Tachyon Condensation [the first experimental measure: 17-9-2017]

Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.

Dopo l’omaggio a Salvatore Quasimodo ..

Una introduzione all’argomento attuale si può trovare la seguenti link:
https://en.wikipedia.org/wiki/Tachyon
https://en.wikipedia.org/wiki/Tachyon_condensation

@ @ @

Inoltre è un argomento studiato nella teoria delle stringhe al seguente link:
https://en.wikipedia.org/wiki/String_field_theory
https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_delle_stringhe

Ed aggiungo una tesi di Laurea su questo argomento:
http://spiking-neural.net/FasoliMasterThesis.pdf

Non va trascurata la lettura di:
https://it.wikipedia.org/wiki/Azione_di_Poljakov

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_galaxies

La constatazione elementare da svolgere è la seguente:

Come si calcola il valore di c= 1/rad(epsilon0*mu0) ?

la definizione di Z0= impedenza nel vuoto:

https://it.wikipedia.org/wiki/Impedenza_caratteristica_del_vuoto

la constatazione (sperimentale prima e poi dalla sperimentazione empirica trasposta alla rappresentazione matematica) di porre le velocità di un onda nel vuoto con il nome c= 1/rad(epsilon0*mu0) ..

vede una dimostrazione della “deducibilità” di ciò dalle equazioni di Maxwell nel testo al link seguente (nella formula 8.33, pag.8):

http://www.dmf.unisalento.it/~panareo/Dispense_di_Fisica/Onde.pdf

(8.38) E/H=Z

(8.37) E/B=v

dunque v=c/n=1/(n*rad(mu0*epsilon0))=1/rad(mu*epsilon)

dove n=rad(mu_r*epsilon_r)

mu=mu_r*mu0

epsilon=epsilon0*epsilon_r

Da tutto ciò si può dedurre che in U1, il nostro universo, basterà sostituire

c(U1)=c= 1/rad(epsilon0*mu0)

c(tra U1 & U2) =/=c(U1)

c(tra U1 & U2) = v=1/rad(mu*epsilon)

da cui rimangono incognite mu_r & epsilon_r

che danno

mu=mu_r*mu0

epsilon=epsilon0*epsilon_r

che esperimento può consentire di conoscere ciò?

A nostro avviso la misura del redshift di z8 galaxy, ad esempio.

Infatti Hubble ci dice quanto vale la velocità v=2c
(che è però una velocità tra la galassia, o stella, alla deriva in allontanamento e la velocità dell’osservatore, nel nostro caso la v della nostra Milky galaxy. Una dimostrazione di ciò nel seguito).

Grazie al grafico Dc=f(z)(*)sappiamo come si deforma la z che è circa Lo/Le
(*)
La figura è qui di seguito.

La “Lo”(lambda osservata) rispetto alla “Le”(lambda emessa) si è “stirata”.

Il mero effetto dovuto alla distanza è un allungamento dalla “lunghezza dell’onda” che quando perde energia a causa dello spazio percorso conserva questa informazione allungando la sua lunghezza.

La congettura che però noi ora stiamo esaminando è la seguente:

Ip:

S0=sistema di riferimento “fermo”.
(Sistema di riferimento “terzo”, inerziale,
su cui misurare due sistemi in movimento, che seguono: S1 & S2).

S1=sistema di riferimento in movimento:
il movimento è tra U1(nostro universo) & S0.
S1 è fermo rispetto alla Milky_galaxy.

S2=sistema di riferimento in movimento:
il movimento è tra U2(out_U1 che contiene z8_galaxy) & S0.
il movimento è contemporaneamente anche tra U2 e U1, e cioé S1 è  associato a U1.

Con Ui si indicano le Bolle Gravitazionali, concetto considerato equivalente al concetto di singolo universo: U1 è il nostro universo, Ui: sono universi esterni al nostro.

Si abbiano inoltre le seguenti ipotesi:

(1-0) if v1=c
indica la velocità della luce typ in U1.
Ma anche la velocità di U1 (Milky_galaxy) in rif. S0.
(Milky_galaxy, rispetto a riferimento esterno, S0: vede Milky_galaxy che viaggia v1=c).

