La gravità quantistica a loop (LQG, dal termine inglese Loop Quantum Gravity)

Ho ascoltato con molta attenzione una trasmissione alla radio (radio3)
che parlava della relatività, forse in occasione del del centenario.
In un esempio, che per altro avevo già sentito, (quello dei due scienziati che camminano paralleli sulle geodetiche) spiegavano che la conformazione dello spazio- tempo dovuto alla presenza delle masse ravvicina, essa sola, gli oggetti.
Posso capire, se però accettiamo che non ci sia bisogno di alcuna forza di attrazione tra gli oggetti ma tutto dipende dalla geometria, per cosa continuano a cercare il gravitino?

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Commenti
Lino Tufano
Lino Tufano va distinto -nella teoria dei modelli- la descrizione del modello (che è approssimativa) ed il reale che nel modello porta una descrizione.
Prima della teoria della relatività la forza di attrazione tra corpi dotati di massa dipendeva dalle masse implicate e dalla loro distanza. E quindi la forza era tanto maggiore quanto maggiore era la massa. Per fare un esempio la terra (il nostro pianeta) ci attrae, ma anche noi (però di meno) attraiamo la terra ..
Successivamente si esaminò un caso limite: come mai anche la luce (che non avrebbe massa) cambia il suo percorso in vicinanza di corpi massivi?
A spiegazione si ipotizzò che non fosse più l’azione gravitazionale verso altri corpi dotati di massa la spiegazione .. ma la spiegazione fosse che la deformazione dipendesse dalla geometria dello spazio/tempo .. analogamente a come una biglia cade in un foro se la superficie non è un piano ma (approssimativamente) un imbuto .. laddove l’imbuto è tanto più ripido quanto maggiore è la massa che altera lo spazio/tempo, ovvero introduce forze gravitazionali (secondo il vecchio modello) ..

Antonio Menicucci

Antonio Menicucci Grazie Lino. A proposito della deviazione della luce mi potreste spiegare perché le lenti gravitazionali allontanano il raggio dalla loro superficie anziché avvicinarlo. In pratica perché funzionano da lenti convergenti e non divergenti?

Nicola Tomassetti

Nicola Tomassetti Ma infatti non lo allontanano, lo attirano.

Lino Tufano
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Nicola Tomassetti

Nicola Tomassetti Tufano hai fatto un discorso un po’ confuso, non ci si capisce molto di quello che hai scritto

2 risposte · 56 min
Antonio Menicucci

Antonio Menicucci Grazie, a tutti io ho nella mente quel discorso sulla eclissi di sole dove si vedevano le stelle dietro al sole….mah pensavo che il campo solare dovesse convergere i raggi e non divergere.

Lino Tufano

Lino Tufano Antonio Menicucci ti consiglio intanto la lettura del seguente link .. sperando che ti possa formare una idea del punto della situazione .. magari ne possiamo riparlare dopo .. https://it.wikipedia.org/wiki/Lente_gravitazionale

In fisica, in particolare nella teoria della relatività generale, una lente gravitazionale è un fenomeno…
IT.WIKIPEDIA.ORG
Nicola Tomassetti

Nicola Tomassetti i raggi di luce tendono a deflettere attirati dalla massa, non respinti, ma ci vuole un disegno per spiegarlo. comunque la formulazione della relatività generale non parte dalla questione della luce, ma dalla volontà di estendere il principio di relatività ai sistemi non inerziali e dal principio di equivalenza

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Antonio Menicucci

Antonio Menicucci Grazie non ci chiappo una mazza!

Lino Tufano

Lino Tufano Antonio Menicucci Lo stesso argomento in dettaglio: Relatività generale.

