Le dinamiche del potere (studio da it.cultura.filosofia: 8 luglio 2015)

Lino Cibernetico:

>> il principio di ubbidienza
>> serve appunto per un popolo bue.

Il 07/07/15 22:51, Omega ha scritto:

> O per un popolo che decide democraticamente di rispettare delle regole
> decise proprio per volontà popolare. Decidere delle regole e poi non
> rispettarle è semplice contraddizione. Apre le porte a ogni possibile
> anarchia.
> La via di mezzo fra popolo bue e anarchia si chiama appunto democrazia,
> dove ci si mette d’accordo su una regola e poi la si rispetta tutti.
> Né la Grecia né l’Italia sarebbero dove sono se avessero rispettato
> questi principi. Perciò, per inciso, dico che ora prendersela con la
> Germania – e però correre a chiederle l’elemosina – è semplicemente
> stupido.
>
> Omega

La tua analisi, Omega, coincide con quella di Socrate e che portò Socrate a bere la cicuta in omaggio al rispetto delle regole come max bene.

La società occidentale non ha in Socrate il suo max, proprio nel concetto che un sistema di regole (per esempio una Costituzione di uno Stato) può essere modificata, anziché essere solo un monolite da cui promana verità.

Fu Paolo di Tarso a introdurre questo nuovo archetipo nella società.

Infatti fino a Paolo di Tarso un sistema di regole era introdotto per forza di parere autorevole, e Roma diceva “dura lex sed lex”.

Dopo Paolo di Tarso si capì che il vero potere non è mai verticale, se non in apparenza.

Lo stesso crollo dell’impero romano alcuni affermano che avvenne per la decadenza dei costumi di amministratori inetti che non seppero governare di fronte all’impatto dei barbari.

Io invece sono dell’idea che il crollo dell’impero romano avvenne a causa del virus del Cristianesimo, e quindi del pensiero di Cristo.

Dopo una prima fase di resistenza al pensiero di Cristo, (i Cristiani mangiati dai leoni nell’arena dei giochi dell’impero) cosa avvenne?

Il potere -chiamiamolo verticale- cercò di inglobare il Cristianesimo come “religione di Stato” e perseguitare le altre religioni come azione contro i poteri legittimi (da cui il concetto di religione di Stato).

Una utopia che preso crollò perché da un lato si seppe che il Cristiano perdona a tutti, purché si pentano .. e quindi si utilizzò il trucchetto di sperimentare il bene ed il male e poi “pentirsi”.

De facto ciò si tradusse solo in una nuova licenziosità dei costumi e nella pretesa che l’imperatore fosse unto dal potere religioso come residuo della piramide egizia che i faraoni non erano uguali agli altri! .. ma erano figli del dio rah .. erano disumani .. di sangue diverso dagli altri .. di sangue blu ..

Questa modalità di élite è vigente prima nel colonialismo inglese e spagnolo e delle altre monarchie europee .. sia nel periodo del tentativo imperiale di Hitler con il concetto della razza superiore .. sia attualmente nei media che pubblicizzano la monarchia inglese .. o riconoscono interesse alle monarchie come potere legittimo e funzionale a una organizzazione statuale ..

Il vero spartiacque della storia del genere umano è nel libro di Samuele (da cui probabilmente prende spunto Paolo di Tarso dopo essere caduto da cavallo) .. la cito qui di seguito testualmente perché non tutti la conoscono:

I Samuele (8, 4) e seguito:

<< Allora tutti gli anziani di Israele si radunarono, vennero da Samuele a Rama e gli dissero: “Ecco, tu sei vecchio e i tuoi figli non seguono le tue orme; *stabilisci dunque su di noi un re*, che ci governi, come hanno gli altri popoli”. Questa richiesta dispiacque a Samuele, soprattutto perché avevano detto “Concedi a noi un re, che ci governi”. Egli allora pregò il Signore, il quale rispose a Samuele: “Ascolta la voce del popolo in tutto quello che ti diranno: *perché non hanno respinto te, ma_respingono_ME affinché *IO non regni su di loro*.>>

Respingere Dio, per un Cristiano, è respingere il principio che la verità è una, e con il dialogo “quando uno o più si riuniranno in mio nome io sarò tra loro”. (dice Cristo).

Quindi un principio di convergenza dell’amministrazione (anche sociale) di una società tramite il dialogo che stabilisce le leggi ed eventualmente le riforma, come sono del resto previste le modalità di riforma per la nostra Costituzione, e le stesse regole di riforma Costituzionale sono “il metodo di sindacare il diritto/le regole” tramite la procedura di spiegare l’innovazione alla luce della verità e della giustizia su mandato e ultima parola al popolo, popolo sovrano.

Persino Dio si ferma a imporre una condotta che non crei la piramide perché l’uomo, come specie, sia pienamente responsabile del suo percorso, in fondo un male relativo (la monarchia e la piramide) che Dio concede affinché l’uomo sia responsabile di fronte a Dio e agli uomini del suo percorso di scelte.

Non sarò certo -quindi- io a impedire (come dicevo anche nell’ultima chiusura del mio precedente post) che la specie umana si configuri sotto uno o più capi branco e segua il suo pivò come gli uccelli nella migrazione da un continente ad un altro.. (comportandosi anche la specie umana solo come specie animale, o (se si preferisce) con una analisi materialistica della storia).

