oltre il “Modello Standard” delle particelle in Fisica ..

Riporto, qui di seguito, la discussione sul tema della “k_Fermat format” per come si è svolta su facebook, poiché vi sono molte considerazioni che consentono di capire come lo studio attuale modifica la interpretazione della materia ed energia, e quindi anche del “Modello Standard” delle particelle in Fisica ..

Vorrei inquadrare l’argomento attuale iniziando dall’articolo di Einstein sulla relatività generale del 1916:
“Die Grundlage der allgemeinen Relativit¨atstheorie, Annalen der Physik 49, 769-822 (1916)”.

Nel suddetto articolo, a pag. 6, Einstein mostra che si potrebbe essere interessati ad una particolare equazione (nello spazio di Minkowski) che è la seguente:

(1) (ds)^2 = -(dX1)^2-(dX2)^2-(dX3)^2+(dX4)^2

questa espressione riscritta sul piano cartesiano a 2 dimensioni mostra:

(2) (ds)^2=-(dX1)^2-(dX2)^2

e si capisce -in questa forma- che è il teorema di Pitagora,

ma affinché a secondo membro della uguaglianza, qui sopra, si abbiano dei valori negativi, si deve avere:

(3) (ds.es)(ds.es)=+(dX1.j.ex1)(dX1.j.ex1)+(dX2.j.ex2)(dX2.j.ex2)

dove j.ex1 & j.ex2 sono dei vettori unitari, e cioé versori, che danno la “metrica” dello spazio che stiamo studiando.

Si capisce subito, allora, che lo spazio che stiamo studiando è -nel caso generale- uno spazio “astratto”, poiché introduce numeri immaginari, sintomatologia di trascendenza dal nostro universo per mantenere una correlazione biiettiva con spazi non osservabili direttamente nel nostro universo, se non grazie alla matematica, che è capace di darci spazi astratti (in S2, se il nostro spazio è S1).

Perché avremmo la necessità di studiare uno spazio astratto?

perché la (1) esplicitando X1, X2, X3, X4, può essere ri-scritta come segue:

(4) (ds)^2 = -(dx)^2-(dy)^2-(dz)^2+(d(c.t))^2

e con ds=0 diviene:

(4)” d(c.t))^2=+(dx)^2+(dy)^2+(dz)^2

che, a meno della costante c, da la formula dello spazio relazionato all’istante t. E dunque un modo di indicare lo spazio/tempo.

(continua)

Vorrei inquadrare l’argomento attuale iniziando dall’articolo di Einstein sulla relatività generale del 1916: “Die Grundlage der allgemeinen Relativit¨atstheorie, Annalen der Phys…
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Commenti
Franca Maria De Rossi

Franca Maria De RossiFranca e altri 3 gestiscono l’iscrizione, i moderatori, le impostazioni e i post per FISICA QUANTISTICA e altre teorie: gruppo aperto e libero. Io ritengo che l’ articolo

– “Die Grundlage der allgemeinen Relativit¨atstheorie, Annalen der Physik 49, 769-822 (1916)”.

sia uno dei massimi capolavori di tutti i tempi, insieme con la Pass ione seciondo Matteo, la Divina Commedia , la Cappella Sistina .

Questo paragone secondo me è lecito e mi è stato ispitato dal romanzo ” Il gioco delle perle di vetro ” di Hermann Hesse, dove, in Casalia , gli studiosi giocavano appunto a comparare un’ equazione differenziale con un accordo musicale, un verso di una poesia, una formula chimica .

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Pasquale Tufano

Pasquale Tufano Castalia 🙂

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano c’è da dire che la forma originale alle derivate parziali è corretta, ma è generale e non ancora particolarizzata dal caso proposto di Schwarzschild .. l’articolo in italiano che stiamo citando è disponibile on line al link seguente:
http://scienzapertutti.lnf.infn.it/…/relativita…
Aggiungerei che se non ci fosse stato Ricci Curbastro e Levi Civita la forma generale non sarebbe stata così potente ..

