“LA QUESTIONE ETICA” (sottotitolo: siamo liberi? ) (Kaos Theory?)

Il 27/03/15 17:13, Loris Dalla Rosa ha scritto:[…]

“la questione etica” ..

> ..e senza la quale non esiste neppure differenza tra l’indifferenza del
> chirurgo e quella del killer professionista o del mafioso. Fa invece
> grande differenza per il filosofo, l’esistenza o meno di una questione
> etica.
> Cari saluti,
> Loris

Mutato ciò che va mutato ..

.. non è forse vero che tra due figli di una stessa madre e di uno stesso padre ..

-> il 1° è Caino e il 2° Abele?

Ossia il primo (Caino) sente di intuire la voce di Dio che gli consiglia a “porsi (nella scelta) a “miti consigli” e quindi alla tolleranza, alla misericordia(*1) .. eppure *sceglie* di farsi vincitore senza <<l’ipotesi Dio>>, quindi uccide chi attenta alla sua egemonia?

(*1)(concordia, a farsi carico a non perseguitare nessuno, neanche i miseri, coloro che potrebbero essere sopraffatti)

Insomma, in onore alla LOGICA, io proverei a fare un gioco diverso:

.. anziché dimostrare che siamo liberi, proverei a ipotizzare che come ipotesi di fondazione della logica ..

IP1 “ipotizzare che la scelta sia libera tra uccidere e non uccidere (ad esempio)”

TESI:
Se è vera IP1, ne segue che esiste la TEODICEA, ossia che “non tutto dipende da una scelta singola ma ogni singola scelta realizza una sommatoria che da il reale”
Dimostrazione:
Come nel mare vi sono molte onde qualcuno potrebbe dire che il mare ha lo stesso moto ondoso se io lancio un sasso?

Quindi nel fiume del tempo non sarà il mio sasso lanciato a mutare considerevolmente il moto ondoso di quello che fa il fiume come azione prevalente (*2) .. ma *chi* (dicendo il vero) potrebbe negare che la interferenza (inter fero, il portare dentro ad un sistema) di un ente o evento -> NON MUTI le *dinamiche di ciò che ex-siste? .. quindi si manifesta?

(*2) (e qui mi appello a chi ha studiato cosa significa il termine teodicea per capire che le responsabilità di scelta sono diverse e diversamente influenti sul mutare il reale)

COMMENTO:

Ecco allora che è lapalissiano che l’oscuro lavoro presso l’ufficio brevetti di un impiegato non sembra mutare il futuro .. ma se scrive la “teoria della relatività” che dimostra che persino il tempo ha un clock che risente della velocità del sistema inerziale associato a chi viaggia -> ciò genera ilarità nell’ambiente scientifico .. finché -però- la misura sperimentale dimostri che *la materia pulsa* in modo associato al sistema inerziale .. e quindi l’orologio gemello che ha viaggiato su un aereo torna più giovane di quello che è rimasto in aereo porto .. esattamente come raccontavano -a priori- le equazioni di Lorentz che spiegarono matematicamente ciò che intendeva Einstein con teoria della relatività.

Che c’entra con la libertà?

C’entra .. le nostre scelte sono condizionate da ogni contesto, come dimostra Cauchy nella soluzione di un sistema di equazioni (la soluzione è unica, quando esiste, in dipendenza alle “condizioni al contorno”), ma NON dipendono solo dal contesto! .. vi sono nelle equazioni le condizioni di I/O (input/output, o anche dette funzioni di ingresso ed uscita, ma stranamente il nome dice anche le condizioni di io (che assomiglia a iconizzazione I/O), ossia del contributo -che non vale zero- di ogni io, di ogni singolo).

Totò diceva “è la somma che fa il totale” .. ma come potrà una somma in cui tutti i contributi sono zero a fare una somma diversa da zero?

Quindi necessita presupporre che ogni ente non dia un contributo zero alla somma di forze che agisce sul reale ed è parte del reale!

Allora si arriva al livello di intuire a cosa porta la teodicea.

Che -a mio avviso- non abbiamo la potenza di creare un cerchio maggiore di Omega, ma che -come è fatto quel cerchio- dipende anche da noi.

Non possiamo vincere Omega, non siamo liberi di questo(*3).

Ma siamo liberi di “essere *in* Omega” scegliendo la vita anziché la morte, la biofilia anziché il cammino di morte della necrofilia, che non è un cammino solo di uccidere gli altri e poi noi stessi nel non avere fiducia del desiderare (*4) .. ma di scoprire che “nulla si crea e nulla si distrugge .. ma tutto si trasforma” .. e quindi la morte non è cosa certa .. perché potrebbe esservi sempre vita anche quando ci svegliamo da un sogno in cui sognavamo di essere morti ed era solo un sogno .. 🙂

(*3)(basti citare -nella filosofia- il paradosso di chiedere a Dio una pietra così pesante che neanche Lui la possa sollevare: e se non lo fa accusarlo di non essere omnipotente .. ma Dio non è lì, *il tutto* non è lì come nostro gioco e quindi sotto di noi, ma sopra e oltre di noi e non si presta a giochi in cui perde la omnipotenza).

(*4)(si noti che la seconda parte dei dieci comandamenti si interessa proprio di cosa sarebbe lecito desiderare)

Un ultimo pensiero: il nostro pensiero e pensare -specie nel desiderio- è una *forza potente* che influenza il reale e la scelta!

E’ un segno della ipotesi che potremmo accorgerci che il determinismo meccanico che sembra affiorare con i comportamenti del sasso che cade e iconizziamo nelle “leggi” è turbato dal fatto che possiamo *scegliere* di afferrare il sasso che precipita e quel sasso non cadrà per terra contraddicendo la ineluttabilità delle leggi meccanicistiche e quindi deterministiche.

Quel sasso potrà essere usato per scagliarlo -come Davide- per darsi la vittoria tramite la morte del nemico, oppure per costruirci sopra la pietra di fondazione del Cristianesimo cambiando il nome da Simone a Pietro.

Quel sasso cercato da Francesco di Assisi potrà creare equivoci pensando che “lo stato relazionale del parlarsi” sia sentire una voce che ti dice “ricostruisci la mia Chiesa” e pensare che la Chiesa si ricostruisce solo con i sassi fatti di materia senza che contengano dei desideri di vita.

Allora girare per le case -come Francesco di Assisi- chiedendo un sasso o una pietra, per costruire un edificio per pregare Dio.

Per me non esiste -invece- la preghiera.

Non abbiamo necessità di chiedere -in sudditanza- ciò che è lecito per diritto.

Siamo nell’essere a pieno diritto più di un sasso o un desiderio.

Non abbiamo bisogno di rivolgerci a Dio elemosinando ciò che vorremmo, ma dobbiamo solo scoprire che non siamo obbligati alle leggi, perché <<siamo sopra le leggi!>> .. quando accediamo a ciò che è giusto perché amiamo la verità tanto che sia una carne sola con la nostra materia, la mente, e ciò che è ancora più in alto e che non si può spiegare a parole .. ma solo per esperienza diretta di chi voglia esplorare *la scelta* di salire sul monte dove arde un roveto che non segue le leggi ordinarie che vorrebbero che si spenga dopo avere esaurito la combustione ..

Allora si lascia ai piedi del monte la moglie, le pecore, il rischio dei ladri e degli assassini e si inizia il percorso di cercare di capire cosa sarebbe Omega ..

Saluti agli amici filosofi 🙂 e anche a Loris in particolare (naturalmente anche Maurizio/Omega) .. che sopporta/sopportate .. i miei lunghi discorsi ..

🙂

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