Il «punto oscuro» di Pauli [studio]

Il «punto oscuro» di Pauli
La riflessione heisenberghiana è di molto debitrice anche a una serie di osservazioni compiute da Pauli sulla collisione tra elettroni, interpretati come onde materiali. In una lettera indirizzata a Heisenberg, Pauli, lo informava delle sue scoperte: quando due elettroni si trovavano distanti, le variabili p e q – che indicano rispettivamente il momento e la posizione di ciascun elettrone – si comportavano secondo le previsioni della fisica classica: gli elettroni, in altre parole, agivano semplicemente come onde piane. Questo smetteva di essere vero quando i due elettroni venivano a trovarsi a distanza ridotta, in prossimità di una collisione o all’interno di un atomo: in questo caso, infatti, a prevalere era il loro comportamento quantistico. Pauli non esitava a parlare di «punto oscuro», intendendo che, qualora si assumesse una delle due variabili come controllata, occorreva tuttavia rassegnarsi all’idea che l’altra fosse indeterminabile. Diventava così impossibile fissare in maniera definitiva la traiettoria della particella indagata, che restava in questo modo incontrollata. Il che, molto semplicemente, sta a significare che di essa non si potava sapere nulla.” D. Guerra.

Commenti

Pasquale Tufano va capito un concetto semplice: un modello teorico non influenza la misura.

Se un corpo non è sottoposto a forze esterne e si muoveva di moto rettilineo continuerà a farlo, nel modello.

Nel reale per misurare che è vero necessita interagire per eseguire la misura e ciò altererà, anche se di poco il moto.

Nel caso del moto di un elettrone servirà almeno un fotone e purtroppo nella misura ciò altererà la traiettoria dell’elettrone di molto.

Ma va capito che nel modello la teoria di Heisenberg è falsa, poiché non necessita nessuna misura per dire che un corpo si muove a velocità costante, se non è sottoposto a forze esterne.

Che conseguenze hanno questi ragionamenti?

che è vero (nel modello):

(1) p*lambda=h (De Broglie)

E non è vero (nel modello):

(2) Dp*Dx > h (Heisenberg)

Infatti:

essendo:

(3) lambda*f=c

(4) p=m*v

Quando v=c

se sostituisco la (4) nella (1) ottengo:

(5) m*c*lambda=h

se sostituisco la (3) nella (5) ottengo:

(6) m*c*(c/f)=h che si può scrivere:

(7) mc^2=h*f

che è la formula di Einstein e quella di Planck per la energia

cvd.

fonte:

https://www.facebook.com/groups/robiemaria/permalink/2028239040628001/

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