Time Machine: past + future (Mathematics)


L’intervista all’ingegner Tufano:


§ 1 Il quadro storico:

A quali fenomeni fisici ci possiamo “agganciare” per dedurre le equazioni che regolino questo che stiamo trattando? cioé le deformazioni spazio/tempo previste nella teoria della relatività?

ANTEFATTO: https://6viola.wordpress.com/2016/04/10/ho-inventato-la-macchina-del-tempo-dim-matematica/

  1. Sappiamo -dalle osservazioni sperimentali- che le galassie più lontane sembrano superare la velocità delle luce, anche se -secondo alcune teorie- sarebbe lo spazio a espandersi tra due oggetti su scala cosmologica. Da cui non avremmo semplicemente che sia il primo oggetto ad allontanarsi rispetto al secondo (di cui si voglia misurare la velocità relativa), essendo la velocità -come è noto- la variazione dello spazio nell’intervallo di tempo associato e cioé v = (s2-s1)/(t2-t1).
  2. La variazione della velocità, però, non avviene in un solo modo, né si può dire che prescinda dal punto di applicazione di dove è applicata una forza! (forza che -applicata- muta la posizione e la velocità dell’ente) .. infatti .. (anche questo dovrebbe essere noto) esistono deformazioni relativistiche anche nella misura delle velocità, quando queste sono applicate in modo ordinario (ad esempio tramite un campo elettrico -da un laboratorio- su particelle sub atomiche. Ed intendiamo “in modo ordinario” un qualunque metodo che faccia forza su U1, che indichi il nostro universo.)
  3. Inoltre è diverso dire velocità “istantanea” ossia in t, e quindi v(t), che si ottiene con un intervallo sufficientemente piccolo di v = (s2-s1)/(t2-t1) intorno a v(t) =d/dt{s(t)}=d[s(t)]/dt; che è circa (delta spazio)/(delta tempo) .. da velocità “media” in riferimento ad un “intorno”, essendo questa ultima vm=(spazio totale)/(tempo totale). Da cui se una distanza è 100 metri, e la prima metà è percorsa a v1=50 m/s e la seconda metà è percorsa a v2=100 m/s: Il primo tratto è percorso in 1 sec. Il secondo tratto è percorso in 0.5 sec. Quindi vm=[100 (metri)]/[1.5 (sec.)]=66 metri/s circa. Si noti che questo valore non corrisponde a vm’= Σi vi/n =(50 m/s+100 m/s)/2=75 m/s. Inoltre i due valori vm & vm’ sarebbero lo stesso valore solo se l’intervallo temporale di osservazione (dei due fenomeni, o più) fosse lo stesso! Infatti se la v2=100 m/s avesse potuto agire per 1 secondo (ed in ogni caso per lo stesso intervallo di azione di v1) avremmo avuto che la distanza totale non sarebbe stata 100 metri, ma 150 metri. Da cui vm = 150 metri/2 sec = 75 m/s = vm’ cvd.

Quindi anzitutto esamineremo con equazioni e grafici queste 3 situazioni e poi esporremo le conclusioni dopo questa ANALISI.

§ 1.1
La velocità in senso storico:

Zenone, fu il primo nell’antichità a occuparsi del paradosso seguente:

Come è possibile che, sebbene tra due punti -in matematica- vi sia sempre un punto intermedio, si possa andare da un punto A ad un diverso punto B?

E da lì venne la storia di Achille che non potrebbe mai raggiungere la tartaruga, perché dovrebbe percorrere infiniti punti!

https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Achille_e_la_tartaruga

La spiegazione con le serie geometriche (al link precedente) io la considero sbagliata! .. e per un semplice fatto:

è detto su wikipedia

<>.

