Effetto_Sagnac [studio]

Nuovo articolo di ricerca accettato per la pubblicazione dal prestigioso giornale internazionale International Journal of Modern Physics D. In esso descrivo in modo più rigoroso l’effetto che scoprii lo scorso anno sull’esperimento Mossbauer rotante come nuova prova della relatività generale e che mi permise di vincere un piccolo premio internazionale.

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International Journal of Modern Physics DAccepted PapersNo AccessMossbauer rotor experiment as new proof of general relativity: Rigorous computation of the additional effect of clock synchronizationChristian CordaPh. DChristian Cordahttp://orcid.org/0000-0003-1999-4503 Search for more papers by this…

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  • Pasquale Tufano un video che spiega la configurazione:
    https://youtu.be/uFm794Dld_8
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  • Pasquale Tufano nel video seguente si vede come se la velocità della luce fosse una velocità ordinaria v < c .. se imponiamo in senso di rotazione orario una pallina giunge prima a secondo se la rotazione è oraria oppure antioraria:
    https://youtu.be/Fk0RvzaHq_Q
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  • Pasquale Tufano qui è spiegato in italiano:
    https://youtu.be/xwDbbEJhSfw
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  • Pasquale Tufano Dunque .. va spiegato che “l’etere non esiste” e quindi i video che facciano riferimento all’etere giungono a conclusioni sbagliate.
    La ragione della affermazione “l’etere non esiste” è il fatto che -storicamente- l’etere era un “vento dell’etere” e cioé il “mezzo” avesse una traslazione, oppure -in generale- una dinamica preferenziale. Ma molte misure anche recenti dimostrano che queste tesi (la esistenza di tale dinamica) è errata: e ciò si riassume nella tesi “l’etere non esiste”.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Etere_luminifero
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  • Pasquale Tufano Tuttavia è un dato di fatto che le frange di interferenza risultino diverse a secondo del verso di rotazione e necessita -quindi- una spiegazione.
    Su wikipedia è riconosciuto che la luce compie un percorso diverso (rispetto al tempo) e quindi di dice:
    “Sotto questa metrica, la velocità della luce tangente all’anello è c ± ωr a seconda che la luce si stia muovendo contro o nella direzione di rotazione dell’anello.” (al link:https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Sagnac) però vediamo la introduzione dell’articolo di Christian Corda e la sua spiegazione prima in inglese e poi italiano:

    The Sagnac effect is usually considered as being a relativistic effect
    produced in an interferometer when the device is rotating.
    General relativistic explanations are known and already widely explained in many
    papers.
    Such general relativistic approaches are founded on Einstein’s
    equivalence principle (EEP), which states the equivalence between the
    gravitational “force” and the pseudo-force experienced by an observer in a non-inertial frame of reference, included a rotating observer.
    Typically, the authors consider the so-called Langevin-Landau-Lifschitz metric and
    the path of light is determined by null geodesics. This approach partially
    hides the physical meaning of the effect. It seems indeed that the light
    speed varies by c ± ωr in one or the other direction around the disk. In
    this paper, a slightly different general relativistic approach will be used.

    Traduzione:
    L’effetto Sagnac viene generalmente considerato come un effetto relativistico
    prodotto in un interferometro quando il dispositivo sta ruotando.
    Le spiegazioni di relatività generale (RG) sono note e già ampiamente spiegate in molti
    documenti.
    Tali approcci di Relatività Generale (RG) sono basati su “Einstein’s
    equivalence principle (EEP=principio di equivalenza di Einstein), che stabilisce l’equivalenza tra la
    “forza” gravitazionale e la pseudo-forza sperimentata da un osservatore in
    un sistema di riferimento non inerziale, incluso un osservatore rotante.
    Tipicamente, gli autori considerano la cosiddetta metrica di Langevin-Landau-Lifschitz e
    il percorso della luce è determinato da geodetiche nulle. Questo approccio parzialmente
    nasconde il significato fisico dell’effetto.
    Sembra davvero che la velocità della luce varia di c ± ωr in una o nell’altra direzione attorno al disco.
    In questo documento, verrà utilizzato un approccio relativistico generale leggermente diverso.
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  • Pasquale Tufano Tralascio la traduzione di tutto l’articolo e cito le conclusioni:
    6 Conclusions
    In this paper some considerations about the Sagnac experiment have been made.
    It has been shown that, by considering the rotating metric and by imposing the cancellation of the line element, one has an unexceptionable explanation only from the mathematical point of view. In this way, it seems that the speed of light varies by c ± ωr in one or the other direction around the disk. Instead, as it happens for example in Rindler or Schwarzschild metric, the apparent variation of the speed of light is a
    VVVVVVVVVVV
    consequence of time dilation.
    ^^^^^^^^^^^^^
    For this reason, it seems
    that the physics of the experiment is clearer by using the “gravitational” Coriolis time dilation.

