teoria delle forze di glue [studio]

Vi propongo una riflessione di un noto fisico: Christian Corda. Per chi ama la fisica, la riflessione è molto stimolante.

“In meccanica quantistica l’energia è quantizzata. Le mie ultime ricerche sui buchi neri mi portano a pensare che in gravità quantistica potrebbe invece essere quantizzato il QUADRATO dell’energia!”
😱😱😱😱😱😱

Commenti
  • Roberto Scannella Suggestivo ….
    Nascondi o segnala
  • Franco S Capanna ? Non c’è spiegazione ?
    Nascondi o segnala
  • Daniela Brizzi Si può partire dal fatto che non riusciamo ad individuare i gravitini.
    Nascondi o segnala
  • Quantum gravity’s tangled time
    IQOQI-VIENNA.AT
    Quantum gravity’s tangled time

    Quantum gravity’s tangled time

  • Daniela Brizzi E quindi inviterei Cristian Christian Corda, Mauro G. Bergonzi e naturalmente Franca Maria De Rossi a riflettere sul tema. Semmai potremmo lanciare il gruppo su temi scientifici all’ avanguardia.
    Nascondi o segnala
    • Domenico Annunziata Daniela Brizzi Se una grandezza, in questo caso l’energia, varia in modo continuo, necessariamente anche il suo quadrato varia in modo continuo. Questa è matematica. Se, invece, la grandezza varia in modo discreto, quantizzato, ovviamente anche il suo quadrato varia in modo discreto.
      Nascondi o segnala
    • Luigi Votta gravità quantistica: e cos’è il quadrato di una energia?
      e la radice una energia discontinua? mah!
      già gravità dei quanti … 🤔!
      Interessante stimolo!
      Nascondi o segnala
    • Alessio Chiaramonti … Natura non facit saltus! 🙁
      Nascondi o segnala
    Scrivi una risposta…
  • Nascondi o segnala
  • Franca Maria De Rossi Io ho letto con interesse molto intenso ma avrei bisogno di altri dati.

    🙂

    Nascondi o segnala
  • Franca Maria De Rossi Sono d’ accordo, Daniela Brizzi, con l’ idea di iniziare il gruppo su temi scientifici all’ avanguardia.
    Nascondi o segnala
  • Rinny Sanchi “varia in modo discreto” una specie di proporzionalità
    Nascondi o segnala
  • Martyna Federico Se è quantizzato il quadrato dell’energia 🤔🤔mmm interessante, lo sarebbe molto di più se riuscissi a farmi entrare l’idea in testa del significato, ho una piccola difficoltà in questo
    Nascondi o segnala
  • Daniela Brizzi Non vi preoccupate. Stasera arrivo io e chiarisco tutto 😀
    Nascondi o segnala
  • Christian Corda In realtà mi sono espresso impropriamente. Ciò che ho trovato è che nel collasso gravitazionale e nella successiva formazione del buco nero la massa-energia non é tutta multipla dell’energia di Planck come ci si potrebbe aspettare, mentre la massa energia al quadrato è TUTTA multipla dell’energia di Planck al quadrato. Quale sia il significato fisico di questa cosa è tutto da scoprire, ma non penso si tratti di qualcosa di banale.
    Nascondi o segnala
  • Rg Rg seguo
    Nascondi o segnala
  • Pasquale Tufano Noto che De Broglie propose:
    (0) lambda.p=h

    Noto che Compton trovò (ponendo p=m0.c)
    lambda.m0.c=h
    lambda_c=h/m0.c
    detta
    (1)”lunghezza di Compton”=lambda_c=h/m0.chttps://it.wikipedia.org/wiki/Lunghezza_d%27onda_Compton

    Noto che la lunghezza di Planck si ottiene nel modo seguente:
    Essendo dalla (1)
    (1) lambda_c=h/m0.c
    Essendo anche
    (2) lambda_c=c/f_c
    Infatti
    lambda_c/T=spazio/tempo=c=lambda_c.f_c
    da cui:
    (2) lambda_c=c/f_c
    cito dal link che segue:
    “la lunghezza d’onda Compton di una particella è equivalente alla lunghezza d’onda di un fotone la cui energia è la stessa della massa a riposo della particella. Infatti
    (3) h.f_c=m0.c^2=energy
    che è la energia sia secondo Planck che secondo Einstein.
    Infatti sostituendo
    nella (0) lambda.p=h la quantità: p=m0.c
    si ottiene:
    lambda.m0.c^2=h
    e sostituendo anche lambda=c/f_c
    c/f_c.m0.c^2=h
    che si può anche scrivere come la (3) ovvero:
    (3) h.f_c=m0.c^2=energyhttps://it.wikipedia.org/wiki/Lunghezza_di_Planck