  1. è vero che se i termini sono infiniti solo in un tempo infinito si percorrono infiniti enti. (E i termini sono infiniti: infatti nella astrazione matematica tra due punti ve ne è sempre uno intermedio!)
  2. è vero -nel REALE- (invece) che il modo di percorrenza non è infinitesimale → ma “circa quantico”: chi abbia dei dubbi su ciò faccia un corso di robotica, come io ho svolto nei miei studi universitari e provi a posizionare un braccio robotico in un qualunque punto nel range di elongazione del braccio con errore zero. Poiché la energia non è data per infinitesimi, ma in modo circa quantico (quindi con valori non piccoli a piacere ed affetti -inoltre- da un errore di precisione, indicato dalla classe dello strumento di misura) .. solo alcune posizioni saranno raggiungibili, e in particolare quelle che siano la risultante delle forze realmente applicate e non infinitesimalmente controllabili (poiché la posizione non ha tutti i valori teorici applicabili, nella realtà).

Da cui, come avete potuto constatare, anche le interpretazioni del perché un corpo si muove NON sono le stesse per chi si interessa di scienza. E del resto wikipedia non è una fonte sempre omogenea di conoscenza, anche se è utile conoscere le versioni che lì vengono presentate come “prevalenti”, o autorevoli.

Quindi necessita introdurre il concetto di “equazione del moto” s(t).

Con la avvertenza che in questa prima spiegazione useremo i concetti di matematica infinitesimale, sebbene gli incrementi infinitesimi siano una astrazione di comodo e NON una realtà fisica!

Analogamente è per la meccanica quantistica, e il concetto di quantizzazione, in uso alla fisica sub atomica.

Laddove la “quantizzazione” (si pensi ad esempio alla trasformata zeta (#1), o alla teoria dei segnali discreti, etc) non sono una esclusiva della fisica, ma anche della ingegneria che li applica nella teoria dei modelli (che è il mio specifico universitario, insieme alla robotica e alla teoria della misura fino alla mia tesi di Laurea in ingegneria) e deve -quindi- dirsi -teoria “_circa_ quantica”- della materia/energia .. senza la pretesa che il modello non sia che un modello .. poiché una quantizzazione puramente matematica ed astratta .. porta allo stallo in cui si trova oggi la fisica con il 90% circa della materia ed energia dell’universo che non sarebbe collocabile in modo certo.(#2)
(#1):
https://it.wikipedia.org/wiki/Trasformata_zeta
(#2):
http://www.focus.it/scienza/spazio/che-cosa-sono-la-materia-e-l-energia-oscura


Fig. 1

Quindi nel grafico precedente abbiamo indicato

y=s(t)=2t

La y è l’asse verticale.

La t è l’asse orizzontale.

Con la linea gialla cosa stiamo dicendo?

Che, ad esempio, un uomo percorre

2 metri nel tempo di 1 minuto (a partire dall’istante iniziale t=0)

4 metri nel tempo di 2 minuti

infine

10 metri nel tempo di 5 minuti.

E se facciamo

v1=2 metri /1 minuto = 2 m/min

v2=4 metri/2 minuti = 2 m/min

otteniamo gli stessi risultati, poiché la velocità è costante.

Analogamente se facciamo la derivata dello spazio rispetto al tempo t:

v=d/dt{s(t)} = 2, essendo la derivata della funzione 2t = D(2t) = 2

Il grafico della velocità, allora, si presenterebbe come segue:


Fig. 2

§ 2 Le velocità relativistiche

Chiarito ciò, veniamo alle deformazioni di velocità introdotte dalla teoria della relatività.

Anzitutto necessita partire dalle trasformate di Lorentz, per la cui dimostrazione rinvio a trattazioni specifiche, qualora si vogliano vedere dimostrate come risultato e non come punto da cui partire, come quella al link che segue.

Per facilità di esposizione (poiché la simbologia grafica è di difficile redazione) entreremo nel dettaglio di un testo tratto da una pubblicazione dell’ingegner Leonardo Rubino disponibile on line:

il link on line è il seguente: http://www.fisicamente.net/FISICA_2/THEORY_OF_RELATIVITY.pdf

Al Capitolo 1, troviamo le equazioni di Lorentz che vogliamo discutere:


Fig. 3

Per una interpretazione delle equazioni di Lorentz precedenti (nella simbologia) si consideri quanto segue:

ip. 1

esistono due sistemi di coordinate e la traslazione è solo rispetto all’asse x nella attuale rappresentazione.