    6. Conclusioni
    In questo articolo sono state fatte alcune considerazioni sull’esperimento Sagnac.
    È stato dimostrato che, considerando la metrica rotante e imponendo la cancellazione dell’elemento di linea, si ha solo una spiegazione ineccepibile dal punto di vista matematico. In questo modo, sembra che la velocità di la luce varia di c ± ωr in una o nell’altra direzione attorno al disco. Invece, come accade ad esempio nella metrica Rindler o Schwarzschild, la variazione apparente
    della velocità della luce è unaVVVVVVVVVVVVVVV
    conseguenza della dilatazione del tempo.
    ^^^^^^^^^^^^^^^
    Per questo motivo, sembra
    che la fisica dell’esperimento è più chiara usando il Coriolis “gravitazionale” dilatazione del tempo.
  • Pasquale Tufano Sono senzaltro daccordo con Christian Corda è il problema si risolve introducendo il tempo e le deformazioni temporali nell’esame della fenomenologia.

    Infatti in sistemi che si muovono a velocità prossima alla velocità della luce si osserva una deformazione:

    t=tau/sqrt(1-v^2/c^2)

    Quindi tanto più v -> c

    e tanto più si osserva un sistema che si approssima alla velocità della luce come differente nella misura del tempo che in S1 si misura in t ed in S2 si misura in tau.

    come esempio: se v=0.998*c

    t=15*tau

    quindi una particella (come i muoni) che si approssima alla velocità della luce invecchia (rispetto a noi, in S1) molto di più e tende a divenire immortale.

    E cioé nel caso ideale la luce rimane a viaggiare per miliardi di anni senza subire trasformazioni (se il vuoto fosse perfetto).

    Quindi è senzaltro vero che le particelle che viaggino con velocità
    v < c subiscono deformazioni temporali.

    Però dobbiamo ricordare che la luce ideale attraversa un vuoto ideale. Mentre, ed invece, un fascio di luce reale attraversa un mezzo circa vuoto e tanto più è un vuoto perfetto e tanto più si può dire che la velocità della luce è un valore fisso ed inalterabile.

    Ne concludo io che le frange di interferenza sono create sì dalle deformazioni temporali, ma solo supponendo una luce non ideale poiché attraversa un “mezzo non ideale” e quindi se la luce non incontra un vuoto perfettamente vuoto, ma un vuoto non esattamente vuoto come è la media nel nostro universo (circa 1E-26 kg/m^3) alla luce _reale_ si possono applicare le considerazioni matematiche di subire delle deformazioni temporali, e quindi anche spazio temporali che possono “favorirla o possono ostacolarla” dall’attraversare un “mezzo” di densità media, come in un certa zona del nostro universo è il vuoto NON ideale che noi viviamo.

    fonte su facebook:

    https://www.facebook.com/groups/robiemaria/permalink/2142856732499564/

    fonte sul web (pdf) articolo Christian Corda:
    https://arxiv.org/abs/1902.03895