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Pasquale Tufano

Pasquale Tufano Chi sopporterà di leggere tutto l’articolo di cui sono l’autore della “revisione” della soluzione di Schwarzschild, scoprirà che esiste una soluzione più generale di quella di Schwarzschild, e che modifica l’impianto attuale del “modello standard” con cui si sperimenta a Ginevra, senza superare le aporie del modello standard che classifica gli enti solo come massivi, e energetici. Infatti come molte teorie anticipano (De Briglie, Bohm, teoria delle stringhe, etc) la idea oggi dominante in ambito scientifico che vi sia una separazione netta da massa ed energia è errata.

La separazione al 100% avviene solo tra due status:
1) massa al 100% se la velocità v=0

2) energia al 100% se la velocità v=c.

Maggiori informazioni nell’articolo all’inizio.

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Giorgio Tremendini
Giorgio Tremendini Oh oh… chiedevo a me stesso dove sono i “puristi” della MQ…… intendo quelli che ogni volta che uno pubblica un post che non è strettamente connesso con la FQ ne reclamano a alta voce la cancellazione immediata poiché ,a loro modo di vedere,le ” contaminazioni” vanno bene al massimo per i film di Totò ma non per la sacra MQ per cui hanno studiato duro e sacrificato anni della propria vita ….”si sono fatti un mazzo tanto”…. Quando poi qualcuno ne pubblica uno “tosto” come quello sopra….. nemmeno un beep.
.. Naturalmente e senza nessuna intenzione di voler fare di ogni erba un fascio( normalmente la seleziono accuratamente) non è il caso di chi in questo gruppo cerca con cautela di far notare che ci sono valori e scale di riferimento differenti ( chissà si potrebbe anche dire…. prospettive?) … ma che comunque , ci sono degli “addetti ai lavori” ed è giusto che facciano correzioni…..bhe… sinceramente anche loro nei commenti allo specifico post sembrano…..se non latitanti… molto distratti……. Se non altro per poter dire
” wue’ Pasquale…stai dicendo una stronzata….per questi motivi….etc etc.”….oppure ” Caro sig.Pasquale….potrei essere d’accordo fino a un certo punto del suo ragionamento, poiché dal punto successivo in poi, in base a…..etc.etc.”.
Chiarisco subito che è fatto noto che non è obbligatorio commentare i post pubblicati e che uno potrebbe anche scegliere di tacere..(.e sarebbe auspicabile anche in tante altre circostanze, aggiungo…)….ma qua’ nello specifico mi sembra un pochino sospetto.

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Giorgio Tremendini
Giorgio Tremendini P.s. innanzitutto chiedo scusa al signor Pasquale Tufano per averlo tirato in ballo senza chiedere il suo consenso e per aver , forse,usato il suo post per alcune mie riflessioni…. improprie….e non attinenti l’ argomento del suo scritto.
Dopodiché vorrei chiarire che non sono un troll ( ho letto la definizione sul dizionario della lingua italiana)…mi chiamo Giorgio.
Infine vorrei ricordare agli amministratori del gruppo…e non me ne vogliano… che anche per questo mie corte riflessioni possono serenamente usare il metodo “GT” , ossia cancellarle immediatamente nel caso non fosse in sintonia con la loro visione del mondo.😉

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Pasquale Tufano

Pasquale Tufano Giorgio Tremendini mi scrisse qui su facebook un preside di una università in USA che era di origine italiana, se ricordo bene. Mi disse che c’era un errore in alcune mie formule e io lo ringraziai e corressi l’errore. In passato ci sono state accese discussioni con laureati in fisica che poi sono emigrati verso i gruppi seri, poiché nei gruppi seri i non addetti ai lavori possono solo formulare domande, e non provare a dare opinioni o risposte.

Quindi ci sono discussioni anche di pochi giorni fa con utenti che non condividono le mie idee sulla MQ, ma questo non lo ritengo un problema, ma una ricchezza, poiché ciascuno spiegherà il proprio punto di vista su cosa si basa.

Poi ci sono persone di altissima competenza come Christian Cordache scrivono libri sulle onde gravitazionali, e di cui è indiscussa la competenza, che a volte leggono anche la pagina attuale.

