neutrino: radius and electric charge

Nel nostro precedente articolo, pubblicato sul blog 6 viola, abbiamo trattato del raggio dell’elettrone.

Nonostante wikipedia usi la stessa nostra formula e cioé

(1) m_e.c^2=(1/4.eps0.pi)e^2/r_e

Che è il bilanciamento tra la energia cinetica modificata in modo relativistico sulla singola massa che non è più Ec=(m-m0)c^2 .. ma

(2) Ec_Max_micro_sys=E=m0.c^2=m_e.c^2

.. bilanciamento con la elettrostatica

(3) U(r)=(1/4.eps0.pi)e^2/r_e

dalla (2) & la (3) riotteniamo la (1)

(1) m_e.c^2=[(1/4.eps0.pi)e^2]/r_e

che si può scrivere scambiando m_e.c^2 & r_e:

(5) r_e =[(1/4.eps0.pi)e^2]/m_e.c^2 = 2.8E-15 metri

che evidenzia il raggio dell’elettrone come sfera ..

come si ha conferma al link seguente:

https://en.wikipedia.org/wiki/Classical_electron_radius

@   @   @

Potremmo spendere molte parole per giustificare che il modello non solo è attendibile, ma è estendibile, ma rinviamo per altre informazioni all’articolo precedente a quello attuale, per maggiori info:

https://6viola.wordpress.com/2018/07/16/electron-radius/

Quello che qui vogliamo mettere in luce sono alcuni fatti nuovi.

Se applichiamo la (1), mutando la massa, mettendo la massa del protone, troviamo:

(5)’  r_p= (1/4.eps0.pi)e^2/m_p.c^2 = 1.5E-18 metri.

anche qui il calcolo è nel link precedente.

Il fatto “strano” è che sia i dati sperimentali di wiki en(@), sia dal metodo impostato per calcolare grazie ai quarks, il risultato è diverso:

(5)” r_p’=0.4E-15 metri.
(@)
++
cit on
++

fonte:
https://en.wikipedia.org/wiki/Proton
Because protons are not fundamental particles, they possess a physical size, though not a definite one; the root mean square charge radius of a proton is about 0.84–0.87 fmor 0.84×10−15 to 0.87×10−15 m.[3][4]

++
cit off
++

Ora 0.4E-15 metri versus 1.5E-18 metri genera un range di errore che potrebbe dipendere non da un errore della formula ma da un errore della stima della massa del protone(°).
(°)
Del resto la fisica ufficiale, oggi, NON usa ancora il concetto che una massa si modifica con l’aumento della velocità. E quindi non specificano a che condizioni al contorno è misurata una massa da una informazione molto affetta da errore, visto che una massa può variare dal 100% allo 0% nell’aumento di v -> c secondo le formule seguenti:

 

++

cit on

++

TH-1:

Utilizzare la stessa formula (1) applicandola alla massa del neutrino.

(1)’ m_n.c^2=(1/4.eps0.pi)(qx)^2/r_n 

ovvero

(1)” r_n=(q_x)^2/(4.pi.eps0.m_n.c^2)

dove 

qx=carica posseduta dal neutrino

(segue il metodo di calcolo di qx & r_n)
nel seguito:
r_n=raggio del neurino=
r_nu=raggio del neutrone

++

cit off

++

Il primo problema che abbiamo da risolvere è quello che la massa del neutrino è di 3 tipi:

Infatti esistono neutrini:

  • elettronici
  • tauoni
  • muonici

Al variare della tipologia di neutrino la massa risulta di molto diversa, ma non sfuggirà a nessuno che maggiore è il “pianeta madre” e maggiore è il “pianeta figlio”.

inserisco un chiarimento che mi è stato richiesto da Mario Di Stefano su facebook:

fonte:
https://www.facebook.com/groups/robiemaria/permalink/1700130283438880/

Misure diranno se la nostra ipotesi di quanto vale la massa del neutrino elettronico associato al decadimento beta che vede ..

