logica della scoperta scientifica [da “fisica quantistica e altre teorie” su facebook]

POST DEL GIORNO – L’ AUTRICE RISPONDE

CON I METODI DELLA ROUTINE EMPIRISTA NON SI SCOPRONO NUOVE TEORIE

Guido Marenco

Einstein contro Bacone

“Fulminato da Einstein”, questo si può dire, Popper fu presto persuaso che le teorie scientifiche sono opera di cervelli geniali i quali non seguono alcuna procedura abitudinaria e non pensano in termini induttivi baconiani e nemmeno nei termini in cui Newton scelse di descrivere i propri metodi.

Ciò significa, per Popper, che le menti scientifiche fingono ipotesi a tutta birra, fallendo novecentonovantanove volte su mille.

Pensare di «evitare errori è un ideale meschino – scriverà – se non osiamo affrontare problemi che sono così difficili da rendere l’errore quasi inevitabile, non vi sarà allora sviluppo della conoscenza.

In effetti, è dalle nostre più teorie più ardite, incluse quelle che sono erronee, che noi impariamo di più. Nessuno può evitare di fare errori; la cosa grande è imparare da essi.» (1)

Einstein aveva evidenziato l’importanza degli esperimenti mentali, di cui c’è abbondanza di esempi nei suoi scritti divulgativi. E’ dunque con Einstein che la logica della scoperta scientifica svela sé stessa.

Il fisico raggiunge la propria teoria adottando metodi puramente speculativi.

Immaginando situazioni, deducendo la maggior parte delle conseguenze possibili da una legge generale più inventata che costruita.

Anche se la costruzione ha poi importanza affatto secondaria, perché, come sappiamo, l’elaborazione della relatività generale richiese anni di fatica, una lotta titanica ai limiti del collasso nervoso, e fu risolta solo con l’aiuto di amici matematici.

Popper intende così il metodo scientifico dopo Einstein:

” La mia concezione del metodo della scienza è semplicemente questa: esso sistemizza il metodo prescientifico dell’imparare dai nostri errori: lo sistemizza grazie allo strumento che si chiama discussione critica.

Tutta la mia concezione del metodo scientifico si può riassumere dicendo che esso consiste di questi tre passi:

– 1) inciampiamo in qualche problema

– 2) tentiamo di risolverlo, ad esempio proponendo qualche nuova teoria

– 3) impariamo dai nostri sbagli, specialmente da quelli che ci sono resi presenti dalla discussione critica dei nostri tentativi di risoluzione.

Per dirla in tre parole: problemi-teorie-critiche. ”

  • Maria Miglietti Come lavora lo scienziato secondo Einstein

    Possiamo intercettare qualcosa di più preciso del pensiero di Einstein se leggiamo il testo integrale dell’articolo Induzione e deduzione in fisica, apparso su un giornale tedesco, il “Berliner Tageblatt”, il giorno di Natale del 1919.

    «L’immagine più semplice che ci si può formare dell’origine di una scienza empirica è quella che si basa sul metodo induttivo. Fatti singoli vengono scelti e raggruppati in modo da lasciare emergere con chiarezza la relazione legiforme che li connette. Tramite il raggruppamento di queste regolarità è possibile conseguire ulteriormente regolarità più generali, fino a configurare – in considerazione dell’insieme disponibile dei singoli fatti – un sistema più o meno unitario, tale che la mente che guarda le cose a partire dalle generalizzazioni raggiunte per ultimo potrebbe, a ritroso, per via puramente logica, pervenire di nuovo a singoli fatti particolari.Un pur rapido sguardo allo sviluppo effettivo della scienza mostra che i grandi progressi della conoscenza scientifica solo in piccola parte si sono avuti in questo modo.

    Infatti, se il ricercatore si avvicinasse alle cose senza una qualche idea (Meinung) preconcetta, come potrebbe egli mai afferrare dal mezzo di una enorme quantità della più complicata esperienza fatti i quali sono semplicemente sufficienti a rendere palesi relazioni legiformi? Galilei non avrebbe mai potuto trovare la legge della caduta libera dei gravi senza l’idea preconcetta stando alla quale, sebbene i rapporti che noi di fatto troviamo, sono complicati dall’azione della resistenza dell’aria, nondimeno noi consideriamo cadute di gravi nelle quali tale resistenza gioca un ruolo sostanzialmente nullo.

  • Maria Miglietti I progressi veramente grandi della conoscenza della natura si sono avuti seguendo una via quasi diametralmente opposta a quella dell’induzione.

    Una concezione intuitiva dell’essenziale di un grosso complesso di cose porta il ricercatore alla proposta di un principio ipotetico o di più principi di tal genere.

