MetaQuantumMechanics (MQM) Theory [Physics]

dal minuto 12 Enrico Gazzola spiega perché sull’entanglement c’è un equivoco: il tema sarà da noi trattato nel seguito in merito al teorema di Bell. (dove trovate ANCHE il video).
Il video nella intervista, a nostro parere, confuta anche il teorema di BELL, ecco perché lo abbiamo messo in evidenza. Per significare che la MQ (Meccanica Quantistica) non è da considerare una teoria erronea, ma una teoria probabilistica, e come tale NON una teoria definitiva, come vorrebbe la scuola di Copenaghen nella pretesa che il max errore alla misura sia quello descritto da Heisenberg. Errore ben calcolato, dunque, ma solo nelle ipotesi di fondazione di Heisenberg che però non sono il solo metodo di epistemologia.

@   @   @

Ho voluto dare il nome inglese “MetaQuantumMechanics (MQM) Theory”, alla nuova teoria che sto per formalizzare, ed il cui nome italiano sarà “Teoria SemiQuantica della materia/energia”, poiché il termine “meta” nella etimologia greca fu introdotto in modo moderno da Aristotele quando dopo la fisica parlò della “meta”-fisica. All’epoca significava “meta” solo che veniva, l’esame, “dopo”, dopo appunto l’esame della fisica.

Con il tempo il termine “meta” assunse il valore di “quasi” e altre volte di “oltre” .. nel senso di “spazio duale”.

Nella nostra assunzione, l’uso è nel significato che la realtà è prevalentemente quantica. Ma NON esattamente quantica. Dunque ci sono cose tra il cielo e la Terra ben di più di quanto possiamo immaginare (cito: Shakespeare). Ma ciò non dice che noi ci dobbiamo fermare alla “frontiera” stabilita da Heisenberg, laddove tale frontiera è un muro reale, ma ha molte “porte” per andare in altre e nuove stanze di maggiore cognizione di “variabili nascoste”, che non basta che siano negate come possibili, per appiattirci sull’adorazione fideistica di una rappresentazione della realtà, anziché indagare la realtà.

Ecco quindi che la epistemologia, è anzitutto un problema di filosofia e di approccio ad oltrepassare una frontiera nella teoria della conoscenza.

Io penso che i circa 100 anni in cui si è avuta la scissione tra le due teorie rappresentazionali e cioé

  • la teoria della relatività generale di Einstein
  • la teoria della MQ (meccanica quantistica) secondo la scuola di Copenaghen

.. abbiano visto questa scissione -principalmente- per una questione pregiudiziale di cercare una estetica funzionalista a non volersi domandare come dal kaos si originerebbero strutture non solo kaotiche .. una “bellezza che si limita agli epifenomeni”, quindi solo alla superficie dell’essere, esaminando solo exsistere, dunque un problema di fermarsi ad un bellezza esteriore e non di indagare il nascondimento o le variabili nascoste, quindi meramente l’estetismo della “bellezza” della descrizione matematica .. come la considerava Dirac.

Né va sottovalutata la metafisica che contrapponeva anche il kaos che rinunciava all’Architetto, e quindi ad una intelligenza superiore, ad un concetto magari personale di Dio, contrapposto al kaos che consentiva l’ateismo di Copenaghen.

Cioé si è amata la forma raggiunta dalla conoscenza, di più che l’anelito a oltrepassare le frontiere che ci separano da una verità completa, rinunciando -per circa 100 anni- a lanciare la extrapolazione (extra poli azionem) oltre l’ostacolo della oscurità delle tenebre del noumeno kantiano.

Userò un metodo per introdurre alla nuova “MetaQuantumMechanics Theory”:

Il metodo di “demolire” le ipotesi di fondazione della MQ, mostrando non che sia -la MQ- falsa in generale, ma che sia abbastanza approssimante il reale solo in ipotesi molto restrittive, che pure possono essere superate per una formulazione della teoria della misura e della rappresentazione ben più ampia e dunque nella modalità “MetaQuantumMechanics Theory”.

