Bertinotti: “Abbiamo sbagliato tutto” (intervista)

[banderuole] Fausto Bertinotti, comunista pentito: “Abbiamo sbagliato tutto”

Oh vedi!!! che brava persona… ma vergognati! dovete solo vergognarvi, risarcire i danni e andare a meditare in galera (tu e tutta la banda).

Il comunismo? «Ha fallito». La cultura politica da cui si deve ripartire? «Quella…
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4 risposte a Bertinotti: “Abbiamo sbagliato tutto” (intervista)

  1. Seby Midolo ha detto:

    Per rilanciare il progetto del Socialismo reale, della rivoluzione, del cambiamento, del rovescio del malato sistema capitalista, occorre anche evitare di ripetere i soliti dogmi e le consuete “liturgie”; al contrario, bisogna innanzitutto compiere una analisi critica e profonda del nostro passato, purchè tale analisi non sia liquidatoria (cosa che già hanno fatto e continuano a fare in molti, anche tra coloro che si professano Comunisti), dato che non è possibile cancellare decenni di storia che hanno fortemente influenzato gli eventi del secolo da poco concluso.

    Come è stato liquidato il Socialismo reale durante la “monarchia bertinottiana”? In occasione di un convegno tenutosi a Livorno intorno alla prima metà degli anni ’90, Bertinotti presentò un temino ginnasiale in cui cancellò l’intera storia del ‘900.
    Togliatti – che pur essendo stato leninista ebbe le sue responsabilità sia sul revisionismo storico relativamente al movimento Comunista in Italia, sia sulla stessa demolizione Comunista nel nostro Stato – aveva affrontato la stessa questione in modo eccellente nel memoriale di Jalta.
    Le sue risposte, per quanto revisioniste, sono da considerarsi profonde ed ancora attuali, notevolmente differenti dal suddetto temino ginnasiale attraverso il quale Bertinotti e i suoi complici hanno dato fuoco al Comunismo, finendo così per ricadere in una ambigua e generica moderazione di sinistra che oggi si colloca al fianco delle potenze mondiali NATO, come lo stesso Tsipras ha dichiarato pubblicamente in una intervista televisiva.

    E’ possibile avviare un’analisi critica (anche se non esaustiva, perchè non del tutto storicizzata) sul Comunismo realizzato, che si pone il problema del mancato sviluppo delle forze produttive da parte della democrazia Comunista.
    Il problema non è banale e non può essere spiegato con superficialità, bensì va approfondito, per via della sua vastità, ma anche per via del fatto che la storia va letta tramite il metodo scientifico marxista: la storia del Comunismo non deve essere liquidatoria, ma deve servire a ricostruire un pensiero attuale partendo dalla nostra gloriosa storia: una storia vasta, che resiste agli incessanti tentativi di demonizzazione da parte delle classi dominanti.
    Nessun Comunista può e deve dimenticare la Rivoluzione d’Ottobre, la vittoria dell’Armata Rossa sul Nazional Socialismo, la Rivoluzione Cinese, la Rivoluzione Vietnamita, la Rivoluzione Cubana. Nessuno può e potrà mai dimenticarle!
    Il Comunismo ha il merito di aver contribuito ad una espansione universale dei Valori del Socialismo reale: questi fervidi Ideali hanno avuto la forza di infondere nelle masse proletarie la politicizzazione necessaria alla liberazione di interi continenti e di interi Popoli!
    Non si deve quindi essere nè revisionisti o liquidazionisti, nè teorici, ma semplicemente Comunisti: occorre leggere e studiare, come il Compagno Gramsci ci raccomandò.

    Analizziamo il Socialismo reale dell’URSS (o se preferite il Comunismo, cioè il paradiso terrestre creato dal Compagno Segretario Stalin). Perchè in Unione Sovietica si costruivano poche merci leggere, ma parecchie merci pesanti? Perchè il popolo in Unione Sovietica non poteva possedere una lavatrice o un qualsiasi altro elettrodomestico?
    In Italia negli anni ’60 si verificò un boom nella produzione delle merci leggere e, con la diffusione della lavatrice anche nel nostro Stato, le donne vennero liberate da un faticoso e ripetuto adempimento (scrivo “le donne” perchè negli anni ’60, il lavaggio dei panni spettava esclusivamente ad esse). L’avvento della lavatrice ha contribuito alla liberazione delle donne, ma in URSS questo non avvenne perchè occorreva investire obbligatoriamente sulla fabbricazione di merci pesanti (trattori, carri armati, armi): tale scelta produttiva fu naturalmente operata anche in funzione di fornire supporto all’intero “movimento industriale mondiale”.
    Che Guevara – con un’affermazione semplicistica dei fatti – sostenne che le armi non erano merci, ma occorre ricordare che l’Unione Sovietica regalava le armi a tutti i Popoli oppressi e forniva aiuto a tutti i Partiti Comunisti ed Operai del mondo, dissanguando le proprie finanze e rinunciando alla fabbricazione di merci leggere per il Popolo sovietico.