Negativo della lastra di Arthur Eddington raffigurante l’eclisse solare del 1919, utilizzata per mettere alla prova la previsione di deviazione gravitazionale della luce.
La teoria della relatività generale venne presentata come serie di letture presso l’Accademia Prussiana delle Scienze, a partire dal 25 novembre 1915, dopo una lunga fase di elaborazione. Esiste un’annosa polemica sulla pubblicazione delle equazioni di campo tra il matematico tedesco David Hilbert ed Einstein; tuttavia, alcuni documenti attribuiscono con una certa sicurezza il primato ad Einstein.
Il fondamento della relatività generale è l’assunto, noto come principio di equivalenza, che un’accelerazione sia indistinguibile localmente dagli effetti di un campo gravitazionale, e dunque che la massa inerziale sia uguale alla massa gravitazionale. Gli strumenti matematici necessari a sviluppare la relatività generale erano stati introdotti in precedenza da Gregorio Ricci Curbastro (1853-1925) che sostanzialmente introdusse quello che oggi è noto come calcolo tensoriale[2].
Pur dimostrandosi nel tempo estremamente accurata, la relatività generale si è sviluppata indipendentemente dalla meccanica quantistica e finora mai riconciliata con essa. D’altro canto, la fisica quantistica, pur potendo includere la relatività ristretta, non tiene conto degli aspetti della relatività generale.
Nella relatività generale i limiti sono dovuti essenzialmente al trattamento delle singolarità e degli stati della materia in cui le interazioni gravitazionali e quantistiche arrivano ad avere lo stesso ordine di grandezza. Tra le evoluzioni prospettate per tale teoria, le più note ed investigate sono la teoria delle stringhe e la gravitazione quantistica a loop.
fonte:
https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_relativit%C3%A0

In fisica con teoria della relatività, o semplicemente relatività, si intendono in…
IT.WIKIPEDIA.ORG
Lino Tufano
Lino Tufano cito:
<<L’incompatibilità tra meccanica quantistica e relatività generale[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gravità quantistica.
La teoria quantistica dei campi applicata in uno spazio-tempo curvo (quindi non minkowskiano) ha dimostrato che alcuni dei suoi assunti fondamentali non possono essere riportati. In particolare, il vuoto, quando esiste, appare dipendere dalla traiettoria dell’osservatore attraverso lo spazio-tempo (effetto Unruh).
Vi sono state, in passato, due reazioni all’apparente contraddizione tra la teoria dei quanti e l’indipendenza dal background della relatività generale. La prima è che l’interpretazione geometrica della relatività generale non è fondamentale ma “risultante”. La seconda è che l’indipendenza dal background è fondamentale e la meccanica quantistica necessita di essere generalizzata per definire dove non vi è un tempo stabilito a priori.
La LQG è un tentativo di formulare una teoria quantistica indipendente dal background. Si riporta la seguente nota esplicativa.
Nelle teorie della relatività ristretta e della gravitazione, la geometria di riferimento è continua: ragionando in una sola dimensione (anziché in 3), dati due punti distinti A e B, sicuramente esiste un punto A’ intermedio tra A e B; e a sua volta, esiste un punto A” intermedio tra A e A’, e un punto intermedio A”’ tra A e A” e così via all’infinito. Nella LQG, invece, la geometria di riferimento è quantizzata: andando a fare la stessa operazione di suddivisione tra A e B, tra A e A’, tra A e A” si arriverà alla situazione di avere due punti A e A^ tra i quali non è presente nessun altro punto. Tornando alle tre dimensioni spaziali, ciò significa che partendo da un volume e suddividendolo in volumetti sempre più piccoli, c’è un valore minimo di volume che non si può suddividere in volumetti più piccoli[1].>>
fonte:
https://it.wikipedia.org/…/Gravit%C3%A0_quantistica_a_loop

