“TEORIA della struttura di U1”: una teoria “ALTERNATIVA” alla vecchia “Teoria del Big Bang” (TH-13)

SOMMARIO: teoria TH-13

  1. “TEORIA della struttura di U1”: moti orbitali della materia (vedi orbita di Milky Way attorno alla stella S@1 nella “§1.PARTE PRIMA“)
  2. moti orbitali della luce della struttura interna del nostro universo (U1) fino alla CMB [geodesic_eq di Einstein devono essere modificate a causa della densità media del cosmo, nella “§2.PARTE SECONDA“]

Introduzione

In questa introduzione cercheremo di esporre nel modo più semplice che sia possibile, e senza usare descrizioni matematiche di dettaglio (che rinviamo alla successiva parte di questo articolo), la “TEORIA DELLA STRUTTURA DI U1”, il nostro universo: è una teoria “ALTERNATIVA” alla vecchia “Teoria del Big Bang” .. e ha  -la nostra descrizione della struttura di U1- una dimostrazione della “fisica di U1”, grazie alle geodesic_eq. di Einstein, nella formulazione di Schwarzschild, in parte modificata per tenere conto della densità del cosmo.

TH-S@-a: Il nostro universo ha un bordo esterno che in questi giorni sta fotografando il satellite Planck.

Da queste fotografie si misura una radiazione grazie all’effetto detto redshift che dice che la luce ci proviene da circa 47 miliardi di anni luce, ovvero dalla distanza che la luce impiegherebbe viaggiando per 47 miliardi di anni.

TU-1(teorie ufficiali numero1): Le teorie ufficiali, oggi in voga, però, suppongono che il redshift sia originato da una espansione del cosmo.

TH-S@-b’: Ciò che noi ci apprestiamo a dimostrare -invece- afferma che vale, in U1, una “logica frattale sensibile al contesto”.

si veda su tale tipologia di “logica frattale” l’articolo seguente:

https://6viola.wordpress.com/2017/05/01/fractal-logic-versus-fractal-contest-sensitive-logic/

Tradotto in termini comprensibili .. ciò significa .. che come

TH-S@-b”:

  • un elettrone gira intorno ad un atomo
  • un pianeta gira intorno ad una stella nel nostro sistema Solare
  • il nostro sistema solare gira intorno alla propria galassia (Milky Way)

COSI’

  • la nostra galassia (Milky Way) gira -con altre galassie- attorno ad una stella centrale, S@1, (la chiameremo S@1, o star-numero1) che si può dimostrare avere circa M_S@1=10^3 volte la massa della nostra galassia. (dim. nel seguito: vedi “PARTE PRIMA”).

dalla fonte:
https://en.wikipedia.org/wiki/Milky_Way
ip M_Milky=0.5*10^12*M_sun=0.5*10^12*2*10^30 kg=1E42 kg

TH-S@-c:

Quindi la distanza D1=c*(1/H0)=c*t0=circa 15 miliardi di A.L. (le stime ufficiali dicono circa 14 miliardi di A.L.) è la distanza “orbitale” di Milky attorno alla stella S@1.

orbit_Milky_Way=D1=15E9 A.L.

TH-S@-d:

la galassia z8, molto vicina alla CMB (radiazione cosmologica di fondo) ha una distanza stimata ufficialmente di D2=30 GLy=30 Miliardi di A.L.=30E9 A.L.

https://it.wikipedia.org/wiki/Z8_GND_5296

quindi distanza 30 miliardi A.L. quasi dello stesso valore della distanza della CMB sebbene il redshift sia “di molto” variato : ciò suggerisce che il redshft non è solo un problema di distanza della luce tra sorgente e ricevitore .. ma del *perché* la luce che proverrebbe da circa la stessa distanza (si confrontino i valori 30 GLy & 47 GLy) abbiano un redshift così diverso! .. A nostro avviso per questioni che si potrebbero dire “tipologia della sorgente” .. e più in dettaglio (come vedremo nella “SECONDA PARTE”) qui riassumiamo come dipendenti da deformazioni da “bolle gravitazionali”.

Si veda la figura seguente per il grafico Dc=f(z):

D3 (della CMB)=47 GLy=47E9 A.L. =3.14*c*t0

dove D3 è ANCHE il percorso di una (1/2)*circonferenza di raggio r=c*t0 se t0=circa 15 miliardi di anni.

Rimarrà il dubbio, finché non si leggerà tutta la seguente trattazione, se D3 si riferisca a quali deformazioni e se la distanza D3 sia stata deformata dal viaggio dal centro di U1 e poi semplicemente rimbalzata su una “Bolla Gravitazionale”, o altro.

Quindi esistono almeno due tesi contrastanti:

1° tesi:

TU-1: il cosmo che si espande e ciò è la ragione che modifica il redshift.

2° tesi:

TH-S@-b”:

le galassie sono stazionarie, in U1, e con ciò intendiamo che riescono a girare intorno ad una stella centrale, S@1, (poco visibile dalla nostra posizione a causa della distanza e del fatto che tende a comportarsi come un BH, ma la distanza delle Galassie da S@1 stabilizza il moto orbitale, alla stessa maniera -su scala minore- che una Galassia ha al suo centro un centro gravitazionale, che tende a comportarsi come un BH, e imposta la rotazione della Galassia su se stessa).

S@1 consente -quindi- un moto orbitale in condizioni circa stazionarie e anzi crea una bolla gravitazionale non solo per la sua enorme massa (circa 10^3 volte la massa di Milky Way) in grado di fare orbitare Milky e le altre galassie di U1, ma con la massa aggiuntiva di U1 che aumentata il valore del raggio di Schwarzschild, rs_S@1, pari a

rs=rs_S@1= (2*G*M)/c^2

dove M=M_S@1

viceversa se

rs_U1=(2*G*M_U1)/c^2 >> rs_S@1= (2*G*M_S@1)/c^2

M_U1=Massa_S@1 + Massa_ADD;

dove Massa_ADD, massa additiva distribuita, è causata dall’aumento del raggio del nucleo massivo distribuito già attraversato (da fotone che fosse emesso da S@1), che però non si comporta (la massa) -come vedremo- esattamente come una massa concentrata: poiché “agisce” -la massa additiva- solo se è alle spalle del moto di un fotone che viaggia nel cosmo. Quindi deve essere computata con gradualità e non può essere scritta -come se fosse massa concentrata- all’inizio del calcolo di Schwarzschild, ma progressivamente (i dettagli nel seguito: §2.PARTE SECONDA).

TH-S@-e:

Normalmente le geodesic_eq di Einstein (come risolte da Sch.) non tengono conto della densità causata da Massa_ADD, poiché i moti orbitali dei pianeti si svolgono pressoché nel vuoto del cosmo.