    Dal principio (sistema di assiomi) egli deduce per via puramente logico-deduttiva le conseguenze in maniera più completa possibile. Queste conseguenze estraibili dal principio, spesso attraverso sviluppi e calcoli noiosi,, vengono poi messe a confronto con le esperienze e forniscono così un criterio per la giustificazione del principio ammesso. Il principio (assiomi) e le conseguenze formano insieme quella che si dice una “teoria”.

    Ogni persona colta sa che i più grandi progressi della conoscenza della natura – per esempio, la teoria della gravitazione di Newton, la termodinamica, la teoria cinetica dei gas, l’elettrodinamica moderna, ecc. – hanno tutti avuto origine per questa via, e che il loro fondamento è di natura ipotetica.

    Il ricercatore parte dunque sempre dai fatti, il cui nesso costituisce lo scopo dei suoi sforzi.

    Ma egli non perviene al suo sistema teorico per via metodica, induttiva!

    Egli piuttosto, si avvicina ai fatti tramite una scelta intuitiva tra teorie pensabili basate su assiomi.Una teoria può ben venir conosciuta come sbagliata, qualora ci sia un errore logico nelle sue deduzioni o può venir riconosciuta come inadeguata (unzutreffende) allorché un fatto non si accordi con una delle sue conseguenze. Ma mai potrà venir dimostrata la verità di una teoria. E ciò perchè mai si sa se anche nel futuro non si scoprirà nessuna esperienza che contraddica le sue conseguenze; e sono sempre pensabili altri sistemi di pensiero, in grado di connettere gli stessi fatti dati. Se sono a disposizione due teorie, entrambe compatibili con il materiale fattuale dato, allora non esiste nessun altro criterio per preferire l’una all’altra che lo sguardo intuitivo del ricercatore.

    E’ così che si capisce come acuti ricercatori i quali dominano teorie o fatti, possono tuttavia essere appassionati sostenitori di teorie opposte.In questa agitata epoca io sottopongo al lettore le presenti brevi, oggettive, considerazioni, giacchè sono dell’avviso che tramite la silenziosa dedizione a scopi eterni, comuni a tutte le culture umane, si può oggi essere più attivamente utili al risanamento politico che attraverso le trattazioni e le professioni politiche.»

  • Maria Miglietti Per me personalmente quanto sopra è di estrema importanza poichè io sono stata spesso criticata da ” Fisici ” che null’ altro sono se non ” risolutori di equazioni ” ma che si credono grandi scienziati.
  • Mauro Busignani Cara Maria, la tua ampia cultura umanistica ti colloca certamente a distanze galattiche dai grigi ragionieri risolutori di equazioni!
  • Mariano Tumminelli Io penso che l’intuizione sia alla base della maggior parte delle teorie scientifiche , basti pensare al famoso episodio della mela che cade dall’albero e l’intuizione di Newton
  • Massimo Molinari Mariano Tumminelli, ma, secondo te, “intuizione” …che significa …? Gradirei degli esempi pratici, se possibile.
  • Gianni Gio io penso(io) che “l’intuizione” sia una serie di elaborazioni scartate ed accettate dal cervello ..che alla fine metabolizza e filtra ..una intuizione…mio parere
  • Marcello Rossetti Io penso possa essere una percezione non razionale della realtà quindi più istintiva
  • Maria Miglietti Vorrei fare un esempio.

    Robi ed io riteniamo che sia possibile che alcuni eventi , che poi definisco meglio, di pensando da una interazione tra due brane o tra due fette spazio-temporali, come ama definirle Robi.

    Questa è un’ idea molto interessante che merita di essere sviluppata, poi gli sviluppi sono imprevedibili, potrà essere accantonata come lo sono il 99% della intuizioni scientifiche, potrà dare origine ad una teoria avanzata della quale la nostra idea non farà più parte , ma sarà stata il punto di partenza senza il quale la teoria avanzata non sarebbe stata pensata, ed infine potrà essere essa stessa una nuova teoria scientifica.

    Ritengo utile VISUALIZZARE la nostra congettura, in questa immagine vi sono due Universi paralleli, detti oggi Brane e l’ interazione avviene tra un oggetto esistente in una brana ed un oggetto esistente nell’ altra brana, come i gravitoni rappresentati nell’ immagine stessa.

    foto di Maria Miglietti.
  • Maria Miglietti Vorrei postare qui la Poesia ITACA di Kavafis

    ItacaAltro…

  • Maria Miglietti In particolare questa stroffa, poichè per me QUESTA è la ricerca scientifica.

    Sempre devi avere in mente Itaca –
    raggiungerla sia il pensiero costante.

    Soprattutto, non affrettare il viaggio;
    fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
    metta piede sull’isola, tu, ricco
    dei tesori accumulati per strada
    senza aspettarti ricchezze da Itaca.