    cito dall’ultimo link sopra:
    “D’altra parte possiamo pensare a un limite superiore della massa di una particella quando questa raggiunge le dimensioni di un buco nero, all’interno del quale un fotone resta confinato dal campo gravitazionale se la sua energia non è sufficiente a superare l’orizzonte degli eventi.
    L’equazione che descrive la relazione esistente fra la massa di un buco nero e il raggio dell’orizzonte degli eventi è, come noto:
    rs=2GM/c^2 (raggio di Schwazchild)
    Se si cerca il punto di intersezione tra
    lunghezza di Compton=rs=L_p=lunghezza di Planck (vedi figura al link:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Lunghezza_di_Planck
    .. allora .. si trova come intersezione delle 3 curve:VVVVVV
    (4) ascisse (asse x): m0=sqrt(h.c/G) =massa di Planck

    (4-b) ordinate (asse y): L_p=sqrt(h.G/c^3)

    (4-a) ascisse (asse x): m0=sqrt(h’.c/G) =massa di Planck

    Noto che si definisce:
    La massa di Planck è l’unità naturale di massa, ed è indicata come m_P. Concettualmente, è definibile (a meno di un fattore 2.pi) come la massa di una particella la cui lunghezza d’onda Compton è pari alla lunghezza di Planck.
    vedi link:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Massa_di_Planck

    E’ detto inoltre al link:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Lunghezza_di_Planck

    “Come si vede, (ndr: nella “(4), (4-a), (4-b)”) partendo dalla espressione della lunghezza d’onda Compton per definire la lunghezza di Planck, si arriva a un’espressione che non coincide con quella “storica”, nella quale compare \hbar=h/(2.pi)=h’ al posto della costante di Planck h. Tale espressione, che differisce da quella qui calcolata di un fattore sqrt(2.pi), si ottiene invece partendo dall’espressione della Lunghezza d’onda Compton ridotta”: e cioé

    (5) h’/(m0.c)=lambda’_c

    simile alla

    (1) lambda_c=h/m0.c

    ma in cui vi è h al posto di h’.

    cito ancora dal link:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Lunghezza_di_Planck

    “Questa singolare coincidenza matematica potrebbe essere interpretata fisicamente nel seguente modo: ogni fotone abbastanza energetico da misurare un oggetto alla scala della lunghezza d’onda di Planck potrebbe creare una particella abbastanza massiccia da diventare un buco nero (buco nero di Planck), quindi distorcendo completamente lo spaziotempo e inghiottendo un fotone.
    Questo esperimento ideale è visto come una prova del fatto che supporre che la meccanica quantistica e la relatività generale valgano entrambe alla scala di Planck implicherebbe che una misura di lunghezza inferiore alla lunghezza di Planck sia impossibile. In altri termini:
    «La nozione familiare di spazio e tempo non si estende al mondo sub-Planckiano [a lunghezze inferiori alla scala di Planck], il che suggerisce che lo spazio e il tempo come li comprendiamo attualmente possano essere mere approssimazioni di concetti più fondamentali che aspettano ancora la nostra scoperta.»

    Ora andiamo alla energia di Planck:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Energia_di_Planck
    dicesi energia di Planck:

    “In relatività generale si definisce come massa di Planck il valore per cui il raggio di Schwarzschild di un buco nero è pari al raggio di Compton. L’energia posseduta da questa massa a riposo è definita come energia di Planck.”

    (6) energy_p=sqrt(h’.c^5/G)=energia di Planck

    dimostrazione (di ndr):

    presa la

    (4-a) ascisse (asse x): m0=sqrt(h’.c/G) =massa di Planck

    moltiplichiamo per c^2

    infatti energy=massa.c^2

    otterremo:

    [sqrt(h’.c/G)].c^2=energy=[sqrt(h’.c^3/G)]
    che è la (6) sopra citata e anche al link:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Energia_di_Planck

    cvd

    Modifica o elimina questo commento
    Lunghezza d'onda Compton - Wikipedia
    IT.WIKIPEDIA.ORG
    Lunghezza d’onda Compton – Wikipedia

    Lunghezza d’onda Compton – Wikipedia

  • Pasquale Tufano Al lettore “attento” non sarà sfuggito -però- che Heisenberg usa

    Dx.Dp > h’/2

    nel suo -di Heisenberg- principio di indeterminazione come si può anche trovare (a conferma) al link seguente:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_indeterminazione_di_Heisenberg

    Tuttavia anche De Broglie, usa h e non h’ per dire:

    lambda.p=h

    E Dirac, nei principi della Fisica Quantistica usa

    Dx.Dp > h ( e non di h’/2)

    anzi nel definire l’errore minimo scrive il segno di uguale nella (24.2) vedi allegato ..

    Perché il valore di h sembra cambiare?

