REALE generato dal KAOS? (studio che investe anche la nuova moneta mondiale)(da it.cultura.filosofia)

Lino Cibernetico <parmenidea@gmail.com> ha scritto:

>> Ma che alla prova delle prove che porto ognuno si senta libero di darmi
>> dell’idiota oppure di coltivare un dubbio .. un dubbio del perché la
>> stringa di “idiota” sia rimasta uguale nei secoli e però sarebbe
>> cambiato il significato se idiota non fosse anche la etichetta di una
>> scelta anzitutto esistenziale e quindi più legata (la stringa) alla
>> mistica o se preferite alla meta-fisica di quanto sarebbe l’attribuzione
>> puramente nello studio di una società solo in un orizzonte
>> materialistico della storia.

Il 16/06/15 14:45, Marco V. ha scritto:

> Ma proprio qui sta il bello dello spirito della lingua!! Esso è del tutto
> imprevedibile. Significanti possono rimanere uguali (intendo quello che tu stai
> chiamando “stringa”) e resistere a incredibili mutamenti di significati. E
> invece può accadere che un mutamento di significato che si direbbe minimo (per
> esempio quello secondo cui si distingue un “bue” da un “toro”, che è dal punto
> di vista della classificazione delle specie viventi, lo *stesso* animale, ma in
> un caso destinato alla riproduzione e nell’altro caso castrato e destinato a
> diventare cibo per i parlanti, cioè per gli esseri umani), comporta la comparsa
> di nuove parole (“toro”, “bue”).
> Perciò la vicenda che ha condotto un derivato della parola _idiotes_ a designare
> lo “stupido”, il “deficiente” etc. è del tutto ordinaria, dal punto di vista
> dello spirito della lingua.
>
> Un saluto,
>
> Marco

Introduci un nuovo argomento , Caro Marco V., che merita senzaltro una replica non perché le altre due obiezioni non fossero di grande interesse, ma perché mi permette di svolgere una considerazione che investe la epistemologia su cui si biforca l’attuale scelta tra

i) *il reale(1)* come epifenomeno del kaos

ii) *il reale(2)* come epifenomeno del logos, percepito tramite la veste esterna del logos = logica

In particolare quando dici:

<<Significanti possono rimanere uguali (intendo quello che tu stai
chiamando “stringa”) e resistere a incredibili mutamenti di significati. E invece può accadere che un mutamento di significato che si direbbe minimo (per esempio quello secondo cui si distingue un “bue” da un “toro”, che è dal punto di vista della classificazione delle specie viventi, lo *stesso* animale, ma in un caso destinato alla riproduzione e nell’altro caso castrato e destinato a diventare cibo per i parlanti, cioè per gli esseri umani), comporta la comparsa
di nuove parole (“toro”, “bue”).>>

Cioé tocchi il tema che dalla “la forma” non è ricostruibile la sostanza dell’ente.(*)
(*)
(dove sostanza io lo significo come ciò che “sub stanzia” staziona sotto la forma, come se la forma potesse quasi pensarsi un vestito indossato incidentalmente ma scorporabile da ciò che giace sotto la veste)

Stiamo toccando, infatti, uno dei temi maggiori che investono in modo drammatico sia l’800 che il ‘900 con il confronto tra determinismo di Laplace e indeterminismo congenito secondo Heisenberg.

Laplace infatti sosteneva che la nostra incapacità di ricostruzione del reale era causata dalla nostra particolare scarsità di info. E se quante più informazioni sul reale accumuliamo tanto più siamo in grado di ricostruire il reale in modo predittivo (ci ha scritto delle celebri equazioni dette appunto di Laplace tra spazi conformi, che semplificano con il calcolo detto simbolico la rappresentazione nella materia di teoria dei sistemi).

Heisenberg invece(*), sosteneva che la investigazione del reale aveva una soglia invalicabile, e il reale emergeva in modo non investigabile come se potessimo aumentare sempre in maggior grado la quantità di info: è la famosa soglia di Heisenberg, che del resto è dedotta su modelli di probabilità che pretendono di concludere di poter dire cose certe a partire da una rappresentazione aleatoria del reale.
(*)
(forse perché non aveva preso la lode alla sua laurea in fisica e cominciato a covare un odio sordo alla misura, cosa che gli impedì di prendere una cattedra se non in periferia).