    da it.cultura.filosofia, 20 maggio 2019:
    sull’effetto Sagnac e altre questioni della fisica e della filosofia
    Lino:
    >> Einstein’s Theory of General Relativity: reverse engineering [k_Fermat
    >> solution]
    >> elativity-reverse-engineering-k_fermat-solution/
    Il 18/05/19 01:15, Loris Dalla Rosa ha scritto:
    > Ho provato a dare uno sguardo, ma e’ questione specialistica di fisica e
    > non ho competenza sufficiente per commentare. Ma, su tutto questo ti sei
    > confrontato con esperti in materia?
    > Un saluto,
    > Loris
    Anzitutto grazie per esserti espresso sul mio tentativo di divulgare una questione attinente alla fisica che ancora non è nota, quindi che -ufficialmente- non esiste!
    Ieri (19 maggio 2019) ho cercato di fare altrettanto su una questione che non conoscevo, né ancora era stata ufficialmente risolta.
    Si tratta della interpretazione dell’effetto Sagnac.
    Christian Corda, uno dei massimi fisici attuali, e mio amico su facebook ha pubblicizzato una sua pubblicazione dell’effetto Sagnac.
    Ha anche ottenuto un premio internazionale per questo suo studio oltre che la pubblicazione.
    Perché l’ho fatto, di andarmi a studiare l’articolo di Corda?
    Ti dirò la verità .. non perché io ne fossi competente, come ho detto sopra .. ma perché -secondo me- oltrepassando la frontiera della conoscenza serve solo la lampada di Diogene .. usata per illuminare il passo successivo dove poggiare il piede.
    Si agisce -quindi- in estrapolazione, e si pesa se la nostra idea di cosa ci è difronte siamo pronti a volercene interessare (inter esse, entrare in noi) oppure no.
    Ti/Vi darò un link più tecnico al mio blog dove ne tratto in coda a questa mia risposta, ma -ora- voglio mostrare che anche un bambino completamente ignorante di ogni cosa della fisica può mettersi di fronte al nuovo e dire se “il re è nudo, oppure no”, quindi mi esprimerò in modo di essere facilmente comprensibile.
    Sagnac studiò per primo un fatto molto importante nella fisica:
    Tesi_1:
    è vero che la velocità della luce è la massima velocità?
    “La velocità della luce, come max velocità, è -tuttoggi- considerata una tesi confermata dalla sperimentazione ufficiale”.
    Inoltre tra i postulati della teoria della relatività generale vi è il seguente:
    Tesi_2:
    Il nostro universo ha (o meglio avrebbe) una anomalia:
    “La velocità della luce è la stessa da qualunque sistema inerziale venga misurata”.
    Nota Bene: dicesi sistema inerziale un sistema che viaggi a velocità costante, tale velocità però non è necessariamente la stessa.
    conferma che questa sia una tesi ufficiale:
    ++
    Che cosa trova Sagnac?
    Che una particella di luce (un fotone) impiega meno tempo in un percorso antiorario, rispetto a un percorso orario, se rimbalza dentro un cilindro in moto.
    Quindi sembrerebbe che non sia vero che la luce abbia questa proprietà che trascenderebbe la fisica dei corpi materiali che -invece- impegnano più tempo a percorrere lo spazio a secondo da dove venga eseguita la misura.
    Detto in breve Sagnac contraddice Einstein, apparentemente, e serve spiegare se e come si concilia con Einstein affinché la teoria della relatività Generale non sia dimostrata come fallace.
    Una impresa non da poco, visto che sono circa 100 anni che la RG (relatività generale) trova conferme sperimentali.
    Ora fornisco una dimostrazione (breve) dimostrando che avevano ragione sia Sagnac e sia Einstein dicendo due cose apparentemente diverse.
    E’ noto (dalle misure sperimentali) che la luce cambia la sua velocità a secondo delle caratteristiche del mezzo che attraversa.
    Ciò è detto dallo studio dei parametri della impedenza del mezzo e del legame di “c” da tali parametri.
    Se -dalla misura- cambia la “densità del mezzo” ne segue che .. “cambia c=velocità della luce”.
    Do alcuni link per gli approfondimenti:
    sul concetto di impedenza del vuoto (che però non è esattamente vuoto ma solo circa vuoto):
    sul legame di c con Z
    l’ultimo link mostra che
    c=1/sqrt(mu0*esp0)
    quindi dipende dal mezzo, che non è esattamente vuoto ma come media:
    d=densità=circa 1E-26 kg/m^3
    conferma della densità del vuoto come stima non ideale (di un circa vuoto):
    in alto a destra:
    Density (of total energy)
    9.9×10−27 kg/m3 (equivalent to 6 protons per cubic meter of space)[4]
    ++
    Cosa trova Christian Corda?
    Che tutte le particelle che si avvicinano alla velocità della luce alterano il modo con cui vivono il tempo, essendo
    t=tau/sqrt(1-v^2/c^2); sqrt è la radice quadrata.
    La precedente è detta “trasformazione di Lorentz”, anche usata da Schwarzschild nella sua soluzione delle equazioni alle differenze parziali vs derivate ordinarie: prima soluzione ufficiale delle equazioni di Einstein! .. che sarebbero rimaste implicite (senza soluzione) senza una soluzione di Schwarzschild. Del resto il calcolo tensoriale è di Ricci Curbastro che tramite il suo allevo Levi Civita lo aveva insegnato ad Einstein. Quindi stiamo parlando di un livello di matematica che Einstein non avrebbe potuto risolvere senza Ricci Curbastro.
    Nella espressione sopra citata di Lorentz:
