituendo la (4) e la (5) nella (2)

la (2) diviene la seguente:

(6)  (c/f).m.c=h

che può anche essere scritta:

(7) m.c^2=h.f

Ebbene la (7) dice che una particella di massa m (misurata quando viaggiava a velocità zero) diviene totalmente radiativa quando la velocità diviene v=c, e cioé solo energia.

La (7) è sia la formula di Einstein che quella della energia di Planck per una onda di una data frequenza f.

Quello che manca alla (7) è solo l’interim, e cioé cosa succede man man che la materia da essere completamente massiva quando v=0 diviene completamente radiativa quando v=c.

Tali formule dell’*interim*(del transitorio) le ho trovate io ..

.. al link seguente:
https://i1.wp.com/www.partitoviola.it/images/Ep+Er_1-12-2017.jpg?zoom=2

(spero che i link siano ammessi altrimenti devo prendermi le ferie per terminare questo post)

Se invece -vi interessa- la trattazione di come sono arrivato a dimostrare l’INTERIM, appena sopra citato, vi rinvio alla trattazione seguente (sempre sul mio blog):
Einstein’s Theory of General Relativity: reverse engineering [k_Fermat solution]
https://6viola.wordpress.com/2018/06/21/einsteins-theory-of-general-relativity-reverse-engineering-k_fermat-solution/

Non è una trattazione facile perché ho dovuto estendere la teoria della relatività generale che prevede che le equazioni usate da Einstein siano solo relative a corpi massivi, mentre ciascun ente è _sempre_ sia massivo che con una aliquota radiativa.

Vi faccio un esempio di facile comprensione nel macro cosmo:

Il Sole è solo un ente che emette radiazioni?

Oppure ha anche una massa?

Ergo le stelle, per esempio, sono enti contemporaneamente sia massivi che radiativi!

E ciò avviene sempre a meno che la velocità dell’ente sia v=0 oppure v=c

Tra l’altro ciò è un problema di misura, perché siamo noi che viaggiamo a circa v=0 che non vediamo la massa di un ente che ci si manifesta (a noi, per causa del sistema inerziale da cui si misura) solo in forma radiativa.

Ma una astronave che viaggiasse a v=c sarebbe completamente massiva a coloro che viaggiano sulla astronave. Spero di non avervi shockato

.. ma forse è il caso che cominciamo a capire che i viaggi nel cosmo saranno possibili -in futuro- e anche superando la velocità della luce (grazie alla applicazione del 3 principio della dinamica).

.. il problema dei viaggi nel cosmo sarà principalmente sapere usare la fusione del plasma non in forma chiusa con un tokamak, ma in forma aperta nel concetto di motore a reazione e quindi grazie al confinamento magnetico.

Ma torniamo a noi e alla domanda iniziale.

Mi sembra chiaro, ora che abbiamo un diverso modello della realtà, che il vuoto non è vuoto MAI .. poiché dovremmo considerare che le radiazioni riempiono il cosiddetto vuoto (cosmologico).

E quindi c=1/sqrt(eps0.mu0)

Che la velocità della luce espressa rispetto a una media che si suppone costante delle radiazioni nel cosiddetto vuoto è un valore astratto dalla realtà, perché le radiazioni dipendono dalla “densità del mezzo” che la radiazione attraversa.

E quindi essendo il mezzo variabile, di densità, anche la luce non è stata MAI costante come Einstein sperava.

Del resto la luce per chi la studia, come me, tramite le equazioni di Einstein generalizzate (K_Fermat le ho chiamate, in onore di Fermat che è citato dal Fisico Amadori e del matematico Lussardi nella prima estensione della rappresentazione che io ho ulteriormente esteso ai link che vi ho già citato)..

la luce -dicevo- riserva delle sorprese .. e cioé se siamo oltre il raggio di Schwarzschild vede che la luce (durante una evaporazione di Hawking da un black hole) aumenta di velocità oltre “c” tanto più è forte la massa del BH. (nel recente collasso di due stelle di neutroni si è avuto con articoli pubblicati su Nature: v > 4.c). Quindi va scritta anche una teoria della antigravitazione, oltre che una teoria gravitazione.

Dunque -in breve- la misura degli enti è possibile nel reale solo specificando di quali enti si parla e come viene eseguita la misura che dovrà tenere conto del discorso di Heisenberg, che però non fissa un limite eterno in h, ma solo dipendente dal quantum minimo -ad oggi- che è il fotone. Ma una volta diminuito il quantum minimo il livello di errore sarà diminuibile, come ben sanno coloro che studiano i convertitori analogico digitali che hanno un errore di quantizzazione causato dal livello del quantum minimo di digitalizzazione.

ultimo aggiornamento:
18.09.2019, ore 22.14
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