teoria degli universi ADIACENTI [studio su “materia/energia oscura”]

Vi segnalo un articolo che veramente merita di essere letto con attenzione parola per parola

https://www.facebook.com/groups/1417594735188886/permalink/1648520905429600/
RIASSUMO:
esamina (l’articolo) i fattori di scala della materia oscura ed energia oscura e trova che sia la materia che la energia oscura agiscono sugli stessi fattori di scala.
1) ipotizza varie ipotesi .. ma non le trova soddisfacenti
2) rimane la domanda perché hanno lo stesso fattore di scala nella deformazione della gravitazione classica?
RISPOSTA:
teoria degli universi “ADIACENTI”:
Supponiamo (per ora senza spiegare come mai, ma potremo tornarci sul perché e sul per come visto che conosco le risposte) che esistano due universi adiacenti
1) il primo universo è il nostro
2) il secondo universo è parallelo al nostro ma non visibile a noi a causa del fatto che viaggi con velocità v > c (ossia viaggi a velocità superiore della luce)

Commento:
Come è noto noi non siamo in grado di generare corpi che viaggino a velocità v > c da un laboratorio con sistema inerziale solidale con il nostro pianeta.

Se questa impossibilità fosse la spia che gli oggetti v > c sono a noi non solo irrealizzabili con quel metodo oggi in voga (da un laboratorio come per i muoni a v = 0,998 c) MA ANCHE INVISIBILI qualora trovassimo un metodo?

Cosa accadrebbe alla azione di una gravitazione “adiacente” ma invisibile dalla nostra dimensione?

Accedrebbe quello che vediamo sulla materia visibile! il 90% della materia che non vediamo (oscura) altererebbe i campi gravitazionali delle galassie visibili cvd.