Ma nel caso della luce, che è il nostro oggetto da indagare (quando proviene dalla CMB, come ultimo rimbalzo), nella tesi “TH-S@-e” .. intervengono due fatti principali:

  1. il moto orbitale della luce non è analogo a quello dei pianeti, in quanto la luce che passa vicino ad un campo gravitazionale, (anche intenso come un BH se r > rs di Sch), non curva apprezzabilmente, se non è prossima al BH (curva già poco a r0=3*rs). Un grafico al seguente link:
    https://6viola.wordpress.com/2017/05/11/dynamics-of-light-u1s-fractal_light-physics-and-mathematics-th-12/
  2. il moto orbitale della luce dentro un BH (buco nero) “non esce dal BH” se la traiettoria è ordinariamente NON radiale. Se la traiettoria fosse esattamente radiale, infatti, ciò avverrebbe in  una eccezione della fisica: ovvero una “evaporazione da un BH” in cui un deficit di massa che si fonde supera -con la pressione radiativa- il precedente confine di Sch .. facendo arretrare la frontiera, ordinariamente pari a rs e di massa stabile (se non assimila altra massa o non fonde quella assimilata), e quindi una parte della radiazione interna al BH “evapora”, e lo fa a velocità anche superiori a quella della luce.(*)
    (*)
    Come è dimostrabile –la meccanica della evaporazione di tipo deterministico–sempre dalla geodesic_eq in una forma particolare detta da Amadori(fisico) e Lussardi(matematico) “forma di Fermat”. Uno studio di ciò al link: seguente: https://6viola.wordpress.com/2017/05/11/dynamics-of-light-u1s-fractal_light-physics-and-mathematics-th-12/
    Inoltre il comportamento di una stella che emette luce ordinariamente, e/o di un BH che emette luce sporadicamente, potrebbe essere paragonato con lo spostarsi della frontiera calcolata con il raggio di Sch .. al pulsare di un cuore: (1)(compressione) .. quando il cuore si comprime espelle il sangue (la stella espelle radiazione di luce)
    (2)(espansione) .. quando il cuore si espande richiama a se il sangue (la stella assorbe materia). Dunque un pulsare che è meglio descritto dalla fluido dinamica di Gauss che dalle equazioni di Einstein, se siamo dentro la frontiera di rs.

Questo fa sì che la luce percorre distanze abnormi che possono fare giungere fino a “vedere”(°)  una massa additiva “tale che” .. se la massa stimata ufficialmente per U1 fosse tutta concentrata in un nucleo (anziché distribuita) -allora- si vedrebbe subito matematicamente quanto deve essere la massa tot di U1 tale che U1 si comporti come un BH! (Ma U1 “NON è un BH ortodosso”, ma un “BH a massa distribuita”!).

Basterà, per convincersene, risolvere la seguente equazione, in ipotesi che la CMB sia la frontiera di U1, che alcuni chiamano “orizzonte degli eventi di U1” in quanto la lunghezza d’onda più allungata(*) che rileviamo dalla profondità del cosmo.
(*)
(anche detta “stirata” tanto più quanto è maggiore la distanza da cui proviene o tendente al rosso)
more info:
https://it.wikipedia.org/wiki/Spettro_elettromagnetico

PONENDO:

rs_U1=47 miliardi di A.L.=2GM/c^2(*)
(*)
Stiamo ipotizzando che rs indichi sia il raggio di Sch di U1, ed anche il max raggio di U1, ed infine anche la distanza dal centro di U1 (dove è la Stella che nel seguito sarà chiamata S@1) alla frontiera della “cupola della CMB”, ovvero dove i fotoni risentono di una “Bolla Gravitazionale”.

Nella precedente espressione, se si è posto rs=alla distanza CMB,  ne segue che ..
“solo M è incognita”! (°)
(°)
(che ricaveremo per una prima stima dell’ordine di grandezza nelle ipotesi citate).

essendo note:

i1) la distanza rs_U1=47*10^9 A.L.
fattore di conversione da A.L. -> metri ..
f=9.461E15
Da cui:
rs_U1(in metri)=r_CMB=(47E9)*(9.461E15)=4.446670E26 metri

i2) G=6.67E-11

i3) c^2=9E16 metri/sec

sostituendo (in rs_U1=2GM/c^2) tali valori si ottiene:

M_U1=(c^2*rs)/(2G) e dunque:

M_U1=3.000002248875560E53 kg. (da Sch.)

avendo trascurato M_S@1, nel calcolo, poiché (M_S@1=1E45 kg) << (M_U1=3E53 kg)

Se invece si calcola la massa di U1 dal valore della densità secondo la densità ufficiale e il volume ufficiale al link seguente si ottiene

M_U1’= ρ*Volume_U1

dove Volume_U1 ufficiale=4*10^80 m^3 = 4E80 m^3

simile a Volume_U1=4.18*(4.4E26)^3=3.5E80 m^3 sul raggio della CMB

ρ = 10E-30 gr/cm^3 = 10E-27 kg/m^3 = 1E-26 Kg/m^3

Da volume ufficiale V=4E80 m3, moltiplicando ρ*Volume ufficiale:

M_U1”=4.0E54  kg > della Massa fino alla CMB ricavabile dalla ipotesi=circa 3E53 kg (calcolata sopra).

M=3E53 kg però realizza un BH distribuito, grazie alla densità.

Dove M=1E53 kg = stima ufficiale di U1, vedi figura precedente, è simile alla M= 3E53 kg.
(M=3E53 kg .. ricavata in “i3” qui sopra).

Dunque (negli ultimi passaggi qui sopra),  stiamo NON ripetendo “i3”, poiché estrapoliamo con densità*volume per il calcolo della massa di U1 ..

inoltre il dal calcolo densità, questa volta ufficiale, per volume:

M_U1’=ρ*Volume_U1=(1E-26)*(4.18)*(rs)^3=

(1E-26)*(4.18)*(rs)^3=(1E-26)*(4.18)*(4.446670E26)^3 = 3.675274429894530000000000000000000000000000000000000000E54 kg

dove M_U1’=3.76E54 kg > 1E53 kg ufficiale.

avendo utilizzato rs come il raggio associato a 47 miliardi di A.L.

rs_U1’=rs_CMB=4.4467E26 metri=47 miliardi di A.L.

rs_U1 al raggio della CMB può essere calcolato anche secondo la formula seguente:

ricordiamo che

rs_U1=2*G*M_U1/c^2=4.4E26 metri

dove:

M_U1=3.000002248875560E53 kg.

(si veda sopra in “i3”)

poiché, inoltre, ..

rs_Milky=15E9 A.L.

rs_U1=rs_CMB=47E9 A.L.

M_Milky?

dal Link seguente:
https://en.wikipedia.org/wiki/Milky_Way

0.8 vs 1.5 masse solari

considerando 0.5 anziché 0.8

considerando 2E30 Kg la massa del Sole

https://it.wikipedia.org/wiki/Sole

M_Milky=0.5*(E12)*(2E30) kg=1E42 kg

se

M_S@1= circa 10^3*M_Milky=1E45 kg

da cui

rs_S@1=2GM/c^2=1.47E18 metri

Riassumendo:

il primo metodo di ottenere la massa di U1 alla distanza CMB è da Sch:
(vedi “i3” precedente)

M_CMB=circa 3.00E53 kg (da Sch.)

ottenuta, quindi, da rs_CMB=2GM/c^2, grazie al raggio

rs_CMB=4.44667E26 metri (ottenuto con raggio CMB=47 miliardi di A.L. in metri).

il secondo metodo di ottenere la M_CMB è dalla densità:

infatti, dalla sola densità media, risulterebbe se il raggio rs_CMB=4.4E26 metri

M_CMB_da_densità=3.56E54 kg=(1E-26)*(3.67E80)=densità*volume

Quindi ..

“c’è circa una coincidenza tra la massa ricavata per densità e per le condizioni di Sch!” solo se ..

ipotesi_1:
si suppone che U1 abbia un raggio maggiore della CMB, ed una massa maggiore di quella ufficiale =1E53Kg, e dunque del valore 3.56E54 kg ricavabile dalla densità ufficiale per il volume ufficiale.

Volume ufficiale di U1=4E80 m^3
densità ufficiale di U1=1E-26 kg/m^3

Inoltre moltiplicando il volume ufficiale*densità ufficiale si ottine:

M=4E80*1E-26=4E54 kg. > 1E53 kg che è il valore ufficiale della massa.

ipotesi_2:
si suppone che la “densità media di U1 ufficiale” sia un valore eccessivo.
Il calcolo coerente che darà la stessa sintesi sia dal calcolo di Sch, e sia dalla formula della Massa=densità per volume, vedremo che però varia di poco dal valore ufficiale.

