Dimostrazione della falsità della disuguaglianza di Heisenberg [Physics]

Dimostrazione della falsità della disuguaglianza di Heisenberg:

Nicola Corti
Si può sapere se fuori dal tutto c’è il nulla? Io sono più propenso a dare un altro significato alla parola TUTTO. Per me il TUTTO comprende sia il fuori che il dentro.

Pasquale Tufano
si può modellicizzare così:

“tutta la quantità di informazione è esprimibile con una stringa di ..01..” anzi di presenza di 1 e assenza di 1(cioé spazio duale), fissato un tempo di campionamento della stringa”, quindi l’esistenza richiede il concetto di tempo.

DOMANDA:
Nel concetto di “spazio duale” lo spazio duale all’1 è dentro o fuori dell’1?

Ip1:
Se il nulla è fuori de “il tutto”,
TH1: allora il tutto non è completo.

Ip2:
Se lo spazio duale (nulla) è dentro l’1,
TH2: allora il nulla non è duale all’1.

Su TH1:
TH1 non può essere vero, poiché “tutto” significa completo.
Da cui Ip1 va cambiato in

Ip2:
Poiché il nulla è dentro e parte de “il tutto”, visto che il nulla non aggiunge o sottrae alcun ente a “il tutto”, allora

TH1′: il tutto è completo avendo dentro di sé sia ciò che è e sia ciò che non è .. poiché “solo l’essere è ed il non essere non è” (Parmenide).

Infine grazie al concetto di “spazio duale” io so già che se leggo guanto sinistro (ovvero fotone polarizzato up), so ANCHE il verso dell’altro guanto!(ovvero fotone polarizzato down), quindi la informazione diretta, mi da anche la informazione duale, senza eseguire misura.

Corollario:
“Non è vero che posizione e quantità di moto sono mutuamente interferenti come sostiene Heisenberg”, con

Dx.Dp > h

Poiché essendo la posizione e il tempo già note (tramite misura) con x(t), rispetto a x(0)=0, con t0=0, allora è deducibile

v(t)-v(0), se v(0)=0, dalla sola conoscenza della posizione e del tempo, poiché

v(t)=x(t)/t
(per via di modello analitico, dedotto tramite i risultati di una sola misura di x, avvenuta in t).

da cui conoscendo -con la misura- x(t) so anche la grandezza duale v(t) senza eseguire una nuova misura, grazie al modello.

cvd.

Su TH2:
TH2 non può essere vero, perché è stato dimostrato TH1′.
cvd.

 

Commenti
  • Francesco Bosia

    Francesco Bosia Prendi quella stessa misura, eseguila più volte e vedrai che statisticamente otterrai un’incertezza. Il problema non sussiste sulla misura singola, ma su misurazioni ripetute, altrimenti non hai una statistica per la quale puoi calcolare una deviazione da un valore medio.

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    • Pasquale Tufano

      Pasquale Tufano vero, se le misure di insieme, come è tipico della MQ, sono confuse con le misure rispetto al tempo, studiate da Shannon per le info necessarie e sufficienti per la ricostruzione di un segnale.

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    • Pasquale Tufano

      Pasquale Tufano quando e se le medie di insieme convergono rispetto alle medie rispetto al tempo, allora, i sistemi sono detti ergotici.

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    • Pasquale Tufano

      Pasquale Tufano Non è detto che tutti i sistemi siano ergotici, anzi non lo sono mai, se soggetti a perturbazioni.

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    • Francesco Bosia

      Francesco Bosia Anche se fosse (ed è un’assunzione selvaggia), ciò non toglie che Heisenberg continui a reggere.

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    • Pasquale Tufano

      Pasquale Tufano da cui la usualità della MQ di utilizzare lo studio degli oscillatori armonici, che non sarebbero armonici se fossero sistemi di segnali soggetti a perturbazioni.