https://it.wikipedia.org/wiki/Neutrino

n -> p + e- + ν’

sia confermata da verifiche sperimentali .. poiché sul valore della massa del neutrino c’è stata, e c’è, molta incertezza di misura: in molta parte, a nostro avviso, dovuta al fatto che la moderna fisica non tiene ancora in conto che la massa varia con la velocità non secondo le formule di macro_sys, ma secondo le formule di micro_sys, e quindi il bilancio della reazione è di

m_nu = m_p + m_e + m_ν’ quando v=0

essendo

m_nu.c^2 = (m_p + m_e + m_ν’).c^2 come energie, E_potential, associate quando v=0

mentre si hanno le seguenti modificazioni:

E_potential=m0.c^2[sqrt(1-v^2/c^2]=E_p

(E_p)^2=(m0.c^2)^2 – (p.c)^2 quando v > 0 e quindi la energia diminuisce della parte radiativa a causa del movimento, essendo E=E_p+E_r=costante=m0.c^2 per la singola particella, ovvero estendendo a più particelle.

Tornando a che valore scegliere per il neutrino:

Avremmo potuto applicare i valori desumibili dal seguente articolo ..

http://scienzapertutti.infn.it/2-tre-qfamiglieq-di-neutrini

ed eventualmente utilizzare il convertitore tra eV e Kg disponibile on line al link seguente:

https://www.translatorscafe.com/unit-converter/it/energy/9-60/megaelettronvolt-chilogrammo/

Oppure seguire il link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Decadimento_beta

massa neutrone=936,6 MeV/c^2

massa protone=938,3 MeV/c^2

massa elettrone=0,510 MeV/c^2

936,6 – (938,3+0,510)=0,79 MeV/c^2=massa del neutrino quando v=0

quindi allo stato v=0 il frammento neutrinico garantisce che la somma delle masse sia la stessa tra l’origine e i prodotti di reazione, che andrebbero testati non con

E^2=(m0.c^2)^2+(p.c)^2

bensì:

(E_p)^2=∑{(m0_i.c^2)^2 – (m0_i.v.c)^2}

(E_p)^2=∑{(m0_i.c^2)^2 – (pi.c)^2}

perché l’energia potenziale diminuisce se alcune particelle si mettono in moto

mentre la energia totale E_p+E_r=E_micro_sys rimane invariata=costante.

Quindi serve una massa aggiuntiva neutrinica per bilanciare i prodotti di reazione quando v=0.

Tuttavia la associazione con le cariche elettriche e simili ed il minore volume, suggeriscono che la presenza di massa sia anche con carica rubata all’elettrone.

La decompressione del neutrone, inoltre, suggerisce una accelerazione del neutrino che a causa della forte accelerazione avrà anche una massa instabile e di difficile misura, poiché man mano che v aumenta perderà di misurabilità della parte massiva.

more info:

https://6viola.wordpress.com/2017/12/20/studio-del-mare-di-energia-di-dirac-soluzione-di-alcune-aporie-e-ossimori/

Comunque dato che ci accingiamo a proporre un metodo di calcolo parametrico, nessuno vieta che il valore della stima della massa che utilizzeremo sul neutrino elettronico non possa essere cambiata.

Infatti, a nostro avviso, vi è un cambio di scala (in logica frattale) per cui il neutrino elettronico noi lo “vediamo” come una carica negativa che consente all’elettrone (che ha molti neutrini, come frammenti di particelle di carica negativa sulla sua “nuvola”) di dirsi caricato negativamente, da cui nel decadimento beta l’elettrone perde una parte della carica (neutrino: ν’) che la scienza ufficiale vede come una particella “aliena”, senza identificarne *lo status* prima del decadimento, ma è frutto di un bilanciamento energetico (serviva massa tra la parte sinistra e destra della reazione:n -> p + e- + ν’) per cui, essendo il neutrino dotato di massa, ha sottratto massa e associata carica all’elettrone. Ma ciò si ripete anche per il muone, e il tauone.

