U1_SPACE_FIX: Filter action in Ui: On standard light propagation in a consistent way to the source universe and the destination universe [Physics] TH-15

Nella “teoria dei segnali” ed in particolare nella scomposizione armonica dovuta principalmente a Fourier, quando un segnale è ricostruito tramite le onde componenti, è noto lo studio del concetto di “FILTRO”.

FILTRO, in generale, è un concetto “ARCHETIPICO”.

Si intende con tale concetto, la separazione -per esempio- della farina dalle parti che hanno una dimensione maggiore, oppure la separazione in un segnale acustico a più frequenze (acute & gravi) di una parte delle frequenze.

E’ noto, anche, a proposito della doppia descrivibilità della radiazione della luce:

  1. come onda elettromagnetica
  2. come quantum fotonico

.. che la “QUESTIONE DELL’ETERE”, ovvero del mezzo che dovesse consentire un “supporto di propagazione” dell’onda luminosa è stato affrontato nel ‘900 .. con la conclusione -accolta dalla scienza accademica- che NON era necessario un MEDIUM spazio/tempo alla propagazione della luce, poiché -nel vuoto- la luce o le onde elettromagnetiche, oppure -recentemente- le onde gravitazionali possono comunque propagarsi.

DOMANDA:

Un mezzo influenza la propagazione delle onde anche di tipo radiativo?

RISPOSTA:

Sì, il mezzo influenza la propagazione della radiazione nella trattazione ad esempio di Maxwell:

* * *

Le equazioni di Maxwell, che descrivono le radiazioni in un mezzo, compreso il “cosiddetto vuoto,” trovano la seguente equazione:

v^2=1/(ε*μ)

dove
ε=ε0*εr
μ=μ0*μr

quindi le costanti sono normalizzate sul segnale luminoso e nel caso della luce abbiamo

v^2=c^2=1/[(ε0)*(μ0)]

fonti di conferma:

https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_elettromagnetica
https://en.wikipedia.org/wiki/Maxwell%27s_equations

Che però “il vuoto” del nostro universo, U1, non sia un vuoto “propriamente vuoto” lo attestano numerosi fatti:

Anzitutto la stessa

  • “impedenza del mezzo nel vuoto” = Z0,

che ha un preciso valore!

Esattamente al link sopra -in italiano- troviamo:

Z0=rad(μ0/ε0)

cito:

Nel caso di un dielettrico, in cui la conducibilità è trascurabile, l’equazione si riduce nella seguente:[9]

Z = \sqrt {\mu \over \varepsilon}

Nel vuoto, e quindi approssimativamente anche in aria, tale rapporto vale circa 377 ohm:

 Z_0=\sqrt{\dfrac{\mu_0}{\varepsilon_0}} = 376,730\ 313\ 461\ 77 \ldots \Omega\simeq 120\pi  \Omega \simeq 377  \Omega

La relazione tra i campi in tale caso diventa:

 Z= \dfrac{E}{H}

Questa formula può essere utilizzata solo in campo lontano dalla sorgente, e viene utilizzata in particolare per la valutazione dell’esposizione umana ai campi elettromagnetici.

  • In seconda istanza di motivazione del perché il “cosiddetto vuoto” non sarebbe esattamente “il nulla”, va ricordato il concetto di “vuoto quantistico”:

Per evitare equivoci prendiamo la trattazione seguente che abbraccia il concetto che il “vuoto quantistico” NON è vuoto”!

cito:

http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=8352

Particelle virtuali e vuoto quantistico

Le particelle virtuali non esistano solo in corrispondenza di un`interazione tra particelle reali, ma riempiono l`intero spazio fisico. Infatti, il vuoto può essere visto come una transizione tra uno stato iniziale ed uno stato finale, i quali sono entrambi stati caratterizzati dall`assenza di particelle. Consideriamo il processo in figura 4. Una particella ed un`antiparticella vengono create in un punto e si annichilano in un altro punto. Questo viene chiamato un diagramma di Feynman del vuoto: nulla nello stato iniziale e nulla nello stato finale. Chiaramente un tale processo viola al suo interno la conservazione dell’energia, perché la massa della coppia viene creata dal nulla; rimane comunque un processo possibile, perché la coppia di particelle è virtuale, e può prendere temporaneamente in prestito l`energia necessaria ad esistere da una fluttuazione del vuoto, come dice il principio di indeterminazione.