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    • Pasquale Tufano

      Pasquale Tufano Francesco Bosia Heisenberg a livello cosmologico toppa del 95% di errore nell’individuare materia ed energia

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    • Francesco Bosia

      Francesco Bosia Ma stai parlando di incertezza, di modello cosmologico o di cosa?

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    • Francesco Bosia

      Francesco Bosia Io sto parlando del principio d’indeterminazione. Su quello vorrei che la discussione vertesse. Il resto è fuori dalle cose che conosco, quindi non mi esprimo.

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    • Pasquale Tufano

      Pasquale Tufano Ora ti dimostro perché ..

      Scrive De Broglie:

      (1) mr=h/(lambda.v)

      Ossia

      (mr.v).lambda=h

      se si sostituisce v=c si trova:

      mr.c^2=h.f; dove c=lambda.f

      quindi è senzaltro vera la relazione di De Broglie sulla velocità della luce.

      ma senza le formule di mutagenesi della materia la materia è considerata solo e sempre massiva e cambiante di stato solo con v=c

      Viceversa esistono formule che descrivono la trasformazione da materia ad energia anche con v < c, vedi allegato

      Ma ora voglio evidenziale che la formula di De Broglie può essere scritta anche in altro modo:

      dalla (1) mr=h/(lambda.v)

      posso scrivere:

      (lambda).(mr.v)=h

      e cioé

      Dx.Dp=h

      dunque la “incertezza” di posizione, Dx, in realtà nel modello teorico è lambda, ovvero la estensione di un fotone dal suo fronte dell’onda alla fine della particella fotone.

      Dp è la incertezza della velocità ma anche la (velocità.mr) se prendo come status zero la condizione v=0

      Dunque anziché vedere incertezze, il modello teorico mi da variazioni di status.

      Poiché è un modello teorico ed astratto quello di De Broglie/Tufano, ci si può chiedere ..

      cosa farne?

      Va eseguita una misura di posizione in x al tempo t e sapere quanto vale x(t)

      Analiticamente poi sarà disponibile anche

      v=x(t)/t, perché erano note sperimentalmente

      “x al tempo t” & “t”.

      cvd.

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    • Pasquale Tufano

      Pasquale Tufano allegato

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    Pasquale Tufano
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  • Clem Tortora

    Clem Tortora Eppure basterebbe leggere un solo libro, uno solo, l'”Autobiografia scientifica” di Einstein, edito dalla Boringhieri, per capire quante stronzate sono state profuse qui oggi!

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  • Di Stefano Enrico Mario

    Di Stefano Enrico Mario Nel 2014 c’è stato un matematico giapponese Masanao Ozawa, che, come l’amico Pasquale Tufano, aveva ipotizzato che il limite d’incertezza della disuguaglianza di Heinsenberg era di molto inferiore. Successivamente un team di scienziati di Fisica Matematica all’University of York, ha confermato pienamente la sua validità.
    http://www.media.inaf.it/…/heisenberg…/amp/
    Heisenberg aveva ragione | MEDIA INAF

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    Heisenberg aveva ragione
    MEDIA.INAF.IT
    Heisenberg aveva ragione

    Heisenberg aveva ragione

  • Pasquale Tufano

    Pasquale Tufano Ora vi do la dimostrazione che se è nota la massa del fotone la incertezza del modello è zero.

    sia m0 dell’elettrone che per urto con antimateria si trasforma in fotone.

    Allora

    E=m0.c^2

    e tale misura non è affetta da errore sul modello teorico.

    Inoltre essendo

    E=m0.c^2=h.f

    è nota anche senza errore f, la frequenza dl segnale.

    da f grazie a c=lambda.f è nota

    lambda=c/f senza errore, nel modello

    cvd.

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  • Clem Tortora

    Clem Tortora Però leggerlo è una cosa e capirlo è un’altra. Per alcuni intendere pare sia un’impresa impossibile. Questa è una questione che fu risolta già a quell’epoca nel dibattito Bohr-Einstein, ma capire i termini di quella querelle non è una cosa da tutti pare. Poi, certo, ognuno può perdere il tempo come vuole, ci mancherebbe, ma oltre a far ridere il mondo non credo che ciò gli servirà a qualcosa.