Tale cambio di scala (nel passaggio da elettrone e satelliti dell’elettrone uguali a molti neutrini, come rapporto in peso) per ragioni di cui, per ora rinviamo la giustificazione nel seguito(*1), è dell’ordine di 1/1000 (la massa del neutrino è 1 rispetto alla massa dell’elettrone posta a 1000), ed accenniamo solamente che anche il rapporto tra la massa dell’elettrone diviso la massa del protone ci fornisce lo stesso rapporto di 1/1000.(N.B.1)
(*1)
Si noti che 1/1000 è anche il rapporto di massa trovato tra Milky_Way & S@1 nell’articolo seguente (N.B.2):
https://6viola.wordpress.com/2017/06/06/teoria-della-struttura-di-u1-una-teoria-alternativa-alla-vecchia-teoria-del-big-bang/

Esploriamo quindi il rapporti di massa nel caso protone, elettrone, neutrino:

m_e=massa elettrone in Kg stima Tufano = 8.913313479732 e-31 kg = circa8.9 E-31kg
(la “stima Tufano” = “stima ufficiale” nel caso dell’elettrone, sebbene massa elettrone “a riposo” sia dell’ordine di v=2000 km/sec circa e non con v=0, mentre -tipicamente- un protone può essere misurato a v=0 e quindi la stima 1.6E-27 Kg può dipendere da una più bassa velocità a cui è stata misurata la massa del protone coerentemente con la teoria che la massa misurabile vada a zero con l’aumento di velocità fino alla velocità v=c).

m_p=massa protone in Kg stima Tufano=8.913313479732 e-28 kg=circa10E-28 kg=1E-27 kg

m_p/m_e=8E-28/8E-31=1000

laddove le stime ufficiali sono:

m_e’=9.1E-31 kg=circa 8.9E-31 kg

m_p’=1.6E-27=circa 1E-27 kg

Il perché di questi leggeri disallineamenti è perché ho usato:

massa elettrone in eV/c^2=5E5 eV/c^2= 8.91E-31 Kg

0.5109989461 E6 eV
fonte:
https://en.wikipedia.org/wiki/Electron

convertendo con:
https://www.translatorscafe.com/unit-converter/it/energy/9-60/megaelettronvolt-chilogrammo/

otteniamo:
0.5E6 eV/c^2=8,913313479732e-31 kg

massa protone in eV/c^2=5E8 eV/c^2= 8.91E-28 kg

ed ora posso porre:

massa neutrino elettronico in eV/c^2=5E2 eV/c^2=8.91-34 kg

++

le stime in elettron volt dei neutrini al link seguente:

http://scienzapertutti.infn.it/2-tre-qfamiglieq-di-neutrini

sono

2.8 eV/c^2 = neutrini elettronici = 2.8 eV/c^2

17 keV/c^2 = neutrini muonici = 17000 eV/c^2

18.2 MeV/c^2 = neutrini tauonici = 18 000 000 eV/c^2

quindi la Ns posizione, 500 eV è abbastanza vicina alla incertezza oggi stimata con 2.8 eV

m_n=500 eV=8.913313479732e-34

ed anche qui il cambio di scala 1/1000

essendo
m_p/m_e=8E-28/8E-31=1000

m_e/m_n=8E-31/8E-34=1000

MODELLO N.1 DEL 19.07.2018

Ritornando a TH1:

(1)” r_n=(q_x)^2/(4.pi.eps0.m_n.c^2)

per ora noi non conosciamo:

q_x (quantità di carica sul neutrino)

r_n (raggio della sfera neutrino)

mentre possiamo ipotizzare

 

(6) q_x=(densità_di_carica).(volume_neutrino)

Se ipotizziamo che

d1=densità_di_carica_1 = carica_elettrone/volume_elettrone

d2=densità_di_carica_2 = carica_neutrino/volume_neutrino

ed inoltre che sia:

d1=d2

calcoliamo

con r_e=2,8179403227E-015 metri
con pi=3.14

d1=(1,6021766208E-019)/[(4/3)pi.(r_e)^3]=1.709331933874380000000000 E24 

riscrivo la (6) e sostituisco:

(6) q_x=(densità_di_carica).(volume_neutrino)

(6) q_x=(1.71E24).[(4/3)pi.r_n^3]

riscrivo la (1)” e sostituisco:

(1)” r_n={q_x}^2/(4.pi.eps0.m_n.c^2)

(1)” r_n={(1.71E24).[(4/3)pi.r_n^3]}^2/(4.pi.eps0.m_n.c^2)

se la massa del neutrino m_n=

massa neutrino elettronico in eV/c^2=5E2 eV/c^2=8.91E-34 kg(#)
(#)

si noti che se massa elettrone è 5E5 eV/c^2, allora
massa elettrone/massa neutrino=5E5/5E2=1000
che è il fattore di scala che abbiamo già trovato nel rapporto tra le masse tra protone ed elettrone e tra la nostra galassia e il BH S@1 attorno a cui girano le galassie in U1:
la dimostrazione software con le equazioni di Einstein al link seguente:
https://6viola.wordpress.com/2017/06/06/teoria-della-struttura-di-u1-una-teoria-alternativa-alla-vecchia-teoria-del-big-bang/

c’è solo un problema di portare r_n dallo stesso lato della uguaglianza ..