(1-2) if v2=2c
(ottenuta da Hubble, nel caso di z8_galaxy) = vmedia tra U1 & out_U1.
(z8_galaxy, rispetto a U1: v2=2c, ma rispetto ad S0, z8_galaxy viaggia v3=3c)
(1-3) if v3=3c

Tesi:

Premesso che ..

E’ già è noto che la relazione Dc=f(z) nel tratto che la curva è circa una retta (ma su scala logaritmica) e vede le deformazioni della lunghezza d’onda deducibili da Dc=f(z) che in tale range assume la forma seguente:

grafico Dc=f(z):

Ip:

Presi i parametri della z8_galaxy come esempio di applicazione delle deformazioni sulla lunghezza d’onda di un segnale elettromagnetico, nell’ulteriori ipotesi che seguono, ci proponiamo di dimostrare che fuori da U1 (il nostro universo) ..

TH0: la luce si muove a velocità v > c

quando viene da z8_galaxy non perché si espande U1, ma perché i tachioni condensano a velocità inferiore entrando in U1.

Non perché -dunque- si espande lo spazio in U1, poiché lo spazio in U1 è stabile.
Ma perché out_U1, esistono altre Bolle Gravitazionali che vanno alla deriva in un insieme più ampio di U1 in cui c=/=1/rad (epsilon0*mu0)

Ed è c_i=1/rad (epsilon_i*mu_i) > c = 300 mila km/s.

Quindi ..

Ip:

In ipotesi (ulteriore) che il tempo di velocità costante della luce sia equiponderale (della stessa durata spaziale(#), nel caso che stiamo esaminando) dentro e fuori U1(@), ne segue:
(@)
15*10^9 A.L. da noi, al bordo di U1=primo tratto spaziale.
15*10^9 A.L. dal bordo di U1(dove c’è la cupola di reverbero) versus z8_galaxy=secondo tratto spaziale.
(#) 
Una dimostrazione di ciò è così ricostruibile:

  • la radiazione CMB è a 15 miliardi di A.L. come calcolato sui valori ufficiali al link seguente rif. modello 1-6-2017 (quindi il confine di U1 è a 15 miliardi di A.L. nonostante tale confine sembri a 47 miliardi di A.L. Infatti la deformazione da 15*10^9 A.L. vs 47E9 A.L. è introdotta dal reverbero sul confine della Bolla Gravitazionale di U1):
    nota bene: il punto di partenza della luce .. (nella figura, FIG2, seguente è in S0)
    nel modello 1-6-2017 era però molto prossimo alla stella S@1, dunque la densità media affinché la luce prima giunga a noi da S@1 e poi a z8 è da ricalcolare.
    il link articolo originale è il seguente:
    https://6viola.wordpress.com/2017/06/06/teoria-della-struttura-di-u1-una-teoria-alternativa-alla-vecchia-teoria-del-big-bang/

il link all’articolo del ricalcolo è il seguente:
https://6viola.wordpress.com/2017/09/23/reverbero-sulla-bolla-di-u1-universe-distance-from-center-and-cmb-radiation/
per intanto il ricalcolo è basato sulla seguente figura, FIG2, già nell’articolo seguente:
dove la CMB è nella posizione “D2”.
https://6viola.wordpress.com/2016/07/10/ua-flusso-multibolla-lateral-dynamics/

