fatti .. no chiacchiere! .. il 99% HA VINTO ! .. Referendum sull’EURO! ..

Francesco Neri ha condiviso un link.
2 min ·
Ancora una volta Grillo prova a stupire e per certi versi ce la fa. Sale su una gru quando nessuno se lo aspetta, duetta con Bennato, chiede all’esercito di fermare Renzi prima che arrivi a Genova, lancia il referendum per uscire dall’Euro, appare…
HUFFINGTONPOST.IT

la discussione su facebook (12-10-2014):

serve capire da chi viene il danno .. “da come l’euro è usato come una NUOVA ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA” .. fatti .. no chiacchiere! .. il 99% HA VINTO ! .. non è una questione “sì/no Beppe Grillo” .. -> è la scelta tra vivere o morire! ..

http://www.huffingtonpost.it/2014/10/11/beppe-grillo-referendum-euro_n_5970496.html?1413060151&utm_hp_ref=italy

 

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(da La Stampa)
M5S è e resta Beppe Grillo. «Italia5Stelle» ne è la dimostrazione.
Lo si capisce vedendo la folla che si raduna alla base del palco quando a prendere la parola è l’ex comico genovese: migliaia di persone che urlano e partecipano. Le stesse che si dileguano tra gli stand, nel momento in cui a parlare sono senatori, deputati e amministratori pentastellati. Colpa del sole o forse del gran caldo ma quando il microfono lo prendono gli altri, sul prato restano poche centinaia di persone. Eppure questa è la giornata clou della festa, quella nella quale «si parla di politica». La linea, però, la detta Grillo: non al Jobs Act che è «una presa per il culo»; un attacco alla Germania della Merkel «che non può dare lezioni a nessuno». Il resto è colore: l’attacco, sempre più violento, ai giornalisti; il cibo km0, il menu vegano, i gazebo, le strette di mano tra cittadini e politici. E anche l’attacco (indiretto) a Renzi «Dobbiamo fermare quei cialtroni con l’Esercito» facendo riferimento all’alluvione di Genova. D’altronde, lo stesso Grillo spiega che «il Dna del Movimento Cinque Stelle non è essere istituzione»: «Dobbiamo fare meno mozioni in Parlamento – spiega – e andare più tra la gente, perché in Parlamento ci sono solo nominati come Renzi».
«Il Parlamento è una dimensione che non ci appartiene. Ai ragazzi ho detto: da domani uscite e fate in piazza quello che fate in Parlamento. Verrò anch’io. E lo faremo, perché hanno votato tutti a favore».

LA MIA OPINIONE
Se “Il Parlamento è una dimensione che non ci appartiene”, come sostiene Grillo, quale potrebbe mai essere l’apporto alla politica e, soprattutto, alla democrazia, di un movimento valutato intorno al venti per cento dei consensi? All’inizio, il profeta della Lanterna diceva: “Entreremo in Parlamento e lo apriremo come una scatola di sardine!”. Se questo è il risultato, c’è poco da stare allegri. Che fine hanno fatto la scatola e le sardine?
È bene che gli elettori — pur nel pieno diritto di continuare a votare per Grillo –, riflettano sul valore pratico del loro voto. In democrazia, il popolo dovrebbe essere sovrano. Almeno in teoria: vista l’espropriazione progressiva della sovranità popolare a vantaggio di organismi europei ed extraeuropei non elettivi. È giusto, e soprattutto efficace, chiamarsi fuori dalle istituzioni in un momento così delicato per il futuro del Paese e dell’Europa? Non vorrei fare la figura del grillo parlante, e un po’ rompicoglioni, di Pinocchio. Quindi mi astengo da qualsiasi giudizio sugli elettori grillini. Li invito soltanto a riflettere.
Cui prodest, votare per Beppe?

(da La Stampa) M5S è e resta Beppe Grillo. «Italia5Stelle» ne è la dimostrazione.  Lo si capisce vedendo la folla che si raduna alla base del palco quando a prendere la parola è l’ex comico genovese: migliaia di persone che urlano e partecipano. Le stesse che si dileguano tra gli stand, nel momento in cui a parlare sono senatori, deputati e amministratori pentastellati. Colpa del sole o forse del gran caldo ma quando il microfono lo prendono gli altri, sul prato restano poche centinaia di persone. Eppure questa è la giornata clou della festa, quella nella quale «si parla di politica». La linea, però, la detta Grillo: non al Jobs Act che è «una presa per il culo»; un attacco alla Germania della Merkel «che non può dare lezioni a nessuno». Il resto è colore: l’attacco, sempre più violento, ai giornalisti; il cibo km0, il menu vegano, i gazebo, le strette di mano tra cittadini e politici. E anche l’attacco (indiretto) a Renzi «Dobbiamo fermare quei cialtroni con l’Esercito» facendo riferimento all’alluvione di Genova. D’altronde, lo stesso Grillo spiega che «il Dna del Movimento Cinque Stelle non è essere istituzione»: «Dobbiamo fare meno mozioni in Parlamento - spiega - e andare più tra la gente, perché in Parlamento ci sono solo nominati come Renzi».  «Il Parlamento è una dimensione che non ci appartiene. Ai ragazzi ho detto: da domani uscite e fate in piazza quello che fate in Parlamento. Verrò anch’io. E lo faremo, perché hanno votato tutti a favore»./// LA MIA OPINIONE Se "Il Parlamento è una dimensione che non ci appartiene", come sostiene Grillo, quale potrebbe mai essere l'apporto alla politica e, soprattutto, alla democrazia, di un movimento valutato intorno al venti per cento dei consensi? All'inizio, il profeta della Lanterna diceva: "Entreremo in Parlamento e lo apriremo come una scatola di sardine!". Se questo è il risultato, c'è poco da stare allegri. Che fine hanno fatto la scatola e le sardine? È bene che gli elettori -- pur nel pieno diritto di continuare a votare per Grillo --, riflettano sul valore pratico del loro voto. In democrazia, il popolo dovrebbe essere sovrano. Almeno in teoria: vista l'espropriazione progressiva della sovranità popolare a vantaggio di organismi europei ed extraeuropei non elettivi. È giusto, e soprattutto efficace, chiamarsi fuori dalle istituzioni in un momento così delicato per il futuro del Paese e dell'Europa? Non vorrei fare la figura del grillo parlante, e un po' rompicoglioni, di Pinocchio. Quindi mi astengo da qualsiasi giudizio sugli elettori grillini. Li invito soltanto a riflettere.  Cui prodest, votare per Beppe?
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