Entrerò nel merito per livello di complessità progressivo: poiché sono interessato che il più vasto pubblico possa seguire e capire una serie di “ragionamenti” che -se ripetuti anche da altri- potranno convincere che la MQ è una teoria che ha dei confini di utilizzabilità, e NON è una teoria _definitiva_sull’indagabilità_ del mondo sub atomico.

1° DIM: “il lancio di una moneta”

Prendiamo un caso semplice e classico:

Quello del lancio di una moneta che abbia due facce diverse (testa & croce).

Chi volesse iniziare gli studi di teoria della probabilità troverà tale modello in quasi tutte le trattazioni.

Di solito viene detto che la faccia “testa” ha la stessa probabilità della faccia “croce” .. di essere misurata dopo un lancio.

Se si esegue un metodo secondo la statistica, e cioé si sceglie una persona reale per eseguire i lanci, si vedrà che ciò è approssimativamente vero!

E le due medie così organizzate:

media_1=(numero di lanci testa)/(numero di lanci totali)

media_2=(numero di lanci croce)/(numero di lanci totali)

tenderanno a uno stesso valore -> 0.5

e tale numero sarà sempre più vicino a 0.5 man mano che il numero di lanci tende ad infinito.

Tale constatazione, da alcuni, è detta anche “legge dei grandi numeri” perché è chiaro che nel caso reale non si può arrivare ad infinito, ma a numeri sempre più grandi, e se i lanci non sono truccati, ma eseguiti senza malizia, ad esempio da un bambino, la distribuzione dei sistemi reali tende distribuirsi in modo ergotico.

Ergotico significa “con la stessa forza”, o anche detto “equiponderale” tra i valori possibili in estrazione, a meno di sbilanciamenti dovuti al lanciatore, alla moneta, o al contesto che perturbasse il sistema.

In genere nei corsi elementari di teoria della probabilità .. l’esame si ferma a queste ipotesi di fondazione.

E tali sistemi vengono detti “configurazione equiponderali, o a distribuzione equiponderale”.

Ma ora vediamo di avanzare delle criticità:

Cosa avverrebbe se la moneta fosse lanciata da un lanciatore artificiale, anziché umano?

Non è forse vero(?) che il lancio si trasformerebbe in un problema di balistica?

Ovvero in un  sistema deterministico in cui regolando il braccio robotico si potrebbe scegliere -prima del lancio- se debba uscire testa o uscire croce?

Dunque da cosa è motivata la aleatorietà nei due casi (naturale & artificiale)?

“DALLE VARIABILI NASCOSTE” (secondo la definizione di Einstein).

La nostra ignoranza -nel lancio umano- “dell’impostazione degli input al sistema di lancio” genera la distribuzione diversa da univoca!

Ebbene dire ..

IGNORANZA di impostazione degli input al sistema di lancio = variabili nascoste!

Ora prendiamo direttamente la questione della incertezza tra la determinazione della misura di posizione e della misura coniugata della misura della velocità, poiché per aversi una velocità deve aversi che un corpo cambi posizione!

Anziché ripetere, qui, i 3 articoli (principali), tra i miei, che ne parlano ..
.. citerò i relativi link:

  1. https://6viola.wordpress.com/2017/12/12/news-conjugate-variables-in-quantum-field-theory-compton_scattering/
  2. https://6viola.wordpress.com/2017/12/13/sul-nuovo-limite-dellerrore-quantistico/
  3. https://6viola.wordpress.com/2018/03/16/standard-model-no-thanks-you-physics/

Mi raccomando di leggerli con attenzione tutti e 3 altrimenti il discorso seguente sarà di difficile comprensione.

Ora passiamo alla parte finale dell’articolo attuale:

L’esame del teorema di Bell.