    t è la misura del tempo nel nostro sistema (pianeta Terra);
    tau è la misura del tempo misurato sopra la particella in moto.
    Quindi Corda associa alla deformazione temporale, come fatto fisico la conseguenza che lo spazio_tempo tra i due sistemi sia alterato e quindi le frange di interferenza di un interferometro diano due risultati diversi a secondo se si fa ruotare il giroscopio in senso orario, oppure antiorario.
    ++
    Cosa dice Tufano, o Lino per gli amici (cioé io)?
    traggo dalla conclusione del mio articolo (sul mio blog):
    Sono senzaltro daccordo con Christian Corda è il problema si risolve introducendo il tempo e le deformazioni temporali nell’esame della fenomenologia.
    Infatti in sistemi che si muovono a velocità prossima alla velocità della luce si osserva una deformazione:
    t=tau/sqrt(1-v^2/c^2)
    Quindi tanto più v -> c
    e tanto più si osserva un sistema che si approssima alla velocità della luce come differente nella misura del tempo che in S1 si misura in t ed in S2 si misura in tau.
    come esempio: se v=0.998*c
    t=15*tau
    quindi una particella (come i muoni) che si approssima alla velocità della luce invecchia (rispetto a noi, in S1) molto di più e tende a divenire immortale. (nel caso dei muoni la vita media, tau, aumenta di 15 volte se v=0.998*c, essendo t=circa 15*tau)
    E cioé nel caso ideale la luce rimane a viaggiare per miliardi di anni senza subire trasformazioni (se il vuoto fosse perfetto).
    Quindi è senzaltro vero che le particelle che viaggino con velocità
    v < c subiscono deformazioni temporali.
    Però dobbiamo ricordare che la luce ideale attraversa un vuoto ideale. Mentre, ed invece, un fascio di luce reale attraversa un mezzo circa vuoto e tanto più è un vuoto perfetto e tanto più si può dire che la velocità della luce è un valore fisso ed inalterabile.
    Ne concludo io che le frange di interferenza sono create sì dalle deformazioni temporali, ma solo supponendo una luce non ideale poiché attraversa un “mezzo non ideale” e quindi se la luce non incontra un vuoto perfettamente vuoto, ma un vuoto non esattamente vuoto come è la media nel nostro universo (circa 1E-26 kg/m^3) alla luce _reale_ si possono applicare le considerazioni matematiche di subire delle deformazioni temporali, e quindi anche spazio temporali che possono “favorirla o possono ostacolarla” dall’attraversare un “mezzo” di densità media, come in un certa zona del nostro universo è il vuoto NON ideale che noi viviamo.
    fonte su facebook:
    ++
    Queste persone fanno fisica come loro professione. (Mi riferisco a Christian Corda, ad esempio).
    Perché non si dovrebbe ricorrere ad un “parere autorevole”?
    Espresso a tuo modo:
    Ma, su tutto questo ti sei
    confrontato con esperti in materia?
    Ti rispondo:
    esperti in materia, sull’ignoto, NON ne esistono:
    E’ solo l’amore a ciò che si fa che fa la differenza.
    E trasforma il fatto che normalmente si agisce con ragione di causa in modalità di estrapolazione per giungere là dove nessuno era mai giunto prima .. perché avevamo acceso una luce non in generale e su tutti gli uccelli del canneto.
    Ma il nostro binocolo, come quello di Galileo, stava osservando “uno specifico fatto” e potevamo decidere se era illusione e magia .. o rifiutarsi di guardare nel binocolo, oppure limitarsi a dire quello che vedevamo.
    Tutti possono vedere in una certa direzione(!), da ciò la scienza si dice “oggettiva”, magari dedicando tempo ad arrampicarsi sulla vetta di un monte per -metaforicamente- “parlare con Dio”. (nel senso di vedere un più ampio orizzonte per esempio dallo studio della natura, o dalla meditazione, come chi vede di più se si arrampica su un punto di osservazione maggiore, “nano sulle spalle di giganti”).
    Si sono messi Dio/verità_100% in tasca? .. i vari Mosé, o Cristo stesso, in quanto Cristo_uomo?
    No, un corpo umano non può conoscere ciò che è illimitato.
    Si può solo aprire un canale di comunicazione, se siamo interessati (inter esse) a un colloquio che “NON è sentire le voci”.
    E’ lo studio che in filosofia si direbbe “studio della metaFISICA”.
    E cioé non escludere che l’inconoscibile possa -in parte- essere conosciuto, ma non confidando in esperti, o in Dio stesso .. che ci voglia rivelare la esattezza della verità completa al 100%.
    Poiché la verità al 100% è un peso che ci distruggerebbe espandendo i nostri confini ad un raggio infinito.
    Serve l’umiltà di dire “so di non sapere e purtroppo (forse) sono l’unico a saperlo”.
    Ciò non ci deve immobilizzare a brucare l’erba a cui ci deve condurre qualcun altro perché noi siamo ignoranti: “un pastore autorevole”.
    Serve la dignità di dire che abbiamo amato la verità NON perché la abbiamo posseduta .. ma perché l’abbiamo considerata l’unica cosa degna di essere cercata.
    Grazie dell’occasione e della tua onestà intellettuale, sebbene mi sembra che abbiamo idee ancora molto distanti (a me pare, ma potrei sbagliarmi)
    Il mio articolo completo sul tema Sagnac:
    L’articolo di Christian Corda completo (in inglese):
    (scegliere l’opzione pdf per fare il download)

ultimo aggiornamento:

20 maggio 2019, ore 14.06

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