  • il valore spaziale che Hubble (vedi figura dove Dc=f(z)) colloca associato alla z8_galaxy è 30*10^9 A.L. (tale distanza è tra noi e z8 galaxy). Dunque la ipotesi di “Orlo di U1(typA)”=47*10^9 A.L. (punto D3 in figuraFIG2) collocherebbe il confine della Bolla Gravitazionale di U1 con dentro la z8_galaxy se (il typA) fosse vero, con la stessa velocità della luce pari a c. Mentre la ipotesi “Orlo di U1(typB)”=15*10^9 A.L. trova Orlo di U1(typB)=15E19 A.L. nella mezzeria(punto D2) tra Milky_galaxy e z8_galaxy: e dunque essendo z8_galaxy esterna ad U1 ciò giustifica la diversa densità cosmologica e la diversa velocità della luce nel tratto dalla sorgente z8_galaxy al bordo di U1.
  • Riassumendo
    r0=distanza S@1 vs Milky_galaxy = 15 Mil A.L. (S0 vs D1 in FIG2)
    r1=distanza Milky_galaxy vs CMB = 15 Mil A.L. (D1 vs D2 in FIG2)
    r2=distanza CMB vs Milky_galaxy = 15 Mil A.L. (D2 vs D1 in FIG2)
    viaggio completo del fotone dall’origine di S@1 vs la CMB e ritorno a Milky
    r_tot=r0+r1+r2=15+15+15=45 Mil A.L. che è la stima vicino a 47 Mil A.L. che è la distanza ufficiale della CMB come rivelata da noi con la misura del redshift.

TH1: “vmedia(fotone) in S0” = (3c+c)/2=2c.

E questo conferma il valore di Hubble, ottenibile, per via alternativa, come segue:

 

DIM TH1:

v=H0*Dc.
(Formula di Hubble: fornisce la velocità tra U1 e U2, tra loro: associata, quindi ad S1 & S2)

Infatti
H0=circa 66.6 [km/s][Mpc^-1]; (le stime ufficiali sono intorno a 70 vs 75).
(Nota Bene: con le parentesi quadrate indico le caratteristiche dimensionali).

Quindi indicando Dc in Mpc, in v=H0*Dc, otterremo v in km/s
(poiché c’è una semplificazione tra numeratore e denominatore).

Poiché dalle misure sperimentali si stima

Dc=30 Gly=30*10^9 Ly

Poiché la conversione da Gly -> pc si ottiene moltiplicando per 0.3 (circa)
Allora  ..

v=66.6*[km/s][Mpc^-1] *Dc= 66.6*[km/s][Mps^-1]*(30Gly) =
66.6*[km/s][Mpc^-1]*(30*10^9*0.3) [pc] = 66.6*[km/s][Mpc^-1]*(30*10^3*0.3) [Mpc] =
=66.6*9*10^3 [km/s]=599 mila [km/s]=2*c

cvd

 

Il valore della velocità media di Hubble dipenderebbe -allora- da una mutazione di (epsilon0, mu0), che troverebbero un mezzo “più rarefatto” del vuoto di U1 (che in realtà non è vuoto, ma ha una sua impedenza), e quindi da una “zona esterna ad U1” ed in definitiva -il tachyon- avrebbe attraversato due diverse zone del cosmo.

riformulo TH0:

Ciò, la mutazione dei parametri (epsilon, mu), ha portato ad una “condensazione dei tachioni” ad una velocità compatibile con U1, per il “salto quantico” di entrare nella bolla gravitazionale di U1.

DIM TH0:

Naturalmente si potrebbe esplorare in un approccio multidimensionale -come la teoria delle stringhe- se questo “primo caso sperimentale” che la teoria delle stringhe cercava (e non aveva ancora trovato, finora) per validare sperimentalmente la teoria stessa, vede il confronto tra la analisi matematica e le misure sperimentali che diano uno scenario compatibile.

Lasciamo questo compito agli specialisti del settore teoria delle stringhe, e noi useremo per la verifica della nostra tesi, un procedimento alternativo!

Nel nostro articolo intitolato:

“TEORIA della struttura di U1”: una teoria “ALTERNATIVA” alla vecchia “Teoria del Big Bang” (TH-13)

https://6viola.wordpress.com/2017/06/12/uis-redshift-uiuniverse-i12-physics-th-14-when-the-expansion-and-collision-exceed-the-speed-c-of-the-light/

.. abbiamo già visto che la simulazione software di un fotone che emerga dal centro di U1 (poiché U1 se è una Bolla ha un centro) mostra un tempo di arrivo alla sua frontiera di circa 15 miliardi di anni (come intervallo di tempo), ed ha percorso la distanza di 15 miliardi di Anni Luce.

