La linea di frontiera tra realtà quantica & classico_infinitesimale?

in figura: “la iconizzazione del vuoto”, che però è *circa_vuoto*
(poiché anche senza vino il bicchiere contiene ARIA) ..

C’è un enigma del perché secondo le teorie -oggi- prevalenti la realtà si presenterebbe con la necessità della adozione di modelli probabilistici/quantici oppure -come nel caso della relatività di Einstein- si possano adottare modelli infinitesimali ..

enigma:

COSA CAUSA LA GRAVITAZIONE?

Secondo le teorie odierne sarebbe un effetto dovuto al “bosone di Higgs”

In un mondo spiegato con le “particelle” che siano esse -particelle- o di materia oppure di energia .. il gioco di come interagiscono è il concetto che quando sono massive interagiscono tramite la energia, e tale particelle di energia sono dette “bosoni”.

Se nel mondo macroscopico si ammette che dove siano sfere da biliardo -urtandosi- interagiscono a causa dell’urto, e delle condizioni precedenti all’urto, in ipotesi di urto elastico che non distrugga le sfere ..

Nel mondo microscopico -la scuola di Copenaghen- teorizza che due elettroni dello stesso segno si respingano “emettendo” un fotone.

Il ragionamento è il seguente:

Poiché -nel caso di moto sullo stesso asse- ciascun elettrone avrebbe una energia data dalla forza per lo spostamento (o anche misurabile nella variazione di velocità tra la velocità prima dell’urto e dopo l’urto da cui esiste una variazione detta accelerazione) -allora- deve esistere una energia che si oppone (nell’urto) che è misurabile con la emissione della radiazione che causerà il respingimento. (In cui -del resto- è rispettato il concetto del 3° principio: che ogni azione riceve una reazione opposta, oltre che la forza associata -all’urto- dipende dal punto di applicazione).

@   @   @

Il difetto di una modellistica solo con mediatori energetici, e particelle solo massive, e solo energetico, però, come si vede bene negli articoli in cui abbiamo già trattato dell’effetto Compton e del Compton inverso .. è il fatto che si suddivide “drasticamente” tra particelle solo massive e particelle di sola energia.

Ciò crea dei paradossi: infatti lo scattering tra un fotone e un elettrone avrebbe un minimo quando -fotone in movimento ed elettrone fermo- sono sullo stesso asse, come se il fotone non modifichi lo status dell’elettrone!

Infatti indicando con D_lambda la variazione di frequenza del fotone, la formula ufficiale è

D_lambda=lambda-lambda0=(lambda_c)(1-cosfi)

dove:

  • lamda_c=h/(m0.c)
  • lambda = lunghezza d’onda del fotone prima dell’urto
  • lambda0=lunghezza d’onda del fotone dopo l’urto
  • fi= angolo di deflessione del fotone dall’asse originario del fotone prima dell’urto

In ipotesi che 1/lambda0=f0 uguale frequenza prima dell’urto del fotone

energy del fotone prima dell’urto è

energy0=h.f0

h.f0/c=(h.f/c).cos(fi) + m.v.cos(teta)

energy=h.f .cos(fi) è la riduzione di energia del fotone che sarebbe assorbita dall’elttrone

la aliquota persa dal fotone (rigo precedente) sarebbe convogliata all’elettrone nella forma ..

m.v.cos(teta)

Ma nel caso di urto frontale, dalla trattazione wiki:

  1. fi=0; teta=0
  2. Il fotone non perderebbe energia!

Mostro la trattazione wiki:

Ma la trattazione di wiki è assurda poiché in caso di urto frontale si ha il max trasferimento di energia!

Quale è dunque la trattazione corretta?

IL BILANCIO SECONDO LE ENERGIE .. dunque .. NON MISCELARE PERE CON MELE.

