Black Holes: internal architecture

Pasquale Tufano Vorrei fare notare che il modello di buco nero con massa tutta concentrata in un punto (baricentro del BH) è errata.

DIM:
il modello con tutta la massa concentrata nel baricentro è infatti un modello semplificato.
Tale modello semplificato è utile in ipotesi di essere NON nella singolarità (che essendo singolare è una astrazione, poiché la _fisica_ non è MAI irrapresentabile, ma misurabile sempre, essendo _fisica_ e NON astratta: è la matematica che racconta di enti “astratti”).Dicevo utile .. perché se la luce è dentro un BH, e né nell’origine, e né sulla frontiera del BH, allora, il modello di Einstein a masse concentrate mostra che neanche la luce può uscire da un BH.

Tuttavia anziché pensare un BH come un pozzo senza fondo in grado solo di aspirare materia, ci si dovrebbe chiedere .. come si forma un BH e perché?

Il processo della gravitazione, ordinariamente, è sia un processo locale e contemporaneamente globale.

Le cause locali di formazione di un addensamento di materia sono il fatto che se due atomi di idrogeno sono molto vicini e dotati di velocità, non passano uno vicino all’altro senza interagire, ma cominciano a girare uno attorno all’altro come un giroscopio, o se preferite una “trottola”.

Poiché la attrazione prosegue la loro distanza una volta che si sono agganciati a “trottola” .. continuerà a diminuire e quindi la densità aumenterà.

Per cause “globaliste” di come è distribuita la materia della bolla gravitazionale che è il nostro universo bolla, ci saranno movimenti e migrazioni di materia dove sta “nascendo una stella” che erano i primi 2 atomi di idrogeno di cui sopra.

Quindi se prima erano in 2 a fare mapim mapon (e cioé a essere in moto giroscopico) poi saranno in 3 e -altra materia- (con il tempo) comincerà a confluire in quella “depressione” cosmologica di densità.

Quindi, fin qui, siamo a “come nasce una stella”.

Ma una stella nella sua evoluzione può avere talmente massa da impedire persino alla luce di uscire da un BH (black hole).

Ma perché un ente che non avrebbe massa dovrebbe risentire della forza che è proporzionale alle masse?

La espressione semplificata è la seguente:

F=GmM/r^2

La ragione, secondo me, è la seguente:

energy=m0*c^2

e cioé che un fotone originato da una massa che era m0 prima di fondersi -> “aveva una massa”.

Provate -per un attimo a pensare- se quella massa “nonostante non sia misurabile come peso come massiva nella nostra dimensione” sia ancora con alcune caratteristiche di interagire gravitazionalmente ..

La seconda domanda da farsi è ..

“perché con r < rs la massa M riesce ad attrarre m0 ed invece dopo, e cioé con r > rs (raggio di Schwarzschild) ciò non avviene più?”

Basterà guardare ..

F=GmM/r^2

per notare che quando r aumenta la forza di attrazione diminuisce!

Quindi non è illogico che superato un raggio critico la luce, sebbene dotata di una “particolare massa NON massiva, ma “radiativa”, riesca a fuggire.

Quindi vanno studiate le caratteristiche delle “masse radiative”, quelle che sono delle “particelle energetiche” e verificare se sono caratteristiche identiche alle “masse massive”, e se differiscono, e in cosa differiscono.

Una massa radiativa differisce da una massa massiva nel fatto che sulle masse massive agisce solo la forza di Newton, quella seguente:

F=GmM/r^2

nelle masse radiative, oltre che agire la forza di Newton, agisce anche una seconda forza che io ho chiamato di Mach, in onore al celebre scienziato Mach, che ha introdotto il “principio di Mach”.

In base al principio di Mach, infatti, ogni ente non risente di cause solo locali, ma anche di cause globali.

Per dirla nel modo più semplice che mi riesce:

Con Newton: il pieno cerca il pieno

Con Mach: il vuoto cerca il vuoto.