Figura 4:
un diagramma del vuoto, con coppia elettrone-positrone che si creano ed annichilano

Noi contestiamo la parte in rosso sopra evidenziata!

Come è noto da un fascio laser che colpisce una lastra di oro, si possono separare materia ed antimateria proprio nella forma di protoni e antiprotoni. Inoltre tali fasci di particelle sub atomiche possono essere separate da opportuni campi magnetici per impedire il processo detto di “annichilazione”.

fonte:
http://www.readcube.com/articles/10.1038/nature21040

Anteprima:

Come succede in un processo di “annichilazione”?

In un processo di fusione, come nel deuterio, che -con altro deuterio- forma un atomo di elio per pressione gravitazionale nel nucleo di una stella .. solo una parte della massa si trasforma in elio e la massa mancante si trasforma in energia secondo la relazione

energy=m0*c^2

dove m0 è solo la parte (aliquota) mancante “nel pesare” .. la reazione prima e dopo la trasformazione

D + D -> He + energy

e cioé il peso di D +D è maggiore di He (elio)

VICEVERSA nel caso di una annichilazione, che però avviene solo tra materia ed antimateria, la trasformazione è al 100%.

Quindi non è vero che dal nulla compare materia & antimateria e poi la trasformazione lascia il nulla!

Bensì è vero che

p + p’ -> energy’

energy’ = mc^2

dove
m = peso totale di p + p’

e quindi NON è violato il principio di conservazione della massa + energia.

L’autore, il fisico Stefano Argirò, con la sua semplificazione -però- vuole alludere ad una situazione differente:

Al fatto che durante le trasformazioni tra particelle sub atomiche reali, si può costruire un modello grazie all’intervento di particelle virtuali!

Ad esempio nello scontro tra due elettroni gli elettroni manterrebbero la loro energia, ma emetterebbero un fotone virtuale, poiché ad un certo punto della loro traiettoria di scontro, anziché collidere cambierebbero di orbita allontanandosi.

E’ il fenomeno detto “respingimento delle cariche dello stesso segno”.

Poiché serve una forza per tale “respingimento” ed una forza per uno spostamento è un lavoro che ha avuto necessità di una energia .. chi ha dato la energia alle cariche di respingersi? .. se le cariche ipoteticamente non hanno cambiato le loro caratteristiche?

Si ricorre quindi al concetto di “particelle virtuali” che -nel caso dei fotoni virtuali- sono addirittura dei “mediatori” di scambio relazionale.

Ma come visto nel nostro esempio NON è vero che materia ed antimateria possono essere create dal nulla, e né gli elettroni (particelle dello stesso segno) o i protoni debbono ricorrere al concetto di scambiatori virtuali per giustificare la fisica del loro moto.

In particolare -si può esaminare il fatto- che esiste un PRINCIPIO DI MACH anche per tutto U1, il nostro universo.

Quindi il nostro universo, come Bolla Gravitazionale, è immerso in altro che da se stesso, U1.

Ecco perché il nostro “vuoto”, pur non essendo omogeneo, ha un valore medio Z0=/=0. Come abbiamo visto sopra nelle equazioni di Maxwell.

Quindi è vero che un etere non ha necessità di essere introdotto, ma il “cosiddetto vuoto”, ciò che ci sembra assenza totale di materia ed energia in U1, non esclude gli Universi Adiacenti, ovvero altre “Bolle Gravitazionali”=Ui .. la cui dinamica adiacente interagisce con U1.

E’, ad esempio, il caso della misura del redshift tra gli Ui, trattato nel nostro articolo precedente:

Ui’s redshift [Ui=Universe: i=1,2, ..] [Physics] TH-14: When the expansion and collision exceed the speed, c, of the light!

https://6viola.wordpress.com/2017/06/12/uis-redshift-uiuniverse-i12-physics-th-14-when-the-expansion-and-collision-exceed-the-speed-c-of-the-light/-

Ma quando un segnale entra in U1 subisce una azione di “immersione” nel nostro contesto “SPAZIO/TEMPO” che opera una sorta di “FILTRO” sulle componenti non armoniche con U1.

Ecco perché noi possiamo misurare solo c=valore standard della velocità della luce se la luce si è “propagata IN RICEZIONE” sufficientemente in U1!