Quello solidale con un laboratorio (sul nostro pianeta) in genere è indicato

con 3 coordinate spaziali: x, y, z

con 1 coordinata temporale: t

Quello solidale con un corpo in movimento: (si pensi ad un uomo che cammina su un treno)

con 3 coordinate spaziali: x’, y’, z’ (le coordinate sono rispetto al sistema mobile)

con 1 coordinata temporale: t’

Si consideri la velocità

“v” = velocità tra i due sistemi di coordinate. (nel senso di sistemi inerziali: uno fisso e l’altro mobile; mobile rispetto a quello considerato fisso).

ip. 2

Vogliamo investigare non solo i valori delle coordinate spaziali e temporali sottoposte alla deformazione relativistica, già presente nella figura precedente sulle coordinate, ma anche sulla deformazione relativistica nella variazione delle velocità, e quindi del tipo:

v|x = d/dt {x(t)}

dove v|x è la velocità associata alla variazione della coordinata x nell’associato tempo.

Vogliamo sapere, inoltre,  se le deformazioni alterano, e come, la misura delle velocità non solo tra i sistemi, ma “nei sistemi”.

Infatti senza le deformazioni relativistiche avevamo quanto segue:


Fig. 4

Ci proponiamo di dimostrare, allora, il risultato indicato in Fig 5, e Fig.6:


Fig. 5


Fig. 6

Vediamo la deduzione che porta a v|x

sapevamo che (dalla 1.9), di Fig. 3

x = (x’ + v*t’) / rad[1-β^2]

differenziando

(1.9)’ dx = (dx’ + v*dt’) / rad[1-β^2]

inoltre era (dalla 1.9), di Fig. 3

t = (t’ + (v/c^2)*x’) / rad[1-β^2]

e differenziando

(1.9)” dt = (dt’ + (v/c^2)*dx’) / rad[1-β^2]

dividendo, la (1.9)’ con la (1.9)”, otteniamo:

(1.9)”’ dx/dt = v|x = (dx’ + v*dt’) / (dt’ + (v/c^2)*dx’)

dividendo ora sopra e sotto, per dt’, otteniamo:

(1.9)”” v|x = (dx’/dt’ + v) / (1 + (v/c^2)*dx’/dt’)

da cui ricordando che dx’/dt’=v’|x’

(1.9)””’ v|x = (v’|x’ + v) / (1 + (v/c^2)*v’|x’)

dove questa ultima è la prima espressione della (1.18) di Rubino nella figura Fig. 6, precedente.

cvd.

Vediamo, allora, cosa significano -nella fisica- le espressioni relativistiche della velocità finora introdotte:

v : è la velocità tra i due sistemi di riferimento, A (A: quello fisso) e B (B: quello mobile).

v|x : è la velocità complessiva del punto P di coordinata x misurata nel sistema fisso, (ma misurata tenendo conto che le misure sono deformate dalle ipotesi di relativismo).

v’|x’: è la velocità del punto P di coordinata x’ nel sistema mobile, misurata sul sistema mobile, (ma misurata tenendo conto che le misure sono deformate dalle ipotesi di relativismo).

Supponiamo che v possa allora essere la velocità di una stella B rispetto da un osservatorio astronomico A (sul nostro pianeta).

Supponiamo che la stella emetta un fotone sull’asse tra l’osservatorio “astronomico A” e la “stella B”, ma in direzione di allontanamento tra i due punti A e B.

Che velocità avrà il punto P, che è un fotone, e quindi viaggia alla velocità della luce, se la velocità di allontanamento della stella è già v=0.998*c?

Approssimiamo v di allontanamento della stella (o della galassia) con v = c (per semplificare i calcoli, ma -come abbiamo visto nel precedente articolo- sulla “macchina del tempo” un muone può essere accelerato a v=0.998 c .. e anche a velocità maggiori se ci riferiamo agli ultimi esperimenti al LHC).

