E.CAT .. il punto della situazione sulla cold fusion (fusione fredda) – intervista a Andrea Rossi e all’ing. Tufano

Andrea Rossi ci spiega in modo semplice il principio di funzionamento del generatore E-Cat e risponde a molte curiosità su come questa tecnologia possa…
SALVO5PUNTOZERO.TV
  • Pasquale Tufano l’ho ascoltata la intervista, ma non spiega “il principio di funzionamento e-cat”
  • Fabio Pareto preferisco le green energy provate e dimostrate !https://www.facebook.com/…/Green…/243806995745213…

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    • Giovanni Castaldo
    • Leonardo Bruni
  • Pasquale Tufano qui spiego cosa ne penso io sulla fusione fredda ..
    cit:
    Gentili lettori, amici che vi interessate di fisica, ricercatori curiosi di sapere qualcosa sulla funzione fredda .. la Vs curiosità è stata la mia, e lo è tuttora, in specie per i fenomeni legati ai processi di fusione ed in particolare che riguardano il passaggio dall’isotopo di idrogeno detto deuterio e il risultato della reazione che è il gas elio.
    Questo (la fusione di idrogeno vs elio) è un processo che normalmente avviene sulle stelle e – per la nota formula di Einstein (e=mc^2) – nel risultato di questa trasformazione “due atomi di idrogeno si riducono a 1 di elio”.
    Ciò significa che la minore massa dell’elio (rispetto ai composti iniziali che sono due atomi di deuterio) si è convertita – in parte – in energia luminosa e questa è la ragione per cui vediamo che le stelle sono accese.
    Sulle stelle questo processo avviene per forza di gravità, e sembra assurdo che possa avvenire in un processo di reazione elettrolitica, poiché nel caso della elettrolisi vi è solo un basso passaggio di corrente in un liquido di acqua e sale (i sali possono essere di molti tipi, e con essi cambia la quantità di corrente e i prodotti secondari di reazione).
    Ed infatti il fenomeno vede solo pochi eventi di fusione e quindi non fonde tutto il liquido, ma solo rari casi (una parte ogni venti milioni di molecole di acqua contiene deuterio che ha due nucleoni al posto di idrogeno usuale che ha un solo nucleone. Si noti che dicesi nucleoni sia il protone che il neutrone, quindi l’idrogeno più diffuso ha un solo protone, il deuterio un protone e un neutrone).
    Le condizioni di innesco avvengono in prossimità – in particolare – del catodo e solo a temperatura superiore a 40° C, se a pressione ambiente (in aria libera). La tensione applicata in continua è dell’ordine dei 250 volt e la misura di corrente continua è dell’ordine dei 2 ampere, quando il catodo inizia a fondere.
    La cosa difficile da credere, a meno di osservare le misure degli strumenti che eseguono il monitoraggio del sistema elettrolitico, è che la fusione aumenta man mano che aumenta la tensione in continua a valori sempre maggiori .. “e però la potenza elettrica assorbita diminuisce”(!) .. a segnalare che il fenomeno che fonde il catodo non è principalmente elettrico, ma di fusione nucleare.
    Inoltre il plasma si auto confina, poiché la produzione di idrogeno tende a impedire il passaggio di corrente elettrica quando il catodo è acceso e l’aumento della temperatura del catodo non si trasmette al liquido di elettrolisi e ciò è sperimentabile grazie la misura di temperatura del liquido che tende a rimanere intorno ai 50 °C quando il catodo è acceso.
    Chi porta via l’enorme calore (3200 °C nel caso del tungsteno) dal catodo acceso?
    Non è il liquido e neanche fenomeni radiativi che riscalderebbero l’acqua, almeno in quota parte, poiché la parte luminescente è sotto il livello dell’acqua.
    A nostro avviso è l’idrogeno che gorgoglia sul catodo che assolve a questa funzione di auto confinamento naturale del catodo.. dove per auto confinamento intendiamo il fenomeno di non trasmettere calore al liquido se non allo spegnimento della corrente di elettrolisi.
    I nostri prossimi esperimenti, che sono oggi in fase di studio, punteranno proprio a eseguire misure sulla temperatura dell’idrogeno gassoso dopo che si è separato dal catodo acceso per valutare se è questo il vettore di raffreddamento del catodo che risulta a temperature molto basse – circa 150 °C – già a 5 mm dalla superficie immersa, mentre la parte luminiscente è a 3200 °C.
    Se la sperimentazione desse esito positivo ne avremmo conseguenze su una diversa gestione dei processi di fusione a innesco elettrolitico e nello studio di scambiatori di calore ad hoc.
    Un incoraggiamento a tutti coloro che vogliano dare il loro contributo in questa ricerca per fonti energetiche alternative.
    Grazie dell’attenzione
    ing Pasquale Tufano
    http://youtu.be/gLa04sHeoRI

    Il punto sulle ultime notizie in rif. alla fusione fredda…
    YOUTUBE.COM
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