Il punto è che l’articolo che stiamo commentando è fuori dalle trattazioni ufficiali, poiché la soluzione di Schwarzschild è ritenuta fondata e non solo per v << c.

Quindi esporsi a dire che la mia esposizione è erronea richiederebbe un lavoro e un impiego di tempo che legittimamente ognuno dedica a cose che ritiene importanti e probabilmente la mia trattazione non è ritenuta meritare un esame.

Non importa. Io scrivo e pubblico per passione e non per avere riconoscimenti accademici. E ciascuna persona è giusto che professionalmente si dedichi a ciò che ritiene importante e dentro la sua attività professionale, poiché si scrivono tesi di laurea su come si otterrebbe la soluzione di Schwarzschild che non spiegò MAI come lui l’aveva ottenuta e i metodi oggi disponibili alla verifica sono di tipo illativo e non deduttivo, poiché il calcolo tensoriale diretto non permette di calcolare tutti i coefficienti gij della matrice tensoriale, ma solo la maggior parte.

Necessita molto tempo e buona volontà per valutare il lavoro qui presentato, e magari potrebbe contenere pure errori per sviste o ignoranza mia.

Ma una pagina di facebook serve solo per fare divulgazione, e sarà invece la storia della scienza a dire chi aveva ragione a sostenere che c’è una soluzione più generale di quella di Schwarzschild, e che se ne poteva dedurre che cambiava il modello standard delle particelle subatomiche, sempre che qualcuno lo avesse studiato, anziché continuare a fare collidere particelle ad alta energia ammettendo che la misura -per ora- non conferma i modelli disponibili, ma si intende i modelli ufficiali disponibili.

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Giorgio Tremendini
Giorgio Tremendini Pasquale Tufano….sono contento di capire che lei ha capito che io ho capito che spesso c’è chi non vuol capire…a prescindere……e non me ne voglia per i giochi di parole.
Saluti cordiali

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Alessandro Vannini

Alessandro Vannini Equazione 2: si “ricorda” il teorema di Pitagora ma la segnatura della forma bilineare associata al prodotto scalare non è quella euclidea.

(ds.es)(ds.es)=+(dX1.j.ex1)(dX1.j.ex1) + (dX2.j.ex2)(dX2.j.ex2)

non è ben definito: il .es non si capisce che cosa è e i versori non danno la metrica manco pè niente. La metrica è data una matrice di funzioni (il famoso tensore g_ij).

S1 e S2 cosa sono? se bisogna rimandare a definizioni di altri post alleghi il link, non si può andare a pescare ogni volta ogni cosa che ha definito: cerchi di essere autocontenuto.

Purtroppo non ce la faccio proprio ad andare avanti….è improponibile sottoporre un testo del genere al pubblico.

Lei sta cercando di riscrivere la relatività col SUO di linguaggio…ma se lo capisce solo lei….a che serve? Perchè se provo a capire ciò che scrive, i termini che usa, le espressioni, le locuzioni, i passaggi logici che fà, percepisco solo tanta confusione che sembra provenire da un mancato apprendimento della materia.

Non capisco come lei pretenda di essere compreso.

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini Ciononostante la ringrazio sentitamente per il link al testo di Einstein in italiano…me lo leggerò molto volentieri 😀

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Alessandro Vannini, ognuno ha il suo linguaggio. Tuttavia se c’è qualcosa in cui posso essere di aiuto, può sempre chiedere. Del resto anche io quando mi rileggo faccio fatica a capire quello che ho scritto 🙂

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano S1 è lo spazio nella base ct, x, y, z
S2 è lo spazio nella base ctau, r, teta, fi.

