Fabiola Gianotti “Una gran donna” ok .. ma perché la luce risente del campo gravitazionale con massa =0?

dal news groups it.cultura.filsofia.moderato:
Il 14/05/15 06:43, Marco V. ha scritto:> Marco V. <marvas732002@yahoo.it> ha scritto:

> Il thread è ‘Una gran donna’, cominciato qui su ICFM l’11.02.2015.
> Marco
fonte:

http://tinyurl.com/lqoe86b

Lino:

E’ un tema molto interessante, perché riguarda appunto che cosa si può dire del mondo che ci circonda.

***

Naturalmente i fisici -essendo quasi sempre digiuni di filosofia- parlano per frasi fatte come in un cerimoniale di una liturgia di una qualche religione e non si accorgono (quasi mai) che rendono dogma indiscutibile quello che è ricerca scientifica.

Fortunatamente, per me, io ho avuto entrambe le esperienze:

1) la contestazione dei dogmi di fede non per bastian contrarieria, ma per amore di una verità cercata e non posseduta al 100%.

2) la contestazione dell’ultimo modello di moda (soglia di determinazione di Heisenberg, o teoria della relatività etc, fate voi). Ed anche qui non per bastian contrarieria o distruttivismo, ma come indole alla ricerca scientifica.

Mi è stato detto non dalla Fabiola Gianotti, ma da Maria Miglietti (ricercatrice a Ginevra) che scrive su una pagina di facebook dedicata alla fisica quantistica: “ma quello che tu dici non è scienza perché non lo puoi dimostrare!”

Ho detto è vero “non è scienza .. ma è ricerca scientifica” .. che se la scienza avesse solo da costruire delle liturgie di autocelebrazione sarebbe ancora all’invenzione della ruota e si sarebbe fermata alla liturgia della bellezza della ruota e di come si costruisce per i carretti di legno.

🙂

Ma, cari amici, chi mi ha letto anche di sfuggita qui su icfm sa il mio uscire fuori dalle righe in extra-poli-azionem .. e non vi voglio ammorbare con il mio vissuto, bensì’ entrare sul tema in oggetto: cosa si può dire di ciò che è?

Penso di avere su ciò introdotto nella linguistica un nuovo ARCHETIPO: la EPISTEMATICA.

Dicesi epistematica, anziché -per esempio- epistemologia (secondo la mia accezione) non una ricerca della conoscenza (che io situo invece nella disciplina dell’eureka!) “la esplicitazione di un protocollo” .. in tale protocollo si ha che (come in una grammatica formale):

a) si citano gli enti

b) si esplicitano gli operatori

c) si esplicitano i risultati delle operazioni non confondendo operazione ed operatore.
Ad esempio

sia A, B, etc un qualunque numero, anche binario (siano le etichette degli enti)

sia +,-,*, etc una collezione di operatori (come etichette degli operatori)

sia A*B una operazione tra numeri (come rappresentazione)

Ora la interpretazione di cosa faccia “A*B” non è data dal commento, ma dal risultato sperimentale di chi misura “A*B”

Per cui se scrivo (riportando che il mio circuito realizza ed è misurabile quanto segue):

0*0=0
0*1=1
1*0=1
1*1=0

il significato di “*” non è la moltiplicazione ma la somma avendo a disposizione un solo bit, poiché la natura di un ente è raccontata NON da una nostra convenzione, ma da come si comporta l’ente: ed usare “*” può dirsi somma non perché è scritto “+” ma per ciò che realizza.

Questa è l’epistematica.

Ossia la formalizzazione della epistemologia su un protocollo di riconoscimento univoco.

Bene

Cosa succede applicando questo protocollo alla teoria per cui la massa sarebbe una caratteristica conferita alla materia da particelle sub atomiche che è l’attuale filone di ricerca?

Per esempio il paradosso (citato nella discussione che ho letto) che vi sarebbero enti senza massa come l’elettrone!

Va capita una cosa semplice: NON E’ LA MASSA il fattore comune di “tutto ciò che è”.