Abbiamo in quell’articolo formulato la interpretazione che ciò fosse impossibile poiché lo studio del red shift ci dice che la deformazione indica 47 miliardi di A.L.

Ed abbiamo suggerito di cambiare la “densità stimata per il cosmo” per risolvere questa aporia!

Oggi, 17 settembre 2017, proponiamo una interpretazione alternativa:

  1. La stima dell’età del nostro universo è stimata ufficialmente circa 14 vs 15 miliardi di anni:
    fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_dell%27universo
  2. Ipotizziamo che ciò sia (approssimativamente) vero e domandiamoci come mai la radiazione cosmologica di fondo (CMB) dia il valore di 47 miliardi di A.L. come distanza di percorso dedotta dal redshift.
  3. Ipotizziamo che tale deformazione sia da imputare ad un effetto non lineare dell’orlo esterno di U1, sulla cupola della Bolla Gravitazionale del nostro universo che deforma non linearmente il rimbalzo della luce che giunge sulla cupola e poi ritorna verso il centro e mostra non una sorgente preferenziale della radiazione ma -appunto- la stessa densità di radiazione da qualunque angolo il satellite Planck esamini la sfera attorno a se stesso che fotografa.
  4. Ne segue che se quanto ipotizzato fosse vero .. allora .. noi conosciamo il raggio di U1 (ovvero la distanza percorsa dalla luce in 14 vs 15 miliardi di anni). E ciò ci consente di scrivere che r(di U1)=2GM/c^2 in cui dalle stime ufficiali di M sappiamo il raggio di U1, e ciò è stato riconfermato dal software dell’articolo già citato:
    https://6viola.wordpress.com/2017/06/06/teoria-della-struttura-di-u1-una-teoria-alternativa-alla-vecchia-teoria-del-big-bang/
  5. Il nostro universo, U1, non si starebbe -quindi- espandendo! .. ma sarebbe molto stabile e -in ogni caso- più stabile di quanto ipotizzato per giustificare il redshift. Il quale –redshift- si modifica in modo rilevante (come le misure indicano) non per la luce che viene da dentro U1, ma per la luce che *viene da _fuori_ U1*. Con la eccezione degli effetti non lineari dovuti alla CMB che abbia già esposti sopra, al punto 3.
  6. Dunque è da esaminare un effetto di “rarefazione del cosmo” fuori di U1 e un effetto di “addensamento del cosmo” dentro U1, che produce un risultato complessivo di “CONDENSAZIONE DEI TACHIONI” quando la luce (tipo tachyon) con v > c entra in U1 e subisce un rallentamento.
  7. Non quindi è lo spazio di U1 che subisce una espansione, ma il cosmo fuori di U1 che ha diversità in c_typ=1/rad(mu0*epsilon0) = 300 mila km/s. Dove c_typ va sostituito, il vecchio c,  con altri parametri mu & epsilon. che generano c_new > c = 300 mila km/s (se siamo fuori da una Bolla Gravitazionale in cui è contenuto un universo Ui.

Nell’articolo seguente:

Composizione Relativistica delle Velocità [oltre orlo esterno di U1][Physics]

https://6viola.wordpress.com/2017/09/12/composizione-relativistica-delle-velocita-oltre-orlo-esterno-di-u1physics/#more-57067

.. abbiamo già esplorato in particolare nella sezione:

dimostrazione
dell’effetto doppler relativistico

un fatto molto importante che ci può ora essere utile .. nel completare la dimostrazione attuale del perché i tachioni si condenserebbero entrando in U1:

(1-4) f ‘ = f*radq((1+b)/(1-b)); radq sia la radice quadrata.

ovvero essendo:

b=v/c

Ma ricordando che

c=lambda/T=lambda*f

f=c/lambda & dunque

lambda=c/f possiamo usare f’ per dedurre le alterazioni di lambda!