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Pasquale Tufano

Pasquale Tufano La metrica non è data dalla matrice G=[gij] poiché la matrice è una rappresentazione tensoriale che è solo una parte della metrica che si dice tale perché misura in modo completo tutto uno spazio, ed il tensore è la trasformazione, a cui manca però la base di riferimento. La metrica è data dalla corrispondenza:

in S1: (ds)^2=g11(d(ct))^2 + g22(dx)^2+g33(dy)^2+g44(dz)^2

in S2: (ds)^2=g11′(d(ctau))^2 + g22′(dr)^2+g33′(dteta)^2+g44′(dz)^2

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Alessandro Vannini

Alessandro Vannini S1 e S2 sarebbero quindi lo spazio tempo di minkowski in due basi diverse? Credo lei stia facendo confusione tra il concetto di base di spazio vettoriale e di funzioni coordinate (o carte) di una varietà differenziabile. Non si capisce dunque se lei guarda allo spazio come varietà differenziabile o come spazio vettoriale.

No, una metrica è per definizione (o quasi) espressa da una matrice di funzioni. Al massimo su un punto della varietà queste funzioni possono essere costanti. Non si capisce il significato di quando dice che la matrice è solo una parte della metrica…il tensore non è la trasformazione. La metrica è un tensore e i tensori possono essere rappresentati da matrici una volta fissata una base.

Se vuole piegare la matematica al suo linguaggio potrebbe imparare a maneggiarla meglio 🙂

La vedo dura maneggiare la relatività senza conoscere la geometria differenziale 🤔🤔

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano naturalmente ci si può rifugiare sul concetto che il nostro interlocutore è un incompetente e quindi il fraintendimento è causato dalla incompetenza.
Ma due spazi si dicono conformi se esiste sia una metrica interna agli spazi e sia delle formule di trasformazione, che in geometria si dicono di “proiezione”.
Data una metrica in uno spazio S1, in genere il laboratorio, perché con “metrica” si dice la capacità di misurare, per esempio un tempo o una lunghezza di S1 ..esisterà una metrica in uno spazio S2, in genere un sistema remoto, come può essere una particella sub atomica, come un muone, in cui non conosciamo come varia il tempo sul muone, se escludiamo il modello seguente:

(1) t=tau/sqrt(1-v^2/c^2)

dove misuriamo t? in S1, nel lavoratorio.

dove misuriamo tau? dovremmo misurarlo in S2, a cavallo del muone stesso, ma ciò è impossibile, ad ora.

Si usa allora il seguente trucco:

Quanto vale “il tempo di vita media di un muone”?

sia misurato in S1=tau0, e si consideri v=v0=circa 0

Allora misurare tau in S2, è lo stesso che misurare t in S1, poiché v=0

ora si immagini che v1=0.998c e si sostituisca il valore nella (1)

si trova che t1=tau0/sqrt(1-v1^2/c^2)=15*tau0

quindi la formula di Lorentz è stata confermata sperimentalmente perché il tempo di vita media dei muoni quando vengono portati a v1=0.998c conferma ciò che vede il cronometro in S1, e cioé t1=15tau0, se v=v1, e si può anche cambiare v in v generico e verificare se la “permanenza” ad una v=vi=costante verifica la (1).

Tutto questo discorso serve però a capire che se metti due orologi atomici, uno in un aereoporto, e il secondo orologio su un aereo che v >0 quando i due gemelli vengono messi a confronto l’orologio che ha viaggiato è più giovane, e quindi vi è stata una deformazione tra S1 (l’orologio a Terra) ed S2 (l’orologio sull’aereo) in cui la misura del tempo è avvenuta in S2 (ed in tau, visto che S2=/=S1) e dunque che non si può usare la misura del tempo sia in S1 che in S2 chiamando entrambe “t”, ma quando si misura in S1, il tempo va chiamato t, e quando si misura in S2 va chiamato tau, oppure due simboli diversi perché si preservi la “distinguibilità” che la misura è avvenuta tra spazi conformi _diversi_.

Solo dopo un nuovo cambio di variabile si può relazionare, ora in S1 ed in t, cosa è avvenuto al tempo in S2.

E ciò porta a una definizione della soluzione di Schwarzschild come caso particolare di un caso più esteso. Ma non è un obbligo crederci poiché la matematica va seguita nella logica di chi dice e magari si potrebbe sbagliare, ma va -comunque- contraddetta non sul principio di parere autorevole, ma sul principio di dimostrazione oggettiva e ripetibile da tutti.

