Associazione “Eureka!_FUSION_2014”

Associazione “Eureka!_FUSION_2014”?

Il nostro target è la FUSIONE FREDDA a livello commerciale ORA e non DOMANI.

Un primo mito da sfatare è che la fusione fredda sia impossibile, o improbabile.
Chi abbia dei dubbi consulti il documento seguente:

http://www.fusione.enea.it/pubblications/TR/2002/RT-2002-41-FUS.pdf

Intendiamo – come Associazione “Eureka!_FUSION_2014” – costruire un fondo no profit espressamente dedicato alla ricerca scientifica. Attualmente alla associazione Eureka!_FUSION_2014 è ufficialmente iscritto l’ing. Pasquale Tufano, che ne è anche il garante amministrativo nel tenere e aggiornare la contabilità delle donazioni, che saranno pubblicate on line (man mano che perverranno).

Saranno anche aggiornati i NOMI di “Coloro che chiederanno di far parte di Eureka!_FUSION_2014”, indicando gli incarichi, e la data di adesione (non è prevista una tassa di iscrizione, ma solo una semplice richiesta indicando una casella di posta elettronica).

Onde incentivare le donazioni ..

l’ing. Pasquale Tufano consiglia di operare con BONIFICO BANCARIO alle coordinate bancarie seguenti .. e si fa garante di inviare a chi devolverà una cifra minima di 20 euro (o superiore) UNA COPIA del seguente progetto di FUSIONE FREDDA denominato “KIT-MIN(1)_COLD_FUSION”, già perfettamente funzionante come esperimento che dimostra la fusione del catodo per reazione nucleare Deuterio/Deuterio con produzione di Elio.

(kit-min-(1)-cold_fusion, schema elettrico)

In particolare nella COPIA inviata presso la casella postale da indicare nel bonifico saranno indicati i valori di tutta la componentistica!

***

Anteprima (sui dettagli dello schema elettrico):

  • v1-v2= tensione di rete ordinaria
    (50 Hz, 220 Volt, corrente max richiesta minore di 10 ampere)
  • v01-v02=tensione in continua da applicare alla cella di elettrolisi tramite gli elettrodi di tungsteno (gli elettrodi non devono toccare il recipiente e quindi devono essere tenuti separata da un materiale isolante. Il polo negativo, detto catodo, deve stare immerso poco, 5 mm circa se si vuole attivare con facilità la fusione dell’elettrodo, mentre l’anodo (polo +), non ha fenomeno di fusone ma solo di perdita di materia di reazione in dipendenza dal tipo di sali e dall’elettrodo stesso, e quindi può stare immerso in modo maggiore nel liquido, tpy circa 5 volte più del catodo nelle nostre prove, quindi intorno a una profondità di 3 cm dalla superficie).
  • Gli avvolgimenti L1, L2 sono di un Variac (trasformatore variabile nelle caratteristiche del secondario, che vanno da 0 volt, a 260 volt), quello da noi utilizzato è 260V*20A=5200 VA.
  • Il ponte a diodi ha caratteristiche spinte che saranno indicate come segue:
    sigla dei diodi=…
    Imax (lavoro)=..x1 Ampere
    Vmax(lavoro)=..x2 Volt
    Temp.(range)=..x3/x4 °C
  • Condensatore ha caratteristiche spinte che saranno indicate come segue:
    Capacità=..x5 uF
    Vmax(lavoro)=..x6 Volt
    Temp.(range)=..x7 °C
  • Recipiente in vetro pirex da 2 litri
  • Elettrodi di TUNGSTENO (tungsteno fonde a 3200°C), tipo verde (non radioattivo).
  • Elettrolisi in acqua demineralizzata in aria libera
  • Sali: 25 gr/litro di bicarbonato di sodio (la variazione della percentuale dei sali cambia i valori della corrente, è anche importante la misura di temperatura e non operare in luoghi chiusi compresa la cella di reazione che va lasciata aperta).

Avvertenze:

Si deroga alla responsabilità di chi utilizzi la elettrolisi dell’acqua senza avere una competenza specifica.

In particolare si ricorda che mettere due bacchette di metallo in un liquido può produrre:

  1. folgorazione per corrente elettrica
  2. schizzi di liquido incandescente verso l’operatore
  3. rischio di corto circuito elettrico
  4. intossicazione o avvelenamento per i fumi prodotti dalle reazioni chimiche a secondo del tipo di sale utilizzato
  5. esposizione ad inquinamento elettromagnetico e da radiazioni (se non si utilizzano schermi di protezione).
  6. rischio di esplosione o combustione nel caso la produzione di idrogeno e ossigeno avvenga in ambiente chiuso.
  7. non maneggiare le parti elettriche senza le dovute protezioni e utilizzare strumenti di misura per valutare l’andamento delle reazioni elettriche chimiche e fisiche.

Conclusioni:

La nostra vuole essere – quindi – opera di divulgazione scientifica che ci consenta di accedere a un minimo di risorse per potere sviluppare il progetto (ora in fase di studio e che aspetta la realizzazione del nuovo prototipo) che sarà “KIT-MIN(2)_COLD_FUSION”: questo secondo prototipo si prefigge lo studio della temperatura dei gas di reazione onde proseguire – successivamente – a un nuovo avanzamento “KIT-MIN(3)” nella realizzazione di uno scambiatore di calore ad hoc.