Quindi in caso di urto frontale avremo una diversa equazione per la quantità di moto:

NON -> h.f0/c=(h.f/c).cos(fi) + m.v.cos(teta)

BENSI’ -> h.f0=h.f1 + (mr_e).c^2; if urto frontale!

oppure:

h.f0 + (mr_foto_0).c^2= h.f1 + (mr_electron_1).c^2;
mr_foto_0=0 poiché il fotone è già tutto in massa radiativa.
mentre l’elettrone passerà da massa tutta massiva in v=0 a massa in parte radiativa
nella conversione di assumere massa rafiativa per travaso di energia dalla perdit di frequenza del fotone:

dunque .. in definitiva ..

h.f0 = h.f1 + (mr_e).c^2

dove

  • f0=frequenza del fotone prima dell’urto
  • f1=frequenza del fotone dopo l’urto
  • f2=frequenza dell’elettrone per la parte radiativa nel passaggio da status fermo a status in movimento
  • mr=m0.[1-sqrt(1-v^2/c^2)]; per cui mr=0 if v=0 (prima dell’urto); mentre v > 0 dopo l’urto e quindi f2 deve essere tale che bilanci la diminuzione in frequenza del fotone che indica che una parte di energia si è trasferita all’elettrone sotto forma radiativa.
  • m0=massa dell’elettrone quando v=0

More info:

https://6viola.wordpress.com/2017/12/12/news-conjugate-variables-in-quantum-field-theory-compton_scattering/

Quindi nell’esame dell’enigma di quale sia la CAUSA della gravitazione, anzitutto ci dobbiamo confrontare con il problema che secondo l’ACCADEMIA

*la massa e la energia sarebbero due “status separati” & NON CONCOMITANTI!*

Ciò -naturalmente- altera la trattazione a partire dell’esame del perché, come afferma Konishi, non è noto *perché* un elettrone non precipita sul protone nel nucleo di un atomo di idrogeno!

Contrariamente a ciò che afferma Konishi ..

.. in breve, secondo noi, è noto -INVECE- lo status di equilibrio di un elettrone: 

Le forze centrali, prevalentemente di tipo di Coulomb, invece, tendono a fare cadere l’elettrone sul protone, ma l’elettrone “galleggia” nella sua orbita a circa r=0.5E-10 metri perché l’atomo non solo emette radiazione ma ANCHE la assorbe.

Una conferma sulla trattazione “classica” seguente:
https://it.wikipedia.org/wiki/Raggio_di_Bohr

Una trattazione più dettagliata (relativistica secondo Schwarzschild) nel seguente articolo:

Deterministic Orbit of H (Hydrogen): TUFANO’s 3rd theorem [*Mathematics*]
https://6viola.wordpress.com/2016/12/01/deterministic-orbit-of-h-hydrogen-tufanos-3th-theorem-mathematics/

Quando l’assorbimento supera una soglia di orbita stazionaria, allora, l’elettrone si sposta in una orbita più esterna, ma quando un fotone è riemesso dopo essere stato assorbito, ne segue che l’elettrone torna nella sua orbita precedente.

Tale situazione di ascensore “dal piano terra al primo piano”(ossia dalla orbita normalmente più interna ad una di raggio maggiore) -però- non si verifica solo con le quantità fotoniche, ma anche con quantità sub fotoniche ..

Da cui il livello mareale di “galleggiamento” implica che c’è una armonizzazione tra la radiazione media del nostro universo con densità

d=circa 1E-26 kg/m^3

dove

la impedenza

Z=sqrt(mu0/eps0)
https://it.wikipedia.org/wiki/Impedenza_caratteristica_del_vuoto

c=1/sqrt(muo.eps0)
https://it.wikipedia.org/wiki/Velocit%C3%A0_della_luce

quindi in dipendenza del *circa_vuoto* che NON è vuoto!

Né andrebbe sottovalutato .. come la velocità di una onda non solo elettromagnetica, ma anche sonora -quindi in generale- dipende _dal_mezzo_!