Grazie dell’occasione.

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini No due spazi (in particolare due varietà riemanniane) si dicono conformi se ammettono metriche che sono una multiplo scalare dell’altra.

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini Quanto al resto del ragionamento perchè S1 e S2 sono due spazi diversi? lo spazio tempo di minkowski è lo stesso sia nel laboratorio sia a “cavallo” del muone. Perchè dice “si consideri “v=v0=0” ? Come lo giustifica?

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini Ma poi lei vuole applicare dei concetti di relatività ristretta alle soluzioni di Schwarzschild che invece appartengono al setting della relatività generale.

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini E la smetta lei di rifugiarsi dietro alla scusa “eh io mi esprimo con la mia logica ma voi non mi volete capire”….

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Alessandro Vannini cito:
Rappresentazione
(o trasformazione) c. Corrispondenza (detta pure isogona) biunivoca e bicontinua tra i punti di due piani tale che coppie di curve corrispondenti si taglino sotto angoli uguali; si parla di rappresentazione c. diretta se tali angoli hanno anche lo stesso verso (per es., le similitudini piane), inversa nel caso contrario (per es., le trasformazioni per raggi vettori reciproci).

Quindi -in vero- poiché vi sono delle singolarità, pure superabili, si chiede la “conformità” nel senso che capacità di mappare gli spazi in modo biiettivo, dove possibile.
Questo non è sempre possibile in modo ordinario, quindi hai -in parte- ragione a non considerare né conforme e né biettiva la trasformazione di Lorentz di cui si occupa la teoria della relatività, sebbene con v < c non si hanno singolarità e in tal senso è -allora- conforme.

fonte della citazione iniziale:
http://www.treccani.it/enciclopedia/conforme/Gestire

Alessandro Vannini

Alessandro Vannini Ma la definizione della treccani riguarda trasformazioni di regioni del piano euclideo…è normale che risulta imprecisa e incompleta per essere applicata ai suoi scopi dove lo spazio è 4D e non euclideo (il prodotto scalare di minkowski non è euclideo….)

Magari le definizioni sarebbe meglio pescarle dai libri di geometria ^^

Rimangono ancora insoluti dei quesiti che ho posto.

Le consiglio comunque di studiare un po’ di topologia e geometria base prima di affrontare problemi più avanzati.
Anche solo capire la differenza tra “biettiva” e “bicontinua” sarebbe un inizio

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano In matematica, la geometria conforme è la geometria delle trasformazioni del piano che lasciano invariati gli angoli. In due dimensioni reali, la geometria conforme è precisamente la geometria della superficie di Riemann.
fonte:
https://it.wikipedia.org/wiki/Geometria_conforme
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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano cito:
Questo lavoro inizia con un capitolo sulle variet`a Riemanniane, in cui viene introdotta la definizione di
VVVVVVVVVVVVVVVV
metrica Riemanniana
^^^^^^^^^^^^^^^^su una varietaà differenziabile
e se ne dà l’espressione in coordinate. Sono inoltre presentati
alcuni esempi di metriche, quali la metrica indotta, la metrica prodotto e le

VVVVVVV*************
metriche _conformi_.
^^^^^^^*************

fonte (tesi di Laurea):
http://amslaurea.unibo.it/1837/1/martini_giulia_tesi.pdf

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini Pasquale Tufano Perchè posta questi link?

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Sui quesiti che hai posto sulla tesi sopra citata mostra che -contrariamente a quanto sostenevi- al

capitolo 2:
2 Geodetiche e trasporto parallelo
2.1 Il problema di differenziare i campi vettoriali

capitolo 4:
Lunghezze e distanze su varietà Riemanniane

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini Non mi sta spiegando niente.

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano sto spiegando che il concetto di “spazi conformi” riguarda il problema della relatività generale.

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano ed inoltre esistono strumenti matematici sugli spazi vettoriali per tale studio.