    Itaca ti ha dato il bel viaggio,
    senza di lei mai ti saresti messo
    in cammino

  • Maria Miglietti L’ intuizione immediata è il punto iniziale, è Itaca, senza di essa nulla sarebbe fatto.
  • Mariano Tumminelli Mi piacerebbe saperne di più di questo : ” Robi ed io riteniamo che sia possibile che alcuni eventi , che poi definisco meglio, di pensando da una interazione tra due brane o tra due fette spazio-temporali, come ama definirle Robi.”
  • Robi Robieale Iso E’ semplice ma complesso da dire in poche righe Emoticon grindiciamo che partendo dalla teoria del multiverso e dall’assunto, come ben spiega David Deutsch, per cui si chiama teoria degli universi paralleli e non degli elettroni paralleli, poiché non solo le particelle , ma tutto, stelle , animali, noi stessi ecc si trovino in più universi ( a me piace chiamarli piani esistenziali) , quando le brane collidono si verificano perciò collisioni tra esse e quindi di conseguenza tra il nostro risuonare in più piani. Da qui le conseguenze possibili. …
  • Robi Robieale Iso Riguardo al discorso delle fette spazio temporali che Maria ricorda che a me piace come definizione, la riferisco prettamente allo spazio tempo e al fatto che anche all’interno dello stesso piano esistenziale non vi sia solo il tempo come lineare , ma come sappiamo occorre parlare di spazio tempo, e noi collocandoci su di una fetta spazio temporale viviamo questa o quella data esperienza , epoca ecc vita stessa
  • Robi Robieale Iso Riguardo invece a questo post io direi che le teorie , le ipotesi, le cosiddette scoperte sono ovvia conseguenza dei nostri movimenti interiori e da come noi vediamo le cose, non sono affatto tavole della legge piovute dal cielo Emoticon grin e non sono riferibili a come funzioni la natura, ma ad una nostra interpretazione su di essa, molto approssimativa almeno fino a quando non usciamo dalla dominanza delle dominanti psichiche umane che ci offuscano ..una teoria si avvicina più alla natura se perviene dall’Anima mUndi
  • Robi Robieale Iso Tenendo presente che colui che elabora teorie fa essenzialmente una cosa, o meglio dovrebbe, ossia portare alla luce un movimento inconscio mediando,o con la funzione della mente. Di contro, si verificano spesso strampalati paradossi della mente partiti ovviamente da moti interiori . Per questo le osservazioni dei mistici che non pervenivano dalla mente ma dall’Uno , dall’Anima mundi, parlavano millenni fa di cose che solo oggi la scienza intravede e sui fa poggiare le proprie teorie. Non scordiamoci che la scienza a un metodo razionale basato sugli organi di senso, molto fallace e ristretto rispetto a ciò che giunge dalla conoscenza interiore, ovvero ciò che possiamo esperire dell’Anima Mundi. Il Se’, il tutto, chiamiamola come vogliamo.,Natura Ecc . Ora , un essere umano che non sia unicamente preda della mente medierà con tutte le istanze di se stesso. Ovvero avverrà che un moto inconscio venga alla luce, e l’intelletto lo elabori come ‘teoria’ . Ci sono state delle grottesche ‘teorie’ in tutte le epoche completamente intrise dalle dominanti psichiche e culturali dell’epoca in cui prendevano piede. Per esempio la fisiologia e l’embriologia che aveva come base la dominanza del seme maschile, anzi basata su di esso, per cui il femminile non contava nulla! Eppure era considerata scienza, quando era un parto della mente distorta basata sul modus stesso della mente , modus ‘maschile ‘, e sul maschilismo dilagante. Tuttora da noi manca il femminile , ovvero l’inconscio, ed i modus essendo razionale fa si che il mondo e la natura vengano visti in ottica maschile e razionale. le teorie per essere corrette devono invece provenire da chi abbia abbracciato il ‘maschile e femminile ‘ in se stesso, e non sia scisso del tutto Tra gli opposti. E poi tocca uscire dall’antropocentrismo, perciò dicevo che occorre osservare la natura, e non la natura vista da noi
  • Pasquale Tufano nella teoria dei modelli serve -secondo me- sia la via induttiva che la via deduttiva .. nel software la concomitanza di queste due tecniche si chiama top/down (quando è dal generale al particolare) & bottom/up (quando è dal particolare al generale) ..https://it.wikipedia.org/…/Progettazione_top-down_e…