Quindi

v (tra osservatorio e stella) = circa c

v’|x’ del fotone = c

quanto vale “v|x” che è la velocità della posizione del fotone misurata in modo relativistico?

Apparentemente -in senso Galileiano- diremmo istintivamente che

(v|x) = v + (v’|x’)

ovvero la velocità totale = velocità di traslazione (v) + velocità nel sistema mobile (v’|x’) = circa 2c

Sostituiamo e vediamo cosa ci dicono le formule:

(1.9)””’ v|x = (v’|x’ + v) / (1 + (v/c^2)*v’|x’)

v|x = (c + c) / (1 + (c/c^2)*c) = (2c) (1+1) = c

quindi riconfermano che la velocità della luce sarebbe insuperabile!

altri due esempi li trovate nella figura precedente proposti da Rubino e riconfermano la tesi che la velocità “c” sarebbe insuperabile!

E questa è come una ninna nanna che da circa 100 anni ci viene ripetuta per addormentare il nostro “sonno della ragione” ..

A mio avviso non solo passeranno altri 100 anni .. ma NON troveremo mai la spiegazione del perché un ente che viaggia alla velocità della luce, sia “c” non ha addizione a causa della sorgente che lo emette! .. a meno che .. non si provi a ragionare anziché accodarsi al già detto ..

Per capire la soluzione da me proposta necessita distingue due fatti

  1. è ciò che risulta dalla teoria della misura
  2. è ciò che è il reale

Ad esempio un qualunque osservatore umano NON vede i raggi ultravioletti, poiché la loro frequenza non è visibile ad occhio nudo.

Ciò nonostante -con altri mezzi- è possibile misurare sia la intensità che la frequenza di quella onda elettromagnetica detta “raggi ultravioletti”:  https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_ultravioletta

Va capito che .. gli enti esistono “quando, e se, e perché, noi li vediamo, e come li vediamo, perché esiste sempre una deformazione causata dalle “condizioni al contorno”, come dice il matematico Cauchy che spiega che una soluzione delle equazioni che descrivono un sistema dipendono dalla “condizioni al contorno” (quando la soluzione esiste).

Applicato questo ragionamento alle deformazioni relativistiche della velocità, quando un ente si approssima alla velocità della luce, con la sua velocità, va -allora- dedotto:

  • Che è vero che noi non misuriamo MAI nessun ente che superi la velocità della luce, compresi i fotoni.
  • Che è vero che noi MISURIAMO che le velocità non sono additive ma deformate, ma la deformazione non è detto che sia il reale, ma la vediamo per come “_NOI_ VEDIAMO IL REALE”! .. ed il reale potrebbe essere “_DIVERSO_” da come lo misuriamo!, poiché è la misura passibile di una deformazione sul riportare cosa succede nel REALE.

Chi esaminasse meglio l’articolo che ho pubblicato su “Ho scoperto la macchina del tempo!” .. dovrebbe fare un balzo sulla sedia .. ad una ipotesi che lì ho detto ..

in particolare quando ho detto che ..

https://6viola.wordpress.com/2016/04/10/ho-inventato-la-macchina-del-tempo-dim-matematica/

cit on

Assodato quindi che la massa rimane m0, e non cresce ..

Secondo la Teoria degli Universi Adiacenti(°), la massa m0, anziché rimanere costante, in realtà in prossimità della velocità della luce, qualora -la massa- fosse accelerata, non si comporterebbe secondo le formule già viste ma come segue:

(°)

https://6viola.wordpress.com/2016/03/09/teoria-universi-adiacenti-ua-0/

m0(t) = m0*rad[1-v^2/c^2]

cioè per v=c scomparirebbe, esattamente come un plasma che vede scomparire una massa e comparire raggi gamma.