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini che lei però non conosce minimamente

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano ed infine che ho ampiamente citato che esistono singolarità per cui la trasformazione non può dirsi totalmente conforme in tutti e due gli spazi, a causa del vincolo di v < c, ma solo su S1.

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano il problema non sono i miei titoli o la mia comprensione di un tema, ma se chi critica sa portare critiche che siano di tipologia della scienza: quindi che invalidano perché ricorrono alla logica.

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini ma lei che mi cita sta ‘tesi da magistrale….sa cosa è un metrica indotta? sa cosa è il pullback di un tensore? che significa la derivata covariante di un campo vettoriale NO! e allora perchè me lo cita!?!?!?!?

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Ho fatto le citazioni, poiché chi segue questa discussione avrebbe potuto pensare che la teoria della relatività non potesse essere descritta da tipologie di spazi conformi, come poteva sembrare dalle contestazioni di Alessandro Vannini e Clem Tortora. Che io abbia potuto -quindi- esporre in modo errato è possibile, ma va dimostrato, visto che gli strumenti sono appropriati.

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Alessandro Vannini

Alessandro Vannini Ma la relatività generale può c’entrare che si con gli spazi conformi. Sono i ragionamenti che fa lei che non c’entrano nulla con gli spazi conformi. Riproviamoci:

Mi scrive e dimostra come le due metriche in S1 e S2 sono conformi?

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano 4.3.1 Struttura pseudoriemanniana di E4
al link seguente:
click su capitolo 4:
https://www.matematicamente.it/appunti/relativita/
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MATEMATICAMENTE.IT
Alessandro Vannini
Alessandro Vannini Ma la smette di mettere link a cose già note?!?!?! Voglio capire come LEI usa queste informazioni.

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Funziona come provi a impostare la questione solo ex cattedra, e io dovessi avere una abilitazione a potere dire.

Ma nella scienza è chi critica che deve dimostrare che le sue critiche sono fondate.

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini Si sta rifiutando di darmi spiegazioni delle sue idee?

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Le ho date: le domande erano se era lecito usare il concetto di spazi conformi sulle metriche della relatività generale. E ho mostrato che in letteratura è ampiamente utilizzato. Se ci sono altre domande sono ben lieto di erudire chi ne fosse ignorante.

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini Non ho criticato il fatto che la geometria conforme può c’entrare con la relatività. Criticavo il modo illogico di come la usava, visto che non conosce i concetti base. La domanda ignorata era la seguente:”
perchè S1 e S2 sono due spazi diversi? lo spazio tempo di minkowski è lo stesso sia nel laboratorio sia a “cavallo” del muone. Perchè dice “si consideri “v=v0=0″ ? Come lo giustifica?”
E aggiungo: visto che abbiamo appurato che lei è in grado di googlare su internet le VERE definizioni, sappiamo ora cosa significa che due metriche sono conformi. Bene, mi spiega perchè le metriche in S1 e S2 sono conformi?P.s.
Le mie critiche sono fondate sull’errato utilizzo che fa lei del linguaggio tecnico.

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano cito:

Il paradosso e la verifica con gli orologi atomici
Il paradosso dei due gemelli non rappresenta solamente l’esito virtuale di una teoria matematica che porta alla sua enunciazione. Infatti, nel tempo, sono stati eseguiti anche esperimenti basati su una precisa strumentazione che hanno dimostrato la sua realtà fenomenica e che quindi hanno convalidato la teoria della non sincronicità degli eventi che era stata predetta da Einstein.
Negli anni ‘60 in Italia venne condotto un esperimento per verificare il fenomeno di rallentamento del tempo in rapporto all’azione delle masse gravitazionali applicando l’effetto Mossbauer, che consente di utilizzare i nuclei atomici come orologi estremamente precisi.
Due orologi atomici dopo essere stati tarati sullo stesso tempo vennero separati. Uno fu portato in cima al Cervino, in Piemonte, l’altro rimase in attesa in la­boratorio.
Quando, al termine dell’esperimento, i due orologi furono messi a confronto, quello tenuto in vetta risultò essere in anticipo di qual­che miliardesimo di secondo rispetto a quello lasciato al livello del mare. Ovvero in cima alla montagna il tempo scorreva più veloce.
Nel 1972, negli USA, venne ripetuto l’esperimento con altri due orologi atomici all’idrogeno. Uno di questi venne caricato su un aereo mili­tare che si alzò per volare per alcune ore ad alta quota, mentre l’altro rimase nel laboratorio dei tecnici in attesa.
Quando fu riportato a terra, l’orologio aveva anticipato di un miliardesimo di secondo il suo gemello lasciato a terra. Risultò evidente che a bordo dell’aereo, lontano dalla mas­sa della Terra, il tempo era scorso più velocemente di quanto era avvenuto al suolo.