Ma chi ambisca a un profilo più alto del semplice esame della materia come eziodinamica della capacità di proposta che sembri solo ineluttabile giunge alla utopia che il nostro pensiero può cambiare la storia .. e io mi riservo questo diritto .. non tanto perché le probabilità che questo accada siano molte .. ma perché è un mio diritto a uno spazio espressivo .. anche se fossi solo a dire che “il re è nudo!” .. gli altri potranno alzare la testa e verificare la mia tesi .. oppure dare ubbidienza al concetto che l’unica possibilità di una società è la ubbidienza ..

Per capire quanto è profonda la mia ricerca su questa tema e apparentemente contraddittoria in superficie .. mi preme fare un nuovo riferimento:

Cristo si definiva *l’ubbidiente*, non ricordo se su i vangeli ufficiali sia detto esplicitamente o solo su altri testi che consulto.

Ma su i vangeli ufficiali dopo l’ultima cena dice, Cristo, un concetto analogo: “Padre non soltanto per questi ti prego ma per coloro che crederanno alla loro parola .. perché come io e te siamo UNO .. anche loro siano uno con noi”

(sono andato a memoria, spero senza errori).

Ora anche solo “la unità di Cristo con Dio” dice -secondo me- un concetto che Cristo e Dio non sarebbero dissonanti nel loro volere, ma Cristo avrebbe titolo a dirsi l’ubbidiente.

Ho riflettuto quindi a lungo cosa significhi per Cristo il termine “ubbidienza”.

In una gerarchia di poteri umani -a me pare- che significhi quello che significa in ambito militare: “un comando non va discusso -> ma eseguito”.

Ma nella metafisica?

Nella metafisica -per me che non sono un ubbidente e che sono stato a lungo fuori del Cristianesimo proprio perché non è nella mia indole essere una pecora che si muove sotto la verga di un comando anche di un pastore buono- la ubbidienza diviene .. vi invito a riflettere .. un concetto nuovo .. vediamo quale?

La ubbidienza (se di Cristo) non è a un comando potenzialmente sbagliato perché la sorgente è un umano .. ma la ubbidienza (se di Cristo) è alla verità .. una verità perfetta e non affetta da errori .. e quindi derogare è scegliere il male ..

Sorge però una nuova questione che sarebbe un errore ancora più grave sottovalutare:

Cosa avrei fatto _io_ se YHWH (Dio scritto con il tetragramma) mi avesse detto .. “va sul monte con il tuo figlio Isacco .. e mi avesse chiesto sacrifici umani”?

Sarei stato io “ubbidiente”?

Non si sarebbe contraddetto YHWH nel dire “5 non uccidere” e poi chiedermi di uccidere mio figlio?

Insomma oltre che il potere umano .. va sindacato anche Dio?

Ebbene io mi riservo “il diritto anche di sindacare Dio”, e mi ritrovo che in effetti Dio -se consultate le scritture- quando parla per bocca dei profeti (affinché riferiscano le Sue parole) inizia sempre con “ascolta oh Y’sarah’El” e spesso dice anche “popolo di sacerdoti” (sacerdoti -se siete Y’sarah’El- al modo di Mekisedek senza che si possa sapere chi vi abbia ordinato custodi di cose sante) poiché si rivolge a tutto Israele.

Per chi voglia consultare il passo citato (Esodo 19,3) e seguito.
“così dirai a i figli di Y’sarah’El .. voi sarete per me un regno di sacerdoti gente santa”.

Questo è lo scenario di superficie.

E scendendo in profondità nell’etimo di Y’sarah’El si trova che significa “Israele=colui che contende con El”.

Quindi non solo l’anti-tesi di ubbidiente, ma esattamente la contesa come diritto di chi voglia indagare la verità.

Perché la contesa?

Perché noi non siamo in grado -come umani- di sapere se chi ci parla (che sia di sangue reale o no), ci stia dicendo il vero, anche se si presentasse come Dio.

Non ci avvertono le scritture di questo rischio?

Non resistette -forse- Abramo a uccidere Isacco?

Non si contraddì Dio smentendo se stesso con non chiedere più l’uccisione di Isacco?

Non è forse scritto nell’Apocalisse “e molti saranno tratti in inganno a causa dei molti prodigi”? (Apocalisse 13, 14)

Quindi colui che ama la verità non è tenuto -come vero uomo- all’ubbidienza, a mio avviso.

E sarebbe tenuto all’ubbidienza solo se potessi dirsi *vero Dio*, poiché avrebbe in tasca la verità e dovrebbe solo essere coerente con ciò di cui è sicuro.

Io che -quindi- la verità la cerco (come Diogene) e non la posseggo, ma la desidero solamente, recupero la mia umiltà nel dire “chi sono io(?) che devo imporre agli altri il dialogo anziché chiedere un re e la piramide del potere umano”?

Posso chiederlo, ma non posso pretenderlo.

La permette Dio(!), tale libertà ed io potrò solo invitare al dialogo come metodo.. che scelgo a natura della mia natura .. pronto a essere giudicato da Dio e dagli uomini e né Dio e né gli uomini mi potranno privare del mio diritto di amare gli altri come me stesso ..

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