Dunque la alterazione di z8 galaxy interna ad U1 è deducibile dall’effetto doppler in avvicinamento per la quota parte che il fotone era interno ad U1 e anche per diversi valori, per la quota parte in cui il fotone osservato come Lo, era esterno.

Consideriamo le seguenti Ip:

  • Sia la deformazione della Le (Lambda di emissione) in U1 = lambda_def_U1
  • Sia residua deformazione della Le fuori di U1= res_lambda_def_out_U1
  • Sia la totale deformazione =tot_lambda_def

Allora ..

tot_lambda_def res_lambda_def_out_U1lambda_def_U1

Noi

  • conosciamo tot_lambda_def dalle misure della lambda di z8 in arrivo (Lo).
  • conosciamo lambda_def_U1 dalla formula effetto doppler relativistico in avvicinamento! vedi (1-4) sopra elencata, se il mezzo fosse normalizzato ad un valore medio.
  • da cui possiamo ricavare dalla espressione “tot_lambda_def = res_lambda_def_out_U1 + lambda_def_U1″ -> la res_lambda_def_out_U1.

 

 

Esplicitazione numerica dei calcoli (prima parte 17-9-2017):

Prendiamo -ad esempio- la seguente lambda:

lambda_e=1220E-10 metri

prodotta dall’emissione dell’atomo di idrogeno, e citata da me nell’articolo seguente:
https://6viola.wordpress.com/2017/09/01/hydrogen-atom-spectrum-physics-deterministic-analysis/

a questa lambda_e corrisponde tramite la formula

c=lambda*f la seguente frequenza:

f_e= c/lambda_e=(300 000 km/s)/(1220E-10 metri)=2,459016393442620E+15 Hz

la formula:

(1-4) f ‘ = f*radq((1+b)/(1-b)).

essendo b=v/c .. allora .. non è APPLICABILE di ciò che succede perché si sta ipotizzando che

c_typ=costante in U1 =300 000 km/s, ma solo in U1 ..

ma ci sarà utile in seguito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esplicitazione numerica dei calcoli:

(seconda parte 18-9-2017):

Sia v1 la velocità con cui Milky_galaxy va alla deriva, e si allontana, come galassia, da un sistema inerziale terzo: sia S0.

Sia v2 la velocità con cui z8_galaxy va alla deriva, e si allontana, come galassia, da un sistema inerziale terzo: sia S0.

Si ipotizzi che la luce viaggia con velocità
c1=c, in U1, e quindi nel sistema inerziale solidale con S1 e la galassia Milky.

Si ipotizzi che la luce viaggia con velocità
c2=3c in U2=out_U1, e quindi nel sistema inerziale solidale con S2 e la galassia z8_galaxy.

Dalla definizione del redshift sappiamo la convezione per cui

(1-5) 1+z = Lo/Le; 

dove z compare nella figura precedente in Dc=f(z)
dove Lo è la lunghezza d’onda che arriva in Milky e misurata in Milky.
dove Le è la lunghezza d’onda dedotta dallo spettro dell’atomo di idrogeno, al momento della emissione ad esempio dal livello più interno a quello adiacente:
quindi
Le=1220E-10 metri
Lo=10370E-10 metri=Le*(1+z)=(1220E-10)*8.5=10370
avendo ipotizzato 1+z=Lo/Le=circa 8.5 -> da cui z=8.5-1=7.5=circa il valore 7.5 della figura sopra.

(1-6) z=7.5 (vedi figura)

(1-7) 1+z=1+7.5=Lo/Le=8.5 

poiché dall’effetto doppler in allontanamento si ricava per la lunghezza d’onda:

(1-8) Lo=Le*rad[(1+b)/(1-b)]

Una dimostrazione per la frequenza è nell’articolo seguente(*), e si ricordi che
L/T=lambda/T=lambda*f=c nel caso che la radiazione riguardi la velocità della luce.
Da cui per ottenere L dalla f basterà scrivere c/f=lambda:
(*)
https://6viola.wordpress.com/2017/09/12/composizione-relativistica-delle-velocita-oltre-orlo-esterno-di-u1physics/

Essendo

(1-9) b=vx/ci

lasciamo la velocità di deriva tra z8_galaxy ed S0 = 3c(@) .. come ci dice l’analisi della formula di Hubble (in ipotesi che sia 3c rispetto ad S0, e 2c, rispetto a S1)
(@)
consultare la (1-3)

e vediamo quanto vale vx ..