Quindi in rispetto anche del principio di Archimede: un corpo immerso in un fluido per cui il corpo abbia densità minore del fluido riceve una spinta verso la zona a densità minore.

Il fotone ha densità minore della stella, e quindi tende a uscire dalla stella secondo la forza antigravitazionale di Mach.

Contemporaneamente subisce anche la forza di Newton:

Se r < rs prevale la forza di Newton. Se r > rs prevale la forza di Mach, anche se la forza di Newton esiste ancora .. e per tale ragione:

1) i fotoni tendono ad avere attrazione interfotonica che si manifesta come lunghezza dell’onda elettromagnetica.

2) se un fotone passa lateralmente ad una stella risente della forza di gravità della stella, eppure (se r > rs) la forza di Mach è più forte della gravitazione, e -nel bilancio delle forze (tra quella di Mach & quella di Newton)- vince la antigravitazione di Mach.

Purtroppo questi minimi elementi di fisica erano necessari per capire che un universo bolla, come il nostro, non è in osservazione solo di forze gravitazionali, ma che anti_gravitazionali, senza le quali non si può spiegare la “architettura interna” di un BH.

Ora immaginate un tempo di miliardi di anni e la formazione dl nostro universo in tale tempo, il nostro universo ne ha almeno 47 miliardi, di anni, nonostante le teorie ufficiali dicano che è più giovane (circa 14 miliardi di anni) perché non hanno ancora capito come è strutturato un universo bolla.

Bene, se volete sapere un esempio di come è un BH .. guardate il nostro universo!

Infatti noi siamo dentro un BH, ma non a massa concentrata, ma a massa distribuita, come è ogni BH !

Quando qualcuno guardasse da fuori del nostro universo, U1, vedendolo a densità maggiore della densità media tra gli universi (che è inferiore) -questo è il punto di osservazione dei tachioni- non lo considererebbe un buco dove se ci casca dentro non riuscirà facilmente ad uscire?

Tuttavia noi che ci stiamo dentro .. non vediamo -forse- galassie, pianeti, possibilità di spostarci da A versus B?

Quindi se è vero che quando due atomi di idrogeno sono abbastanza vicini iniziano a formare una stella, sia per cause locali e anche per cause globali .. però in U1 non è che si forma 1 sola stella, ma la fenomenogenesi è a “massa distribuita”!

Così è -in logica frattale sensibile al contesto- sia a livello di universi oppure a livello sub atomico.

Vi aggiungo solo che ho navigato nel nostro universo fino all’orlo esterno con un software che ho dovuto modificare rispetto alle ipotesi di Schwarzschild per introdurre le variazioni di densità man mano che si va verso il confine del nostro universo perché in circa 2 miliardi di anni la cupola di reverbero che sta fotografando il satellite Planck vede la densità scendere bruscamente.

Spero che la mia breve sintesi sia stata ugualmente interessante sebbene breve 🙂

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Mario Di Stefano

Mario Di StefanoMario e altri 2472 si sono iscritti a FISICA QUANTISTICA e altre teorie: gruppo aperto e libero nelle ultime due settimane. Dai loro un caloroso benvenuto nella tua community! Pasquale molto interessante la tua teoria, ti dico solo ,senza scomodare Mach, che l’energia potenziale del BH provoca repulsione gravitazionale

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· Rispondi · 6 h

Pasquale Tufano
Pasquale Tufano vorrei aggiungere che pochi sanno che la forza di Mach si può già misurare proprio secondo le equazioni di Einstein applicate ai fotoni secondo Amadori e Lussardi come caso particolare. Tale caso particolare io lo ho chiamato 0_Fermat, cioé a massa massiva uguale a zero. Il caso generale invece è k_Fermat in cui non esiste solo la massa massiva, ma anche la massa radiativa (De Broglie direbbe la natura duale delle particelle sub atomiche, e anche Bohm da ragione a De Broglie con il concetto della onda pilota). Tufano, inoltre, dice che l’onda pilota non è un concetto astratto e metafisico, ma una vera aliquota energetica della massa originaria quando aumentando la velocità da v=0 la velocità è nell’intervallo
0 < v < c
Poi si ha la singolarità in v=c con la forma 0_Fermat che cambia le equazioni (che già esistono! anche secondo Amadori e Lussardi).Mentre le equazioni con k_Fermat esistono solo grazie al mio lavoro sugli studi della fusione fredda (ed associato modello in cui la materia scompare e si trasforma in energia _gradualmente_ e quindi in un interim (parola latina che significa con un transitorio).