Oggi, io mi trovo a discutere con ricercatori come Maria Miglietti, che ho già citato come amministratrice su una pagina di facebook dedicata alla fisica quantistica, “se la scienza sia quella del determinismo di Laplace o dell’indeterminismo congenito di Heisenberg” che poi approda alla scuola detta di Copenaghen.

https://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazione_di_Copenaghen

E cerco di spiegare, io che ho studiato teoria dei modelli, e sia i modelli dell’una scuola (deterministica), che di quella aleatoria, che va *distinto il modello dal reale* e che ciò è approfondito nell’altra branca del metodo scientifico detto “teoria degli errori”.

In questi giorni al Gran Sasso è stato dimostrato che dei neutrini cambiano “sapore” e si trasformano da un tipo ad un altro tipo.
dal corriere.it (dal neutrino mu al neutrino tau)
http://bit.ly/1SnoBJn

E però ciò è dentro 5 volte la deviazione standard (sigma), come livello di scostamento dal valore atteso.

++
cit on
++
Researchers at Gran Sasso announced the result yesterday, naming it “5 sigma” on the scale that particle physicists use to describe the certainty of results. One sigma could be a random statistical fluctuation in the data, 3 sigma counts as evidence, but only a result of 5-sigma or more is ranked as a clear observation. By definition, the probability that a 5-sigma result is wrong is less than one in a million.
++
cit off
++

Sulla descrizione di cosa sia la varianza e la deviazione standard:
https://it.wikiversity.org/wiki/Statistica_descrittiva

Ciò significa che i nostri modelli approssimano il reale e non che ci dicono esattamente il reale!

La scienza non è quindi una nuova religione che ci garantisce l’assenza di dubbio e verità assolute ed indiscutibili.

Ed infatti siamo qui a discuterne 🙂

Ciò che aggiungerei è che dobbiamo ammettere che manchiamo di info come sosteneva Laplace ed è per questo che cerchiamo di confinare l’errore in livelli che possiamo considerare “tollerabili” provvisoriamente in attesa di potere fare di meglio ..

E’ vero il discorso di Heisenberg?

Cioé che ad un certo punto ci troveremo di fronte al “muro” invalicabile di una soglia di impossibilità di estrarre ulteriori info?

Ciò è la ipotesi “madre” da cui si immagina che il reale emerga da un motore che sia il kaos, sostituto del concetto del logos e della logica e in definitiva almeno della speranza di poterci capire qualcosa in modo pre-dittivo sul reale .. laddove la predittività è propriamente il dominio della scienza .. che non lancia gli ossetti di profezia, ma si immagina di potere ripetere gli esperimenti in modo ripetibile, se le condizioni al contorno sono significative dello status da cui applicando degli input ci si può aspettare quali siano gli outputs.

La ipotesi (**) di Heisenberg è vera?

RISPOSTA:
.. sì, si può lavorare sull’ipotesi di Heisenberg .. MA
-> si trova nella teoria della informazione che la rappresentazione come dettaglio <<dipende dal quantum minimo di rappresentazione>>(*)
(il quantum min è per esempio quanti bit dedichiamo alla conversione anlogico digitale).

(*)
Per chi non ci creda può consultare il seguente testo:
“Digital Signal Processing” (ed: Prentice Hall)
in versione italiana:
Elaborazione numerica dei segnali (ed: Franco Angeli)
(**)
(la chiamerei -ipotesi- l’enunciato di Heinsenberg sul muro di una soglia invalicabile anziché tesi)

Quindi il problema si sposta se la materia abbia un quantum minimo oppure no! (e di conseguenza la rappresentazione, il modello, abbia una soglia di descrivibilità invalicabile).

E’, i filosofi e gli storici della filosofia conoscono bene questo tema, “la famosa pretesa degli atomisti greci di trovare il mattone fondamentale della materia/energia” (il fotone sarebbe il quantum min dell’energia nell’ipotesi di Heisenberg: basterà vedere la struttura della soglia di Heinsenberg, per convincersene).

