Perché abbiamo votato sull’acqua pubblica se il PD tradisce il REFERENDUM? (inchiesta a Reggio Emilia)

Per dare una misura del livello di abiezione umana toccato dal PD, segnalo quanto in queste ore sta succedendo nella mia città, Reggio Emilia. Nel 2011 si era svolto in Italia un referendum che, tra i vari quesiti, chiedeva alla popolazione avente diritto di voto anche di esprimersi sull’acqua pubblica. Bene, nella provincia di Reggio Emilia ben 250 mila persone votarono per il sì, vincolando così le amministrazioni locali a dare il proprio impegno per il ritorno all’acqua come bene pubblico. E il PD negli ultimi 3 anni aveva fatto la promessa ufficiale di attuare un piano di transizione per rendere l’acqua da bene privato a bene pubblico, istituendo persino una commissione apposita per studiare tale passaggio.
Ieri invece il Partito democratico, in una riunione tenuta a porte chiuse (alla faccia della trasparenza tanto sbandierata come slogan vuoto da usare per abbindolare i gonzi), tradendo le aspettative degli elettori, ha deciso che la ri-pubblicazione dell’acqua non s’ha da fare. L’acqua rimarrà un bene in mano alle Multiutilities, società private a partecipazione pubblica nei cui consigli di amministrazione figurano anche molti esponenti del PD (una casualità, diranno i benpensanti).
La motivazione ufficiale della retromarcia sulla questione acqua pubblica sono i costi da affrontare. Però per commissionare la costruzione dei ponti di Calatrava (33 milioni di euro sottratti alla collettività) non si è badato a spese e sprechi di risorse pubbliche.
Va inoltre segnalato che l’anno scorso durante le elezioni regionali e comunali il PD reggiano aveva fatto ancora dell’acqua pubblica il suo cavallo di battaglia.
Ditemi voi se questa è democrazia.
Non bisogna più rimettere alcuna speranza in un partito di voltagabbana come il PD. Sono collusi coi poteri forti, disprezzano il popolo e non hanno alcuna intenzione di rendere più efficiente questo paese. Anzi, il loro obiettivo occulto è devastarlo, togliere al popolo anche quel poco di strumenti democratici che gli sono rimasti. D’altronde, se governano l’Italia è perché hanno garantito ai poteri forti la sua distruzione. E quanto sta succedendo a Reggio Emilia è solo una delle tantissime prove che lo dimostrano.
Riporre speranze è umano. Continuare ad illudersi è diabolico. A buon intenditor…

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