Nel seguito spiegheremo perché la ipotesi_2 ( da noi scelta) è la ipotesi coerente con la fisica e con la matematica ..

Da tutto ciò, già esposto, infatti, si può dedurre che –poiché alla frontiera CMB– U1 si comporta come un BH di massa concentrata in S@1 (già stimata come 10^3 volte la massa di Milky) e -però- ANCHE una massa distribuita! ..

Inoltre U1 deve avere circa la stessa densità media di quella ufficiale.

Solo così -allora- U1 raggiungerà al raggio della CMB una “massa critica” tale che abbia l’effetto ottico che osserviamo sulla CMB.(@)
(@)
Nel software, nella prima sperimentazione abbiamo lasciato la densità ufficiale per verificare quale fosse la distanza effettiva in cui si abbiano le condizioni critiche di creare un BH distribuito, ma il raggio risultante in cui si crea un BH, secondo la densità ufficiale, risulta -erroneamente- circa quello occupato dalla galassia Milky(#).
Viceversa abbassando (di poco) la densità media tale da soddisfare la massa nella formula di Sch:
rs=2GM/c^2 tale che rs=47 miliardi di A.L. la densità risulta leggermente minore di quella ufficiale e soddisfa sia il calcolo per densità che per Sch.
(#)
raggio, ottenuto con la densità ufficiale, misurato dal centro di U1, (o se preferite dal Big Bang, come posizione). Cioé r=c*t0=15 miliardi di A.L.

Per verificare la densità! .. basterà dividere la massa totale stimata per U1 = M*(al fine che si comporti da BH di massa distribuita in rs=4.4E26 m= 47 miliardi di A.L.) per il volume di U1 (che termini in 47 miliardi di A.L.)

ρ=M*/V*

dove

Volume_U1=V*=(4/3)*(3.14)*r^3=4.18*r^3=4.18*(4.4E26)^3= 3.67520004384036E80 m^3

(quasi identico al volume ufficiale 4E80 mc^3)

laddove, infatti, la stima ufficiale è V*=4E80 m^3 al link seguente:

Poiché dalla formula di Sch. abbiamo già trovato (vedi sopra) che

M*=3E53 kg=3.000002248875560E53 kg.

ρ_MOD=M*/V*=3,000002248875560E53 kg./3,67520004384036E80 m^3

ρ_MOD=M*/V*=0,816282709264647E-026 (simile a 1E-26 Kg/m^3 ufficiale)

laddove il valore ufficiale era 1E-26 kg/m^3

Nel nostro modello: 1-6-2017

  1. confermo la r_CMB=4.4E26 metri
    r_CMB=
    4.44666666666667000000000000E26 metri
  2. confermo (circa) il volume ufficiale: il V_U1=volume_CMB=4.18*(r_CMB)^3=
    3.67519177878519000000000000E80 m^3
    (circa valore ufficiale 4E80 m^3)
  3. dovrei alterare la densità ufficiale=1E-26 kg/m^3 poiché la dovrei dedurre coerente con densità_U1=M_U1/V_U1, laddove la M_U1 deve essere dedotta per essere coerente al modello di Sch, dalla formula seguente: rs=2GM/c^2 ->
    M_U1=(rs*c^2)(2G)=3E53 kg
    (circa M=1E53 kg che è il valore ufficiale della massa)
    densità_U1=M_U1/V_U1=3E53 kg/3.67E80 m^3= 3E53/3,67519177878519000000000000E80 = 8,16283933077264E-028 kg/m^3
  4. quindi densità_U1_teorica=8,16283933077264E-028 kg/m^3
    in ipotesi che raggio_CMB=47 miliardi di ani luce. Si rinvia questo studio al “modello del 6-6-2017” (seguente).
  5. Da cui porremo in questo primo modello density0=1E-26 kg/m^3 che è a densità ufficiale!


Nel nostro modello: 6-6-2017

  1. confermo la r_CMB=4.4E26 metri
    r_CMB=
    4.44666666666667000000000000E26 metri
  2. confermo (circa) il volume ufficiale: il V_U1=volume_CMB=4.18*(r_CMB)^3=
    3.67519177878519000000000000E80 m^3
    (circa valore ufficiale 4E80 m^3)
  3. ALTERO la densità ufficiale=1E-26 kg/m^3 poiché la dovrei dedurre coerente con densità_U1=M_U1/V_U1, laddove la M_U1 deve essere dedotta per essere coerente al modello di Sch, dalla formula seguente: rs=2GM/c^2 ->
    M_U1=(rs*c^2)(2G)=3E53 kg
    (circa M=1E53 kg che è il valore ufficiale della massa)
    densità_U1=M_U1/V_U1=3E53 kg/3.67E80 m^3= 3E53/3,67519177878519000000000000E80 = 8,16283933077264E-028 kg/m^3
  4. quindi densità_U1_teorica=8,16283933077264E-028 kg/m^3
    in ipotesi che raggio_CMB=47 miliardi di ani luce, ma poiché la misura di 47 miliardi di A.L. potrebbe non essere precisa, aumentando la densità_U1_teorica alla densità_U1_Ufficiale=1E-26 kg/m^3 la convergenza dovrebbe avvenire senzaltro prima della distanza 47 miliardi di A.L. e dirci quale è la distanza effettiva della CMB, non dal centro di U1, da cui è 47 miliardi di A.L., come r_CMB=3.14*rg=3.14*15 miliardi A.L.=47 miliardi di anni luce, ma la distanza tra noi e CMB!
  5. Da cui porremo density0=8,16283933077264E-028 kg/m^3

INDICE:

Bene, con tali valori, potremo allora eseguire -nel seguito- due simulazioni principali:

§1.PARTE PRIMA

La orbita di Milky attorno ad S@1

§2.PARTE SECONDA

La orbita di un fotone che parta dalla frontiera della Stella S@1, però supposta circa BH, quindi da rs+epsilon di S@1, e ne seguiremo

  • la traiettoria prima orbitale attorno a rs+epsilon (eseguirà due rotazioni nelle nostre ipotesi di Cauchy).
  • la traiettoria quando il fotone -a causa della forza di Mach- è espulso dalla “corona del BH S@1″=rs+epsilon e comincia a muoversi in modo radiale al BH della ex stella S@1.

Il tutto grazie ad un software ad hoc, suddiviso in più parti per causa del “passaggio dei parametri” da un software a quello successivo, in quanto le capacità di calcolo di un computer ordinario .. tendono a saturarsi alle distanze extra galattiche, implementando le geodesic_eq, come da noi modificate, per tenere conto della densità del cosmo mentre ci si allontana da S@1, che sostituisce –S@1– la vecchia teoria del “Big Bang” -in quanto- in questa nuova teoria .. che chiameremo “TEORIA DELLA STRUTTURA DI U1” .. le distanze -in U1- sono circa stabili! .. e consentono la rotazione non solo interna alla galassie, ma anche “esterna delle galassie” .. attorno ad S@1! .. che sostituisce l’esplosione iniziale, in favore della formazione di stelle e galassie e universi per cause extra universo U1, che usiamo chiamare TRANS-Ui, cioé “oltre il nostro U1”, essendovi altri Ui.