Grazie a chi vorrà intervenire su questo tema, anche con opinioni differenti dalle mie.

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L'immagine può contenere: testo
Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Inoltre, aggiungo, che anche dal BH a massa distribuita che è il nostro universo, U1, la luce che viaggi a c=circa 300 mila km/sec non esce!

Potrebbe uscire solo se con moto non inerziale, ma grazie al 3° principio un ente, ad esempio una sonda, andasse a
velocità v > c

Infatti arrivati alla velocità della luce da U1 non sarebbe più visibile la massa, ma ciò non sarebbe quello che è successo nella sonda in cui la massa sarebbe rimasta massiva.

Ciò porta anche un comportamento simmetrico: i tachioni (v > c) che entrano in U1 realizzano “la condensazione dei tachioni” .. ovvero l’aumento di densità che incontrano dentro U1 li rallenta!

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano La prova che la luce non esce da U1: è la “cupola di reverbero” che sta fotografando il satellite Planck secondo qualsiasi direzione il satellite faccia fotografie.

Come in una chiesa l’eco torna indietro quando il suono rimbalza su una cupola, la luce torna indietro quando colpisce la dimensione del raggio di Schwarzschild del nostro universo inteso come un BH. Basterebbe -per convincersene- stimare quanta deve essere la massa dell’universo perché si abbia
rs=2GM/c^2la formula andrebbe corretta (in vero) poiché calcolata con una Energia cinetica che vale solo a bassa velocità Ec=(1/2)mv^2

La potenziale è
U=GmM/r

Nel punto di equilibrio
Ec=U=(1/2)mv^2=GmM/r

da cui
r=2GM/v^2; v=c

Ma nel caso relativistico non è vero Ec=(1/2)mv^2
Bensì Ec=(m-m0)c^2

Si può dimostrare che ciò modifica il raggio di Sch ..
quando v -> “c” .. come segue:
rs=GM/c^2 anziché rs=2GM/c^2.

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Una dimostrazione semplice della modifica del raggio di Sch (ve ne sono altre più complicate che ometto), è la seguente:
sia
F1=GmM/r^2
sia
F2=m.a
a=accelerazione verso il centro della sfera attorno a cui orbita m, creata dalla gravitazione di M.
si può anche qui verificare che la fisica ufficiale dice che
a=v^2/r; dove v è una v_TG ossia ha solo componente tangenziale poiché orbita secondo una circonferenza se consideriamo il piano di rotazione.
Uguagliando
F1=F2=GmM/r^2=m.a
a=GM/r^2=v^2/rDa cui
r=GM/v^2

Si scopre quindi che lo spin del nostro universo ha una velocità tangenziale v_TG=c.

ed r=rs=GM/c^2 sulla cupola di reverbero, quindi la c misurata a cui si riferiva Sch. era tangenziale e non normale, quando sono introdotte le modificazioni relativistiche che dicono:
Ec=(m-m0)c^2 con v -> c
Ec=(1/2)mv^2 con v << c
m=m0/sqrt(1-v^2/c^2)
cvd.

fonte su facebook:

https://www.facebook.com/groups/robiemaria/permalink/1669000726551836/

vedi anche il seguente articolo:
https://6viola.wordpress.com/2018/06/27/modelli-gravitazione-newton-keplero-einstein-schwarzschild/

ultima versione:

30 giugno 2018, ore 10.09

 

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