La informazione però che la SORGENTE era ad una lambda diversa NON va persa! .. e la misuriamo con il red shift.

Quindi nell’attuale TH-15 teorizziamo la sincronizzazione della luce con U1, come velocità, quando ci proviene da uno spazio profondo che sia esterno ad U1.

E teorizziamo, inoltre, la misurabilità se tale spazio profondo è interno o esterno ad U1, grazie al redshift.

Ma torniamo al bilancio materia + energia dello scontro tra due elettroni senza “particelle o mediatori virtuali”.

Come è noto, per chi legge i nostri articoli .. io non sono per la posizione di Heisenberg, perché considero la MQ solo un modello probabilistico utile come i modelli termodinamici .. se non si dispone di maggiori informazioni nella descrizione di un sistema, se non di valori statistici.

Dunque si può anche modellicizzare la fisica con la teoria della probabilità, come modello approssimato, ma non c’è alcuna necessità LOGICA di violare il principio di conservazione della massa + energia nei sistemi isolati per chi descrive, in un modello deterministico cosa stia succedendo!

Mostrerò -quindi- ora come lo scontro tra due elettroni o due protoni non avviene in modo distruttivo quando la energia è sotto una soglia che giustifichi che la repulsione sia maggiore della Energia Cinetica sufficiente a vincere il legame gluonico.

E’ ampiamente documentato che gli scontri tra protoni siano possibili, ma necessitano dispositivi non ordinari, poiché necessita concentrare i fasci e anche accelerarli per vincere la forza repulsiva e poi la forza di legame detto gluonico tra i quarks.

Quindi il processo quando non è fuori dalla linearità, ed ancora elastico, si comporta come una molla estesa che incontra un’altra molla estesa.

Le due molle si comprimono una contro l’altra, e quindi si respingono!

In questo processo è stata una “energia potenziale configurazionale” che ha agito. Allo stesso modo in cui esistono energie potenziali dipendenti dalla configurazione di sistema che normalmente NON si osservano, ma sono presenti (all’interno del PRINCIPIO DI MACH: ovvero che gli effetti locali, sono anche causati da cause globaliste).

Se io lego un sacco pieno di sassi ad una corda legato ad un ramo di un albero -e passo sotto il sacco- il sacco (finché legato) non mi farà alcun danno.

Il danno (normalmente solo potenziale) lo osserverei -INVECE- se la corda si spezzasse.

Quindi la energia configurazionale esiste, come è di tipo configurazionale la energia di una molla che normalmente non si osserva se nessuno la comprime.

Per cui il legame gluonico che rende “un protone ciò che è” .. è un equilibrio molto stabile.

E se nessuno prova a spezzare quell’equilibrio non si osserverà nessun processo “reattivo” alle forze che volessero spezzare quell’equilibrio.

VICEVERSA non c’è alcuna necessità di fare emergere energia dal nulla per giustificare che il tentativo operato con gli acceleratori di particelle LHC di fratturare quel legame sia altrove che in ciascun protone che si oppone alla propria disgregazione!

https://home.cern/topics/large-hadron-collider

Come una molla recupera la sua energia potenziale se l’impatto non è distruttivo contro una altra molla .. così un protone se lo scontro non è distruttivo .. allora .. recupererà la sua configurazione di EQUILIBRIO PREFERENZIALE.

Sembrerebbe che noi siamo al 100% contrari al concetto di inutilità di esame dei travasi di materia ed energia tra gli universi, ma siamo esattamente della idea opposta!

Ad esempio molti effetti gravitazionali cosmologici sono possibili solo tramite materia non visibile in U1.

Tuttavia, la condizione v > c noi non la misuriamo in U1 .. per la questione del filtraggio spaziale (U1_SPACE_FIX), che è operato in U1, sulle v_max in U1, se non indirettamente grazie al redshift!

cvd.

Ulteriore prova del perché v=v_lux (velocità radiale in CMB di U1) è proprio il valore v=c; if r=r_CMB:

more info:

https://6viola.wordpress.com/2017/06/06/teoria-della-struttura-di-u1-una-teoria-alternativa-alla-vecchia-teoria-del-big-bang/

“studio 15-06-2017” dei moti orbitali tangenziali nel seguente foglio di calcolo al mutare del raggio orbitale:

ultima versione 15 giugno 2017, ore 9.30

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