§1.PARTE PRIMA

La orbita di Milky attorno ad S@1

Sappiamo dalla dinamica NON relativistica che riguarda i pianeti, che quando un pianeta o una struttura reticolare (si veda l’articolo THE NET)(*) orbita attorno ad una massa centrale

F=m*an=mGM/r^2=v^2/r

in ipotesi che le masse implicate m, ed M, siano tali che la forza inerziale di m riesca a bilanciarsi con la forma gravitazionale.
(*) THE NET, al link:
https://6viola.wordpress.com/2016/11/10/einsteins-orbit-theorem-of-the-net-tufanos-second-geodesic-theorem-mathematics/

Nel nostro caso noi sappiamo solo che v (la velocità) è circa tangenziale, poiché l’orbita non è un cerchio ma una ellisse, ed inoltre possiamo solo supporre che r=c*t0=15 miliardi di A.L.

Dalla espressione precedente -però- possiamo ricavare, senza sapere v=circa v_TG, che

v^2=GM/r

Poiché NON conosciamo né la massa centrale M, e né v=v_TG, sembra impossibile che possiamo stimare M.

Però dalla esperienza dei pianeti del sistema solare sappiamo che il Sole è circa 99,9% della massa di tutti i pianeti.(**)
(**) 3° rigo dall’alto verso il basso al link seguente:
https://it.wikipedia.org/wiki/Sole

Inoltre la massa della Terra in rapporto a quella del Sole vede

Massa Terra=6*10^24 kg (circa)
Massa del Sole=2*10^30 kg (circa)

Quindi un fattore (per i pianeti in genere)
circa 1*10^3 vs 1*10^6 (tra 10^3 vs 1 milione)

Poi possiamo mettere i valori nelle geodesic_eq osservando la “risposta libera del sistema” ponendo rpunto0=0, e quindi imponendo -in questo modo- che la velocità di test sia solo tangenziale.

Se l’orbita descritta dal sistema che ci sarà restituita in output descrive una ellisse (circa un cerchio) che ribatte il valore a zero gradi con quello a 360° gradi -allora- la massa M era quella che consente il moto orbitale!

Con tale tecnica di test abbiamo

  1. stimato la massa di Milky = M_Milky=M_Milky=0.5*(E12)*(2E30) kg=1E42 kg
    se M_S@1= circa (10^3)*M_Milky=1E45 kg
  2. sostituendo M=1E45 kg nella espressione seguente si ricava in ipotesi che sia rs_S@1=1.47E18 metri .. infatti .. (segue) ..
    rs_S@1=2GM/c^2=1.466666666666670000E+018 metri << r0=1.419150E26 metri ($r0=1.41915E26; nel software che segue); ($rg=1.47E18 nel software seguente: vedi foto “S@1-22-5-2017-b”) con esito: ok! ;
  3. trovato, quindi che con 10^3*M_Milky=1E45 kg  il sistema S@1 consente una orbita circolare attorno a S@1.

Il software che dimostra queste posizioni è il seguente:

il test con M=10^3*M_Milky=1E45 kg: ok!
Software simulazione S@1 (§1.PARTE PRIMA)
nome del software: “S1-22-5-2017-b”§1.1

dettaglio sulle posizioni di Cauchy del software precedente (test-2):

(1)

M@1=(10^3)*M_Milky=(10^3)*1*10^42 kg= 10^45 kg

M@1=10^45 kg (grazie a M@1=10^3*1E42Kg=10^3*M_Milky)

*(2)(nel software -> $rg)

rg=2G(M@1)/c^2=

$rg=1.48E18 metri

con G=6.67E-11; M@1=10^47 kg

$rg=1.482222222222220000E18 metri

*$rg= 2*G*(10^45)/c^2=1.4822222222222200000E18 metri

*(3)(nel software -> $r0)

*$r0=(15*10^9)*(9.461E15)=1.41915*10^26 [m]

(4)

Co=2*3.14*r0=8.912262E26 metri

(5)

Essendo v^2=GM/r

vo=rad[GM/r0]

G=6,6E-11
M=M_S@1=10^45 kg
r0=1.41915*10^26 [m]

vo=21679.47526294 m/s

vo=2.167947526294E4 m/s

21679,47526294

(6)

calcolo del periodo di rotazione:

omega*r0=(2*pi/To)*r0=vo

To=(2*pi*r0)/vo=Co/vo=

Co=2*pi*r0=8,91E+026

To=Co/vo=8.912262E26 metri/2.167947526294E4 m/s=

To=4.1109214553892300000000E22 sec

*(7)(nel software -> $ds)

calcolo di ds

$ds=To/360 =

corrisponde a campionare ogni grado di 360°

$ds=To/360=4.1109214553892300000000E22 sec/360

$ds=114192262649701000000 sec

*$ds=1.14192262649701000000E20 sec

*(8)(nel software -> da $ds calcolo di $fipunto)

$fipunto0=f1-f0/ds=

$fipunto=0.0174532925199433/1.14192262649701000000E20 rad/sec

*$fipunto=1.52841288148247E-022 rad/sec

i precedenti (orbita attorno a S@1 di Milky e altre Galxy) hanno avuto convergenza !

Milky ruota attorno alla protostella S@1!

§2.PARTE SECONDA

Se nella “PARTE PRIMA” abbiamo scoperto -in base alla logica frattale sensibile al contesto- che anche le galassie ruotano attorno ad una massa centrale in modo orbitale stazionario, contrariamente a ciò che dice la teoria del “Big Bang” che invece presuppone una espansione a velocità v=c pari a quella della luce per la nostra galassia(*)
(*)
La quale cosa, la velocità di Milky v=c, potrebbe ancora essere, ma come velocità di U1 rispetto ad un riferimento esterno ad U1, quindi ad un Ui, un Universo Adiacente.

Cosa ci proponiamo di dimostrare in questa “§2.PARTE SECONDA?”

Ci proponiamo di dimostrare che U1 non è un BH ordinario per massa concentrata in S@1!

Bensì -in S@1- vi è solo la massa per i moti orbitali della galassie locali ad S@1!

La massa “straordinaria” che rende “U1 un BH a densità distribuita!” che collima sulla frontiera della CMB (radiazione cosmologica di fondo) è quindi non in S@1!

Dove è?

E’ distribuita!

Sempre configurando un moto centrale delle galassie attorno a S@1 .. si deve immaginare S@1 come una macro stella, oggi quasi spenta, da cui -se partono dei fotoni- “vogliamo vedere MATEMATICAMENTE” la orbita di questi fotoni  appena usciti dalla zona rs_S@1 fino ad arrivare al raggio r_CMB.

Questo “viaggio” -però- non può essere fatto semplicemente con le equazioni di Einstein, come risolte da Schwarzschild!

Poiché Sch. presuppone -per i BH- solo masse concentrate!

Dovremo allora modificare la formula del raggio di Sch! .. perché noi vogliamo considerare anche la “massa distribuita” e anche se poca su piccole distanze, può divenire abnorme su grandi distanze! .. quindi la massa “centrale” avrà due parti! .. la prima parte è la vecchia M_S@1 .. la seconda parte si incrementerà della massa che il fotone si lascia alle spalle ed è NON influente sulla orbita del fotone finché non raggiunge un valore critico pari alla massa che fosse necessaria a rendere la dinamica complessiva un BH!

La formula originaria di Sch. era la seguente:

rs=2GM/c^2

M=M_centrale

La formula, modificata da Tufano, sarà la seguente:

rs’=2G(M_tot)/c^2

M_tot=M_centrale + M_distribuita

Poiché il nocciolo centrale è poco influenzato dal computo della M_distribuita

essendo la

M_distribita = ρ * Volume

dove il Volume=4.18*(raggio)^3

possiamo prendere come raggio la distanza dal centro orbitale di Milky

Sappiamo dalla analisi della “§.1 PARTE PRIMA” il raggio non di S@1, come dimensioni della Stella, ma il suo raggio rs_S@1 nella ipotesi che sia un BH!