    I modelli top-down e bottom-up (ing. dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto, rispettivamente) sono strategie di elaborazione dell’informazione e di gestione delle conoscenze, riguardanti principalmente il software e, per estensione, altre teorie umanistiche e teorie dei sistemi. In linea…
    IT.WIKIPEDIA.ORG
  • Pasquale Tufano ad esempio nella teoria degli insiemi non è possibile utilizzare la tecnica top down per definire omega=”la collezione di tutte le collezioni” perché omega non ha enti fuori di sé .. e quindi collassa la modalità top down e la stessa modalità logica della deduzione che è attiva solo dal generale al particolare .. infatti non essendovi un cerchio maggiore di omega .. se ne deduce che omega non è deducibile! .. ossia è COLLASSATA la modalità deduttiva ..
  • Pasquale Tufano VICEVERSA -e tuttavia- “la collezione di tutte le collezioni” .. è costruibile per via induttiva con un metodo costruttivo ed epistematico dal particolare all’universale ..
  • Pasquale Tufano Attualmente la scienza ufficiale non ha ancora sanato questa aporia che si è fermata al lavoro di Russell .. ma basterà dire che “omega = collezione di tutte le collezioni”
    1) esiste certissimamente non essendo un insieme vuoto
    2) si può costruire dicendo che ogni ente e collezioni di enti forma omega .. se è
  • Pasquale Tufano 3) non è nota nel dettaglio ma in quanto è -> ne segue che esiste, quando si manifesta. cvd.
  • Pasquale Tufano cit
    <<Lo svantaggio è uno sviluppo molto più difficile. In particolare è impossibile parlare di un insieme di tutto, oppure, per essere un po’ meno ambiziosi, anche di un insieme di tutti gli insiemi. Infatti, nell’assiomatizzazione standard della teor
    ia degli insiemi, non esiste l’insieme di tutti gli insiemi. In aree della matematica che sembrano richiedere un insieme di tutti gli insiemi (come la teoria delle categorie), si può usare un insieme universale così grande che tutta la matematica ordinaria può essere svolta in esso (vedi universo). Alternativamente, si può fare uso delle classi proprie. Oppure si può usare una differente assiomatizzazione della teoria degli insiemi, come la Nuova fondazione di W. V. Quine, che permette un insieme di tutti gli insiemi ed evita il paradosso di Russell in un altro modo. La particolare soluzione scelta raramente porta a grandi differenze.>>https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_ingenua_degli_insiemi

    La teoria ingenua degli insiemi[1] si distingue dalla teoria assiomatica degli insiemi per il fatto che la prima considera gli insiemi come collezioni di oggetti, chiamati elementi o membri dell’insieme, mentre la seconda considera insiemi quelli che soddisfano determinati assiomi. Gli insiemi hanno…
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  • Pasquale Tufano https://it.wikipedia.org/wiki/Nuova_fondazione

    La Nuova fondazione (in inglese New foundations o NF), nella teoria assiomatica degli insiemi, è il sistema assiomatico elaborato da Willard Van Orman Quine nel saggio Nuovi fondamenti per la logica matematica verso gli anni cinquanta-sessanta, riveduto negli anni ottanta, ispirato per molti aspetti…
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  • Marcello Rossetti Dibattito molto interessante anche se per me un po ostico comunque complimenti per la qualità
  • Pasquale Tufano .. rispetto allo schema di Quine io obietto che la definizione di “insieme” è più potente di quella di classe quindi da ciò ne segue che è malformato pretendere di investigare <<la collezione di tutte le collezioni>> con una sonda (matematica) meno potente che la teoria degli insiemi appoggiandosi sul solo concetto di classe.
    DIMOSTRAZIONE:
    def.1 (classe):
    la classe si genera attraverso la collezione di tutti gli enti che soddisfano una proprietà.
    def.2 (insieme):
    l’insieme si genera sia secondo la def. 1 e anche quando tale proprietà in rif. a def. 1 (quindi proprietà che genera la classe) non esiste e gli enti sono collezionati ..
    i) sia che vi sia una regola di equivalenza (tramite cui si genera la classe di equivalenza)
    ii) sia che NON vi sia una regola di equivalenza.
  • Centro-Olistico Casa Di Alice Non scordiamoci che la scienza a un metodo razionale basato sugli organi di senso, molto fallace e ristretto rispetto a ciò che giunge dalla conoscenza interiore, ovvero ciò che possiamo esperire dell’Anima Mundi. Ps. quanto scritto sopra questo mi basAltro…
  • Robi Robieale Iso No, non abbiamo alcun approccio ‘olistico ‘ Emoticon smile dobbiamo ritrovarlo noi , ritrovando la nostra unione interna, e di riflesso si spera arrivi un modus multidisciplinare ‘collettivo’
  • Robi Robieale Iso nello specifico della tua domanda così come e posta, per ritrovare la connessione con l’Uno non occorrono scuole, poiché essa non è di tipo razionale e nozionistico, ma occorre il percorso del ‘conosci te stesso’, personale, di osservazione , e ciò che avviene che va sotto il nome ”connessione col Tutto’ non può proprio essere insegnato, serve esperire interiormente. Le discipline orientali in questo hanno ‘scritto molto ‘, ma va bene come indicazione appunto, devi esperirlo tu Emoticon smile se dovessi trovare un’immagine simbolica per descriverlo, userei quella, vicino alla nostra specie, di un bambino disteso su di un prato in Natura, assorto ad osservare il sole, o anche a giocare. Quel bambino non si chiede niente, è il sole stesso, il prato e lui che gioca , E’.
  • Pietro Sem università interessante sarebbe
  • Pietro Sem E’.Robi nessuno è così ingenuo, a pensare che anche un bambino come lo ai descritto tu, sia così innocente..
  • Centro-Olistico Casa Di Alice eppure Pietro Sem la strada e quella non ce ne sono altre …
  • Pietro Sem forse ci si dovrebbe chiedersi , chi a interesse a formare solo università con tante scatole informazioni dentro 😎
  • Angelo Piepoli Gli ultimi commenti si allontanano molto dal post iniziale. Mi colpisce una cosa: l’accostamento tra razionalità e nozionismo. E’ un accostamento errato, che “suona” come dispregiativo per il metodo razionale della scienza, cui si atteneva, esaltandolo, anche Einstein, che ci ha “tirato fuori” dagli abissi del medio evo.
  • Gianni Gio Io farei un mix..anche la razionalita’ è importante..
  • Marcello Rossetti Credo che la razionalità sia fondamentale per capire l irrazionale
  • Pietro Sem 😇 Piccoli pensaci tu che sei intelligente..
  • Maria Miglietti Io intendo dire che la componente intuitiva, irrazionale, emotiva è fondamentale nella ricerca scientifica ed è bene seguire quanto proviene dalle intuizioni, poi si farà una verifica razionale.