 ***
 

DARK MATTER – DARK ENERGY

Qualsiasi forza della fisica è caratterizzata da pochi numeri. Per esempio il suo raggio di azione che è una carica che indica quanto è forte.
Quel che caratterizza la costante cosmologica è una scala, che è la scala delle distanze della sua azione di curvatura dell’universo. Indichiamola con il simbolo R circa uguale a 10 miliardi di anni luce o 1027 cm. ; è una scala enorme rispetto ad altre scale della fisica.
Cos’altro succede a questa scala? Con la radiazione cosmica di fondo, molto spesso abbiamo dati “al limite” e molto vicini ad anomalie statistiche; tuttavia, nella cosmologia moderna certe simmetrie dell’universo, alle scale più grandi, sono considerate di solito un articolo di fede.
Consideriamo altri concetti associati alla scala R.
Dividiamo tale fattore di scala per la velocità della luce: R/c – Otteniamo un tempo associato grosso modo all’età dell’universo.
L’inverso c/R è una frequenza, un’oscillazione nell’arco della vita dell’universo ed è di carattere acustico, un’onda di pressione longitudinale con una lunghezza d’onda di 10 miliardi di anni luce. In questi termini nella storia dell’universo finora dovrebbe esserci stata una sola oscillazione ancora in corso: l’espansione dopo il big bang.
Proviamo ora con c2/R: è una accelerazione. Accelerazione prodotta dalla dinamica di espansione dell’universo, dinamica formalizzata dalla costante di Einstein (il suo più grande errore come si espresse lui stesso, prima di rendersi conto che era invece una delle sue più geniali intuizioni). Come detto vale R=10-8 cm/s2 una accelerazione davvero bassa. Conosciamo oggetti con delle accelerazioni così basse?. Per esempio una normale stella che orbita in una normale galassia ellittica, oppure una galassia che orbita, ancora più lentamente, attorno a un’altra galassia. E siamo arrivati al tema o problema della materia oscura.
Tale problema è stato scoperto misurando le accelerazioni delle stelle in orbita attorno al centro galattico. Il problema riguarda solo le stelle esterne ad una certa orbita, mentre quelle all’interno dell’orbita seguono la normale legge gravitazionale di Newton e quindi non occorre ricorrere a qualche soluzione ad hoc come materia oscura o alla teoria MOND. La cosa più interessante in tutto l’argomento però, è da cosa è determinata questa orbita critica. La linea divisoria, a quanto pare, non dipende da una particolare distanza dal centro galattico o da una particolare densità di stelle o di materia. Stranamente dipende invece dal ritmo dell’accelerazione. Allontanandosi dal centro galattico le accelerazioni diminuiscono e, attorno a un certo valore critico la legge di Newton non pare più valida. La coincidenza strana è che il valore critico dell’accelerazione, in base alle accelerazioni misurate è all’incirca di 1,2×10-8 cm/sec2 ; è circa il valore c2 R il valore dell’accelerazione prodotta dalla costante cosmologica e non pare una coincidenza: materia oscura e energia oscura sembrano collegate.
A questo punto bisogna prendere in considerazione una situazione sconcertante: la scala c2 R è una scala che riguarda tutto l’universo osservabile, è quella della costante cosmologica, dell’energia oscura ecc.. . E’ perlomeno strano che riguardi anche fenomeni locali come la dinamica di rotazione delle galassie, ma tant’è. A questo punto escludendo la coincidenza, possiamo prendere in considerazione tre ipotesi. Rilevati da Lee Smolin – L’universo senza stringhe – Einaudi – 2007 – pag. 210
1 – La materia oscura: senza affrontare il problema della natura della stessa, finora piena di ipotesi indimostrate, può darsi che la scala c2R caratterizzi la fisica di queste particelle (e questa mi pare già un’affermazione campata in aria).
2 – Gli aloni di materia oscura potrebbero essere caratterizzati dalla scala c2R , essendo questa collegata alla densità di materia oscura al momento in cui collassarono per formare le galassie. Questa scala collega in qualche modo energia oscura e materia oscura, senza tuttavia postularne l’identità.
3 – La terza possibilità è che la materia oscura non esista. Quando l’accelerazione raggiunga il valore c2R cambia la legge di Newton: essa resta valida fino a quando l’accelerazione raggiunge il particolare valore di 1,2×10-8 cm/s2.. Milgrom nel 1983 la chiamò teoria MOND (Modified Newtonian Dynamics). Da quel particolare parametro l’accelerazione, invece di diminuire come il quadrato della distanza, diminuisce come la distanza.
Tuttavia la MOND non è molto apprezzata dai fisici per svariate ragioni: prima di tutto essa è valida solo a partire da quel parametro e fino ai limiti della galassia, oltre perde ogni validità. Nell’ambito del range di validità tuttavia, essa è molto più precisa della teoria della materia oscura. Per i fisici c’è però ancora un difetto fondamentale: Cambia la legge fondamentale della gravitazione di Newton. Ai fisici al solo pensiero vengono le coliche.
C’è un altro aspetto positivo della teoria MOND: Quasi lo stesso valore del parametro c2R – appena otto volte più grande: 8×10-8 cm/s2 sembra sia responsabile delle differenze di traiettoria delle sonde Pioneer 10 e 11. Al Jet Propulsion Laboratory stanno cercando disperatamente di capire le differenze di velocità e traiettorie delle due sonde fra quelle previste dalla legge di Newton e quelle sperimentate. Diventano compatibili tenendo conto della MOND con il nuovo parametro. Questa teoria è stata a suo tempo anche modificata da fisici come: Jacob Bekenstein, l’autore dell’entropia dei buchi neri, John Moffat , l’inventore di una cosmologia in cui la velocità della luce può essere variabile e anche infinita e Philip Manheim. Funzionano, ma hanno il solito difetto di troppe teorie di prevedere troppi parametri ad hoc. Tuttavia…..
Alla fine la teoria MOND sembra che ponga più problemi di quanti ne risolva. Tuttavia, per concludere, che la materia oscura e l’energia oscura, pur non essendo la stessa cosa, hanno però il parametro di scala praticamente comune, dà da pensare parecchio. E’ solo una coincidenza o questo fatto implica una dinamica di ordine universale?
Si può pensare di modificare la legge di Newton o si troverà di cosa è fatta la materia oscura? O cambiamo la fisica? Sono ormai moltissimi anni che sto cercando di ragionare sulla natura delle leggi fisiche come modelli matematici della evoluzione dinamica delle “parti” del reale ontologico. Da molti anni ho incominciato anche a pensare che il paradigma olistico esemplificato da caos deterministico ed emergenza complessa, di infiniti livelli dinamici in intersezione e interazione, siano molto più promettenti per la fisica del futuro, che il riduzionismo classico, soprattutto nel campo delle neuroscienze ed anche della fisica e della cosmologia.
Tutto ciò, fermi restando i miei dubbi sulla natura delle forze (esistono in quanto tali?), del tempo, dello spazio, delle dimensioni ecc..? Se qualcuno ne sa qualcosa e me lo spiega avrà la mia eterna riconoscenza e non solo la mia credo.

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