Tale massa m0, quindi si presenterebbe, una volta che avesse raggiunto v=c, in U1, come e=m0*c^2, sotto forma di energia .. e non darebbe le singolarità, viste da U1, associate ad una massa cinetica che si gonfia senza mai raggiungere “c”.(*1)
(*1)
Per maggiori dettagli si legga l’articolo “stroboscopia del plasma” al link seguente:

https://6viola.wordpress.com/2016/02/05/stroboscopia-del-plasma-studio/

dove è spiegato che a partire da una massa, sia m0, che scompare per il raggiungimento della velocità della luce, vi sono due componenti:
m0 = m1(t) + m2(t)

ciascuna componente è simmetrica dell’altra: una componente memorizza la materia ancora massiva, la seconda componente è la massa già “evaporata” ad energia fino alla forma finale in cui e=m0*c^2 sia tutta nella forma energia.

cit off

Dunque secondo il mio ragionamento:

  • non è la massa m0 che aumenta, ma la energia cinetica associata ad una massa che sia m0.
  • Inoltre, una massa m0, effettivamente avrebbe necessità di sempre maggiore energia se la forza applicata tramite un campo la dovesse accelerare a velocità sempre maggiori e sarebbe -allora- valida la trattazione di Einstein, sulle deformazioni della teoria della relatività non solo nel modello ma ANCHE nel reale.
  • Ciò nonostante non vi è una sola modalità di fare un lavoro, o di applicare una forza, e pretendere che una particolare modalità di applicazione di una forza cambi SEMPRE il reale è un delirio di omnipotenza e un tentativo di auto rassicurazione, come se avessimo già capito dove sia la massa mancante e la energia mancante che sono circa il 90% al computo ufficiale non secondo quanto vado affermando io, ma secondo la fisica attuale ufficialmente riconosciuta.
  • Ma un dubbio, un legittimo dubbio, su un modello errato al 90% non fa suonare un campanello di allarme in nessuno?
  • A me dice che andrebbe esaminato il casus che il “vincolo della v=c=vmax” sia da verificare.
  • E verificare non con i metodi ordinari ampiamente confermati che la modalità standard, da un laboratorio, non sarebbe vera .. poiché ANCHE io confermo -> la fondatezza della modalità standard !
  • Ma verificare se non vi è la possibilità che sia vero/falso che “non vediamo MAI oggetti superare c”(?) .. poiché ciò (che sia vero/falso) dipende dal fatto “che non abbiamo occhiali adatti”! .. analogamente al casus di volere osservare i “raggi ultravioletti” ad occhi nudo.

Quindi si devono indossare occhiali diversi per vedere cosa succede.

In particolare ci si deve pronunciare sul fatto

  1. se le stelle ci risultano accese
  2. da cosa erano costituiti quei fotoni -che vediamo- .. prima che divenissero energia che -anche essa energia- vediamo (poi) come raggi gamma (principalmente) quando dal Sole arrivano sul nostro pianeta.
  3. Se erano materia .. che è scomparsa per la parte che si è trasformata in energia secondo e=m0*c^2 .. ce lo vogliamo domandare come fa la materia a divenire energia? ..
  4. se siamo nella possibilità che abbia la seguente meccanica: m0(t) = m0*rad[1-v^2/c^2]
  5. ossia che scompare la materia e al suo posto abbiamo energia, perché continuiamo ad insistere che -invece- la materia non può raggiungere la velocità della luce? .. datosi che costantemente vediamo la luce emergere dalla materia che si trasforma in energia?

A me pare una storiella analoga a quella di coloro che contestavano la tesi “Achille non raggiungerà mai la tartaruga” .. perché ci sarebbero infiniti punti tra due punti dati: e i contestatori portavano una tartaruga e uno di nome “Achille” .. e gli facevano vedere che la tesi era FALSA! .. cioé che Achille fisicamente .. andava dietro la tartaruga e la raggiungeva!