Una prima trattazione è stata da me fatta nell’articolo seguente:
https://6viola.wordpress.com/2017/09/29/entanglement-deterministic-entanglement-theory/

In particolare dicevo:

++

cit on

++

EPR

link14:

https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Einstein-Podolsky-Rosen

sul realismo Einstein & C hanno ragione: nel senso il fenomeno in esame essendo aleatorio non è -finché esaminato come ALEATORIO- associabile al realismo della _fisica_ .. il vero significato della parola fisica non è spazio astratto.

infatti condizione necessaria e sufficiente per l’entanglement è che

  1. la sorgente sia aleatoria
  2. emetta fotoni, nonostante sia aleatoria nel tempo, duali come spin up/down nello spazio/tempo

Il parallelo con un moneta che abbia testa & croce è semplice:

  1. lanciare una moneta crea una sovrapposizione di stati (in uno spazio astratto di tipo probabilistico) nel tempo (fino a che cade e mostra una sola faccia) e quindi il lancio è una sorgente aleatoria.
  2. nello spazio/tempo invece, la moneta -GIA’ AL MOMENTO DELLA NASCITA!- ha valori duali: su un lato è testa oppure sul lato duale è croce, ma non perché questo avviene alla fine dello stato aleatorio e al momento della lettura (che semplicemente è uno stato cognitivo). La identità testa o croce avviene -sull’oggetto fisico- al momento della “scrittura” ovvero del conio della moneta, e quindi ANCHE alla nascita del processo aleatorio.
  3. Nel caso dei fotoni “quasi” gemelli, poiché uno ha un spin up, mentre il secondo ha uno spin down, ciascuna faccia della moneta è rappresentata dal singolo fotone entangled.
  4. se si prende un elettrone + anti_elettrone (come nel link8 & link9) si capisce bene che il loro urto di materia & antimateria genera i due fotoni entangled, poiché ciascun elettrone, avendo una massa trasforma energy=m*c^2 che è l’energia di ciascun fotone!
  5. inoltre il fotone non è solo una energia disordinata(*), ma la caratteristica opposta de “gli elettroni” che generano i fotoni -> si riversa -> nel generare uno spin opposto a ciascun fotone!
    (*)
    [“gli elettroni”: di cui uno dei due è un anti_elettrone]
  6. quindi i due fotoni sono diversi non da lontano, e quando sono letti, ma alla nascita!
  7. La difficoltà di comprensione per chi abbia studiato a memoria la MQ e non abbia studiato prima la teoria della probabilità in modo serio e approfondito è nel fatto -secondo noi- che la teoria della probabilità si può usare sia nel caso macroscopico che in quello microsocopico, ma il modello ed il reale sono due cose diverse.
  8. Il fatto che io possa dire che la moneta ha due stati aleatori sovrapposti non dice che ciò avviene nel reale, ma solo nel modello.
  9. Così se io uso un modello MQ probabilistico non dico cose false in rif. al modello, ma dico cose false rispetto al reale.
  10. Sul concetto di LOCALITA’ quindi abbiamo già dimostrato che è vero che si svela l’arcano nell’evento de il collasso della misura, ma differentemente dalla moneta che rotea, ciascun fotone, se non è disturbato dall’esterno, rimane nella sua polarizzazione qualsiasi sia la distanza a cui viene letto, poiché ha quel valore alla nascita e non solo alla lettura: ecco perché la informazione si conserva a prescindere dalla distanza!
  11. Necessita però la identificazione di quale sia il fotone a cui ci riferiamo per avere la “coppia” e quindi deve lasciarsi MEMORIA di quale sia il posto del fotone nella successione grazie alla conservazione delle stringhe compresi i segnali di start e di stop.

le condizioni di Bell:

link15:

https://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_di_Bell

Il teorema di Bell afferma, nella forma più immediata, che nessuna teoria fisica localerealistica a variabili nascoste può riprodurre le predizioni della meccanica quantistica.