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  • Pasquale Tufano

    Pasquale Tufano Dunque Heisenberg ha ragione solo se il quantum attuale (q0) è invalicabile, ma come successe per gli atomisti greci che dicevano che l’atomo era indivisibile .. allora .. una volta che il quantum minimo=q0 troverà un “sub quantum”=q1 per cui

    q1 < q0

    *Sarà invalidata la soglia di Heisenberg* .. come è già noto nello status relazionale che descrivere la quantità di informazione legata alla estensione del quantum minimo nella teoria della informazione che spero qualcuno conosca non solo per sentito dire.

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  • Clem Tortora

    Clem Tortora Tu devi farti vedere Pasquale, davvero, è un consiglio da amico. La vita ha tante belle cose da offrire, perché non cerchi di vederle? Datti alla filosofia o all’ippica e vedrai che avrai tante soddisfazioni.

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  • Pasquale Tufano

    Pasquale Tufano sul fatto che il principio di indeterminazione di Heisenbeg non sarebbe stato superato, consiglio la lettura del seguente articolo dove si utilizzano per la lettura non distruttiva di un fotone le cavità risonanti. Riassumo a coloro che non conoscono il concetto che “nei poAltro…

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    Un rivelatore non distruttivo di singoli fotoni - Le Scienze
    LESCIENZE.IT
    Un rivelatore non distruttivo di singoli fotoni – Le Scienze

    Un rivelatore non distruttivo di singoli fotoni – Le Scienze

  • Clem Tortora

    Clem Tortora Sai quanto ci vorrebbe ora per far capire a chi legge che questo articolo non ci azzecca niente col principio di indetermiazione caro Pasquale? La tua è disinformazione bella e buona e in questo hanno grandi responsabilità le admin. L’ho detto più di una volta, ma insistono a voler fare di questo gruppo lo zimbello del web. Contente loro!

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  • Daisuke Kamitsuki

    Daisuke Kamitsuki

    Nessun testo alternativo automatico disponibile.
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  • Di Stefano Enrico Mario

    Di Stefano Enrico Mario Clem Tortora non essere troppo duro con Pasquale, perché egli è fatto così. La sua mente matematica a volte gli prende il sopravvento e fa dei voli pindarici senza rendersi conto dell’astrusità del suo ragionamento. Basta un minimo di tolleranza, poichè, per me, Pasquale rimane un’amico ed un valido interlocutore.

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  • Clem Tortora

    Clem Tortora Enrico, io non ce l’ho col lui. Ognuno pensa quello che vuole, ma queste sue uscite sono disinformazione e come tali vanno prese. Perché non scrive un libro invece di inquinare ogni poco il gruppo? Ecco, è questo che lui stesso dovrebbe capire. Anche perché così facendo che spera di ottenere? Che qualche ignorante gli dica bravo? Io veramente stento a capire la sua posizione.

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  • Pasquale Tufano

    Pasquale Tufano For n-bit integers with equal distance between quantization levels

    Assuming a uniform distribution of input signal values, the quantization noise is a uniformly distributed random signal with a peak-to-peak amplitude of one quantization level, making the amplitude ratio 2n/1. The formula is then:
    20 log(2^n)

    In italiano:
    Sia un segnale campionato con b=numero di bit
    il quantum minimo sarà

    q0=2^-b

    Sia ad esempio b=3
    avremo le seguenti configurazioni nella conversione analogico digitale:

    000=0.2^2 + 0.2^1 + 0.2^0=0 in base 10
    001=0.2^2 + 0.2^1 + 1.2^0=1
    010=0.2^2 + 1.2^1 + 0.2^0=2
    011=0.2^2 + 1.2^1 + 1.2^0=2+1=3
    100=1.2^2 + 0.2^1 + 0.2^0=4
    101=1.2^2 + 0.2^1 + 1.2^0=5
    110=1.2^2 + 1.2^1 + 0.2^0=4+2=6
    111=1.2^2 + 1.2^1 + 1.2^0=4+2+1=7

    Quindi in totale 8 configurazioni da associare a numeri digitali del segnale analogico.