Infatti grazie alla trattazione di D’Alembert si scopre che la velocità della onda elettromagnetica, che è la luce, proprio dalla trattazione generale. Dove la velocità NON è solo di una onda elettromagnetica!

Una ottima dimostrazione al link seguente:

http://www.le.infn.it/~marsella/allow_listing/didattica/Ottica/Onde_em.pdf

di cui mostro la prima pagina di infn (istituto nazionale di fisica nucleare):

Dunque, nella soluzione dell’enigma, partiamo da un handycap:

“la ACCADEMIA” ha formalizzato il modello standard con due tipologie di oggetti:

  • particelle massive dette fermioni
  • particelle energetiche dette bosoni
  • non esistono mix

Eppure De Broglie aveva iniziato tale strada, e aveva anche trovato conferme sperimentali, ed oggi nei laser l’aumento di potenza è grazie al Compton inverso, proprio fruttando che tra particelle ufficialmente solo massive -gli elettroni- si può avere una potenza di fotoni maggiore!

Il modello che completa la trattazione di De Broglie è il seguente:

MQM theory: meta quantum mechanics

Come conseguenza di non esaminare l’INTERIM, e cioé gli stati di transizione che rendono contemporanea la presenza della forma materia massiva e materia radiativa, a nostro avviso, se ne hanno conseguenze notevoli:

  1. Il fatto che il raggio tra elettrone e protone in un nucleo dell’atomo di idrogeno (detto neutrone se l’idrogeno è Deuterio) non hanno la stessa distanza che avevano in un atomo di idrogeno con un solo protone: ciò è a causa del fatto che “il livello mareale” può essere compresso fino ad un raggio minimo stimabile con Schwarzschild:
    Deterministic Orbit of H (Hydrogen): TUFANO’s 3rd theorem [*Mathematics*]
    https://6viola.wordpress.com/2016/12/01/deterministic-orbit-of-h-hydrogen-tufanos-3th-theorem-mathematics/
  2. La ricostruzione di come avvenga la fusione calda (nelle stelle) e la fusione fredda (cold fusion per elettrolisi anche senza acqua pesante).

    Associazione “Eureka!_FUSION_2014”
    https://6viola.wordpress.com/associazione-eureka_fusion_2014/

  3. Quale siano le forze in gioco nei vari fattori di scala nel passaggio dalla meccanica dentro l’atomo e fuori di un atomo con la catalogazione di varie tipologie di forze:
    http://www.le.infn.it/~coriano/tesi/cataldini_triennale.pdf

    • di Van der Vaals
    • di Coulomb
    • effetto Casimir
    • bosone di Higgs
    • etc.

Ci proponiamo di dimostrare qui di seguito, che la tipologia di forze mutano a secondo de “il fattore di scala” non perché cessino di agire, ma per il fatto che divengono predominanti, o trascurabili, a secondo del fattore di scala.

Come è noto una analisi semplificata della forza gravitazionale dice che se in t0 due masse m ed M, sono alla distanza r, allora, risentono della forza di Newton:

F_n= G.m.M/r^2

Ma spero che non sfugga che se due cariche elettriche di valore q, Q sono alla distanza r la forza di Coulomb si scrive:

F_c=G’.q.Q/r’^2

Nel caso di Newton è detto che la forza è proporzionale alle masse, e inversamente proporzionale al quadrato della distanza r, dunque r^2.

Nel caso di Coulomb è detto che la forza è proporzionale alle cariche elettriche, e inversamente proporzionale al quadrato della distanza r’, dunque r’^2.

Quando -quindi- nella gravitazione la forza di inerzia si bilancia con la forza gravitazionale l’orbita diviene stazionaria: un satellite, o una luna, o un pianeta, orbiteranno attorno al corpo maggiore.