Grazie dell’attenzione,

ing. Pasquale Tufano

ps:

il numero del bonifico bancario è il seguente:
++
cit on
++
Conto BancoPosta Click n.: 000096715123
Intestatari: TUFANO PASQUALE
Codice IBAN: IT21Y0760103200000096715123
codice iban con spazi: IT21 Y076 0103 2000 0009 6715 123
codice BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

CIN: Y
ABI: 07601
CAB: 03200
N.CONTO: 000096715123
++
cit off
++

  • nella causale indicare la casella di posta elettronica se volete ricevere ulteriori dettaglio dello schema circuitale sui valori completi per realizzare un prototipo di conferma sperimentale, di verifica -in particolare- che il catodo di Tungsteno fonde applicando una continua di 250 Volt.
  • la Vs casella di posta sarà citata nella pagina attuale per dare conto delle donazioni

Informazioni di base sulla FUSIONE FREDDA (cold fusion):

Gentili lettori, amici che vi interessate di fisica, ricercatori curiosi di sapere qualcosa sulla funzione fredda .. la Vs curiosità è stata la mia, e lo è tuttora, in specie per i fenomeni legati ai processi di fusione ed in particolare che riguardano il passaggio dall’isotopo di idrogeno detto deuterio e il risultato della reazione che è il gas elio.

Questo(la fusione di idrogeno vs elio) è un processo che normalmente avviene sulle stelle e – per la nota formula di Einstein (e=mc^2) – nel risultato di questa trasformazione “due atomi di idrogeno si riducono a 1 di elio”.

Ciò significa che la minore massa dell’elio (rispetto ai composti iniziali che sono due atomi di deuterio) si è convertita – in parte – in energia luminosa e questa è la ragione per cui vediamo che le stelle sono accese.

Sulle stelle questo processo avviene per forza di gravità, e sembra assurdo che possa avvenire in un processo di reazione elettrolitica, poiché nel caso della elettrolisi vi è solo un basso passaggio di corrente in un liquido di acqua e sale (i sali possono essere di molti tipi, e con essi cambia la quantità di corrente e i prodotti secondari di reazione).

Ed infatti il fenomeno vede solo pochi eventi di fusione e quindi non fonde tutto il liquido, ma solo rari casi (una parte ogni venti milioni di molecole di acqua contiene deuterio che ha due nucleoni al posto di idrogeno usuale che ha un solo nucleone. Si noti che dicesi nucleoni sia il protone che il neutrone, quindi l’idrogeno più diffuso ha un solo protone, il deuterio un protone e un neutrone).

Le condizioni di innesco avvengono in prossimità – in particolare – del catodo e solo a temperatura superiore a 40° C se a pressione ambiente (in aria libera). La tensione applicata in continua è dell’ordine dei 250 volt e la misura di corrente continua è dell’ordine dei 2 ampere, quando il catodo inizia a fondere.

La cosa difficile da credere, a meno di osservare le misure degli strumenti che eseguono il monitoraggio del sistema elettrolitico, è che la fusione aumenta man mano che aumenta la tensione in continua a valori sempre maggiori .. “e però la potenza elettrica assorbita diminuisce”(!) .. a segnalare che il fenomeno che fonde il catodo non è principalmente elettrico, ma di fusione nucleare.

Inoltre il plasma si auto confina, poiché la produzione di idrogeno tende a impedire il passaggio di corrente elettrica quando il catodo è acceso e l’aumento della temperatura del catodo non si trasmette al liquido di elettrolisi e ciò è sperimentabile grazie la misura di temperatura del liquido che tende a rimanere intorno ai 50 °C quando il catodo è acceso.

Chi porta via l’enorme calore (3200 °C nel caso del tungsteno) dal catodo acceso?

Non è il liquido e neanche fenomeni radiativi che riscalderebbero l’acqua, almeno in quota parte, poiché la parte luminescente è sotto il livello dell’acqua.

A nostro avviso è l’idrogeno che gorgoglia sul catodo che assolve a questa funzione di auto confinamento naturale del catodo.. dove per auto confinamento intendiamo il fenomeno di non trasmettere calore al liquido se non allo spegnimento della corrente di elettrolisi.
I nostri prossimi esperimenti, che sono oggi in fase di studio, punteranno proprio a eseguire misure sulla temperatura dell’idrogeno gassoso dopo che si è separato dal catodo acceso per valutare se è questo il vettore di raffreddamento del catodo che risulta a temperature molto basse – circa 150 °C – già a 5 mm dalla superficie immersa, mentre la parte luminiscente è a 3200 °C.

Se la sperimentazione desse esito positivo ne avremmo conseguenze su una diversa gestione dei processi di fusione a innesco elettrolitico e nello studio di scambiatori di calore ad hoc.

Un incoraggiamento a tutti coloro che vogliano dare il loro contributo in questa ricerca per fonti energetiche alternative.

Grazie dell’attenzione
ing Pasquale Tufano

ADESIONI AL COMITATO SCIENTIFICO

  1. Pasquale Tufano (ing. progettista) (20.12.2014),
    interviste: link, canale youtube: link, contatti: link
  2. Fabio Sipolino (ing. fondatore di Political Polis) (20.12.2014),
    canale youtube: link, facebook: link
  3. Diego Marin (fisico, ricercatore) (20.12.2014),
    blog: link, cold fusion: link
  4. Maurizio Anselmo (ing. elettronico) (20.12.2014)
    facebook: link
  5. Michael Bolognini CEO & Founder Geographical Research Association è la realtà capostipite della nostra organizzazione (www.geographicalresearch.com)

Aggiornamenti:

https://6viola.wordpress.com/associazione-eureka_fusion_2014/

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