La teoria di Einstein è compatibile con la teoria quantistica?

Pasquale Tufano la fisica quantistica NON è incompatibile con la teoria della relatività di Einstein.

Dimostrazione:

La teoria di Einstein afferma che è possibile una metrica tra due spazi astratti, siano S1 ed S2, grazie al calcolo tensoriale.
In particolare le equazioni deducibili grazie alla matematica di Ricci Cubastro sono alle derivate parziali.

Schwarzschild trova una soluzione (fu il primo) in alcune ipotesi di fondazione che usano la trasformazione di Lorentz sul tempo.

Si noti che la soluzione mostra

t=tau/sqrt(1-v^2/c^2)

che andrebbe scritta:

t=tau/sqrt(1-[v(t)]^2/c^2)

ergo la soluzione è implementabile solo alle differenze finite e cioé NON si crea un loop in cui il tempo t dipende da v=v(t) e quindi dipende dal tempo .. se e solo se durante il calcolo di t1 si prende v=v(t0) e cioé si suppone costante la velocità v=v0=v(t0).

Dunque il nostro universo ha quattro variabili che possono essere considerate indipendenti se e solo se le deformazioni spazio temporali sono approssimate alle differenze finite.

Premesso ciò il tempo scorre diversamente in due sistemi S1 ed S2 a secondo del valore inerziale della velocità v. E ciò Einstein lo spiegava anche nel paradosso dei gemelli.

Cosa dice la teoria quantistica?

Una cosa banale: la teoria della conoscenza ha un quantum minimo.

Circa 2000 anni fa si teorizzò che il quantum minimo fosse l’atomo (che in greco significa indivisibile).

Oggi la teoria quantistica dice che il quantum minimo (energetico) è il quantum fotonico.

Anche nei convertitori analogico digitali vi è un quantum minimo e sotto il livello minimo l’output è uniformato ad un valore aleatorio tra due valori adiacenti.
Ciò non perché sotto la scala dei centimetri non c’è la scala dei millimetri, oppure si può andare iterativamente a scale inferiori, ma per un limite tecnologico (secondo la scuola deterministica).

La scuola di Copenaghen afferma che questo limite non è tecnologico ma definitivo, come facevano gli atomisti greci.

A fortiori di ciò cita Heisenberg:

(1) Dx.Dp > h

e dice il vero se la minima energia enucleabile fosse

energy=h.f

Tuttavia secondo De Broglie abbiamo

(2) lambda.p=h

Nella (2) non si esegue una misura, poiché altrimenti lambda sarebbe alterata e avremo una incertezza sia di posizione e sia di quantità di moto.

Dalla (2) però si può dimostrare che la quantizzazione secondo h dimostra sia la formula di Einstein e sia quella di Planck che è quantistica, e cioé fa riferimento al quantum minimo energetico h.f.

Ecco la dimostrazione:

(3) lambda/T=c=lambda.f; nel caso della luce.

(4) p=m0.v=m0.c nel caso di un fotone ottenuto dalla massa di un elettrone che collide con un antielettrone e quindi si converte totalmente in energia (nell’effetto di entanglement).

Sostituendo la (3) e la (4) come lambda=c/f, nella (2)

(2)’ (c/f).m0.c=h che si può scrivere:

(2)” m0.c^2=h.f

cvd.

fonte su facebook:
https://www.facebook.com/groups/robiemaria/permalink/2246304095488160/

Questa voce è stata pubblicata in SCIENZA. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...