    Ci sono elementi di grande attualità da poter analizzare relativamente alla condizione politica ed economica generale. Se si affronta la questione della mondializzazione cambiandone analisi e terminologia, la responsabilità non è della mondializzazione, bensì della violenta competizione globale imposta dai poli imperialisti (USA, Israele, Unione Europea) per accaparrarsi i mercati! Questo è il vero punto da analizzare: una feroce competizione imperialista che vede come propri naturali nemici i nuovi Stati emergenti tipicamente indicati con la sigla BRICS, vere e proprie potenze mondiali coinvolte nei progetti UEE, ALBA e SCO.

    Analizziamo l’Unione Europea (UE) dei banchieri: non è altro che il capitale, il grande capitale nazionale transeuropeo che si è unito utilizzando in maniera meschina le false istituzioni democratiche dell’UE, dapprima in modo da accreditarsi come nuovo grande polo imperialista al servizio degli USA, in seguito per competere con USA ed Israele nella conquista dei mercati mondiali.
    Questo polo imperialista/capitalista/neoliberista che si è formato e che si espande verso l’Est pensa di accaparrarsi i mercati abbattendo il costo delle merci (un esempio limpido sono i costi dell’elettronica digitale contenuta nei superflui dispositivi che il consumismo impone), ma c’è un punto che merita una profonda ed attenta analisi: come si abbatte il costo delle merci? Certamente abbattendo i salari, i diritti dei Lavoratori e lo Stato Sociale!
    L’UE delle banche abbatte e demolisce la Costituzione interna e la democrazia di ogni singolo Stato che entra nell’inferno dell’Unione stessa, elimina la politica e le decisioni del governo di ogni Stato membro e, al posto dei politici, colloca gli uomini della Banca Centrale Europea (gli esempi più eclatanti li abbiamo visti in Grecia con Lucas Papademos ed in Italia con Barbara Spinelli, moglie di Tommaso Padoa-Schioppa).

    Lenin spiega benissimo quello che avverrà durante l’implosione del malato sistema capitalista: la fase moderna del capitalismo è segnata da una profonda contraddizione intercapitalistica, cioè dalla lotta tra i tre poli capitalisti di cui si è detto sopra, che ovviamente coesistono; nello stesso tempo, però, ognuno di essi cerca di accaparrarsi una maggiore fetta di mercato a discapito degli altri due.
    Dentro l’Europa delle banche questo fenomeno si vede palesemente: ad esempio, si pensi all’egemonia tedesca sull’intera Unione Europea, oppure all’asse franco-tedesco quale alleanza di aggressione imperialista ai danni dei Popoli liberi. Oggi vediamo chiaramente un’Europa capitalista e “germanizzata”: ciò che il Terzo Reich non riuscì a compiere sotto il comando di Hitler, oggi i Popoli lo subiscono dal comando della Merkel!
    Oggi il denaro ha molto più potere dei carri armati, infatti possiamo considerare l’attuale Europa dei banchieri come “controllata” dai carri armati tedeschi, dalle loro Panzer-Division sparse su tutti i territori assoggettati dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.
    Ci ricordiamo tutti l’esito delle elezioni in Grecia che vedevano l’avanzata del KKE al 40% (risultato modificato dal capitalismo dell’UE e dalla Merkel).
    L’Unione Europea è dunque un’organizzazione che, pur di imporsi come capitale europeo e come polo capitalista ed imperialista per accaparrarsi i mercati, massacra i Popoli liberi.