Deve essere ..

Lo/Le=8.5 (grazie alla 1-6 & 1-7)

Deve essere ..

rad[(1+b)/(1-b)] = 8.5 (grazie alla 1-8)

(1-10)  -> (1+b)/(1-b) = (8.5)^2 = 72.25

b= vx/(3*c);  usando la (1-10) otteniamo:

72.25 = (3*c + vx)/(3*c – vx)

3*c + vx = (72.25)*(3c – vx) = 216.75*c -72.25*vx

(72.25 + 1)*vx=(216.75 – 3)*c

vx=[(213.75)*c]/(73.25)=2.91*c

Dunque se z8_galaxy avesse viaggiato in uno spazio con la luce che si potesse muovere alla velocità 3c .. ne sarebbe seguito .. che per realizzare la deformazione osservata .. la velocità di deriva della galassia z8_galaxy sarebbe dovuta essere leggermente inferiore alla velocità della luce “normalizzata” al valore 3c, rispetto a S0, e cioé vx=2.91*c.

Però noi, in U1, sulla galassia Milky_galaxy non siamo fermi rispetto ad S0 e questo primo esperimento di calcolo serviva per capire che anche Milky_galaxy si muove rispetto ad S0, e si muove alla velocità di v=c.

Ciò altera il risultato precedente, vediamo come:

Consideriamo che la luce tra il valore max in U2 pari a 3c, ed il valore minimo in U1 pari a v=c, si muova ad un valore medio v=2c e ripetiamo i calcoli (visto che un fotone da U2 che parte a v=3c se trova Milky in avvicinamento in realtà viaggia al valore v=2c. Del resto 2c è il valore che ci da la formula di Hubble con v=H0*Dc=2c).

++

cit on + modifiche

++

e vediamo quanto vale vx’ ..

Deve essere ..

Lo/Le=8.5 (grazie alla 1-6 & 1-7)

Deve essere ..

rad[(1+b)/(1-b)] = 8.5 (grazie alla 1-8)

(1-10)’ -> (1+b)/(1-b) = (8.5)^2 = 72.25

b= vx’/(2*c)

72.25 = (2*c + vx’)/(2*c – vx’)

2*c + vx’ = (72.25)*(2*c – vx’) = 144.5*c -72.25*vx’

(72.25 + 1)*vx’=(144.52)*c

vx’=[(142.5)*c]/(73.25)=1.94c < 2c

++

cit off + modifiche

++

Dunque se z8_galaxy avesse viaggiato in uno spazio con la luce che si potesse muovere alla velocità media 2c .. ne sarebbe seguito .. che per realizzare la deformazione osservata .. la velocità di deriva della galassia z8_galaxy sarebbe dovuta essere leggermente inferiore alla velocità della luce “normalizzata” al valore 2c, tra “S2” & “S1”, e cioé vx=1.94*c < 2c.

cvd

Il dato che non  ci è noto esattamente (°) è quanto tempo abbia agito ciascuna deformazione e quindi ci siamo affidati ai valori medi, e al risultato della formula di Hubble che fornisce la velocità tra le due galassie (la nostra e quella osservata) pari a 2c.
(°)
ma ci è noto approssimativamente: infatti abbiamo ipotizzato che vi sia la distanza 15 miliardi di A.L. tra noi è il confine della Bolla di U1. E poi altri 15 miliardi di A.L. dal confine della bolla di U1 alla sorgente che osserviamo vedendo z8_galaxy. Tuttavia non sappiamo se z8_Galaxy sia interna a una Bolla con velocità della luce diversa e una terza densità tra le Bolle, oppure una densità media solo esterna ad U1. Da cui la nostra sperimentazione matematica si è appoggiata ad una analisi dei valori medi.