  1. è vero che nessuna sorgente reale può riprodurre una sorgente aleatoria, poiché le sorgenti di stringhe entangled DEVONO essere aleatorie come indentificazione dell’istante di emessione dei fotoni entangled, e anche di quale dei due sia up e quale dei due sia down
  2. tuttavia la sorgente sarà deterministica in merito alla complementarietà duale dei due fotoni: infatti se uno dei due è down l’altro è up, oppure il viceversa.

Si noti che introdurre la aleatorietà della sorgente non impedisce di dire che la sorgente è a variabili nascoste!

Infatti ogni sorgente aleatoria può essere ricondotta, con l’aumento della quantità di informazioni a una sorgente deterministica!

La dimostrazione di ciò è semplice: se lancia una moneta un umano è aleatoria la perturbazione introdotta e quindi il risultato è incerto.

Ma se lancia una moneta un robot ed il robot esegue il lancio in condizioni controllate, la esperienza diviene di balistica.

Analogamente se la misura delle condizioni sperimentali potesse superare la soglia di Heisenberg il maggiore grado di precisione mostrerebbe la sorgente apparentemente aleatoria come una sorgente deterministica e relazionata nella soglia di Heisenberg al “quantum minimo di risoluzione”. Tale stato relazionale già avviene nella informativa nella relazione del fondo di “rumore di quantizzazione” al quantum minimo di rappresentazione.

Si veda la trattazione associata al link seguente:
link16:
https://it.wikipedia.org/wiki/Errore_di_quantizzazione

++

cit off

++

Una ultima chiosa:

“la polemica su cosa possono dire i laureati in fisica in merito alla matematica”:

fonte:
https://www.facebook.com/groups/robiemaria/permalink/1561980760587167/

un estratto:

Clem Tortora
Clem Tortora In meccanica classica se non hai tutti i dati di un sistema per l’impossibilità di ottenerli usi una statistica che è quella classica, quella di Boltzman, per intenderci. Per la realtà quantistica devi usare una statistica diversa perché i quanti hanno intrinsecamente un comportamento tale, ed è diversa proprio per questo. E’ questo che fondamentalmente dimostra il teorema di Bell: la statistica quantistica non è epistemica.

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Come dimostra Godel nessun algoritmo con insufficienti dati è in grado di simulare il tutto.
cito Bell, poi Godel:

Bell:
Il teorema di Bell afferma, nella forma più immediata, che nessuna teoria fisica locale e realistica a variabili nascoste può riprodurre le predizioni della meccanica quantistica.

fonte:
https://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_di_Bell

Quindi Bell dicendo quanto sopra ..
..può esser certo solo se è Dio.

I teoremi di Godel dell’incompletezza:
https://it.wikipedia.org/…/Teoremi_di_incompletezza_di…
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Clem Tortora
Clem Tortora Pasquale io spero che tu voglia scherzare a questo punto. Anzi io spero per te che tu voglia scherzare con queste wikate.

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano io amo stare ai fatti, e se devo dire chi è un matematico “serio” voto Godel ..

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano forse non ci si rende conto che l’argomento dei due teoremi è lo stesso e anche formulato in più versioni come ad esempio il teorema dell’Halthttps://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_terminazioneGestire
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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano come si vede dalla sua biografia Bell era laureato in fisica e NON in matematica .. quindi non sono confrontabili le sue asserzioni (di Bell) su un piano della logica matematica con chi la matematica la conosceva per professione come Godel oppure Turing ..https://it.wikipedia.org/wiki/John_Stewart_BellGestire
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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano del resto che i fisici collaborino con i matematici per avere un impianto formale “presentabile” è noto ad esempio con la collaborazione tra Einstein e Ricci Curbastro e l’allievo di Ricci “Levi Civita” poiché senza il calcolo differenziale assoluto .. Einstein avrebbe avuto delle forti difficoltà a formalizzare la teoria della relatività generale.
http://mathematica.sns.it/…/Levi-Civita_Calcolo…

