L’Eco della Tecnica (Umberto Eco – studio su it.cultura.filosofia)

L’Eco della Tecnica

Il 12/06/15 05:03, Solania. ha scritto:

Gli apparecchi, prima la radio e poi la televisione, togliendoci la parola, ci hanno trasformato in minorenni e subordinati.
Le parole sono lentamente diventate qualcosa non più da proferire ma qualcosa che si sente soltanto; non qualcosa che si fa ma qualcosa che si riceve.
Ecco che ciò determina quello che siamo diventati: esseri infantili nel significato etimologico del termine: cioè minorenni che non parlano.

Il risultato finale sarà dappertutto il medesimo: cioè un tipo d’uomo che, non essendo più lui a parlare, non ha più nulla da dire e che, udendo soltanto e incessantemente, è un “ubbidiente” e un “subordinato”.

Ora, poiché l’uomo è tanto articolato quanto egli stesso articola…e tanto inarticolato quanto meno articola, nell’impoverimento generalizzato di quel linguaggio che lo determina, anche il sentire diventa più rozzo e più povero.
( http://oltreilvuotorelativista.myblog.it/2015/06/11/eta-evolutiva/)

Ma ecco il colpo di scena : Internet

Dopo decenni di ottundimento totale e generalizzato ora si è chiamati a dire.
Ma cosa potrà mai dire uno così ?

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Il 13/06/15 23:17, Marco V. ha scritto:
Ma venendo alla parola “idiota”. La parola “idiota” ha una etimologia molto
poco…idiota. Certo, essa deriva dal greco _idiotes_, che significa
“cittadino privato”, in contrapposizione all'”uomo pubblico” (dotato di
maggiore capacità, cultura etc.). _idios_ significa infatti “particolare”,
“individuale”. E fin qui ci siamo. Ma _idios_ è costruito sulla *stessa*
radice etimologica (_id_, che rimanda al “vedere”) di _idea_ ed _eidos_ (che è
il termine con cui Platone designa le “forme” metafisiche delle cose):
“idiota” ed “idea” hanno dunque la *stessa* radice etimologica. Perché
l’idiota è uno con molte idee?:-). Ovviamente no. Piuttosto perché – azzardo –
ciò che rende “particolare” ed “individuale” qualcosa è innanzitutto ed
essenzialmente il suo *aspetto* (che rimanda al “vedere”, perché esso è ciò
che, di una cosa, si vede). Come poi abbia fatto _idea_ a finire col designare
l’ideale, il sovrasensibile, ciò che *non* si vede, l’*universale*, lo ha
spiegato Heidegger: in soldoni, perché l’aspetto è la verità della cosa.

Se _idea_ è passato ad indicare l’universale senza subire nessun contraccolpo,
l’idiota tenta in tutti i modi di stare alla larga dall’universale e di
significare solamente sé stesso, la sua propria individualità: egli, ad
esempio, va su internet per esprimere, cioè rendere pubblica, la *propria*
(=_idios_) opinione in quanto *propria*. Egli vorrebbe cioè innanzitutto
esprimere non un’opinione, ma esattamente quel “proprio” che rende propria,
solamente sua, quella certa opinione. Ecco allora la “fotina” affianco
all’opinione. Non è forse solamente sua, solamente di lui, quella “fotina”? Di
lui e di nessun altro su questa terra? Ma proprio così facendo l’idiota si
universalizza, divenendo egli nient’altro che un’idiozia – quell’idiozia che,
come dicevo, idiotizza lo spazio pubblico internettiano.

Il 14/06/15 10:35, Lino Cibernetico ha scritto:

Sto seguendo la Vs interessante discussione e mi inserisco solo per dissentire (in parte) sulla ricostruzione etimologica della parola *idiota*.

Dico che è -in parte- il mio dissenso .. poiché convengo sulla scomposizione id-iota, ma acclaro che andrebbe scritto:

id-jota.

Ora il termine jota (il minimo segno dell’alfabeto greco), era stato pronunciato in tal modo da Cristo (o nell’equivalente ebraico yod, inizio del tetragramma, quindi tuttaltro che un termine dispregiativo) per dire il minimo segno.

La frase che sto citando è “non sono venuto a cambiare neanche uno jota (o uno yod) nella antica legge”.