Ma il risultato notevole, è che non necessariamente la luce viaggia alla velocità v=c.

Il viaggiare della luce a circa v=c (come mostra anche la simulazione con il software di Amadori Lussardi da noi sperimentato) dipende dalle condizioni della bolla gravitazionale U1 e la simulazione mostra che se un fotone esce dalla corona di una stella è abbastanza stabile nel valore della velocità nonostante attraversi un intero universo, ma le condizioni di propagazione dipendono dal campo gravitazionale creato da _quell’universo_ e cambiano al variare di altre bolle gravitazionali, come nel caso di z8_galaxy.

Dunque il modello del Big Bang diviene erroneo.

Gli enti non si sarebbero espansi da una esplosione iniziale o da uno scontro da due mega buchi neri come sostiene Penrose, ma si sarebbero “addensati” come materia e come energia nella modalità tipica di come si formano le stelle per forza gravitazionale in riferimento alla materia, e come forza antigravitazionale per quanto riguarda i fotoni, poiché la simulazione software mostra che tale forza antigravitazionale dei fotoni (anche detta forza di Mach) resiste alla attrazione della stella o dei buchi neri nelle evaporazioni e tanto più forte è il campo gravitazionale .. e tanto più forte si oppone alla cattura .. e prende una direzione antagonista. (si vedano i numerosi articoli recenti su questi studi sul mio blog per i dettagli numerici).

Il modello cosmologico è quindi di molti universi bolla, ciascuno con caratteristiche sue proprie, e quindi peculiari.

Ed il fenomeno di saturazione della velocità della luce non è esattamente un valore costante, ma un valore di “saturazione” imposto dalle caratteristiche sia gravitazionali che elettromagnetiche della specifica Bolla, nel nostro caso U1.

Ne discende una rivoluzione Copernicana, in cui non è un solo universo che si espande, ma un universo molto stabile -il nostro- più altre bolle -come universi- in un flusso che separa le bolle e che potrebbe avere ed imporre parametri multipli al viaggiare della luce sia perché il viaggio -in parte- è esterno ad U1, e anche perché potrebbe -in parte- essere esterno ad un diverso Ui, essendo lo spazio tra le bolle ancora con una ulteriore diversità.

Da cui finché le esplorazioni “oltre l’orlo esterno di U1” a circa 15 miliardi di A.L. stimati 47 miliardi di A.L. per le deformazioni di reverbero della cupola gravitazionale)  non saranno una realtà in cui potere andare a misurare per via diretta e non solo induttiva la variazione delle velocità per misura delle variazioni di densità cosmologica e direi -di impedenza Zi- del cosiddetto “vuoto” sarà possibile .. ci si dovrà accontentare a illazioni sui valori medi.

Ne discende -inoltre- che l’assioma che la velocità della luce sia insuperabile e la ipotetica impossibilità dei viaggi nello spazio e nel tempo(§), stanno crollando sotto l’iniziativa della scienza di indagare i misteri del cosmos laddove si rinunci a posizioni dogmatiche e quindi indiscutibili e si assuma una flessibilità mentale in grado di ipotizzare che non possediamo modelli perfetti che non vadano toccati, ma invece vadano adattati alla dura legge che la teoria va confrontata con i dati sperimentali, e quindi necessita migliorare i modelli man mano che le evidenze sperimentali ci dicono che le galassie (premio nobel del 2011) avrebbero una deriva in allontanamento superiore alla velocità della luce! .. prendendo la notizia come possibile .. ma non necessariamente per la espansione di un solo cosmos .. ma anche nella eventualità che di universi ve ne siano più di uno.
(§)
sui viaggi nel tempo: si può consultare l’articolo seguente:

Ho inventato la macchina del tempo ! (dim. matematica)

https://6viola.wordpress.com/2016/04/10/ho-inventato-la-macchina-del-tempo-dim-matematica/

Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.

Salvatore Quasimodo

ultima versione 15.00 del 23-9-2017

 

 

 

 

 

 

 

 

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