    Ricordiamo la lunga intervista rilasciata al Financial Times da Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia ed attuale presidente della Banca Centrale Europea: un’intervista dai contenuti orribili, che mette paura per le asserzioni in essa contenute e mette paura nella sua essenza stessa. Mario Draghi dice chiaramente che l’Europa che conoscevamo un tempo, quella che prevedeva lo Stato Sociale, è morta e sepolta, finita per sempre e non tornerà mai più nell’Europa della BCE.
    Lo scenario che ci aspetta è tutta un’altra cosa: è l’Europa dei capitalisti, l’Europa nella quali gli Stati sovrani vengono demoliti, anche grazie alla messa in pratica delle ricette massoniche, con le quali il grande capitale economico e finanziario della UE convive. Quella che ci attende sarà l’Europa dei licenziamenti, della miseria, del lavoro precario, della distruzione della Pubblica istruzione, della sanità Pubblica e dei servizi televisivi Pubblici.

    Occorre soffermarsi su chi nello Stato italiano incarna il progetto della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, collaborando attivamente con i signori della guerra imperialisti di stampo statunitense e sionista: la persona che attualmente in Italia tutela gli interessi dei capitalisti è Matteo Renzi, sostenuto da tutti gli attuali partiti politici presenti nel Parlamento italiano, uniti in un unico “governissimo” al servizio dei banchieri.

    Nella prima Repubblica abbiamo avuto una classe dominante dalla natura cattolica e conservatrice, non liberista, ma soprattutto abbiamo avuto il più grande partito Comunista dell'”occidente” che non fosse al governo e che, nella lotta contro i democristiani, ha saputo conquistare lo Stato Sociale e lo statuto dei Lavoratori, con il supporto di una grande CGIL (ovviamente mi riferisco a quella guidata dapprima da Giuseppe Di Vittorio ed in seguito da pochi altri). Il P.C.I. e quella CGIL hanno svolto un lavoro enorme che fondamentalmente portò alla nascita di un’Italia socialdemocratica, che purtroppo oggi non esiste più.

    Alla Prima Repubblica è seguito il ventennio del berlusconismo voluto dagli USA, che ha tentato di trasformare completamente lo Stato italiano in uno Stato liberista servo della BCE, ma fortunatamente c’è riuscito soltanto parzialmente, dato che non è arrivato a completare la mansione politico-economica per la quale era stato creato dalle regie estere che operano sull’Italia.
    Il successivo governo Monti, al contrario, è stato molto più violento ed aggressivo e, appena insediatosi, ha prefigurato un repentino cambiamento di marcia. La situazione politica italiana ha continuato a degenerare con i governi Letta e con l’attuale governo Renzi.
    In particolare quest’ultimo rappresenta una terza fase, quella di un liberismo strutturato, quindi una fase particolarmente pericolosa e drammatica (oltre ad essere terribilmente inquietante). Abbiamo assistito all’estromissione del sindacato FIOM da parte della FIAT perchè non si è piegato al volere dei padroni e non ha firmato il contratto che hanno invece firmato i consociati CGIL, CISL e UIL. La FIOM è stata letteralmente buttata fuori: un episodio unico che nello Stato italiano non era mai accaduto dai tempi del dopoguerra.

    Se sul piano sociale la BCE e il governo Renzi strutturano in chiave iperliberista lo Stato italiano, sul piano politico accade già da alcuni anni che la Banca Centrale Europea, l’Unione Europea, gli USA, la NATO ed Israele cercano il proprio partito di riferimento in Italia.
    Questo partito non è più il PDL, ma il PD di Matteo Renzi, servo di tutti i padroni e nemico delle masse proletarie. L’attuale PD è un partito politico filo-atlantico, cattolico, vaticanista, liberale e liberista, subordinato alla NATO e agli USA, ai poteri forti internazionali, alle lobbies, alla massoneria ed alla mafia.
    In Italia il PD distrugge le pensioni e lo Stato Sociale, ma nello stesso tempo permette che il Vaticano rimanga totalmente esente da tasse sulle innumerevoli attività di lucro svolte sul territorio italiano.

    Da non trascurare la pericolosa avanzata delle destre neo-fasciste in Europa e la soldataglia mercenaria nazifascista che, al soldo della CIA, ha consegnato l’Ucraina libera all’Unione Europea. Un quadro veramente drammatico nel quale i Comunisti devono operare una scelta di carattere, così come già fanno ed hanno fatto i Compagni di tutti i Partiti Comunisti ed Operai dell’intero pianeta, schierandosi con Putin e con la Cina.