Infatti la massa può definirsi come °uno_stato° (tra i molti che non mostrano massa) di “tutto ciò che è” ma non l’unico stato di “tutto ciò che è”

Un esempio a riprova è

e=mc^2

cioé il fatto che se si fondono due atomi ad esempio di idrogeno (isotopo di deuterio in particolare con un protone e un elettrone ciascuno, più un neutrone) si forma un atomo di elio che però ha un difetto di massa! e la massa che manca si è trasformata in energia di tipo fotonico, cioé luce.

La stessa luce -quindi- che si pensa priva di massa non ne è priva! .. ma è la stessa massa in un diverso stato che è detto energia! (luminosa, chiamata di tipo fotonico).

idem con patate è -a mio avviso- per lo status della carica elettrica in cui la “energia” è racchiusa in un elettrone!

idem nel senso che è una particolare forma energetica, l’elettrone, che si caratterizza tramite le proprietà del contesto che descrivono il suo comportamento, come ho mostrato nel metodo della epistematica.

Potrebbero esistere anche qui regole per trasformare elettroni in energia e se ne osservano nella fisica delle particelle, ma ciò non significa che gli elettroni sono dotati di massa o che lo siano i fotoni, ma che X che per comodità chiamiamo energia assume caratteristiche di “contesto” e quindi ad esempio può avere diverse frequenze di irradiazione, oppure in dipendenza di collisioni, o di campi magnetici, etc.

Un ultimo accenno a cosa porta questa nuova cosmologia della epistematica, almeno alle mie ultime ricerche:

Non esiste il vincolo del superamento di c (la velocità della luce) se non nella nostra dimensione.

Gli stessi fisici, (ne ho conferma recente proprio dalla Miglietti che citavo prima), usano non più dire che aumenta la massa a causa delle trasformazioni di Lorentz, ma che “la massa a riposo” rimane quella mentre aumenta l’equivalente energetico della massa secondo e=mc^2.

Ciò significa che avvengono dei paradossi anche qui nella massa .. perché la massa non è un fattore comune a tutti gli stati della materia .. ma non dei vincoli che impediscano il cosiddetto “cambio di stato”.

Vi sono allora degli universi (o meglio dire multiversi) adiacenti nel cosmos (e le relative frontiere sono valicabili).

In particolare si discuteva in questi giorni se con 13 TeV del LHC di Ginevra si possa generare un microbuco nero e ciò che cosa significhi.

Secondo i fisici ciò è possibile se vi sono dimensioni extra oltre le 3 + 1 temporale, altrimenti non avremo effetti di alterazione gravitazionale dall’energia di sparare protoni con una energia di 13 TeV.

Ci si aspetta inoltre la scoperta di altre particelle sub atomiche per scoprire altre congerie di pezzettini del LEGO con cui costruire i mattoni fondamentali della materia come dagli atomisti greci in poi ..

Io penso -invece- che la gravità è una caratteristica dell’energia che si manifesta non per una particella sub atomica (come si pensa nella interpretazione quantica), ma come proprietà di ciò che è, quando gli serve quella caratteristica.

Quindi una proprietà del complesso e non del cocktail delle parti che rimarrebbero nella loro natura di parti separate, sebbene interagenti.

Il superamento delle frontiere di prossimità realizzate con i micro buchi neri, quindi, non sono oggetti esoterici, ma quello stesso che succede in natura quando la massa diviene talmente eccessiva da non fare sfuggire neanche la luce!

E qui c’è un vero fatto strano: come si fa a dire che la luce non sfugge da un buco nero se la gravitazione agirebbe solo sulle masse e la luce ne sarebbe priva (di massa)?

Urge quindi andarsi a rivedere la teoria della relatività generale di quel fessacchiotto di Einstein (dico fessacchiotto perché i fisici lo odiano, visto che era contrario alla teoria della probabilità come res, ma favorevole solo come modello approssimato di “tutto ciò che è”, da cui “il buon Dio non gioca ai dadi”).

E guarda caso si trova che la massa (come forma dell’energia) non altera solo le altre masse ma lo spazio.

Ed è un modo elegante di dire che altera anche la luce nonostante che la luce non avrebbe massa.

🙂

Come altera la luce?