Quando -quindi- nella forza di Coulomb la forza di inerzia si bilancia con la forza centrale (di tipo prevalentemente elettrostatico) l’orbita diviene stazionaria: un elettrone di carica q, orbiterà attorno al corpo maggiore, che nella fattispecie di un atomo di idrogeno è un protone .. e non solo per la questione della attrazione delle cariche (poiché essendo le cariche uguali potrebbe essere anche il viceversa, ma anche perché la massa del protone M >> m, se m è la massa dell’elettrone. Del resto nel mio articolo, vedi link seguente, cambia la costante G versus G” in cui si crea una diversa modalità cosmologica pur legata alle masse, ma non come la gravitazione, come forza prevalente).

https://6viola.wordpress.com/2016/12/01/deterministic-orbit-of-h-hydrogen-tufanos-3th-theorem-mathematics/

Abbiamo già detto che un pianeta non galleggia nel vuoto, ma nel circa vuoto e ciò crea dei vincoli alla velocità max in cui si possa ancora misurare una massa come massiva, anziché come massa “virtuale” essendo un valore numerico nella espressione di Einstein:

energy=m0.c^2

Infatti m0 “è virtuale” nel senso che non è misurabile quando v=c, ma solo quando v=circa 0, a riposo, eppure restituisce il valore energy di Einstein: energy=m0.c^2

Tuttavia proprio perché il cosiddetto vuoto “NON è vuoto” ma *circa_vuoto*, se ne hanno conseguenze proprio con c=1/sqrt(mu0.esp0)

e cioé con uno stato relazionale tra la dinamica dell’ente in movimento e la densità del mezzo. 

Analogamente nel caso che il fattore di scala è quello dentro la lunghezza di un atomo le forze gravitazionali di Newton esistono, ma divengono -alla misura- sia teorica che sperimentale -> *irrilevanti* .. come contributo secondo Newton .. e si osserva la dipendenza con le cariche elettriche! (quindi le forze centrali sono elettromagnetiche, e anche gluoniche se ci spostassimo -nello studio- dentro il protone, con i quark, o dentro l’elettrone, poiché anche l’elettrone è fratturabile ad esempio nel decadimento beta in cui si forma un neutrino di tipo elettronico)

Ma ciò che NON è irrilevante è che cambia G -> G’

in F_c=G’.q.Q/r’^2

Quindi tutta la analisi deterministica svolta da Einstein può essere RIPETUTA!, purché si conosca G’, ma manca ancora qualcosa ..

infatti è noto che G'(q)=G’; cioé con q, Q presenti

ma non è noto -ufficialmente- G”; cioé in funzione delle masse del protone e dell’elettrone!

in F_c=G”.m1.m2/r’^2
dove
G”=[1/(4.pi.eps)][q^2][1/(m1.m2)]
indicata nel link seguente:

https://6viola.wordpress.com/2016/12/01/deterministic-orbit-of-h-hydrogen-tufanos-3th-theorem-mathematics/

G’=[1/(mp*me)*(4*p*eps)]*e^2

mp=massa protone
me=massa elettrone
e^2= quadrato della carica elettrica

Se ne ottiene una trattazione che porta alla soluzione di Schwarzschild delle equazioni di Einstein, a cui manca solo il concetto di “livello mareale” che fissa la orbita di galleggiamento dell’elettrone come se fosse una boa che staziona su una particolare orbita che dipende appunto “dal mezzo”, che è la radiazione assorbita dall’idrogeno come media nel nostro universo, e che quantizza le orbite ammissibili, da una minima se non vi sono altre cause agenti, ad altre orbite più esterne man mano che l’assorbimento di quanti di energia, detti fotoni, non modifichino la orbitazione.

Accennavo che vi possono essere altre cause per la quantizzazione orbitale: come nel caso di un neutrone che decade in decadimento beta: cioé il fatto che nei neutroni aiuta la “compressione” tra protone & elettrone anche il fatto di trovarsi dentro un atomo, e non fuori, e quindi la repulsione tra la nuvola orbitale di elettroni al minimo livello standard, ha una repulsione verso l’elettrone interno al neutrone.

