“I filosofi pensino a filosofare, i fisici pensino alla fisica” [Albert Einstein]

Christian Corda ha commentato questo elemento.

“I filosofi pensino a filosofare, i fisici pensino alla fisica”.
Albert Einstein

Commenti
Guido Bussacchetti E i metalmeccanici al metal….
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Sonia Sonia E lui era anche filosofo
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Christian Corda Si, ma lui era unico…
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Sonia Sonia Continuiamo a rafforzare la sua figura… Che palle!
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Christian Corda Sonia, ma lui se lo merita. Sapessi poi quanti imbecilli cercano di sminuirlo…
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Luca Mazza hai omesso un punto interrogativo

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Nessun testo alternativo automatico disponibile.
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Matty Groves Ma non era uno sporco ebreo come Judah Folkman, come Leonard Cohen, come Emilio Segre’, come Max Perutz, come Abraham Sinkov?
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Christian Corda Anche come Christian Corda, parrebbe.
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Gabriele D’Angelo dopo Einstein può esserci solo Zweitein….fatevene una ragione.
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Luca Mazza … driestein ancora interessante ma funfenstein (fuffenstain) farà paura!
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Gabriele D’Angelo il successo nella successione…o il progresso nella progressione. Supercazzola a parte, il capellone non ha ancora avuto eguali a mio modestissimo e filosofico parere…e come suggerisce Salucci che è fatto di una certa pasta….gli gnocchi pensino alle…
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Clem Tortora Se mi permettete, vorrei dire che è vero che ci sono stati altri geni dopo di lui, ma se non ci fosse stato lui non ci sarebbero stati nemmeno gli altri, a cominciare da Dirac, passando per Feynman e per finire ad Hawking.
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Luca Mazza non è detto che se non ci fosse arrivato lui… non ci sarebbe arrivato nessun altro… quindi può darsi che no… sarebbero forse esistiti comunque… d’altronde facendo lo stesso ragionamento a ritroso se non ci fosse stato Sir Isaac e prima ancora Galileo …. che al mercato mio padre comprò…
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Rispondi14 min

Clem Tortora Nel 1905 la relatività ristretta “era nell’aria” si dice, ma la realtà è che l’ha fatta lui e la storia non è fatta di se e di ma. La storia è andata così e la fisica moderna è relativistica perché c’è stato lui. Sarebbe stato lo stesso senza Einstein? Può darsi, ma chi lo può dire?

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Pasquale Tufano Socrate nutriva dei dubbi dicendo “so di non sapere, ma sono l’unico a saperlo”, e tutti i grandi arrivano a dubitare di verità indiscusse ed indiscutibili fino a fare interrogare Popper se esista, e quale sia, il metodo della scienza di autocorreggersi.

La grandezza della costruzione della RG è sindacabile?

E’ giusto farlo? .. vista la sua altezza?

Come chi sale una montagna è affascinato da ciò che vede man mano che sale .. ad Einstein va riconosciuto di avere intuito quella che la matematica -principalmente di Ricci Curbastro- riuscirà ad esprimere tramite formule.

Tuttavia, quella rappresentazione -che Einstein esprime nel suo articolo originale- ha una completezza su un reale simmetrico secondo qualsiasi configurazione ammissibile, ma NON si interroga sulla asimmetria che la teoria della misura ci mostra.

La prova più evidente di ciò è che la trasformazione materia vs energia potrebbe non essere solo quando v=c, quasi che ci possa essere solo un gap per tutti gli enti v < c (a dovere essere superato, senza spiegare come si possa giungere a v=c). Una simmetria “tra essere (energia) e NON essere (energia)”, quasi che si debba lasciare a una teofania il transito -però fuori dalla scienza- laddove si chiede -la scienza- il principio di causa ed effetto. Viceversa De Broglie ci lascia il testamento della concomitanza della dualità co-presente della manifestazione in forma “particella” e in forma “onda” degli enti nel dire: lambda.p=h (De Broglie) Perché nessuno si accorge (?) quanto questo sia simile a Dx.Dp > h (Heisenberg)

Non è forse lambda una “elongazione dell’ente fotone”?

Non è forse p la indicazione di una velocità per una massa, m0, quando la materia, m0, ed in energy=m0.c^2 era ferma?

Oggi si preferisce vedere il reale a scatti, senza continuità logica di evoluzione.

E’ chiaro allora che se perturbo un ente (ad esempio fotone) introduco un errore sia che altera la posizione spaziale e sia la posizione temporale.

Ma la potenza di un modello, rispetto alla misura, è che il modello non ha necessità -a priori- di misurare, ma solo di teorizzare.

Quindi NON c’è alcun errore congenito di indeterminazione del reale nel suo exsistere, nel suo manifestarsi, ma solo se si interferisce -la misura- con il reale andando a perturbarlo.

La unificazione del continuum di Einstein e della MQ è quindi possibile su un piano di teoria dei modelli, finché siamo nei modelli.

Ed infine va espansa la descrivibilità anche nei casi antisimmetrici. Ma mi accorgo di avervi preso un po’ troppo tempo, e per ora vi ringrazio solo del tema “se la filosofia serve alla scienza”.

Grazie a tutti dell’occasione e anche a Christian Corda in particolare, di cui segnalo l’audacia di avere investigato le simmetrie e antisimmetrie tra il microcosmo dell’atomo e il macrocosmo dei BH.

(Spero che qualche volta potremo discutere del concetto di “logica frattale sensibile al contesto”).

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