    Sembra cambiare, a mio avviso, perché va capito che la espressione di De Broglie “NON è una misura” ma la descrizione di un fenomeno senza sporcare il modello con la interferenza di misura.

    E’ -si direbbe in epistemologia- una asserzione apodittica, e cioé a priori di interazione con il reale, e descrizione -quindi- del reale prima di scendere a verificare se ciò che si asserisce sia vero.

    Quindi nel modello di De Broglie, se è vero, non c’è il problema della misura che affligge Heisenberg!

    E quindi ANCHE Heisenberg dice il vero citando non più la lunghezza d’onda di una particella (lambda) o la quantità di moto (p).

    Perché Heisenberg cita l’errore tra un valore medio e la sua deviazione dal valore atteso: quindi sta descrivendo statistica dell’errore.

    Errore conseguente alla interazione con almeno 1 fotone, considerato (ad oggi) la quantità minima di energia per “rubare” informazione al fenomeno sotto osservazione.

    Però non tutti sanno che la teoria degli errori non è detto che sia ergotica a seguito dell’esame di un sistema ergotico.

    Dicesi sistema ergotico quello in cui le medie rispetto ad un parallelo di ripetizione di campionamento rispetto al tempo e allo spazio dia la stessa media.

    O anche detto che le medie di insieme sono equivalenti alle medie temporali.

    Meno ancora è noto che alcuni matematici tra cui Landau sono riusciti a dimostrare che nel caso di un sistema ergotico di tipo Gaussiano

    Dx.Dp > h’/2

    mentre per Dirac, che utilizza la trattazione generale delle trasformate in spazi Duali di Fourier si trova

    Dx.Dp > h

    Chi ha ragione?

    Hanno ragione entrambe, poiché Landau dimostra all’interno di una interazione di tipo Gaussiano.

    Dirac dimostra all’interno di un modello di tipo “astratto” e quindi senza errori!” e quindi ritrova h, (come De Broglie) anziché h’ come Heisenberg.

    Perché Dirac trova un segno di disuguaglianza anziché un segno di uguale?

    Perché Dirac introduce la teoria quantistica.

    Nella teoria quantistica ogni ente non è piccolo a piacere, ma ha un quantum minimo (come nella impostazione storica degli atomisti greci che supponevano -con Democrito- che ci dovessero essere particelle non ulteriormente divisibili, dette elementari).

    Tale quantum minimo è -oggi- il fotone.

    E quindi anche Heisenberg, e Landau, hanno ragione se si introduce la ipotesi che vi sia un quantum minimo non ulteriormente divisibile.

    La questione del fattore di scala e la “teoria della glue”

    Come alcuni sanno, i protoni normalmente (negli acceleratori di particelle) si respingono.

    Einstein quando scrive la teoria della relatività generale introduce alcuni postulati:

    Ed in particolare che “le leggi sono sempre le stesse a prescindere dal fattore di scala”.

    Purtroppo per Einstein aveva ragione Cauchy:

    “la soluzione di un sistema di equazioni -se ha soluzione- dipende dalle condizioni al contorno” e quindi non è vero che si può prescindere dal contorno, da cui “le leggi dipendono dal contorno” e non sono -così- sempre le stesse a prescindere dal fattore di scala.

    Ergo due protoni si possono trovare dentro lo stesso atomo e innescare forze di glue (collanti) senza che ciò spacchi l’atomo.

    Ho voluto introdurre questo tema per una semplice ragione:

    E’ fuorviante dall’esame della _fisica_ pensare che esista un livello minimo che spieghi tutta la fenomenologia.

    Tuttavia è vero che la energia si può quantizzare al livello del fotone, purché ci si limiti a esaminare le fenomeno genesi a livello fotonico.

    Quindi la teoria infinitesimale (Leibniz la inizia con il calcolo infinitesimale) e quella quantica (Newton la inizia con la matematica alle differenze finite) ci servono entrambe!

    Quando la quantizzazione si può considerare comparabile con un punto matematico useremo Einstein che nella relatività generale considera le derivate totali e parziali di Leibniz.

    Quando la quantizzazione osserva dei salti quantici di comportamento della materia causato dalle condizioni al contorno che raggiongono “stati limite” tra attività di glue e ANTI_glue -allora- è lecito approssimare con un certo livello di scala su una quantizzazione che dia conto dei una fenomeno genesi.

    Grazie del tema.

    PS.
    nell’allegato che aggiungo si vede che nella (23.7) il carattere tipografico usato da Dirac è h tagliato.
    Viceversa NON è h tagliato nella 24.2

    Nessuna descrizione della foto disponibile.
    zoom della foto precedente:

fonte facebook:
https://www.facebook.com/groups/robiemaria/permalink/2338119126306656/

Questa voce è stata pubblicata in SCIENZA. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...