Anche il Sole ha un suo rs_Sole, senza essere un BH!

Come è noto (almeno dai nostri articoli precedenti in cui abbiamo esaminato il moto di un fotone che orbita presso un BH a distanza rs+epsilon si veda il link seguente):
https://6viola.wordpress.com/2017/05/11/dynamics-of-light-u1s-fractal_light-physics-and-mathematics-th-12/

.. ed in particolare ci riferiamo alla figura seguente che è il grafico di un moto di fotone ad rs+epsilon:

ovvero al relativo zoom:

Ebbene, si può verificare (dalla simulazione software associata all’articolo citato) che la luce rimane circa stabile alla sua velocità ordinaria v=c se -appunto- parte da rs+epsilon.

Quindi anziché fare partire il nostro fotone in modo radiale dalla corona di una stella lo mettiamo in condizioni di emergere o da rs, oppure dalla corona di S@1:

In entrambe i casi il fotone assumerà

  • un modo radiale sulle grandi distanze! 
  • la velocità di “crociera” (su grandi distanze) inizialmente tutta tangenziale diverrà, quindi, dopo poche rotazioni (dipendenti dalla grandezza dell’epsilon che si aggiunge ad rs) di tipo radiale e circa del valore della usuale velocità della luce.
  • la velocità del fotone nel caso di simulazione con massa ADDITIVA (m_ADD) a quella originaria (ed è il caso della attuale simulazione) sentita nel nucleo gravitazionale da cui si allontana tenderà ad aumentare leggermente la velocità della luce, come è tipico del moto radiale già dall’inizio del moto se il moto è solo radiale e quindi tanto più accelerato quanto è maggiore la massa del BH, se il raggio è fuori della frontiera del BH, ad esempio per una evaporazione.

Le due condizioni di partenza seguenti –per il fotone– ci saranno indifferenti sulle grandi distanze ..

  1. o perché si allontana da un BH essendo partito in modo tangenziale alla frontiera rs (in caso contrario rimarrebbe interno al BH e dovrebbe aspettare una “evaporazione di Hawking”; che però noi non pensiamo quantica nella modalità di Heisenberg, ma meccanicistica per difetto di massa trasformata in plasma che diminuisce il raggio del BH)
  2. o perché è emerso dalla corona di S@1 in modo radiale come nel caso del Sole.

Infatti, utilizzeremo la “FORMA di Fermat” , (come la chiamano Amadori Lussardi) e la modificheremo (dunque una “FORMA di Fermat/Tufano”) perché il software computi -con l’aumento della distanza dal punto di partenza- ANCHE l’aumento di volume, e quindi anche l’aumento di massa che il fotone si lascia alle spalle del suo andare verso il raggio CMB.

Graficando il software seguente, si vedrà -allora- proprio ciò che ci aspettavamo:

il fotone che viaggia a velocità v=c (*) sia che emerga da S@1 e sia che entri nella “Bolla Gravitazionale di U1 da altri Ui, purché v=circa c, assumerà una dinamica di fermarsi (circa) sul raggio CMB, grazie alla configurazione a BH_distribuito di U1: TEORIA della STRUTTURA di U1.
(*)
o meglio attorno a tale velocità, v=c, perché esistono nostri articoli che mostrano che la luce si può comportare in “modo tachionico” durante una evaporazione quando emergesse in modo radiale e ciò è calcolabile proprio dalla “FORMA di Fermat non modificata”: si veda -ad esempio- il link seguente:
https://6viola.wordpress.com/2017/04/08/dynamics-of-light-tufanos-8th-theorem-teoria-della-anti-gravitazione-universale/

Verifica del software e commento

inizializzazione del software:

*(a)

$G=6.67E-11; (da correggere nel software!)

*(b)

$c=3E8;

*(c)

$cQ=$c*$c;

*(d)

*$rg_i=$rg= 2*G*(10^45)/c^2=1.4822222222222200000E18 metri

$rg_i .. è l’ex rg ed in particolare rif. massa M_S@1=10E45 kg

*(e-1)

*density0=1E-26 kg/m^3

*(e-2)

$r0=1.4822233333333300000E18;//rg_i+epsilon S@1 generi fotoni x la cupola CMB

$r0 .. è $r0=rg_i+epsilon (ho incrementato dalla 5 cifra dopo la virgola)

*(f)

$VOLUME0=4.18*$r0*$r0*$r0;

*(g)

$Mx0=$density0*$VOLUME0;

*(h-1)

$rg0=$rg_i + (2*$G*$Mx0)/$cQ;

*(h-2)

$rg0=(2*$G*$M_typ)/$cQ + $(2*$G*$Mx0)/$cQ;

Nota Bene: deve essere $rg0 < $r0 (nelle fasi iniziali!) .. altrimenti M_ADD=Mx0 .. (dove Mx0 è massa additiva a causa della densità) .. andrebbe computata solo fuori della sfera $rg_i.

Ma poiché M_ADD diviene rilevante solo su distanze “extra-galattiche”(*) si può lasciare nella forma attuale e verificare che comunque il fotone si distanzia dal raggio $rg_i (oppure no, dipende dal tipo di r0 scelto). Se invece il fotone precipitasse .. significherebbe che il punto di partenza, $r0, NON era esterno al BH.
(*)
(ed in particolare “dirimente” il raggio_U1, infatti i fotoni a tale distanza “tornano indietro!” .. e noi a causa di ciò li vediamo dalle foto del Satellite Planck!)

Si noti che la forma attuale di rg0 è di tipo “INCREMENTALE” e non era prevista nella formulazione classica di Sch. “finora” ed è la innovazione principale della forma di Fermat dovuta a TUFANO.

*(i)

calcolo $ds:

Nelle ipotesi di fotone orbitale esterno a zona BH ..

abbiamo un triangolo:

cateto lungo = r0

cateto corto = h

ipotenusa = r1

poiché c=spazio/tempo=h/$ds ricaviamo

$ds=h/c

3-6-2017: metodo tangenziale (nel calcolo di $ds)

Poiché per una buona grafica oltre che c=h/$ds

vale anche h=circa (1/10)*rg=0.1*r0=0.1*(1.48E18) metri

con tale impostazione otterrei

3E8=1.48E17/$ds

esplicitando $ds=1,48E17/3E8=4.93E8 sec

Se -invece- pongo:

  • $ds=1/3*E8 poiché è inferiore a 4.9 E8 sec

poiché ipotizzo c=h/$ds devo ora calcolare h=h_new dalla relazione precedente!

  • h_new=c*$ds=3E8*(1/3)*E8=1E16 metri

calcolo di r1

  • r1=rad(h_new^2+r0^2)=1.48E18 metri (circa)

sin (f1) = h_new/r1=0,00674646 (circa)

f1=ARCSEN(0,00674646)=0,00674651 (circa)

fipunto0=(f1-f0)/$ds=f1/$ds=0,00674651/(1/3*E8)=2.0239E-10

(questo, in ultimo, è circa il valore nel software)

3-6-2017: metodo radiale (per il calcolo di ds solo quando l’orbita è rettilinea)

pongo

$ds_new=10*(1/3*E8) sec poiché ora l’intervallo di campionamento insegue un moto radiale.

poiché ipotizzo stabile la velocità del fotone che si è stabilizzata ad un valore leggermente superiore a 3E8, allora, la relazione tra lo spazio ed il tempo sarà c’=rpunto0(input al programma)=spazio_x/$ds_new.

dovrei ora calcolare spazio_x dalla relazione precedente!

ma dal programma software ..

r1=r0 + rpunto0*$ds

da cui .. sarà il programma stesso a calcolarsi il nuovo r1!

sarà ancora il programma ad aggiornare rpunto e gli altri valori grazie al nuovo ds avendo calcolato rduepunti e fduepunti che possono variare entrambe anche se fi è quasi fermo perché fipunto varia e fiduepunti varia!

in merito a f1 basterà ugualmente un passaggio dei parametri, poiché f1è stabile e .. provvederà il programma a fare gli aggiornamenti!

