Metalinguistica [teoria dei modelli]

Possiamo scientificamente escludere che il nostro Universo sia una particella di qualcosa di immensamente più grande?

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20 di 24

  • Massimo Moretti

    Massimo Moretti No, pero credo che il resto sia sovrapposto a questo in sltre dimensioni. E gia difficile capire come puo essere un comfine di questo, ancora piu complesso immaginare un muro cve separi questo universo da un altro. I cinfini dell universo sono assolutiAltro…

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  • Sun Maria

    Sun Maria Spero che questa possibilità non venga esclusa!!!

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  • Stefano Animista

    Stefano Animista Non la escluderei a priori. Perciò concordo con chi ha risposto fin ora.

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  • Miron Alina
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  • Simona Cavolata
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  • Manuel Furia

    Manuel Furia No.
    Possiamo scientificamente escludere che ci siano unicorni volanti invisibili in orbita intorno a Marte?

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  • Barbara Grisafi

    Barbara Grisafi No. soprattutto se partiamo dal fatto che l’universo è infinito e capace di autorigenerarsi espandersi come le cellule e gli atomi. Soprattutto gli atomi

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  • Pasquale Tufano

    Pasquale Tufano Nello studio di funzione -nella matematica- di limite di un rapporto incrementale con le cosiddette “derivate” si esamina anche x ->oo

    che si legge “x che tende al infinito”

    Ci si può chiedere -legittimamente- se questo “numero comunque grande (infinito) abbia un senso nella fisica.

    (1)

    L’esempio più semplice che si può fare, anche ad un bambino, è chiedere (al bambino) cosa ci sarebbe al di là delle stelle che vede ..

    il bambino dirà per esempio “altre stelle” ..

    Domanda: e poi?

    bambino: “altre stelle” ..

    Domanda: e se le stelle fossero finite?

    bambino: “solo il buio” ..

    Domanda: e quando finisce quel buio cosa c’è?

    bambino: “altro buio”

    Domanda: finirà mai quel buio?

    bambino: “no, perché per finire dovrebbe essere dentro qualche altra cosa e questa cosa sarebbe esterna, e poi ci si dovrebbe chiedere cosa è il contenitore ..”

    Dunque la nostra mente nello studio di funzione, in matematica, ma anche nella fisica è *pronta* ad intuire il concetto di infinito che è un concetto “naturale” e non artificiale.

    Ci sono numerosissimi esempi -in fisica- del concetto di infinito, oltre a quello presentato sopra per lo spazio.

    Ne cito solo alcuni per mostrare che lo spazio non è il solo esempio che necessita del concetto di infinito spazio:

    (2)

    Un corpo che viaggiasse nel vuoto si troverebbe a viaggiare, come stato di quiete, per sempre (all’infinito) se non sottoposto a forze esterne (legge di inerzia, o 1° principio della dinamica)

    (3)

    Collezione di tutti gli enti, in teoria degli insiemi, detta collezione di tutte le collezioni, o anche “omega”.

    Se non si utilizza il concetto di collezione di infiniti enti, si hanno i paradossi di Russell e che Russell non seppe risolvere perché agiva in modo deduttivo.

    Il matematico Gian Bruno Guerrerio commenta che nella fattispecie di Omega “collassa la modalità deduttiva”, pagina 98 del numero di Le Scienze su Godel.

    Infatti se “il tutto”=omega, allora il tutto è la max collezione e non può essere dedotto da un generale più generale di omega, poiché fuori di omega c’è solo un “nulla” che non ha enti.

    (4)

    Nella linguistica necessita ugualmente il concetto di infinito, poiché per definire un linguaggio naturale o artificiale necessita una grammatica da usare per spiegare tale linguaggio.

    Ma, come nota Noam Chomsky, una grammatica comunque esterna a qualsiasi linguaggio richiede una iterazione ad espandere i confini del dicibile che afferisce ai “meta linguaggi di definizione” e cioé comunque estesi.

    (5)

    Si può dimostrare che la matematica non ha una meta_matematica che ne può limitare i confini di evoluzione

    etc.

    TH:
    quindi il grande non ha un confine al finito

    cvd.

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  • Pasquale Tufano

    Pasquale Tufano TH2:
    quindi il piccolo non ha un confine al finito.

    Corollario:
    E’ falsa la tesi del limite di Heisenberg:
    Dx.Dp > h

    Poiché sarebbe vera solo se il quantum minimo non avesse un quantum inferiore.

    cvd.