commento:Dunque non possiamo constatare come il tempo scorra sui muoni, ma è possibile ricorrere a orologi atomici per verificare che il tempo non scorre allo stesso modo su due sistemi inerziali diversi.

Tali due sistemi io li chiamo ..
il primo: S1.
il secondo S2.

è ciò è lecito farlo, sia sperimentalmente ed anche matematicamente.

fonte:
http://www.shan-newspaper.com/…/1100-la-nasa-e-il…

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini Non leggo alcun riferimento come risposta alla mia domanda. Lei mi ha solo raccontato in un’altra maniera il paradosso dei gemelli. Non si sta dimostrando in grado di sostenere una conversazione scientifica. Ha acnora ignorato le altre domande che le ho posto.

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Alessandro Vannini
Alessandro Vannini altra domanda : ciò che lei chiama sistema (S1 o S2) lo vede come spazio vettoriale o come varietà differenziabile?

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Pasquale Tufano

Pasquale Tufano caro Alessandro Vannini, quando un ingegnere, come me, esamina la fisica, non parte dalla matematica, ma dalla comprensione dello stato fisico della materia, poi se pensa di avere compreso il fenomeno cerca la descrizione anche facendosi aiutare da chi ne sa, visto che anche Einstein si fece aiutare da Ricci Curbastro e Levi Civita. Ma la teoria della relatività generale, in particolare, non è dagli ultimi due autori ma di _Einstein_, che la intuì, come nell’articolo in ultimo citato è detto (come predisse anche le onde gravitazionali) .. appunto quindi l’autore .. è un certo Albert Einstein, perché prima del linguaggio della matematica c’è

***l’idea***,

e poi c’è il problema di esprimere l’idea, che però nel mio caso è successivo, come nel caso della intuizione dei grandi fisici, o fisici ed ingegneri, come Dirac.

Tornando a noi, quindi io non vedo S1 ed S2 come oggetti matematici, ma come oggetti _fisici_ e ciò è confermato dalle misure della NASA che non sono solo teoriche, ma fisiche, sperimentali.

Successivamente si può costruire anche un modello teorico e le formule associate che cerchino di dare una impostazione di linguaggio che porti a predire grazie alle formule il quantum, e cioé “come e quanto” si modifica ad esempio il tempo, poiché il primo fatto da capire è che il tempo non è assoluto, ma dipende dal contesto: esattamente dal sistema inerziale di dove si svolgono gli enti ed eventi. (Ed in particolare vi sono modificazioni non banali rispetto alla densità media del contesto in un universo -come il nostro- quando si è prossimi alla fine della frontiera di U1, essendo il nostro un universo “bolla”).

Il concetto di varietà differenziale e di spazi vettoriali, (per la mia ricerca sul tema), possono essere usati *entrambe* e al 99% consentono di convergere agli stessi risultati di come è fatta la soluzione che utilizzi una ipotesi che la base in S2 vede la trasformazione

(1) dt=dtau/sqrt(1-v^2/c^2)

come corrispondenza tra come si estende in tempo in S1 (in dt) e come si estende il tempo in S2 (tramite tau).

E’ errato pensare che ciò .. riguardi solo la teoria della relatività ristretta, poiché la matrice G=[gij] in S1, e la G’=[gij’] in S2 contengono entrambe gamma=1/sqrt(1-v^2/c^2) e in particolare come gamma^2 in S2 (e in S1, implicitamente, come trasformata di Lorentz), e basta controllare -su questo aspetto- non solo la mia trattazione, ma anche quelle in letteratura, ad esempio nel capitolo 4 di Amadori e Lussardi che ho già citato.