3 giugno 2017

prosegue -nel seguito- l’esame della inizializzazione del software per l’esame della CMB:

*(l)

$fi0 = 0.0;

*(m)

calcolo di fipunto0:

dal punto “(i)” precedente sappiamo f1

sapendo che

$fipunto0=(f1-f0)/$ds ricaviamo

$fipunto0=0,00674651/[(1/3)*E8]=2,023953E-010 rad/sec

*(n)

$rpunto0 = 0; // ipotesi moto tangenziale, nelle fasi iniziali del moto.

*(o)

*$ni =7 000 000;// numero di campioni max nella simulazione computer n°1

*(p)

$ACC = 0.0; // accumulatore utilizzato in $ACC=$ACC+$ds;

ci consentirà di graficare il tempo di elaborazione:

echo “t1: = $ACC

*(q)

$v_TOT = 0.0;

scomporremo il moto in velocità radiale grazie ad rpunto & velocità tangenziale grazie a v_TG da cui potremo “osservare” anche la evoluzione del moto da tangenziale a normale.

$v_TG = 3E8; // valore di inizializzazione nelle fasi iniziali.

*(r)

la seguente è la “forma di Fermat” (vedi Amadori/Lussardi) in rif. alla accelerazione rduepunti:

$rduepunti0 = ($rg0 / (2 * $r0 * ($r0 – $rg0))) * $rpunto0 * $rpunto0 + ($r0 – $rg0) * $fipunto0 * $fipunto0;

Si noti che al posto di rg, si è scritto:

$rg0, si veda -qui sopra(*)– nella spiegazione rif. a rg0, la modifica da rg fisso a rg0 con struttura incrementale.
(*)
sezione (h)
l’articolo originale al link seguente Cap 4, pag. 105 vs 107:
https://www.matematicamente.it/appunti/relativita/

*(s)

“forma di Fermat” in rif. alla accelerazione fduepunti:
$fiduepunti0 = – (2 / $r0) * $rpunto0 * $fipunto0;

segue il software già collaudato:

prima parte del listato:
new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1.php

(compare anche la dicitura “G-spam” perché la densità spam considerata inutile al computo e quindi spazzatura, su scale extra galassiche assume un peso prediminante)

Software simulazione U1 (§2.PARTE SECONDA)
nome del software: new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1.php §2.1 (continua in §2.2)

Software simulazione U1 (§2.PARTE SECONDA)
nome del software: new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1.php §2.2

seconda parte del listato:
new-d-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1.php

ANALISI del software qui sopra

è stato possibile iterare il software fino a 7 milioni  iterazioni con un primo computer con sistema operativo windows 7 e processore i7 pentium a 2.8 GHz di frequenza.

Però la distanza max percorsa era r=circa 1E24 << 4.4E26 metri

A questo punto si poneva una scelta (nota bene: una analisi di dettaglio dei passaggio per arrivare fino al valore di circa 7 milioni di iterazioni segue, ma ora stiamo seguendo la “corsa del fotone” per vedere se è arrivato alla distanza della CMB e cioé circa 47 miliardi di ANNI LUCE!) ..

1° scelta:

Si poneva la scelta se cambiare computer, come abbiamo poi fatto per vedere se su sistema imac (con server già incorporato Apache) il numero max di iterazioni fosse maggiore, oppure no.

2° scelta:

“Il passaggio dei parametri”:

Nelle tecniche software c’è il concetto di “chiamata del sottoprogramma”. Significa che gli si danno (al sottoprogramma) dei parametri di input e il sottoprogramma ci restituirà dei parametri di output.

Ciò è utile per fare svolgere un calcolo, come nel nostro caso, che può avere una saturazione se si parte dallo stesso punto iniziale (o status iniziale), ma la saturazione non avverrà allo stesso stato finale .. se si aggiorna su una parte della esecuzione già acquisita il punto di inizio del calcolo!

L’analisi di dettaglio dell’output mostra infatti che il fotone a partire dalla distanza iniziale r=rs_S@1+epsilon = circa 1.47*10^18 metri .. prima con due giri orbitali e poi in orbita quasi rettilinea .. si lancia nel 4° quadrante (era partito dal 1° quadrante nella nostra simulazione) a circa 675° verso la distanza CMB, ma raggiunge la distanza max rispetto alla elaborazione sul 1° computer di windows7 (dopo 7 milioni di iterazioni) pari ad
r(di 7 milioni di iterazioni)=circa 1.03*10^24 metri (e sia in presenza che in asssenza della densità ADD nel computo)
laddove la CMB è alla distanza di r=4.446670E26 metri

Dunque la soluzione poteva essere trovata sia con un computer che riuscisse a calcolare -senza saturarsi nel calcolo- fino a 4E26 metri, oppure con il “passaggio dei parametri”.

Abbiamo quindi proceduto -prima- a verificare la possibilità di uso di un computer (sarà il 2° computer su sistema operativo imac) a prestazioni maggiori ed effettivamente siamo riusciti a spostare il numero di iterazioni (senza ancora passaggio dei parametri) fino a 60 milioni di iterazioni max!

Dal file dei risultati (modello 1-6-2017): (vedi in fondo all’articolo “ALLEGATI”)

Come si vede, il passaggio dei parametri è stato fatto nei seguenti passi:

  1. programma base da 0 a 60 milioni di iterazioni
    new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1-60-a-1.PHP
    ($ds=4.94E8 sec)
  2. passaggio parametri da 60 milioni a 120 milioni
    new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1-60-a-1-succ.PHP
    ($ds=4.94E8 sec)
  3. passaggio parametri da 120 milioni a 180 milioni
    new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1-60-a-2.PHP
    ($ds=4.94E8 sec)
  4. passaggio parametri da 180 milioni a 240 milioni
    new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1-60-a-2-succ.PHP
    ($ds=4.94E8 sec)

Poiché nonostante tutto il valore di r, e della massa, erano ancora lontani dai valori critici, e la velocità della luce anziché decrementare (condizione tipica di inversione perché dentro un BH) invece -la velocità misurata con rpunto- aumentava ..

.. abbiamo dovuto adottare un cambio di strategia, tenendo conto che il moto ormai si era stabilizzato in modo radiale!

Abbiamo allora modificato il $ds_old -> in $ds_new=10*$ds_old e eseguito il passaggio dei parametri per vedere se riuscivamo a completare il viaggio del fotone ..(*)
(*)
Sulla modifica del passaggio dei parametri si può leggere la sezione precedente al punto:
“3-6-2017: metodo radiale (per il calcolo di ds solo quando l’orbita è rettilinea)”

Il primo fatto interessante che i dati, di output, una volta esaminati, mostrano .. è il seguente:

La velocità di fuga di un fotone senza il computo della densità distribuita va velocemente a saturarsi se parte da 3E8 metri/sec=V_TG, appunto in modalità TG=tangenzale, e poi assumerà tale valore  -> “in modo radiale al BH” .. che fosse incontrato -il BH- inizialmente e lateralmente nel passaggio di un fotone vicino ad un BH.

