il film che le organizzazioni della sanità non vogliono che tu veda”

dalla fonte facebook:
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WHAT THE HEALTH
IL FILM CHE LE ORGANIZZAZIONI DELLA SANITA’ NON VOGLIONO CHE TU VEDA

In tutto il mondo ci sono 315 milioni di persone con il diabete. Non c’è dubbio che siamo nel bel mezzo di una epidemia diabetica. In questo momento un dollaro su tre dell’assistenza agli anziani è speso per la cura di diabetici. Un dollaro su dieci della spesa sanitaria totale è speso per la cura di diabetici. Non c’è dubbio che sia un grosso problema.

Qual è in particolare la correlazione tra dieta e diabete?

Non entrerò nel merito

Comincia cosi il documentario-inchiesta “What The Health”, il secondo film dei creatori del pluripremiato documentario Cowspiracy (relativo all’impatto ambientale degli allevamenti), i registi Kip Andersen e Keegan Kuhn, e dedicato agli effetti del consumo di cibo di origine animale sulla salute, analizzando la connessione tra alimentazione e malattie e denunciando il business milionario che si cela dietro l’industria alimentare.

Definito “il film che le organizzazioni della sanità non vogliono che tu veda”, il documentario racconta infatti in maniera sorprendente e piuttosto scioccante come la sanità negli Stati Uniti sia una vera e propria industria, influenzata da lobby e giochi di potere come qualsiasi altro mercato. Un esempio tra tanti: l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla base di 800 studi condotti in 10 paesi diversi, nel 2015 ha individuato un legame diretto tra consumo di carne e cancro ed ha stabilito che alimenti quali wurstel, insaccati e salsicce sono cancerogene per l’uomo, ma l’American Cancer Society incoraggia per esempio senza problemi il consumo di tacchino e carne in scatola lavorata, cosa che peraltro aumenta del 51% il rischio di sviluppare il diabete e del 18% il rischio di cancro al seno.

Classificando la carne lavorata come “Cancerogeno di Gruppo Uno”, insieme al fumo, l’amianto, il benzene e il plutonio, il regista Kip Andersen, che ha alla spalle una storia familiare di malattie come cancro, diabete e malattie cardiache e da sempre si adopera per cercare di ridurre i suoi rischi di ammalarsi seguendo le raccomandazioni di diversi riferimenti come l’American Cancer Society, l’American Heart Association e l’American Diabetes Association, scopre che è come se avesse fumato fin dalla sua infanzia e si chiede come sia possibile che se le carni lavorate hanno lo stesso grado di pericolosità delle sigarette, non siano etichettate con le stesse avvertenze sul rischio di ammalarsi.

Dopo aver intervistato persone comuni affette da malattie ormai ad uno stadio talmente avanzato da essere invalidanti e diversi medici che confermano la correlazione tra consumo di alimenti di origine animale e tutte quelle principali patologie come diabete, artrite, malattie cardiache, demenza, obesità e cancro, Kip prova a raggiungere senza particolare successo i referenti delle maggiori Associazioni sanitarie che si adoperano per prevenire e curare ma finendo per scoprire come esse in definitiva non prendono in considerazione il legame tra dieta e malattie proprio perché come sponsor hanno tutte le principali multinazionali che producono cibo dannoso per la salute degli esseri umani, nonché le grandi aziende farmaceutiche che fanno miliardi con le stesse malattie cui questi gruppi dovrebbero cercare di porre fine.

Il documentario affronta anche altri argomenti quali il problema dell’antibiotico-resistenza negli allevamenti e questioni di diritti civili e giustizia sociale come l’inquinamento da allevamenti di suini che si trovano sproporzionatamente vicino a comunità a basso reddito di persone di colore.

Come già Cowspiracy con Leonardo di Caprio, anche questo secondo film di Keegan Kuhn e Kip Andersen conta la collaborazione come produttore esecutivo di un attore del calibro di Joaquin Phoenix, vegano da quando aveva tre anni ed attivista per i diritti degli animali:

“Il rispetto per gli animali fa parte delle mia vita quotidiana. Quando vivi cercando di essere da esempio crei un certo livello di consapevolezza. Alcuni miei amici, persone con cui non ho mai discusso di vegetarianismo, hanno cominciato ad adottare abitudini vegetariane solo perché lo hanno visto fare“.

Se basta così poco a far cambiare le persone, a volte serve invece una scossa definitiva per il raggiungimento di una piena consapevolezza e per stravolgere il pensiero comune. Questo film promette di farlo e rappresenta un ulteriore tassello sul fatto che smettere di mangiare animali sia la decisione più responsabile che si possa prendere.

Il film è visibile sia su Netflix, sia gratuitamente qui su YouTube con sottotitoli in italiano.

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