    Modifica o elimina
  • Cosimo Antonio Amico

    Cosimo Antonio Amico La “Particella di Dio”: ecco che cos’è e perché è così importante il bosone di Higgs
    La particella subatomica è la chiave per spiegare la formazione di stelle, pianeti e della vita stessa dopo il Big Bang

    foto Ap/Lapresse

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    Il Cern annuncia: scoperto il bosone di Higgs
    12:57 – Gli scienziati del centro di ricerca Cern di Ginevra, in Svizzera, hanno svelato oggi le loro ultime scoperte nella ricerca del bosone di Higgs, la particella subatomica chiave per la formazione di stelle, pianeti e della vita stessa dopo il Big Bang 13,7 miliardi di anni fa.
    COS’E’ IL BOSONE DI HIGGS
    Il bosone di Higgs è l’ultimo pezzo mancante dello Standard model, il modello standard, la teoria che descrive la costruzione dell’universo. Le altre 11 particelle predette dal modello sono state trovate e la scoperta di quella di Higgs validerebbe il modello. Escluderla o trovare qualcosa di diverso costringerebbe a ripensare la teoria su come l’universo si è formato.

    Gli scienziati credono che nel primo miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, l’universo fosse un gigantesco brodo primordiale di molecole, veloci come la luce e senza alcuna massa. In base alla teoria, attraverso la loro interazione col campo di Higgs, hanno poi guadagnato consistenza e formato l’universo.

    Il campo di Higgs è un campo energetico invisibile e teorico che pervade l’intero cosmo. Alcune molecole, come i fotoni che creano la luce, non sono coinvolte dal campo e perciò non hanno massa.

    La particella è teorica, citata per la prima volta nel 1964 da sei fisici, compreso il britannico Peter Higgs. La ricerca è iniziata negli anni 80, prima al Fermilab vicino a Chicago nell’acceleratore di particelle Tevatron e più tardi in un macchinario simile al Cern, con un’impennata a partire dal 2010.

    COS’E’ IL MODELLO STANDARD
    Il modello standard rappresenta per i fisici quello che la teoria dell’evoluzione rappresenta per i biologi. E’ la miglior spiegazione che i fisici hanno su come parti dell’universo stiano insieme e descrive 12 fondamentali particelle, governate da quattro forze base.

    Ma l’universo è enorme e il modello standard ne spiega solo una parte. Gli scienziati hanno individuato un gap tra quello che riescono a vedere e quello che deve esserci. Il gap deve essere riempito da qualcosa che non comprendiamo completamente, che è stato soprannominato “materia oscura”.

    Anche le galassie sfrecciano via una dall’altra in modo più veloce rispetto alle forze che conosciamo. Questo gap viene definito “energia oscura”.

    Confermare il modello standard, o magari modificarlo, sarebbe un passo in avanti verso il santo gral della fisica: una “teoria del tutto” che abbracci materia oscura, forza oscura e forza di gravità, che il modello standard non spiega. Potrebbe chiarire anche idee più esoteriche, come la possibilità di universi paralleli.

    CHE COS’E’ L’ACCELERATORE DI PARTICELLE DEL CERN
    Il Large hadron collider del Cern è il più grande e potente acceleratore di particelle, situato in un tunnel di 27 km al confine franco-tedesco. La sua costruzione è costata tre miliardi di euro.

    Due fasci di protoni vengono sparati in opposte direzioni prima di scontrarsi e creare diversi milioni di particelle ogni secondo, ricreando le condizioni di quella frazione di secondo dopo il Big Bang, quando si crede che il campo di Higgs si sia “acceso”.

    L’enorme quantità di dati prodotti è stata esaminata da un serie di computer. Di tutte le migliaia di miliardi di collisioni, solo poche si sono rivelate giuste per svelare la particella di Higgs.

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  • Pasquale Tufano

    Pasquale Tufano TH3:
    E’ errato pensare che la distribuzione della materia ed energia non sia “circa quantica”.

    Dimostrazione:
    Infatti sia nel macro_cosmo che nel micro_cosmo la maggior parte della aliquota occupata è circa vuota.

    Ovvero tra le stelle la densità (nel nostro universo) è circa il vuoto, anche se non esattamente vuoto, essendo la densità media

    d=1E-26 kg/m^3

    Ovvero tra un elettrone e il protone nell’atomo di idrogeno la maggior parte dello spazio è circa vuoto.

    cvd.