Nei due modelli implementati, VICEVERSA, l’aumento di massa alle spalle di un fotone aumenta la velocità, e la farebbe esplodere in prossimità della frontiera di rs, se la massa fosse distribuita in modo infinitesimale. Ma per la logica che gli incrementi -nel software- sono alle differenze finite, ciò corrisponde a una sorta di quantizzazione. Tale tipologia di “quantizzazione” porterà che in una specifica iterazione il fotone si troverà prima ancora esterno alla frontiera di un BH distribuito, e poi interno, e quindi cambierà verso alla velocità puntando al centro del BH come nel caso di BH a massa concentrata. Da questa situazione il modello non sarà più utilizzabile per molte ragioni: scoperta la frotniera della cupola di reverbero della CMB, il BH distribuito non è più descritto dalla architettura degli attuali modelli proposti, ma solo dai modelli di Gauss. Del resto il fotone accelerava in specie nella vicinanza della frontiera quando era ancora alle sue spalle, come se la massa da cui “fuggiva” fosse concentrata alle sue spalle. Una volta che ha invertito il senso di marcia, quella massa prima creata dall’aumento di densità non si comporta più come una massa concentrata. Ma vede il fotone in un normale comportamento dopo avere invertito il moto con davanti a se solo massa distribuita e a distanza non rilevante la stella S@1. Dunque, la situazione classica di un fotone che ha cambiato la lunghezza d’onda per la molta distanza già percorsa e che cambierà ulteriormente -nella deformazione della lunghezza d’onda- non solo perché parte dalla CMB, ma anche per la ulteriore distanza che lo separa (da quello status iniziale di “ribalzo”) al soggetto che lo osserva dopo averlo ricevuto, come segnale pervenuto.

E’ un risultato, quello attuale, che spiega quindi la “STRUTTURA DI U1” nell’ambito della teoria delle “Bolle Gravitazionali” (come quantità di materia distribuita).

E mette in dubbio della necessità espansiva delle galassie come fattore che giustifichi la struttura del red-shift!

Che non indicando deformazioni lineari, in specie quando proviene dalla frontiera CMB indica che la lunghezza d’onda delle luce può essere modificata non solo dalla distanza di emissione, ma anche dalla tipologia del campo gravitazionale attraversato!

Ma cerchiamo ora di terminare la nostra analisi fino a portare la distanza misurata matematicamente alla distanza CMB .. e osservare il comportamento della luce dentro un BH .. anche se ora il BH non è concentrato, ma distribuito su scale extra galattiche, dalla ipotesi di computare che la densità distribuita alle spalle del fotone che si propaga nel cosmo.

IL PASSAGGIO DEI PARAMETRI:

Abbiamo già detto qui sopra cosa intendiamo con “passaggio dei parametri” e poiché i risultati di uscita del software ci mostrano che non riusciamo a ottenere l’output del software con un solo programma ci accingiamo a fare quanto segue:

  • spiegare la logica con cui salviamo lo “status finale di output”del programma principale=S(tf)
  • spiegare la logica con cui re-inizializziamo lo “status iniziale del sottoprogramma”=S'(ti).

  1. Poiché la velocità del fotone la stiamo misurando, con rpunto, è come visto (come caso di test) .. rpunto(7 milioni iterazioni)=rpunto=52 362 385 metri/sec
  2. Poiché la velocità tende a stabilizzarsi allo stesso valore aumentando le iterazioni.
  3. Poiché [r(t1)-r(t0)]/[t1-t0]= velocità media=circa 52 362 385 metri/sec
  4. Ci mettiamo nelle condizioni di testare la rpunto quando abbiamo 7 milioni di iterazioni
  5. Imporre t1-t0=$ds, cioé “porre r(t1) (sul nuovo software)”=r(t0) (prelevato dal software precedente).
  6. Quindi tutti i parametri di output del predecessore -> saranno dati come valori di input al successore!
  7. Verificheremo che con tale tecnica “il prelievo dello status del predecessore passato al sottoprogramma” -> darà gli stessi risultati ottenuti dalla elaborazione diretta, perché disponiamo di un primo esame fino a 8 milioni di operazioni che ci consente questa verifica di convergenza della tecnica del “passaggio dei parametri”.
  8. Estenderemo la tecnica al secondo computer che è in grado di arrivare a 60 milioni di iterazioni e che però elabora fino ad una distanza r=1E24 metri, mentre a noi serve una elaborazione fino 4.4E26 metri, che è il valore del raggio della CMB anche detto 47 miliardi di Anni Luce, su un alternativo metodo di misura (misurando gli anni luce anziché i metri).

esempio di

operazioni di inizializzazione nel predecessore:

porre:

$ni=7 000 000

if ($ni=7 000 000)

for ($i=2; $i <= $ni; $i++)

lanciare il predecessore.

operazioni di inizializzazione nel successore:

(1) (22° riga)

$ni=8 000 000;

(2) (107° riga)

if ($ni=8 000 000)

(3) (81° riga)

for ($i=7 000 002; $i <= $ni; $i++)

(4) (19° riga)

$fi0=0.0; -> valore prelevato da predecessore in output e messo qui in input;

valore prelevato da predecessore in output e messo qui in input= v(out) -> v(in)

(5) (9° riga)

$r0=v(out) -> v(in)

(6) (20° riga)

$fipunto0=v(out) -> v(in)

(7) (21° riga)

$rpunto0=v(out) -> v(in)

(8) (23° riga)

$ACC=v(out) -> v(in)

(9) (24° riga)

$v_TOT=v(out) -> v(in)

(10) (25° riga)

$v_TG=v(out) -> v(in)

(11) (26° riga)

$i=v(out) -> v(in)

(12) (27° riga)

$y0=v(out) -> v(in)

(13)  (37° riga)

$i=v(out) -> v(in)

ALLEGATI:

simulazione S@1:

  • software utilizzati:
    Software simulazione S@1 (§1.PARTE PRIMA)
    nome del software: “S1-22-5-2017-b”§1.1

simulazione U1: (modello 1-6-2017)

  • software utilizzati:
    Software simulazione U1 (§2.PARTE SECONDA)
    nome del software: new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1.php
    (fino a 7 milioni di iterazioni modello 1-6-2017)

  • Software simulazione U1 (§2.PARTE SECONDA) (è indicato dalle 2 foto sopra).
    nome del software: new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1.php
    (fino a 7 milioni di iterazioni modello 1-6-2017) su computer SO Windows
  • nome del software: new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1-60-a-1.php
    caratteristiche:  su computer SO imac El Captain (confermato nel seguito)
    da i=1 vs 60 milioni di iterazioni; $ds=circa 4.9E8 sec; $density0=1E-26 kg/mc

  • nome del software: new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1-60-a-1-succ.php
    caratteristiche:
    da i=60 vs 120 milioni di iterazioni; $ds=circa 4.9E8 sec; $density0=1E-26 kg/mc

  • nome del software: new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1-60-a-2.php
    caratteristiche:
    da i=120 vs 180 milioni di iterazioni; $ds=circa 4.9E8 sec; $density0=1E-26 kg/mc
  • nome del software: new-d@-geodesic-eq-Bolla-G-CMB-ALL-1-60-a-2-succ.php
    caratteristiche:
    da i=180 vs 240 milioni di iterazioni; $ds=circa 4.9E8 sec; $density0=1E-26 kg/mc
  • nome del software: finale-da-240-vs-290.php
    caratteristiche:
    da i=da 240 vs 290 milioni di iterazioni; $ds=circa 4.9E9 sec; $density0=1E-26 kg/mc
  • nome del software: finale-da-240-vs-291.php
    caratteristiche:
    da i=da 240 vs 291 milioni di iterazioni; $ds=circa 4.9E9 sec; $density0=1E-26 kg/mc


tabella riassuntiva di output del modello 1-6-2017:

come detto precedentemente il modello corretto è però il modello 6-6-2017

(vedi seguito) ..

simulazione U1: (modello 6-6-2017)

il software precedente va modificato solo per il valore density dal valore 1E-26 kg/m^3 al valore density=8,16283933077264E-028 kg/m^3

Ulteriore prova del perché v=v_lux (velocità radiale in CMB di U1) è proprio il valore v=c; if r=r_CMB:

“studio 15-06-2017” dei moti orbitali tangenziali nel seguente foglio di calcolo al mutare del raggio orbitale:

Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana,
e non sono sicuro della prima.