    Questo per semplicità di esposizione, poichè poi nella realtà le due componenti sono strettamente collegate e intrecciate.

    Per fare un esempio, io stessa ho avuto un momento di grande intuizione, quando ho letteralmente VISTO il diagramma del Corpo Nero, come un’ immagine in cui la temperatura massima si spostava da destra a sinistra come se fosse un piccolo cursore.

    Tuttavia immediatamente ho controllato mentalmente se l’ intuizione era corretta e sono poi corsa a casa ( ero al mare ) a fare i calcoli.

  • Marcello Rossetti Con quali risultati Se è lecito
  • Centro-Olistico Casa Di Alice senza ombra di dubbio concordo Marcello Rossetti e Gianni Gio mi sembra che in questo momento storico, la razionalita’ abbia preso potere assoluto sulla parte nostra piu’ intuitiva, per citare Einstein, siamo divenuti schiavi di cio’ che sarebbe dovuto essere il servo
  • Maria Miglietti La nostra frase di Heisenberg mostra i DUE MOMENTI strettamente intrecciati.

    – Ad Helgoland vi fu un istante in cui io INTUII che l’ Energia doveva essere costante rispetto al Tempo. Era tardi nella notte, mi alzai, FECI I CALCOLI a fatica ed essi risultarono esatti.

    In altri termini, Heisenberg VIDE intuitivamente chr l’ Energia doveva variare in modo che il prodotto con il Tempo fosse costante, ma poi, immediatamente, CONTROLLO’ con i calcoli.

  • Centro-Olistico Casa Di Alice Esatto Maria MIglietti non avremmo dovuto sganciare due bombe atomiciche per capire gli effetti dell atomo… e quanta altro..
  • Maria Miglietti Marcello Rossetti, ” Con quali risultati Se è lecito “

    I risultati furono splendidi, io VIDI l’ intero spettro elettromagnetico dalle onde radio a minima frequenza fino ai raggi gamma durissimi e compresi che il punto del massimo della curva di Planck marcava il passaggio dalla Fisica Classica alla Fisica Quantistica, ad ogni temperatura del Corpo Nero.

    Fu un’ intuizione che cambiò del tutto il mio modo di vedere la FQ e sulla quale io costruii tutta la mia visione della Fisica.

    Si può dire che quel nanosecondo fu fondamentale per me.