    Quale sarà la minima estensione tra una configurazione e quella adiacente?

    q0=2^-b; dove b=3 e cioé 2^-3=1/8 e cioé 1 parte di 8 della estensione completa del range.

    E’ ora evidente che con b=4 bit l’errore di campionamento si riduce

    essendo 2^-4=1/16

    cvd.

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  • Pasquale Tufano
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    Signal-to-noise ratio - Wikipedia
    EN.WIKIPEDIA.ORG
    Signal-to-noise ratio – Wikipedia

    Signal-to-noise ratio – Wikipedia

  • Di Stefano Enrico Mario

    Di Stefano Enrico Mario Senti Clem Tortora in questo gruppo ci sono ben altri che fanno disinformazione seriale e continuativa. Le teorie di Pasquale, sono così astruse, che siamo in pochi a capirci qualcosa. Gli altri neanche li leggono.

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    • Ivana De Chirico

      Ivana De Chirico È esattamente questo il problema, imho, nella mia ignoranza in materia potrei rischiare di prendere per buono quello che scrive (in realtà da qualche parte dentro di me suona un campanello che mi fa sospettare la fuffa pur non capendo )

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    • Ivana De Chirico

      Ivana De Chirico Trattasi di truffa bella e buona. Sokal ci ha fatto su dei bei lavori con la sua beffa, e mostrando le imposture intellettuali, che si nascondono quasi sempre dietro questo tipo di discorsi incomprensibili.

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    • Di Stefano Enrico Mario

      Di Stefano Enrico Mario Ivana De Chirico come fai a prendere per buona una teoria, che, tu stessa dichiari di non averci capito nulla? Mi interessa il processo mentale che porta alla non riflessione e all’accettazione per partito preso.

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    • Ivana De Chirico

      Ivana De Chirico ma infatti ho detto, potrei rischiare di, ma quando qualcuno scrive in maniera incomprensibile quasi immediato scatta l’allarme fuffa,

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    • Ivana De Chirico

      Ivana De Chirico io non voglio polemizzare col sito, l’ho detto altre volte, in fondo è un modo per vedere modi di pensare diversissimi dal mio, conoscere tesi magari strampalate, ma che circolano, fgarsi un’idea di quello che c’è in giro, a scocpo conoscitivo e anche Altro…

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    • Ivana De Chirico

      Ivana De Chirico Mi chiedi come faccio a fidarmi di cose che non capisco? Se leggo Rovelli, Feynman, anche se non capisco in toto quello che divulgano so che posso credere. sono fonti affidabili.

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    • Di Stefano Enrico Mario

      Di Stefano Enrico Mario E fai bene, perché non sono dei fuffari, ma dei fisici seri.

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    Pasquale Tufano
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  • Pasquale Tufano

    Pasquale Tufano 🙂 sarebbe strano che tutti fossimo della stessa idea .. ma io penso che molti mi leggono poiché io cerco di dire solo cose che si possono esprimere in modo semplice, di modo che tutti possano capire .. per vincere anzitutto l’idea che solo pochi illuminati possano capire :-O

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  • Clem Tortora

    Clem Tortora Ma per piacere!

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  • Pasquale Tufano

    Pasquale Tufano Edonismo (dal greco antico ἡδονή edoné, “piacere”) è, in senso generale, il termine con il quale si indica qualsiasi genere di filosofia o scuola di pensiero che identifichi il bene morale col piacere, riconoscendo in esso il fine ultimo dell’essere umano.[1]
    da wikipedia.

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  • Di Stefano Enrico Mario

    Di Stefano Enrico Mario

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fonte facebook:
https://www.facebook.com/groups/robiemaria/permalink/1761001150685126/?comment_id=1761054967346411

ultimo aggiornamento:
24 agosto 2018, ore 15.00

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