(Albert Einstein)

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano TUTTAVIA .. il mio modello arrivato sulla frontiera del BH .. non può essere esteso al computo del viaggio di ritorno! .. perché -nel ritorno- le equazioni di Sch_originali sono veridiche della fisica poiché la massa è concentrata e persiste davanti al fotone, ma nel caso di una massa distribuita alla spalle del fotone (nel ritorno) non vi è più lo stesso modello! .. dunque dalla “cupola gravitazionale” il moto del fotone è quello di avere una angolo di rimbalzo del tipo che ha un fotone su uno specchio e quindi in dipendenza dell’angolo di incidenza .. e il moto si satura a velocità della luce circa costante tipico del viaggio cosmico della luce che tende ad insistere nella direzione e traiettoria rettilinea (se non modificata da campi esterni) e ad evacuare da zone a maggiore densità verso zone a minore densità .. da un punto di vista globalista ..

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Romy Lodecari
Romy Lodecari Scusate faccio una domanda io: ma la densità di collimazione fornita dal modello del prof Tufano è meno di 1/12 di quella misurata. Mi pare un po’ out bound…

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Pasquale Tufano

Pasquale Tufano rispondo a Romy Lodecari .. al link seguente .. si possono consultare i cosiddetti valori ufficiali ..https://en.wikipedia.org/wiki/Observable_universe

at the present time, because light and other signals from these objects have had time to reach Earth since the…
EN.WIKIPEDIA.ORG

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Pasquale Tufano

Pasquale Tufano mi riferisco (in particolare) alla tabella elencata nella figura seguente ..

L'immagine può contenere: sMS

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Poiché la densità=Massa/Volume oppure Massa=densità*volume, se si fanno delle verifiche sui valori indicati si vedrà che i vari ufficiali sono INCOERENTI
ad esempio la massa ufficiale è M=1E53 kg .. ma se si moltiplica la densità ufficiale per il volume ufficiale si ottiene M=10E-30 gr/cm^3=10E-27 kg/m^3=1E-26 kg/m^c come valore di tabella indicato su wiki.

VICEVERSA
utilizzando
M=densità*volume=[1E-26 (kg/m^3)]*[4E80 (m^3)] = 4E54 kg .. che però è molto maggiore del valore ufficiale indicato come 1E53 kg

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Il perché di tale incorenza -normalmente- è indicato con “ordinary matter” nel senso che circa il 90% della somma di materia ed energia del cosmo è considerata dark matter ed dark energy quindi oscura, non misurabile ..

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Ho scritto un teorema su ciò .. che dimostra che applicando il teorema di Gauss in forma generale, ovvero per densità variabile e non necessariamente omogenea “la massa mancante NON è mancante ma MALE computata” il link all’articolo è il seguente ed il teorema sia chiama THE NET (il reticolo .. il reticolo che fa sì che il cosmo non è “legato” solo dalla massa, ma anche dalle forze inter galattiche che lo configurano come un disco solido e danno conto del perché in periferia le galassie girano quasi alla stessa velocità angolare del centro galattico, e -quindi- con una velocità tangenziale abnorme essendo la velocità angolare omega=2*pi/T; v_TG=omega*r)
il link:
Einstein’s orbit: Theorem of the NET (Tufano’s second geodesic theorem) [Mathematics]
https://6viola.wordpress.com/2016/11/10/einsteins-orbit-theorem-of-the-net-tufanos-second-geodesic-theorem-mathematics/

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Quindi -ritornando alla domanda di Romy Lodecari- la densità è diversa in una galassia oppure tra le galassie … ed è molto difficile una stima reale di che densità sia .. visto che -normalmente- le equazioni di Einstein presuppongono “il vuoto” nella teoria della gravitazione.

In più la fisica ufficiale NON è ancora arrivata alle forze intergalattiche come CORRESPONSABILI della logica e della matematica che lega il moto delle galassie .. e introduce -erroneamente- una massa mancante che reputa oscura ..

Aggiungo che la dark matter & dark energy esistono! .. ma sono causate dal fatto che altri universi possono viaggiare a velocità non misurabili dal nostro universo! e quindi a velocità superiore della luce che è la velocità limite di misurabilità nel nostro universo ..
Del resto le lenti gravitazionali sono appunto generate da tali masse che deformano il percorso della luce per la presenza di buchi neri(*), oppure di interi universi non misurabili perché viaggiano a v > c
(*)
Nel caso dei buchi neri in U1, la relativa massa, però, non può essere considerata dark, ma va computata in U1.

Quindi dark matter e dark energy sono -per ora- male comprese dalla fisica ufficiale.

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano proprio questa mattina riflettevo (inoltre) sul seguente fatto:

Quando è che un corpo si considera massivo?

In realtà -secondo me- la fisica ufficiale considera un corpo massivo quando è dotato di un moto su se stesso tanto da farne “un corpus” con una sua capacità di legame interno che anzi e normalmente lo dota di uno spin!

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Quindi la domanda da rispondere diviene questa associata alla prima:

il nostro universo, U1, ha uno spin che è la caratteristica che lo può assimilare ad un corpo massivo con una sua struttura di “corpus” che può agire su altri enti come la luce?

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Oscar Bettelli

Oscar Bettelli http://www.istanze.unibo.it/oscar/ai19.htm

In particolare siamo talmente abituati a dare un significato all’informazione che spesso dimentichiamo che è la nostra mente ad attribuire un significato ai messaggi che riceviamo continuamente.
ISTANZE.UNIBO.IT

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano La risposta è .. SI’ .. U1 è un corpus massivo separato da altri enti Ui e di cui si può calcolare lo spin .. lo spin -sostanzialmente- ci dice
1) che l’ente ruota su se stesso
2) a che velocità ruota su se stesso

Dalla parte detta §1. PARTE PRIMA e lo studio della stella centrale di U1, che ho chiamato S@1 si può valutare la orbita di Milky Way e di tutte le galassie di U1 attorno a S@1 e quindi anche il tempo orbitale T

Dunque possiamo calcolare lo spin di U1

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Pasquale Tufano
Pasquale Tufano Infine, chi leggerà con attenzione la trattazione dell’articolo che stiamo discutendo come nodo radice, e cioé il seguente, vedrà che nel mio primo modello 1.6.2016 tutti i calcoli sono eseguiti con la densità ufficiale posta a
densità_ufficiale_cosmo=1E-26 kg/m^3
ma il raggio di Sch anziché andare sul raggio stimato delle CMB va alla nostra distanza dal centro di U1, cosa illogica.

VICEVERSA diminuendo la densità al valore (vedi modello 6-6-2017 nell’articolo citato qui al link finale) tale che il raggio della CMB corrisponda -per come è stato misurato 47 miliardi di anni luce- e nella formula di Sch tale che
rs=2GM/c^2
si vede che la frontiera -con la densità proposta- collima con la condizione di Schwarzschild.
https://6viola.wordpress.com/…/teoria-della-struttura…/

L'immagine può contenere: notte

fonte su facebook:
https://www.facebook.com/groups/robiemaria/permalink/1295782103873702/

ultimo aggiornamento:

4 luglio 2017, ore 15.20

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