si troverà con pochi passaggi, dalla (1)”:

(1)” r_n={(1.71E24).[(4/3)pi.r_n^3]}^2/(4.pi.eps0.m_n.c^2)

scorporo r_n^6 a secondo membro:

(1)” r_n={(1.71E24).[(4/3)pi)}^2.{(r_n^6]}/(4.pi.eps0.m_n.c^2)

porto r_n^6 a primo membro e semplifico:

(1)” 1/r_n^5=({(1.71E24).[(4/3)pi)}^2)/(4.pi.eps0.m_n.c^2)

estraggo r^5 e lo metto a numeratore:

r_n^5=(4.pi.eps0.m_n.c^2)/({(1.71E24).[(4/3)pi)}^2)

r_n^5=1,73863792946767E-076 metri

quindi si dovrà estrarre la radice:

r_n=(1,73863792946767E-076)^(1/5) metri=7,0476094618705E-016 metri

 

infine

q_x è la carica elettrica del neutrino elettronico

q_x=d1.volume del neutrino=

(6) q_x=(1.71E24).[(4/3)pi.r_n^3] =7,9779375557481E-022 Coulomb

mentre era per la carica di un elettrone:

q_electron=1,602E-19 Coulomb

(1,602/7,977)E3=0.2E3=200 quindi un elettrone sarebbe l’equivalente (come carica elettrica) di 200 neutrini di tipo elettronico, secondo le proporzioni utilizzate come ipotesi di fondazione di questo studio attuale).

dal che si può stimare quanto sia piccola la carica elettrica in confronto a quella di un elettrone e così giustificare che -finora- il neutrino era considerato non avere carica elettrica ..

Dunque è talmente un frammento piccolo da giustificare il fatto che finora è stato considerato a carica elettrica nulla.

Siamo a conoscenza, aggiungo, che il neutrino storicamente e nel modello standard è considerato neutro.

Ma il modello standard ha grossi problemi, ed il principale è considerare la conversione in energia solo se v=c, nonché il fatto che usa l’energia relativistica nella forma macrosys

E^2=(m0.c^2)^2 +(p.c)^2 in modo improprio nelle reazioni microsys, dovendosi usare

(E_potential)^2=(m0.c^2)^2 – (p.c)^2

Infatti la energia materica diminuisce con l’inizio del moto (v >0)

Mentre la E=Etot=E_potential + E_radial=costante (tra massa massiva e radiativa)

Viceversa E^2=(m0.c^2)^2 +(p.c)^2 ha senso solo nel attribuire
p.c=[m0/sqrt(1-v^2/c^2)].v.c=m.v.c

.. laddove m si gonfia non perché le singole particelle aumentano di massa, ma perché più particelle vengono coinvolte dai campi applicati in m=[m0/sqrt(1-v^2/c^2)] ..

E’ quindi evidente che E^2=(m0.c^2)^2 +(p.c)^2 computa la energia immessa nel sistema macrosys, facendo espandere +(p.c)^2 .. ma tale tipologia non mette in luce cosa succede ad un sistema isolato! .. considerando isolato un sistema sia prima che dopo la trasformazione della reazione specifica in esame di bilancio energetico, computando le _stesse_ particelle e NON particelle aggiuntive!

alcuni modelli del decadimento beta + e beta –
http://www.andreaminini.org/fisica/radioattivita/decadimento-radiazioni-beta

in cui si capisce che la emissione è di elettroni negativi, o positivi (antimateria di positroni).

Si capisce inoltre che usualmente si studiano caratteristiche di “insieme” che dato un certo punto di osservazione all’incrementarsi del tempo vedono un sommarsi di trasformazioni sotto forma di urti sul rivelatore di raggi beta, causati ad esempio da elettroni, che avranno un andamento verso un max e poi una diminuzione. Nei sistemi ergotici le medie di insieme corrispondono alle medie rispetto al tempo del numero di eventi estratti. Da cui il numeri di eventi “simula” quello del singolo elettrone che ha una dinamica che dipende da pc=m0.v.