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Clem Tortora
Clem Tortora Pasquale, io sono una persona educata, ma non posso continuare a perdere tempo così. Tuttavia, ti consiglio due libri anche se credo che comunque sarà tutto inutile. 1) Gian Carlo Ghirardi-“Un’occhiata alle carte di Dio”- il saggiatore. 2) John S. Bell- “Dicibile e Indicibile in Meccanica Quantistica”-Adelphi. Quando li avrai letti – e capiti – ne parleremo.

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Clem Tortora
Clem Tortora E perché no? C.Tortora- “Quale Realtà? La visione del mondo nella fisica quantistica” – Aracne Editrice.

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Pasquale Tufano

Pasquale Tufano Clem Tortora ti ringrazio dei consigli e penso che tu sia libero di avere disistima di chi vuoi, la cosa non mi turba. Spero che anziché trincerarti nelle citazioni di riferimenti e libri -quando vuoi- tu possa spiegare non a me che (secondo te) non sono in grado di capire, ma a favore di chi segue la discussione ..

i *motivi* ..

del perché Bell abbia ragione e Godel e Turing abbiano torto. Grazie comunque del tuo punto di vista, che ha consentito a chi ci segue di valutare le ragioni dell’uno e dell’altro, e potersi fare un’idea di cosa si discuteva.

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Clem Tortora
Clem Tortora Ma quando mai io ho detto che Bell ha ragione e Godel torto. Tu non ti rendi conto di quello che dici. Bell e Godel stanno su due pianeti diversi e da quello che posso capire tu non sai né che ha detto Bell, né che ha detto Godel. Personaggi così non si capiscono su Wiki, ma con uno studio serio delle loro opere, ma che scherzi veramente?

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· Rispondi · 18 h

Dunque, in breve, abbiamo esposto le ragioni del PERCHE’ la teoria nata dalla assunzione di Heisenberg che ci fosse un limite invalicabile e poi ultimata da BELL, non sia una teoria definitiva.

Ma sarebbero riduttive le nostre critiche se non volessero investigare ANCHE le critiche della comunità scientifica internazionale:

Troviamo la esposizione meglio organizzata, sebbene difenda(*)  la tesi che la MQ sia una teoria in cui non esistono variabili nascoste la seguente:
(*)
-per lo più, ma con eccezioni-

Metaphysical aspects etc al link:

https://en.wikipedia.org/wiki/Bell%27s_theorem

A queste argomentazioni non voglio rispondere direttamente io (ing. A.M. Pasquale Tufano), ma il fisico Enrico Gazzola che parla di Meccanica “Guantistica” (con al G di guanto): ossia “dei due guanti”.

“Quando due guanti sono prodotti, ogni coppia ha un solo guanto destro e un solo guanto sinistro. Dunque se io aprissi una scatola con un guanto destro inviato ad Alice, non servirebbe a Bob di sapere quale guanto ha Alice, poiché dal suo -di Bob- guanto sinistro, Bob sa .. senza alcun trasferimento di informazione da remoto, ma solo guardando la propria scatola, che Alice ha lo stato complementare (cioé destro) al proprio (che vede sinistro)”.

Dunque, aggiungo io, si è equivocata la eziodinamica dell’entanglement e non si è tenuto conto che i due gemelli erano in stato complementare alla nascita e lo rimarranno a qualunque distanza, anche se separati.

Ecco la intervista al fisico Enrico Gazzola:

Per chi voglia ascoltare solo il frammento che riguarda solo l’entanglement quantistico dal minuto 12 circa:

Il mio articolo in cui ne in cui ne parlo più diffusamente:

https://6viola.wordpress.com/2017/09/29/entanglement-deterministic-entanglement-theory/

ultima versione:

18 marzo 2018, ore 15.50

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