  • Gianni Gio tipo..van halen con me Emoticon smile
  • Marcello Rossetti Complimenti traspare ancora dal tuo commento l emozione che hai provato
  • Roberto Sistelli E nei tentativi , nei continui sbagli che nasce la soluzione.
  • Pietro Sem Come si fa a vedere il diagramma del corpo nero(essendo al )
  • Marcello Rossetti Non è forse vero che anche il processo evolutivo della vita si muove per tentativi ?
  • Gianni Gio stavo leggendo il tuo commento Pietro Sem…avvisa..stavo per avere un mancamento…
  • Gianni Gio hai cancellato Emoticon smile
  • Angelo Piepoli Maria Miglietti, non mi riferivo a te nel mio intervento. Ho trovato il tuo post, perfetto Emoticon smile Concordo col fatto che l’intuizione sia alla base delle moderne teorie della fisica e che, come si disse… ora è il teorico che indica allo sperimentale, cosa cercare. Se comunque ci piace a tutti i costi risalire a “divinità” credo che l’unica “fede” che anima uno scienziato, sia quella nella “razionalita” dell’universo. Credere cioè, che la natura si comporti secondo leggi cui l’Uomo, con lo studio e la ricerca può accedere.
  • Robi Robieale Iso Io non so se si faccia apposta ogni volta, oppure proprio si viva altrove Emoticon grin innanzitutto qui non siamo a scuola e tu non da voti sullo svolgimento della traccia , Angelo , io non mi sono allontanata, ho risposto tanto alle domande quanto anche al post. Sul resto mi cadono le braccia, se non sai che il sapere razionale , le discipline tutte sono un insieme di nozioni imparate, a differenza dell’esperienza interiore, più che ripetertelo così non posso ! Emoticon grin ma temo che ogni volta si parli tanto per…
  • Robi Robieale Iso Ah beh ora si parla di fede e religione, il credere, la fede della razionalità , tutto tranne che ammettere che i moti dell’anima muovano, si, siamo su altri universi e Anche fette spazio temporali Emoticon grin il credo non c’entra nulla con l’esperire interiore, ben più saldo della mente tra l’altro…qui siam pre 800
  • Robi Robieale Iso Gianni tu dici che faresti un mix, io ho scritto : ” Ora , un essere umano che non sia unicamente preda della mente medierà con tutte le istanze di se stesso. Ovvero avverrà che un moto inconscio venga alla luce, e l’intelletto lo elabori come ‘teoria’”
  • Maria Miglietti Pietro Sem, ” Come si fa a vedere il diagramma del corpo nero(essendo al mare ) ? “

    Questo è il fatto interessante , ero ferma da tempo su questo problema, lo avevo capito ovviamente, ma come nozione superficiale.

    Una sera, a Varigotti, ero in Piazzetta e parlavo con una signora , quando d’ improvviso, non so neanche io come, ho intuito quasi visivamente il significato profondo della curva di emissione del Corpo Nero.

  • Maria Miglietti Robi Robieale Iso, ” ” Ora , un essere umano che non sia unicamente preda della mente medierà con tutte le istanze di se stesso. Ovvero avverrà che un moto inconscio venga alla luce, e l’intelletto lo elabori come ‘teoria’” “

    PERFETTO !!! Nella mia vicenda di Varigotti, mentre io parlavo con quella signora nell’ atmosfera rilassata di una sera sal mare, CHI ha elaborato il pensiero, estremamente complesso e articolato sul significaro del Corpo Nero, fin nei minimi dettagli, comprese le equazioni e poi lo ha inviato alla mia coscienza ?^

    Evidentemente abbiamo una parte della nostra mente che sa pensare pensieri molto complessi e difficili, anche se non ha la coscienza.

  • Maria Miglietti Questo è il luogo … la Piazzetta di Varigotti, il posto più amato da tutti.

    foto di Maria Miglietti.
  • Robi Robieale Iso CHI agisce in me ? Riguardo alle teorie provenienti da questi moti inconsci, che dite intuizioni, io dico ‘chi, cosa, ha agito in me? Quale divino moto rende visibile tramite me il suo operare ? Quale riflesso del tutto rispecchio e porto alla luce ? Così mi arriva la teoria , come fosse già ben articolata, ancor più che il mio dire di prima ‘dal moto interiore si arriva alla stesura razionale’. Quel Dio torna alla luce tramite il mio operare ,quella parte di Natura, quel fenomeno che penso di osservare al fine di farne una teoria, in realtà agisce in me …ed io esprimo ….sono chiamata
  • Robi Robieale Iso Si , io sai che ‘lo conosco ‘ Emoticon grin Emoticon wink
  • Centro-Olistico Casa Di Alice buona serata a tutti grazie della chiaccherata sempre illuminante…ivano
  • Danilo Pittola WOW. Ho materiale per ore e ore di approfondimento, se reggo e non mi si surriscaldano i pochi neuroni superstiti
    … grazie a tutti!!! Grandissima discussione !!!!
  • Angelo Piepoli Robi Robieale Iso, meno male che hai messo un sorriso nella risposta, perche quello che scrivi, suona un po polemico Emoticon smile Comunque, non ho dato e non do alcun voto. Cerco di argomentare; dire che accostare razionalità e nozionismo è sbagliato, dire che nozionismo è una cosa e razionalità e un’altra, è una argomentazione, cui si può rispondere nel merito o meno. Per il resto, “non farti cadere le braccia” come cantava Bennato Emoticon smileAnche perchè con persone che si ostinano a rifiutare atteggiamenti da… ipse dixit, non ne vale la pena Emoticon smile Con stima.
  • Mauro Busignani A volte mi vien da pensare che potremmo vivere in un universo di periferiche connesse ad unità centrali (anime) che vivono remote in un universo parallelo.
    In questa logica tutto dipende dall’anima e dal tipo di connessione che riusciamo a stabilire con essa.
  • Pietro Sem Maria ma. Tu non ci sei in piazzetta!
  • Pietro Sem Robi Si , io sai che ‘lo conosco ‘ Emoticon grin Emoticon wink come si chiama?
  • Robi Robieale Iso ovviamente il mio dire era ironico, ma non il contenuto . Le discipline Tutte sono di tipo riflessivo, il sapere razionale , nozionistico, contrapposto all’esperienza interiore . Lo Dicono bene quelle,orientali, di non leggere i testi che danno solo un‘indicazione, che ‘il Tao che si può dire non e vero il Tao’ ecc . Le braccia mi cadono eccome, anche con me stessa, ogni volta che elucubro e mi perdo Anima, ancor più il Se’ Emoticon wink spero sia chiaro , più di così , si muore veramente Emoticon grin
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  • Robi Robieale Iso Pietro un nome è solo tale, non la cosa in se stessa Emoticon tongue ( ovvero lo conosco in altro senso attraverso esperienze di Maria condivise , e torniamo a ciò he ho detto ad Angelo ) Emoticon wink
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  • Pietro Sem Robi.. potrebbe chiamarsi 😇.. guarda caso..angelo!…
  • Pietro Sem ..comunque credo di aver capito. Eeccezionale!!
  • Maria Miglietti Robi Robieale Iso, ” CHI agisce in me ? Riguardo alle teorie provenienti da questi moti inconsci, che dite intuizioni, io dico ‘chi, cosa, ha agito in me? Quale divino moto rende visibile tramite me il suo operare ? … “