Evidentemente la velocità dell’elettrone, nel liberarsi dallo stato originario con v=0 di quando era in un neutrone, tenderà a divenire v > 0 e ciò sarà sentito dai rivelatori come una onda elettromagnetica visto che una parte della energia passa da forma materica a forma di radiazione E_r=m0.c^2 – E_potenzial

dove (E_p)=m0.c^2[sqrt(1-v^2/c^2)]=m_p.c^2

sarà E_p=m_p.c^2=m0.c^2 se v=0; e dunque E_r=0 quando v=0.

Dunque E_r si comporta come una onda elettromagnetica associata a una massa.

Ecco perché la onda elettromagnetica associata agli elettroni cresce quando v > 0

Se non che v > 0 è studiata (come energia incidente sui rivelatori) usualmente come media di insieme.

Mentre andrebbe studiata come media nel tempo, o nella frequenza, sulla singola particella.

Il passaggio da v= 0 versus v > 0 è causato dall’uscita dell’elettrone dal neutrone!

Una volta che la onda elettromagnetica associata all’elettrone si è allontanata dal materiale in decadimento beta v=costante se non subisce forze applicate all’elettrone, ma non interagisce più con i sensori locali al materiale in osservazione di decadimento beta e quindi si equivoca che v, la velocità, sembra diminuire .. ma una onda elettromagnetica come componente radiativa, non varia di velocità se non per le dispersione nel mezzo.

La presenza del neutrino, quindi, quando v=0, è per giustificare la conservazione della massa! .. ma si troveranno valori diversi per il neutrino .. con l’aumento della velocità nella fase di espulsione sicuramente con v > 0 poiché le “particelle & le onde associate” percorrono uno spazio e quindi possono sviluppare una velocità in cui la “massa residua dell’elettrone e del neutrino dipende dalla velocità a cui si stabilizza il fenomeno o rispetto alle misure locali, o rispetto a misure più remote alla sorgente di radiazione.

Per chi voglia studiare il fenomeno nell’ambito della teoria aleatoria consiglio il documento seguente studiato (come già detto per i fenomeni di insieme) sulle medie di insieme secondo Fermi et altri:

https://www.ge.infn.it/~corvi/doc/didattica/radioattivita/lezioni/z.compl02.betadecay.pdf

come si vede dai dati seguenti, quando v=0 la massa del neutrino vale 790 keV.

++
cit on
++

Vogliamo stimare la velocità (per ora incognita, ma esplicitata nel seguito) del neutrino che riduce la massa di 790 keV fino al valore 500 eV=:

https://it.wikipedia.org/wiki/Decadimento_beta

cioé

massa neutrone=936,6 MeV/c^2

massa protone=938,3 MeV/c^2

massa elettrone=0,510 MeV/c^2

936,6 – (938,3+0,510)=0,790 MeV/c^2=massa del neutrino quando v=0

converto 790 KeV in kg grazie al link seguente:

https://www.translatorscafe.com/unit-converter/it/energy/9-60/megaelettronvolt-chilogrammo/

790 KeV (neutrino con v=0)=1.408303529798 E-30 Kg

è un valore molto maggiore della simulazione già eseguita che vedeva

500 eV (neutrino con v=/=0)

Si può anche calcolare quanto vale la v=/=0 che ha ridotto la massa del neutrino ..
poiché v > 0 riduce la massa che aumenta di velocità.

necessita risolvere la seguente equazione:

m_p=m0[sqrt(1-v^2/c^2)];

dove m_p è la massa “potenziale” quando v =/=0
dove m0 è la massa “potenzale” quado v=0

calcolo massa del neutrino con v=/=0

m0=1.4E-30 Kg=m_νi(v=0);

v è tale che

m_νi(di v=/=0)=500 eV=8.913313479732 E-34 kg=circa 10E-34 kg=1E-33Kg

da cui la massa del neutrino è diminuita di 1000 volte rispetto alla massa iniziale se si è spostata da 1E-30 kg versus 1E-33 kg.

m_νi(v=/=0)=1E-33 kg=m0[sqrt(1-v^2/c^2)]=(1E-30)[sqrt(1-v^2/c^2)]

in questa equazione, qui sopra, solo v è incognita e quindi dobbiamo esplicitarla:

(1E-33)/(1E-30)=sqrt(1-v^2/c^2)

(1E-66)/(1E-60)=1-v^2/c^2

0,000001=1-v^2/c^2

v^2/c^2=1-0,000001=0,999999

v^2=(c^2)(0,999999)

v=sqrt[(c^2)(0,999999)]=sqrt[(3E8)^2.(0,999999)]

v=299999849,999962 metri/sec.