Genererebbe una alterazione come una lente, ossia creerebbe una curvatura non lineare laddove la luce debba attraversare un campo gravitazionale.

Ucci ucci sento odor di cristianucci .. ma la luce non era priva di massa?

Su cosa agisce questa caratteristica gravitazionale che -oggi- i fisici teorizzano addirittura extra dimensionale ossia in grado di manifestarsi anche oltre gli universi adiacenti?

Bisogna, a mio avviso, rinunciare a bosoni come donatori sani di massa, e accedere al concetto delle “condizioni sperimentali” e verificare di che stiamo parlando ..

Sarebbe stato bello che la luce (una delle forme dell’energia tipo 1) e la materia (una delle forme dell’energia tipo 2) fossero perfettamente separabili, e quindi avremmo avuto delle grandezze “pure”.

L’energia la misuravamo nella sua capacità a fare qualcosa, la massa con il peso, etc.

Ma la materia/energia formano un unicum che si comporta in modo specifico alle condizioni sperimentali, e -infatti- Einstein diceva “non dirmi i tuoi commenti, dimmi le condizioni sperimentali e cosa hai misurato”.

Un link per mostrare la formula generale della gravitazione quando altera anche la luce (che non avrebbe massa, almeno in senso classico):
(vedasi l’equazione di campo)

http://it.wikipedia.org/wiki/Relativit%C3%A0_generale

E un link dove spiega molto bene (ed in poche righe che i fotoni subiscono la gravitazione senza essere dotati di massa!)

http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=6399

Infine un link in cui vi è la trattazione completa del calcolo tensoriale:

http://www.df.unipi.it/~ferrante/ssis_page/relativita_old.pdf

Ma una ultima nota la devo aggiungere:

Non è il calcolo tensoriale indispensabile per spiegare le trasformazioni di Lorentz, se non perché è una trattazione formalmente più potente a spiegare come si altera lo spazio, le masse, il tempo.

Ma è indispensabile (il calcolo tensoriale) se si vuole “girare la frittata” e mettere al centro della osservazione non più i singoli oggetti che attraversano una spazio, ma come sarebbe trasformato lo spazio da quei singoli oggetti, in specie quelli più massivi.

Quindi con il calcolo tensoriale non abbiamo più come indifferente la presenza di oggetti massivi, ad esempio, ma ciò impone una curvatura dello spazio di cui risentono eventuali oggetti piccoli che entrano nell’orbita di una stella, come pure la luce che si propaghi in prossimità di una stella.

cito:
« La materia dice allo spaziotempo come incurvarsi, e lo spazio curvo dice alla materia come muoversi »
(John Wheeler)
dal link già indicato che ripeto:
http://it.wikipedia.org/wiki/Relativit%C3%A0_generale

Con la esplicitazione tensoriale ci si è arresi a una misura dello status quo, corredandolo alle grandezze primarie agenti e dico primarie perché è ben noto che quando l’ordine di grandezza è lo scontro tra due fotoni poiché non si può trascurare il fotone sotto osservazione da quello che esegue la misura Heisenberg nota che non si è in grado di dire cosa stia succedendo con determinismo.

Ma su ciò ho già detto (quando ho detto che la fisica quantistica non va buttata a mare) .. poiché la distribuzione della materia è pseudo-quantica, ma non esattamente quantica.

La frontiera successiva è allora da cercare nei metodi di sotto-quantizzazione almeno come prima approssimazione di provare a dire qualcosa su quelli che chiamiamo fotoni e io scommetto che non sono l’ultima frontiera.

Grazie dell’occasione, un saluto a tutti.

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2 risposte a Fabiola Gianotti “Una gran donna” ok .. ma perché la luce risente del campo gravitazionale con massa =0?

  1. EnricoSfermi ha detto:

    ma ogni tanto scopi? secondo me ne hai tanto bisogno.

    • Lino ha detto:

      mi dispiace che sei fermo all’analisi della materia .. rifletti che tutti dobbiamo morire e non ti potrai portare appresso nulla di materiale .. a quel punto -forse- rimpiangerai di non avere dedicato tempo alla metafisica e non solo all’istinto di accoppiarti..

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