    Questo tuo commento è di un livello eccezionale, Robi, sono molto colpita e anche molto commossa Emoticon smile

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  • Maria Miglietti In effetti nel mio caso di Varigotti ( ma ne ho avuti molti altri ) , come nel caso di Heisenberg che al momento di addormentarsi intuisce con precisione assoluta che Delta E.Delta t > hbar/2 ( ossia non un’ intuizione vaga, ma un’ equazione precisa di importanza immensa poichè è il Principio di Indeterminazione di Heisenberg ) CHI ha agito in me, o in Heisenberg, chi ,cosa ha agito in noi ?

    Infatti io ho proprio sentito che qualcuno o qualcosa agiva in me. DAL NULLA, mentre pensavo ad altro, è EMERSA in me la soluzione precisa e minuziosa di cui avevo bisogno.

    Dal nulla, all’ istante t ero ancora la Maria che si avvicinava a quel problema, all’ istante t + dt ero del tutto DIVERSA, ero un’ altra Maria, avevo intuito una soluzione di grande portata.

  • Danilo Pittola L’intuizione di cui parlate…ne ho avuto sentore leggendo qualcosa sulle tecniche mutuate dal buddhismo … accade quando la mente è sgombra da seghe mentali, stress…insomma quando la mente (che mente) non ha più il predominio…nella musica e nell’arte è quasi sempre così…non a caso i momenti migliori sono poco prima di addormentarsi
    Vi chiedo è così per voi?
  • Maria Miglietti La stessa intuizione PRECISA la ebbe Schroedinger nel 1926, Einstein nel 1905, quindi NON sono fenomeni isolati, ma sono fenomeni che fanno parte integrante della creatività scientifica .
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  • Mauro Busignani Posto che Maria e Robi siano i 2 Universi brana raffigurati nell’immagine del gruppo, a chi non starebbe bene fare il postino gravitone ?
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  • Maria Miglietti Danilo Pittola, ” accade quando la mente è sgombra da seghe mentali, stress…insomma quando la mente (che mente) non ha più il predominio…nella musica e nell’arte è quasi sempre così…non a caso i momenti migliori sono poco prima di addormentarsi
    Vi chi
    edo è così per voi? “

    Certo che è così anche per me, a Varigotti ero rilassata e stavo parlando con una signora di spiagge e ombrelloni

    Inoltre, mi vengono molte idee camminando in campagna e lasciando vagare libera la mente oppure al momento di andare a dormire.