La gravità quantistica a loop (LQG, dal termine inglese Loop Quantum Gravity), conosciuta anche coi termini di gravità a loop, geometria quantistica e relatività generale canonica quantistica, è stata proposta quale teoria quantistica dello spazio-tempo che cerca di unificare le teorie della meccani…
IT.WIKIPEDIA.ORG
Lino Tufano
Lino Tufano trovo molto interessante l’ultimo inserto .. che introduce un concetto che vado ripetendo da tempo:
1) “serve una ipotesi di descrizione quantistica?”
2) “serve una ipotesi di descrizione nel continuum?”
A mio avviso vi è una terza strada: il reale non è esattamente né quantico e né nel continuum e le descrizioni sono _sempre_ approssimate .. ma iterativamente sono più appropriate quelle quantiche nella scala ordinaria sub atomica purché non si alluda che le transizioni siano perfettamente quantiche come ad esempio nell’assorbimento di un fotone e una espulsione di un fotone nel cambio di orbitale di un atomo di idrogeno per capire a cosa mi sto riferendo come esempio elementare. Ebbene -a mio avviso- non esistono “i salti quantici” ma gli <<stati di transizione>> tra stati quantici. Questi stati di transizione possono essere meglio descritti nel continuum .. cambiando di fattore di scala. Ma se si indagassero con un effetto zoom si vedrebbe che sono costituite le transizioni da elementi a loro volta quantici, meglio descritti singolarmente in modo quantizzato .. tranne che sulla frontiera dei singoli elementi .. dove si troverebbe che vi sono stati di transizione meglio descrivibili nel continuum e così via ITERATIVAMENTE ..

Nicola Tomassetti

Nicola Tomassetti Quantistico non è contrapposto a continuum. Quantizzare significa solo assumere che gli operatori di campo sono soggetti a determinate regole di commutazione e anti-commutazione (che poi anche in fisica classica è possibile ritrovare delle analogie nel formalismo poissoniano o nelle algebre di Lie, no?)

Lino Tufano

Lino Tufano e il *perché* questo accadrebbe (intendo la ITERATIVITA’) a mio avviso riside nel fatto che il contenuto di info del reale non è una quantità finita e quindi ne estraiamo solo aliquote al finito ..

Lino Tufano

Lino Tufano No, non mi trovi d’accordo Nicola Tomassetti .. i modelli aleatori hanno la loro ragione di essere solo dalla indeterminazione dell’ipotesi di quantizzare e non del modello infinitesimale

Nicola Tomassetti

Nicola Tomassetti Non so che intendi per “modelli aleatori” né per “modello infinitesimale”

Lino Tufano

Lino Tufano la equazione di Schrödinger tu la studi come modello deterministico?

Nicola Tomassetti

Nicola Tomassetti Ma guarda che nella teoria quantistica dei campi l’equazione di Schroedinger rappresenta soltanto il limite non-relativistico. Comunque, si tratta di un’equazione al primo ordine nel tempo. Una volta definito lo stato di un sistema, la sua evoluzione temporale (cioè l’evoluzione della funzione d’onda nel tempo) è perfettamente deterministica.

Nicola Tomassetti

Nicola Tomassetti Tu parli della “vecchia” MQ, semplice, non relativistica, e non include la descrizione dell momento angolare intrinseco (se non ad hoc). E’ roba vecchia, le teorie moderne della fisica delle particelle si fanno nell’ambito della seconda quantizzazione. Se uno vuole ragionare sull’ipotesi quantistica per andare oltre, deve partire dallo stato dell’arte. Non da una vecchia formulazione.

Lino Tufano
Lino Tufano <<L’interpretazione delle soluzioni dell’equazione di Schrodinger, che neppure
lo stesso Schrodinger aveva colto, è
VVVVVVVVVVVVV
di tipo probabilistico:
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

la funzione d’onda che
risolve l’equazione di Schrodinger è solo un ausilio matematico per calcolare dei
valori medi di quantità fisiche, valori che ci si aspetta come il risultato più probabile
di una misurazione. In questo senso è importante il teorema di Ehrenfest 19: esso
garantisce che la teoria possa essere messa in relazione col caso classico solo quando
ci si limiti a considerare valori di aspettazione.>>
pag 110:
fonte:
http://www2.pv.infn.it/~boffi/a3-b.pdf

Lino Tufano

Lino Tufano la fisica si distingue dalla matematica e dallo studio degli spazi astratti proprio perché dovrebbe parlare del reale .. o almeno provare a farlo Emoticon smile

Lino Tufano

Lino Tufano a mio avviso la fisica moderna si è impantanata per troppo tempo nel suo narcisismo di non volere guardarsi allo specchio della sua forma elegante ma inconcludente .. da cui non si è schiodata di un millimetro nel giustificare il perché il 90% della materia ed energia del cosmos non vi è un modello che dica dove sia .. è un gap troppo grande perché non faccia autocritica ..

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