Dunque la massa del neutrino con v=2.9E8 < c è quasi la velocità dlela luce che qui è stata normalizzata c=3E8 m/sec.

++
cit off
++

MODELLO N.2 DEL 20.07.2018

nuovo metodo di calcolo del r_n

(20.07.2018, ore 10.39)

ip1:

poiché ipotizziamo che il neutrino, con dz, abbia la stessa densità di materia dell’elettrone, dy:

sia mz=massa del neutrino:

ne segue:

mz=massa_neutrino=dz.(volume_neutrino)=dz.(4/3)pi.(r_n_z)^3

ip2:

sia my=massa dell’elettrone, if dz=dy, e cioé la densità di materia del neutrino è la stessa della densità di massa dell’elettrone ..

ne segue che possiamo calcolare dz=dy così:

dy=(massa_elettrone)/(volume_elettrone)=dz

raggio elettrone=2,8179403227E-015 metri

massa_elettrone=8,913313479732e-31 kg (avendo posto massa_ele=0.5 MeV)

Nella ip2, l’elettrone può avere due configurazioni di calcolo:

  • elettrone una sfera che ruota con raggio 2.8E-15 metri attorno al protone
    (quando è singola particella che ruota).
  • elettrone come calotta statica ancora con raggio circa 2.8E-15 (che però, come raggio, andrà maggiorato, affinché sia additivo del volume della zona protone) andrà maggiorato del volume della zona protone) attorno al protone
    (quando è pensato come calotta che NON ruota; la calotta ha uno spessore, poiché è privata della zona dove è il protone, nel seguito spiegheremo altre ipotesi di modello, per maggiori dettagli)

In entrambe le situazioni il volume elettrone sarà lo stesso.

ip3:

poiché conosciamo la stima del raggio dell’elettrone:

r_e=2,8179403227E-015 metri

allora possiamo calcolare il volume dell’elettrone:

volume_elettrone=(4/3).pi.(r_e)^3=9,37311582992834E-044 m^3

ip4:

calcoliamo la densità di massa dell’elettrone:

dy=massa_elettrone/volume_elettrone=

dy=8,913313479732e-31 kg/9,37311582992834E-044 m^3

dy=9,51E+012=9509445569073 kg/m^3

ip5:

calcoliamo il raggio del neutrino in ipotesi che dy=dz

dz=massa_neutrino/volume_neutrino=massa_elettrone/volume_elettrone

ip6:

posto massa neutrini 1/1000 della massa elettrone:

massa elettrone=0.5E6 eV/c^2

massa neutrino=0.5E3 eV/c^2

dz=9509445569073 kg/m^3=massa_neutrino/volume_neutrino

dz=9509445569073 kg/m^3=8.913313479732e-34/[(4/3)(pi)(r_n)^3]

[(4/3)(pi)(r_n)^3]=8.913313479732e-34/(9509445569073)

r_n^3=8,913313479732E-34/[(9509445569073).(4/3)(pi)]

r_n^3=2,23766657475898E-047

r_n=(2,23766657475898E-047)^(1/3)=2,81794032270001E-016

dunque

r_n=(1/10).r_e=0,281E-15 metri.

Nel modello che calcolava r_n introducendo la carica elettrica avevamo trovato:

r_n’= 0,70476094618705E-015 metri

La prima riflessione da fare è che

  • il modello 1 si muove su una equidensità di carica in volume.
  • il modello 2 si muove su una equiponderalità di massa come m_n=(1/000).m_e

Quale modello è quello verosimile?

A nostro avviso è più attendibile il modello 2 che ha giustificazioni sia cosmologiche che di rapporto 1/1000 tra massa protone ed elettrone e -in logica frattale- potrebbe ripetersi anche nel rapporto elettrone/neutrino.