    I veri Comunisti hanno nel proprio DNA l’unità: senza tale concezione non si può essere leninisti/gramsciani.
    Nell’era post-fascista, Stalin, Dimitrov ed altri, posero la questione dei “fronti popolari”: la parola d’ordine era l’Unità Comunista a carattere mondiale (Pietro Secchia insegna!). Alcuni anni prima, Antonio Gramsci fondò il proprio giornale Comunista e non a caso lo denominò “L’Unità”.
    Il fisiologico compito di noi Comunisti è quello di impedire che il sistema capitalista prosegua la propria azione di massacro dei Popoli, lottando ed opponendoci concretamente ad esso con l’unica alternativa scientificamente praticabile: l’attuazione del Socialismo reale.

    In Italia i Comunisti dobbiamo essere il cuore di un polo attivo che tuteli la classe operaia e distrugga il capitalismo. Noi Comunisti, per la nostra storia, la nostra cultura e la scienza marxista che ci contraddistingue, abbiamo la consapevolezza di poter disporre degli strumenti necessari per divenire una concreta opposizione al malato sistema capitalista.
    E’ fondamentale la costruzione del Partito Comunista in Italia: esso deve essere il cuore della politica italiana, nonchè la tutela dei deboli, dei disoccupati, dei precari, dei Lavoratori, dei pensionati e degli studenti. E quale potrebbe essere la collocazione di un partito comunista in Italia, se non al fianco della Russia anti-imperialista governata dal già Colonnello del KGB Vladimir Putin e della Cina Socialista governata dal Partito Comunista Cinese?

    Chi oggi si pone in chiave revisionista contro i blocchi Comunisti/anti-imperialisti/anti-capitalisti (costituiti da ALBA, UEE, BRICS e SCO) si assume davanti al mondo una responsabilità gravissima e si pone quale servo dei padroni, dei signori della guerra, degli imperialisti, dei capitalisti, dei vaticanisti, della massoneria e della mafia.

    Seby Midolo

    • Lino ha detto:

      Ho studiato e studio il comunismo di Marx e il socialismo reale da quando avevo 16 anni e oggi ne ho 57. Il problema non è di bandierine. I problema è di dire che idea di società si propone. Viceversa con Berlusconi che appoggia Renzi e Beppe Grillo che ha come problema di farsi dare il Circo Massimo dal sindaco Marino .. io non vedo una capacità di progetto della società in grado di spiegare la legittimità di proporsi al governo del POPOLO di ITALIA. Se avete invece capito come mai la sinistra propone
      1) La maggiore tassazione d’Europa
      2) Il maggior debito pubblico d’Europa
      3) La svendita di tutti i BENI COMUNI
      4) la maggiore disoccupazione d’Europa
      5) La concentrazione del potere sul governo a sua volta asservito alle direttive della BCE violando -in ciò- l’articolo 11 della Costituzione Italiana laddove dice che “cessioni di sovranità sono possibili solo in condizioni di parità con gli altri Stati”.

      Ebbene, se voi avete capito la LOGICA di questa follia, spiegatela anche a noi di modo che anche noi possiamo capire e si possa avere un dialogo franco per il bene di tutti, non violento, rispettoso delle leggi e della Costituzione Italiana, degno di dare la leadership intellettuale a chi sia almeno in grado di intendere e di volere sapendo cosa propone e sapendolo spiegare a tutti. Grazie.

  2. Toto ha detto:

    Il comunismo era un’idea veramente cretina, Se i mezzi di produzione appartengono a chi comanda (re, imperatore, faraone, feudatario o partito politico) chi lavora è solo un servo della gleba.
    I mezzi di produzione devono appartenere a chi li usa per produrre, in alternativa ci sarà lo sfruttamento.

  3. Toto ha detto:

    Riguardo a Marx (vero nome Moses Mordekkai Levy), c’è da dire che era un massone amico di potenti banchieri ebrei, Odiava a morte il piccolo imprenditore che si spacca la schiena di lavoro con i suoi operai ma era perfettamente favorevole al banchieri burattinai che dall’alto tirano i fili dell’economia. Viene il dubbio che fosse contro il capitalismo ma favorevole al supercapitalismo.
    L’URSS è stato un’interessante esempio di supercapitalismo, dove tutta l’economia era nelle mani di una decina di capitalisti di stato.

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