Nel nostro caso la tesi diviene “la luce non può essere raggiunta, come velocità, dalla materia”: e i contestatori -come me- portavano a guardare che le stelle erano accese! .. insieme al fatto che la luce non nasce come i bambini sotto un cavolo .. ma è frutto di materia che scompare al computo del bilancio della trasformazione dal prima e dopo una fusione nucleare .. poiché e=m0*c^2 .. vede -in m0- .. proprio la massa mancante!

Ecco se non si sono almeno capiti i concetti che ho detto .. a mio avviso .. è inutile proseguire nella trattazione seguente .. che apparentemente -come trattazione- (finora) sarebbe andata fuori tema .. ma sarebbe stata solo una favola per i bambini, questa trattazione, se non avesse mostrato la “RAZIO” .. il ragionamento .. su cui .. “ipotizzare il superamento della velocità della luce” -> “è un fatto impossibile -alla misura- da U1” .. “ma non impossibile in ASSOLUTO” .. come fatto RIPRODUCIBILE con mezzi non ordinari.

§ 3 ANDARE NEL PASSATO?

Se il mio modello è fondato, come si è visto nell’articolo precedente per andare nel futuro basta fermarsi per un tempo T’ ad una velocità prossima ed inferiore a quella della luce “c”.
(art. precedente)
https://6viola.wordpress.com/2016/04/10/ho-inventato-la-macchina-del-tempo-dim-matematica/

Non lo dico solo io, ma lo afferma anche Einstein, in quello che egli chiama il “PARADOSSO DEI GEMELLI”.

Già così -per simmetria- ci si potrebbe chiedere:

DOMANDA:

Ed invece .. cosa succederebbe se “v > c” fosse possibile come detto nella teoria UA (Universi Adiacenti)” ?

RISPOSTA:

Come già detto nell’articolo sulla macchina del tempo, non è dirimente la velocità, ma quanto è il tempo in cui si “PERMANE” ad una certa velocità.

DA CUI:

TH.1

se “v < c” → allora la deformazione è verso il “futuro” per chi permane a v=v(0)’ < c.

cioé se il cronometro di chi parte segna ore 11 del 28 gennaio 2017 al momento della partenza (trascurando la fase di accelerazione e decelerazione per il congiungimento) e misurando 1 anno sul cronometro di chi rimane sulla Terra avremo:

ip. v=v0=0.998c
T=kT’=15.81T’
1 anno=365 = 15.81*T’
T’=365/15=circa 23 giorni

cronometro Terrestre= 28 gennaio 2017+365 giorni
cronometro del viaggiatore = 28 gennaio 2017+23 giorni

Quindi il “futuro” osservato, dopo il ricongiungimento (e trascurando la fase accelerazione e decelerazione) è quello del Pianeta Terra che è circa (nelle ipotesi poste) un anno avanti.

man mano che ci si approssima alla velocità della luce -> k si espande, e quindi T’ si comprime.

Più precisamente:

caso “a”

studiamo un lim f(x)|x->x0
ovvero lim T=k(v)*T’ con v->c

ip1_a. v=v0=0.998
ip2_a. il calcolo di k=1/rad[1-v0^2/c^2]=15.8192999292083248701
ip3_a. T_a=kT’_a=(15.81)*T’_a
ip4_a. T_a=1 anno -> T’_a=1/15.81=0.063 di anno=0.063*365=23.07 giorni

Tesi_a:
il gemello g2 (sulla Terra) ha 1 anno
il gemello g1 (sulla astronave) ha 23 giorni (circa)
lo shift temporale tra i due gemelli è calcolabile con la formula seguente:
T_a=T’_a+Δ_a

da cui Δ_a=T_a-T’_a=365 (giorni)-23 (giorni) = 342 (giorni)
ovvero:
mentre g2 (sulla Terra) ha compiuto il suo compleanno (di 1 anno)
contemporaneamente g1 (sulla astronave) ha 23 giorni
da cui g1 confrontato con g2, vede:
g1 (sulla astronave) più giovane di g2 (sulla Terra)” di = 342 giorni

cvd.