Ho anche scritto, in un articolo precedente, che -lo studio del decadimento beta(*)- risolve anche un altro enigma: quello dei neutrini che hanno la stessa natura (sapore) della tipologia elettronica, muonica, tauonica.

(*)
L’articolo citato:

neutrino: Why is only one neutrino visible in beta decay ?

https://6viola.wordpress.com/2018/07/20/neutrino-why-is-only-one-neutrino-visible-in-beta-decay/

Infatti nel decadere “il fattore di scala” è talmente compresso da generare un urto che frattura parte dell’elettrone, muone, tauone, creando come prodotto un neutrino. La variazione detta di sapore, poi, sarà dovuta alla alta velocità dei neutrini a causa della poca massa, e il fatto che se dovessero rallentare si avremmo alte variazioni di massa come nella tabella MQM mostrata in precedenza nel presente articolo.

Quindi è legittimo chiedersi quale sia il fattore di scala in cui le forze elettrostatiche sono prevalenti (ma anche elettrodinamiche se si considerano maggiori dettagli, che sono -però- trascurabili quando il protone è considerato un sole che non cambia posizione rispetto agli elettroni).

Lo abbiamo già detto quale sia l’ordine di grandezza da noi stimato quello del raggio di una tomo di idrogeno in situazione standard: cioé 0.5E-10 metri.

Tuttavia poiché siamo interessati al lavoro della matematica e fisica anche dei “colleghi” sarà interessante esaminare il lavoro della seguente tesi di LAUREA per verificare l’ordine di grandezza in cui la separazione tra fenomeni di micro_cosmo sono distinti da quelli di MACRO_cosmo.

Come abbiamo visto queste questioni NON sono banali, poiché ad esempio cambiano ANCHE la espressione della E^2=(m0.c^2) + (p.c)^2 che è stata la espressione della energia relativistica usata da Dirac per dedurre, tra l’altro, la antimateria prima che fosse trovata sperimentalmente.

Dunque invito a chi legge l’articolo attuale di leggere la tesi di laurea seguente e poi seguirà un mio breve commento:

http://www.le.infn.it/~coriano/tesi/cataldini_triennale.pdf

Commento alla tesi Federica Cataldini:

come si vede dalla tesi:

nella (3.60) Cataldini ..

confrontando con il link seguente:

https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Casimir

Alla (3.60) manca l’area “A”=L^2

Se dunque uniformiamo L=d

F=-(h.c.pi/480).d^2/d^4=-(h.c.pi/480)(1/d^2)

Ricorda qualcosa tale struttura?

A mio modo di vedere ricorda:

F=(G.m1.m2)/(1/d^2)

che senzaltro ha più senso di una

costante=(h.c.pi/480) che non dipende dalle masse implicate!

Quindi -come risulta dalla stessa tesi di Cataldini- ci sarà un d (distanza) di cui una forza attrattiva tra due masse assume la forma di Casimir!

.. ma può essere mai “una tantum”?

ossia andarsi a scegliere una distanza che soddisfi la uguaglianza?

Non è più sensato dire che tra due masse che siano extra_atomiche vanno tenuti conto ..

oltre che la forza di Newton ..

gli effetti elettromagnetici indotti dal moto delle cariche elettriche degli orbitali esterni?

che pure Cataldini enumera a partire dagli studi di Lamb, Van der Waals etc?

e quindi introducendo fattori correttivi alla F di Casimir?

Se ne evince -a nostro avviso- una pretesa di leggere il mondo, il reale, come caso particolare del modello aleatorio/quantistico. E volere dimostrare che la trattazione detta “classica” sarebbe superficiale, inadeguata, quando propone modelli deterministici!