Quindi propendiamo per il modello 2, sia per quanto detto, e anche perché la densità di carica sul neutrino, come parte dell’elettrone (neutrino elettronico), potrebbe essere una densità diversa, poiché si dovrebbe sapere se il neutrino si è originato secondo quale modalità dal neutrone.

Secondo noi, la ezidinamica generazione del neutrino, proposta oggi, 20.07.2018, ore 11.52 per la prima volta on line sul web è la seguente:

t0:

un neutrone è in un atomo, ed è stabile perché esiste una “calotta elettronica ordinaria” che fornisce una compressione tra protone ed elettrone (che sono in un neutrone), e ciò diminuisce il raggio ordinario dalle dimensioni rs=2.8E-15 versus 0.4E-15

t1 > t0:

quando un neutrone esce da un atomo,(oppure rimane in un atomo ma decade, e cioé si trasforma in protone) ed inizia il decadimento beta, ciò equivale a togliere la “calotta elettronica ordinaria” di compressione alle dimensioni di un neutrone che è stabile in un atomo. (ovvero ipotizzare fortissime oscillazioni del protone dentro un neutrone per un raggio maggiore a quello che rende il neutrone delle dimensioni di un protone)

t2 > t1:

tolta che sia “la calotta elettronica ordinaria” la coppia protone & elettrone che era nel neutrone tenderanno ad aumentare di volume.(ovvero a causa di una fluttuazione nella compressione versus il neutrone)

t3 > t2:

l’aumento di volume vedrà l’elettrone stabilizzarsi attorno alla dimensione ordinaria del suo raggio a r_e=2.8E-15 metri, ma il protone tenderà a non stare fermo per la espansione di volume, e si comporterà come un “proiettile di una pistola” che colpisce la “nuvola di materia dell’elettrone” e produrrà un *foro* sulla “nuvola di materia dell’elettrone”. Tale *foro* sarà la espulsione del quantum_neutrino: e sia il protone che il neutrino prenderanno la stessa direzione. La calotta elettronica per l’urto del protone tenderà ad essere concorde con la direzione delle altre due particelle.

Nel prossimo articolo, investigheremo ulteriormente anche la quantità di carica elettrica associata al neutrino, in questo ultimo scenario.

Infatti simulando lo spessore della cupola elettronica ad un raggio di r=circa2.8E-15 metri ..

.. si può fare un calcolo di che spessore debba avere la cupola perché sia della massa dell’elettrone.

Poiché conosciamo il raggio del protone quando è compresso e che dovrebbe essere 0.4E-15 metri, si può ipotizzare che il “foro della pallottola sustanziata dal protone” tolga una quantità di materia dalla cupola che dovrebbe essere proprio circa 1/1000 della massa dell’elettrone. Questa sarà una prima verifica, nel prossimo articolo, se lo scenario da noi ipotizzato è fedele, poiché va calcolato lo spessore della cupola tale che la massa totale dell’elettrone pensato come una cupola sia un ritaglio circolare di raggio 0.4E-15 metri.

La seconda verifica dello scenario, qui presentato, è sul quantum della carica strappata dal foro alla cupola:

A nostro avviso, va pensata la carica elettrica, sulla superficie interna della cupola, dal lato protone che non ha ancora colpito la cupola.

La superficie del cerchio di raggio 0.4E-15 metri dovrà essere messa in rapporto alla superficie totale della sfera dell’elettrone di raggio 2.8E-15 metri.

Attribuendo la carica dell’elettrone alla
“superficie della sfera elettrone” = 4.pi.(2.8E-15)^2; si dovrà fare una proporzione come segue:

carica sul neutrino: superficie del foro = carica elettrone : superficie della sfera elettrone.

Si troverà che “carica del neutrino” << “carica dell’elettrone”.

Inoltre la qx incognita del neutrino si può cercare anche per altra via! e cioé da

TH1:

(1)” r_n=(q_x)^2/(4.pi.eps0.m_n.c^2)

e dunque questa sarà la 3° verifica dello scenario attuale per la eziodinamica della generazione del neutrino, come singola particella indispensabile a spiegare come mai esce solo un neutrino dal decadimento beta.

 

ultimo aggiornamento:

22 luglio 2018, ore 16.27

 

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