Cold Fusion – last news – 25_10_2014 – Ing Tufano – Ing Sipolino

quando la scienza interessa anche la politica ..

La dimostrazione che la fusione fredda funziona? ecco le prove

(la esposizione -in video- è fatta in modo che tutti possono seguire e rendersi conto della grande opportunità che offre la fusione fredda):

la pubblicazione scientifica italiano/inglese del 2002 (Enea et altri):

(nota bene: il link seguente è stato corretto perché precedentemente non portava all’articolo originale):

http://www.fusione.enea.it/pubblications/TR/2002/RT-2002-41-FUS.pdf

cit:
Experimental evidence of 4He production in a
cold fusion experiment
ANTONELLA DE NINNO, ANTONIO FRATTOLILLO, ANTONIETTA RIZZO
ENEA – Unità Tecnico Scientifica Fusione
Centro Ricerche Frascati, Roma
EMILIO DEL GIUDICE
INFN Sezione Milano
Via Celoria 16, 20133 Milan (Italy)
GIULIANO PREPARATA
University of Milan, INFN Sez. Milano
Via Celoria 16, 20133 Milan, (Italy)

EXPERIMENTAL EVIDENCE OF 4HE PRODUCTION IN A COLD FUSION
EXPERIMENT
Riassunto
In questo lavoro viene dimostrata la simultanea produzione di eccesso di entalpia e di 4He
durante l’elettrolisi di acqua pesante su catodo di Palladio (Pd); quando il rapporto
stechiometrico x=[D]/[Pd] eccede la soglia critica x=1. Questo effetto è stato ottenuto su
catodi resistivi quasi unidimensionali in forma di serpentina, ricavata da un film sottile di
spessore tra 1 e 2 micron. E’ stata dimostrata l’influenza di un potenziale elettrico
longitudinale applicato al catodo, sul raggiungimento di elevati caricamenti. L’eccesso di
calore è segnalato da un aumento di temperatura, misurato mediante un elemento Peltier di
tipo commerciale tenuto in buon contatto termico con il substrato del catodo in film sottile.
Allo scopo di rivelare le piccole quantità di 4He che ci si aspetta siano presenti,
simultaneamente alla produzione di entalpia, come evidenza del carattere nucleare del
processo, è stato messo a punto un metodo di analisi basato sulla totale rimozione di tutti i
gas chimicamente attivi presenti nella miscela gassosa prodotta nel corso dell’elettrolisi.
L’utilizzo di pompe “Non-Evaporable Getter” (NEG) permette di rimuovere efficacemente
dalla miscela tutte le componenti non inerti, ed in special modo gli isotopi dell’idrogeno. I
gas nobili che rimangono, soli, in fase gassosa vengono inviati periodicamente allo
spettrometrometro di massa e qui analizzati quantitativamente. L’osservazione di una
quantificabile trasmutazione di Deuterio in Elio prova univocamente che alla base del
fenomeno della cosiddetta “fusione fredda” c’è un processo di natura nucleare. Dalla quantità
di Elio prodotto nel corso dell’elettrolisi, in base alla conversione 2D→4He+23.8 MeV, si
può stimare l’energia prodotta nel processo. Tuttavia si trova che l’energia stimata attraverso
questa conversione eccede quella valutata semplicemente in base all’aumento di temperatura.
Questa discrepanza aumenta all’aumentare del livello di energia prodotto e può essere
compresa considerando le condizioni di non equilibrio termico che si verificano nelle
vicinanze del catodo e la conseguente perdita di calore per irraggiamento da parte della
superficie calda del materiale Pd. Come caso estremo si può raggiungere la fusione parziale
del catodo (la temperatura di fusione del Pd è di 1828 K) senza aumentare apprezzabilmente
la temperatura dell’elettrolita e dunque senza che l’evento sia rivelato dal metodo
calorimetrico. Il fenomeno descritto è stato riprodotto diverse volte: il livello quantitativo
della produzione di elio nei differenti esperimenti, dipende, ovviamente, dal livello di
caricamento di Deuterio in Palladio raggiunto nel corso dell’esperimento.

(continua)
http://www.fusione.enea.it/pubblications/TR/2002/RT-2002-41-FUS.pdf

  • more info1:
    La trattazione su wikipedia:

Elettrolisi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrolisi_dell’acqua

  • more info2:

Fusione fredda:

http://it.wikipedia.org/wiki/Fusione_nucleare_fredda

  • more info3:

Rapporto 41 (prima parte):

Rapporto 41 (seconda parte):

  • more info4:

Renzo Mondaini (prima parte):

Renzo Mondaini (seconda parte):

Renzo Mondaini (terza parte):

NOTA BENE:

  1. NON ESEGUIRE gli esperimenti dei video o degli articoli se non si ha una laurea specifica o si conosca bene la materia! .. vi è rischio di esplosione dell’idrogeno, in particolare al chiuso, o vi è pericolo di folgorazione o ustione se si toccano gli elettrodi sia in condizioni di bassa tensione che di incandescenza con ancora maggior pericolo.
  2. Anche se si applicano basse tensioni iniziare da valori sotto 1 volt, e verificare con occhiali di protezione in area aperta ed ossigenata.
  3. NON respirare i fumi della cella di reazione elettrolitica, che in presenza di sali specifici può essere più o meno dannosa alla salute ed anche mortale. Nel caso del bicarbonato di sodio (ad esempio) si ha la produzione di gas CO che è velenoso per l’organismo.
  4. E’ consigliabile che chi volesse sperimentare ci chieda informazioni sulla tecnologia per avere i risultati descritti nei video e sugli articoli. Scrivete a questo blog, e vi risponderemo, grazie.

more info “cold fusion”:
https://6viola.wordpress.com/cold_fusion-fusione_fredda/

AGGIORNAMENTO:
6 NOVEMBRE 2014
https://6viola.wordpress.com/2014/11/03/cold_fusion-fusione-fredda-last-news-03_11_2014/

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