La questione è diversa .. le componenti che influenzano i fenomeni vanno riconosciute, e non necessariamente sono frutto di statistica.

Se sono riconosciute, i modelli non sono per tentativi, ma sono modelli causali, anziché casuali.

C’è di più ..

La legittimazione che su scala sub atomica sia lecito, per insufficienza di info, procedere con modelli ANCHE aleatori/statici non implica che il reale sia aleatorio/statistico.

Quindi laddove si possa ipotizzare un comportamento deterministico ANCHE il modello deterministico va messo alla prova per vedere se sia predittivo!

E quindi è da prendere in esame oltre che il nostro modello deterministico della traiettoria orbitale di un elettrone, anche la trattazione seguente che smonta la pretesa di Heisenberg di avere formulato una trattazione _definitiva_.

https://6viola.wordpress.com/2018/08/28/metalinguistica-teoria-dei-modelli/

Estraggo i frammento di interesse qui di seguito:

++

cit on

++

Purtroppo manca alla teoria della descrizione della materia/energia detta “modello standard” il concetto -nella versione ufficiale- di quale siano le trasformazioni materia/energia nell’INTERIM .. e cioé nelle fasi di trasformazione.

La versione -ad oggi- ufficiale è che la materia si trasformerebbe in energia solo con v=c.

Ciò -in parte- fu contraddetto da De Broglie che affermava che

m=h/(lambda.v)

ovvero

m.v=h/lambda

o anche

p=h/lambda

o anche

p.lambda=h

anziché

Dp.Dx > h come sostenuto da Heisenberg.

Infatti,

[p+err(p)].[lambda+err(lambda)]=h+err(h)

Quindi se si ipotizza un errore sulla misura di

p=quantità di moto
lambda= lunghezza d’onda di un segnale

Ne discende che non vedremo la quantizzazione esatta h, ma vedremo

h+err(h)

e dunque in ipotesi di “errore congenito” è vera la tesi di Heisenberg

Dp.Dx > h come sostenuto da Heisenberg.

Corollario:

Se però siamo in un ambito di modello teorico che non include la misura?

In un ambito di modello teorico è vero ciò che dice De Broglie, infatti:

se il “segnale” è una onda elettromagnetica avremo

m=mr=h/(lambda.c)
dove

mr=massa ex massiva e convertita in energia.

Nel caso della massa m0 di un elettrone avremo

(1) mr=h/(lambda.c)

(2) c=lambda.f; lambda=c/f

sostituendo la (2) nella (1) ..

(1)’ mr=h/[(c/f).c]

(1)” mr.c^2=h.f

Ed è quindi dimostrato che la formula di De Broglie ha attinenza a dimostrare la formula di Einsten:

energy=mr.c^2=m0.c^2, essendo m0 la ex massa a riposo di un elettrone trasformato in energia per esempio per scontro di materia ed antimateria

inoltre

energy=h.f=formula di Planck per la energia legata alla frequenza.

Perché -allora- la formula di De Broglie non è usata in modo generalizzato ma solo se v=c?

Perché manca alla trattazione di De Broglie la trattazione di Tufano nella MQM (meta quantum mechanics) che metto in allegato. (vedi sopra nel presente articolo).

Dunque gli scambi energetici, come nel caso del bosone di Higgs non si verificano perché siano “sorgente” del dare massa agli enti!

Ma perché la materia ed energia sono interallacciate SEMPRE! e la trasformazione da una forma di misura a quella adiacente (da materia ad energia e viceversa) sono questioni di stato relazionale legato alle deformazioni indotte dalla nostra bolla gravitazionale, come universo, che si possono relazionare con la velocità tra osservato ed osservatore.

Per una verifica di ciò però dovrei mostrare la deduzione in cosmologia e necessitano software di simulazione delle equazioni di Einstein modificate secondo il concetto di massa distribuita.