L’errore storico della forma attuale riguarda solo il fatto che nello stesso testo di Amadori e Lussardi è mostrata una forma detta di Fermat (metto la pagina in allegato) in cui si capisce che al variare della massa e arrivando a massa zero, che è il caso della luce, si usano le stesse equazioni di Einstein che con massa diversa da zero .. e però sono più semplici (quelle per i fotoni) come se fosse intervenuta una parte della matematica a semplificare tramite dei termini che però sono -nella versione ufficiali- NON mostrati.

Io ho trovato questi termini che generalizzano anche l’INTERIM e cioé non solo gli status quando v << c, ma anche quando v -> c.

Le mie ultime simulazioni con la forma software, sempre sul lavoro di Amadori e Lussardi, mostrano che se rinunciamo a descrive c=lambda/T=lambda*f ..

.. ed invece la calcoliamo tramite il tempo di campionamento fisso che nelle equazioni è ds (vedi op. citata) nell’emergere in r > rs (raggio di Schwarzschild) la luce non solo non è costante ma ha una accelerazione che però tende a diminuire man mano che si allontana dal BH (black hole) e quindi tende a stabilizzarsi su un valore circa costante anche avendo cambiato il metodo di misura, che le equazioni del software simulano in r(t), rpunto(t), rduepunti(t).

Ora mai io sono troppo avanti su questi argomenti .. e rischio di non essere compreso. Ma prima di pubblicare i miei articoli sul mio blog e qui su facebook, la mia etica mi impone sempre di verificare .. se altre fonti confermano l’apparato matematico da me proposto.

Sono anche in procinto di pubblicare un nuovo articolo che dimostrerebbe, secondo una nuova teoria, del perché in particolare la relazione temporale tra S2 & S1 non solo sia singolare quando v=c, basterebbe vedere la (1) che porta la relazione ad “esplodere”, ma perché fuori di v=c ed esattamente con v > c .. allora .. le equazioni di Einstein (esattamente come scritte da Amadori Lussardi) sono ancora di descrizione di ciò che sta accadendo per la luce.

La luce con v > c, sia chiaro, sono _tachioni_ e la teoria delle stringhe si sta stracciando le vesti per trovare una modalità di validazione della “condensazione dei tachioni nel nostro universo”.

Quindi gli studi attuali sono una modalità per capire che noi misuriamo in S1 solo fino a v < c, poiché studiamo solo i sistemi inerziali.

Ma in U1, il nostro universo, potremmo eseguire anche misure su S2, purché rinunciassimo a misurare la luce come c=lambda/T e la misurassimo con rpunto(t) che misura la lunghezza spaziale dell’onda elettromagnetica non rispetto a T (che varia, come dimostra il red shift), ma rispetto all’intervallo temporale fisso ds, secondo la nomenclatura di Amadori e Lussardi.

Quindi i tachioni sono tra noi 🙂

Ma noi dobbiamo aumentare la nostra flessibilità mentale ad immaginarci che la teoria della relatività di Einstein non è una teologia, ma una teoria scientifica che ha margini di miglioramento .. e può essere estesa a ciò che ancora ufficialmente ancora nessuno ha visto, ma ha immaginato (come nella teoria delle stringhe, ad esempio).

nell’allegato la orbita della luce è la (4.28)
ai link già citati di Amadori e Lussardi esiste in appendice anche il software per le simulazioni al computer alle differenze finite, ma mancano le inizializzazioni di Cauchy che però si trovano su mio blog.

Grazie del tema.Gestire

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Clem Tortora

Clem Tortora Beh, tante cose si dicono qui senza sapere un cazzo!

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Gestire

Pasquale Tufano
Pasquale Tufano manca solo il soggetto della frase .. e poi è quasi vera la 100%
fonte su facebook:
ultimo aggiornamento:
17 giugno 2018, ore 17.12

 

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