Noto che il termine id, anche nella moderna psicologia significa la costruzione della tipicizzazione di ciò che ci id-entifica (id-ente-factum), ciò che ci fa ente, allora si potrà (forse) condividere che l’id-jota, ha un id che è minuscolo e quasi impercettibile come il minimo segno dell’alfabeto greco [o ebraico, o altri minimi segni che sempre quella funzione hanno nei vari alfabeti, ossia l’attenzione ai dettagli, fino al dettaglio di divenire una nebbia che assurge alla illuminazione della teofania del “in principio era lo yod, lo spirito, che aleggiava sulle acque” .. laddove -infatti- il primo dei segni del tetragramma proprio inizia con yod, e ripete la genesi .. poiché ripete il concetto del padre, He, (lettera ebraica) che poi diviene figlio (He) il quarto segno del tetragramma (di nuovo He), ma prima passa per il femminile Waw (che è la donna indicata con la sua vagina W), e in breve è Yod-He-Waw-He, sintetizzato in YHWH, in cui -ricordo- sono solo le consonati perché gli ebrei (come mezzo di difesa) non usavano indicare le vocali .. e del resto ogni città, o quartiere, le vocalizzava a modo suo, come oggi succede anche in Italia (e nel mondo) nei dialetti, che ci dicono la appartenenza ad un gruppo in modo facile, basta che si senta la intonazione e il linguaggio].

Quindi -a mio modo di vedere- *idiota* è colui che è *un semplice* perché manca di cultura, e non necessariamente è deficiente nel senso di non essere ritardato mentale, ma solo con la cultura di un bambino che non sa perché manca di ogni esperienza, non avendo che un bagaglio impercettibile, un minimo segno di capacità di comprendere.

Non vi voglio annoiare con la mia analisi, ma penso che la dinamica di Eco sia una provocazione che egli sa benissimo essere infondata.

Eco cerca una eco!

Una eco alla sua parola potente seme-jota.

Egli semina il minimo segno, e come un seme di una pianta la rende potente grazie alla pro-vox-azione.

Come?

Dando a tutti (quasi tutti, eccetto gli intellettuali) dell’imbecille.

Ricordo (anche qui) che dal latino imbecille è colui che non si sa reggere in piedi e barcolla.

Egli, Eco, si aspetta di innescare una discussione -in definitiva- su Mc Luhan, ossia se sia il mezzo a implicare quello che ci si dice.

E anche Solania (Tiziano, che saluto) accennava a questa questione notando che il gruppo gemello di filosofia della gerarchia it in definitiva (dico io) sembra una fogna perché manca di una azione di filtro, se ricordo bene la sua analisi (mi sembra che Solania dicesse “isola felice” in rif. al gruppo moderato).

Ora io non penso che la diversa dinamica dipenda dall’azione di filtro come fatto scatenante.

Ma dal concetto di *contaminazione*, ecco perché ho usato la parola “fogna”.

Chi si troverebbe a suo agio a parlare in una fogna?

Oppure ad andare a prendere la pecorella audace e idiota in mezzo alle spine con il rischio di ferirsi e contaminarsi dal veleno che è procurarsi delle ferite e permettere ai virus e le malattie di mettere a rischio la personale incolumità nel miscelarsi con lo zoppo che -al più- ti insegna a zoppicare”?

E’ una azione disumana.

Ecco perché chi segue il pensiero di Cristo (e almeno in parte lo condivide) “non è di questo mondo”.

Ecco perché Cristo dice “Chi crederà in me .. passerà le stesse cose (e persecuzioni) che io ho passato” (vado a memoria, scusate se la citazione non è esatta).

Quindi ci troviamo a un bivio.

1) O assurgiamo tutti a essere intellettuali come Eco auspica, in una sua rivisitazione della dittatura del *proletariato* -> assurto a classe dirigente del “abbiamo una banca” (cit Fassino) ..

2) Oppure ci accorgiamo che Dio si rivela ai semplici, agli idioti!

E la citazione dell’interpretazione Cristo-centrica è “Ti ringrazio Oh Padre che ti sei rivelato ai piccoli (o tradotto a volte con i semplici) e ti sei nascosto ai dotti e ai sapienti”.

Detto in un altro modo:

Dovremo desiderare?

i) di essere più mostruosi del mostro che oggi concentra la ricchezza sempre di più nelle mani di pochi con il rischio di una distruzione totale del pianeta (nella dinamica dell’apprendista stregone che evoca forze che poi non riesce a controllare ..)?

ii) oppure cercare filosoficamente -per amore di sofia- di capire che senso ha provare a vivere insieme garantendo un eco sistema? .. che per 4,5 miliardi di anni aveva funzionato benissimo sul nostro pianeta .. con ugual tempo (teorico) nel futuro .. e poi dedicarsi alla esplorazione di “tutti i mondi” nei molti mondi dei molti cosmos che già si intravedono alla ricerca di dove sarebbe collocata la materia/energia oscura?

Naturalmente io sono per la seconda, ma ho una vertenza aperta con il Padreterno, perché non mi sta bene questa egemonia dei gruppi che controllano le banche e tramite gli uomini che poi materialmente le conducono .. con la loro tipica faccia da serpente.

Un rapporto conflittuale con ciò che mi immagino sia il divino, poiché cerco un divino che sia degno di me .. altrimenti non sarà un dialogo facile ..

Grazie della chiacchierata .. un saluto a tutti ..

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