La prova del 9, che il fotone non sia il quantum min dell’energia, e che quindi cada la costruzione concettuale di Heisenberg, e con essa non i modelli della scuola di Copenaghen, ma la insuperabilità epistemologica è proprio di questi giorni: infatti con *le cavità risonanti* in cui sono fatti passare i fotoni si può estrarre una info che è inferiore al quantum fotonico poiché non si perturba irrimediabilmente (in media) la info depositata sui fotoni vi indico l’articolo che ne tratta:

http://arxiv.org/pdf/1311.3625.pdf

E’ un argomento per addetti ai lavori, marginale?

E’ teoria della conoscenza e questo dovrebbe già bastare, ma faccio notare che investe i quantum computer e l’effetto entanglement che rende i computer quantici superiori alla velocità della luce come velocità di calcolo.

Ma quello che pochi sanno è che gli USA sono avanti sui quantum computers e se ne fregano che i cinesi continuano a investire sui supercomputer chiamiamoli deterministici .. perché?

Perché la prossima moneta mondiale verte sulla capacità di cription and en-cription dei quantum computers e sul fatto che sia impossibile falsificare o intercettare la codificazione sui fotoni perché una delle conseguenze dell’effetto entanglement e che ci si accorge se vi sono intromissione sul codice (causate dalla interferenza di una misura che altera -se si guarda un fotone interferendo con un fotone- ciò che era depositato come info su ciascun fotone).

Non così sarebbe se la soglia di Heisenberg fosse superabile!

Stiamo parlando -quindi- di ciò che sarà sul pianeta terra nei prossimi (io penso) 150 anni, perché la moneta sarà sempre più facilmente riproducibile -> se fosse senza avanzamenti tecnologici e però l’avanzamento tecnologico può essere il giardino chiuso di una élite, oppure poggiarsi sulla fiducia che -sapendo i fatti- è la collettività che si fa garante che non sia violata la convivenza pacifica tra coloro che amministrano .. nominalmente nell’interesse di tutti.

Quindi, caro Marco V., la ipotesi (quanto meno di studio) se il reale abbia una sorgente *imprevedibile* oppure se vi può essere (e come) capacità predittiva cambia i comportamenti, il modo cognitivo e la storia, oltre che la linguistica e i metodi di investigazione nella ricerca scientifica, poiché -è noto che- si tollerano le persone che dicono di credere in “Dio”(*)
(*)
(qualunque cosa intendano con Dio), come la Fabiola Gianotti del CERN di Ginevra, poiché tali “disabili mentali” considerano compatibile la scienza e lo studio della metafisica, e normalmente hanno delle intuizioni che non vengono dalla fisica, ma dalla meta-fisica. Se poi non sono veramente dei disabili mentali, verificano in modo scientifico, quindi riproducibile da tutti, le loro illazioni, (teofanie?), ma si arrendono a ciò che non possono dimostrare, e quindi non ne pubblicano un articolo scientifico 🙂

La mia posizione -tornando a noi sulla teoria dei modelli- è che non è il reale descrivibile in modo perfetto se vi sono scarsità di info o soglie insuperabili alla codificazione delle info, ma INVECE è il modello che subisce tali tare, se si ferma almeno sul senso comune, a che vi siano tali soglie.

Io usualmente adopero i modelli aleatori, e sono senzaltro utili se si dispone o di poco tempo e di scarse info, sono anche detti “termodinamici”, poiché fanno un discorso di “insieme” -come ad esempio la temperatura media- anziché discorsi specifici.

Ma il mio invito è a dubitare che il nuovo dio sia il kaos .. poiché io non vi posso dire cosa sia la “completezza” .. ma la illogicità non è -secondo me- un buon sostituto né di analisi e né di sintesi a un modo saggio di procedere e quindi alla filosofia .. almeno come ultima frontiera della conoscenza ..

Grazie di questo dialogo e anche del resto delle tue osservazioni che ho dovuto tagliare per esigenze di brevità, sebbene anche quelle molto interessanti ..

Saluti a tutti,

Lino Cibernetico(*)

(*)
.. non a caso amante della Ciber nao, da cui cibernetico, che non discende da cybernetics, ma dal greco ciber nao, “colui che guida una nave” .. e dove dice lui (il ciber), nonostante il mare e le correnti perché vuole decidere -approssimativamente- la direzione della “nave per eccellenza” -> che è *la mente*, che purtroppo mente, se ci si fida della forma e non si investiga anche il fondale sotto il livello della superficie di ciò che appare .. come ben sapeva Kant .. 🙂

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