La dimostrazione richiederebbe troppo spazio e dovrei citare gli articoli di dimostrazione del software di simulazione. Dunque se ci fosse qualcuno interessato a questa trattazione riprenderemo -in seguito- l’argomento.

(ndr: si vedano gli articoli di cosmologia sul blog attuale)

++

cit off

++

cvd.

Consiglio inoltre la lettura dei seguenti “appunti” sui concetti di seconda quantizzazione .. per un preciso motivo: e cioé di come ci si può “astrarre” -con la matematica- a dare giustificazione di cosa staremmo descrivendo nella fisica.

La prova provata sono una tassonomia di formule che vengono estratte da testi -altri- e senza giustificazione lasciate alle capacità menomoniche di le dovrebbe usare senza capire né come sono state dedutte e néa cosa si riferiscano: infatti se si legge -ad esempio- a pagina 8 del testo che stiamo esaminando “NON c’è sotto il segno di integrale il differenziale rispetto a cui staremmo integrando!”

https://www.ge.infn.it/~becchi/appunti_teorica.pdf

Ancora una nota sul link precedente:

L’autore, Carlo Maria BECCHI, abbraccia il concetto che la fisica possa essere descritta tramite i concetti di creazione e distruzione di “particelle”.

La ragione è semplice: nell’osservare le transizioni dovute ad urti negli acceleratori di particelle abbiamo ad interpretare una fenomeno genesi che propone prima dell’urto input che sono sia per caratteristiche di traiettoria e sia per caratteristiche di energia o materia di molto dissimili da ciò che emerge dopo un urto.

Sbrigativamente, allora, si è “tentati” di usare il concetto di black box, ossia di dire che l’urto costituisce una “entità” oscura, di cui non sappiamo perché dati degli inputs restituisca certi outputs, ma lo possiamo caratterizzare in modo statistico come un processo aleatorio che ha certe probabilità di transizione di “evolvere” caratterizzato da un stato di origine a uno successivo, ma che tale transizione non è da considerare deterministica ma aleatoria.

Se il processo fosse una macchina sequenziale, allora, la simulazione software andrebbe implementata facendo si che la probabilità di transizione di ciascuno stato debba essere associata alla fisica del processo a cui ci si sta riferendo.

Ciò perché è apparentemente senza logica, rispetto ai dati disponibili, il perché avvengano delle “trasformazioni” del tipo catalogato grazie alle immagini di laboratorio oggi implementabili che restituiscono un tempo di trasformazione troppo insufficiente per la valutazione dell’interim.

Ciò ad esempio, uccide il concetto che -nell’urto di un elettrone ed un anti_elettrone- [emergendo un fotone ed un antifotone (e cioé un fotone entangled con il gemello)] abbia una relazione tra i 2 elettroni entranti e i 2 fotoni uscenti .. in termini di “trasformazione” e ripiegando sul termini di descrizioni del prima e dopo come distruzione dei due elettroni e creazione dei due fotoni, ..

ANZICHE’

la interpretazione che i 2 fotoni siano ottenuti per _TRASFORMAZIONE_ da elettroni a fotoni!

Buona lettura, a cui anteporre:

https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_quantizzazione

dove si può leggere, cito:

Operatori di creazione e di annichilazione[modifica | modifica wikitesto]

In fisica, un operatore di creazione è un operatore che aumenta di uno il numero di particelle di uno stato quantistico. L’operatore di distruzione è al contrario un operatore che riduce di uno il numero di particelle di uno stato ed è l’operatore aggiunto dell’operatore di creazione. L’uso di questi operatori è stato introdotto nel caso del problema dell’oscillatore armonico quantistico, dove sono definiti come gli operatori che aggiungono o rimuovono un quanto di energia al sistema. In seguito il loro uso è stato generalizzato a molti altri problemi e in generale la loro introduzione è alla base della teoria quantistica dei campi.

ultimo aggiornamento:

1 settembre 2018, ore 8.52

 

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