Cristo non è in alcun modo compatibile con la politica? (studio su it.cultura.filosofia)

Il 14/06/15 15:32, Marco V. ha scritto:

Ecco allora, secondo quanto tu stesso stai dicendo, perché il pensiero di Cristo
*non* è in alcun modo compatibile con l’etimologia greca di “politica”. Ecco
allora perché il diabolico sospetto insinuato da Machiavelli, secondo il quale
la “nostra religione”, cioè la religione di Cristo, è foriera di decadenza degli
organismi politici è un sospetto più che legittimo, che nessuna
reinterpretazione del cristianesimo riesce di per sé a vincere.

Il 15/06/2015 16:26, Lino Cibernetico ha scritto:

Ben strana avventura, per una parola, assumere in origine il significato di “privato” .. privato di che? in contrapposizione di pubblico .. ci siamo riferendo forse alla proprietà?

.. e poi -stranamente- assumere il significato di “stupido”, privo ma di intelligenza!

Concordo con te che gli studi etimologici non sono semplicemente scomporre in frammenti le parole.

Ma nella cultura greca quando si usava il termine idiota siamo sicuri che si intendesse semplicemente il singolo?

Oppure si intendeva lo stupido? .. come oggi?

Vediamo:
http://www.liberoricercatore.it/Cultura/pillole/idiota.htm

Come dice -e conferma- questo autore (il primo che ho trovato su google)

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cit on
++
presso i greci era una persona che in un certo senso viveva da solo, badava ai fatti suoi, non si curava di partecipare alla vita pubblica e alla gestione dello Stato. E la chiamate stupida una persona tale?
++
cit off
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Ecco appunto, il significato della parola verte sul “semplice” perché non si interessa della polis e quindi della politica, lo zotico, quello che manca di alfa e beta, l’ana-alfa-beta (dove ana è privativo).

Lo stesso autore si meraviglia di chiamare stupido una persona del genere, ma non riflette quale fosse l’altezza della “politica” per la Grecia.

Per converso le altre classi sociali erano alla stregua di persone quasi non in grado di intendere e di volere:

1) i soldati dovevano obbedire ai superiori
2) gli schiavi ai padroni
.. solo i filosofi o i politici avevano il rango di intellettuali, e quindi di avere una capacità di id-ente-farsi -> in modo maggiore che jota.

La parola id, scusatemi questo supplemento di indagine, a mio avviso è troppo liquidata brutalmente.

id è un termine che -almeno su questo la psicologia concorda- è ciò che connota la personalità, ma in modo dinamico, continuamente in formazione poiché -nel tempo- cambiamo l’idea che abbiamo di noi stessi.

Ma per coloro che cercano la perfezione e quindi si pongono lo studio del divino, all’id manca solo il cerchio perfetto -> la “o”, quindi se si guarda bene id si scopre

oid|dio

come nello specchio di Narciso.

Sì, i miei metodi di indagine non sono quelli standard e né pretendo di convincere nessuno che idjota è rimasto stabile come fonesi per millenni e non è un caso.

La morfogenesi -a mio avviso- non è avvenuta, come invece ipotizza la versione ufficiale, proprio perché idjota significava la persona quasi autistica blindata nel menefreghismo del suo privato e tale è anche oggi l’idiota che pensa che “non gliene po’ fregà de meno” .. sia che ciò sia conseguente a una poiesi intellettuale .. o semplicemente a menefreghismo/malattia -> perché il risultato è lo stesso .. il volto di un idiota è di colui che è assente .. non reagisce -apparentemente- agli stimoli esterni! .. basta guardare il volto dell’idiota ..

E’ fuori quindi dalla vita relazionale, quella che grazie al relazionarsi è di tutti e quindi pubblica.

Ma la regressione in un id chiuso, senza speranza che uscire dal proprio minimalismo, dal proprio farsi jota (Yoda/JOTA), come il celebre maestro di Obi Wan (notare l’assonanza Obi One), nel film George Lucas, di considerarsi nulla (tale magister ludi) e in grado di estrarre dal discepolo tramite “la maieutica” -> tutto quello che c’è da estrarre da una verità conoscibile -> non è forse uno dei basamenti della filosofia greca -> con Socrate?

La cultura greca non è compartimentata da quella giudaico cristiana, nell’olimpo greco c’era un posto al dio ignoto, quello che anche i greci attendevano di conoscere e Paolo di Tarso si poggiò proprio sui discorsi in Grecia a rendere universale il dio (Cristo) che era sceso tra gli uomini per farsi conoscere.

Era un concetto già nell’orizzonte greco che a volte gli dei scendevano tra gli uomini.

Fu più facile intendere il Cristianesimo ai Greci e tramite gli inglesi dell’epoca (i greci) a tutto il mondo .. che al mondo ebraico che si aspettava un Messia (unto di Dio, questo significa Messia in ebraico dopo traslitterazione, come pure Cristos, che è la traduzione greca), .. un Messia pensato -per gli ebrei- come liberatore e re mondano che liberasse specificatamente solo quel popolo di pastori (gli ebrei).

Quindi la saldatura è nel Cristianesimo più con l’occidente che con l’oriente!

Non perché le radici orientali non vi siano!

Ma per la volontà di trattare la mistica come questione risolvibile con la storia degli enti/eventi naturali, della materia.

Nel linguaggio, invece, necessita una capacità di astrazione che fa del linguaggio l’anello di congiunzione più consono e proprio a collegare il pensiero alla parola e dal pensiero al divino.