  • Maria Miglietti Il momento in cui ci si sta per addormentare sembra che sia molto importante, Heisenberg ebbe la nota intuizione in quel momento e così pure Schroedinger, entrambi lo ritennero così importante che ne parlarono.
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  • Mauro Busignani Cara Maria, certamente la mente libera riesce a lavorare meglio. Inoltre sono convinto che non la si debba forzare perché i risultati migliori riesce a darceli non quando ci concentriamo ma quando ci rilassiamo e non pensiamo proprio a nulla. Inoltre bisogna trovarsi in un campo energetico favorevole per avere una buona connessione con la nostra unità centrale (anima). Magari un giorno tutto questo che ora possiamo solo intuire riusciremo a spiegarlo su basi scientifiche e quindi anche a potenziare il flusso di informazioni.
  • Mauro Busignani Nota a parte dedicata a tutti i detrattori di questo gruppo: ma in quale altro gruppo troverete mai dibattiti e confronti di idee così freschi, moderni ed interessanti che hanno il coraggio di spingersi ben oltre il confini della scienza tradizionale?
    E non è forse questo lo spirito giusto per indagare?
    Non è forse con la curiosità ed il grande spirito di avventura di Ulisse che si possono battere i ciclopi?
    Non è forse questa la vera scienza nella sua forma più pura?
    Di certo questa è la scienza che mi piace!
    Una scienza che trae la propria linfa dall’ apertura mentale , dalla capacità di illuminare il cervello e di trarre ispirazione dalla nostra anima attraverso la passione ed i sentimenti che sono il vero è più autentico Wi-Fi .
    Le pur necessarie equazioni matematiche vengono dopo!
  • Pasquale Tufano provo a ritornare alla “logica della scoperta scientifica” –spero che apprezzerete– cercando di dire ciò che ho da dire in estrema sintesi .. come sapete il virgolettato che nell’incipit di questo 3d viene commentato “CON I METODI DELLA ROUTINE EMPIRISTA NON SI SCOPRONO NUOVE TEORIE” e la discussione (a me pare) si appoggia sui momenti dell’eureka! .. ossia di come avvenga (se avviene) la illuminazione di tipo scientifico ..
    .. come molti sanno nella attività onirica il cervello non funziona alla stessa maniera che nella veglia .. e -anzi- se vi fosse mancanza di sonno e di sogno velocemente il cervello e la sua capacità di organizzazione prevalentemente **deduttiva** andrebbe a farsi benedire -> se non ci fosse lo stato onirico .. che -di suo- il sogno è prevalentemente associativo ed induttivista ..
    Il mio intervento nelle profondità di cosa sarebbe la logica nelle colonne che la sorreggono
    1) deduzione
    2) induzione
    3) associazione
    4) capacità di classificazione ( e dunque studio dei metalinguaggi di definizione che tendono a essere esterni agli apparati formali proprio al fine di formalizzarli e quindi renderli scientifici, in quanto ripetibili)
    .. il mio intervento era per fare notare che è vero che oltrepassare la frontiera del noto e giungere all’ignoto con l’eureka! .. è una sensazione che solo chi lo ha provato sa cosa significa .. ma richiede anche la umiltà di creare un ponte tra ciò che è già scienza e ciò che ancora non lo è .. e –per fare un esempio– se le mille verifiche (empiriche) della teoria della relatività non avessero confermato la teoria di Einstein .. Einstein sarebbe rimasto un impiegato all’ufficio brevetti .. e un romanziere ..
    .. ma la domanda nasce spontanea (direbbe LUBRANO) ..

    .. siamo sicuri che dall’empiria non emerga mai l’eureka?

    io penso che invece la praxis di rendere con l’esperimento il fatto eccezionale come ordinario e ripetibile da tutti .. è un grande atto di amore ..

    lo scienziato, si pensi ad esempio a Tesla, potrebbe isolarsi in una splendida solitudine e avere sfiducia che qualcuno si voglia arrampicare sul monte dove vi è un roveto che arde e non si consuma ..

    Ma scendere dalla montagna e dire quale è il nome che dio avrebbe dato a se stesso .. investe la scelta di Mosé (come dello scienziato) .. “non mi crederanno .. dammi invece _tu_ il tuo nome” .. perché la disguaglianza di Heisenberg .. o le equazioni di Lorentz .. sono solo un nome che non significa niente se ognuno non ne può fare esperienza personalmente, in modo ripetibile da tutti! ..

    Infine noi siamo nani sulle spalle di giganti .. né ci deve prendere il timore reverenziale che poiché Heisenberg ha detto che la misura ha un limite, o Einstein che la velocità della luce non è superabile .. non andiamo a verificare come se avesse parlato Dio ..

    Nella scienza si è _sempre_ verificato che le teorie approssimano il reale .. e non c’è mai stata una teoria definitiva!

    Segno è che una teoria approssima abbastanza bene una realtà sotto precise ipotesi e non oltre .. per andare oltre serve anche la misura (empiria) e la verifica matematica (teoria dei modelli) .. ma l’eureka! .. non è solo oltre la empiria ma il sort and merge (la fusione logica) nell’arte di non buttare nulla della armonia con cui guardiamo –ciascuno a modo nostro– il reale .. poi possiamo fare la scelta di relazionarci .. oppure che sia inutile provare a spiegare e decidere di arrampicarci da soli a vedere perché quel roveto non si spegne mai .. https://it.wikipedia.org/wiki/Merge_sort

    Il merge sort è un algoritmo di ordinamento basato su confronti che utilizza un processo di risoluzione…
    IT.WIKIPEDIA.ORG
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