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  • Barbara Grisafi

    Barbara Grisafi Grazie bellissime spiegazioni. MA scusate il vuoto è necessario alle cellule per muoversi quindi è parte integrante già della teoria degli insiemi per me

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  • Barbara Grisafi

    Barbara Grisafi Il vuoto è complementare alla materia visibile è necessaria alla sua vita

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  • Maria Grazia Tomasi
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  • Barbara Grisafi

    Barbara Grisafi in quel vuoto interagiscono le forze di vario tipo come quella di gravità le forze energetiche che attraggono l’uno all’altro atomo e il vuoto in apparenza è fondamentale. pensate se le cellule o gli atomi stavano tutti attaccati non potevano scegliere con chi accoppiarsi energicamente

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  • Silvia De Salve

    Silvia De Salve Credo di no

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  • Barbara Grisafi

    Barbara Grisafi mi potete spiegare grazie

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  • Pasquale Tufano

    Pasquale Tufano La questione del bosone di Higgs:

    da wikipedia:
    Il bosone di Higgs è un bosone elementare, massivo e scalare che svolge un ruolo fondamentale all’interno del Modello standard.
    Venne teorizzato nel 1964 e rilevato per la prima volta nel 2012 negli esperimenti ATLAS e CMS, condotti con l’acceleratore LHC del CERN[1][3].
    La sua importanza è quella di essere la particella associata al campo di Higgs, che secondo la teoria permea l’universo conferendo la massa alle particelle elementari. Inoltre la sua esistenza garantisce la consistenza del Modello standard, che senza di esso porterebbe a un calcolo di probabilità maggiore di uno per alcuni processi fisici.


    mio commento:

    Purtroppo manca alla teoria della descrizione della materia/energia detta “modello standard” il concetto -nella versione ufficiale- di quale siano le trasformazioni materia/energia nell’INTERIM .. e cioé nelle fasi di trasformazione.

    La versione -ad oggi- ufficiale è che la materia si trasformerebbe in energia solo con v=c.

    Ciò -in parte- fu contraddetto da De Broglie che affermava che

    m=h/(lambda.v)

    ovvero

    m.v=h/lambda

    o anche

    p=h/lambda

    o anche

    p.lambda=h

    anziché

    Dp.Dx > h come sostenuto da Heisenberg.

    Infatti,

    [p+err(p)].[lambda+err(lambda)]=h+err(h)

    Quindi se si ipotizza un errore sulla misura di

    p=quantità di moto
    lambda= lunghezza d’onda di un segnale

    Ne discende che non vedremo la quantizzazione esatta h, ma vedremo

    h+err(h)

    e dunque in ipotesi di “errore congenito” è vera la tesi di Heisenberg

    Dp.Dx > h come sostenuto da Heisenberg.

    Corollario:

    Se però siamo in un ambito di modello teorico che non include la misura?

    In un ambito di modello teorico è vero ciò che dice De Broglie, infatti:

    se il “segnale” è una onda elettromagnetica avremo

    m=mr=h/(lambda.c)
    dove

    mr=massa ex massiva e convertita in energia.

    Nel caso della massa m0 di un elettrone avremo

    (1) mr=h/(lambda.c)

    (2) c=lambda.f; lambda=c/f

    sostituendo la (2) nella (1) ..

    (1)’ mr=h/[(c/f).c]

    (1)” mr.c^2=h.f

    Ed è quindi dimostrato che la formula di De Broglie ha attinenza a dimostrare la formula di Einsten:

    energy=mr.c^2=m0.c^2, essendo m0 la ex massa a riposo di un elettrone trasformato in energia per esempio per scontro di materia ed antimateria

    inoltre

    energy=h.f=formula di Planck per la energia legata alla frequenza.

    Perché -allora- la formula di De Broglie non è usata in modo generalizzato ma solo se v=c?

    Perché manca alla trattazione di De Broglie la trattazione di Tufano nella MQM (meta quantum mechanics) che metto in allegato.

    Dunque gli scambi energetici, come nel caso del bosone di Higgs non si verificano perché siano “sorgente” del dare massa agli enti!

    Ma perché la materia ed energia sono interallacciate SEMPRE! e la trasformazione da una forma di misura a quella adiacente (da materia ad energia e viceversa) sono questioni di stato relazionale legato alle deformazioni indotte dalla nostra bolla gravitazionale, come universo, che si possono relazionare con la velocità tra osservato ed osservatore.

    Per una verifica di ciò però dovrei mostrare la deduzione in cosmologia e necessitano software di simulazione delle equazioni di Einstein modificate secondo il concetto di massa distribuita.

    La dimostrazione richiederebbe troppo spazio e dovrei citare gli articoli di dimostrazione del software di simulazione. Dunque se ci fosse qualcuno interessato a questa trattazione riprenderemo -in seguito- l’argomento.

    Grazie del tema.

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  • Nicola La Barbera

    Nicola La Barbera non lo è…possibile!!!

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ultimo aggiornamento

28 agosto 2018, ore 10.49

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