Un pensiero che ha caratteristiche non di essere prodotto dalla mente -> che mente.

Un pensiero che accede alla citazione (a volte) per cui “a ciò che avrete dato (*) un nome sarà il suo nome” .. come è detto da YHWH nella genesi.
(*)
(avrete dato “voi umani” come stigma del vostro stato di comunicazione con il divino, quando capite che la nominalistica vi pertiene nel battezzare ogni ente e nel manipolare con il suono e lo scritto le etichette degli enti)

Una azione poietica, nel nominalismo, nell’attribuire e inventarsi dei nomi, che non è né univoca -come semeiotica- né secondo una sola linea di evoluzione!

Per fare un parallelo con la soluzione di un sistema di equazioni in matematica: la linguistica è polidroma e poliforme e le soluzioni (del sistema) sono multiple!

La manipolazione degli id-omi riguardano infatti tutti gli omi, gli homo, gli homo sapiens, che trasfondono nel pronunciare -ciascuno- a modo loro -la parola- e acquistano forza di soggetto, e anche di clan che usa dei modi di dire sia di cription e sia di en-cription come potenza relazionale. (Si pensi allo slang che è una forza di unione anche dei gruppi più illetterati come *Condicio sine qua non* anche per le bande che si riuniscono “per tagliare un braccio a un biglettaio” su un treno, quindi vicini allo stato bestiale -> eppure mantenendo la caratteristica dello slang come forza di coesione).

Come si poteva -allora- far chiamare (come secondo appellativo, dopo Cristos) il Cristos di YHWH se non *la PAROLA* ad indicare che la parola assume una forza non statica e né solo storica quando subisce l’imprinting di una volontà che non è percettibile nel suono .. poiché nel suono tende a essere simigliante per garantire la comprensibilità a tutti .. ma nella potenza di desiderio?

Quindi noi non vedremo né nel reale e né in un vocabolario etimologico le tante avventure di ogni parola in tutte le bocche che l’hanno pronunciata e trasformata nel vissuto della intenzione di ciascuno e di tutti .. ma sostenere che idiota pur essendo rimasta la stessa stringa di fonemi, oltre che di caratteri almeno dal greco al latino e poi all’italiano sia mutata talmente nella semantica da passare dallo *zotico -> all’ebete* mi sembra una forzatura troppo forte per essere accettata in forza di un parere autorevole ma ignorante che la seme-jotica non è una parola americana come sostengono alcuni, e se si va a guardare _nelle_versioni_ufficiali_ *NON trovi* nessuna relazione -anche qui- con *lo jota* .. ma di cosa si occuperebbe la seme-jotica se non di ricostruire la relazione “tra il segno e il significato del segno” scendendo nei minimi particolari (come minimo è lo jota) anche i più apparentemente insignificanti?

Ebbene noi non vediamo il vento (lo yod/jota) che muove le foglie, ma solo il segno visibile delle foglie che si muovono .. però non dubitiamo che le foglie non si muovano da sole .. e immaginiamo *l’invisibile*, lo spirito (lo yod) che già dal principio -sebbene fuori dalla nostra percezione diretta- dava conto della fenomeno-genesi del reale.

Così, non dovremmo dubitare che le parole cambino significato così per caso .. ma che mantengano traccia (e logica) della loro storia che non può rinnegare se stessa(!) perché il linguista aveva poca capacità di ricostruzione del reale notando che l’idiota greco era uno zotico e avulso dal sociale e dalla cosa pubblica, e oggi sarebbe INVECE lo stupido.

Dico solo (scusatemi questa altra aggiunta che però è importante) che è tipico -nella scienza- questa casistica che stiamo esaminando .. laddove risero in faccia ad Einstein con la sua pretesa (nella equazioni scritte da Lorentz sulla teoria della relatività) che il tempo fosse legato al sistema inerziale in cui avvenivano le misure e quindi mutasse tra sistemi inerziali diversi.

Dire che il tempo non era assoluto era -allora- (nella scienza) una vera e propria bestemmia.

Ma quando misurarono che era vero (che il tempo era relativo) alle risultanze sperimentali(!) la *durezza della prova oggettiva* (*) consentì a Popper di scrivere “Logica della scoperta scientifica, il carattere autocorrettivo della scienza”.
(*)
(lì si può parlare di scienza -con Einstein- e non per “le scienze del linguaggio” che sono scienza ripetibile solo nelle linguistiche artificiali, ma non nella linguistica naturale, per le ragioni spiegate univocamente da Chomsky: “l’uomo è un generatore di regole non appresse e quindi non è emulabile in modo artificiale”)

Così -io mi auguro- che anche nella filosofia si possa dire che io sono uno che bestemmia perché non seguo il solco dei pareri autorevoli e codificati nei vocabolari etimologici.

Ma che alla prova delle prove che porto ognuno si senta libero di darmi dell’idiota oppure di coltivare un dubbio .. un dubbio del perché la stringa di “idiota” sia rimasta uguale nei secoli e però sarebbe cambiato il significato se idiota non fosse anche la etichetta di una scelta anzitutto esistenziale e quindi più legata (la stringa) alla mistica o se preferite alla meta-fisica di quanto sarebbe l’attribuzione puramente nello studio di una società solo in un orizzonte materialistico della storia.

Scusate il post un po’ lungo, ma grazie anticipatamente del forum di intelligenze di questo ng di cultura e filosofia .. saluti felicità

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