caso “b”

ip1_b. v=v0=0.9998
ip2_b. il calcolo di k=1/rad[1-v0^2/c^2]=50.0025001875157511845
ip3_b. T_b=kT’_b=(50.00)*T’_b
ip4_b. T_b=1 anno -> T’_b=1/50=0.02 di anno=0.063*365=7.3 giorni

Tesi_b:
il gemello g2 (sulla Terra) ha 1 anno
il gemello g1 (sulla astronave) ha 7 giorni (circa)
lo shift temporale tra i due gemelli è calcolabile con la formula seguente:
T_b=T’_b+Δ_b

da cui Δ_b=T_b-T’_b=365 (giorni)-7 (giorni) = 358(giorni)
ovvero:
mentre g2 ha compiuto il suo compleanno (di 1 anno)
contemporaneamente g1 ha 7 giorni
da cui g1 confrontato con g2, vede:

g1 (sulla astronave) più giovane di g2 (sulla Terra)” di = 358 giorni

cvd.

Dunque nel caso limite v=c

il tempo T’ misurato (tra gli eventi sulla sonda che viaggia) deve andare a zero affinché la espansione di k lasci la equivalenza T=kT’.

Da cui la tesi che un fotone diviene “immortale”, e può navigare in eterno nello spazio, se non colpisce alcun altro ente, e non è sottoposto a forze esterne continuando a viaggiare a velocità v=c.

ip. Quando si ha che .. la deformazione è verso il passato ?

TH.2

La deformazione verso il passato .. non è innescata dal superamento della luce!

DIM.

Infatti anche nel caso di v < c non è la velocità raggiunta il fattore che innesca la deformazione temporale, ma la PERMANENZA a v=v0.

Per sapere lo scenario con v > c, inoltre, necessita di esaminare la fisica di U2.

Secondo la teoria degli universi adiacenti, in U2, si ripete la stessa meccanica di U1, e quindi le deformazioni temporali avverranno solo in corrispondenza delle velocità della luce che però questa volta è misurata in U2 .. che già viaggia a velocità maggiore di c.

Quindi prendendo a riferimento le velocità come misurate in U1, la nuova velocità critica è v=2c.

Nell’intervallo: c < v < 2c non si hanno quindi deformazioni temporali finché non si è prossimi a 2c (in modo analogo di come avveniva in U1 dove fino a 0.998 c si osservava solo una deformazione di circa 15 volte).

Dunque serve una TEORIA degli Universi *Temporali* Paralleli(UT), per una valutazione affermativa di cosa succeda.

Se tale teoria fosse:

TEORIA degli Universi *Temporali* Paralleli(UT)

si possono creare due simulazioni:

  1. in UT1 si ha un Universo che viaggia a velocità v1=zero rispetto ad un rif. esterno
  2. in UT2 si ha un Universo che viaggia a velocità v2=0.998*c rispetto a un rif. esterno.

TH:

Allora ne segue che ..

Il gemello che ha viaggiato va verso il futuro, se guarda UT1

Il gemello che NON ha viaggiato va verso il passato, se guarda UT2.

E poiché i due universi sono come uno stesso film che è visibile in due punti diversi, tale teoria -una volta in grado di generare universi paralleli- ed esplorabili a un tempo “t” prescelto, realizza la conoscenza della esplorazione temporale sia nel passato che nel futuro.

cvd.

More info su TH.1:

https://6viola.wordpress.com/2016/04/10/ho-inventato-la-macchina-del-tempo-dim-matematica/

ultima redazione:
28.1.2017, ore 12:05

 

Nessuno puo’ rivelarvi nulla
se non cio’ che già si trova
in stato di dormiveglia
nell’albeggiare della nostra conoscenza.
L’insegnante che avanza
nell’ombra del tempio,
fra i suoi discepoli,
non trasmette la sua sapienza,
ma piuttosto la sua fede
e la sua amorevolezza.
Se è veramente saggio,
non vi introdurrà
nella casa della sua sapienza,
ma vi accompagnerà
alla soglia 
della vostra mente.

Kahlil Gibran

 

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